09 luglio 2013

Slc Cgil donne: Documentio iniziative “Le donne cambiano…”

L'assemblea nazionale delle delegate e delle dirigenti tenutasi a Roma il 4 luglio 2013, valuta positivamente il percorso di discussione svolto nell'ultimo anno. Infatti, l'aver costruito un percorso di discussione ed approfondimento vasto nelle categorie e nei territori relativamente alle condizioni di lavoro e di vita delle donne nel nostro Paese, ha determinato, per l'insieme dell'organizzazione, la consapevolezza della necessitá di un'azione rivendicativa e contrattuale di genere.
L'assemblea nazionale ritiene necessario proseguire il lavoro avviato e pertanto indica la necessitá di mantenere, con scadenza annuale, l'assemblea nazionale delle delegate e delle dirigenti, invitando nel contempo tutte le strutture confederali e di categoria a proseguire e favorire la contrattazione di genere al fine di consolidare risultati positivi per lavoratrici e pensionate nel nostro Paese.

06 luglio 2013

Wind: Comunicato Unitario su registrazione a campione chiamate nei Call Center

In merito alla comunicazione aziendale riguardo l’inizio di un’attività di registrazione a campione di chiamate nei call center Wind, le Segreterie Nazionali hanno chiesto ed ottenuto dai responsabili aziendali di sospendere immediatamente qualsiasi attività e di convocare per martedì 9 luglio la Commissione Nazionale Controllo a Distanza per approfondire il tema.
Nel ricordare all’azienda che non esistono in Wind accordi che prevedano operazioni di registrazione delle chiamate né, tanto mento, di ascolti delle stesse, invitiamo i responsabili aziendali ad evitare qualsiasi inutile forzatura su un tema tanto delicato e a perseguire la strada del confronto.
Le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL.

Telecom Italia, dopo il no a 3 si torna ai "fondamentali"

Nel breve periodo si torna a guardare i fondamentali, ma l'appeal speculativo non svanisce del tutto.  E' quanto pensano gli analisti che seguono il titolo Telecom Italia dopo che ieri il Cda ha reso noto che, allo stato, non ci sono gli elementi necessari per avviare un negoziato con H3G. Equita Sim torna ad una visione neutrale sul titolo Telecom Italia dopo la fine delle negoziazioni con H3G. Secondo gli analisti l'upside da consolidamento rimane, ma perde di attualità. Dopo diversi Cda dedicati alla possibile aggregazione con 3, il management di Telecom, si legge nella nota degli esperti, ha deciso che non ci sono gli elementi necessari per iniziare una negoziazione. "L'annuncio dello studio dello spin off della rete ed il prospettato scioglimento di Telco (secondo le indicazioni di alcuni soci) erano parse premesse che favorissero la corporale action e la ristrutturazione dell'azionariato". Il tema consolidamento, per gli analisti, resta possibile/probabile, ma dopo la decisione di ieri perde di immediata attualità a favore dei fondamentali che, da Equita Sim, stimano piuttosto deboli nel breve. "Torniamo ad una visione neutrale" motivata, da un lato, da prezzi del titolo prossimi ai minimi storici, multipli contenuti e possibile evoluzione della struttura dell'azionariato. Sul fronte negativo pesa, invece, la discesa dell'Ebitda di gruppo (atteso -6,5% per fine anno) e la velocità di deleverage contenuta.

Equita Sim dopo il downgrade del titolo Telecom Italia a hold - in seguito allo stop delle trattative con H3G - ha anche azzerato il peso dell'azione nel suo portafoglio raccomandato. Target price invariato a 0,7 euro per azione

A detta di Banca Akros un deal con H3G per Telecom Italia avrebbe avuto senso sia dal punto di vista industriale che strategico visto il conseguente allentamento della pressione competitiva e le sinergie potenziali sul fronte dei costi. L'impatto finanziario, invece, era ovviamente legato alle valutazioni dei due asset. Gli esperti evidenziano che probabilmente la fattibilità dell'operazione potrebbe essere stata pesantemente condizionata dall'atteggiamento degli azionisti, con Telefonica che eventualmente era riluttante e cedere il controllo operativo dell'azienda, e dalle implicazioni politiche. Inoltre, il processo di spin-off della rete era interconnesso a questo deal quindi, precisano da Banca Akros, la sua urgenza ora viene meno. Le implicazioni per Telecom, quindi, sono negative ma moderate dal fatto che la percezione della fattibilità di un'operazione con H3G era diminuita nelle ultime settimane. Tra i positivi scenari alternativi per un allentamento delle pressione competitiva, gli analisti citano un ipotetico deal Wind-H3G. Rating accumulate e Tp di 0,77 euro per azione confermati.

In assenza di supporto speculativo, precisano gli analisti, gli investitori torneranno sui fondamentali che, secondo gli stessi esperti dovrebbero registrare un deterioramento a causa della competizione nel business Mobile, del calo dei consumi privati in Italia e del deprezzamento delle valute in Brasile e Argentina. Rating sell e tp di 0,45 euro per le azioni ordinarie confermati.

 Secondo gli esperti di Ubs la notizia dello stop con H3G era largamente attesa, ma potrebbe contribuire, in ogni caso, ad un'ulteriore debolezza dell'azione nelle prossime settimane. Inoltre, con l'avvicinarsi della trimestrale, Ubs vede ulteriore downside sul titolo.

Kepler Cheuvreux conferma il rating buy su Telecom, con target price pari a 0,85 euro, in quanto continua a ritenere che lo spin-off della rete possa liberare valore. Inoltre, il profilo di rischio rendimento dell'azione resta attraente visto il multiplo Ev/Ebitda 2013 pari a 4. Gli esperti dopo lo stop alle trattative con H3G evidenziano, comunque che "prima o dopo il mercato dovrebbe consolidarsi" e definiscono un'eventuale fusione tra Wind e 3 Italia come il deal più razionale ribadendo, comunque, che ora il focus di Telecom Italia è sullo spin-off della rete.

Oggi il dg di Intesa Sanpaolo, Gaetano Miccichè, ha detto: "Per quanto riguarda la trattativa con 3, ieri il presidente Bernabè è stato chiaro e ha detto che in questo momento non ci sono i margini per andare avanti. Non vuol dire che in un futuro non possa riaprirsi, ma per ora è chiusa''.

Intanto secondo quanto riportato da Il Giornale, dopo che Telecom. Dopo che il Cda di Telecom ha chiuso le porte ad Hutchinson Whampoa alla finestra potrebbero esserci Deutsche Telekom o At&t. Il quotidiano parla dell'arrivo di un socio industriale forte come di una necessita' per portare avanti il consolidamento del settore, che appare assolutamente necessario dopo la forte decrescita dei prezzi. Un'operazione che dovrebbe essere più facile dopo lo scorporo della rete.

03 luglio 2013

Telecom o Wind, chi ballerà con 3?

"Domani avremo il consiglio quindi avremo informazioni sul caso". Così il consigliere di Telecom Itralia, Gabriele Galateri, risponde a chi gli domandava del progetto di integrazione con Tre Italia nel settore mobile. A margine di un seminario alla Luiss, Galateri spiega: "Penso che domani nel Cda avremo un'ampia veduta su tutti gli argomenti che interessano la società". Alla domanda se quindi in discussione non ci sarebbe stata solo la questione della rete, sottolinea: "In un Cda si parla di tutti i temi sul tavolo".

Ieri un portavoce di Telecom ha annunciato che il Cda di "verrà aggiornato sullo stato delle trattative con Hutchison Whampoa", relative alla possibile integrazione tra la controllata italiana H3G e la stessa Telecom "e solo a quel punto prenderà la decisione più opportuna". “Ogni altro commento, indiscrezione, speculazione o gossip sulla questione deve essere considerato come totalmente infondato", ha puntualizzato il portavoce.

Nei giorni scorsi, però, si sono fatti più forti i rumors su un possibile matrimonio tra Wind e H3G, proprio a causa dello stallo delle trattative con Telecom che avrebbe "irritato" i cinesi che starebbero quindi valutando altre opzioni.

In questo contesto, gli analisti di Banca Akros, evidenziano che lo scenario italiano riguardante le fusioni e le acquisizioni nel campo delle tlc resta sempre lo stesso, ma forse ora i tempi sono maturi. Tuttavia gli esperti spiegano che "queste negoziazioni" tra Telecom Italia e H3G "stanno prendendo più tempo del previsto e stanno diventando più complesse di quanto ci si aspettasse, data anche la priorità del management sullo spin-off della rete".

Invece un merger tra Wind e H3G sarebbe "probabilmente più semplice" dal punto di vista regolamentare e politico. Un altro deal di cui si parla in questi giorni è l'acquisizione di Fastweb da Vodafone. Gli esperti spiegano che "in Italia ci sono gli stessi scenari di fusioni e acquisizioni già  presenti da tempo, ma le probabilità  sono aumentate per la decisione di Telecom su H3G e per il rinnovato interesse per le acquisizioni di Vodafone".

  "Il tema del consolidamento è particolarmente sentito sia in Italia che in Europa. In generale è un tema che identifichiamo come positivo per Telecom, soprattutto se portasse ad una semplificazione dell`arena competitiva mobile. Il processo di consolidamento europeo potrebbe poi attirare gli investimenti di operatori americani come America Moviles e AT&T", affermano invece gli analisti di Equita Sim.

Secondo gli analisti in teoria "la cancellazione del tavolo delle trattative con Hutchison lascerebbe inevitabilmente un vuoto di prospettive di breve periodo con conseguenze negative sulla performance di breve del titolo. Tuttavia il tema del consolidamento del settore resterebbe di attualità perche' alimentato da elementi macro sia internazionali che domestici che si accompagnano ad elementi 'company specific' di Telecom. e del suo azionariato".

Intanto Telecom Italia è in ribasso, peggio del settore in Europa, non lontano dai minimi da 16 anni toccati a giugno, in vista del consiglio di amministrazione di domani, sui timori per un rallentamento delle operazioni di riorganizzazione del gruppo, che potrebbero creare valore.

di Federica Meta

Telecom: Comunicato incontro 26-27-28 giugno 2013

Nelle giornate del 26, 27 e 28 giugno si è tenuto un incontro tra Telecom Italia e Segreterie nazionali di Slc-CGIL Fistel-CISL e Uilcom-UIL ed il Coordinamento nazionale RSU. Relativamente agli adeguamenti delle turnazioni per le strutture della Divisione Caring Services servizio 191 in ambito Caring Operation Enterprise, servizio 119 in ambito Caring Operations Consumer Mobile, e struttura di Credito Business, in ambito Caring Operations Enterprise, si è data applicazione a quanto definito negli accordi del 27/03.
Per quanto riguarda il 191, l’azienda ha inizialmente avanzato la richiesta di introduzione della facoltà di modificare l’orario d’ingresso di un’ora in avanti o indietro relativamente ai turni B (08:30), C (09:30) e D (10:15), con un preavviso di 1 mese e non più di 2 volte all’anno – eludendo così una volta per tutte il confronto con il Sindacato; della pausa mensa sui turni D ed E (11:22), e per tutti i turni della durata di 1 ora; di righe del rotativo in cui è possibile cambiare il turno assegnato.

01 luglio 2013

Fisco: entro fine luglio si paga la Tares, se il Comune non cambia

Entro la fine di luglio, va pagata la prima rata della Tares, la tassa sui rifiuti e servizi, che ha sostituito la Tarsu e la Tia, le precedenti imposte sui rifiuti, a meno che il Comune non abbia deliberato diversamente. La Tares è dovuta da parte di chiunque possieda, occupi o detenga, a qualsiasi titolo, locali o aree scoperte, a prescindere dalla loro destinazione d’uso.
La legge prescrive che, per il 2013, la tassa si paghi a luglio e ottobre, mentre dal prossimo anno i pagamenti rateali andranno effettuati a gennaio, aprile, luglio e ottobre.
Ciascun Comune può decidere se anticipare o posticipare la scadenza, ma tale decisione va comunicata ai cittadini almeno 30 giorni prima della data di versamento. Tale comunicazione può essere fatta anche tramite il sito del Comune, pertanto è opportuno controllarlo periodicamente. In caso di mancata decisione da parte del Comune, restano valide le scadenze di legge: luglio e ottobre.


Disoccupazione record al 12,2%: mai così alta dal 1977

La disoccupazione a maggio 2013 raggiunge il 12,2%, un livello record dal 1977. I dati dell’Istat rivelano un nuovo massimo storico dall’inizio delle serie mensili del 2004 e da quelle trimestrali del 1977. In 36 anni la disoccupazione è aumentata, ma migliorano i dati sui giovani: a maggio è al 38,5%, in calo dell’1,3% segnato ad aprile, ma in rialzo del 2,9% da maggio 2012.
Il tasso di disoccupazione è così in aumento di 0,2 punti percentuali rispetto ad aprile e di 1,8 punti nei dodici mesi. Nel dettaglio il tasso di disoccupazione maschile, pari all’11,5%, raggiunge il valore più alto dall’inizio delle serie storiche, anche di quelle trimestrali (1977).
In aumento risulta anche il tasso di disoccupazione femminile, che tocca quota 13,2%. Guardando al numero di disoccupati (3 milioni 140 mila persone) l’Istat registra un rialzo dell’1,8% rispetto ad aprile e del 18,1% su base annua.
I giovani in cerca di lavoro sono 647mila, cioè il 10,7% della popolazione nella fascia di età tra i 15 ed i 24 anni. Il numero di inattivi tra i 15 e i 64 anni, coloro che non risultano occupati né sono alla ricerca di un lavoro, diminuisce dello 0,2% rispetto ad aprile (-35 mila) e dello 0,9% su base annua, con un calo di 127 mila unità. Ecco che a maggio, spiega sempre l’Istat, il tasso di inattività’ si attesta al 36,1%, in diminuzione di 0,1 punti percentuali in termini congiunturali e di 0,3 punti nel confronto annuo.

Esodati, pensioni e flessibilità lavoro: le revisioni estive alla legge Fornero

 Esodati, pensioni d’oro e non, flessibilità in uscita e “staffetta generazionale“. Passata l’estate per la riforma del mercato del lavoro prevista dallalegge Fornero molte cose verranno cambiate. Enrico Giovannini, ministro del Lavoro, aveva già spiegato nei giorni scorsi che a partire da settembre saranno poste al vaglio del Parlamento le modifiche alla legge sulle pensioni. Carlo Dell’Aringa, sottosegretario al Lavoro, però avvisa: “Attenzione a non perdere di vista i conti”.
Insomma le modifiche vanno fatte, ma avranno un costo che non sarà facile da ammortizzare per il governo guidato da Enrico Letta, spiega Dell’Aringa:
“Dobbiamo affrontare innanzitutto il tema degli esodati, poi di quelli che hanno perso il lavoro o lo potrebbero perdere e non possono ancora essere pensionati: per loro si potrebbe pensare anche a una flessibilità verso la pensione”.
Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro della Camera ed esponente del Pd, ha ricordato che esistono già proposte di modifiche alla legge Fornero, di cui una firmata dallo stesso Damiano insieme a Pier Paolo Baretta, sottosefretario all’economia. La loro proposta è di consentire a chi ha 62 anni di età e 35 anni di contributi versati di andare in pensione con una penalizzazione solo dell’8%, spiega Damiano al Corriere della Sera:
“Si tratta di una soluzione che recupera un principio di gradualità disatteso dalla riforma Fornero, che ha innalzato bruscamente l’età pensionabile fino a 67 anni. Inoltre, la proposta del Pd prevede per chi ha maturato 41 anni di contributi di andare in pensione indipendentemente dall’età anagrafica e senza penalizzazioni», per Damiano un «riconoscimento» ai lavoratori «precoci, che hanno cioè cominciato a lavorare in giovane età svolgendo prevalentemente, per tutta la vita lavorativa, attività manuali ripetitive o faticose”.
Una visione che il sottosegretario Dell’Aringa però non condivide:
“La proposta Damiano la considero un’extrema ratio, perché anticipare la pensione comporta dai costi. È vero che si avrebbe come compensazione la garanzia di un maggior ricambio generazionale, ma dovrebbe trattarsi sempre di un’uscita su base volontaria. E comunque dipende dal tipo di penalizzazione: per garantire l’equivalenza di esborsi per il sistema previdenziale, bisognerebbe magari proporre a lavoratore di prendere per tutta la vita 1.000 euro anziché 1.500. Non è facile”.
Piuttosto che puntare alla flessibilità, tasto dolente per il lavoro, Dell’Aringa chiede attenzioni per le fasce deboli, tra i quali gli esodati:
“Innanzitutto, come ha detto il presidente del Consiglio, Enrico Letta, c’è da affrontare il tema degli esodati; sono 140 mila e devono andare in pensione con le vecchie regole. E bisogna vedere se ci saranno altri gruppi di possibili esodati. Poi bisogna pensare a tutti coloro che magari hanno perso – o potrebbero perdere a causa della crisi – il lavoro dopo la riforma Fornero e che dunque lontani dalla pensione. Per tutti costoro vanno pensate politiche di invecchiamento attivo, con incentivi alle imprese perché possano trattenerli. Non escludiamo neanche la “staffetta generazionale”. E gli incentivi alla riassunzione degli «over 50», inseriti nell’attuale decreto sull’occupazione, si possono intensificare”.
Poi vi sono mobilità, cassa in deroga e sussidi di disoccupazione, che andrebbero rafforzati e prolungati nei casi più difficili da risolvere, spiega dell’Aringa al Corriere della Sera:
“Se non bastasse, si potrebbe pensare alla possibilità di anticipare la pensione per questi soggetti, facendo un’eccezione alla riforma Fornero. Ma questo significa occupare risorse consistenti”.
Ma il tema più difficile da affrontare rimane quello dei costi e dei fondi decisamente limitati, motivo per cui Dell’Aringa non investirebbe tutto su pensioni ridotte volontariamente e staffetta generazionale, ma è più orientato su altre potenziali soluzioni:
“Personalmente penso a un sistema di ammortizzatori sociali accompagnato da sistemi di attivazione, di ricollocazione del lavoratore. Nel decreto questo c’è: chi ha l’Aspi (il sussidio di disoccupazione, ndr ) può portare in dote metà dell’indennità all’azienda come incentivo per riassumerlo. È un meccanismo che rientra nelle politiche di pagamento del lavoro, e non della inattività”.

Tronchetti Provera, il pm chiede condanna a due anni

Il pm di Milano Alfredo Robledo ha chiesto due anni di reclusione per il presidente di Pirelli  Marco Tronchetti Provera, nell'ambito del processo per ricettazione sui presunti dossier illegali raccolti dalla security di Telecom Italia quando era a capo dell'azienda. Per oggi in aula era atteso l'esame dello stesso Tronchetti Provera, che però non si è presentato. Al termine della requisitoria, il pm ha chiesto inoltre la condanna al pagamento di una multa da 5.000 euro.

Secondo il procuratore aggiunto Robledo, Marco Tronchetti Provera, avrebbe commesso il reato di ricettazione, quando era presidente di Telecom, perchè avrebbe ricevuto, sapendo che provenivano da un reato di hackeraggio, i dati segreti che la security, guidata da Giuliano Tavaroli, aveva "succhiato" dal computer dell'Agenzia di investigazioni Kroll. L'episodio si sarebbe verificato nel pieno dello scontro frontale tra gli imprenditori brasiliani Daniel Dantas e Carla Cico per il controllo della telefonia cellulare in Brasile.

Stando alla ricostruzione dell'accusa, Tronchetti sapeva che quei dati erano di provenienza illecita, ma si fece mandare una finta lettera anonima contenente un dischetto con il materialeche poteva pesare nella battaglia con i brasiliani. Le modalità per far avere a Tronchetti la missiva anonima sarebbero stati concordati in un vertice con il capo dell'ufficio legale di Telecom, l'avvocato Francesco Chiappetta e con il professor Francesco Mucciarelli, difensore del Gruppo. Gli ultimi hanno smentito in aula e il pm ha chiesto di indagarli per falsa testimonianza.

Secondo Roberto Rampioni, difensore di Marco Tronchetti Provera "le risultanze probatorie presentate in aula hanno evidenziato la grave lacunosità della tesi accusatoria che ha vissuto e vive delle aperte contraddizioni che si illustreranno nella discussione finali". Attraverso una nota, il difensore del manager ha spiegato che pur nel "massimo rispetto" della requisitoria del pm, che è un "atto di parte", ha presentato una memoria nella quale "ha dovuto stigmatizzare l'eccezionalità di quanto accaduto nell'ambito del procedimento, sottolineando proprio il disagio di fronte alle scelte processuali operate dalla procura". Per il legale, "il fragile assunto dell'accusa fonda in tutta evidenza le proprie ragioni sul principale teste d'accusa, che pero' ritiene attendibile solo a fasi alterne, ed e' contraddistinto da marcate illogicita' che hanno accompagnato fin dall'origine tutto il procedimento".

Il processo è iniziato nel febbraio scorso, dopo la disposizione da parte della procura di Milano della citazione diretta in giudizio per ricettazione. A marzo, rendendo in aula dichiarazioni spontanee, Tronchetti Provera ha parlato di "una storia inquietante in cui il mio nome viene usato per distogliere l'attenzione dai veri colpevoli".

 Il processo è stato aggiornato al 10 luglio.

28 giugno 2013

26 giugno 2013

Blocco Iva, acconto Irpef 100% e l’anticipo Ires: tassa che evita tassa

 Iva bloccata, scongiurato l’aumento previsto per luglio. Il governo, con un decreto, ha finalmente trovato il modo di bloccare quell’aumento, dal 21 al 22%, già deciso in precedenza. I consumi possono rifiatare, o meglio, evitare una ulteriore contrazione a causa delle tasse. Non proprio. Perché per bloccare la tassa il governo ha aumentato un’altra tassa.
A leggere il testo del decreto appena firmato dal Consiglio dei ministri si scopre che è stato deciso anche un aumento dell’acconto Irpef al 100%. A novembre, quando si versa l’anticipo dell’acconto sull’imposta sulle persone fisiche, i contribuenti non dovranno più versare il 96% delle tasse dovute per l’anno successivo, ma l’intero ammontare, il 100%. Fino a oggi infatti la parte rimanente andava versata a giugno.
Aumento virtuale, certo, ma pur sempre una piccola stangata proprio in prossimità del Natale, quando di solito i consumi hanno un picco. Una beffa anche perché la riduzione dell’acconto Irpef, dal 99 al 96%, era stata decisa proprio da Mario Monti, il premier criticato sia da Pd che da Pdl come eccessivamente “rigorista”.
Non solo. Il decreto recita che “Per il periodo d’imposta in corso al 31 diecembre 2013, la misura dell’acconto dell’imposta sul reddito delle società è aumentata dal 100 al 101 per cento”. Non più soltanto un anticipo totale delle tasse da versare, ma una sorta di anticipo delle imposte dell’anno successivo.






Almaviva, l'IT sui treni Alstom

Almaviva porta l’innovazione italiana sui treni Alstom. La società guidata da Marco Tripi ha firmato un accordo  con la multinazionale per l’installazione di innovativi sistemi di informazione ai passeggeri sui treni di ultima generazione Coradia Meridian. Infotren - OBoE & Dove6 sono i sistemi che Almaviva installerà su tutti i nuovi treni prodotti da Alstom Ferroviaria per il trasporto regionale.
I sistemi garantiscono l’interazione e lo scambio di informazioni tra le postazioni a terra e i sistemi a bordo treno e consentono ai passeggeri di fruire, durante il viaggio, di informazioni audiovisive utili e aggiornate, quali disponibilità dei servizi di bordo, indicazioni sulla sicurezza dei passeggeri, informazioni sulla tratta e percorso del treno, velocità, localizzazione cartografica del convoglio in movimento, meteo, coincidenze, news e messaggi pubblicitari.
I sistemi di Almaviva consentiranno ad Alstom di essere al passo con le moderne esigenze di info mobilità, in particolare dalle città al territorio extra urbano e in ambito regionale.




Appello all'Ars dei giovani Cgil


"Datevi una regolata! ". E' attraverso questo slogan, che vuole essere anche un Sos, che tanti giovani siciliani si rivolgono alle istituzioni regionali per chiedere a gran voce che venga finalmente emanata una legge che regolamenti stage e tirocini lavorativi. Promotori di questa nuova campagna in difesa dei giovani stagisti, sono i giovani della Cgil che chiedono alle istituzioni regionali di affrontare una volta per tutte la questione, alla luce dell'indirizzo assunto della conferenza Stato regioni e, soprattutto, della legge di iniziativa popolare depositata da loro all'Ars e sottoscritta da oltre 12 mila cittadini siciliani.
«Il governo regionale non può rimanere sordo di fronte ad una richiesta tanto forte che proviene direttamente dalla società e che è stata sottoscritta da 12mila siciliani, con oltre 2200 firme raccolte nella provincia di Catania, quasi tutte tra i giovani - dice Fabio Tasinato, responsabile delle politiche giovanili per la Cgil Catania -Ogni anno sono migliaia i giovani della provincia, come di tutta la regione, che si cimentano in uno stage formativo. Non parliamo solo di quei tirocini previsti dai piani di studio universitari, ma di quelli lavorativi, che hanno come protagonisti le migliaia di giovani che abbiamo incontrato nelle piazze, nei luoghi di lavoro, nelle facoltà e che hanno condiviso con forza il contenuto della nostra proposta di legge, sottoscrivendola quasi con rabbia, prima di raccontarci le esperienze che avevano vissuto durante il periodo di stage».
«Spesso infatti - continua Tasinato - il sogno di tanti giovani di entrare finalmente nel mondo del lavoro si trasforma in un incubo, con stagisti che si ritrovano a svolgere mansioni totalmente diverse da quelle per le quali sono stati selezionati, per periodi molto lunghi, non retribuiti e senza i più elementari diritti».
La proposta prevede il riconoscimento di tutele e diritti per i tirocinanti attraverso il rispetto di alcuni principi fondamentali (come la durata non superiore ai 6 mesi per lo stage), il divieto di utilizzare i tirocinanti come sostituti dei dipendenti ordinari, l'impiego dei giovani stagisti in attività realmente formative, il riconoscimento di un rimborso spese di almeno 400 euro mensili e la predisposizione di meccanismi che favoriscano l'assunzione dei ragazzi al termine del tirocinio.
"Si chiede un intervento deciso per favorire l'accesso dei giovani nel mercato del lavoro e contrastare lo sfruttamento di tanti giovani stagisti - precisa Pina Palella, della segreteria provinciale Cgil Catania -. Per questo chiediamo alle istituzioni siciliane che si riparta dalla nostra proposta di legge che ha coinvolto tantissime associazioni, giovani, studenti e lavoratori. Tra le richieste che abbiamo sempre portato avanti sugli stage c'è il rimborso obbligatorio di almeno 400 euro per gli stagisti e, sebbene consapevoli della carenza endemica di risorse della Regione Sicilia, questa volta non intendiamo ascoltare chi ci risponde che "non ci sono soldi"».
In verità, nel "Piano Straordinario per il lavoro: Opportunità Giovani" promosso dal Ministero della Coesione Sociale e Territoriale e dalla Regione Sicilia, sono previsti 33 milioni di euro per dare assegni mensili agli stagisti e incentivi alle aziende che intendono assumerli alla fine del periodo di stage. E' alla luce di queste considerazioni che continueremo a sollecitare il governo regionale, attraverso mobilitazioni e iniziative di sensibilizzazione, fino a quando non si prenderanno provvedimenti concreti sul tema e la questione della disoccupazione giovanile possa essere realmente aggredita, e non semplicemente denunciata. "



RAI: SLC CGIL, GRAVE CANCELLAZIONE DI "BLU NOTTE". AZIENDA SIA SERVIZIO PUBBLICO

COMUNICATO STAMPA
“Se fosse vera la notizia riportata da Il Fatto Quotidiano on line, circa la mancata programmazione su Rai 3 di Blu Notte, la trasmissione di Carlo Lucarelli sui misteri italiani, sarebbe un fatto gravissimo.” Così una nota della segreteria nazionale Slc Cgil.
“Se la questione è risparmiare qualche migliaio di euro sarebbe facile, per chiunque gestisce i conti della Rai, trovare risorse identiche altrove, magari tagliando qualche spreco o qualche nomina ridondante nelle reti, evitando però di chiudere una delle vere trasmissioni di servizio pubblico, oltretutto di grande qualità narrativa, presente nel palinsesto Rai.”
“Quando poi si parla di Blu Notte, per i temi affrontati con dovizia di dettagli, senza subalternità ai poteri occulti e alle mafie, il sospetto è – prosegue la nota - che dietro l'esigenza di risparmiare si celi la volontà di non raccontare storie scomode che da anni fanno riflettere gli italiani.”
“L'invito di Slc Cgil alla Rai è di non abdicare alla sua funzione di servizio pubblico e trovare il modo per proseguire una delle migliori esperienze di Rai 3.”



25 giugno 2013

Telecom: via libera alla fibra ottica in tutta Italia

Internet superveloce, a breve, non sarà più alla portata solo di pochi privilegiati, ma raggiungerà le case di milioni di persone. L’Agcom (Autorità garante delle comunicazioni) ha dato il via libera a Telecom Italia per offrire la fibra ottica (Vdsl2 a 30 Megabit) in tutto il territorio italiano senza restrizioni. In precedenza Telecom era autorizzata ad offrirla a un numero limitato di utenti in poche selezionate città.
Telecom è pronta a vendere il servizio già in 25 città: Roma, Milano, Torino, Firenze, Monza, Bologna, Bergamo, Brescia, Como, Varese, Venezia, Verona, Vicenza, Padova, Bologna, Reggio Emilia, Genova, Pisa, Prato, Ancona, Bari, Taranto, Palermo, Brindisi e Catanzaro mentre il lancio è imminente a Udine, Forlì, Trieste, Treviso, Perugia, Livorno, Pescara e Catania.
Il progetto di Telecom per l’espansione della banda larga prevede la copertura di 61 città entro il 2014 e 125 entro il 2015 con l’obiettivo di raggiungere il 35 per cento della popolazione (pari a 8 milioni di famiglie).
Sul cammino della banda larga però, l’Italia dovrà affrontare alcune incognite: il raggiungimento di un buon livello di concorrenza, e quindi prezzi accettabili a livello nazionale, e l’effettivo raggiungimento degli obiettivi dell’Unione Europea che chiede di raggiungere il 100 per cento della popolazione con i 30 Megabit entro il 2020 (ben al di sopra dunque dei progetti di Telecom Italia). A dicembre 2012 infatti, secondo il rapporto 2013 sullo stato di avanzamento dell’Agenda digitale, pubblicato dalla Commissione europea, solo il 14 per cento delle case italiane era coperto da 30 Megabit, contro una media degli altri Paesi UE del 53,8 per cento.


Mercato unico Tlc, arriva il "ni" dell'Antitrust

Si fanno sempre più tempestose le acque in cui naviga l’atteso pacchetto Ue sul mercato unico delle tlc. A tre mesi dalla sua presentazione, programmata per fine settembre, il piano al quale sta lavorando il Commissario per l’Agenda Digitale Neelie Kroes ha oggi incassato un ulteriore colpo alla propria credibilità. Con la differenza, non minore, che questa volta le perplessità sulla efficacia del pacchetto si sono levate dalle stesse fila della Commissione. Peggio, a darle in pasto al pubblico è addirittura l’antitrust Ue. Intervenendo stamane in rappresentanza del commissario alla concorrenza Joacquin Almunia nel corso di una conferenza promossa da Ecta (l’organizzazione europea che raccogli gli Olo), il direttore generale aggiunto di Dg Competition Cecilio Madero ha detto chiaro e tondo che il mercato unico delle tlc non potrà farsi dall’oggi al domani.

“Il raggiungimento di un mercato unico delle telecom, cosa che implicherà l’abbattimento di tutte le barriere ancora esistenti, richiederà molto tempo prima di potersi concretizzare”, ha spiegato l’alto funzionario europeo. Aggiungendo in maniera ancora più esplicita: “Nonostante Neelie Kroes si stia spendendo molto affinché le tempistiche siano ridotte, nessun intervento regolamentare, quantunque vasto, potrà creare un mercato unico da un giorno all’altro”.

Il Commissario per l’Agenda Digitale, nelle ultime settimane, ha in più occasioni reiterato l’auspicio che il suo piano venga approvato entro e non oltre Pasqua 2014. Anche oggi, parlando alla platea di Ecta poco dopo l’intervento di Madero, ha ribadito che “il tempo a nostra disposizione sta scadendo”. “Questo status quo – ha soggiunto la Kroes – non è buono, né sostenibile. Né per il settore, e tanto meno per l’intero continente”.

Di tenore analogo l’intervento del vice direttore DG Connect della Commissione Ue Roberto Viola.“La situazione del settore telecom europeo è allarmante e noi vogliamo che torni a cresce ed investire” ha scandito Viola. Proprio per questa ragione, “abbiamo urgente bisogno del Mercato Unico delle telecom in Europa se vogliamo vincere la partita della transizione verso l’economia digitale”.

E tuttavia, come emerso una volta di più oggi, prima ancora di vedere la luce il pacchetto è ormai assediato da una selva di sospetti e disaccordi. Sia gli stati membri sia il Parlamento europeo hanno fatto sapere in maniera più o meno informale che non hanno alcuna intenzione di dare il via all’iter di approvazione del dossier regolamentare prima del rinnovo della legislatura europea, quindi non prima dell’autunno 2014. Frattanto, in una lettera aperta inviata proprio ieri al presidente della Commissione Ue José Manuel Barroso, anche gli incumbent europei hanno lasciato trapelare un certo disappunto verso le misure (non ancora ufficiali, ma parzialmente anticipate nei giorni scorsi) che verrebbero a comporre il nocciolo del pacchetto.

Per sua parte, lo stesso Almunia si è sin dall’inizio mostrato assai tiepido nei confronti del pacchetto. Secondo quando filtra dai corridoi della Commissione, quando l’11 giugno scorso la prima bozza del piano (un unico e corposo regolamento da 30 articoli) è andata all’esame del collegio Barroso, sembra che l’antitrust Ue lo abbia bocciato su tutto la linea. Mentre anche il commissario alla giustizia Viviane Reding e quello agli affari economici Olli Rehn avrebbero espresso forti dubbi.

Barroso avrebbe quindi deciso di prendere tempo, rinviando la discussione del piano a data da destinarsi e domandando alla Kroes di rivedere meglio la proposta. Intanto, la più volte annunciata conferenza stampa di presentazione dei lineamenti  generali del piano, prevista per luglio, è stata annullata alla chetichella. Se ne riparlerà a fine settembre, poco prima del Consiglio Ue che dovrebbe ufficialmente vagliare e dare un primo via libera al pacchetto. Via libera che, a questo punto, appare sempre più in bilico, se perfino all’interno della Commissione si rafforza il fronte degli scettici.  

Secondo quanto annunciato da Neelie Kroes, due dei pilastri della proposta prevedono l’abrogazione delle tariffe di roaming e una normativa volta a garantire il principio di net neutrality in tutta Europa.

Al contempo, il pacchetto dovrebbe dare il via alla creazione di un “passaporto unico europeo” per gli operatori (che però non toccherebbe la sostanza dei poteri in capo ai regolatori nazionali) e maggiore coordinamento tanto nelle modalità quanto nelle tempistiche delle aste per le licenze. Come confermato dalla stessa Kroes, non ci sarà invece spazio per la creazione di un garante per le comunicazioni europeo.

Sul tema collegato del consolidamento, in un’intervista pubblicata dal Financial Times il 17 giugno scorso, il commissario per l’agenda digitale aveva inoltre auspicato uno scenario sul modello delle “alleanze delle compagnie aeree”. Non è però abbastanza per calmare i timori dei grandi operatori che ieri, con una lettera inviata a Barroso, hanno chiesto che il piano sul mercato unico segua la via di una maggiore deregolamentazione. Anche su questo punto, Madero ha oggi riportato il parere manifestamente negativo dell’antitrust europeo: “se il quadro regolamentare offre una garanzia minima alla concorrenza, allora è ovvio che esso debba essere preservato tale e quale”.

Secondo Markus Reinisch, Direttore Politiche Pubbliche del Gruppo Vodafone, “la proposta sul Mercato Unico della Commissione deve avere l’obiettivo di rafforzare e rendere più competitivo il settore delle telecom europee nel lungo termine. L’opportunità di plasmare riforme di questa portata non capita spesso; proprio per questo il pacchetto deve essere considerato con attenzione, testato e deve tradursi in un chiaro effetto positivo per il settore”.

"Nei Paesi europei in cui non c'è la concorrenza degli operatori tv via cavo, come in Italia, la diffusione della banda ultralarga è indietro rispetto agli altri Paesi - ha sottolineato Carsten Schloter, amministratore delegato di Swisscom e presidente di Fastweb -. E' necessario che il Regolatore adatti la sua azione alle specificità di tali  Paesi e, in assenza della concorrenza infrastrutturale della tv via cavo, spinga gli operatori di telecomunicazioni a investire in proprie reti fiber to the cabinet. Questo puo avvenire solo attraverso un quadro regolamentare specifico che incentivi l'utilizzo di porzioni sempre minori di rame rendendo conveniente utilizzare il sub loop  per arrivare con le proprie reti in fibra sempre piu vicino al cliente finale". L Ad, sottolinenado la sua esperienza di top manager tlc in diversi paesi e diversi ruoli, ha enfatizzato la necessita di un approcio regolatorio specifico per i paesi europei con diverse condizioni di concorrenza infrastrutturale (con o senza reti cavo tv ), diversi costi di realizzazione delle reti Ngn e diversi valori degli investimenti per capita.
di Francesco Molica

Bando per l’assegnazione dei contributi per l’acquisto dei servizi per l’infanzia

Bando per l’assegnazione dei contributi per l’acquisto dei servizi per l’infanzia di cui all’art. 4, comma 24, lettera b) della legge 28 giugno 2012, n. 92

1. OGGETTO

L’articolo 4, comma 24, lettera b) della legge 28 giugno 2012, n. 92 introduce in via sperimentale per gli anni 2013-2015 la possibilità per le lavoratrici di richiedere un contributo economico utilizzabile alternativamente:
  • per il servizio di baby-sitting;
  • − per far fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati.

Il contributo per l’acquisto dei servizi per l’infanzia può essere richiesto in alternativa al congedo parentale ex art. 32 del decreto legislativo n. 151 del 26 marzo 2001 “Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell’articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53”.

I benefici saranno riconosciuti nei limiti delle risorse economiche indicate nell’art.4, comma 26, della legge 28 giungo 2012, n.92 e nell’art. 10, comma 1 del decreto ministeriale del 22 dicembre 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 13 febbraio 2013 n. 37, attuativo della predetta l. n. 92/2012 e sulla base di una graduatoria nazionale.

2. SOGGETTI AMMESSI ALLA PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA

    2.1 Sono ammesse alla presentazione della domanda:
  • le madri, anche adottive o affidatarie, lavoratrici (dipendenti o iscritte alla gestione separata) che siano ancora negli undici mesi successivi al termine del periodo di congedo di maternità obbligatorio;
  • le lavoratrici (dipendenti o iscritte alla gestione separata) beneficiarie del diritto al congedo di maternità obbligatorio per le quali la data presunta del parto sia fissata entro quattro mesi dalla scadenza del bando.

    2.2  Sono ammesse alla presentazione della domanda anche le lavoratrici che abbiano già usufruito in parte del congedo parentale. In tal caso, il contributo potrà essere richiesto per un numero di mesi pari ai mesi di congedo parentale non ancora usufruiti, con conseguente riduzione di altrettante mensilità di congedo parentale; non è possibile richiedere il contributo oggetto del presente bando per frazioni di mese.

    2.3   Possono presentare domanda di beneficio solamente le lavoratrici che appartengano alle categorie lavorative individuate dalla legge 28 giugno 2013, n.92, e dai successivi provvedimenti attuativi vigenti alla data di pubblicazione del presente bando.

3. SOGGETTI NON AMMESSI ALLA PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA

   3.1 Non sono ammesse alla presentazione della domanda:
  • le lavoratrici autonome;
  • le madri lavoratrici che, relativamente al figlio per il quale intendono richiedere il beneficio, usufruiscono dei benefici di cui al fondo per le Politiche relative ai diritti ed alle pari opportunità istituito con l’art. 19, c. 3 del decreto legge n. 223 del 4 luglio 2006 convertito dalla legge n. 248 del 4 agosto 2006;
  • le madri lavoratrici che, relativamente al figlio per il quale intendono richiedere il beneficio, risultano esentate totalmente dal pagamento della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati convenzionati.
   3.2 Nel caso in cui il diritto all’esenzione totale di cui al paragrafo 3.1 venga riconosciuto successivamente all’ammissione al contributo richiesto, la madre lavoratrice decade dal beneficio per il periodo successivo alla decadenza medesima, senza obbligo di restituzione delle somme percepite.

4. MISURA E DURATA DEL BENEFICIO

I contributi, di importo pari a 300,00 euro mensili, saranno erogati per un periodo massimo di sei mesi, divisibile solo per frazioni mensili intere, in alternativa alla fruizione del congedo parentale, comportando conseguentemente la rinuncia allo stesso da parte della lavoratrice.

Si precisa che per frazione mensile deve intendersi un mese continuativo di congedo.

Le lavoratrici part-time, in ragione della ridotta entità della prestazione lavorativa, potranno accedere al contributo nella misura riproporzionata come specificato nell’allegata tabella, che costituisce parte integrante del presente bando.

Le lavoratrici iscritte alla gestione separata possono usufruire del contributo per un periodo massimo di tre mesi.

Le lavoratrici possono accedere al beneficio, sia come genitore anche per più figli (in tale caso si deve presentare una domanda per ogni figlio), che come gestanti (in caso di gravidanza gemellare si deve presentare domanda per ogni nascituro), purché ricorrano per ciascun figlio i requisiti sopra richiamati.

5. MODALITÀ DI EROGAZIONE DEL BENEFICIO
    5.1 Il contributo per la fruizione della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati verrà erogato attraverso pagamento diretto alla struttura prescelta dietro esibizione, da parte della struttura, della documentazione attestante la fruizione del servizio, fino a concorrenza dell’importo di 300 euro mensili, per ogni mese di congedo parentale cui la lavoratrice rinuncia.

    5.2 Il contributo per il servizio di baby sitting verrà erogato attraverso il sistema dei buoni lavoro (ex art. 72 del decreto legge n. 276 del 10 settembre 2003). I voucher saranno ritirati dalle lavoratrici utilmente collocate in graduatoria presso la sede provinciale INPS territorialmente competente individuata in base alla residenza o al domicilio temporaneo dichiarato dalla madre nella domanda di partecipazione al bando, se diverso dalla residenza, entro i quindici giorni successivi alla pubblicazione della graduatoria.
Detti voucher possono essere ritirati in un’unica soluzione oppure scegliere di ritirarne solo una parte o ritirarli con cadenza mensile.
La madre lavoratrice beneficiaria di più contributi per servizi di baby sitting, quando si reca in sede per ritirare i voucher deve indicare espressamente il codice fiscale del figlio per cui è concesso il beneficio.
In analogia alle modalità già in uso nell’utilizzo dei buoni lavoro, prima dell’inizio della prestazione lavorativa del servizio di baby sitting la madre è tenuta ad effettuare la comunicazione preventiva di inizio prestazione, indicando oltre al proprio codice fiscale, il codice fiscale del prestatore, il luogo di svolgimento della prestazione e le date presunte di inizio e di fine dell’attività lavorativa, attraverso i seguenti canali:

  • il contact center Inps/Inail (tel. 803.164, gratuito da telefono fisso, oppure, da cellulare il n. 06164164, con tariffazione a carico dell’utenza chiamante);
  • il numero di fax gratuito INAIL 800.657657, utilizzando il modulo presente sul sito dell’INAIL;
  • il sito www.inail.it /Sezione 'Punto cliente’,
  • la sede INPS
In caso di annullamento della prestazione per le date previste o di modifica delle suddette date, dovrà essere effettuata, con le stesse modalità, nuova comunicazione di variazione all’INAIL/INPS tramite gli stessi canali sopra indicati.
Al termine della prestazione lavorativa, la madre lavoratrice - prima di consegnare al prestatore i voucher – provvede ad intestarli, scrivendo su ciascun buono lavoro, negli appositi spazi, il proprio codice fiscale, il codice fiscale della prestatrice, il periodo della relativa prestazione e convalidando il buono con la propria firma.
Il prestatore del servizio di baby sitting può riscuotere il corrispettivo dei buoni lavoro ricevuti, intestati e sottoscritti dalla committente, presentandoli all’incasso – dopo averli convalidati con la propria firma - presso qualsiasi ufficio postale ed esibendo un valido documento di riconoscimento, entro e non oltre i 24 mesi dalla data di emissione del voucher.
La madre lavoratrice può richiedere la riemissione dei voucher a lei consegnati, solamente nel caso di furto o smarrimento degli stessi, presentando presso la sede la denuncia effettuata alle Autorità competenti.
I voucher emessi per servizi di baby sitting non possono essere oggetto di ri-chiesta di rimborso in caso di mancato utilizzo.


6. PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA

In sede di domanda la lavoratrice richiedente deve:
  • inserire i propri dati anagrafici, di residenza e di domicilio, nel caso in cui sia diverso dalla residenza;
  • indicare il numero di telefono cellulare e l’indirizzo PEC o email per la ricezione delle comunicazioni da parte di INPS; in particolare, il numero di cellulare sarà utilizzato per eventuali comunicazioni tramite SMS;
  • inserire i dati relativi al padre del minore per cui si chiede il beneficio: nome, cognome, codice fiscale, data di nascita, stato di nascita, provincia di nascita, luogo di nascita, cittadinanza, stato di residenza, provincia di residenza, luogo di residenza, indirizzo, numero civico e CAP, tipo di rapporto lavorativo, codice fiscale del datore di lavoro, periodi di congedo parentale fruiti dal padre in relazione al minore per cui si chiede il beneficio e presso quale datore di lavoro in caso di più rapporti lavorativi;
  • inserire i dati del minore: cognome, nome, codice fiscale, data di nascita, sesso e luogo di nascita; in caso di adozione o affidamento: data di ingresso in famiglia, data di ingresso in Italia, data di adozione/affidamento, numero dei bambini, data di trascrizione del provvedimento straniero di adozione, provvedimento straniero di adozione trascritto nel registro di stato civile di (provincia e comune);
  • accedere nuovamente, all’esito del parto, per inserire il codice fiscale del minore, nel caso in cui sia lavoratrice che abbia presentato la domanda nei quattro mesi antecedenti la data presunta del parto;
  • inserire i dati riguardanti il congedo di maternità: dichiarazione di aver usufruito o di essere in corso di fruizione del congedo di maternità, data ultimo giorno del congedo stesso;
  • indicare i periodi di congedo parentale già fruiti;
  • indicare a quale dei due benefici intende accedere, per quante mensilità ed il periodo, con conseguente riduzione di altrettante mensilità di congedo parentale; in caso di scelta del contributo per far fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati, indicare la struttura per l’infanzia (pubblica o privata accreditata) nella quale è stato iscritto il minore oggetto di domanda; una volta effettuata, la scelta della struttura non è modificabile, ad eccezione dei casi previsti al successivo punto 7;
  • inserire dati relativi al proprio datore di lavoro/committente: nome, cognome/ragione sociale, codice fiscale, PEC o e-mail del datore/committente, tipo di contratto o di collaborazione, data di iscrizione alla gestione separata (solo per le tipologie di lavoro che prevedono l’iscrizione alla gestione separata), ovvero dichiarare di non avere datori di lavoro o committenti (solo per le libere professioniste iscritte alla gestione separata);
  • dichiarare di aver presentato la dichiarazione ISEE.
La domanda va presentata all’INPS in modo esclusivo attraverso il canale WEB - servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN attraverso il portale dell’Istituto (www.inps.it) attraverso il seguente percorso: Al servizio del cittadino – Autenticazione con PIN – Invio domande di prestazioni a sostegno del reddito – Voucher o contributo per l’acquisto dei servizi per l’infanzia.

Il PIN con cui viene effettuata l’autenticazione al servizio deve essere di tipo “dispositivo”. Si precisa dunque che, ai fini della presentazione della domanda, il richiedente dovrà munirsi in tempo utile del PIN “dispositivo” (per le modalità di richiesta e rilascio del PIN “dispositivo” si rinvia alle disposizioni contenute nella circolare INPS n. 50 del 15/03/2011 e sul sito web dell’Istituto). Le lavoratrici che siano già in possesso di un PIN rilasciato dall’INPS, sono tenute preventivamente a verificare la natura e la validità dello stesso.

L’INPS provvederà a recuperare le somme erogate a coloro che abbiano prodotto dichiarazioni risultate mendaci a seguito dei controlli che verranno effettuati.

7. VARIAZIONE E CANCELLAZIONE DELLA DOMANDA

L’invio della domanda compilata on line può essere effettuato immediatamente oppure rinviato ad un momento successivo, utilizzando in quest’ultimo caso l’apposita funzionalità di salvataggio dei dati inseriti, presente nella procedura.

La domanda salvata e non inviata può essere modificata sino al momento dell’invio, termine oltre il quale la domanda non potrà più essere modificata, ma solamente cancellata ed eventualmente ripresentata. Il tutto sino alla scadenza del termine ultimo di presentazione della domanda.

Ai fini della definizione della graduatoria farà fede la data e l’orario di invio, così come recepiti dai sistemi INPS e riportati nella ricevuta di invio.

8. CAMBIAMENTO DELLA STRUTTURA EROGANTE SERVIZI PER L’INFANZIA

La madre lavoratrice potrà cambiare la struttura erogante i servizi per l’infanzia, prescelta al momento della domanda, solamente nei casi di seguito riportati:
  • cambio di residenza o della dimora temporanea della madre lavoratrice;
  • variazione della sede di lavoro;
  • ancellazione dell’istituto scolastico dall’elenco INPS delle strutture eroganti servizi per l’infanzia.

9. TERMINI PER LA PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE

La presentazione delle domande sarà consentita dalle ore 11:00 del giorno 1 luglio 2013 fino al giorno 10 luglio 2013.

10. CRITERI DI FORMAZIONE DELLA GRADUATORIA

La graduatoria sarà definita tenendo conto dell’ISEE - Indicatore della Situazione Economica Equivalente (come da dichiarazione relativa al nucleo familiare della concorrente valida alla data di scadenza del presente bando) con ordine di priorità per i nuclei familiari con ISEE di valore inferiore e, a parità di ISEE, secondo l’ordine di presentazione della domanda.

La graduatoria sarà pubblicata dall’INPS entro 15 giorni dal termine ultimo di presentazione delle domande sul sito www.inps.it al seguente percorso: Home>Avvisi e Concorsi>Avvisi.

L’elaborazione della dichiarazione ISEE relativa al nucleo familiare della concorrente è obbligatoria per determinare il posizionamento in graduatoria della medesima. Essa, prima di trasmettere la domanda, dovrà pertanto far elaborare detta dichiarazione ISEE affinché, durante l’istruttoria della pratica, il sistema automatico dell’Istituto ne rilevi i valori corrispondenti.

La dichiarazione ISEE può esser presentata all’INPS esclusivamente in via telematica, collegandosi al sito Internet www.inps.it, nella sezione “Servizi On-Line” (v. circolare INPS n. 2 del 12/01/2011 e circolare INPS n. 130 del 10/10/2011) ed inserendo i dati necessari per l’elaborazione direttamente nella procedura e nelle banche dati dell’Istituto; la lavoratrice ha comunque la possibilità di richiedere all’Istituto informazioni e consulenza in merito .

In alternativa la lavoratrice può rivolgersi ad un CAF convenzionato, che provvederà alla predisposizione e trasmissione all’INPS della dichiarazione ISEE. Si ricorda che la trasmissione delle dichiarazioni ISEE da parte del CAF all’Istituto non avviene in tempo reale ma in differita e secondo tempistiche definite dal singolo CAF. Si consiglia quindi, prima della presentazione della domanda, di verificare l’avvenuta trasmissione della dichiarazione da parte del CAF.

Nel caso si sia già proceduto all’elaborazione della dichiarazione ISEE ed esista nelle banche dati dell’INPS una dichiarazione valida alla data di scadenza del bando, non sarà necessario richiederne una nuova. Durante l’istruttoria della pratica, qualora il sistema non rilevi un valido ISEE, la domanda sarà respinta.

11. RINUNCIA DEL BENEFICIO

La rinuncia del beneficio può essere effettuata dal giorno successivo alla pubblicazione della graduatoria, esclusivamente via web, nel portale Internet dell’Istituto (www.inps.it) attraverso il seguente percorso: Al servizio del cittadino – Autenticazione con PIN – Invio domande di prestazioni a sostegno del reddito – Voucher o contributo per l’acquisto dei servizi per l’infanzia.

In caso la rinuncia avvenga in un periodo successivo al ritiro dei voucher, i voucher non ancora fruiti dovranno essere restituiti alla sede INPS presso la quale sono stati ritirati, che provvederà al loro annullamento.

La restituzione dei voucher vale come manifestazione implicita di volontà di non voler fruire del beneficio per il numero di mesi corrispondenti all’importo dei voucher riconsegnati.

La madre lavoratrice a cui è stato riconosciuto il beneficio e che abbia ritirato i voucher, qualora effettui la rinuncia on-line, è tenuta a riconsegnare i voucher percepiti e non utilizzati. In mancanza, la rinuncia non avrà effetto e la lavoratrice non potrà chiedere i periodi di congedo parentale a cui aveva rinunciato per accedere al beneficio.

I voucher non restituiti verranno considerati come fruiti.

L’Istituto, ai fini del reintegro del periodo di congedo parentale spettante alla lavoratrice, provvede a comunicare al datore di lavoro (tramite PEC), l’avvenuta rinuncia al beneficio da parte della stessa, indicando altresì i periodi per i quali la rinuncia è stata esercitata.

L’Istituto provvede ad effettuare controlli in merito alle situazioni dichiarate dalle lavoratrici richiedenti il beneficio.



12. INFORMATIVA RESA AI CONCORRENTI AI SENSI DELL’ART. 13 DEL D.LGS. 30 GIUGNO 2003, N. 196 – CODICE PRIVACY

INPS con sede in Roma, Via Ciro il Grande 21, in qualità di Titolare del trattamento, informa che tutti i dati personali che riguardano il soggetto richiedente, compresi quelli sensibili e giudiziari, raccolti attraverso la compilazione della domanda, saranno trattati in osservanza dei presupposti e dei limiti stabiliti dal Codice, nonché dalla legge e dai regolamenti, al fine di svolgere le funzioni istituzionali in materia previdenziale, fiscale, assicurativa assistenziale e amministrativa su base sanitaria. Il trattamento dei dati avverrà anche con l’utilizzo di strumenti elettronici a opera di dipendenti dell’Istituto opportunamente incaricati e istruiti. Attraverso logiche strettamente correlate alle finalità per le quali sono raccolti, eccezionalmente potranno conoscere i dati di cui sopra altri soggetti che forniscono servizi o svolgono attività strumentali per conto di Inps e operano in qualità di Responsabili designati dall’Istituto. I dati personali del richiedente potranno essere comunicati, se strettamente necessario per la definizione della pratica, ad altri soggetti pubblici o privati, tra cui Istituti di credito o Uffici postali, altre Amministrazioni, Enti o Casse di previdenza obbligatoria. Il conferimento dei dati è obbligatorio e la mancata fornitura potrà comportare impossibilità o ritardi nella definizione dei procedimenti che riguardano il richiedente. Inps informa, infine, che è nelle facoltà del richiedente esercitare il diritto di accesso previsto dall’art. 7 del Codice, rivolgendosi direttamente al direttore della struttura competente all’istruttoria.