05 agosto 2014

TLC: TP In&Out Comunicato Unitario incontro 31-7-14


Il giorno 31 luglio si é tenuta una riunione tra le OO.SS. SLC CGIL, FISTEL CISL, UILCOM UIL unitamente alle RSU e Teleperformance. Il responsabile aziendale, attraverso la proiezione di slides, ha delineato un quadro generale che esprime difficoltà dal punto di vista economico.

Ha dichiarato inoltre che la scadenza dell'accordo sindacale di gennaio 2013 prevista per il prossimo anno, farà lievitare i costi aziendali. In funzione di tali difficoltà il responsabile dell'azienda ha messo sul tavolo una serie di proposte battendo sempre sul tasto della maggiore flessibilità/disponibilità dei lavoratori, unitamente alla ricerca di strumenti per ridurre l'assenteismo e aumentare la produttività.
Le OO.SS. e le RSU, hanno ricordato come con l'ultimo difficile accordo, i lavoratori hanno fatto la propria parte, con senso di responsabilità, consentendo un miglioramento dei conti. Il Sindacato ha poi ribadito che in azienda le relazioni sindacali si trascinano pesantemente e ciò favorisce un clima di tensione, particolarmente nella sede di Taranto.
In ogni caso, le OO.SS. hanno proposto all'azienda di aprire una trattativa di merito su tutti i punti a cominciare dal secondo livello contrattuale con particolare riguardo al PDR. Su temi riguardanti l'organizzazione del lavoro, ambiente e microclima, rapporti in azienda.
Le OO.SS. sono convinte che in tutti questi punti, se non si parte da preconcetti inaccettabili, si possono trovare le risposte alle esigenze di Lavoratori e Azienda. Alla fine dell'incontro Teleperformance si é dichiarata disponibile ad un confronto e la riunione per affrontare il merito delle questioni é stata programmata entro la metà del mese di settembre.

Le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL

04 agosto 2014

Malattia: Lavoratore svolge altro lavoro? Mon c'è divieto assoluto. Va accertato se pregiudica guarigione

Il lavoratore che si mette in malattia e viene poi sorpreso svolgere un altro lavoro rischia un'imputazione per truffa. La Corte di Cassazione ha però ricordato (con la sentenza 33743/2014) che una sentenza di condanna non può essere emessa se non si è prima accertato che il lavoro svolto durante la malattia ha ritardato la guarigione.
Già in precedenza la stessa corte con sentenza n. 26290 del 25 novembre 2013 aveva affermato che il lavoratore in malattia deve astenersi da qualsiasi condotta che possa pregiudicare le sue prospettive di guarigione (vedi: Cassazione: legittimo il licenziamento del lavoratore in malattia sorpreso a svolgere attività extralavorativa)
Con questa nuova sentenza la suprema Corte ha annullato un provvedimento del GUP che assolveva il lavoratore dall'imputazione per truffa aggravata proprio sulla base del presupposto della nuova attività non avesse ostacolato il processo di guarigione.
Nel caso di specie però trattandosi di un provvedimento del giudice dell'udienza preliminare, "solo una prognosi d'inutilità del dibattimento relativa all'evoluzione, in senso favorevole all'accusa, del materiale probatorio raccolto, può condurre a una sentenza di non luogo a procedere".
In buona sostanza il giudice dell'udienza preliminare può emettere sentenza di non luogo a procedere solo se non c'è una prevedibile possibilità che attraverso il dibattimento si possa pervenire a una diversa soluzione "e più in particolare quando l'insufficienza e la contraddittorietà degli elementi probatori acquisiti rivestano caratteristiche tali da non poter essere ragionevolmente superabili nel giudizio".
La questione relativa allo svolgimento di un'altra attività lavorativa da parte del lavoratore assente per malattia assume rilievo anche sotto il profilo civilistico.
La sezione lavoro della cassazione civile (sentenza n. 10706/2008) ad esempio, aveva evidenziato come lo svolgimento di un'altra attività lavorativa durante l'assenza per malattia Potrebbe giustificare il "licenziamento per violazione dei doveri di correttezza e buona fede e degli specifici obblighi contrattuali di diligenza e fedeltà, oltre che nell'ipotesi in cui l'attività esterna sia di per sé sufficiente a far presumere l'inesistenza della malattia, anche quando la medesima attività, valutata 'ex ante' in relazione alla natura della patologia e delle mansioni svolte, possa pregiudicare o ritardare la guarigione e con essa il rientro del lavoratore in servizio".
La giurisprudenza della Cassazione in ogni caso ha sempre sottolineato che non sussiste un divieto assoluto di lavorare anche a favore di terzi durante l'assenza per malattia.
Va però verificato:
1. che tale lavoro non sia svolto in concomitanza con la simulazione di uno stato di malattia.
2. che il secondo lavoro, per le sue caratteristiche, non possa pregiudicare o ritardare la guarigione prolungando così l'assenza dal lavoro;
3. che il secondo lavoro non integri una violazione del divieto di concorrenza.
E non basta occorre anche considerare che se la malattia rende lavoratore inoltre inidonea a svolgere alcune mansioni, ciò non toglie che egli potrebbe essere idonea a svolgerne altre all'interno della stessa azienda.



Ricariche gratis a parenti, indagati 6 dipendenti Telecom

Bari, 31 luglio 2014 - Gli agenti della Squadra Mobile di Bari hanno notificato l'avviso di conclusione delle indagini preliminari, disposto dalla locale Procura della Repubblica, a sei dipendenti della Telecom s.p.a., in servizio a Bari, ritenuti responsabili di furto aggravato. Le indagini sono state avviate a novembre del 2012 a seguito della denuncia presentata dall'azienda telefonica che aveva rilevato un anomalo picco di traffico in uscita da alcune utenze aziendali verso utenze cellulari. Dagli accertamenti svolti, con l'ausilio dell'ufficio "funzione sicurezza territoriale Telecom Italia s.p.a.", e' emerso, che da alcune utenze interne aziendali venivano effettuate, in modo sistematico, telefonate che, per il numero e la durata, erano assolutamente incompatibili con una ordinaria attivita' d'ufficio ed erano dirette esclusivamente ad utenze di telefonia mobile di diversi gestori. Le chiamate, in alcune occasioni fatte di notte e nei giorni festivi, della durata anche di quattro o cinque ore, venivano operate contemporaneamente, a distanza di pochi secondi, utilizzando la funzione di attesa sia sull'utenza fissa che su quella mobile. Gli indagati, con tale sistema, ricaricavano utenze cellulari intestate ai propri familiari o a persone ad essi riconducibili, causando un considerevole danno economico all'azienda quantificabile in decine di migliaia di euro.

I LAVORATORI ACCENTURE IN ASSEMBLEA PERMANENTE

Palermo 4 agosto 2014 - 262 lavoratori di Accenture Outsourcing S.r.L. oggi hanno incrociato le braccia e si sono riuniti con le Segreterie Provinciali SLC CGIL, FISTEL CISL, UILCOM UIL e UGL IN Assemblea Permanente nei locali di via U. La Malfa, Palermo.
In seguito al fallimento del tavolo nazionale triangolare tra Bt Italia, Accenture e le OO.SS. le procedure di licenziamento collettivo e la chiusura del centro di Palermo sono ormai alle porte.
«È impensabile – affermano le OO.SS. – che un sito produttivo come quello di Accenture Palermo, rischi di chiudere, non per mancanza di lavoro, ma per le irresponsabilità manageriali di alcuni grandi multinazionali che gestiscono, tra l’altro, anche servizi per la Pubblica Amministrazione».
Questo è ciò che sta accadendo ai lavoratori di Accenture, dipendenti prima di Bt Italia che ha ceduto le attività e i lavoratori ad Accenture, e che adesso decide di rescindere anticipatamente il contratto, determinando la chiusura di tutto il centro palermitano.
All’assemblea permanente tenutasi stamattina sono intervenuti l’Assessore alle Attività Produttive del Comune, Giovanna Marano, e il Sindaco di Palermo, Leoluca Orlando.
Le istituzioni comunali hanno assicurato la loro piena disponibilità a ricercare soluzioni che mantengano il perimetro produttivo all’interno del territorio palermitano.
Il Sindaco Orlando ha garantito tutto il Suo impegno affinché realtà produttive come quelle di Accenture non siano oggetto di sciacallaggio imprenditoriale e auspica, invece, che da questa vertenza si possano creare opportunità concrete di rilancio per un settore che afferisce a servizi di cui Palermo e la Sicilia possono rendersi protagonisti innescando, così, processi di sviluppo occupazionale del territorio.
Le OO.SS. hanno proclamato un pacchetto di 48 ore di sciopero, che avrà inizio venerdì 8 agosto con u presidio davanti alla Presidenza della Regione Sicilia.

«Le Istutuzioni locali – continuano le Segreterie Provinciali – non possono permettere che questo scempio avvenga, perché la vertenza dei lavoratori di Accenture è emblematica per tutto il settore delle telecomunicazioni».

01 agosto 2014

Asati: "No alla svendita di Telecom Argentina"

Niente vendita al ribasso per Telecom Argentina, niente cessione delle torri e sì alla fusione Tim Brasil-Gvt. Sono alcune delle proposte che Asati sottoporrà all’attenzione del cda di Telecom Italia previsto per il 5 agosto. Secondo i piccoli azionisti di TI “il cda non potrà non affrontare oltre alla gestione ordinaria temi di vitale importanza per lo sviluppo dell’azienda ormai non più rimandabili”.
Per la vendita dell’Argentina, Asati chiede di non trattare la vendita a ribasso: nel caso in cui vengano rispettate le condizioni iniziali “recedere dalla stessa e aspettare eventualmente tempi più favorevoli. Una decisione è essenziale anche per i riflessi sull’andamento del titolo della società in riferimento al potenziale default dell’Argentina”.
Sul fronte Brasile si chiede di “ accelerare un accordo di fusione con Gvt i cui vantaggi sono indiscutibili. Le risorse finanziarie necessarie potrebbero essere reperito dalla conversione delle risparmio e da un contenuto aumento di capitale di 2- 3 miliardi di euro”.
Asati accende i riflettori anche sulla conversione delle azioni di risparmio in ordinarie. “Essendo innegabile che la società ha bisogno di risorse finanziarie per lo sviluppo, la conversione delle risparmio è ormai indispensabile anche tenendo conto di un piano B per il punto di cui sopra. Tra l’altro ormai questa distinzione è desueta e antistorica”, spiega l’associazione.
Niente vendita delle torri. “In alternativa si costituisca una newco a maggioranza di TI, per la gestione e manutenzione degli edifici invitando altri interessanti attori quali i network Tv anche Italiani, facendo quindi sinergia con loro come avviene in molte parti del mondo”.
Infine si chiede la  costituzione di una società con Metroweb per la larghissima banda: “ Considerando che da anni si sta parlando di un eventuale accordo con Cdp di cui non si è fatto nulla, sarebbe utile, per iniziare,  costituire una Newco TI-Metroweb, a cui TI potrebbe partecipare parte in cash parte con i suoi assets della rete verticale in rame lì dove Metroweb ne è sprovvista, destinata all’inizio alla clientela a forte esigenze di capacità trasmissiva”.
“In conclusione riteniamo che ormai è finito il tempo di galleggiare , con un debito e un avviamento monstre,  occorre adottare scelte di un vero piano industriale come Asati sta ancora una volta oggi  proponendo e come più volte fatto nel passato – si legge nelle nota di Asati - Solo adottando queste azioni concrete finirà l’era dei condizionamenti di Telefonica e di Telco, che hanno impedito lo sviluppo della società realizzando un vera pubblic company e l’adozione di un vero piano industriale sarà anche la verifica se questo nuovo Cda sia veramente indipendente e rappresenti gli interessi di tutti gli azionisti come era stato presentato al mercato prima della sua nomina e tuteli anche i suoi   dipendenti che rappresentano oggi, in una situazione di  criticità, una risorsa strategica indispensabile”.


31 luglio 2014

Almaviva: Tripi, pronti a investire 40 mln in 4 anni

Per Almaviva e' tempo di decisioni importanti. Il gruppo che offre servizi Ict e soluzioni basate su cloud computing oltre che outsourcing di servizi crm ha definito un nuovo piano industriale e martedi' sera ha avviato un tavolo di confronto con il governo in particolare sul settore crm. Il gruppo, scrive MF, chiudera' l'esercizio a settembre con un fatturato in aumento rispetto ai 700 milioni dello scorso anno e con una marginalita' in netta crescita grazie alle performance del Brasile. "Siamo pronti anche a rilanciare gli investimenti", spiega l'amministratore delegato del gruppo Marco Tripi, "ma chiediamo un impegno affinche' vengano fatte rispettare le leggi gia' esistenti e che oggi i nostri concorrenti non rispettano". All'incontro di martedi' "abbiamo presentato e illustrato il nostro piano industriale che si basa su tre punti: internazionalizzazione, innovazione e Italia. Il business all'estero sta dando grandi soddisfazioni. In Brasile cresciamo da due anni a un tasso superiore al 50%. Quest'anno si e' chiuso con 200 milioni di ricavi e il prossimo esercizio contiamo di arrivare a 300. Il tutto con una marginalita' del 20%. Abbiamo anche aperto una sede in Colombia e stiamo lavorando per aprire in Sudafrica", spiega Tripi. "Sull'Italia abbiamo fatto un ragionamento molto chiaro al governo. Il contesto macroeconomico e' difficile. Solo negli ultimi tre mesi hanno chiuso diversi nostri concorrenti lasciando senza lavoro migliaia di persone. Abbiamo chiesto che vengano fatte rispettare le leggi in vigore, senza chiedere provvedimenti nuovi o aiuti", afferma l'ad. "Il nostro obiettivo di piano e' quello diventare tra le prime cinque aziende al mondo nel crm di un mercato che vale 60 miliardi di euro. Abbiamo bisogno che le leggi vengano rispettate", continua Tripi, aggiungendo che "tramite i contratti di sviluppo saremmo pronti a investire 30-40 milioni nei prossimi quattro anni nel Sud.

COMUNICATO SINDACALE: BRITISCH TELECOM E ACCENTURE

Roma 31 Luglio 2014
Dopo la rottura del tavolo all’UIR tra BT Italia e Accenture per la risoluzione anticipata del contatto di partnership per la gestione dei servizi al cliente, le due multinazionali si palleggiano le responsabilità sul futuro dei 262 lavoratori di Palermo.
Le due multinazionali, che fatturano nel nostro Paese centinaia di milioni di euro e che hanno rapporti commerciali con la Pubblica Amministrazione, non possono pensare di fare impresa nel nostro Paese con forme di “banditismo medievale”.
Le Segreterie Nazionali sostengono la lotta dei lavoratori di Accenture/BT nella loro azione di protesta a difesa dell’occupazione e scendono al loro fianco con tutte le iniziative sindacali, politiche, istituzionali e legali per portare alla ragione le due aziende, responsabili di una insopportabile violenza sociale nei confronti di centinaia di famiglie.
I lavoratori di Accenture/BT sono rimasti vittime di faide personali tra gruppi di potere “ dirigenti di entrambe le società” che si contendono retribuzioni milionarie pensando di portare ai vertici delle loro aziende lo scalpo dei lavoratori. Sappiano che questo squallido tentativo di arricchirsi - paventando risparmi inesistenti - passando per la risoluzione del contratto e il licenziamento dei lavoratori non passerà!!
L’atteggiamento responsabile del Sindacato Confederale è terminato, non consentiremo che nel mese di Agosto si consumino centinaia di licenziamenti nell’indifferenza generale; in questo mese terremo alta la soglia di attenzione con presidi presso le istituzioni, sarà organizzata una pesante campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica per denunciare il comportamento delle due multinazionali, si chiederà l’intervento del Governo per evitare l’assegnazione di commesse ad entrambe le aziende e la predisposizione degli uffici legali per la vertenza legale.
Le Strutture territoriali e nazionali restano a disposizione dei lavoratori anche durante il periodo estivo e sono contattabili in qualsiasi momento per monitorare la situazione ed evitare blitz estivi che crediamo siano stati ampiamente e preventivamente programmati.
Le Segreterie Nazionali
SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL

Eni: accordo per Gela e Porto Marghera

Dopo la rottura di ieri sera al ministero dello Sviluppo Economico, oggi i sindacati Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil hanno raggiunto un accordo con l'Eni e il Governo sulle prospettive dei siti industriali Eni di Gela e Porto Marghera.

“Tre i risultati che ci prefiggevamo - commenta Emilio Miceli, segretario generale della Filctem-Cgil - : il rispetto degli accordi sottoscritti per i siti di Gela e Marghera; l'apertura della fabbrica con il coinvolgimento dell'indotto nelle manutenzioni; la ripresa del confronto, stavolta ad impianti aperti. Rimane inalterata tra noi e l'Eni – prosegue Miceli – la distanza sulle prospettive industriali dell'impianto di Gela, ma adesso è chiaro che il confronto dovrà necessariamente partire dall'intesa del 2013”.

“Noi a quell'accordo – conclude il leader sindacale - non rinunciamo, perché lega i processi di estrazione a quelli della raffinazione in un ciclo industriale virtuoso. Ora l'ultima parola, come sempre, spetta ai lavoratori”.

“E’ un cambio di rotta significativo, frutto della lotta di queste settimane dei lavoratori e del sindacato, che dà  speranza e prospettive a un intero territorio”: è il commento dei segretari generali della Cgil Sicilia, della Filctem regionale, della  Cgil di Caltanissetta e della Fiom Sicilia. In una nota congiunta Michele Pagliaro, Giuseppe D’Aquila, Ignazio  Giudice e Roberto Mastrosimone sottolineano la parte dell’intesa che considerano la più importante, che è stata al centro della lunghissima trattativa con Eni, al Mise: quasi 24 ore.

“Viene sottoscritta la validità dell’accordo del 2013 - rilevano -, e nelle more della definizione del negoziato territoriale sulle prospettive future del sito vengono avviate le manutenzioni per il ripristino dell’efficienza operativa della Linea 1. Questo- sottolineano- significa fare ripartire la raffineria, tornare al lavoro e , cosa significativa, vale anche per l’indotto, affinchè sia salvaguardato anche attraverso processi di riqualificazione”. Per i quattro sindacalisti “è una vittoria netta, con un passo indietro dell’Eni, e certamente lo dobbiamo all’impegno messo in campo dalle nostre strutture con i loro massimi vertici”.  “Questo- sottolineano però- non significa che la partita si chiude qui, perché a settembre si avvierà il confronto sulle prospettive strategiche del sito di Gela con il coinvolgimento delle strutture territoriali. Si disegnerà, insomma, il futuro del sito industriale. Dal canto nostro vigileremo - concludono - perché questa vertenza segni l’inizio di una  nuova politica industriale in Sicilia, dei grandi gruppi e dei governi nazionale e regionale”.


COMUNICATO STAMPA UNITA'

Nella sede de l’Unità in questo ore di sconcerto, la rassegnazione rischia di prendere il sopravvento.
L’Unità oltre alla sua storia è «testarda», ed ancora una volta proviamo con una proposta di essere protagonisti attivi del nostro futuro.
Nelle ultime 24 ore la solidarietà verso l’Unità ci ha resi orgogliosi di farne parte, pensiamo di chiedere agli azionisti ed al Pd di dimostrare di voler dare un futuro a questo quotidiano.
Noi proponiamo di lavorare gratuitamente, nonostante negli ultimi tre mesi il nostro lavoro non è stato retribuito, per tutto il periodo necessario ad una soluzione positiva della vertenza e chiediamo agli azionisti e al Pd di garantire l’uscita della testata fino al raggiungimento della soluzione.
Gli attestati di stima ci piacerebbe tradurli in un percorso vero che significhi avere sempre in edicola il nostro giornale.

I Poligrafici de l’Unità

29 luglio 2014

LAVORATORI DI ACCENTURE SCRIVONO A SINDACO ORLANDO E LO INVITANO A PRESIDIO


I lavoratori di Accenture, oggetto di procedura di licenziamento collettivo dopo la cessazione della commessa British Telecom, hanno scritto ieri una lettera al sindaco di Palermo Leoluca Orlando chiedendogli un intervento per difendere il loro posto di lavoro.

Nella lettera i 262 lavoratori di Accenture che da ottobre rimarranno senza lavoro ricordano che il “lavoro che svolgiamo con dedizione e professionalità da anni, in un’azienda che ci ha visto crescere, ma solo anagraficamente. Siamo tra quelli, pochi, che hanno avuto l’opportunità di rimanere nella loro terra, grazie ad un lavoro vero, con diritti e tutele e che oggi, diventati madri e padri e con un mutuo da pagare, consapevoli dell’impossibilità di trovare una occupazione alternativa, non possono nemmeno immaginare di fuggire altrove.”

“Il 22 luglio scorso – prosegue la lettera - abbiamo appreso con stupore e incredulità che Accenture ha deciso di aprire una procedura di licenziamento collettivo per i 262 dipendenti di Palermo, a seguito della disdetta presentata dal cliente British Telecom. La nostra rabbia deriva dal fatto che dal 2005 ad oggi abbiamo assistito alla perdita delle commesse in essere, alla delocalizzazione delle attività acquisite, e allo spostamento su altre sedi del gruppo dei progetti avviati sulla sede di Palermo. A nulla sono serviti i sacrifici economici richiesti ai dipendenti e funzionali al recupero di competitività del centro.”

Si chiedono i lavoratori di Accenture: “E’ possibile che una multinazionale con i bilanci in attivo e fatturato in crescita sia “costretta” a ricorrere al Licenziamento Collettivo impiegando pertanto l’utilizzo di ulteriori Ammortizzatori Sociali scaricando sul committente e sull’intera collettività il proprio fallimento gestionale? Una società che collabora il settore pubblico e che “conta oltre 293 mila professionisti in oltre 120 paesi nel mondo” (cit. da www.accenture.com), non riesca a ricollocare 262 dipendenti?”

“Palermo non può essere, ancora una volta, terra di conquista per imprenditori senza scrupoli che dopo un po’ fuggono lasciandosi dietro macerie e disoccupazione.” Oggi sono state proclamate 8 ore di sciopero. A questo punto i lavoratori rivolgono un ulteriore appello al sindaco di Palermo chiedendogli di partecipare al presidio che si terrà davanti la sede dell’azienda.

“Il nostro licenziamento si sta compiendo nel silenzio, mentre abbiamo bisogno che le istituzioni “urlino” insieme a noi affinché non si spenga un’altra parte sana della nostra Palermo – conclude la lettera.



Unità: Cestaro (Slc Cgil), chiusura Unità altro colpo alla democrazia

Dichiarazione di Massimo Cestaro Segretario generale Slc Cgil
Purtroppo sembra, a oggi, ineludibile la chiusura de L’Unità. Appare perfino impossibile che una testata storica protagonista di battaglie per la democrazia, la cultura, la libertà d’informazione non possa trovare una soluzione che consenta di continuare la pubblicazione.
Tanti errori si sono accumulati nel passato e questo rischia di essere solo l’ultimo episodio in ordine di tempo, dopo la chiusura di altre testate giornalistiche e la riduzione sempre più massiccia di emittenti radio televisive locali; chiusure dovute alla miopia dei governi che si sono succeduti in questo ultimo decennio che non hanno accompagnato con le dovute azioni di sostegno l’innovazione tecnologica di tutto il settore dell’editoria, che hanno ridotto progressivamente i contributi pubblici e che non hanno mai affrontato il tema del mercato pubblicitario non introducendo norme che consentissero una più equilibrata ripartizione tra sistema radio televisivo nazionale, emittenza locale, carta stampata. Sono queste le vere questioni per sostenere il pluralismo dell’informazione.

Confidiamo che vi possano essere ancora le possibilità perché non si consumi l’ennesimo danno alla democrazia del paese. Per quanto ci riguarda faremo tutto il possibile perché ciò non avvenga. Naturalmente è prioritario che ci siano le volontà che consentano gli investimenti necessari alla ripresa delle pubblicazioni.

28 luglio 2014

Buon compleanno Checco Virlinzi


Oggi vogliamo ricordare una bella persona, Francesco Virlinzi.
«La passione per la musica è stata senza dubbio il filo conduttore di tutta la sua vita», disse a Step1 qualche anno fa la madre, Nica Midulla. Da piccolo si addormentava con i Beatles e non con le ninne nanne come tutti i bambini. Poi, a ventisei anni, fondò la band Sansone e i filistei di cui era il chitarrista. Spendeva tutti i suoi soldi in dischi e concerti. Amava fotografare le rockstar che seguiva durante i live; tra queste, Bruce Springsteen, Tracy Chapman, gli U2, Elvis Costello, i Rolling Stones e i R.E.M, con cui instaurò uno splendido rapporto e che riuscì a far suonare a Catania nel 1995. Le sue foto sono diventate un libro, il R.E.M. book, e una mostra, Live ’80.
Negli anni novanta ha fondato la Cyclope records, etichetta discografica indipendente che ha lanciato musicisti come Carmen Consoli, i Flor, Mario Venuti, Brando e Moltheni. Con la sua etichetta Checco riuscì a raccogliere il fermento musicale della città etna facendola diventare quella che Rolling Stones e Bill Board definirono la Seattle d’Italia.
Con la Cyclope records fece di una passione una professione; creò un’etichetta a Catania, ma guardava alle tendenze musicali mondiali. Credeva che la crescita della sua etichetta dovesse passare per la contaminazione tra diverse influenze musicali. «Ha organizzato a Catania concerti bellissimi di artisti che non conoscevano nemmeno l’esistenza della nostra città. Ha inserito Catania nei circuiti musicali e radiofonici; la musica della Cyclope la passarono pure alcune radio di New York. A Brando e ai Flor de Mal fece incidere il primo disco ad Austin, negli Stati Uniti. Gli piaceva e lo riteneva fondamentale, creare queste collaborazioni tra artisti di realtà diverse».
Quattordici anni fa, però, il sito della Cyclope records fu oscurato per una settimana in segno di lutto per la prematura scomparsa di Francesco che aveva solamente 41 anni  il 28 novembre del 2000 morì a New York dopo una lunga malattia. Poco dopo l’etichetta ha cessato di esistere.
Roberto Sammito

La madre: «Lo tengo in vita con la musica»
Chi la conosce bene descrive Nica Midulla con tre parole: una mamma rock. Per Catania, poi, è la mamma di chi in città il rock ce l’ha portato: Francesco Virlinzi, storico produttore di Carmen Consoli e dei Flor de mal, di Mario Venuti e di Brando. Checco, l’amico di Bruce Springsteen e Michael Stipe, l’uomo che è riuscito a portare i Rem in concerto allo stadio Cibali, il dj che riempiva la pista della discoteca mettendo il boss al posto della disco-music. Domani sarebbe stato il suo compleanno, avrebbe compiuto 55 anni. Invece, se n’è andato a New York, il 28 novembre del 2000. Da quattordici anni, Nica Midulla gli rende omaggio con un tributo. Invita musicisti e vecchi amici di Francesco, persone che lo conoscevano e vogliono ricordarlo. Quest’anno, nel corso di una serata privata, rigorosamente chiusa al pubblico e alla quale si partecipa solo su invito, ci saranno Erica Mou e Mauro Ermanno Giovanardi. «Il primo tributo l’abbiamo fatto alla villa Bellini – ricorda – Fu una serata magica: c’erano le stelle cadenti e l’Etna in eruzione. La stessa sera, in concerto a Taormina c’era Bob Dylan. Ma noi a Catania avevamo duemila persone». Nica racconta la storia del suo impegno da una casa che è diventata un monumento al figlio: l’ingresso è tappezzato delle (belle) foto che lui faceva, le pareti sono piene di scatti della sua vita, della sua passione, dei suoi concerti. Nello studio in cui lei lavora – «Menomale che ho imparato il computer», ride, forte dei suoi settant’anni passati – c’è una polaroid di sua figlia Simona, Bruce Springsteen e Francesco, tutt’e tre abbracciati e sorridenti.
«Mamma, raccontalo cos’hai fatto nell’85», sorride Simona Virlinzi, due anni più piccola del fratello, alta, riccia e atletica. «Dillo come hai lasciato tuo marito per andare per due settimane in giro per l’America». Nica ricambia il sorriso: «Sono i ricordi più belli della mia vita, quelli di quei giorni negli Stati Uniti – dice – Bruce Springsteen aveva conosciuto Francesco alcuni anni prima, e ci aveva invitati a seguire il suo tour; mio figlio si faceva voler bene in fretta, non parlava granché l’inglese ma si buttava, aveva una grande cultura musicale ed era carismatico, gli artisti rimanevano incantati da questo giovane siciliano che sapeva così tanto e aveva così tanta voglia di fare e di ascoltare». The boss era stato la prima passione musicale del giovane Virlinzi: «Il primo concerto grosso di Francesco fu proprio il suo: era il 1981, cinque ragazzi e una ragazza, io, prendevano il treno Catania-Zurigo per andare a sentire dal vivo il disco The River», racconta la sorella. «Ho sempre lasciato i miei figli liberi di fare e di sperimentare, e ai concerti ci andavamo assieme – precisa Nica – Li avevo avuti da giovane, quando loro avevano 20 anni io ne avevo 40, non è che li seguivo perché volessi controllarli, li seguivo perché volevo divertirmi». E loro ne erano contenti. Probabilmente perché quella passione per la musica veniva tutta dalla mamma.
«Quando era piccolo, la ninnananna di Francesco era il primo 33 giri dei Beatles. Ma lui la musica ce l’aveva nel dna: non ha mai voluto una macchinina, voleva solo dischi». Aveva studiato pianoforte e suonava la chitarra, «era intonato, ma voce non ne aveva e lo sapeva», eppure per qualche anno, dall’86 all’89, era stato l’anima della band Sansone e i filistei. Poi ha iniziato a fare il produttore. «C’erano tanti studi di registrazione, ma io non ricordo altre etichette», afferma Nica Midulla. «Francesco ce l’ha messa tutta per portare a Catania la cultura musicale, anche in ambienti diversi». C’era, per esempio, la discoteca Charlie Brown, vicino casa loro, all’epoca in via Martino Cilestri: «Francesco aveva 14 anni quando mi chiese per la prima volta di poter scendere, il pomeriggio, per andare a sentire che pezzi passavano. Scoprii dopo che i pezzi li passava lui, e lo ha fatto per vent’anni». All’inizio prendeva i dischi che aveva a casa, li metteva in grandi buste e li portava direttamente in pista: «Faceva delle sacche grandi così e si divertiva, gli piaceva far divertire la gente e preferiva i pomeriggi giovani». Poi questa mamma rock sospira: «Finito lui è finita la musica a Catania ed è finito tutto».
Erano altri tempi, c’era un altro interesse per l’arte: «Ricordo pomeriggi a casa nostra che cominciavano alle tre e finivano alle otto, a parlare fitti fitti di musica. Oggi i giovani le fanno queste cose? Oggi c’è questa passione, questa voglia di ricerca, questo bisogno di ascoltare un disco dopo l’altro? Non si può vivere solo di quello che c’era venti o trent’anni fa, no?». Ma si può ricordare quello che c’era, per andare avanti: «Faccio mille cose, mi riempio la vita d’impegni e di musica, tutto per non pensare che ho perso un figlio». Nica Midulla si è inventata vari mestieri: organizza concerti ed eventi. E mostre, come quella del 2006: «Si chiamava Live 80 e raccoglieva un’ottantina di fotografie che Francesco aveva scattato ai concerti ai quali è andato nel 1980, appunto».
L’idea dei concerti tributo è nata pochi mesi dopo la morte di Francesco Virlinzi: «Per il suo compleanno, lui organizzava delle grandi feste aperte a tutti. Mentre luglio si avvicinava, mi si faceva il cuore piccolo piccolo a pensare che quell’anno non sarebbe successo niente». Dal primo anno alla villa Bellini sono passati quattordici anni: ci sono stati Malika Ayane e Arisa, ma anche Pacifico, Carmen Consoli, Mario Venuti, Jovanotti, Kaballà, Marina Rei e molti altri. Tra questi, Niccolò Fabi: «Fu lui a suggerire, qualche anno fa, di cominciare a fare il concerto in casa, la location di adesso: è più impegnativo, ma anche più personale», sostiene Nica Midulla, elencando le cose da fare per l’evento di domani. «Ci sono persone che dopo la morte di un figlio si chiudono completamente, non vogliono parlarne, non vogliono nemmeno sentirne il nome – conclude la donna – Ognuno ha il suo modo di elaborare il dolore e io ho scelto il mio: raccontandolo e occupandomi di musica tengo in vita Francesco, non solo per me ma anche per tutti gli altri».

Di Luisa Santangelo

26 luglio 2014

Sindacati: Incontrato il Direttore Generale Luigi Gubitosi

Slc Cgil, Uilcom Uil, Ugl Telecomunicazioni, Snater, Libersind-ConfSal hanno incontrato il Direttore Generale Luigi Gubitosi, sui temi della riorganizzazione “dell’informazione” e delle testate del Tg1, Tg2, Tg3, Tgr, Rai News e Rai Sport.
La proposta di rivedere un modello considerato eccessivamente dispersivo, provando ad accorpare in due testate i TG e riorganizzando le edizioni dei telegiornali, non vede una contrarietà ideologica del sindacato. Non stupisce un’idea di razionalizzazione del sistema, in linea con gli standard europei, che possa produrre una riduzione dei costi complessiva. La forte preoccupazione nasce dal contesto politico, aziendale e dalla parzialità del progetto.
In assenza della garanzia a monte circa la reale indipendenza della Rai dall’influenza del Governo, non può sfuggire infatti il rischio di avere un’informazione “appiattita”, con il rischio di tradire quel principio di pluralismo che è alla base del servizio pubblico. La BBC, continuamente citata ad esempio, fa esattamente questo: rappresenta la Nazione, tutta, maggioranza e minoranze.
Per questo motivo il tema della Governance deve essere prioritario rispetto a qualsiasi ragionamento riguardante l’assetto che l’azienda avrà nel futuro.
Sempre a proposito della necessità di avere una visione d’insieme, va ricordato che unitamente alla sottrazione dei 150 milioni dal canone del 2014, la Rai ha subito l’acuirsi della crisi economica, cosa che ha pesato negli ultimi anni sui conti aziendali (-500 milioni di € della pubblicità).
Alla luce di tutto questo, il 7 luglio lo stesso Dg ha affermato di non essere in grado di definire un Piano Industriale.
Per tutte queste ragioni il sindacato, nell’incontro di ieri, si è detto molto preoccupato per la mancanza di una visione complessiva, per gli effetti di carattere occupazionale che una riorganizzazione parziale del modello produttivo potrebbe comportare, per la determinazione con cui la Rai ha scelto di cedere una quota rilevante della proprietà di Rai Way (società proprietaria della rete).
Slc Cgil, Uilcom Uil, Ugl Telecomunicazioni, Snater, Libersind-ConfSal sulla questione della cessione di Rai Way, asset strategico, hanno già aperto le procedure di sciopero e hanno chiesto un incontro al Ministero dello Sviluppo Economico per provare a fermare l’operazione.
Infine, vorremmo sapere quale sarà il futuro della produzione di fiction, di documentari, di programmi culturali e di intrattenimento. Sino ad oggi la Rai ha acquistato all’esterno format onerosi e discutibili dal punto di vista della qualità: vorremmo sapere se la Rai di domani rimetterà al centro la produzione interna, dei diversi generi, come fa la BBC.
La sensazione è che l’azienda prosegua, per trasmettere dinamicità, con progetti superati dal contesto stesso e senza un idea vera di riforma. Non capiamo come possa rivedere concretamente l’informazione, che copre soltanto un quarto della sua attività, senza avere pronto un Piano Industriale che ridisegni l’intera attività e senza sapere quale sarà l’entità del canone nel 2015.


BskyB si prende Sky Italia per 3 miliardi


Accordo fatto tra BSkyB e la 21st Century Fox di Rupert Murdoch per trasferire nelle mani del gruppo britannico il 100% di Sky Italia e il 57,4% di Sky Deutschland che è in portafoglio a Fox. Sky Italia è stata valutata 2,45 miliardi di sterline, circa 3 miliardi di euro. L’operazione porterà alla nascita del primo gigante europeo della Pay Tv, che – mettendo insieme i numeri delle realtà interessate -conterà su 20 milioni di clienti, e un bacino potenziale di 97 milioni di abitazioni, di cui 66 milioni non sono ancora servite da pay tv. L’operazione comporterà una crescita dei ricavi di BSkyB da 7,6 miliardi di sterline a 11,2 miliardi di sterline (in euro da 9,6 a 14,1 miliardi).

Nel dettaglio, per rilevare il Sky Italia BSkyB pagherà complessivamente a Fox 2,45 miliardi di sterline, passandole anche la propria quota del 21% in National Geographic Channel, valutata 382 milioni di sterline (482 milioni di euro).

Inoltre BskyB pagherà in contanti 2,9 miliardi di sterline (3,6 miliardi di euro) per rilevare la quota in Sky Deutschland, valutando così ogni azioni della società 6,75 euro. Successivamente BSkyB lancerà anche un'offerta incondizionata sulle quote restanti della società. Nel caso di un'integrale adesione all'Opa, l'intero riassetto può comportare per BSkyB un esborso totale in contanti fino a 7 miliardi di sterline, pari a 8,84 miliardi di euro.

“Questa operazione porterà alla creazione di un'impresa multinazionale di pay TV di livello mondiale che serve 20 milioni di clienti, con più prospettive di crescita e benefici immediati”, ha detto Jeremy Darroch, ceo di BSkyB. “Le tre società Sky sono leader nei rispettivi mercati nazionali e saranno ancora più forti insieme”, ha aggiunto, mentre BSky afferma di attendersi dall’operazione, entro il secondo anno dal riassetto, sinergie per 200 milioni di sterline (252 milioni di euro) l'anno, con i benefici più importanti individuati dalla società nel Regno Unito e in Italia. Sinergie e risparmi che saranno di sicuro possibile nell’acquisizione dei diritti tv sui programmi, ma anche nella produzione di eventi live, nei sistemi It di back office, nelle commesse, e nello sviluppo dei programmi e dei set top box.

Rupert Murdoch ha il pieno controllo della 21st Century Fox, che tramite Fox ha il pacchetto di controllo del 39% di BSkyB.  Sono delle ultime settimane le indiscrezioni sul fatto che il riassetto nelle pay tv europee sarebbe la una carta da giocare per il magnate australiano nell’ottica di rilanciare sull’offerta da 80 miliardi di euro che aveva presentato per l’acquisizione di Time Warner, e che era stata rifiutata.

Sia BSkyB sia Sky Italia hanno reso noti, proprio nel documento di presentazione di “Sky Europe”, i risultati del bilancio di esercizio concluso a fine giugno. Il gruppo britannico ha segnato ricavi per 7.611 milioni di sterline, con una crescita del 6,5%, un margine operativo lordo di 1.667 milioni (-1,5%) e un utile operativo di 1.260 milioni (-5,3%). Invariato a 60 pence l'utile per azione 'adjusted', con un 7% di crescita nel dividendo, fissato a 32 pence per azione.


Quanto a Sky Italia, il gruppo guidato da Andrea Zappia chiude in rosso il secondo anno consecutivo, limitando il passivo a 8 milioni rispetto ai 38 dell’anno precedente. In tenuta il numero degli abbonati, 4,7 milioni  (l’anno precedente erano diminuiti di 150mila unità). Ma per la prima volta scendono i ricavi (-2,2%) a 2,846 miliardi. Migliora la marginalità: l'ebitda adjusted sale da 285 a 312 milioni.

Documento conclusivo del coordinamento settore area servizi del 24-25 luglio

Il coordinamento di settore dell’area servizi, riunitosi nelle giornate del 24/25 Luglio c.a., ha analizzato le linee guida del Piano Industriale presentate il giorno 22 Luglio c.a. dall’AD di  Poste Italiane alle Organizzazioni Sindacali.
Esprime apprezzamento unanime per la presentazione prospettica del Gruppo Poste come realtà unica con una missione di sviluppo unitaria e l’individuazione del Gruppo come asset strategico per il Paese.
Ritiene condivisibile l’indicazione delle linee di business presentate dall’Amministratore Delegato, che sono indicate come praticabili partendo dalla valorizzazione del capitale umano.
Nel dettaglio, la volontà dichiarata dall’AD di reinvestire nello sviluppo del segmento logistico, al fine di recuperare importanti quote di mercato in particolare nel trasporto dei pacchi, segna una positiva inversione di tendenza che la SLC-CGIL ha più volte indicato come l’unica strada percorribile per il mantenimento e l’implementazione del core business aziendale.
Peraltro l’integrazione dei servizi a rete rappresenta, se implementata, il valore aggiunto del Gruppo, che si candida naturalmente ad essere operatore globale nei confronti del cliente business, retail e della Pubblica Amministrazione. A fronte della flessione di volumi del segmento postale tradizionale Poste Italiane può  infatti, per la sua stessa natura svolgere le funzioni di grande operatore logistico nazionale.
Il Comitato di settore della SLC-CGIL valuta con preoccupazione lo scadimento della qualità prodotta e percepita nel settore Servizi Postali e ritiene siano determinanti ed improrogabili investimenti ed interventi organizzativi che, salvaguardando i diritti dei lavoratori, producano un recupero di efficienza e qualità .
In tal senso ritiene altrettanto improrogabile la definizione dei rapporti tra SDA e POSTE ITALIANE e considera necessaria l’inclusione della controllata nel perimetro contrattuale del Gruppo.
Il Comitato di settore ribadisce la necessità di un quadro regolatorio chiaro che impedisca l’esercizio della concorrenza nel segmento postale scaricata sul costo del lavoro e sui differenti oneri relativi alla definizione e allo svolgimento del servizio universale.
Per quanto riguarda l’Area dei Servizi Finanziari il Comitato di Settore della SLC-CGIL condivide la necessità espressa dall’A.D. di una semplificazione di prodotto e di processo, ma ritiene parimenti irrinunciabile la definizione dell’organico minimo, necessario allo svolgimento delle attività oggi in capo agli operatori della divisione.
Inoltre sottolinea la necessità di investimenti finalizzati alla dotazione di mezzi strumentali idonei alla missione aziendale, alla valorizzazione professionale meritocratica del personale ed alla sicurezza, elementi tutti concorrenti alla produzione di efficienza, efficacia e qualità.
La SLC-CGIL, come dimostrato dalle numerose vertenze territoriali in atto, imputa l’attuale perdita di efficienza nella proposizione dei servizi alla clientela anche ad una pessima gestione manageriale degli accordi sottoscritti dalle parti, auspicando una ridefinizione costruttiva delle relazioni industriali, specie a livello territoriale, che consenta di intervenire tempestivamente laddove le criticità sono visibili e certificate dall’azienda stessa.
In merito alle rinnovazioni contrattuali il Comitato di Settore della SLC-CGIL ribadisce la necessità di un approdo al CCNL di settore, come elemento concorrente e necessario alla definizione del quadro regolatorio anche con riferimento alle tutele dell’insieme dell’occupazione del settore. In tal senso sollecita l’avvio del confronto ed una presa di posizione certa da parte di Confindustria, disponibile ad un percorso transitorio che traghetti il settore verso la definizione di regole contrattuali settoriali in tempi definiti e certi.
Si dichiara inoltre favorevole a che la Segreteria si confronti con Poste per il rinnovo del P.D.R., con la certezza però dell’erogazione dell’ anticipo nel mese di Settembre.
Il Coordinamento di settore ritiene che il processo di privatizzazione del Gruppo debba realizzarsi senza accelerazioni, consentendo anche il recupero di capitali per i necessari investimenti all’interno del Gruppo stesso e con la definizione di regole che impediscano la realizzazione di conflitti di interessi tra azienda e nuovi investitori.
Nella consapevolezza che le linee guida del piano industriale avranno una declinazione operativa nei prossimi mesi, il Coordinamento di settore SLC-CGIL si riserva di esprimere un giudizio compiuto quando il piano organizzativo complessivo sarà consegnato alla contrattazione con le Organizzazioni Sindacali.
È del tutto evidente che la declinazione del piano per SLC- CGIL dovrà comunque garantire la tutela dei Lavoratori, il ricambio generazionale, la valorizzazione meritocratica delle competenze, piani formativi adeguati e coerenti, investimenti strutturali, ed indicazione precisa dei diversi livelli di responsabilità aziendale.
Roma, 25 Luglio 2014
Approvato con due astenuti

Vodafone Italia Crescono dati e rete fissa

Vodafone ha chiuso il primo trimestre dell'esercizio 2014/2015 con ricavi in calo del 4,4% a 10,2 miliardi di sterline e ricavi da servizi pari a 9,4 miliardi
(-4,4%). Il gruppo sottolinea comunque il miglioramento delle performance commerciali in Italia, Germania e Regno Unito.
Nel nostro paese, in particolare, si arresta l'emorragia dei ricavi rispetto al trimestre precedente. I ricavi da servizi di Vodafone Italia si sono attestati a 1,3 miliardi di euro (- 14,6% al netto dell'impatto della riduzione delle tariffe di terminazione mobile, -16,1% includendo l'impatto delle terminazioni)
I ricavi da servizi sono sostanzialmente in linea rispetto al trimestre precedente chiuso al 31 marzo 2014. 
Significativa inoltre la crescita del numero di smartphone e tablet su rete Vodafone, che hanno raggiunto quota 11,9 milioni, in aumento del 32% rispetto allo stesso trimestre 2013.
Crescono, contestualmente, l'utilizzo dei dati da parte dei clienti (+50,8%) e i volumi di traffico voce (+12.4%)
Da segnalare, sempre per ciò che concerne l'attività di Vodafone Italia, l'aumento dei ricavi da rete fissa,  che si attestano a 216 milioni di euro, con un aumento dell' 1,5% rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente. I clienti dei servizi di rete fissa hanno raggiunto quota 2,41 milioni, di cui 1,81 milioni di clienti ADSL .
In una nota, la società segnala poi i progressi compiuti nel trimestre dal piano Spring, con i servizi 4G e in fibra disponibili, rispettivamente, in 443 comuni e 53 città.
Il Ceo Vittorio Colao ha sottolineato che l'anno fiscale è iniziato in linea con le attese della società: "Grazie alle nostre strategie commerciali e agli investimenti, le perfomance stanno cominciando a stabilizzarsi su base trimestrale in diversi dei nostri mercati europei, con l'appetito dei clienti per i servizi 4G chiaramente in crescita".
Colao ha quindi indicato come particolarmente significativi la crescita della domanda per i dati in India e il rapido decollo del programma di investimenti Spring da 19 miliardi, con un capex quasi raddoppiato su base annua e una copertura 4G cresciuta di 20 punti percentuali al 52% negli ultimi nove mesi. Il traffico dati a livello mondiale è cresciuto del 73% e il numero di clienti 4G è arrivato a 6,7 milioni.
"Siamo sempre meglio posizionati per offrire ai nostri clienti - privati e aziende - servizi fissi e mobili ad alta velocità", ha concluso Colao.
Sui risultati del gruppo, che ha comunque confermato l'outlook per l' esercizio finanziario 2015, hanno pesato i cambi nella regolamentazione del settore (in particolare in Sud Africa) e la debolezza della domanda in alcune aree europee come la Spagna.

Alessandra Talarico

Vodafone: una telefonata allunga la vita ma peggiora i rapporti in azienda!


In questi giorni Vodafone sta presentando il progetto “Code of Conduct”, un codice di comportamento in azienda.
Fra le tante cose che ci lasciano perplessi, quella che respingiamo maggiormente è l’istituzione di un numero telefonico al quale i lavoratori possono, anche in forma anonima, segnalare eventuali comportamenti difformi ai “precetti aziendali” da parte di loro colleghi.
Francamente riteniamo tutto questo molto pericoloso perché introduce, neanche troppo velatamente, il “germe” della delazione che non giova certo alla costruzione di un buon clima fra i lavoratori.
Questa di Vodafone è solo l’ultima fra le iniziative aziendali che continuano ad affiancare al Contratto Nazionale di lavoro vari Codici etici, di comportamento, di condotta, numeri verdi e altre iniziative che invece di “semplificare” i rapporti in azienda finiscono per renderli sempre più difficili ed improntati alla diffidenza (con buona pace dei tanti soldi investiti parallelamente per corsi di “team building”!).
E’ opportuno che l’Azienda sospenda ogni iniziativa e apra con le OO.SS. un confronto, a partire dal prossimo 16 settembre, se non vuole rovinare equilibri che si sono costruiti in contesti non sempre facili nelle relazioni industriali.
Roma, 25-07-2014
LE SEGRETERIE NAZIONALI

SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL

BT Comunicato Unitario 15 luglio 2015

COMUNICATO
BRITISH TELECOM
Il comportamento inqualificabile di British Telecom nella vicenda Accenture, è l’altra faccia della stessa medaglia della dirigenza aziendale. Lo stile è sempre lo stesso, prepotente, arrogante, intransigente e poco o per nulla incline al dialogo con il Sindacato, le RSU ed i lavoratori.
Già all’indomani della stipula presso il ministero del lavoro, del contratto di solidarietà di tipo difensivo, che scongiurò i licenziamenti unilaterali, grazie a numerose ore di sciopero e manifestazioni in tutti i territori, British Telecom ha continuato con un atteggiamento mai dialogante su temi quali reperibilità, timbrature, modifiche percentuali di solidarietà, applicazione unilaterale di orari/flessibilità per i lavoratori di provenienza I.NET disconoscendo di fatto il contratto di armonizzazione I.NET-BT del 2008.
Rispetto al secondo livello di contrattazione ed in particolare al PDR, la dirigenza aziendale ha sempre definito ogni richiesta sindacale anacronistica e fuori dal contesto che vive l’azienda. La “ finta” e pretestuosa convocazione di Assolombarda a nome di BT, del 27 Giugno u.s. sulla verifica dell’accordo del 10 marzo e l’analisi dell’ex art.44 del CCNL, respinta al mittente dalle OO.SS., mascherava altri intendimenti, infatti è passato un mese e, alla richiesta del sindacato di formulare una convocazione corretta condividendo i tempi, non è arrivata più risposta ne da Assolombarda ne tanto meno da British Telecom. Tutto questo si aggiunge ad un modello relazionale scorretto da parte di BT che differentemente dal resto del settore, preferisce utilizzare comportamenti non costruttivi preferendo adottare “prove di forza” invece che ricercare un dialogo con il Sindacato.
Questa quindi è la situazione attuale ed il clima che si sta vivendo sia in Azienda che come relazioni industriali, per cui, il mese di settembre, si preannuncia caldo e decisivo per quanto riguarda secondo livello e premio, visto anche l’avvicinarsi della
fase in cui ci sarà il rinnovo del CCNL di settore durante la quale si sospendono nelle aziende di TLC le trattative di secondo livello.
LE SEGRETERIE NAZIONALI
SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL

23 luglio 2014

COMUNICATO UNITARIO: ROTTURA DEL TAVOLO BRITISH TELECOM\ACCENTURE

SI APRONO SCENARI DRAMMATICI PER I 260 LAVORATORI DEL CALL CENTER DI PALERMO
Si è chiuso con un nulla di fatto il tavolo sindacale che stava cercando di dare una continuità occupazionale ai 260 lavoratori del call center Accenture di Palermo al quale British Telecom ha deciso di togliere la commessa con un anno di anticipo rispetto alla naturale scadenza.
Nell’incontro odierno è stato sancito definitivamente il recesso da parte di British Telecom della commessa al 30 ottobre. Di fronte alla irrevocabilità delle decisioni della dirigenza di BT, i responsabili di Accenture hanno annunciato l’imminente apertura delle procedure di licenziamento collettivo per l’intero personale della sede palermitana a causa del prossimo venir meno della commessa e, conseguentemente, delle attività. Non è assolutamente chiaro cosa BT voglia fare della commessa e, soprattutto, nessuna risposta è stata data alle due richieste principali delle OO.SS: la sicurezza che la commessa resti su Palermo e la garanzia della salvaguardia dell’attuale perimetro occupazionale attraverso il passaggio dei lavoratori al nuovo fornitore (nonostante la disponibilità di Accenture a rivedere costi, modello di servizio e, in ultima analisi, a facilitare ed incentivare il passaggio dei lavoratori al nuovo fornitore).
Insomma un drammatico salto del buio al quale 260 cittadine e cittadini di questo Paese vengono costrette da British Telecom.
Questa vicenda rischia di trasformarsi nella vertenza simbolo della battaglia che il sindacato sta facendo a tutela dei lavoratori dei call center: prima British Telecom esternalizza i 260 lavoratori del proprio call center ad Accenture (circa 9 anni fa); attraverso i vari rinnovi di commessa, e le conseguenti revisioni in basso dei prezzi, costringe i lavoratori ad accettare pesanti riduzione di reddito e poi, non paga di quanto fatto sino ad oggi, toglie definitivamente la commessa ad Accenture e, di fatto, mette per strada 260 suoi ex dipendenti. Tutto questo mentre ancora troppe sono le titubanze della politica ad intervenire affinché questi scempi non abbiano più a ripetersi! Qui la competitività delle imprese non centra nulla, siamo semplicemente dinanzi a meri processi espulsivi con un chiaro aggiramento dell’Articolo 18!
Il comportamento di British Telecom è francamente inqualificabile nel merito e nel metodo. Per parte nostra non lasceremo nulla di intentato perché questa ennesima ingiustizia non si compia. Già nelle prossime ore organizzeremo con le lavoratrici ed i lavoratori di Palermo le opportune risposte sindacali e valuteremo nel contempo tutte le opzioni di carattere legale affinché British Telecom risponda in tutte le sedi delle proprie scelte. Nella prossima imminente convocazione del Tavolo di crisi sui call center al Ministero dello Sviluppo Economico, porteremo all’attenzione del Vice Ministro De Vincenti questo caso che sta diventando l’emblema dell’urgenza di adeguare la disciplina italiana sugli appalti a quanto avviene in Europa.

Le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL

Call center in crisi: BT chiude collaborazione con Accenture, 262 dipendenti a rischio

 La crisi dei call center non accenna a rallentare. E' di ieri la notizia della fine della collaborazione fra British Telecom (BT) con il contact center di Accenture,  "che a questo punto si vedrà costretta ad aprire le procedure di licenziamento per i suoi 262 dipendenti di Palermo - dice Salvo Ugliarolo, segretario generale Uilcom - con queste dichiarazioni non solo pone una chiusura nel confronto con i sindacati, ma mette a repentaglio la sorte di 262 lavoratori siciliani, che da quel momento avranno ben poche possibilità di ricollocazione. Procederemo nell'immediato per la convocazione di un tavolo presso il ministero oltre che per iniziative ad hoc per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla 'vertenza Palermo'".

L' Azienda di TLC Britannica ha formalmente   dichiarato che ad ottobre termina la partnership con Accenture sulla gestione dei servizi al   Cliente e Accenture sarà costretta a licenziare i lavoratori del sito di Palermo. Le procedure di   licenziamento si avvieranno entro il 15 Agosto.  Si ritiene inaccettabile l'atteggiamento di BT Italia, azienda che ha sempre trovato   soluzioni negoziali con il Sindacato e oggi rifiuta qualunque confronto permettendo il   licenziamento dei lavoratori di Palermo che sono stati oggetto di cessione di ramo d'azienda ad   Accenture. L'obiettivo di BT è la riduzione dei costi, magari attraverso la delocalizzazione delle   attività, e la cessione delle stesse a qualche outsourcer che impiegherà lavoratori neo assunti e   a basso costo. La risposta del Sindacato sarà durisissima".

Sulla stessa linea Michele Azzola, segretario nazionale Slc Cgil, che sottolinea come "nel resto d'Europa la crisi dei call center sia del tutto marginale - si legge in una nota - Le delocalizzazioni assumono invece rilevanza in Italia, proprio perché la normativa introdotta dalla direttiva europea (mai recepita in Italia) impedisce scorciatoie come quelle utilizzate dai committenti italiani".

"British Telecom (fornitore dei servizi di telefonia anche per il Ministero del Lavoro) ufficializza di spostare la commessa ad altro sito, che non viene nemmeno dichiarato, lasciando i 280 lavoratori, ex dipendenti di British Telecom, a casa dal 1° ottobre. Una crisi che si aggiunge a quella di Infocontact, 1800 lavoratori senza retribuzione da mesi; il Tribunale informa che il Ministero dello Sviluppo Economico dovrebbe nominare i commissari straordinari il prossimo 24 luglio", attacca Azzola.
"Così le follie generate da un vuoto normativo presente solo nel nostro Paese (gli altri Paesi Europei hanno correttamente recepito i contenuti di una direttiva europea di tutela dei diritti dei lavoratori del 2001) - aggiunge il sindacalista - generano ulteriore disoccupazione con costi enormi a carico delle casse dello stato mentre la committenza (Enel, Wind, Con Te Assicurazioni, Poste Mobile, Vodafone, Telecom, Eni e, appunto, il Ministero del Lavoro) continuano fare utili a scapito dei lavoratori".

La nota di di British Telecom
"In merito all'incontro odierno(di ieri ndr)  relativo al Contact Center di Accenture - fanno sapere ad AgenParl da BT Italia, uno dei clienti della struttura di Palermo - come BT persegua da sempre la priorità di offrire il miglior servizio ai propri clienti. Si precisa che BT ha ceduto la proprietà e la gestione del contact centre ad Accenture nel 2005. In linea con la sua strategia BT continua ad intraprendere una sostanziale revisione tecnologica e organizzativa finalizzata ad un modello di gestione più efficace del servizio fornito al cliente ed in linea con gli standard più evoluti del mercato".

Paolo Anastasio