21 luglio 2011

Certificati malattia: Accordo definitivo con Confindustria sull'invio telematico dei certificati di malattia

Care/i compagne/i,

con la nostra comunicazione del 22 giugno 2011, inviata a tutte le strutture e pubblicata su Taccuino, vi abbiamo informato sui contenuti della CIRCOLARE MINISTERIALE congiunta, Ministero del lavoro e della Funzione Pubblica, del 18 marzo 2011, che estende e rende operative le nuove disposizioni per imprese e lavoratori sull' invio per via telematica dei certificati di malattia.

Nella stessa comunicazione si rendeva noto dell'avvio tra Confindustria e CGIL, CISL, UIL, di un confronto avente per oggetto il come affrontare la fase transitoria in attesa dell'armonizzazione da parte dei CCNL delle norme sulla materia che naturalmente regolano ad oggi l'invio del cartaceo.

Tale confronto ha portato - dopo aver reso noto il testo dell'ipotesi in discussione alle nostre categorie nazionali - nella giornata di mercoledi 20 luglio 2011 all'ACCORDO DEFINITIVO che vi alleghiamo.

Nella sostanza i punti principali sono così riassumibili:


1. sono naturalmente pienamente efficaci i CCNL attualmente in vigore

2. fino al 13 settembre 2011 data di scadenza della fase transitoria - ovvero a conclusione dei 3 mesi dalla data di pubblicazione sulla G.U. della Circolare - il lavoratore continua ad inviare il certificato cartaceo di malattia (qualora gli vengaconsegnato dal medico in quanto già oggi molti medici utilizzano l' invio telematico) con le modalità previste da ciascun CCNL.

3. Dal 14 settembre 2011 il medico non potrà più rilasciare al lavoratore in forma cartacea il certificato di malattia che verrà sostituito da un numero identificativo e che il medico è tenuto a consegnare al lavoratore.


L'Accordo prevede in via transitoria che il lavoratore fino a quando i CCNL non armonizzeranno le nuove modalità di invio, questo numero lo comunicherà all'azienda - entro i termini previsti dagli attuali CCNL per l'invio del cartaceo tramite - solo a titolo di esempio - per e-mail o SMS. L' invio è reso necessario in quanto la Circolare prevede – norma che come CGIL abbiamo contestato – la possibilità per l'azienda di richiedere ai propri dipendenti di comunicare il numero identificativo e l'obbligo degli stessi alla comunicazione.

N.B. È ovvio che il lavoratore non lo comunicherà se l'azienda non lo chiede e/o se già dotata di posta elettronica certificata, in quanto l'Inps girerà immediatamente all'azienda il certificato telematico ricevuto dal medico. In questa fattispecie ci siamo opposti alla richiesta che Confindustria avanzava di rendere di fatto l'invio del numero da parte del lavoratore, una prassi continuativa in ogni caso e a prescindere dalla facoltà dell'azienda di richiederlo, e con le attuali procedure, ovvero per posta raccomandata, in quanto a nostro avviso contraddiceva apertamente ( per i costi a carico del lavoratore e non solo) le “modalità coerenti con le innovazioni tecnologiche”, come abbiamo scritto nell'Accordo, una volta tanto previste dalla Circolare. L'accordo infatti su nostra richiesta impegna le aziende a dotarsi della posta certificata nei tempi previsti dalla circolare.

4. In attesa dell'armonizzazione altre modalità attuative di invio del numero identificativo potranno essere definite con accordo aziendale.


N.B. Questa previsione dell'Accordo lascia comunque aperta la possibilità quando ricorrono oggettive e motivate ragioni tecnico-organizzative o quando il lavoratore non è in condizione di utilizzare le “procedure innovative” di comunicare il numero anche con modalità tradizionali.


In conclusione con questi criteri di gestione della fase transitoria previste dall'Accordo abbiamo evitato evidenti forzature già ampiamente presenti nelle posizioni che Confindustria ha avanzato nella fase del negoziato e che potevano naturalmente essere ulteriormente utilizzate negativamente dalle singole aziende. Si tratta ora di operare per una corretta gestione dell'intesa, a tutti i livelli, a partire dall'armonizzazione contrattuale che non necessariamente deve avvenire alla scadenza dei CCNL ma quando le parti lo ritengono opportuno.

Fraterni saluti.


Per il Dipartimento Settori Produttivi

della CGIL Nazionale

S. Barone


Leggi accordo definitivo...

20 luglio 2011

Lettera aperta ai lavoratori 187/1 Catania: "Comm'è doce, comm'è bella, 'a cittá 'e Pullecenella..."

Me dispiace sulamente ca ll'orgoglio 'e chesta gente, se murtifica, ogne ghiuorno, pe' na máneca 'e fetiente

che nun tènono cuscienza, che nun tènono rispetto... Comme fanno a pigliá suonno, quann'è 'a sera, dint''o lietto?!..."


SINDACATI: LETTERA APERTA AI LAVORATORI 187/1 CATANIA

Care lavoratrici e cari Lavoratori

ci eravamo lasciati dopo l'assemblea del primo febbraio 2011, tenuta al 187.1 di Catania, con dei puntini di sospensione e di verifica su quella che era l'organizzazione del lavoro e relativi carichi, fruizione FE, EF, permessi Mamma e Papà.

Elementi discussi successivamente, a marzo 2011, a Palermo tra Sindacati ed Azienda in un unica full immersion durata oltre quattro ore che alla fine ci vedeva speranzosi, non di aver risolto ogni tipo di problema, ma di essere almeno sulla strada maestra e di aver fissato alcuni punti dignitosi per i lavoratori.

Volendo utilizzare la famosa locuzione latina "IN MEDIO STAT VIRTUS" avevamo avuto l'illusione di esserci riusciti, ma dopo oltre tre mesi di attesa ci siamo accorti che di "MEDIO E DI VIRTUS" non era successo quasi nulla e che alle criticità discusse se ne erano sommate tante altre.

Nei fatti: "CAMBIARE TUTTO PER NON CAMBIARE NIENTE". Questa ormai è la politica ed il Mein Kampf delle relazioni industriali aziendali sul territorio siciliano. Una telenovela che dura da troppi anni realizzata ad hoc da una subdola "regia formata da una casta centralizzata a Napoli" che invece di ricorrere al dialogo ed al buon senso, non fa altro che disattendere e violare diritti fondamentali.

Nessuna regola viene più rispettata e tutto quello sancito sia come benessere nel 2006 sia come Accordi Sindacali in essere contenuti nel contratto di 2° livello viene ignorato, "sbugiardellato", modificato ed arbitrariamente cambiato nel tempo. Un "divide et impera" dove i lavoratori sono sempre quelli che pagano dazio e costretti a subire ogni tipo di ingiustizia pur di far raggiungere obiettivi e premi ai padroni.

Quindi tutto risolto in un nulla di fatto, dove le ferie vengono centellinate e pilotate dai capi, le ex festività ridotte a lumicino ed i permessi mamma e papà non vengono regolati in base alle esigenze dei genitori verso i propri piccoli, ma sono ad uso discrezionale aziendale.

Rimangono inalterate la problematiche su organizzazione e carichi di lavoro (violazione dell’accordo 60/40 - Front/Back -) e questo porta inevitabilmente ad un aumento di stress da lavoro correlato. Infine, per non farsi mancare proprio nulla, l'azienda, ha deciso di mettere in scena l'ultimo atto di una tragedia, "UNICAMENTE NAPOLETANA", intitolata "FORTE CON I DEBOLI E DEBOLI CON I FORTI", dove questa volta ad essere sotto tiro dei cecchini societari è la parte più vulnerabile di chi lavora, quello sparuto gruppo di non idonei a cui vengono messe in discussione pure le limitazioni di attività lavorative prescritte dal medico di fabbrica, professionista scelto e pagato da Telecom Italia.

Questa è la fotografia attuale su Catania e da segnali regionali anche sulle altre province siciliane. Questo è lo stato dell'arte.

E' opportuno ricordare a personaggi di corta memoria che il Sindacato nasce come elemento sociale per la tutela dei diritti, degli interessi economici, professionali, morali, dei lavoratori e per quell’irrinunciabile necessità di affermare il principio del diritto al lavoro che si pone a base della nostra Costituzione. Sindacato che ha inoltre l'obbligo di farsi tutore e promotore di legalità e del principio di eguaglianza tra i lavoratori.

Se questa è la nostra "Mission Statement" ed il nostro "Credo" sarà inevitabile, salvo valutazioni aziendali dell'ultimo minuto, spostare il nostro campo di azione in altre sedi e passare dalle semplici parole ai fatti concreti. Non mancherà il confronto con voi che siete la parte essenziale e pregiata di questa azienda. Siete proprio voi l’unico organo titolato a dare mandato alle Organizzazioni Sindacali per poter procedere a qualsiasi tipo e grado di lotta sempre nel rispetto delle leggi e di una deontologia che non dobbiamo mai abbandonare e che fa la differenza tra chi vuole realmente la soluzione dei problemi e chi invece vuole solo distruggere e spaccare il fronte tra lavoratori e Sindacato.


Le Segreterie Provinciali di Catania e le RSU

SLC CGIL FISTEL CISL UILCOM UIL


Il Progetto “Benessere nei call center di Telecom Italia”


Il Progetto è stato avviato nel 2004 con l’obiettivo di capire le variabili che contribuiscono a influenzare in modo determinante il benessere delle persone che vi lavorano e individuare le possibili azioni di miglioramento.

In coerenza con le iniziative attuate sul fronte del people-caring, è stato effettuato un secondo monitoraggio che ha coinvolto circa 3.000 operatori (un campione rappresentativo della popolazione dei call center) attraverso la compilazione di un questionario online, rivisto e integrato in base all’esito delle fasi di ricerca precedenti.

Dall’analisi dei dati raccolti, svolta dai ricercatori della Facoltà e del Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi di Torino, è emerso che:

1 la conciliazione lavoro/tempo libero incide sul malessere psico-fisico. In tal senso l’operatore può essere sostenuto nel raggiungimento e nel mantenimento di un migliore equilibrio vita lavorativa/vita privata sia attraverso un’adeguata e più funzionale organizzazione dell’orario di lavoro e dei turni, sia attraverso iniziative organizzative rivolte a soddisfare i bisogni della famiglia;

2 i supporti tecnologici e informatici, nonché gli strumenti per affrontare la relazione emotiva con il cliente, sono risorse che possono facilitare e sostenere il lavoro;

la qualità dell’ambiente fisico di lavoro in linea con le disposizioni ergonomiche, favorisce il benessere psico-fisico;

3 la valorizzazione del personale, attraverso il riconoscimento delle competenze e dell’esperienza lavorativa, l’equità di trattamento, la trasparenza delle decisioni organizzative, rappresenta un punto di attenzione importante nella direzione di un maggiore benessere lavorativo.


Ai fini della verifica della corretta applicazione dell’accordo Azienda-Organizzazioni Sindacali sul benessere nei call center, siglato a maggio 2008, specifiche Commissioni stanno riscontrando l’attuazione delle iniziative utili alla promozione del benessere, rispetto alle seguenti macro aree: valorizzazione, formazione e aggiornamento del personale, conciliazione vita lavorativa/vita privata, ambiente di lavoro, organizzazione e ritmi di lavoro.


NOTA A MARGINE:

--- conciliazione vita lavorativa/vita privata.... (Maaaaaa...........????????)

--- ambiente di lavoro.... (??????????)

--- organizzazione e ritmi di lavoro... (Ah... Ah... Ah... Ah...)

--- adeguata e funzionale organizzazione dell’orario di lavoro e dei turni (senza parole...!?!?!?)

E per scrivere simile menzogne c'era bisogno di scomodare 3.000 operatori a campione e pagare ricercatori della Facoltà e del Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi di Torino ???

17 luglio 2011

Fiat condannata per comportamento antisindacale

ROMA, 16 LUG – A tre mesi dal ricorso promosso dalla Fiom-Cgil contro Fabbrica Italia Pomigliano, la newco costituita dalla Fiat e nata fuori da Confindustria con un contratto ad hoc, arriva la sentenza del tribunale di Torino.

Il giudice del lavoro Vincenzo Ciocchetti, al termine della seconda udienza e dopo sei ore di Camera di Consiglio, ha riconosciuto la legittimita' del contratto collettivo di primo livello del 29 dicembre 2010 ed il contratto collettivo di secondo livello (integrativo) del 17 febbraio 2011. Ma Ciocchetti ha anche dichiarato il ''comportamento antisindacale'' della Fiat perche' ha determinato, ''quale effetto conseguente, l'estromissione della Fiom-Cgil'' dal sito di Pomigliano d'Arco. Uno dei punti al centro del ricorso della Fiom.

''La Fiat e' stata condannata per comportamento antisindacale e questo e' un fatto significativo'', commenta il leader dei metalmeccanici della Cgil, Maurizio Landini. Su questa parte l'azienda presentera' ricorso. ''La sentenza ci soddisfa a meta''', e' stato infatti il primo commento dei legali del Lingotto. ''Riteniamo necessario procedere ad un accurato esame del provvedimento per valutare l'impatto della decisione del giudice sulla praticabilita' del piano di investimento annunciato'', aggiunge poco dopo un portavoce della Fiat.

Il cosiddetto contratto di Pomigliano, sottoscritto il 29 dicembre 2010 da Fiat e sindacati dei metalmeccanici (Fim-Cisl, Uilm-Uil, Fismic e Uglm, senza la Fiom), che e' sostitutivo del contratto nazionale dei metalmeccanici, stabilisce tra l'altro il ritorno alle Rsa (Rappresentanze sindacali aziendali) che possono essere costituite solo dalle organizzazioni sindacali firmatarie. Di fatto, quindi, lasciando fuori la Fiom.

Parla di un riconoscimento ''importante'' rispetto alla legittimita' dell'accordo di Pomigliano il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, che quindi invita la Fiom a ''riflettere sulla strategia dell'autoisolamento e prendere la via della collaborazione con le altre organizzazioni sindacali e con la stessa Fiat nel nome degli investimenti e dell'occupazione''. Quanto all'aspetto della rappresentanza, a suo parere, ''dovrebbe soccorrere il recente accordo interconfederale'' raggiunto unitariamente da Confindustria, Cgil, Cisl e Uil.

15 luglio 2011

Teleperformance: "L'Albania non sostituirà l'Italia" - 15 luglio 2011 -

Teleperformance Italia non metterà la chiave sotto lo zerbino e non manderà a casa i suoi dipendenti. Così annuncia la direzione dell’azienda francese, attiva nel settore dei call center, dopo aver firmato un accordo con le parti sociali. Due i punti salienti dell’intesa: il ricorso alla cassa integrazione per un periodo di sei mesi per 900 dipendenti distaccati presso le sedi di Roma e Taranto e l’apertura di un ufficio per le “partenze volontarie”. Sono già 227 gli operatori che hanno accettato di lasciare il posto a fronte di un assegno di due o tre mesi di stipendio.

Una soluzione, questa, vantaggiosa per l’azienda. Secondo la legge in effetti, un’azienda che licenzia parte del suo personale per motivi economici, non può assumerne altro per i sei mesi successivi.


Per azienda e i sindacati si tratta di un buon accordo. Per le associazioni sindacali il dato importante è che l’azienda abbia rinunciato ai licenziamenti. Ad aprile scorso, invocando un calo delle attività e quindi del suo fatturato, Teleperformance aveva annunciato il licenziamento in tronco di 1400 operatori. Una decisione che aveva spinto i sindacati ad alzare le barricate mentre i dipendenti manifestavano davanti alle sedi italiane dell’azienda francese.


“Abbiamo perso alcuni clienti importanti, come ad esempio l’Enel, che rappresentava per noi 400 posti di lavoro”, si giustifica Lucio Maria Apollonj Ghetti amministratore delegato di Teleperformance Italia, senza parlare – rileva l’Ad - "delle difficoltà dei call-center colpiti dalla crisi e dall’aumento dei dati disponibili su Internet".

“Basta fare una piccola ricerca per trovare tutte le informazioni che uno desidera – gli fa eco Gabriele Piva, direttore delle risorse umane - Di conseguenza, gli operatori diventano superflui”.


Rimane anche il problema di una concorrenza poco rispettosa delle regole. “Abbiamo cominciato a firmare dei contratti a tempo indeterminato tre anni fa – prosegue Piva - Dobbiamo quindi pagare i contributi il che rappresenta un costo per l’azienda che influisce i nostri risultati. Ma tutte le società non hanno un atteggiamento simile. Alcune moltiplicano i contratti a tempo, altre non firmano proprio un bel niente”.


Per quanto riguarda la questione albanese che aveva scatenato le reazione dei sindacati dopo che la direzione della società aveva paventato la possibilità di delocalizzare le attività proprio in Albania, Apollonj Ghetti. Promette che “l’Albania non sostituirà mai l’Italia da un punto di vista professionale. Non chiuderemo bottega per andare a Tirana”. Resta il fatto che Teleperformance ha aperto i suoi primi call center a Tirana e Durazzo già due anni fa. Tirana rappresenta per l’azienda una grande opportunità, soprattutto per quanto riguarda i costi.


“Lo stipendio di un operatore italiano assunto regolarmente equivale grosso modo a 850 euro al mese in cambio di 30 ore di lavoro a settimana – rivela una fonte sindacale - In Albania, la retribuzione è poco più dello stipendio percepito da un funzionario dello Stato, ovvero 470 euro al mese sempre per 30 ore a settimana”. Gli albanesi, per di più, sono per la maggior parte laureati e sono disposti a lavorare anche di notte e durante il week-end senza pretendere un bonus.

di Ariel F. Dumont


Teleperformance: La Direzione assume comportamenti incomprensibili

- Comunicato Roma, 8 luglio 2011 -

A pochi giorni dalla firma di un accordo molto sofferto ed oneroso la direzione di Teleperformance sta assumendo atteggiamenti incomprensibili che non fanno che aumentare la tensione fra i lavoratori. Anziché impegnarsi a dare attuazione, in modo condiviso, a quanto pattuito al Ministero, registriamo una serie di strappi e cambi di programma incomprensibili e gravi.

La stessa incertezza sulla data di pubblicazione dei turni, prevista per l’11 p.v., non fa che destare sconcerto, dal momento che quella data è stata proposta dall’azienda stessa! A questo punto diventa del tutto inutile riunirsi per cercare soluzioni alle inefficienze quando l’unica, vera, inefficienza è quella dell’ azienda. Per quanto ci riguarda l’accordo aziendale sottoscritto a margine di quello ministeriale è rinviato sino a quando l’azienda non fermerà gli atti unilaterali e non inizierà adare attuazione ad un percorso condiviso.

Se entro una settimana non verranno convocati tavoli territoriali dove, in modo veramente condiviso, non si inizierà ad organizzare la gestione della CIG come pattuito e a verificare la situazione delle sedi romane, inizieremo senza indugioad organizzare iniziative sindacali adeguate.

Occorre che il management di Teleperformance si decida una volta per tutte a gestire quest’azienda in modo serio, condiviso e coerente.

Le Segreterie Nazionali

SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL UGL TELECOMUNICAZIONI


Cassazione: Il declassamento professionale può anche essere mobbing

La Corte di Cassazione, sezioni Unite, con sentenza nr. 4063 del 22 febbraio scorso ha stabilito che quando il demansionamento comporta disturbi di natura psicofisica relativi alla salute del lavoratore, lo stesso sfocia nel mobbing con relativo diritto del dipendente frustrato a ottenere un adeguato risarcimento per il demansionamento subito.

Tale condotta lesiva, può prefigurarsi anche da parte di una Amministrazione Pubblica allorquando a quest'ultima sia imputabile la violazione di specifici obblighi di natura contrattuale ex art. 2087 del c.c.

Il fatto ha riguardato un impiegato amministrativo dell'Inps che dal 1996 al 1999 aveva, di fatto, guidato il suo ufficio (venendo anche nominato "reggente ad interim") ma che, successivamente, veniva trasferito all'Ufficio Provinciale e costretto ad una quasi totale inattività e al disbrigo di compiti mortificanti (addetto alle informazioni generali sulle competenza della DPL e addetto al protocollo) per di più, collocato in un ufficio minuscolo, sprovvisto anche di computer, tanto da essere colpito da disturbi di natura psico - somatica che lo avevano costretto al pensionamento.

Il dipendente aveva ottenuto il riconoscimento di una cospicua somma in primo grado, drasticamente ridotta dai giudici di appello.

La Cassazione, accogliendo il ricorso del lavoratore mobbizzato, ha dato il via a un risarcimento da «mortificazione professionale» aumentando nuovamente la somma risarcitoria, in considerazione "della persistenza del comportamento lesivo di circa due anni ( sia pure in mancanza di intenti di discriminazione o di persecuzione idonei a qualificarlo come mobbing), la lunga durata di reiterate situazioni di disagio professionale e personale, consistite tra l'altro, nel dover operare in un locale piccolo, fatiscente e privo di computer nonchè, per "l'inerzia dell'amministrazione, rispetto alle accertate richieste del dipendente intese a non compromettere il patrimonio di esperienza e qualificazione professionale, che costituiva un suo primario diritto a prescindere dall'esistenza di specifiche aspettative di carriera".

Tecnico demansionato, ordinato a Telecom il reintegro

LECCE - Un tecnico della Telecom s’è visto riconoscere dal Tribunale del lavoro il ricorso per essere stato destinato a un incarico ritenuto inferiore di livello e per questo la giudice Silvana Botrugno ha ordinato all’azienda telefonica di reintegrarlo nella mansione svolta in precedenza. La sentenza è andata a favore di Sergio Romano, difeso dagli avvocati Enrico Cafiero e Fernando Caracuta. L’uomo, secondo quanto ricostruito, ha svolto sino al mese di novembre 2010 attività di diagnosi in centrale, in qualità di addetto alla commutazione numerica Cx. Ovvero, si occupava di apparati complessi con tecnologia altamente specialistica. In seguito, a quanto pare unico nel suo reparto, è stato trasferito presso un altro ramo aziendale, per svolgere attività a suo dire notevolmente semplificate rispetto al passato, dovendosi occupare dei cosiddetti impianti di abbonato, cioè dell’installazione del telefono in casa degli utenti, e di attività di permutazione. Tale lavoro, manuale e privo di contenuto specialistico, comporterebbe un abbassamento di livello, secondo i legali per “disomogeneità fra le mansioni di provenienza e quelle di successiva destinazione”. Il tecnico Telecom, iscritto alla Cisal Comunicazioni, ha dunque reclamato l’intervento del giudice del lavoro, chiedendo in via cautelare l’accertamento. Il ricorso cautelare è stato accolto e il Tribunale ha ordinato a Telecom Italia di reintegrare il lavoratore nell’impiego precedente e di adibirlo comunque a mansioni compatibili con la sua qualifica di specialista di interventi tecnici. Una decisione, sostengono i legali, che conferma l’orientamento espresso dal Tribunale di Lecce in casi analoghi.

(venerdì 8 luglio 2011)


Cassazione: Il declassamento professionale può anche essere mobbing

La Corte di Cassazione, sezioni Unite, con sentenza nr. 4063 del 22 febbraio scorso ha stabilito che quando il demansionamento comporta disturbi di natura psicofisica relativi alla salute del lavoratore, lo stesso sfocia nel mobbing con relativo diritto del dipendente frustrato a ottenere un adeguato risarcimento per il demansionamento subito. Tale condotta lesiva, può prefigurarsi anche da parte di una Amministrazione Pubblica allorquando a quest'ultima sia imputabile la violazione di specifici obblighi di natura contrattuale ex art. 2087 del c.c. Il fatto ha riguardato un impiegato amministrativo dell'Inps che dal 1996 al 1999 aveva, di fatto,...

13 luglio 2011

CCNL TLC: SLC-CGIL “CONCLUSI LAVORI COMMISSIONI BILATERALI"

“Si sono conclusi in questi giorni i lavori dei diversi gruppi di lavoro tra OO.SS. e ASSTEL-CONFINDUSTRA, nell’ambito del CCNL delle Telecomunicazioni, in materia di controllo a distanza, costituzione dell’Agenzia Bilaterale per la Formazione, costituzione del Fondo sanitario integrativo”. Così dichiara in una nota la Segreteria Nazionale di SLC-CGIL.

“Dopo un lungo e serio confronto, è stato condiviso un documento che indica le buone prassi per un corretto uso dei sistemi di controllo a distanza (tema molto sentito tra le parti, volto a tutelare i lavoratori da possibili abusi), così da dare omogeneità ad un mondo dove spesso si venivano a creare delle vere e proprie “giungle” di accordi, facendone strumento di competizione tra call center e call center. Nel documento, che ribadisce la sovranità assoluta delle RSU in materia, si raccolgono le esperienze più avanzate e le pratiche relazionali migliori presenti nel settore, al fine di fornire a tutti, imprese e rappresentanze in azienda, spunti per un lavoro condiviso”.

“Sono stati poi definiti gli statuti sia dell’Agenzia Bilaterale per la Formazione che per il Fondo Sanitario di Settore. In particolare con la prima si definiranno cataloghi formativi condivisi tra le parti, volti a permettere a tutti di poter accedere alle risorse di Fondimpresa e di accompagnare l’evoluzione professionale degli addetti al settore, facendo della formazione una risorsa strategica e sempre a disposizione per tutti”.

“Con la definizione dello Statuto del Fondo Sanitario si da finalmente uno strumento stabile, sempre implementabile e aperto alle diverse realtà già esistenti nel settore, per garantire a tutti i lavoratori prestazioni integrative e migliorative rispetto al SSN, cui centralità è formalmente ribadita. Un fondo dove i lavoratori tramite i propri delegati potranno essere protagonisti e controllori del corretto uso delle proprie risorse”.

“In autunno – conclude SLC-CGIL – si completeranno i lavori con la definizione dei regolamenti e con le formalizzazioni del caso, ma è evidente l’impegno delle parti e, si passi la battuta, ne è prova che tutti i rinvii del passato CCNL al lavoro delle commissioni nazionali sono stati ampiamente rispettati. I lavoratori delle TLC avranno ora strumenti in più a presidio dei loro diritti e delle loro tutele”.

Telecom Messina: Complimenti alle Segreterie ed alle RSU

Complimenti alle Organizzazioni Sindacali di Messina che sono riuscite a centrare tutte quelle problematiche che affliggono da oltre un anno il territorio siciliano. Concretezza, unione di intenti, strategia chiara e trasparente che non ho dubbi verrà condivisa da tutte le province. Quando l'onestà intellettuale e la professionalità si mette al servizio dei lavoratori e dei sindacalisti stessi fa solamente piacere essere ostinatamente orgogliosi di fare del buon sindacato e di farlo in maniera unitaria.

Molte volte si viene accusati di essere leggeri e svogliati..... Comunicati come questo dimostrano tutto il contrario e lanciano importanti momenti di riflessione agli addetti ai lavori di tutto il Paese. Il confondere buon senso, dialogo e mediazione con la leggerezza che a volte ci viene cucita addosso da certi tipi di personaggi la rispediamo al mittente. Non siamo certamente la gatta frettolosa, ma con i giusti tempi e la collaborazione di tutti riusciamo spesso e volentieri a smussare problematiche e criticità. Tanto più un sindacato è unito tanto più si ha la contezza della propria forza.


Salvo Moschetto

Responsabile Customer Care Telecom Italia

Slc Cgil Catania

Susanna Camusso a Catania il 21 luglio 2011

Care compagne e cari compagni,

giovedì 21 luglio, alle ore 10.00, presso l’Hotel Sheraton, Via A. Da Messina 45 Acicastello, il segretario generale CGIL la compagna Susanna Camusso, incontrerà la stampa, è quindi assolutamente necessario garantire la massima partecipazione di tutte le categorie.

Vi invitiamo, pertanto, a favorire la partecipazione dell’intero comitato direttivo, delle RSU, RSA e RLS dei luoghi di lavoro più significativi.

Vi informo, inoltre che l’incontro si concluderà non oltre le ore 13.00.

Fraterni saluti.

La Segretaria d’Organizzazione della Cgil Catania

P. Palella



Telecom Messina: Operatori AOC/ME" Ovvero esseri umani trattati come robot"

C’eravamo illusi!! Ebbene sì, e’ giusto ammetterlo in tutta onestà e trasparenza.

Illusi, dopo che i vertici aziendali di linea, nell’incontro tenutosi a Palermo, si erano impegnati ad assumere atteggiamenti consoni ad una grande azienda nei rapporti con i dipendenti; questo era stato frutto delle assemblee di inizio anno dove erano emerse una serie infinita di criticità seguite dai ripetuti incontri/scontri con relazioni industriali ed il successivo comunicato di forte denuncia che ne era scaturito.

Il tutto aveva sortito quell’apparente stato di calma e ragionevolezza che si era propagata nelle varie sale delle AOC siciliane, e questo ci aveva indotto a credere che in questa azienda, vigesse ancora il buon senso, lo spirito di gruppo ed il rispetto per i lavoratori di questo reparto, che, nonostante le vicissitudini negative, sono dei grandi professionisti !!

Illusione cari colleghi, semplice e pura illusione o forse quello che tutti chiamano nostalgia… si proprio così, nostalgia per quell’azienda che è stata e che purtroppo non è più, dove le persone erano il bene assoluto, contava il valore umano ed i rapporti interpersonali erano guidati dal massimo rispetto e considerati al di sopra di ogni cosa.

Oggi, a distanza di pochi mesi, ci ritroviamo a dover affrontare giornalmente, tutte le problematiche già denunciate ed a cui se ne aggiungono nuove.

E’ proprio così, oggi nel territorio siciliano ogni tipo di confronto con l’azienda Telecom e’ praticamente inefficace.

Ci accorgiamo che gli incontri con Relazioni Industriali, nonostante l’impegno del Dott. Fiore, sono praticamente inutili, in quanto svuotati di ogni importanza, contenuto e valore.

L’interlocuzione con Risorse Umane, escludendo anche in questo caso la professionalità di tutti i componenti lo Staff aziendale, raramente porta qualcosa di concreto.

Le linee, che mirano solo ed esclusivamente agli obiettivi, hanno ormai preso il sopravvento in quelle che sono le scelte delle strategie del gruppo; creano malumori di ogni sorta e poca collaborazione tra diverse realtà. Anche in questo caso, esclusi i rapporti altalenanti che si creano con i vari responsabili, si evidenzia il completo disinteresse per il bene dei lavoratori, stravolgendo di fatto i contratti firmati e gli accordi trovati nelle sedi opportune.

Nel caso specifico delle AOC siciliane si e’ raggiunto addirittura il paradosso. E’ successo infatti che “qualche mente pensante eccellente”, di quelle che stanno nelle sale regie a “giocare con i bottoni”, ha sollevato dall’incarico il responsabile, solo perché era riuscito a raggiungere gli obiettivi pur non trascurando mai il rispetto per i propri collaboratori. La sua colpa è stata quella di aver incentivato la coesione tra il personale, la condivisione degli obiettivi, il raggiungimento degli stessi e soprattutto il rispetto di tutti i membri dei gruppi di lavoro e della loro dignità nel pur sempre rispetto dei ruoli.

Abbiamo segnali che in molte realtà, nell’ambito delle AOC siciliane, i Responsabili usino metodi a dir poco discutibili oltre che offensivi della dignità delle persone, sottoponendoli a stress continui per obbedire alle insopportabili e pressanti indicazioni della “regia napoletana”, vera responsabile occulta del malessere di ogni ruolo e funzione territoriale.

Questa dinamica è possibile con l’utilizzo del sistema del “palleggio delle responsabilità”: nessuno ne ha e nessuno risponde del proprio operato.

Oggi siamo arrivati all’assurdo!!! E’ ormai prassi che colleghi che chiedono un semplice permesso E.F. si sentano negare il diritto a fruirne per ragioni a dir poco insignificanti, quando non si arriva addirittura a suggerire loro di ricorrere, in alternativa, alla malattia.

Colleghi, che sono “invitati e costretti” a stabilire i propri periodi di ferie, al contrario di come il contratto preveda.

Colleghi con diritto ai permessi mamma e papà, come sancito delle norme, si vedono negare questa possibilità di fruizione e ricattati perché hanno necessità di utilizzarne frequentemente, non tenendo in considerazione il fatto che questi permessi sono a totale carico del lavoratore; fortunatamente questa Azienda opera in uno Stato dove vige una legge sensibile a queste esigenze.

Peggio ancora si verifica con quei colleghi che non sono idonei per alcune attività, o per i diversamente abili, o chi necessita della 104, quindi i non in linea, che devono sentirsi negare la richiesta di qualche ora di E.F. o ancora, devono sentirsi contestare e negare la richiesta per i periodi di ferie, perché, secondo i “capetti” a discapito della produzione ed organizzazione del lavoro.

Ma di cosa stiamo parlando??? Ma di cosa vogliamo ancora discutere???

Sicuramente, riteniamo opportuno non parlare più ma agire, e lo faremo attuando tutte quelle azioni di lotta e di denuncia, sia all’interno ma soprattutto all’esterno di Telecom attraverso azioni clamorose che mettano a nudo la vera essenza di questa Azienda, per riportare in questo reparto, già penalizzato anche per l’uso dei contratti di solidarietà, un clima umanamente vivibile.


Le Segreterie Provinciali e le RSU di Messina

SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL

Telecom Sicilia: Il Regno delle due Sicilie è finito il 21 Ottobre 1860

Comunicato Segreterie Regione Sicilia

Nonostante l’incontro che le scriventi OO.SS hanno fatto nel mese di Marzo con la linea customer 187 e le HR . RI , dal quale si sperava che alcune criticità poste all’attenzione potessero essere risolte ; a tre mesi da quella data sono rimaste insolute le tensioni sui luoghi di lavoro per quanto riguarda la gestione organizzativa.

Ci riferiamo in particolare :

alla disposizione unilaterale rispetto alla quantità di permessi concedibili , a cui vengono inoltre assimilate anche le ore del sociale rendendo cosi tali permessi non idonei al loro scopo. Ferie, E.F. ,Permessi “mamma/papà,applicazione legge 104, Lavoratori ad idoneità ridotta, sono diventati da diritti contrattuali dei Lavoratori a doveri discrezionali della Sala Regia Napoletana. ( il Regno delle due Sicilie è finito il 21 Ottobre 1860)

Alla continua violazione dell’accordo 60/40 (Front/Back) che provoca stress correlato ai lavoratori , che si ripercuote in maniera significativa sulla qualità e la professionalità della risposta che viene data alla clientela ; la poca chiarezza di gestione nell’applicazione della turnistica del personale con prescrizioni mediche individuali accertate.

Si evidenziano inoltre problematiche legate al microclima sul posto di lavoro inadeguato rispetto alle esigenze del servizio prestato, la riorganizzazione delle postazioni lavorative a favore del cosiddetto open space e l’accentramento all’interno di stanze non idonee come dimensioni e climatizzazione rispetto al numero dei lavoratori presenti ; ottiene il risultato che gli operatori vengono sottoposti a continue escursioni termiche sicuramente nocive alla salute.

Le stesse problematiche sono state integralmente trasferite ai lavoratori del 119 di Palermo dopo il trasferimento presso la nuova sede di DR6, aggravate dalla cronica insufficienza dei parcheggi fattore che crea notevoli difficoltà logistiche.

A fronte di quanto sopra esposto le scriventi OO.SS. ritengono urgente attivare una serie di assemblee sui posti di lavoro , per verificare quanto denunciato e prendere gli opportuni provvedimenti necessari al ripristino del clima lavorativo .

Le Segreterie Regionali

SLC CGIL FISTEL CISL UILCOM-UIL