05 febbraio 2012

Telecom Italia potrebbe separarsi da Tim entro il 2012

Voci autorevoli in questo 2012 fanno percepire che gli azionisti di Telco - Banca Intesa, Alleanza Assicurazioni e Telefonica, per far cassa e rientrare dei soldi messi in Azienda, quando andò via Tronchetti Provera , vogliano chiedere lo scorporo di Tim da Telecom Italia.

Decisione oltre che discutibile molto pericolosa per il nostro Paese, e la stessa Telecom che rimarrebbe con troppo personale in esubero e danaro ridotto a lumicino. Un' operazione finanziaria che porterebbe sicuramente a cessioni di ramo di Azienda o ad un eventuale vendita della rete a qualche gruppo, magari, straniero. Secondo fonti interne societarie l’operazione potrebbe avvenire nell’arco dei prossimi sei mesi se non addirittura in primavera.

Se queste indiscrezioni risultassero essere vere, un Governo tecnico quale posizione e quale decisione potrebbe prendere per evitare un ennesimo massacro a spese dei soliti lavoratori che pagano sempre gli errori e l'ingordigia di altri...???

Salvo Moschetto


Telecom - Bernabè: "Priorità è ridurre il debito anche a scapito investimenti"

La priorità oggi del gruppo Telecom Italia è la riduzione del debito. Anche a scapito degli investimenti Lo ha ribadito il presidente esecutivo, Franco Bernabè, parlando nel corso della presentazione di un libro del libro di Piercarlo Ceccarelli, "L'urto della crisi".

"La nostra priorità è la riduzione del debito", ha affermato Bernabè ricordando che da quando ha assunto l'incarico di numero uno dell'azienda di Tlc si è passati da un rosso di 37 miliardi a 30 miliardi. Nonostante la sforbiciata "il debito devo scendere ancora molto”, ha puntualizzato il presidente. Per raggiungere l'obiettivo non è possibile prevedere risorse aggiuntive da destinare agli investimenti “Si farà quello che si deve fare, senza spendere una lira in più", ha detto Bernabè ricordando che il "vincolo" della riduzione del debito è strettamente connesso proprio con gli investimenti. "Se non ci fossero vincoli si potrebbe investire di più”.


Telecom - Bernabè: "Priorità è ridurre il debito anche a scapito investimenti"


La priorità oggi del gruppo Telecom Italia è la riduzione del debito. Anche a scapito degli investimenti Lo ha ribadito il presidente esecutivo, Franco Bernabè, parlando nel corso della presentazione di un libro del libro di Piercarlo Ceccarelli, "L'urto della crisi".
"La nostra priorità è la riduzione del debito", ha affermato Bernabè ricordando che da quando ha assunto l'incarico di numero uno dell'azienda di Tlc si è passati da un rosso di 37 miliardi a 30 miliardi. Nonostante la sforbiciata "il debito devo scendere ancora molto”, ha puntualizzato il presidente. Per raggiungere l'obiettivo non è possibile prevedere risorse aggiuntive da destinare agli investimenti “Si farà quello che si deve fare, senza spendere una lira in più", ha detto Bernabè ricordando che il "vincolo" della riduzione del debito è strettamente connesso proprio con gli investimenti. "Se non ci fossero vincoli si potrebbe investire di più”.

04 febbraio 2012

18 ragioni per dire no all'abolizione dell'Articolo 18

Con una scusa potrai essere licenziato se:


1) sciopererai contro l’azienda o per il contratto ( i precari non scioperano mai pena il mancato rinnovo)


2) Sei donna e vuoi fare più di un figlio (ricordiamoci dei licenziamenti in bianco fatti firmare dalle giovani donne)


3) Ti ammali di una patologia invalidante e hai ridotto le tue capacità lavorative


4) Passi un periodo di vita difficile e non dai il massimo


5) Hai acciacchi ad una certa età che riducono le tue prestazioni (ed è molto probabile con l’allungamento dell’età lavorativa voluta dal Suo governo


6) Sei “antipatico” al proprietario o ad un capo che ti mettono a fare lavori meno qualificati e umilianti (mobbing)


7) Chiedi il rispetto delle norme sulla sicurezza (nei luoghi di lavoro dove non esiste l’articolo 18 gli infortuni gravi e i casi mortali sono molti di più)


8) Rivendichi la dignità di lavoratore, di uomo e donna.


9) Sei politicamente scomodo (ricordiamoci dei licenziamenti e dei reparti confine degli anni 50 e sessanta)


10) Non ci stai con i superiori


11) Contesti l’aumento del ritmo di lavoro


12) T’iscrivi ad un sindacato vero (su 1000 lavoratori richiamati alla FIAT di Pomigliano non uno è iscritto alla FIOM)


13) Appoggi una rivendicazione salariale o di miglioramento delle condizioni di lavoro


14) Fai ombra al superiore e se pensa che sei più bravo di lui e puoi prenderne il posto (a volte comandano più del proprietario)


15) Hai parenti stretti con gravi malattie e hai bisogno di lunghi permessi


16) Non sei più funzionale alle strategie aziendali


17) Reagisci male ad un’offesa di un superiore


18) Dimostri anche allusivamente una mancanza di stima verso il capo e il proprietario


Ne avrei altre ma sono 18 come l’articolo che volete abolire o stravolgere.


Molte di queste situazioni le ho toccate con mano nei miei quarant’anni di lavoro in fabbrica e alcune altre riportate dalla stampa


Se il Presidente Monti e la Ministra Fornero rispondono in merito a quanto ho scritto spiegando ai lavoratori italiani cosa faranno contro queste potenziali discriminazioni, mi convinceranno sull’abolizione dell’articolo 18.


Carlo Soricelli metalmeccanico in pensione e curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro



Slc Cgil Catania: 150.000 contatti nel 2011

Oltre 150.000 accessi solamente nel 2011 è il risultato ottenuto dalla SLC CGIL CATANIA che orgogliosamente ringrazia tutti coloro che con enorme sacrificio partecipano quotidianamente alla realizzazione del blog.

Permettetemi di mettere ai primi posti i nostri lettori, gli iscritti, i simpatizzanti, l'intera struttura Naziolale, Regionale, Provinciale e Confederale che, come sempre, hanno apprezzato ed incoraggiato il progetto di un' informazione e comunicazione che non ha mai messo in difficoltà la direzione, lasciandola libera ed indipendente da ogni tipo di pubblicazione sia in termini di articoli che di post. Un senso, questo, di enorme civiltà morale ed intellettuale che ci ha permesso di raggiungere significativi risultati in ambito di libertà editoriale e non solo.

Da qui si riparte, con tanta umiltà, coesione ed unione di intenti per continuare un percorso ed un lavoro ricco di innovazioni e novità che durante l'arco di questo 2012 verrà sistematicamente proposto a chi ci segue ed agli addetti ai lavori. Vi invito, pertanto, a seguirci sempre di più ed a regalarci suggerimenti e consigli per offrirvi giornalmente un servizio adeguato ed all'altezza del primo Sindacato italiano che indubitabilmente rimane sempre la CGIL.

Un saluto

Salvo Moschetto

Slc Cgil Catania


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Mobbing, chiarimento dalla Cassazione


La Corte di Cassazione con la sentenza, la n.87 del 10 gennaio 2012, mette in evidenza quali sono gli elementi per poter considerare alcune condotte come mobbing. Innanzitutto la Corte ricorda che quando si parla di mobbing si fa riferimento a delle condotte sistematiche e protratte nel tempo, a sistematici reiterati comportamenti ostili nei confronti del lavoratore che finiscono per diventare delle vere e proprie forme di prevaricazione o di persecuzione psicologica. Si tratta di comportamenti che secondo la Corte possono condurre ad una mortificazione morale e ad un'emarginazione del lavoratore andando a ledere il suo equilibrio psicofisico. La sentenza contribuisce a chiarire ulteriormente il concetto di mobbing dato che gli ermellini indicano in dettaglio quali sono gli elementi necessari perché si possa parlare di mobbing. Il primo degli elementi è l'accertamento di una molteplicità di comportamenti di carattere persecutorio. Il secondo è l'accetamento di un danno alla salute di chi è vittima di mobbing e i terzo è l'esistenza di un nesso di causalità tra il comportamento persecutorio e il danno all'integrità psico-fisica del lavoratore.

02 febbraio 2012

Lavoro: Pd avverte Monti, intesa con sindacati o non votiamo

La riforma del mercato del lavoro va fatta insieme ai sindacati e alle imprese. E' la posizione del Pd, che spinge in questa direzione e avverte il Governo: senza un'intesa con le parti sociali ci saranno problemi per l'esecutivo in Parlamento.

Cesare Damiano e Stefano Fassina, proprio oggi (2 febbraio), impegnati per il seminario sul lavoro che hanno organizzato, parlano chiaro. A poche ore dal primo incontro tra Governo e parti sociali e dalla nuova frustata del ministro Elsa Fornero che ha minacciato di andare avanti comunque, anche senza il sì dei sindacati. Quest'ipotesi farebbe andare in fibrillazione il partito, ma che si ritorcerebbe sicuramente sul Governo.

Damiano è abbastanza esplicito: "Il Governo si regge su una larga base parlamentare finché usa il confronto e la condivisione; se passa al 'monologo', agli atti unilaterali, si aprono grossi problemi politici e in Parlamento, la base parlamentare potrebbe non essere più così larga...". Sergio D'Antoni, intervenendo, va giù ancora più diretto: "Il Pd deve difendere la posizione unitaria dei sindacati e deve dire con chiarezza una cosa: o c'è un accordo su quel tavolo, o il Pd non vota niente. Senza accordo il Governo andrà pure avanti, ma il Pd non ci sta".

Quindi Stefano Fassina, responsabile economia del partito: "Le parole di Monti a Matrix sono preoccupanti. Ha parlato di 'apartheid' del mercato del lavoro: un linguaggio violento, estremista, offensivo. Chi sarebbero i 'bianchi' cattivi che ghettizzano i 'neri'?". In generale, "per noi l'articolo 18 non c'entra niente con i problemi che abbiamo davanti. Un testo di riforma non condiviso troverà problemi molto seri nel passaggio parlamentare".

www.rassegna.it

POSTE: DOMANDA DI TRASFERIMENTO (da presentare dal 1°al 15 febbraio 2012)



Modulo da utilizzare esclusivamente da parte dei dipendenti che non dispongono di accesso al portale internet Postepernoi.
Avvertenza: si ricorda che i termini di presentazione della domanda per l’anno 2012 decorrono dal 1° al 15 febbraio. Ai dipendenti che presentano la domanda tramite RUR o responsabile diretto, si suggerisce di far pervenire in tempo utile la domanda al responsabile ovvero al RUR.
Sarà possibile inserire in procedura la propria domanda di trasferimento, ma si rammenta che l’inserimento in graduatoria della domanda di trasferimento - ad eccezione di quanto previsto per i dipendenti affetti dalle patologie di particolare gravità elencate all’art. 41 CCNL 14/04/2011 (cfr. infra) - è subordinata al possesso dei requisiti previsti al punto 1. dell’Accordo sindacale del 28 gennaio 2010. In particolare tali requisiti, che devono essere posseduti alla data del 31 dicembre 2011, sono: anzianità di servizio non inferiore a 18 mesi; permanenza nella sede regionale di ultima assegnazione non inferiore a 18 mesi; assenza per malattia, nell’anno precedente, non superiore a 20 gg. complessivi.


Riforma del lavoro: Camusso, verificheremo nel merito la volontà di fare l'accordo

- www.cgil.it -

Seconda tappa del confronto tra parti sociali e Governo sulla riforma del lavoro e per la crescita del Paese. Dopo la falsa partenza della settimana scorsa sindacati, imprese e Governo si sono seduti nuovamente al tavolo a palazzo Chigi per discutere nel merito i provvedimenti per la riforma del mercato del lavoro. Sono quattro i temi caldi annunciati nel precedente incontro dal ministro del welfare Elsa Fornero: Tipologie di impiego; Apprendistato, formazione e aggiornamento professionale; Flessibilità, produttività e sviluppo; Ammortizzatori sociali, politiche attive del lavoro e servizi all'impiego.


Il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso al termine dell'incontro, seppure utilizzando il condizionale “obbligatorio”, ha espresso apprezzamento per “l'intento del governo di voler lavorare per fare un accordo”, auspicando, tuttavia, che alle parole seguano i fatti e non ci si limiti ai “tanti annunci visti in giro che non sono stati ripetuti nella discussione”. Per la CGIL la riforma del lavoro non basta a risolvere i problemi occupazionali che la crisi ha generato nel Paese, “non si possono costruire illusioni” ha detto Camusso, la riforma “può aiutare ma non determina la creazione di posti di lavoro”.


In generale, per la leader della CGIL i titoli presentati al tavolo odierno “sono corretti, ora inizia la fase più complicata”. Camusso lamenta, infatti, la grave assenza nel confronto con il Governo di due nodi di fondamentale importanza: il fisco, lo sviluppo e la crescita del Paese, che non può esserci senza risorse. “Su l'equità – afferma la dirigente sindacale della CGIL - non siamo andati benissimo, sulla crescita per ora ci sono solo annunci. Se non c'è un intervento pubblico – spiega -, non nel senso di una nazionalizzazione ma nel senso di indicare dove vanno le risorse e quali le priorità, è difficile che un'economia riparta”. Sui salari, prosegue Camusso “non va bene ragionare solo in termini di produttività e non di fisco. In una stagione recessiva e di riduzione così consistente del sistema produttivo del paese – avverte - dire che tutto è collegato alla produttività vuol dire che non si ragiona del reddito dei lavoratori”.


Nell'affrontare il problema 'risorse' Camusso tira in ballo il tema, tanto discusso in questi giorni, degli ammortizzatori sociali, affermando “abbiamo apprezzato che sulla Cassa integrazione c'è un atteggiamento diverso del ministro rispetto alle cose precedenti”, ma secondo la leader della CGIL ora è necessario “uno strumento universale” che “senza risorse resta un'affermazione che non si traduce in una protezione. Il centro della discussione – insiste - rimane quello di reperire le risorse perchè la Cassa integrazione non è uno strumento sufficiente”.


Infine, riferendosi alla riforma sulle pensioni, Camusso ribadisce che “apre dei problemi per le persone, non si può dire semplicemente che si arrangeranno”. Un passo avanti, invece, secondo il Segretario Generale della CGIL è il fatto di “ammettere che c'è una flessibilità cattiva, che noi chiamiamo precarietà”. Su questo punto Camusso commentando la battuta del premier Monti sulla 'monotonia' del posto fisso, ammonisce “più che usare battute bisognerebbe indicare” ai disoccupati o a chi rischia di perdere il posto “qual è la strada che il Paese intende intraprendere”.

Fornero: “Riforma del lavoro si fa e in breve, con o senza accordo”

Se ci sarà dialogo con sindacati e parti sociali bene, ma la riforma del lavoro (compresa quella dell’articolo 18) si farà comunque, con o senza accordo. Parola del ministro del Lavoro Elsa Fornero. Il ministro, al tavolo con le parti sociali, ha ribadito tra l’altro ”la piena determinazione del governo a realizzare una riforma incisiva nel volgere di poche settimane”.

Con le parti sociali c’è ”un dialogo” in corso, ma ”il governo sa e farà di tutto per prendere il treno. E se lo facciamo insieme siamo contenti altrimenti il governo cercherà comunque di farlo”, ha detto al tavolo sulla riforma del mercato del lavoro. ”Abbiamo il vincolo del tempo: ci sono 2-3 settimane per chiudere” sull’impianto della riforma del mercato del lavoro. ”Ed il vincolo delle risorse”, ha aggiunto.

”Vogliamo distinguere tra flessibilità buona e cattiva, in entrata e in uscita”. E ”realizzare un’uniforme distribuzione delle tutele sia nei segmenti del lavoro sia nel ciclo di vita della persona”. Questi due degli obiettivi del governo sulla riforma del mercato del lavoro. L’obiettivo complessivo e’, comunque, quello di ”rafforzare la posizione dei lavoratori”.

”Saremo giudicati dagli italiani”. Fornero ha fatto anche un riferimento ”agli italiani che hanno subito esclusioni e non hanno avuto prospettive appiattendosi su precarieta’ e basse aspirazioni”.

L’articolo 18 sarà ”uno dei temi, non l’unico” dell’incontro di oggi tra governo e parti sociali sulla riforma del mercato del lavoro. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, nel corso della Telefonata con Maurizio Belpietro. ”L’obiettivo – ha proseguito ritornando sulle parole pronunciate ieri dal premier Mario Monti – e’ quello di creare posti di lavoro”, ma ”il mondo non e’ piu’ fatto di cose a lungo termine, bisogna riprepararsi a nuovi lavori e occasioni”.

Al termine dell’incontro la ministra si è dimostrata comunque soddisfatta e fiduciosa in un possibile accordo: “L’incontro – ha detto – è stato contrassegnato da un clima positivo e di collaborazione. La riforma ha obiettivi generali condivisi, mi sento di dire, da tutti i partecipanti al tavolo”.

TLC: RINNOVO CCNL ASSTEL DOCUMENTO INCONTRO - 2 FEBBRAIO 2012 -


- Scenario economico TLC illustrato da Asstel del 31-01-12 -
Sviluppo e situazione della filiera delle TLC in Italia, Il mercato delle telecomunicazioni in Italia è in contrazione costante dal 2007, già prima del sopraggiungere della crisi economica. Questo evidenzia problemi di natura più profonda e strutturale.
Il Forum Nazionale ICT/TLC, svoltosi a Milano il 15 giugno 2011, ha posto l’attenzione sulla contrazione
“strutturale” nel settore della filiera delle TLC evidenziando un decremento dei ricavi e dei margini di tutta la filiera.
Operatori TLC Ricavi.
Nel 2010 i ricavi del settore da servizi di rete fissa e quelli da rete mobile sono scesi, rispetto al 2009,rispettivamente del 4% e 2%, facendo decrescere i ricavi totali degli operatori TLC del 3%. Per la primavolta, dopo molti anni, si è verificata la flessione anche del comparto mobile, che aveva trainato la crescita del mercato fino al 2005. I ricavi da rete fissa hanno visto una ridotta crescita della banda larga fissa (+ 7% nel 2010 contro il +10% registrato nel 2009) che non ha compensato la costante contrazione dei ricavi voce (-9% nel 2010). Continua, quindi, il trend per cui i ricavi da banda larga non riescono più a compensare la perdita dei ricavi voce.
Allo stesso modo i ricavi mobili sono calati, nonostante la forte crescita dei ricavi da servizi dati e banda larga.
Margini
Nel 2010 la contrazione del fatturato con volumi crescenti ha imposto agli operatori una continua attenzione ai costi (soprattutto in relazione ai costi di personale, rete, marketing e vendite). Il controllo della spesa, non è bastato ad arginare la flessione dei margini che sono scesi, in termini assoluti, rispetto al 2009.

01 febbraio 2012

Riforma del lavoro e mobilità

La riforma del lavoro verrà portata a termine dal ministro del Welfare Elsa Fornero entro marzo. Tra gli obiettivi centrali mobilità e flessibilità, a rivelarlo è il presidente del Consiglio, Mario Monti, anticipando la roadmap del Governo: non più cinque capitoli ma quattro tavoli su


* tipologie di contratto;

* formazione permanente;

* flessibilità del mercato del lavoro;

* ammortizzatori sociali.



E mentre l’Esecutivo lavora a uno dei passaggi ritenuti più insidiosi della propria “missione”, la riforma del lavoro appunto, si alimentano le tensioni tra il ministro del Lavoro e quello dello Sviluppo economico, Corrado Passera, definito da Fornero troppo ottimista sulla crescita, perché «non esistono bacchette magiche».


Contrasti che però non distolgono Fornero e Monti dall’obiettivo che si sono posti per la riforma del mercato del lavoro: arrivare alla sua definizione prima che inizi la campagna per le amministrative, quindi entro marzo. E per chiudere in fretta è probabile che il ministro del Welfare rinunci alle modifiche sull’articolo 18, evitando nuove contestazioni soprattutto da parte di Cgil, Cisl e Uil.


Intanto tra mercoledì e giovedì prossimo Fornero incontrerà imprese e sindacati per trovare «un’intesa di alto profilo riformatore», ha rivelato il ministro dimostrando la propria determinazione per arrivare a definire una riforma che ritiene complessa ma «necessaria, anche in relazione ai nostri impegni con l’Europa».


L’approccio nei confronti delle parti sociali questa volta dovrebbe essere diverso da parte di Monti e Fornero: non verrà inviato alcun documento o proposta a sindacati e associazioni imprenditoriali, ma si procederà con uno spacchettamento dei temi in quattro “sotto-tavoli” e la trattativa sarà aperta. Si tratterà infatti di proporre delle misure e il Governo rimarrà aperto al dialogo, ascoltando le richieste di imprese e sindacati per arrivare ad una riforma del lavoro pienamente condivisa e di ampio respiro.


Me vediamo nel concreto quali saranno le misure allo studio nei quattro sotto-tavoli della riforma del lavoro.


Contratti

Primo punto: le tipologie di contratto. Attualmente in Italia esiste una giungla di 46 modelli contrattuali, si rende pertanto necessaria una semplificazione con una riduzione netta del numero delle tipologie contrattuali. Tra le ipotesi allo studio c’è il cosiddetto “contratto unico“, nelle sue diverse varianti. Ovviamente il contratto unico non potrà sostituire tutte le forme contattali esistenti, anche perché «non ha senso eliminarle tutte, comprese quelle che hanno dato buoni risultati», molto più utile invece aggiornarle.


Focus poi sui contratti di apprendistato, per agevolare l’ingresso al mercato del lavoro per i giovani. Necessario un meccanismo più flessibile di quello previsto dalla riforma del lavoro del precedente Governo.


Formazione

Altro nodo cruciale per la riforma del lavoro è la diffusione nelle imprese della cultura della formazione continua e permanente dei propri lavoratori, portando all’abbandono di quel modello culturale che prevede l’acquisizione delle nozioni solo all’inizio del ciclo produttivo. Quindi le aziende devono incrementare la fetta di budget destinata alla formazione, soprattutto in vista dell’innalzamento dell’età pensionabile operato dalla recente riforma delle pensioni.


In più aziende e Stato devono poter garantire a chi perde il lavoro di potersi riconvertire e quindi di poter rientrare nel mercato del lavoro, anche in età avanzata.


Flessibilità

La flessibilità in entrata e in uscita dal mercato del lavoro è il punto più discusso della riforma, con particolare riferimento alla revisione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Ancora una volta Fornero ribadisce che flessibilità non significa non obbligare le aziende a rispettare i diritti dei lavoratori e allo stesso modo non implica l’abolizione dell’obbligo di reintegro per i lavoratori licenziati senza giusta causa.


Ammortizzatori sociali

Infine arriverà il tavolo sugli ammortizzatori sociali, ultimo in termini temporali ma non per importanza, visto che proprio questo tema rappresenta il cuore della riforma del lavoro.


La difficoltà vera è reperire le risorse per rafforzare l’assistenza ai lavoratori anche con strumenti come il salario minimo andando a sostituire quelli attualmente in vigore «non più adeguati ai tempi che stiamo vivendo». Ma fondi per gli ammortizzatori sociali allo stato attuale sembrano non essercene e quindi si andrà ad agire su quello che si può, cassa integrazione in prima fila.


Proprio sulla volontà del Governo di abbandonare una forma di tutela come la cassa integrazione la scorsa settimana si sono scatenate le ire di sindacati e imprese. Ma Fornero è decisa e incalza «bisogna cambiare, per migliorare», pur rinnovando la volontà di trovare con parti sociali soluzioni più efficaci e moderne; «nessuno sarà abbandonato al suo destino», ha ribadito.


Anche il premier Monti ha sottolineato l’importanza di una protezione nel mercato del lavoro «meno concentrata sul posto di lavoro e più sul lavoratore, quindi con una esigenza di mobilità nel tempo».


Camusso, oggi ragionamento su problemi e temi dell'agenda del governo


Settimana calda per il mondo del lavoro. In vista del tavolo di domani (2 febbraio) tra governo e parti sociali su riforma del mercato del lavoro e crescita, i leader di CGIL, CISL e UIL, Camusso, Bonanni e Angeletti, insieme alla Presidente degli industriali, Emma Marcegaglia si sono incontrati questa mattina presso la foresteria di Confindustria in Via Veneto.

“Abbiamo avviato uno scambio di opinioni molto importante su quali siano le necessità che un Paese, con una così alta disoccupazione, ha di riorganizzare il sistema produttivo in termini di ammortizzatori sociali, in termini di uno strumento universale che copra tutti e della necessità di una CIG come strumento che aiuti sia i problemi di mercato sia i processi di riorganizzazione”. Così il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso ha sintetizzato il lungo confronto, durato circa cinque ore, con Confindustria, CISL e UIL.

Inoltre, la leader della CGIL, ha tenuto a sottolineare come l'incontro di oggi non rappresenti una “trattativa parallela. Il confronto - ha spiegato - è con il governo”.

Dopo la 'falsa partenza' della scorsa settimana, la trattativa tra governo e parti sociali su riforma del mercato del lavoro riprenderà domani alle ore 10.30 a Palazzo Chigi. CGIL, CISL e UIL attendono ora un confronto vero con il Governo con il quale entrare nel merito delle questioni: Tipologie di impiego; Apprendistato, formazione e aggiornamento professionale; Flessibilità, produttività e sviluppo; Ammortizzatori sociali, politiche attive del lavoro e servizi all'impiego. L'incontro della scorsa settimana, infatti, non ha soddisfatto i sindacati, che nonostante abbiano riconosciuto l'importanza dell'apertura del confronto non hanno condiviso né le linee guida del documento illustrato da Fornero, né il metodo di discussione proposto.

La CGIL, come affermato dalla leader Susanna Camusso negli ultimi giorni, “è seriamente impegnata al confronto su crescita e mercato dal lavoro: l'abbiamo fatto con un documento unitario, abbiamo guardato ai modelli europei, fra cui la Germania che usa l´orario ridotto finanziato dallo stato e non licenzia”. “Ci siamo trovati di fronte - ha proseguito il Segretario Generale - ad un documento del ministro, non condiviso da nessuno. Senza nostalgie di alcun tipo pensiamo sia utile proporre un negoziato vero e non affidarsi a ricette preconfezionate il cui fallimento - ha concluso Camusso - è nei numeri della precarietà e della disoccupazione, a partire dai settecentomila posti di lavoro persi dell´industria in cinque anni”.


Twitter la nuova comunicazione sociale

Nato nel 2006 negli uffici della Obvious Corporation di San Francisco, Twitter è un servizio Internet che permette agli utenti di mandare messaggi di testo lunghi non più di 140 caratteri tramite il sito stesso, via sms, o utilizzando la messaggistica istantanea e l'e-mail. In pochi mesi Twitter (che col suo nome richiama il cinguettare degli uccelli) è diventato un vero e proprio fenomeno sociale. I brevi messaggi inviati in diretta sono fonte d'informazioni importanti o di comunicazioni tra amici, e ci si trovano anche le news dei principali giornali.

Secondo il Time, il microgiornalismo sviluppatosi su Twitter sta avendo un impatto straordinario sulle nostre vite, ci sta abituando ad un informazione che solo apparentemente è breve e sommaria ma che in realtà è nuova e diversa, immediata e emozionale. Le più importanti testate giornalistiche americane hanno già da tempo provveduto a ricavarsi il loro spazio all’interno del fenomeno, così come anche le agenzie di stampa. Il principale motivo è, ovviamente, quello di raggiungere in ogni modo il pubblico. E poi c'è il dato economico: produrre giornalismo con gli sms costa poco, distribuirlo tramite i siti di social networking costa ancora meno.

A livello globale il tempo totale passato su internet è cresciuto del 18% tra dicembre 2007 e dicembre 2008, mentre il tempo passato sui siti della categoria Member Community del 63%, arrivando a 45 miliardi di minuti. Il dominio di Facebok sembra essere inattaccabile, ma gli ultimi dati danno Twitter in grandissima ascesa: dalla Nielsen dicono che in aprile gli utenti di Facebook sono stati collegati al sito per 14 miliardi di minuti, per 5 miliardi su MySpace, e per 300 milioni su Twitter.

Il dizionario per le matricole di Twitter


Tweet: messaggi che si condividono su twitter. Un tweet può avere una lunghezza massima di 140 caratteri e può contenere reply, mention, link, retweet e hashtag.


Twittero: Twittero (plurale twitteri) è il nome con cui si chiamano in italiano gli utenti di twitter.


Follower: utente che ha deciso di seguirti e legge i tuoi tweet.


Following: chi hai deciso di seguire.


FF o Follow Friday: il #FF o Follow Friday è forse la più antica delle consuetudini tra gli utenti di twitter, che ogni venerdì suggeriscono ai propri follower chi seguire.


Hashtag #: Il simbolo # è usato spontaneamente dagli utenti per indicare una parola chiave all’interno del proprio messaggio. E’ utile per tener traccia degli argomenti discussi su twitter e per le ricerche all’interno del motore di ricerca integrato su Twitter.


Mention e Reply @: Il simbolo @ è usato per menzionare il nickname di un altro utente (preceduto dal simbolo @) all’interno del tuo tweet, oppure per rispondere ad un tweet.


RT o Retweet: Quando ti piace un tweet altrui oppure ritieni che il tweet di un altro utente sia rilevante per i tuoi follower puoi retwittare il suo tweet. Attualmente ci sono due modi fare un retweet: automaticamente, cliccando sul bottone “Retweet” nella time line o manualmente, anteponendo RT al messaggio.


TL o Time Line: bacheca pubblica contenente tutti i tweet e i retweet dei tuoi following.

TT o Tema di Tendenza o Trend Topic: elenco dei 10 temi più popolari secondo l’algoritmo di twitter. Può contenere una parola, più parole o un hashatag.


Morti sul lavoro

- www.inca.it -

Inarrestabile il bollettino delle morti sul lavoro: nel 2011 sono stati 553 i decessi rilevati contro i 526 del 2010 (27 casi in più pari ad un incremento del 5,1 per cento).

A rivelarlo è l’ultima indagine condotta dagli esperti dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro di Vega Engineering, la società mestrina che da oltre due decenni è in prima linea sul fronte della sicurezza dei lavoratori.

Si chiude così tragicamente il bilancio biennale delle morti nei luoghi di lavoro. E la Lombardia anche nel 2011 fa registrare il maggior numero di vittime, seguita da Piemonte,Emilia Romagna, Veneto,Toscana e dalla Campania. Altrettanto vicine ai primi posti si trovano anche la Sicilia, il Lazio e la Puglia.

Ma se in termini assoluti il record spetta alle regioni più produttive e più estese, quando gli esperti di Vega Engineering rapportano le morti sul lavoro alla popolazione lavorativa, allora è la Valle D’Aosta a far emergere il dato più allarmante con un indice di incidenza pari a 70,1 contro una media nazionale di 24,2, vale a dire che in Valle D’Aosta si muore più del doppio della media nazionale. Ed è seguita dal Molise (55,3), dall’Abruzzo (52,7), dall’Umbria (43,7) e dal Trentino Alto Adige (42,6). Sopra la media anche il dato riferito alla Basilicata (32,4).

Degno di nota il fenomeno infortunistico mortale che colpisce i più giovani (dai 15 ai 24 anni).

La probabilità di un evento mortale per il giovane lavoratore è il 62% più alta dei lavoratori che hanno un’età compresa tra 25 e 44 anni.

E questo è un dato inquietante se si pensa che i giovani non sono nelle condizioni esperenziali di esprimere un giudizio sulle condizioni di lavoro in sicurezza e sono quindi totalmente dipendenti dai propri preposti o datori di lavoro, che in tal modo diventano dei veri e propri decisori delle giovani vite.

Nell’elaborazione di Vega Engineering, poi, si scopre che gli stranieri rappresentano il 13,1 per cento dei decessi pari a 72 morti (nel 2010 erano l’11,3 per cento pari a 59 decessi). Rumeni ed albanesi i lavoratori più colpiti dal dramma. Mentre le donne che nel nostro Paese hanno perso la vita al lavoro sono 18 (una vittima in più rispetto al 2010).



Pensioni,Cig e prestazioni previdenziali ed assistenziali rivolte all’Inps solo online

Da oggi le domande di pensione e delle principali prestazioni previdenziali ed assistenziali rivolte all’Inps dovranno essere presentate esclusivamente online. È infatti scaduto ieri – 31 gennaio – il periodo transitorio durante il quale le richieste potevano continuare ad essere inoltrate anche con le modalità tradizionali.


“Il processo di digitalizzazione delle domande di prestazione, che porterà al suo completamento alla totale telematizzazione dei servizi - si legge nella nota delli'Inps - avviene infatti con gradualità per ciascun servizio, assicurando un periodo transitorio durante il quale le consuete modalità di presentazione continuano comunque ad essere in vigore per permettere la più ampia informazione e divulgazione delle novità riguardanti la presentazione delle domande mediante la modalità telematica”.


Le domande per le quali scatta l'obbligo di presentazione telematica sono: ricostituzioni (supplementi, assegni familiari, ricostituzioni documentali, ricostituzioni contributive, ricostituzioni reddituali); pensioni di anzianità (per i casi in cui trova applicazione la precedente normativa) e vecchiaia; assegni sociali; pensioni/assegni di invalidità e inabilità; pensioni ai superstiti - reversibilità.


I coltivatori diretti dovranno mettere carta e penna nel cassetto anche per compilare le richieste di Assegni familiari. “La presentazione – puntualizza l’istituto - deve essere effettuata attraverso uno dei seguenti canali: Web - avvalendosi dei servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino; tramite Pin attraverso il portale dell'Istituto, telefono - contattando il contact center integrato, al numero verde 803164; patronati e tutti gli intermediari dell'Istituto - usufruendo dei servizi telematici offerti dagli stessi”.


Dal oggi, infine, anche le domande di autorizzazione alla Cassa integrazione ordinaria Industria, Edilizia e Lapidei e autorizzazione alla Cassa integrazione guadagni straordinaria ed ai Contratti di solidarietà dovranno essere presentate esclusivamente online, utilizzando le modalità specificate nelle rispettive circolari.

Milleproroghe: Ok della Camera

- di Mena Grimaldi -

Con 449 voti favorevoli,78 contrari e 11 astenuti, arriva il via libera della Camera al decreto legge Milleproroghe.

A favore hanno votato Pdl, Pd e Terzo polo, mentre Lega e IdV hanno votato no. Il provvedimento ora passerà all’esame del Senato per la seconda lettura. I correttivi alla riforma delle pensioni della Fornero per i lavoratori cosiddetti "esodati" e i "precoci" e l'aumento del prezzo delle sigarette sono tra le novità del passaggio alla Camera. Nello specifico le principali modifiche.

LE PENSIONI. I lavoratori "precoci" (coloro che lasceranno il lavoro con 42 anni di anzianità, prima di avere compiuto i 62 anni d'età (41 e un mese per le donne) non avranno penalizzazioni se lasciano il lavoro con un'anzianità contributiva maturata entro il 31 dicembre 2017 inclusi i periodi di astensione obbligatoria per maternità, per l'assolvimento degli obblighi di leva, per infortunio, per malattia e cassa integrazione ordinaria. Agli "esodati" (coloro che accettando incentivi economici dall'azienda in crisi si sono licenziati con la prospettiva di andare i pensione entro i successivi due anni e che con le nuove norme hanno visto svanire questa possibilità) non verrà applicata la riforma Fornero se hanno risolto il rapporto di lavoro entro il 31 dicembre 2011. Se le risorse non fossero sufficienti potrebbe scattare un aumento dei contributi che le imprese versano per gli ammortizzatori sociali.

RISORSE PER GLI ALLUVIONATI DI MESSINA. I 70 milioni di euro in arrivo per gli alluvionati di la Spezia e Massa Carrara e Genova vengono suddivise anche con Livorno, il Comune di Ginosa, la frazione di Metaponto e Messina.

ESULI LIBIA. In arrivo 150 milioni in tre anni in favore degli esuli cacciati nel 1970 da Gheddafi.

SIGARETTE. Le risorse per precoci ed esodati arriveranno con un incremento dell'aliquota di base dell'accisa sui tabacchi lavorati per assicurare maggiori entrate in misura non inferiore a 15 milioni di euro per l'anno 2013 e 140 milioni annui a decorrere dal 2014.

Ora l’iter prevede che il Milleproroghe passi in seconda lettura al Senato, dove è possibile che vengano apportate modifiche.