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15 aprile 2010

Giovanni Pistorio : 4° Congresso Nazionale Slc Cgil

Nel corso dei lavori del Congresso Nazionale SLC CGIL, insieme ai compagni della delegazione piemontese Rabellino e Russo abbiamo elaborato due Ordini del Giorno che, dopo essere stati sottoscritti da numerosi delegati, sono stati consegnati alla Commissione Politica del Congresso.

Il primo dei due riguarda la crisi occupazionale nel settore dei call center in outsourcing ed è quasi identico a quello che già è stato approvato nel corso del Congresso Provinciale SLC CGIL Catania, dal Congresso Provinciale della CGIL di Catania e dal Congresso Regionale CGIL Sicilia. Tale OdG è stato particolarmente apprezzato, per i suoi contenuti propositivi, sia dalla Commissione Elettorale che dalla platea congressuale ed è una perfetta sintesa dell'elaborazione politica che il gruppo dirigente della SLC CGIL Catanese e Siciliano ha costruito in questo ultimo anno.

Sull'Odg che riguarda il Mass Recording (primi firmatari Rabellino- Pistorio-Russo-Biondi-Foti-Licciardello-Denti) si è aperta una grande discussione. L'Odg in questione, infatti, non è stato sostenuto all'unanimità dalla Commissione Elettorale in quanto alcuni tra i suoi componenti, facenti parte della delegazione della Lombardia, hanno espresso opinioni diverse su tale questione, quindi l'esame dell'OdG è stato rinviato alla platea congressuale.

Nel corso del dibattito assembleare (gli animi sono stati particolarmente agitati) sono venute fuori ancora una volta le due posizioni che già erano emerse nel corso dei lavori della Commissione Politica. Infine, dopo l'intervento del Segretario Generale Emilio Miceli, si è convenuto di rinviare la discussione alla prima riunione utile del Comitato Direttivo Nazionale.

Il tentativo di ricomposizione unitaria di Emilio è stato, per me e per quasi tutti i presenti, particolarmente convincente per diversi ordini di ragioni che di seguito provo a sintetizzare (Emilio ha chiesto su tali questioni un impegno vincolante a tutta l'organizzazione)

1)Nelle prossime ore deve essere invitato da SLC CGIL una richiesta di intervento al Garante della Privacy (e ciò anche al fine di tutelare i dati sensibili dell'utente/consumatore;

2)Devono essere sollecitate iniziative comuni da intrarpendere con le associazioni dei consumatori (a Catania abbiamo visto bene in tal senso)

3)la discussione sull'articolo 4 L.300/70 va affrontata al primo Direttivo Nazionale (ancora su tale questione mai si era aperto un reale confronto ed è stato chiamato a decidere, di volta in volta, il coordinamento di settore TLC che non può essere esaustivo delle posizioni dell'intera SLC CGIL);

4)In attesa del dibattito in comitato direttivo nazionale e delle decisioni che verranno prese in tale sede, nessuno a qualsiasi livello potrà sottoscrivere accordi sul Mass Recording.

Lo ammetto, le delegazioni di Sicilia e Piemonte sono state particolarmente dure ed intransigenti sul Mass Recording (abbiamo messo tutto sotto sopra creando un bel casotto )ma tale intrasigenza è stata necessaria per provocare una attenta discussione su una materia che rischiava di sfuggirci dalle mani.

Sui numeri e sulle quote siamo forse eccessivamente indulgenti ma sui principi siamo tosti e duri .

Un vecchio politico che ancor oggi considero il mio vero maestro mi diceva sempre : "cedi sui numeri, quando serve, ma sui principi non si tratta"

Giovanni Pistorio

Segretario Generale

Slc Cgil Catania

14 aprile 2010

4° Congresso Nazionale Slc Cgil: Confermato Segretario Generale Emilio Miceli

BARI - Si è chiusa con la conferma del segretario generale Emilio Miceli (82 voti su 100) la terza e ultima giornata di lavori al congresso nazionale dell’Slc Cgil al teatro Petruzzelli di Bari. Anche oggi, al centro del dibattito, c’è stata la crisi, che tocca pressoché tutti i 38 comparti che formano il sindacato della comunicazione Cgil. A partire da Telecom, dopo le dichiarazioni allarmanti di ieri dell’ad Bernabè, che in occasione della presentazione del nuovo piano industriale ai soci azionisti, ha annunciato nuovi esuberi di personale. “E’ l’ennesimo insulto per i lavoratori - ha affermato Luca Damiani, delegato Slc alla Telecom di Milano -, dopo i tagli portati a compimento nei mesi scorsi e considerando che sempre i vertici del gruppo hanno deciso la distribuzione del dividendo agli azionisti alla prossima assemblea del 29 aprile”.


Le difficoltà investono anche colossi editoriali come il Corriere della Sera. Lo ha riferito Giulio Matarrese, delegato Slc poligrafici del gruppo Rcs, dove il 2010 sarà il sesto anno consecutivo di riorganizzazione con tagli al personale: “Da quest’anno, però, c’è una novità negativa ulteriore, con i prepensionamenti dei giornalisti, che ai affiancano a quelli dei poligrafici, una categoria a rischio ormai di estinzione, ridotti a 6.500 unità; è la seconda parte della crisi, dovuta all’aumento del prezzo della carta”.


Per non parlare di quanto accade a Teleperformance, l’azienda di call center che la settimana scorsa ha improvvisamente annunciato la chiusura, mettendo in mobilità tutti i 900 addetti assunti a tempo indeterminato, 700 dei quali appartenenti della sede di Taranto. “Un’ecatombe per noi - ha denunciato dal palco Andrea Lumino, segretario provinciale Slc, nonché Rsu aziendale -, considerando che trovare anche un lavoro a progetto nella nostra città, già investita dalla crisi dell’Ilva, è un miraggio. Una gestione volgare della crisi da parte del management, che ha motivato la sua decisione con l’assenteismo dei lavoratori, proprio mentre il mese scorso avevamo raggiunto gli indici più alti di produttività”.


Non meno critica è la situazione alla sede di Teleperformance al Parco Leonardo di Fiumicino, ha osservato il collega Luca Alessandrini, delegato Slc di Roma e Lazio, dove il sindacato si batte contro il licenziamento di 200 lavoratori, mentre questi ultimi sarebbero disponibili anche a tornare a collaborazione pur di mantenere il posto di lavoro, vanificando così tutto il lavoro fatto in precedenza proprio dal sindacato per ottenere la loro stabilizzazione.


La crisi è stata oggetto anche dell’intervento di Daniele Carchidi, della Slc calabrese, che ha elencato i tanti ‘manager banditi’ presenti nel settore delle tlc, dai casi Agile-Eutelia a Phonemedia, che prendono letteralmente in ostaggio i lavoratori, sfruttandoli a più non posso per poi abbandonarli al loro destino. Dello stesso tenore, l’apporto al congresso di Silvia Ventavoli, Slc Milano, che giudica impellente l’inserimento di una clausola sociale nei contratti per arginare le sempre più frequenti esternalizzazioni di attività, preludio ad esuberi e licenziamenti, da parte di aziende che si rivelano autentiche ‘scatole vuote’.


La crisi è così forte al Sud, tanto che il sindacato, come ha riferito Anna Russelli, segretaria Slc Basilicata, rischia addirittura di scomparire per mancanza di iscritti, dopo la nuova ondata di tagli nelle uniche aziende presenti nella regione, Telecom e Poste. Invece, Marilena Scimia, segretaria Slc l’Aquila, ha ricordato il caso dell’E-care, dove è delegata, un’azienda locale di tlc che ha chiuso dopo il terremoto, riaprendo successivamente con un’altra sigla, precarizzando però tutto il personale. La crisi sta coinvolgendo anche ‘fasce protette’, come lo sono state finora le 14 fondazioni lirico-sinfoniche italiane, peraltro minate dai continui tagli al Fus e ora in pericolo per l’imminente decreto annunciato dal ministro dei Beni Culturali Bondi, con cui intende azzerare il 2° livello contrattuale, portare la contrattazione all’Aran e introdurre il lavoro a chiamata nel comparto.


“Più che una flessibilità si delinea una vera e propria precarizzazione dell’occupazione per via legislativa – ha denunciato Cristina Pierattini, delegata Slc al Maggio Fiorentino -, che si tradurrà presto in tagli al personale anche da noi”. In questa ‘valle di lacrime’, qualche novità positiva c’è, come quella che ha raccontato Marco Del Cimmuto, delegato Slc Firenze, riferendosi alla Answer di Pistoia, azienda di tlc, dove a seguito della mobilitazione e della lotta intrapresa dalla Cgil, con un’occupazione durata mesi, si è riusciti a evitarne la chiusura, grazie all’ausilio di tutta la comunità locale”. “Da qui che la Cgil deve ripartire, realizzando anche il ricambio generazionale - ha invocato il segretario Slc di La Spezia, Matteo Bellegoni, il più giovane delegato al congresso -, rinnovamento auspicato dallo stesso segretario generale Slc, Emilio Miceli.

di Roberto Greco

12 aprile 2010

Congresso Nazionale Slc Cgil: Parla Antonio Migliardi responsabile risorse umane di Telecom Italia

BARI - D’accordo con le analisi e spesso anche con le suggestioni offerte dalla relazione del segretario generale di Slc, Emilio Miceli, quasi tutti gli intervenuti in rappresentanza delle maggiori aziende di telecomunicazioni invitate al quarto congresso nazionale della categoria. A partire dal responsabile delle risorse umane di Telecom Italia, Antonio Migliardi, che pur rimarcando l’immodificabilità del trend di mercato che pone oggi le relazioni industriali in condizioni diverse da “una mera partita a due, stante la multilateralità e l’interdipendenza degli interessi in gioco, in particolare in una fase di crisi come l’attuale”, ha sottolineato la necessità di stabilire un confronto costante fra le parti, informando anche che “sono già in calendario appuntamenti fra l’azienda ed sindacati”: Circa le anticipazioni circolate su nuovi esuberi, Migliardi ha infine precisato che Telecom Italia non ha fin qui fatto dichiarazioni circa l’esternalizzazione della parte informatica del gruppo e si è detto certo “del ruolo importante che anche il sindacato è chiamato a giocare in questa delicata fase delle relazioni sindacali”.

Di apprezzamento dell’impianto analitico e propositivo contenuto nell’introduzione di Miceli ha parlato anche Massimo Sarmi, amministratore delegate di Poste Italiane. Paventando i rischi di una rincorsa al ribasso della qualità dei servizi insiti in un eccesso di quella liberalizzazione dei servizi postali “cui pure siamo chiamati a concorrere”, Sarmi ha voluto ribadire i valori che l’azienda mette a base della propria attività, a partire dalla sicurezza, la riservatezza, l’affidabilità: “valori - sono state le sue parole - che, anche in questo paese, bisogna avere il coraggio di dire che vanno tutelati soprattutto a difesa dei più deboli”.

4° Congresso Nazionale Slc Cgil: Parla il Segretario Emilio Miceli

Bari 12 aprile 2010

Il tema del congresso è ‘Modernità senza precarietà’. “In questo momento il settore delle telecomunicazioni -dice Miceli- vive una situazione di difficoltà, di flessione, dovuta sia alla crisi economica, sia al fatto che siamo un paese ’saturo’ per quanto riguarda la telefonia mobile. Dall’altra parte c’è quella che possiamo definire l’altra faccia del nostro settore: la banda larga e l’internet mobile che sono e possono rappresentare un’opportunità di crescita”.

Due i temi all’ordine del giorno per il sindacato delle tecomunicazioni. “Innanzitutto la decisione di Telecom -spiega Miceli- che ha scelto lo scorporo dell’area informatica, puntando ad essere sempre più un’azienda commerciale e non industriale; e poi il comportamento dei grandi operatori telefonici che ‘tirano’ sui costi -sottolinea ancora il sindacalista- chiedendo ai call center stessi volumi di lavoro, ma a prezzi più bassi, spingendo anche gli stessi call center a delocalizzare, in modo da abbassare ulteriormente i costi del lavoro”. Senza contare, aggiunge Miceli, che “stanno scadendo in questi primi mesi del 2010 gli incentivi fissati dalla circolare Damiano per la stabilizzazione dei lavoratori dei call center, cosa che alza ulteriormente i costi per le aziende”.

Per Miceli questi elementi rischiano “di creare una vera e propria ‘bomba sociale’ nel 2010 nel Sud Italia, in Toscana, in aree depresse come Ivrea. Basti pensare cosa può voler dire, in una cittadina come Catanzaro, perdere duemila posti di lavoro nei call center. E la stessa cosa -aggiunge- rischia di avvenire a Vibo Valentia, Taranto, Lecce”. Per questo il sindacato, durante il congresso chiederà, spiega il numero uno della Slc, “al Governo di dare corso al tavolo aperto presso la presidenza del Consiglio dei ministri, di fare da ‘regolatore’ di questa situazione”. L’obiettivo è chiaro: “Il settore delle tlc -afferma Miceli- nel 2010 non deve essere ‘impiccato’ dalle scadenze degli incentivi per la stabilizzazione”.

E l’anno in corso, secondo Miceli, si preannuncia ‘nero’ non solo per la telefonia. “Poste Italiane -spiega- che quest’anno si avvicina verso la liberalizzazione, ha annunciato a noi sindacati 10.000 esuberi nel recapito postale. Numeri che mettono in discussione un servizio per il quale a pagare è lo Stato. Ci troviamo quindi -aggiunge- davanti a un’azienda che continua a macinare utili e a operare nei serivizi bancari e assicurativi, e che perde, però, in quelli che sono i servizi tradizionali come sono i servizi postali”.

I problemi non mancano poi in tutta la filiera che va dalla produzione della carta al sistema editoriale. “In questi mesi -dice Miceli- abbiamo perso 3.000 posti di lavoro in tutta la filiera. C’è innanzitutto una caduta nella produzione della carta, con la crisi economica da un lato e lo sviluppo di internet dall’altro, che stanno distruggendo il settore”.

”Nel sistema editoriale -aggiunge il sindacalista- si registra un calo del 30-35% della pubblicità, e si rischia di lasciare il Paese in mano a pochi oligarchi dell’informazione. Questo perchè chi ha la pubblicità vive, chi non ce l’ha muore”. E anche su questo Miceli chiede l’intervento del Governo. “E’ necessario -dice- regolare il sistema della pubblicità e a questo dovrebbe essere il compito dell’Agcom e anche del Governo. Questa è una vera emergenza per il paese perchè è un problema che incrocia il settore dell’informazione”.

Slc Cgil, oggi si apre il quarto congresso nazionale

Lunedì 12 aprile 2010

"Modernità senza precarietà": sarà questo il tema centrale del IV congresso nazionale di Slc Cgil, il sindacato che tutela i lavoratori di telecomunicazioni, information technology, call center, emittenza radiofonica e televisiva, poste e servizi postali, produzione culturale e spettacolo, industria della carta, editoria e grafica. Al congresso, che si svolgerà nella splendida cornice del Teatro Petruzzelli di Bari, appena restaurato, parteciperanno 433 delegati in rappresentanza dei 97.000 iscritti a Slc, che gestisce ben 33 contratti nazionali di lavoro.


I lavori si apriranno nel pomeriggio di lunedì 12 aprile con una performance dell’ensemble dell’orchestra del Petruzzelli. Il Sindaco di Bari Michele Emiliano e il sovrintendente del Petruzzelli Giandomenico Vaccari porteranno il proprio saluto.


Dopo la relazione introduttiva del Segretario generale Emilio Miceli (in programma nel pomeriggio del 12 aprile), interverranno alcuni degli invitati tra cui figurano il Presidente di Poste Italiane Giovanni Ialongo; l’Amministratore Delegato di Poste Italiane Massimo Sarmi; Piero Capodieci, Presidente Assografici; Riccardo Tozzi, Presidente Anica; Sergio Escobar, Direttore Piccolo Teatro di Milano; Antonio Migliardi, Responsabile Risorse Umane di Telecom Italia.


Nella seconda giornata si avvicenderanno gli interventi dei delegati. Le conclusioni, il 14 aprile, sono affidate a Fabrizio Solari, Segretario Confederale Cgil, prima del voto finale dei delegati. In programma anche il saluto del Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola.


Saranno presenti ai lavori congressuali anche Gianluca Ventura, Risorse Umane di Vodafone; Marco Tripi, A.D. Almaviva; Mario Primo Salani e Lelio Grassucci, Mediacoop; Valter Recchia, CNA; Raffaele Nardacchione, Asstel; Andrea Antonelli, A.D. Almaviva Contact; Onofrio Capogrosso, Responsabile Relazioni Sindacali di Telecom Italia; Laura Servato, Direttore Risorse Umane E-Care; Paolo Sarzana, Direttore Comunicazione Teleperformance; Roberto Bogio, Country manager Transcom Worldwide Italy; Titti Di Salvo, Presidente Civ Enpals; Rino Tarelli, Commissario straordinario IPost; Maurizio Zipponi, Responsabile nazionale lavoro IDV.


Saranno presenti ed interverranno l’On. Cesare Damiano, capogruppo Pd in commissione Lavoro della Camera; il Sen. Vincenzo Vita, Vicepresidente della 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali).


Nutrita la presenza dei segretari generali di sindacati confederali di categoria tra cui Filomena Trizio, Nidil/Cgil; Vito Vitale, Fistel/Cisl; Bruno Di Cola, Uilcom/Uil; Mario Petitto, Slp/Cisl; Ciro Amicone, Uilposte; Walter De Candiziis, Failp/Cisal; Salvatore Muscarella, Ugl Comunicazioni; Raffaele Gallotta, Sailp Confsal; Roberto Natale, Segretario Generale Fnsi; Ermanno Anselmi, Segretario Generale Sinagi. Presenti anche Giovanni Forte, Segretario Generale Cgil Puglia e Pietro Colonna, Segretario Generale Cgil Bari.