15 gennaio 2011

Catania, 14 gennaio, assemblea dei dirigenti CGIL. Interviene la segretaria generale Susanna Camusso

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Susanna Camusso a Catania: "Il futuro è dei i giovani. Legalità, sicurezza, cultura, innovazione, lavoro"

Susanna Camusso, Segretario Generale Nazionale della Cgil, stamattina si è recata a Catania, per parlare di un futuro da dare ai giovani, di sicurezza, legalità, innovazione e cultura. Angelo Villari, Segretario Generale della Camera del Lavoro catanese, ha iniziato l'assemblea puntando sul doppio binario crisi-speranza per il futuro: "La ripresa e il rilancio del nostro Paese, così come il riscatto della nostra realtà catanese, non può che passare dal protagonismo dei giovani, dal rilancio della conoscenza, della ricerca, dell'innovazione, del sapere e della cultura. Le manifestazioni studentesche di questi mesi pongono con forza alla società tutta una pressante domanda di futuro qualificato, di diritti e di pari opportunità". Angelo Villari segnala che la dispersione scolastica, che a Catania registra percentuali molto alte ed in alcuni quartieri più a rischio supera anche il 20 - 25%.
Sull'argomento mafia evidenzia la manifestazione "Notte bianca contro la mafia per il lavoro" che si è tenuta a Catania il 22 ottobre, dichiarando che se non si avranno risposte adeguate dalle Istituzioni, la Cgil catanese sarà ancora protagonista con nuove iniziative. Prosegue,poi, ricordando episodi di cronaca legati al mondo del lavoro come il caso di Daniele Castro, l'edile che non si è visto rinnovare il contratto di lavoro dopo avere denunciato episodi di scarsa sicurezza sul posto di lavoro, i morti della fabbrica di fuochi di S. Venerina e l'incredibile storia che ha visto coinvolto il Segretario Provinciale della Fiom di Catania Stefano Materia, condannato per avere sostenuto legalmente e legittimamente la lotta per il salario ed i diritti in una fabbrica che da mesi non rispettava il contratto e non pagava i lavoratori.

13 gennaio 2011

Almaviva. Incontro dell' 11 gennaio 2011 del Gruppo Almaviva (parte IT)

Si è tenuto in data 11 gennaio 2011 il previsto incontro tra la Direzione del Gruppo Almaviva (parte IT), il coordinamento nazionale delle RSU e le segreterie Nazionali e territoriali FIM, FIOM, UILM per proseguire il confronto sulle problematiche evidenziate dall’AD Marco Tripi nell’incontro del 3 dicembre 2010.
L’azienda ha sottolineato le principali criticità che il Gruppo dovrà affrontare nel biennio 2011-2012, sottolineando in particolare le seguenti situazioni:
area Finance, per l’andamento di fatturato e redditività (con una particolare criticità per la sede di Padova)
area Territorio e Ambiente, per gli effetti dovuti ai tagli della Finanziaria sui finanziamenti a Ministero delle Politiche Agricole/AGEA/SIN che si ripercuotono negativamente sulle attività affidate ad Almaviva (- 40%)
Almaviva TSF, per le condizioni imposte dal nuovo contratto che prevede da un lato una sostanziale riduzione delle tariffe e dall’altro un raggruppamento di imprese dove prima c’era la sola TSF (ridefinizione del perimetro delle attività)
area di staff, per un relativo sovradimensionamento rispetto alle altre aziende del settore
Dette criticità si innestano in un quadro di mercato che resta molto difficile per il permanere della crisi economica nazionale, per l’insostenibile abbattimento delle tariffe e per il cronico ritardo dei pagamenti nella Pubblica Amministrazione e non solo.

SIRTI: SITUAZIONE PREOCCUPANTE SERVE INCONTRO AL MINISTERO

Nei prossimi giorni il Consiglio di Amministrazione della Sirti dovrebbe ratificare la nomina del nuovo Amministratore Delegato. Nomina che era stata annunciata già a dicembre e che continua a tardare, segno che potrebbero esserci particolare difficoltà. Al contempo continuano le tensioni nel Consiglio d'Amministrazione e le conseguenti difficoltà sul piano dello sviluppo industriale.
La situazione del comparto complessivamente critica e l'assenza di investimenti nel settore, amplificano problemi già pesanti della società, che continua a non avere un piano chiaro di rilancio. Come sindacato abbiamo già sollecitato in dicembre la convocazione di un incontro con il Coordinamento dei delegati RSU Sirti per fare il punto sulla situazione industriale e occupazionale, e capire evoluzione, risultati e prospettive, anche in relazione alle azioni che sono state attuate nel 2010.
Incontro che per la situazione complessa presente in azienda è stato rinviato a gennaio e che ora crediamo essere indispensabile e da svolgere in sede del Ministero dello Sviluppo Economico. Le difficoltà persistenti nella principale impresa nazionale del settore, anche nel completamento dei vertici della società, che si sommano a quelli industriali e di gestione, necessitano di una tempestiva verifica istituzionale da attivare con un incontro presso il Ministero dello Sviluppo Economico.

11 gennaio 2011

Cgil: Lettera aperta ai Ministri Tremonti e Sacconi del Segretario Generale Susanna Camusso

La legge “di stabilità” prevede che il Fondo per l’occupazione sia incrementato nel 2011 di 1 miliardo di euro e che queste risorse servano per rifinanziare gli ammortizzatori in deroga, le politiche del lavoro e all’occorrenza le regioni possano utilizzarli per coprire i problemi del trasporto pubblico locale.
Abbiamo provato a ricostruire la loro esatta destinazione:
- 45 milioni per gli ammortizzatori sociali per le aziende del commercio da 51 a 200 dipendenti
- 45 milioni per l’iscrizione nelle liste di mobilità dei licenziati da imprese con meno di 15 dipendenti
- 110 milioni per la conferma nel 2011 delle misure sui contratti di solidarietà
- 222 milioni per varie misure di incentivi alle imprese che assumano disoccupati o percettori di ammortizzatori sociali
- 45 milioni per misure per le società portuali e per le Casse integrazioni per chiusure di imprese
- 100 milioni alle Regioni per i corsi degli apprendisti
Una cifra non indicata per coprire il reddito di chi finisce nel 2011 la mobilità ma non arriva alla pensione per via delle nuove norme varate dal governo a luglio
Tutte destinazioni importanti e finanziate anche negli anni precedenti, ma che non riguardano la cassa integrazione in deroga per cui resterebbero 433 milioni.
Il 17 dicembre il governo ha raggiunto un accordo con le Regioni, che destina 400 milioni per la salvaguardia del trasporto pubblico locale.

Le vessazioni sul luogo di lavoro sono violenza privata

Mobbing in ambito penale: le vessazioni sul luogo di lavoro integrano il reato di violenza privata. Il capo che sottopone i dipendenti a una condotta vessatoria e denigratoria, con atti moralmente violenti e psicologicamente minacciosi, risponde di violenza privata e non di maltrattamenti in famiglia o di mobbing.

Con la sentenza n. 44803 del 21 dicembre 2010 la cassazione penale interviene nuovamente sulla questione della qualificazione giuridica delle vessazioni del capo nei confronti dei dipendenti (con atti moralmente violenti e psicologicamente minacciosi). Per la Suprema Corte la condotta vessatoria e denigratoria del datore di lavoro o del capo integra il reato di violenza privata e non di maltrattamenti in famiglia o di mobbing; così la Cassazione ha modificato riqualificandole secondo il suddetto reato di violenza privata le accuse di maltrattamenti di un capo officina. In proposito, si legge in sentenza, "sembra piuttosto correttamente configurabile, proprio attraverso una motivata valutazione ed apprezzamento della richiamata prova specifica, peraltro motivatamente segnalata nell'impugnata sentenza a ribadita conferma di quanto già dedotto in primo grado, nella condotta dell'imputato il reato di violenza privata continuata aggravata ex art. 61 c.p., potendo ricondursi ai puntuali episodi,contestati nell'imputazione cui si è fatto cenno, i caratteri di una condotta moralmente violenta e psicologicamente minacciosa, idonei a costringere il lavoratore a tollerare uno stato di deprezzamento delle sue qualità lavorative nel contesto di una condotta articolata in più atti consequenziali ad un medesimo disegno criminoso, con l'intuibile aggravante della commissione del fatto con abuso di relazioni di prestazioni d'opera".


LEGGI PURE:

08 gennaio 2011

Slc Cgil Catania: Collegato Lavoro , gli articoli più letti del nostro blog

03 Gen 2011
La nuova legge detta “Collegato Lavoro” dal 24 novembre riduce le tue possibilità di difenderti e contestare un contratto illegittimo ed avere giustizia anche dopo molti mesi dalla sua conclusione. Legge 183/2010 pubblicata il 9 ...
03 Gen 2011
183/2010 (c.d. collegato lavoro). Leggi o scarica il documento. Una bruttissima pagina per i diritti dei Lavoratori: ARBITRATO SI SCEGLIE PREVENTIVAMENTE: Il lavoratore decide se ricorrere all'arbitrato preventivamente, ...
21 Dic 2010
Cgil: Orientamenti urgenti su L. 183 (collegato lavoro). Posted On 21 dicembre 2010 at il martedì, dicembre 21, 2010 by Salvo Moschetto. 1) Impugnazione dei contratti scaduti ante 24 novembre 2010 entro il 23 gennaio 2011: opinione ...
10 Dic 2010
In data 4 novembre 2010 è stata approvata la legge n. 183 (cd Collegato Lavoro), che è entrata in vigore il successivo 24 novembre. L'art. 32, modificando l'art. 6 della ln 604 del 15 luglio 1966, prevede che il licenziamento debba ...

07 gennaio 2011

La Segreteria provinciale della Cgil di Catania sul “Sindacal - affarismo”

La storia della Cgil - compresa quella catanese e del suo gruppo dirigente - è costruita con anni di dure battaglie a favore dei lavoratori e dei diritti, di lotta alla mafia, al malaffare e alla criminalità organizzata in genere spesso pagata a caro prezzo; lotta al malgoverno nazionale, regionale, locale che troppe volte sottovalutano, o volutamente ignorano, i valori del lavoro e della democrazia, nonché i diritti dei più deboli.

La manifestazione del 22 ottobre scorso contro la mafia e per il lavoro svoltasi a Catania, grazie al sostegno dei cittadini, è solo l’ultimo esempio in ordine temporale. Per altri, purtroppo, non funziona sempre così.

Riteniamo utile precisare:

1 la Cgil di Catania oggi non gestisce alcuna attività imprenditoriale in alcun settore, nè nell’ambito della formazione professionale; da questo settore, la Cgil si è chiamata fuori già da tanti anni.

2 la Cgil di Catania non ha mai versato alcuna somma a soggetti esterni per attività formative, “Reti” comprese, o per altra attività non prevista dallo statuto.

3 le persone presenti a vario titolo in strutture esterne (compreso il cda di Reti) vi permangono a titolo personale . Ciò nondimeno, abbiamo verificato che costoro non hanno mai percepito, nè percepiscono oggi, alcuna indennità.

Credevamo che queste precisazioni non fossero necessarie ma abbiamo ritenuto di doverle esprimere a tutela dei nostri iscritti e simpatizzanti, a scanso di equivoci, per non creare dubbi sulla nostra correttezza e trasparenza, e per evitare strumentalizzazioni esterne alla Cgil. Con la presente ci rivolgiamo anche ai dirigenti e ai tanti iscritti e simpatizzanti che, stupiti, ci hanno manifestato la loro solidarietà e la loro indignazione per quanto letto: crediamo che i toni debbano essere abbassati per evitare una discussione priva di fondamento. Sentivamo il dovere di offrire la nostra versione dei fatti a tutela dei lettori, della corretta informazione e di coloro che credono nel sindacato. Una volta chiarito il nostro punto di vista, per la Cgil la discussione si chiude qui.

La Segreteria provinciale della Cgil di Catania

Almaviva Alicos Alitalia

Ricordo a tutti quanti che il 3 maggio u.s. abbiamo lanciato, unitariamente, l'allarme per il destino dei call center in outsourcing in cui l'occupazione è a forte rischio a causa dell'innalzamento progressivo del costo del lavoro e per le politiche di delocalizzazione (soprattutto all'estero).

Queste ultime vengono implicitamente sollecitate dalle grandi committenti del settore molte delle quali operano nel nostro paese grazie a tutta una serie di concessioni governative.

Ci preoccupò in particolare, nel momento in cui inviammo la lettera di cui in allegato, ciò che stava avvenendo all'interno della tanto declamata "italianissima" Alitalia in quanto quest'ultima aveva dirottato quote importanti del proprio traffico telefonico verso un outsourcer (Teleperformance) che a sua volta trasferiva rilevanti quota di tale commessa all'estero. Da allora nessuno dei destinatari della nostra comunicazione si è sentito in dovere di chiedere chiarimenti a chicchessia ne di intervenire sulla materia nonostante l'elevato numero degli addetti che operano su tale commessa.

Giovanni Pistorio

Coordinatore Generale Regionale

SLC CGIL Sicilia


Leggi il documemto Sicilia - Italia - Alitalia...

06 gennaio 2011

Teleperformance comunicato 03 gennaio 2011

COMUNICATO SINDACALE

Dopo i consolidamenti di importanti commesse (ENI) e l’acquisizione di nuove commesse con buone potenzialità di sviluppo (Amazon), Teleperformance in queste settimane risulta aver acquisito ulteriori nuovi importanti volumi della commessa Alitalia.

La SLC-CGIL chiede che anche questi nuovi volumi vengano prontamente portati nelle sedi italiane a rafforzamento dei volumi di lavoro in essere, come del resto sottoscritto da Azienda e Sindacati nell’accordo sulla Solidarietà firmato il 24 giugno al Ministero del Lavoro.

L’acquisizione di nuovo lavoro è un fatto importante e positivo ed è il segnale inequivocabile di come, anche in questi mesi difficili, non sia mai venuta meno la professionalità delle centinaia di lavoratrici e lavoratori di Teleperformance.

Sarebbe grave ed incomprensibile se queste acquisizioni non si traducessero tutte in consolidamento del lavoro nelle sedi italiane di Teleperformance, nella prospettiva di una revisione della solidarietà e del superamento delle difficoltà che hanno portato alla dichiarazione degli esuberi dell’aprile scorso.

La Segreteria Nazionale, le Segreterie Regionali e Territoriali del Lazio e della Puglia, le RSU di Teleperformance elette nelle liste SLC-CIL.


05 gennaio 2011

SETTORE TELEFONICI: LA PENSIONE SPEZZATA - COMUNICATO -

I Lavoratori elettrici e telefonici manifestano contro le modifiche introdotte dalla Legge 122/2010 che ha abrogato le norme che garantivano il trasferimento non oneroso della posizione contributiva dai Fondi speciali all'Assicurazione generale obbligatoria dell'Inps.

La nuova disciplina penalizza oltre modo i Lavoratori interessati senza prevedere alcuna forma di salvaguardia per coloro che perdono o rischiano di perdere il diritto a pensione, o per coloro che hanno già cessato l'attività lavorativa e avrebbero maturato il diritto alla pensione dopo il 30 giugno 2010. Grazie a queste modifiche inique, i Lavoratori elettrici e telefonici che vogliono andare in pensione, nel migliore dei casi, utilizzando l’istituto della totalizzazione, si vedranno decurtare in maniera consistente, l'assegno che avrebbero ricevuto dal Fondo di categoria o dall'Assicurazione generale a cui hanno versato i contributi.

Le nuove norme, e per le gravi penalizzazioni che determinano, colpiscono i Lavoratori elettrici e telefonici e rischiano di passare nel silenzio totale dell'opinione pubblica e dei mezzi di informazione. Per tali ragioni e per richiedere la revisione di tali modifiche, le Federazioni elettriche FILCTEM-CGIL, FLAEI-CISL, UILCEM-UIL unitamente a quelle dei telefonici SLC-CGIL,

FISTEL-CISL e UILCOM-UIL hanno organizzato un

PRESIDIO C/O LA CAMERA DEI DEPUTATI

P.zza Montecitorio (Lato Obelisco)

per il giorno 11 GENNAIO DALLE ORE 14 ALLE ORE 18

Le Segreterie Nazionali

Filctem-Cgil Flaei-Cisl Uilcem-Uil

Slc-Cgil Fistel-Cisl - Uilcom-Uil

04 gennaio 2011

2011: Cambiano tante piccole regole che riguardano il nostro portafogli.

Fisco, multe, pensioni e bollette: le novità del 2011 per gli italiani saranno tante. Le buone novità, invece, saranno poche. Dal primo gennaio di quest’anno, infatti, cambiano tante piccole regole che riguardano il nostro portafogli, ma quasi nessuna cambia a vantaggio del contribuente.
Innanzitutto le buste paga. Per i dipendenti pubblici, infatti, 2011 vuol dire primo anno del congelamento delle buste paga. Si tratta di un provvedimento, tra i più discussi, previsto dalla manovra estiva di Giulio Tremonti. Un blocco destinato a durare fino al 2014. La misura, però, non cozzerà con la cosiddetta “riforma Brunetta”, quella che, sulla carta, dovrebbe introdurre premi per i meritevoli e tagli per i fannulloni. Con una differenza: il blocco è un fatto, la riforma Brunetta un progetto.
Capitolo doloroso anche le pensioni. In generale vale la regola del dover aspettare di più. Innanzitutto per le finestre: i dipendenti potranno ottenere l’assegno di anzianità e di vecchiaia dopo 12 mesi dalla data di maturazione dei requisiti. Autonomi, artigiani, commercianti e coltivatori diretti invece dovranno aspettare ben 18 mesi. Poi c’è la questione dell’età pensionabile. Per i dipendenti pubblici vale il discorso della quota 96: il diritto alla pensione scatta solo quando, sommando età anagrafica e età di contributi si totalizza almeno 96. Con un particolare: in nessun caso si potrà andare in pensione con meno di 60 anni. Per i lavoratori autonomi, invece, la quota è pari a 97, tenendo presente che l’età per il pensionamento non potrà essere inferiore a 61 anni.
Novità poco piacevoli anche per quanto riguarda il capitolo multe: il 2011 è infatti l’anno del ritocco. Così, buona parte delle infrazioni (sono escluse quelle “ritoccate” nel 2010), ci costeranno circa il 3,5% in più. Novità anche sul fronte della patente. L’esame orale di guida, infatti, vedrà l’introduzione della risposta singola: 40 domande e un massimo tollerato di 4 errori. Via anche alla “prova pratica” per chi vuole guidare un ciclomotore o una microcar.

03 gennaio 2011

Fiat: Le nuove regole per Mirafiori

L’operaio che sciopererà contro il contratto, da lui stesso sottoscritto, sarà licenziato. Possibili turni di 10 ore più una di straordinario. I critici: “Rischi per la salute”
TORINO – Trentasei pagine più allegati. Il contratto di Mirafiori, destinato per unanime ammissione di tutti i protagonisti a modificare radicalmente il sistema di relazioni industriali in Italia, sarà sottoposto a referendum a gennaio, probabilmente tra il 18 e il 20 del mese. “Pomigliano è stato un sasso che ha cominciato a rotolare lungo un pendio pieno di neve. Mirafiori lo dimostra”, dice il leader del Fismic, Roberto di Maulo, capofila dei sindacati favorevoli all’intesa. “Di Maulo ha ragione – risponde Giorgio Airaudo della Fiom – e per questo vogliamo provare a fermare la valanga. Il rischio è un modello aziendalista in cui i sindacati vengono usati come fornitori del consenso alle tesi dell’impresa”.
Ecco i punti principali dell’accordo della discordia:
Orario di lavoro
Nella nuova società in joint-venture tra Fiat e Chrysler (che nascerà nel 2012) saranno possibili 4 tipi di orario a seconda delle esigenze produttive. Oltre all’attuale con due turni di 8 ore al giorno per cinque giorni alla settimana (5 per 2), è previsto uno schema con l’introduzione del turno di notte su cinque giorni lavorativi (5 per 3) e un altro schema con il turno di notte su sei giorni compreso il sabato (6 per 3). Al momento del passaggio da un sistema all’altro, “l’azienda avvierà un esame con i sindacati”. La procedura dovrà durare “al massimo 15 giorni”, dopodiché l’azienda applicherà l’orario da lei prescelto. Al momento del passaggio dal sistema “5 per 3″ al sistema “6 per 3″, “le parti valuteranno anche l’eventuale sperimentazione, per un periodo non inferiore ai 12 mesi” di uno schema che prevede turni di 10 ore (due al giorno) per sei giorni alla settimana. I lavoratori che lavoreranno dieci ore per quattro giorni potranno riposare i successivi tre. L’azienda avrà mano libera sugli straordinari: potrà ordinare ai lavoratori fino a 120 ore all’anno (oggi sono 40) e contrattare con i sindacati altre 80 ore per ogni lavoratore.
I sindacati favorevoli sottolineano che “il ricorso massiccio ai turni di notte e agli straordinari produrrà un incremento in busta paga fino a 3.700 euro lordi all’anno”. I contrari osservano che “far lavorare per 10 ore consecutive una persona in linea e poi chiedere anche l’undicesima ora di straordinario mette a rischio la salute”.

Collegato Lavoro: Commento agli art. 30-32 della L. n. 183/2010 - Nota a cura dell'Avv. Francesco Fabbri -

Pubblichiamo una prima nota a cura dell'Avv. Francesco Fabbri su alcuni profili controversi della L. n. 183/2010 (c.d. collegato lavoro)


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Una bruttissima pagina per i diritti dei Lavoratori:

ARBITRATO SI SCEGLIE PREVENTIVAMENTE: Il lavoratore decide se ricorrere all’arbitrato preventivamente, e non quando insorge una controversia.

LA SCELTA DOPO IL PERIODO DI PROVA: La scelta, se ricorrere o meno all’arbitrato, non potrà avvenire prima della conclusione del periodo di prova, ove previsto, oppure se non siano trascorsi almeno 30 giorni dalla data di stipulazione del contratto di lavoro.

ESCLUSO L’ARBITRATO SUI LICENZIAMENTI: escluse le controversie relative al licenziamento tra quelle che riguardano l’arbitrato. Per i licenziamenti, dunque, resta l’obbligo di ricorrere al giudice del lavoro.

ANCHE LICENZIAMENTI NON VALIDI VANNO IMPUGNATI: Anche «nei casi di invalidità del licenziamento» esso dovrà essere impugnato «entro 60 giorni dalla ricezione della sua comunicazione in forma scritta».

APPRENDISTATO A 15 ANNI VALE COME ULTIMO ANNO SCUOLA OBBLIGO. Possibilità di assolvere l’ultimo anno di obbligo scolastico, fissato a 16 anni, anche con l’apprendistato, che quindi varrà per i 15enni come stare in classe.

DELEGA PER USURANTI, CRITERI PRIORITÀ PENSIONAMENTO. Una clausola di salvaguardia per il pensionamento anticipato (minimo 57 anni di età e 35 di contributi) dei lavoratori impiegati in attività usuranti, come i dipendenti notturni o gli addetti alla ‘linea di catenà.

RIFORMA AMMORTIZZATORI. Dopo 24 mesi dall’entrata in vigore della legge, il governo esercita le deleghe sulla riforma degli ammortizzatori sociali per il riordino degli strumenti a sostegno del reddito, così come dei servizi per l’impiego, degli incentivi all’occupazione e dell’apprendistato e, più in particolare, dell’occupazione femminile.

- PROCESSI LAVORO. I processi del lavoro tornano ad essere gratuiti. Nei casi di violazione nella trasformazione del contratto da tempo indeterminato a tempo determinato, il datore di lavoro dovrà risarcire il lavoratore con una indennità onnicomprensiva fissata tra 2,5 a 12 mensilità.

BORSA NAZIONALE LAVORO, ANCHE CURRICULA LAUREATI ON-LINE. Rafforzata la Borsa nazionale del lavoro, con l’inserimento on-line anche dei curricula degli studenti da parte dell’Ateneo per i dodici mesi successivi alla laurea; prevista anche la pubblicazione telematica dei bandi e dei concorsi della Pa, oltre ai dati relativi ad assunzione, proroga, trasformazione o cessazione dei rapporti di lavoro.

CASELLARIO CENTRALE INFORTUNI. Al via l’organizzazione del Casellario centrale degli infortuni, in capo all’Inail.

SINO A TRE ANNI PER DOMANDE ALBO ARTIGIANI. Passa da due a tre anni l’efficacia delle domande di iscrizione e cancellazione dall’albo delle imprese artigiane da comunicare all’Inps.


Leggi e scarica la sintesi del collegato lavoro...

Collegato Lavoro: Legge 183/2010

Speciale Collegato Lavoro: Leggi tutti gli articoli....

In data 4 novembre 2010 è stata approvata la legge n. 183 (c.d. Collegato Lavoro), che è entrata in vigore il successivo 24 novembre.

L’art. 32, modificando l’art. 6 della l. n. 604 del 15 luglio 1966, prevede che il licenziamento debba essere impugnato entro 60 giorni dalla comunicazione e che a detta impugnazione debba seguire, nei successivi 270 giorni, l’azione giudiziaria, pena la decadenza (cioè l’impossibilità di proporre la causa).

Lo stesso art. 32 n. 4 lett. c) prevede che le disposizioni sopra dette si applichino anche alle cessioni di ramo d’azienda, con riferimento alla data della cessione.

E’ in corso un dibattito con riferimento alle cessioni che sono state effettuate prima che entrasse in vigore la nuova normativa e parte della dottrina ritiene che anche queste debbono essere impugnate (pena la decadenza), ma i 60 giorni decorrono non dalla data della cessione (perché precedente alla legge), ma dall’entrata in vigore della legge.

In pratica, l’impugnazione deve essere fatta entro il 23 gennaio 2011.

E’, pertanto, opportuno che, al fine di evitare detta eccezione (sulla cui fondatezza o meno non ci sono ancora pronunce da parte dei tribunali), i lavoratori che ritengono di impugnare la cessione del loro contratto di lavoro inviino tempestivamente una lettera raccomandata alle due aziende, contestando la legittimità della cessione del c.d. “ramo”.

Per quanto riguarda la richiesta del tentativo di conciliazione davanti la Direzione Provinciale del Lavoro (che si poneva quale condizione di procedibilità dell’azione giudiziaria ed era, pertanto, obbligatorio) dal 23 novembre u.s. è divenuto facoltativo, ma coloro che decidessero di attivarlo, in caso di esito negativo avranno a disposizione solo 60 giorni (e non più 270) per presentare il ricorso in Tribunale. Come potrà verificare leggendo il testo della legge (soprattutto l’art. 32) si tratta di norme molto restrittive.

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La nuova legge detta “Collegato Lavoro” dal 24 novembre riduce le tue possibilità di difenderti e contestare un contratto illegittimo ed avere giustizia anche dopo molti mesi dalla sua conclusione.

Telecom Italia: Riunione, medici Competenti e RLS Sicilia del 21 dicembre 2010

Mettiamo online le slide discusse nell’incontro del 21 dicembre 2010. Le stesse ripercorrono gli argomenti trattati in riunione per ottemperare all’art. 35 del d.lgs. 81/08.


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01 gennaio 2011

Pierfranco Pellizzetti docente di politiche globali: Ecco perchè io sto con la Fiom

di Pierfranco Pellizzetti
Punto primo: l’economia è troppo importante perché venga abbandonata nelle mani degli economisti (e dei top manager). I sedicenti “esperti” della materia, quelli che conoscono (?) le ricette giuste (one best way, direbbe il duo Taylor-Ford) e poi – a posteriori – ti spiegano perché le cose sono andate in maniera diametralmente opposta a come avevano previsto; i presunti “titani d’impresa”, quelli che hanno in tasca (?) la soluzione “oggettiva” e poi ti accorgi che le loro scelte obbedivano semplicemente a criteri adattivi ed opportunistici. Eppure c’è sempre chi ha la spudoratezza di affermare (specie se “americanista credere-obbedire-combattere”, tipo Noisefromamerika) il principio fideistico che “non si deve disturbare il manovratore”.
Punto secondo: ho trascorso una non trascurabile parte dei miei trent’anni (trent’anni fa) in meeting di Confindustria e dintorni sulla “responsabilità sociale dell’impresa”, sul “profitto come misura di efficienza”. Ho pure organizzato (e una volta presieduto) quei convegni dei Giovani Imprenditori in cui si discuteva di “alleanze varie tra produttori”. Quei Giovani Imprenditori che negli anni Settanta si atteggiavano a punta avanzata della borghesia illuminata e ora si riuniscono a Capri o Santa Margherita, in rigorosa tenuta da rampanti, a celebrare i riti del revanscismo (e subito dopo fiondarsi in discoteca).

Telecom Italia: Lettera unitaria su Fondi Telefonici

Egregi Presidenti, Onorevoli e Senatori,

il decreto legge 31 maggio 2010 n. 78, convertito con modificazioni nella legge 30 luglio 2010 n. 122 (Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica) ha apportato sostanziali modifiche in materia di

ricongiunzione dei contributi e di trasferimento gratuito nell’assicurazione generale obbligatoria della contribuzione versata in Fondi sostitutivi o esclusivi dell’assicurazione stessa.

In particolare il comma 12 septies dell’articolo 12 della legge 122/2010 ha previsto, a decorrere dal 1 luglio 2010, l’onerosità per le lavoratrici e per i lavoratori della ricongiunzione della contribuzione versata a Fondi diversi verso l’INPS. Tale

ricongiunzione era, come si ricorderà, completamente gratuita.

Con la medesima decorrenza per i lavoratori elettrici e per i telefonici (commi 12 octies e 12 novies dell’articolo 12) è stata prevista l’onerosità del trasferimento della contribuzione dai loro Fondi all’AGO e sono state anche abrogate le norme (art.3,

comma 14 del decreto legislativo 16 settembre 1996 n. 562; art.28 della legge 4 dicembre 1956 n.1450) che prevedevano per questi lavoratori la possibilità di trasferire gratuitamente all’INPS la contribuzione versata presso i Fondi.

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