03 febbraio 2010

Ratio Consulta: La disperazione e lo sfogo dei giovani lavoratori catanesi

Ratio Consulta: lavoratori che non smetteranno mai di credere in un futuro migliore
LA VOCE DEI LAVORATORI:

Federica, 24 anni: Sono venuta in Ratio Consulta che è lunica fonte di reddito per la mia famiglia, ho un figlio di 3 anni e mezzo. Non è una situazione bella per nessuno ho un figlio ed una famiglia da mantenere.

Piera , 42 anni: Ho due figli pensavo di poter trovare lultima chance e ci siamo ritrovati senza niente alle spalle dalloggi al domani. Soprattutto per chi come me ha una età è un dramma. Non ho nessuno alle spalle che può campare ne me ne i miei due figli.

Angelo 22 anni: Lavoro qui da circa un anno e mezzo, da lunedì mattina cerchiamo di tenere il lavoro per me e per tutti i lavoratori presenti. Avevo acquistato attraverso un prestito una macchina ma adesso non ho alcuna possibilità di onorare il debito.

Rosario 36 anni Sono laureato in economia e commercio e non ho avuto nessuna opportunità di lavoro. Diversi anni fa avevo mandato un curriculum anche a Ratio Consulta che mi ha proposto questo lavoro. Ho una famiglia da sfamare, moglie ed una figlia di 2 anni e mezzo. Ho le bollette da pagare. Questa è la opportunità a cui mi ero aggrappato.

Doriana, 22 anni: Sono una delle più piccole. Sono a tempo indeterminato da meno tempo rispetto agli altri. Se perdo il lavoro non sarò più autonoma, ritornerò a farmi sostenere dai miei ma oramai la mia aspirazione è quella di costruirmi la mia vita.

Gaetano 29 anni: Da quattro anni sposato ed ho due bambini. Ho presentato il curriculum e sono stato selezionato. Ho lavorato per Enel ed adesso il lavoro manca. Stiamo lottando per garantire il lavoro per me e la mia famiglia.

Rosanna 31 anni: RSA Uilcom Uil. Da un anno in Ratio Consulta ho trovato questo lavoro che mi permette di dedicarmi al mio bimbo che ha due anni e tre mesi. Se dovessi perdere il lavoro perderei anche lautonomia economica e soprattutto il rapporto con i colleghi che adesso sono pure i miei amici.

Alexander Beraki, 29 anni: RSA Slc Cgil. Lavoro per Ratio Consulta e grazie a ciò ho ripreso gli studi universitari. Grazie al lavoro sono autonomo anche rispetto alla famiglia. Ho il timore di ritornare a fare il bamboccione. Sono preoccupato soprattutto per i miei colleghi che anno famiglia, figli e nessun reddito. Chi ottiene vantaggi economici per aver avviato delle attività in Sicilia non può scomparire dalloggi allindomani. Chiedo giustizia.

Oriana 25 anni: RSA Fistel Cisl. Lavoro da un anno e mezzo per questa azienda. Vogliamo tutti un futuro. Le istituzioni ci hanno detto che il lavoro va salvaguardato ma con questa situazione tutto diventa difficile. Avere una famiglia, accendere un mutuo, tutto è difficile. Le istituzioni ci devono aiutare, chi ha interesse per noi cittadini lo dimostri intervenendo. - Vai al blog per leggere gli altri articoli... -

NEWS:

Sperando di non ripetere un altro caso Omnia

Apprendiamo che alla Società TRIPLANE con sede in Lussemburgo sono state cedute, il 25 ottobre 2009 14.523 azioni. Ne rimangono a Ratio Consulta solamente 2041.

31 gennaio 2010

Permessi mamma e papà (Telecom Italia)

I “Permessi Mamma e Papà” hanno lo scopo di offrire alle/ai dipendenti uno strumento aggiuntivo utile a meglio contemperare le esigenze familiari con la prestazione lavorativa. E’ infatti possibile per i dipendenti assentarsi dal servizio ad ore o a giornate intere, da recuperare entro il trimestre solare di competenza con prestazioni aggiuntive rispetto al normale orario di lavoro.

Il quantitativo di ore fruibili è il seguente:

FULL-TIME : 150 ore annue; 14 ore mensili

PART-TIME 75% : 112 ore e 30 minuti annui; 10 ore e 30 minuti mensili

PART-TIME 50% : 75 ore annue; 7 ore mensili

I permessi sono riservati ai genitori di bambini fino ad 8 anni di età, in servizio con contratto di lavoro a tempo indeterminato, di inserimento o di apprendistato, con livello inquadramentale dal 1° al 5°, che abbiano terminato il periodo di prova. Si può fruire dei permessi anche nei casi di:o adozione o affidamento preadottivo di minorio affidamento temporaneo di minori, purchè fiscalmente a carico degli affidatari.

Per accedere all’utilizzo dei permessi, la/il dipendente interessato comunicherà di volere essere inclusa/o tra gli utilizzatori dell’istituto al Gestore Risorse Umane di riferimento, attraverso la compilazione di un apposito modulo

I singoli permessi verranno poi di volta in volta richiesti al proprio Responsabile, sempre anticipatamente alla fruizione, compilando un relativo modulo di riferimento.

Il modulo con l’autorizzazione del Responsabile sarà quindi consegnato al preposto all’attività di Punto Delega,che inserirà il relativo giustificativo di assenza nel sistema SAP HR.

I permessi Mamma e Papà possono essere fruiti su base giornaliera per un minimo di 30’ e fino all’intera durata dell’orario di lavoro giornaliero.E’ possibile anticipare anche interamente l’utilizzo delle ore spettanti per il mese successivo. Nel caso di rapporto full time, ad esempio, si può usufruire delle 14 ore spettanti per il mese e delle ulteriori 14 del mese successivo. Non è possibile anticipare a dicembre le ore spettanti a gennaiodell’anno successivo. Eventuali ore non fruite nel mese precedente non possono essere utilizzate nel mese successivo. Resta comunque fermo che i permessi possono essere fruiti nei limiti dei plafond annui indicati in precedenza.Il recupero delle ore fruite sarà operato mediante prestazioni, oltre il normale orario giornaliero di lavoro, della durata minimo di 30 e massimo di 90 minuti giornalieri, entro il trimestre solare di competenza (ciò vale anche per le ore fruite in acconto: ad es. le ore fruite a marzo in acconto sulla quota di aprile,andranno recuperate entro giugno). sclusivamente per l’ultimo trimestre dell’anno, il recupero delle ore fruite nello stesso può essere effettuato fino al 31 gennaio dell’anno successivo. Non è possibile procedere al recupero delle ore fruite in acconto nello stesso “mese di anticipato godimento”; ad es., nel caso in cui si fruisca a gennaio di 23 ore, di cui 14 del mese di gennaio stesso e 9 in acconto di febbraio, queste ultime ore andranno recuperate a partire da febbraio ed entro marzo (eventuali ore di prestazione aggiuntiva rese a gennaio in eccesso rispetto al massimo mensile di 14, saranno pertanto considerate lavoro supplementare/straordinario).

Il controvalore economico delle ore di permesso fruite e non recuperate entro il termine previsto viene trattenuto nel foglio paga del mese successivo a quello di scadenza del periodo di recupero (ad es., il valore di eventuali ore fruite nel primo trimestre dell’anno e non recuperate, saràtrattenuto nel cedolino paga di aprile).

Moduli e permessi mamma e papà. (Formato Pdf...)


30 gennaio 2010

TLC: Delocalizzazioni lettera ad Associazioni Consumatori

Così come ho avuto modo di dire nel corso delle numerose assemblee, nel corso del prossimo anno e negli anni a venire, sarà sempre più necessario coinvolgere nelle nostre battaglie le associazioni dei consumatori. I diritti ed il lavoro oltre la crisi vuol dire anche questo. Il lavoro e non solo i lavoratori, la qualità percepita dagli utenti sarà partner nelle nostre battaglie.Un altra delle idee di SLC CGIL Catania recepita dalle istante nazionali dell'organizzazione.

Giovanni Pistorio

Segretario Generale SLC CGIL Catania


Alla cortese attenzione di:


Clara Monelli – ACU

Paolo Landi – ADICONSUM

Carlo Pileri – ADOC

Mauro Novelli – ADUSBEF

Luisa Crisigiovanni – ALTROCONSUMO

Mario Finzi – ASSOUTENTI

Walther Andreaus – CENTRO TUTELA CONSUMATORI E UTENTI

Fernando D’Angelo – CITTADINANZATTIVA

Marco Maria Donzelli – CODACONS

Ivano Giacomelli – CODICI

Francesca Arnaboldi – CONFCONSUMATORI

Rosario Trefiletti – FEDERCONSUMATORI

Giovanni Ferrari – LA CASA DEL CONSUMATORE

Pietro Praderi – LEGA CONSUMATORI

Lorenzo Mozzi – MOVIMENTO CONSUMATORI

Antonio Longo – MOVIMENTO DIFESA DEL CITTADINO

Massimiliano Dona – UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI


Proposta di costituzione di un Osservatorio congiunto con OO.SS. sui servizi di call center all’estero

Egregi rappresentanti delle associazioni per la difesa dei consumatori,con la presente siamo a denunciarvi come SLC-CGIL (Sindacato Lavoratori della Comunicazione – CGIL, il sindacato maggiormente rappresentativo nelle imprese di Telecomunicazioni e servizi di call center), un grave processo in atto avviato dai principali titolari di licenza di telefonia fissa e mobile (Telecom Italia, Vodafone, Wind, H3G, ecc.).

Si tratta di un sistematico ricorso (da noi già denunciato in sede sindacale) ad appalti di servizi di customer care ad imprese operanti all’estero (Tunisia, Romania, Albania, Argentina), con tutto ciò che ne consegue in termini sia di qualità (scarsa comprensione della lingua, dei termini più tecnici, delle procedure) che di sicurezza dei dati telefonici.

Il tutto è anche in contraddizione con la filosofia delle recenti disposizioni dell’Autorità Garante per le Comunicazioni (AGCOM), si veda per tutte la delibera 79/09.

Come stiamo infatti registrando, aumentano i tempi di intervento, numerose sono le richiamate, diversi i disguidi che richiedono poi l’intervento di un assistente di secondo grado da parte degli operatori italiani (facendo perdere giorni interi al cliente). Il tutto senza reali garanzie (almeno per quanto ci risulta) su possibili manipolazioni dei dati di traffico telefonico, sull’accesso o meno ai sistemi informatici aziendali italiani (e relative banche dati). Un contesto reso poco “trasparente” anche dalla diversa legislazione in vigore nei paesi stranieri su indicati, in materia di privacy e di commercio elettronico di dati (senza considerare l’oggettiva difficoltà di controllo e verifica in loco da parte delle autorità italiane).

Poiché come Sindacato riteniamo da sempre che la qualità del servizio sia la prima garanzia per la crescita e lo sviluppo delle aziende di TLC (e per la salvaguardia anche dei livelli occupazionali e professionali) e sia interesse di tutti (lavoratori, clienti, imprese) “investirvi”, siamo non solo a segnalare alle vostre associazioni il fenomeno ma anche ad avanzarvi una proposta.

Quella di costituire un Osservatorio nazionale congiunto tra Sindacato e Associazioni specificatamente dedicato, anche al fine di predisporre dei veri e propri rapporti sul fenomeno e sulle sue ricadute.

Certi di una vostra risposta,

p. la Segreteria Nazionale di SLC-CGIL

Alessandro Genovesi

27 gennaio 2010

Telecom Italia: Segnalazione su lettere di assunzione ex apprendisti.

Oggetto: segnalazione su lettere di assunzione ex apprendisti.

Con la presente le scriventi Segreterie Nazionali di SLC-CGIL,FISTEL-CISL, UILCOM-UIL - avendo visionato le lettere di assunzione che in questi giorni la Telecom S.p.A. sottopone per la sottoscrizione a dipendenti assunti precedentemente come apprendisti - evidenziano che in alcune parti della su menzionata lettera di assunzione si ravvedono elementi che recano pregiudizio alla parità delle parti nel contratto di lavoro, agendo su diritti indisponibili che pregiudicano condizione future.

Tale comunicazione ha valore di segnalazione formale.

Distinti saluti.

Le Segreterie Nazionali

SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL

14 gennaio 2010

CALL CENTER: ARIA DI CRISI IN OUTSOURCING

LE NOSTRE PROPOSTE:

A seguito della cosiddetta “circolare Damiano” del 14 giugno 2006 diverse aziende, che a quella data operavano nel settore dei call center in outsourcing, hanno provveduto a stabilizzare gradualmente, con contratto di lavoro subordinato ed a tempo indeterminato, i propri dipendenti. Chiaramente, tali aziende, al momento dell’assunzione, hanno utilizzato tutti i benefici previsti per legge compreso quelli di cui alla L.407/90.

Successivamente diverse altre aziende del settore, utilizzando i suddetti benefici, hanno continuato ad assumere utilizzando, nei confronti dei lavoratori, tali tipologia contrattuale. Come ben si sa, tali sgravi contributivi e previdenziali di cui alla L.407/90 sono utilizzabili per un periodo massimo di 36 mesi. A conti fatti, le aziende che hanno avviato per prime il processo di stabilizzazione, ad iniziare dai primi mesi del 2010, subiranno una impennata dei costi per il personale.

Nel frattempo, le aziende committenti, mettendo ad arte tra loro in concorrenza gli outsourcer hanno schiacciato sempre più in basso il valore di ogni singola commessa affidata all’esterno.

Lo scenario prevedibile, a tal punto, potrebbe essere il seguente:

1)man mano che i costi inizieranno a lievitare in ogni singola unità produttiva dislocata territorialmente gli outsourcer potrebbero decidere di dismettere gradualmente le proprie attività per riaprire utilizzando nuovo personale (anche benefici per la formazione) in altre parti del paese. Chiaramente verrebbero meno anche i diritti conquistati, a fatica, da chi già lavora nel settore.

2)tante altre, tra le aziende, potrebbero decidere (dietro pressione delle committenti che hanno lo scopo di realizzare maggiori profitti) di delocalizzare all’estero le loro attività.

In Sicilia, specialmente, sono a rischio migliaia di posti di lavoro.

SLC CGIL ed il suo Segretario Generale Emilio Miceli, è stata tra le prime a lanciare l’allarme su scala nazionale e le tre sigle confederali per contrastare il fenomeno delle delocalizzazioni hanno già chiesto, ai diversi livelli del governo nazionale, specifici incontri.

In Sicilia, abbiamo chiesto più volte alle Istituzioni locali, che venissero ascoltate le nostre ragioni ma le attenzioni che ci governa dedica all’argomento sono pari al nulla.

Le proposte che a tal proposito ritengo di avanzare sono le seguenti, la prima ha valenza regionale, sulla seconda e sulla terza ci si dovrebbe lavorare a livello nazionale.

1)trovare le risorse finanziarie locali per estendere per ulteriori 24 mesi i benefici accordati ai sensi della L.407/90.

2)dotarsi di uno strumento di legge attraverso il quale fare utilizzare i benefici della l.407/90 alle aziende che intendono assumere alle proprie dipendenze i lavoratori con contratto di somministrazione. Es.elevazione dei limiti di reddito per i somministrati da far valere come reddito massimo per l’utilizzo dei benefici.

3)nel frattempo, in considerazione della quantità di denaro messa in circolo nel sistema degli appalti nel settore delle comunicazioni, tenuto conto che chi agisce in tale settore svolge un servizio pubblico essenziale, ed in considerazione del fatto che il settore deve essere sterilizzato rispetto ad eventuali fenomeni criminali di riciclaggio. Tutto ciò premesso, bisogna dotare il settore di un capitolato generale di appalto che regoli i rapporti tra le committenti e l’appaltatore; prevedendo, altresì, delle norme a garanzia della manodopera, del salario e dei diritti. In parole povere: bisogna impremere una svolta decisiva all’interno dell’intero settore.

Giovanni Pistorio

SLC-CGIL-CATANIA


Nota di redazione:

Sono stati aperti i post su questo articolo, chi vuole condividere o dare un contributo, può farlo cliccando su "Posta un commento"

12 gennaio 2010

Concetta Raia: Fughe in avanti? No, grazie. (www.concettaraia.com)

Quello che appare con sempre più evidenza sulla stampa e all’opinione pubblica è purtroppo un Pd siciliano diviso in più galassie, con diverse tifoserie che francamente fanno molto male al giovane partito democratico, ai suoi iscritti e ai suoi elettori. Voglio precisare in modo netto che questa immagine del partito non solo è dannosa, ma anche sbagliata. Vale la pena ricordare, infatti, che appena due settimane fa l’assemblea regionale del partito ha approvato, praticamente alla unanimità, una linea chiara e responsabile di apertura e di confronto con il Governo regionale solo sulle riforme necessarie per la Sicilia e per i siciliani. Il Centro-destra ha fallito, tant’è vero che si è spaccato, e di questo bisogna prenderne atto e cogliere le opportunità che possono permettere al Pd di incidere su quelle scelte di riforma che questo governo non potrà sostenere senza la nostra partecipazione attiva e di ciò il Pd si assume la responsabilità.

Ai cittadini interessa che la politica dia risposte alle gravi emergenze sociali ed economiche, ambientali e di riorganizzazione della burocrazia regionale che non consentono alla nostra Regione di avere un proprio progetto di sviluppo.

Credo che il documento approvato lo scorso 19 dicembre rappresenti il punto di riferimento del nostro impegno e che, quindi, altre posizioni o interpretazioni rappresentino “fughe in avanti” che non servono né al Pd né ai siciliani. La linea del partito è decisa democraticamente solo dagli organismi. Sarebbe opportuno, quindi, evitare “eccessi individualistici” o “posizioni correntizie” che producono l’effetto di disorientare e non orientare gli iscritti in primo luogo, ma anche la gente che guarda al Pd con grande attenzione. Il gruppo dirigente del partito dia, quindi, un’immagine unitaria di sé e lavori sulle priorità che si è dato.


CONCETTA RAIA

Deputato Regionale del Pd

www.concettaraia.com

15 dicembre 2009

Situazione Call Center outsourcer: Parlano il Segretario Generale SLC/CGIL ed il Segretario responsabile Area TLC

Care/i compagne/i,

nei giorni scorsi la segreteria nazionale della Slc/cgil ha cercato di rendere evidente,attraverso una nota la situazione di mercato dei call center in outsourcing nel nostro paese, evidenziando anche il nuovo fenomeno delle delocalizzazioni.

Si tratta di una prima documentazione utile per completare una riflessione sul mondo dei call center e sui temi che stanno alla base dei segni preoccupanti di crisi ormai quotidiani. Nei prossimi mesi si profila, proprio nel mondo dei call center, un quadro pesante che rischia di essere devastante, soprattutto nel Mezzogiorno, perché ormai si incrociano tre questioni importanti: il calo della domanda telefonica, la stretta sui costi e, nel corso del 2010, l’esaurimento degli incentivi sull’occupazione che graveranno per il 27% sul costo del lavoro nel mezzogiorno e per l’11% al Nord, solo in riferimento alle stabilizzazioni previste dalla“ circolare Damiano”. Com’è noto, nel Mezzogiorno, sono stati erogati bonus che hanno pesato per 7/8000 euro per chi era escluso dai benefici previsti dalla legge 407/90.Il tutto accompagnato dal ritorno alle peggiori pratiche delle gare di appalto al massimo ribasso e dal comportamento irresponsabile dei grandi committenti, che sistematicamente rifiutano di affrontare il tema vero nel settore: l’inserimento di

clausole sociali a livello di filiera. L’incrocio e la contestualità di queste tre questioni, se non adeguatamente monitorate e governate, produrranno un cambiamento profondo ed un drastico taglio nel numero dei call center e dell’occupazione.

La tendenza dei grandi gruppi telefonici è quella, per fare fronte alla crisi, di delocalizzare chiedendo agli outsourcer di produrre all’estero oppure di scaricare su società minori commesse e lavoratori da gestire al di fuori da regole e diritti acquisiti in questi anni.

In ogni caso la nostra preoccupazione è che il mondo dei call center possa rischiare un brutto passo all’indietro, alle condizioni precedenti alla circolare Damiano, che previde la stabilizzazione di 20000 lavoratori, aggravate, sul piano del modello, dalle delocalizzazioni ed al ricorso a vere e proprie ragnatele societarie tali da fare svolgere ai call center tradizionali la funzione di stazioni subappaltanti. Decine e decine di società a basso costo in grado di alimentare un secondo mercato del lavoro non garantito. In questo senso ed in questa congiuntura sarebbe necessario un confronto con gli operatori telefonici in sede politica, che stiamo sollecitando, perché si possa mettere ordine attraverso un sistema di clausole sociali che impedisca il subappalto non autorizzato che ormai si sta imponendo “di fatto”. Se non riusciremo a governare i processi di societarizzazione, infatti, rischiamo di assistere supinamente sia ai processi di delocalizzazione all’estero che al subappalto, nel mercato domestico, delle commesse.

Sarebbe il fallimento dell’idea che abbiamo perseguito in questi anni, di una organizzazione su base sempre più solida del call center, in grado di offrire servizi sempre più sofisticati ed integrata con gli operatori di tlc, collocati lungo una scala di

valore sempre più ampia. In questi anni abbiamo favorito questa crescita combattendo il dumping e la concorrenza sleale, favorendo la crescita professionale di migliaia di lavoratrici e lavoratori, operando per favorire crescita e stabilità.

La crisi economica generale e la congiuntura di settore, dunque, rischiano di produrre disoccupazione di massa che nel mezzogiorno può trasformarsi in una vera e propria “bomba sociale” capace di mettere in ginocchio centri e città importanti, intere aree territoriali. Abbiamo denunciato più volte il rischio dello scoppio di una bolla territoriale pesante. Ma questo riguarda anche aree a forte intensità di presenza di call center in outsourcing nel resto del paese.

E’ necessario che il Governo Nazionale si occupi subito di questo tema e lo faccia inaugurando un confronto con imprese di call center, gruppi di tlc e sindacato poiché ormai si tratta di un tema di forte valenza politica. E’ ovvio che bisognerà trovare modi e forme perché il governo continui a sostenere la crescita di questo settore evitando di staccare la spina.

Chiediamo che possa avvenire al più presto e sosterremo con tutte le iniziative del caso la nostra richiesta di confronto per evitare che nei prossimi mesi succeda il peggio.


Emilio Miceli

Segretario Generale SLC/CGIL


Alessandro Genovesi

Segretario responsabile Area TLC

Ars, ddl contro violenza sulle donne

PALERMO - Aiutare le donne che hanno subito violenza in famiglia o sul posto di lavoro e sostenere i loro figli, accompagnarle in un percorso di reintegrazione sociale, promuovere strutture di sostegno e campagne di sensibilizzazione su tutto il territorio regionale.

Sono gli obiettivi del disegno di legge regionale presentato questa mattina all'Ars, nella Sala Rossa. L'iniziativa è stata promossa da Concetta Raia, deputato regionale del Pd, e sostenuta dalle altre due parlamentari regionali, Giulia Adamo del Pdl Sicilia e Marianna Caronia, iscritta al gruppo misto. "Siamo di fronte ad un fenomeno - ha detto Concetta Raia - molto più diffuso di quanto si possa immaginare, specie in Sicilia. La nostra iniziativa nasce dal dialogo con chi, quotidianamente, affronta questo tipo problemi. Mi auguro che il disegno di legge possa trovare una corsia preferenziale all'Ars ed essere approvato in tempi rapidi".

"C'era un vuoto legislativo - ha aggiunto Marianna Caronia - questo ddl aiuta a colmarlo, almeno in parte". Della scarsa presenza di donne in politica, invece, ha parlato Giulia Adamo: "non credo dipenda alla volontà degli uomini di escluderci, piuttosto dalla poca volontà di molte donne di passare dalla politica vissuta come volontariatò ad un impegno a tempo pieno".

Il disegno di legge prevede, fra l'altro, l'istituzione di un Forum permanente contro le molestie e la violenza di genere, la creazione di centri anti-violenza, la diffusione di vere e proprie case d'accoglienza in grado di ospitare donne e i loro figli, nonchè iniziative mirate a formare personale in grado di sostenere le vittime. Alla presentazione del ddl è intervenuto Francesco Cascio, presidente dell'Ars.

"Questo ddl affronta un tema che spesso 'leggiamò attraverso statistiche, ma sappiamo che le statistiche si basano sulle denunce, - ha detto - e che spesso gli episodi di violenza non vengono denunciati dalle donne, soprattutto in Sicilia. Per questo è importante con leggi mirate". Il presidente della commissioni Affari istituzionali, Riccardo Minardo, ha sostenuto che "il testo potrà essere approvato dalla commissione entro 10 giorni".

Da: Sicilia Web

Contro la violenza sulle donne, incontro all’Ars: Raia, Caronia e Adamo presentano disegno di legge

“Il problema della violenza sulle donne deve essere affrontato in primo luogo sul piano culturale. L’evoluzione della mentalità passa attraverso la presa di coscienza collettiva, la consapevolezza individuale e l’educazione delle generazioni future, ma anche attraverso strumenti legislativi che abbiano come obiettivo la tutela e la valorizzazione delle donne”. Lo dice la parlamentare regionale del PD, Concetta Raia che sull’argomento ha promosso assieme alle parlamentari regionali, Marianna Caronia (Gruppo Misto) e Giulia Adamo (PDL Sicilia) un disegno di legge su ‘Interventi contro la violenza sulle donne’.

Il tema della violenza e le possibili iniziative istituzionali a tutela delle donne che subiscono maltrattamenti e brutalità sarà trattato domani, 15 dicembre 2009, a partire dalle 9.30 presso la Sala Rossa di Palazzo dei Normanni. L’incontro sarà l’occasione per presentare il ddl, firmato dalle deputate e un’occasione utile di confronto per raccogliere proposte e suggerimenti ed individuare iniziative da proporre a qualunque livello territoriale. Alla riunione, a cui parteciperanno donne impegnate nelle istituzioni pubbliche, nei sindacati e nelle associazioni sarà presente anche il presidente della prima commissione affari istituzionali all’Ars, Riccardo Minardo.

13 dicembre 2009

Call center: Telecom, Vodafone e Wind portano all'estero parte delle chiamate oggi gestite dal mercato italiano

Tlc: Campagna Nazionale per una moratoria contra le delocalizzazioni dei Call Center!

Per il Documento della campagna clicca qui

Per il Volantino della campagna clicca qui

Romania o Albania, soprattutto. Ma anche Brasile, Tunisia o Argentina. Chi dovesse rivolgersi al call center di qualsiasi operatore italiano ha sempre più probabilità che la propria richiesta venga evasa da operatori di quei paesi. Nulla da obiettare, ovviamente, sull’attività chi sarà dall’altra parte della cornetta. Tuttavia le scelte di Wind, Telecom, Vodafone e compagnia che, per risparmiare sul costo del lavoro, hanno deciso di trasferire all’estero una parte delle chiamate, mettono a rischio almeno 4mila posti nei call center italiani. A lanciare l’allarme è il sindacato delle telecomunicazioni Cgil dopo numerosi segnali arrivati dai delegati di tutta Italia. Da qui un lungo lavoro da cui è nata una prima mappa delle delocalizzazioni (vedi in fondo all’articolo). Al momento non è possibile quantificare con precisione quanti siano i lavoratori che operano all’estero per aziende italiane, e questo è già un primo indicatore di come in questo settore manchi trasparenza. La certezza è che in queste settimane vanno predisponendosi i sistemi operativi e le postazioni, molte delle quali partiranno col nuovo anno.


LA CATENA DEI SUBAPPALTI. Le esternalizzazioni non si svolgono sotto forma di appalto diretto: i grandi committenti (Telecom, Sky, Fastweb, Vodafone ecc) operano infatti tramite subappalti con i loro principali fornitori (tra cui Almaviva, Comdata, Teleperformance, E-Care e Wsc) e sono poi questi ultimi a traslocare oltre confine. Va chiarito che, almeno sulla carta, gli obiettivi sarebbero differenti: ci sono quelli dei committenti, che per risparmiare indicono gare al massimo ribasso spingendo indirettamente gli outsourcer a lasciare l’Italia. L’obiettivo di questi ultimi è opposto: rimanere sul mercato interno risulterebbe infatti più redditizio e permetterebbe di operare su territori meglio controllati senza il rischio di rimanere ostaggio dei committenti. C’è poi una terza ipotesi, cioè che i diversi livelli del subappalto possano in qualche modo accordarsi, in particolare con aiuti nella fase di start-up e nella formazione. A conti fatti, il costo del lavoro dei paesi emergenti è circa un quarto di quello italiano e spostarsi lì potrebbe convenire a molti.


IL CASO SICILIA. L’emergenza lavoro rischia di travolgere tutto il comparto già nei prossimi mesi e soprattutto al Sud. Specie in Sicilia, dove al call center non lavorano soltanto gli studenti che vogliono arrotondare ma anche molti padri di famiglia. “Da qui a pochi mesi rischia di saltare tutto”, afferma Giovanni Pistorio, segretario regionale Slc Cgil, il quale ci ricorda che nell'isola c’è anche un altro problema: “I call center che resistono sul mercato nazionale si stanno spostando in altre regioni d’Italia che garantiscono condizioni migliori per il sostegno alla formazione”, prosegue Pistorio. L’azienda più grande del settore nell’isola principale è Almaviva, il cui ufficio stampa tranquillizza: “Anche se i margini sono risicati al momento non è prevista cassa integrazione” né “sono in vista situazioni di difficoltà particolare”. A rischio, però, ci sarebbe il call center Wind di Catania che secondo fonti sindacali rischia di chiudere i battenti già l’anno prossimo.


GENOVESI (SLC): SERVE UNA MORATORIA. “Una moratoria contro ogni delocalizzazione di attività di customer care e di lavorazioni di back office per i prossimi anni”. È quanto chiede il segretario nazionale della Slc Cgil, Alessandro Genovesi, ricordando che la sigla di categoria sta mettendo in piedi una campagna nazionale “che nei prossimi mesi ci vedrà impegnati a tutti i livelli”. Alla luce di questi dati, il dirigente sindacale parla poi di uno “scandalo nello scandalo”. Da un lato, dice, “assistiamo da parte di diverse aziende come Telecom, H3g e Bt a una politica di riduzione dei livelli occupazionali interni; dall’altra, vi è una politica di sistematica riduzione di attività fino a oggi lavorate in casa (per esempio, Telecom) su cui potrebbero essere riconvertiti gli esuberi dichiarati. Un’evidente contraddizione”. Tra le altre richieste della Slc: "Un intervento sul fisco per sostenere l’occupazione, soprattutto al Sud, e un avviso comune sugli appalti che salvi i livelli salariali e sancisca tutele occupazionali minime”.


LA MAPPA DELLE DELOCALIZZAZIONI. Wind ha annunciato il trasferimento di attività in Romania e in Albania per un equivalente di almeno 300-400 lavoratori: dirigenti di società romene sono già in contatto con il centro di lavoro di Pozzuoli e il tutto dovrebbe partire nel 2010. H3g, società guidata da Vincenzo Novari, già oggi lavora in outsourcing circa la metà delle chiamate grazie a contratti con aziende di Tirana, Bucarest e Tunisi per un totale di 400 operatori (tra cui la Wsc). Nel corso di un recente incontro con i sindacati, l’azienda ha comunicato che intende lavorare in house esclusivamente i clienti a “cinque stelle”. Al momento, sono in corso trattative per portare ad almeno 600 il totale della forza lavoro estera (sviluppo in Argentina). Nel caso di Bt, invece, la catena del subappalto è quanto mai complessa da ricostruire; ciò che si può affermare è che oggi sono circa un centinaio gli operatori in Romania e in Albania. Vodafone-Tele 2: tramite i suoi principali fornitori (Comdata, Comdata Care, E-Care, Transcom) sono già attivi subappalti in Romania per circa 300 addetti, e in programma ci sono ulteriori ampliamenti; in corso di definizione ci sarebbero anche altri subappalti in Albania. Quanto a Telecom Italia, una stima di massima identifica in almeno 500-600 i lavoratori che opereranno per l’azienda in Tunisia (dove sono già iniziate le selezioni del personale), Albania e Romania, mentre ci sono trattative con un’azienda operante in Turchia. Per Fastweb ci sono diverse attività in subappalto sono attualmente lavorate sempre in Albania e in Romania, anche se per soli picchi produttivi da parte di fornitori. Infine Sky: attualmente i suoi clienti a maggior valore sono dirottati su call center operanti in Albania per circa 200 operatori.

Da: Rassegna.it

Leggi pure:

02 dicembre 2009

Angelo Villari è il nuovo Segretario della CGIL-CATANIA

Oggi 02-Dicembre-2009 è stato eletto il nuovo Segretario della CGIL Catania Angelo Villari. Da parte mia, dalla redazione del blog, dalla Segreteria e gli iscritti SLC vanno i più sinceri e sentiti auguri di buon lavoro e di una vita piena di soddisfazioni sia in ambito lavorativo che personale.

A Francesco Battiato va un caloroso e doveroso grazie per il grande lavoro svolto sino ad oggi.

Molto belle le parole rivolte a Francesco da parte del nostro Segretario della SLC di Catania,Giovanni Pistorio, di cui riporto fedelmente il testo:

" Francesco Battiato,un autentica autorità morale per tutti noi, chiude un periodo nel corso del quale la CGIL di Catania, dopo tanti anni e grazie soprattutto alla sua direzione, ha ritrovato quella serenità interna all'nterno del proprio gruppo dirigente che è necessaria per poter meglio governare i processi politico-sindacali in corso"

Salvo Moschetto

02-Dicembre-2009


Angelo Villari è il nuovo segretario generale della Camera del lavoro di Catania. Villari è stato eletto stamattina a scrutinio segreto dal direttivo della Cgil ottenendo 91 voti a favore su 94 votanti (in particolare, c’è stato un solo voto contrario, un astenuto e una scheda bianca). L’elezione è avvenuta stamattina nel salone “Russo” al termine dell’intervento del segretario uscente Francesco Battiato, che-così come aveva già annunciato nei giorni scorsi- ha rimesso il suo mandato in un clima di grande serenità e di apprezzamento per il lavoro svolto. Battiato, che ha ricoperto il ruolo di segretario generale per oltre sette anni, ha ricevuto un lunghissimo applauso con tanto di stand-up dai membri del direttivo. “Ho anticipato di qualche mese la scadenza naturale- ha detto- perché è importante che prima dell’avvio della stagione congressuale, si abbia un segretario con un mandato intero davanti a sé”.

Villari ha anche chiesto a Battiato di diventare responsabile dell’Ufficio di programma della Camera del Lavoro, che lavora in stretto contatto con la segreteria e con l’IRES (a Catania recentemente costituito) con l’obiettivo di “elaborare un nostro progetto per Catania e la sua provincia, in modo da perseguire un nuovo e diverso modello di sviluppo che miri al rilancio economico e sociale di cui la nostra comunità ha bisogno”. All’incontro di stamattina hanno partecipato anche il segretario regionale della Cgil Mariella Maggio e il segretario nazionale Enrico Panini. La segreteria è stata confermata.

Angelo Villari ha 50 anni, è catanese, e già giovanissimo è stato assunto in Sip. In quegli anni si iscrive alla Cgil e diventa rappresentante sindacale nel 1978. Nel 1981 diventa segretario generale dei telefonici di Catania; nel 1984 segretario regionale del sindacato delle Poste e delle telecomunicazioni in Sicilia. Ritorna a Catania nel 1988 ricoprendo l’incarico di direttore dell’Inca e, poi a seguire, diviene vicesegretario del sindacato dei pensionati (SPI).

Nel 1996 è segretario dell’agroindustria (Flai) e subito dopo, per la prima volta, segretario confederale (1999). Nel 2002 diventa segretario generale dello Spi ( sindacato dei pensionati) e nel 2008 rientra come segretario confederale nella Cgil, con lo specifico incarico di responsabile del dipartimento settori produttivi, servizi e commercio. “Sono consapevole che dobbiamo lavorare molto- ha spiegato Villari alla platea- I problemi che affrontiamo quotidianamente sono tanti, e vanno intrecciati con le iniziative delle categorie e della confederazione a tutti i livelli, nonché con la scadenza congressuale che sarà molto impegnativa”.

Nella sua relazione programmatica, il neo segretario ha ricordato le importanti scadenze dell’iter congressuale che si concluderà con le assise della CGIL provinciale il 25 e il 26 febbraio prossimo, e con quelle regionali e nazionali previste tra marzo e maggio 2010. “Sarà un intenso lavoro democratico fatto di assemblee nei luoghi di lavoro e nel territorio che coinvolgerà i lavoratori, pensionati, precari, tutte le iscritte e gli iscritti alla nostra confederazione per discutere i documenti congressuali e far decidere il nostro popolo sulle scelte che dovremo compiere nel prossimo futuro”, ha aggiunto Villari, che non ha tralasciato di lanciare qualche critica al sindaco (“la scelta che il primo cittadino ha fatto di ricoprire contestualmente la carica di sindaco e quella di senatore, dimostra chiaramente la scarsa voglia di impegnarsi”) e alle associazioni imprenditoriali (“facciano a Catania seriamente il loro mestiere ed anziché pensare alla gestione delle infrastrutture, si occupino di più del lavoro e dello sviluppo economico di questa comunità”). “Dico a questi autorevoli interlocutori che a Catania è necessario puntare allo sviluppo investendo in tutti i settori, quello agricolo, quello industriale e quello commerciale, dei servizi e del turismo, insieme a quelli della ricerca, della conoscenza e della formazione, per investire sul fattore umano che rappresenta il vero valore aggiunto della nostra terra. Ognuno faccia il proprio mestiere e lo faccia con responsabilità e con impegno”.