08 aprile 2011

Telecontact Center: Preventivo consenso del lavoratore ottenuto nel momento dell’assunzione

- COMUNICATO -

Nei giorni scorsi in Telecontact Center si sono conclusi i contratti di apprendistato e l’Azienda ha programmato l’assunzione dei 106 apprendisti, nessuno escluso, che erano divisi sui quattro site, con un contratto a tempo indeterminato .

Per i lavoratori interessati è sicuramente un momento importante che li vede uscire dalla precarietà.

Telecontact aveva anticipato nell’ultimo incontro nazionale alle OO.SS. e alle RSU, il progetto di stabilizzazione.

SLC CGIL - FISTel CISL – UILCOM UIL hanno apprezzato la scelta aziendale, ma purtroppo, la nota stonata è rappresentata dal contenuto della lettera di assunzione.

Al punto D) della lettera, infatti, è stata inserita una clausola nella quale è prevista la cessione del contratto a Telecom Italia S.p.A. o ad altra Società partecipata, direttamente o indirettamente da Telecom Itala. S.p.A. e si chiede al lavoratore il preventivo consenso.

Il preventivo consenso del lavoratore ottenuto nel momento dell’assunzione, è sicuramente una forzatura nei confronti di un soggetto in quel momento ancora più debole in quanto non è nelle condizioni di opporre nessun diniego alla firma.

Invitiamo l’Azienda a ritirare le lettere sostituendole con altre che non contengano la suddetta clausola.

Riteniamo in ogni caso che, proprio perché l’accettazione della clausola è avvenuta con queste modalità, essa sia impugnabile.

SLC - FISTel – UILCOM, sono a disposizione di tutti i lavoratori stabilizzati per far valere i loro diritti nei confronti di Telecontact Center.


SLC CGIL – FISTel CISL – UILCOM UIL

VODAFONE/TLC: GENOVESI (SLC/CGIL), SCIOPERO IN VODAFONE CONTRO ESTERNALIZZAZIONE 325 LAVORATORI RETE

All'incontro di oggi con Vodafone, l'azienda ha annunciato l'esternalizzazione di 325 lavoratori. Si tratta dei tecnici delle field operation, cioè coloro che curano la manutenzione e l'implementazione della rete Vodafone. E' un'attività core per definizione e si tratta di lavoratori che negli ultimi 15 anni hanno creato la rete e la fortuna economica di Vodafone.

"È quanto mai significativo e la dice lunga sulla poca credibilità dell'azienda, il fatto che mentre Vodafone si candida insieme ad altri operatori a costruire la rete di nuova generazione, si presenta mettendo fuori quella che già ha - dichiara Alessandro Genovesi, segretario nazionale Slc/Cgil. "L'atteggiamento dell'azienda al tavolo è a dir poco omertoso in quanto non ha dato indicazione alcuna sulle sue strategie industriali. Non vorremmo che siamo solo alla prima puntata della completa esternalizzazione della rete Vodafone da qui a pochi mesi. Dopo i customer, Vodafone esternalizza anche la rete: ci domandiamo cosa sia core a questo punto per Vodafone in un'azienda di Tlc."

"A fronte del silenzio aziendale e della sua poca credibilità, insieme a Fistel-Cisl e Uilcom-Uil - prosegue il sindacalista - apriremo nelle prossime ore le procedure per l'immediato blocco degli straordinari, del lavoro programmato notturno con lo sciopero della reperibilità. Al termine delle procedure proclameremo anche una giornata di sciopero per tutti i lavoratori di Vodafone."

"Alle lavoratrici e ai lavoratori diciamo che siamo all'inizio di una lunga vertenza e che tuteleremo il lavoro e l'occupazione di tutti i lavoratori della rete - conclude Genovesi. Vodafone si assume oggi una grande responsabilità di fronte ai lavoratori ed al paese. Sicuramente non vincerà il premio per l'azienda socialmente più responsabile anche perché il tutto avviene a fronte di un bilancio che fa segnare utili notevoli."

Lettera che un dipendente vodafone scrive ai suoi dirigenti

Ricevo, a mezzo mail, questa lettera aperta di un dipendente Vodafone che esprime un sentimento comune ai dipendenti di tutte le aziende che in questi ultimi tempi sono stati fatti "oggetto" delle più astruse ristrutturazioni aziendali.

Non mi sorprende di certo il fatto che tante aziende, negli ultimi anni, abbiano fatto ricorso ai più diversi strumenti per trarre utili a discapito delle proprie risorse umane; mi disgusta invece che per tanto tempo, nelle loro discipline di indottrinamento (la chiamano formazione), si sia cercato di far credere ai dipendenti di stare in "famiglia", di poter utilizzare uno slang proprio, di potersi lasciare identificare con un simbolo/un marchio/una cosa.

Questa lettera aperta mi ha colpito molto, sintetizza quanto ci siamo detti nel corso di questi ultimi anni e comunque anche potendo prevedere certi fenomeni, la brutalità ed il cinismo di alcune multinazionali continuano a sbalordirci.

Giovanni Pistorio

Coordinatore Generale Regionale

SLC CGIL Sicilia


LETTERA DIPENDENTE:

Salve sig.ri Colao, Bertoluzzo, Ripepi, Bellini, Rocchio e Montanari (scusate ma oggi non me la sento di darvi falsamente del tu) scusate se rubo pochi secondi alla vostra frenetica e impegnativa giornata lavorativa, non vi preoccupate tanto non succederà piu', sono uno dei 341 codici o matricole se preferite, di cui vi siete liberati, scrollati dalle spalle, eliminati dalla vostra "cara azienda".

Quante parole in questi anni, quanti slogan avete coniato per farci sentire parte integrante e trainante della "vostra" azienda e "nostra" famiglia, quanti elogi, quanti sacrifici ci avete chiesto, quante asticelle da superare, quanti traguardi da raggiungere, sempre piu' performanti, piu' alti, piu' "scoppianti", e' vero potreste obiettare che erano traguardi ben remunerati, ma credetemi se vi dico che non era la vil moneta che ci spingeva nel raggiungerli (quella sicuramente ingolosisce

voi e i vostri cari azionisti che non si accontentano e mai si accontenteranno di essere solo e semplicemente i primi e i piu' ricchi), ma era la soddisfazione di sentirsi i migliori, i piu' vicini, attenti alle richieste dei clienti, dei NOSTRI clienti.

Ripeto NOSTRI, perche' eravamo noi sul campo a sentire le loro lamentele, a prendere i loro schiaffi, sputi, sorrisi, rimproperi, complimenti, a sedare le loro paure, le loro ansie per le "onde", eravamo noi sui siti sotto la neve, sotto il sole, al passaggio del millennio, sotto I diluvi universali, subito dopo I terremoti, dopo gli straripamenti, eravamo noi a buttare a monte per l'estrema abnegazione matrimoni e fidanzamenti, eravamo noi a stare al freddo per poi arrivare nei siti a

40 gradi (Sig. Rocchio quanto ha risparmiato con quella genialata, quanto avra' guadagnato agli occhi dei suoi azionisti con quel risparmio generato) eravamo noi cui chiedevate pochi mesi fa (si ricorda sig. Ripepi) di generare un "GAP" sulle nostre rivali, eravamo sempre noi cui dicevate che eravamo il vostro fiore all'occhiello, peccato che non ci avevate mai detto che quel fiore si sarebbe appassito e quindi sarebbe stato presto reciso.

Vedo in queste ore negli occhi dei miei colleghi vari sentimenti, vedo rabbia, odio, tristezza e ansia, lontanissimi da quello che vedo negli occhi miei e degli stessi miei colleghi in una foto di 15 anni fa, fiducia nel futuro, passione, forza, felicita' di vivere in un ambiente che ti apprezzava o che sembrava fartelo credere, in me non ci sono questi sentimenti, ma solo tanta amarezza.

Ora lasciamoci cosi, cedeteci pure noi non ci sentiamo piu' parte integrante di questa societa' di folli "utili" che non fanno battere il cuore e tenetevi Totti e Ilary con il loro milionario cachet (forse quello che date a loro due e' piu' di quello che andrete a risparmiare cedendoci) e consentitemi di fare le mie scuse ai miei figli che tante volte ho lasciato a casa con la febbre per andare a rialzare uno stotz, a portare un gruppo elettrogeno su un sito in batteria, a riprendere per I capelli un settore down, a salire su un traliccio per togliere due gocce d'acqua da una finestra di pressurizzazione; a mia moglie per le notti in cui l'ho svegliata ripetutamente con gli innumerevoli bip dei messaggini degli allarmi, di averla lasciata sola molti Natale e Pasqua e a me stesso per le volte in cui ho messo erroneamente la mia vita in pericolo per entrare o per raggiungere un

sito, per le volte in cui mi sono sentito indispensabile, per le volte in cui mi sono sentito padrone della Vodafone, per le volte in cui sono andato su siti pericolosi senza la vigilanza, per le volte in cui sono stato al lavoro con la febbre, per le volte in cui sono andato sui tralicci e sui pali da solo come un incosciente, credetemi non era per la vil moneta, ma era solo per AMORE!

Uno e tutti i 341

07 aprile 2011

Il licenziamento nella recente giurisprudenza della Corte di Cassazione

Nelle scorse settimane presso la Corte di Cassazione sono state depositate varie sentenze aventi ad oggetto la tematica del licenziamento. Tra le più rilevanti vanno ricordate:

a) la sent. 7046 del 28 marzo (sezione lavoro): licenziamento e principi di correttezza e buona fede. Con questa pronuncia la Suprema Corte ha affermato che il datore di lavoro, anche in quelle ipotesi in cui il licenziamento sia legittimato da un giustificato motivo oggettivo (nel caso di specie un'esigenza di riduzione del personale) e in cui non sia applicabile la disciplina dei licenziamenti collettivi, non è libero di decidere arbitrariamente con quale dipendente interrompere il rapporto, ma deve comunque operare nel rispetto dei principi di "correttezza" e "buona fede". In concreto ciò si traduce in un'applicazione analogica, "pur nella diversità dei relativi regimi" dei criteri previsti dall'articolo 5 della legge 223/1991 per i licenziamenti collettivi, nei casi in cui gli accordi sindacali non prevedano diversi e condivisi criteri di scelta. Ne consegue che qualora si proceda alla riduzione di personale "omogeneo" e "fungibile" e al quale dunque non si possono applicare i consueti criteri di valutazione (utilità della singola posizione o possibilità di ripescaggio in altre funzioni aziendali), dovranno considerarsi come criteri obbligatori i carichi di famiglia e l'anzianità del dipendente;

b) la sent. 6498 del 22 marzo (sezione lavoro): licenziamento per giusta causa e utilizzo di impianti audiovisivi. L'art. 4, comma 2, dello Statuto dei lavoratori (L. 300/1970) autorizza l'installazione sui luoghi di lavoro di impianti e apparecchiature di controllo che siano richiesti da esigenze organizzative e produttive ovvero dalla sicurezza del lavoro; se dal loro utilizzo può derivare anche la possibilità di controllo a distanza dell'attività dei lavoratori, l'installazione richiede il previo accordo delle rappresentanze sindacali aziendali. Laddove sia rispettata questa procedura, le riprese eventualmente effettuate, e dalle quali si ricava un comportamento del dipendente che integra gli estremi di una giusta causa di licenziamento (furto di beni aziendali), possono essere lecitamente utilizzate nel processo che ne è seguito;

c) la sent. 6283 del 18 marzo (sezione lavoro): licenziamento collettivo e unicità del criterio di uscita. In questa ipotesi la Corte di Cassazione ha chiarito che, ai fini della scelta in merito ai lavoratori da collocare in mobilità o nei confronti dei quali procedere a licenziamenti collettivi, il criterio di scelta deve risultare privo di discrezionalità.

I datori di lavoro e i sindacati sono liberi di definire anche un unico criterio (nel caso di specie si trattava di quello della prossimità al pensionamento) purché esso permetta il formarsi di una graduatoria rigida che non consenta al datore di lavoro alcun margine di discrezionalità.

POSTE: MICELI (SLC/CGIL), LA CONFERMA DI IALONGO E SARMI PREMIA STABILITA' DEL GRUPPO

Auguri. E’ questa la parola più semplice e probabilmente più opportuna da inviare al Dottor Giovanni Ialongo e all’Ingegner Massimo Sarmi per la riconferma nei ruoli che già occupavano, rispettivamente, di Presidente e di Amministratore Delegato di Poste Italiane.

Il gruppo in questi anni è cresciuto e non c’è dubbio che l’ancoraggio al criterio del lavoro svolto, da parte del Governo, ci allontana dalla cattiva politica e dalla cattiva amministrazione.

Si è scelto, dunque, di premiare la stabilità del gruppo e noi condividiamo questa valutazione.

Ne abbiamo sentite, in questi mesi ed ancora in queste settimane, di tutti i colori. Era sembrato, ad un certo punto, che i due ruoli più importanti di Poste Italiane fossero oggetto del peggior mercanteggiamento politico.

Si è scelta, alla fine, l’azienda: ce ne rallegriamo!

06 aprile 2011

Giuseppe Oliva segretario generale del NidiL: Oggi è una giornata importante si consegnano le tessere del 2011 ad Almaviva Contact Catania

Oggi è una giornata importante per il NIdiL CGIL, entriamo in uno dei più grandi Call center d'Italia a consegnare le tessere alle lavoratrici e ai lavoratori simbolo della lotta al precariato" commenta Giuseppe Oliva segretario generale del NidiL CGIl di Catania, mentre consegna le tessere del 2011 ad Almaviva Contact Catania. Continua "per noi di CGIL, oggi è un giorno di festa, siamo tra i lavoratori, a ricordargli il valore dell'appartenenza al sindacato, il valore dell'adesione, il valore della difesa dei diritti individuali, il valore della rappresentanza e dell'informazione, in uno dei posti simbolo alla lotta al precariato, che insieme ai compagni della segreteria provinciale di SLC CGIL, stiamo combattendo ".Almaviva è un'azienda che nel territorio catanese sta assumendo 450 lavoratori in somministrazione, il processo è partito a settembre del 2010 e vedrà il termine il 30 giugno del 2011. L' incontro è inserto nel programma, voluto dalla Segreteria Nazionale CGIL, " il sindacato vale per tutti", che ha visto come inizio della giornata un incontro che si è svolto nella Sala “Sebastiano Russo” della sede provinciale CGIL in Via Crociferi a Catania. Simbolicamente sono state consegnate le tessere ai lavoratori protagonisti nei posti di lavoro : Isabella Cassiba, Letizia Sapienza, Concetto Sicali, Alexander Beraki. La tappa del progetto è stata possibile grazie alla disponibilità delle compagne e dei compagni di SLC CGIL e all'azienda che sin da subito ha ritenuto la nostra campagna molto valida.


La Segreteria Provinciale del NIdiL CGIL Catania La Segreteria Generale Provinciale di Catania

Comunicazione ed informazione multimediale - Slc Cgil Catania -

- Catania 6 aprile 2011 -
Cari compagni e care compagne,

avendo ricevuto alcune e-mail in merito a quella che è la comunicazione multimediale della realtà provinciale catanese in Slc è doveroso da parte mia sciogliere alcuni dubbi sulla confusione, inesistente, che si è creata tra i due siti.

Nessuna concorrenza ma solamente due realtà diverse con responsabilità e direzione diversa e con lo stesso ed unico intento di fare comunicazione ed informazione in una società in continuo cambiamento.

Il non voler concentrare in un solo blog Confederazione e Categorie nulla toglie a quella che è la mission di un sindacato come la Cgil che percorre ed avrà sempre come obiettivo finale quello di essere il portatore di interessi generali, del bene, del rispetto e della dignità personale, morale ed economica di tutti i lavoratori.

Un saluto

Salvo Moschetto

Slc Cgil Catania

Telecom: Verbali di Accordo FONDIMPRESA del 28 marzo 2011

In continuità con la modalità di definizione degli accordi aziendali del Gruppo TI sottoscritti tra le parti in materia, realizzare un progetto specifico di formazione, nel rispetto dei requisiti richiesti da Fondimpresa "Fondo interprofessionale per promuovere la formazione continua dei quadri, impiegati ed operai nelle imprese", denominato "La comunicazione efficace per Competence Team ASA di Open Access -2011".

le attività formative saranno pianificate, di norma, durante l'orario di lavoro, salvo casi eccezionali legati ad effettive esigenze didattiche. " Il percorso formativo sarà erogato secondo i contenuti formativi declinati nella documentazione di seguito allegata e parte integrante del presente accordo.


DOCUMENTI:


- La Comunicazione - Progetto Formativo - Formazione formatori per tecnici AOA 2011 - Progetto di sviluppo gestionale Team Leader di ASO - Catalogo corsi 2011 -

Catania: Il Segretario e lo sciopero generale del 6 maggio 2011

Cari compagni/e,

vi invito a partecipare in massa allo sciopero generale indetto dalla CGIL per giorno 6 maggio 2011. Basta più subire lo scempio di questo Governo centrale che da più di 34 mesi ha messo in ginocchio il nostro Paese.

E’ necessario rimettere al centro il tema del lavoro, denunciare una crisi che coinvolge tutti i settori, dalle attività produttive a quelle dei servizi. E' fondamentale riconquistare un modello contrattuale unitario ed abbandonare quello che da un po' di tempo a questa parte risulta essere una cattiva linea guida come "GLI ACCORDI SEPARATI". Combattiamo la disoccupazione e contrastiamo il precariato, diamo fiducia ai giovani e scendiamo nelle piazze per riappropriarci della nostra dignità che deve contenere obiettivi condivisi per ridare al lavoro regole certe e di democrazia riconoscendo sempre ed ovunque la nostra rappresentanza in modo da dare certezza di esigibilità e forza ai patti sottoscritti.

Per questo e tanto altro Vi aspetto numerosi il sei di maggio. Un saluto

Il Segretario

05 aprile 2011

Sviluppi riunione Dipartimento Mercato del Lavoro del 31 marzo 2011

Care/i Compagne/i,

nell’ultima riunione, del Dipartimento Mercato del Lavoro, convocata lo scorso 31 marzo 2011 abbiamo affrontato una discussione sulla situazione, piuttosto critica, degli Ammortizzatori Sociali in deroga, relativamente all’annualità 2010 e allo stato del confronto sull’Accordo Quadro 2011.

Annualità 2010

In particolare per soddisfare le crisi, approdate verso l’utilizzo di ammortizzatori sociali in deroga, durante tutto il 2010, alla data odierna, mancano i Decreti Dirigenziali, di pagamento, relativi alle 182 pratiche approvate nella CRI del 17 febbraio 2011 e a quelle che devono ancora passare dalla CRI che lo scorso 1 aprile 201, fra l’altro, non si è riunita perché non è stato raggiunto il numero legale.

Verosimilmente secondo le nostre stime la CRI per chiudere il 2010 dovrà esitare un altro centinaio di pratiche, quindi complessivamente quasi 300 pratiche (282 per la precisione) alla data odierna sono prive dei rispettivi decreti di pagamento.

Si tratta, secondo un’approssimativa, ma piuttosto realistica, stima, di circa 2000 fra lavoratrici e lavoratori che oggi sono privi di certezze anche rispetto alla eventuale copertura economica degli ammortizzatori sociali in deroga.

Le nostre preoccupazioni, in tema di copertura economica, prendono forma nell’ambito del confronto, che è in atto, in un tavolo di riunione, propedeutico alla sottoscrizione dell’Accordo Quadro 2011, dove l’Inps, alla terza riunione, ci ha fornito una tabella che evidenzia un’economia residua per pagamenti diretti di domande concluse al 31 ottobre 2010 pari a, solo, 2.419.821 euro.

Con il quadro che ci troviamo di fronte la suddetta cifra, piuttosto esigua, non sarà sufficiente ad onorare tutte le altre 282 pratiche e quelle che, come coda del 2010, potrebbero ancora giungere alla CRI.

E’ probabile che le pratiche potrebbero essere coperte con le economie derivanti dagli impegni di spesa non erogati poiché spesso al decretato non segue l’effettiva spesa, in molti casi, infatti, la Cig in deroga, in un primo tempo, richiesta, dalle Aziende, non viene utilizzata, e questo genera economie ma per i lavoratori resta l’incombenza di una faticosa e lunga attesa senza il benché minimo sostegno, fatto che non possiamo accettare.

Alla data odierna il decretato complessivo fra cig e mobilità, in deroga, ammonta a 84.721.134 euro, coinvolge 5.548 fra lavoratrici e lavoratori e copre tutti gli accordi stipulati alla data del 19 ottobre 2010.

Accordo Quadro 2011

Il confronto è iniziato da qualche settimana nonostante le nostre ripetute richieste d’incontro a far data 15 dicembre 2010.

Alla data odierna mancano dati certi sullo stato del confronto nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni e le notizie che ci arrivano non ci fanno stare tranquilli perché sembrerebbe che l’idea del Ministro Sacconi sarebbe quella di aumentare al 40 per cento il cofinanziamento delle regioni e comunque di individuare la platea dei beneficiari riducendola, di gran lunga, rispetto a quella attuale.

Per noi è essenziale anche la definizione puntuale delle risorse residue e di fronte a dati che ci dimostrano, nei fatti, che la crisi in Sicilia è aumentata la soluzione non è certamente quella di ridurre la platea dei beneficiari ma piuttosto di intervenire con una seria politica di sviluppo in grado di rilanciare l’economia dell’intera Isola in tutti gli ambiti delle attività.

Dal nostro punto di vista abbiamo sostenuto la necessità di accelerare i tempi per la quantificazione delle risorse e per la firma dell’Accordo Quadro per evitare il blocco della “macchina amministrativa” causa di ritardi nei pagamenti che a volte provocano anche una tassazione impropria, che decurta l’indennità del 23 per cento (Tassazione Separata), ciò accade quando si paga nell’anno corrente l’indennità relativa all’anno precedente.

All’ultimo tavolo tecnico, svolto il 22 marzo scorso, abbiamo sollevato, fra l’altro, la questione relativa alle risorse impegnate e non spese introducendo l’obbligo, per le imprese che richiedono la Cig in deroga, a comunicare mensilmente l’utilizzo che ne fanno.

I tempi, di gestione delle pratiche, piuttosto lunghi a nostro avviso potrebbero essere abbattuti evitando che le pratiche una volta esitate dalla CRI ritornino, ancora, negli uffici per la decretazione finale; quest’ultimo atto andrebbe compreso fra le valutazioni iniziali che gli Uffici fanno prima di inviare la pratica alla CRI; secondo la nostra idea l’iter di una pratica dovrebbe esaurirsi con l’approvazione in Commissione Regionale per l’Impiego.

Il Dirigente, il Dr. Michele Augugliaro, come rimasti ci ha inviato una bozza dell’Accordo Quadro che Vi allego richiedendoVi con sollecitudine di guardarla ed inviarmi eventuali emendamenti che dal Vostro punto di vista andrebbero inseriti.

Non sarà facile ma ci proveremo partendo dalla discussione che, tutti insieme, abbiamo svolto.

Da una prima lettura la bozza, così com’è, dimostra tutte le perplessità che abbiamo manifestato nella nostra discussione la tendenza ad escludere è pienamente visibile ma da parte nostra c’è l’intenzione di contrastare questa impostazione.

La nostra iniziativa

Dando seguito a quanto deciso nella riunione, del dipartimento, ho già preso contatti con Cisl e Uil che, sul pezzo, si sono resi disponibili a continuare un percorso comune e oggi abbiamo deciso di chiedere un incontro all’Assessore Regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro, Prof. Andrea Piraino.

Abbiamo deciso di iniziare la vertenza, chiamando alle responsabilità, in primo luogo, il Governo regionale perché comunque anche se a rilento è in corso un confronto nell’ambito del cosiddetto “tavolo tecnico” di cui siamo rispettosi pur non escludendo, nelle prossime tappe, di coinvolgere anche l’ARS attraverso la V Commissione (Cultura, Formazione e Lavoro).

Stamattina è partita la nota, che vi allego, con la quale abbiamo richiesto un incontro urgente manifestando l’intenzione, qualora non ci saranno novità di rilievo, di organizzare un sit tin di protesta, il prossimo 13 aprile, in via Trinacria, 36, nei pressi dell’Assessorato a Palermo.

Tutte le Compagne ed i Compagni possono sin d’ora attivarsi per promuovere iniziative di sensibilizzazione nei territori, per come avevamo deciso, di procede con le informative a tutte le lavoratrici ed i lavoratori interessati alla vertenza e di collegarsi con Cisl e Uil per avviare sin d’ora la partecipazione dei lavoratori all’iniziativa suddetta.

Buon Lavoro a tutti e Fraterni Saluti.

Michele Pagliaro

Segretario Regionale


Richiesta incontro urgente su problematiche legate agli Ammortizzatori Sociali in Deroga. Annualità 2010 e 2011.

La pesante crisi finanziaria ed economica, nella nostra Regione, come ben noto a tutti, ha prodotto effetti dirompenti sul mondo del lavoro che continuano ancora oggi.

Le imprese in difficoltà tendono a scaricare sulle lavoratrici e sui lavoratori gli effetti della contrazione produttiva e della “razionalizzazione” del proprio apparato, in un sistema economico che, da quando la crisi è implosa, continua ad avere sempre meno certezze.

Attraverso gli Ammortizzatori Sociali in deroga e la stipula dell’Accordo Quadro, che per l’anno 2011 non è stato, ancora, sottoscritto, siamo riusciti, negli ultimi due anni, in Sicilia, come altrove, a fronteggiare l’emergenza sociale.

Alla data odierna, la situazione, a nostro avviso, è ulteriormente appesantita, perché, non abbiamo la certezza delle risorse relative all’anno 2010 che, anzi, in base ai dati forniti dall’INPS, risultano insufficienti a coprire l’intera annualità. Inoltre il confronto, relativamente alla stipula dell’Accordo Quadro 2011, continua a rilento e i ritardi non solo allontanano ulteriormente il momento in cui i lavoratori interessati potranno beneficiare delle indennità ma addirittura impediscono, nelle situazioni di crisi temporanea, la possibilità di salvare l’occupazione facendo ricorso allo strumento della CIG in deroga prima che con il licenziamento si recida il legame tra l’azienda ed i lavoratori.

Quanto sopra esposto, degenerando, rischia di produrre anche numerose ed incontrollabili tensioni sociali che vorremmo, invece, scongiurare.

Per quanto sopra Vi richiediamo un incontro urgente per cercare insieme una soluzione.

Vi comunichiamo che al fine di ridurre i rischi di azioni di protesta più difficili da gestire, per giorno 13 aprile stiamo promuovendo un presidio di lavoratori nelle adiacenze di Codesto Assessorato per manifestare il pesantissimo stato di disagio.

Certi, come sempre, della Vostra puntale e tempestiva attenzione, nell’attesa di un cenno, approfittiamo dell’occasione per porgere Distinti Saluti.

CGIL Sicilia CISL Sicilia UIL Sicilia

ACCORDO QUADRO PER GLI AMMORTIZZATORI SOCIALI IN DEROGA ANNO 2011 - BOZZA -

Il presente documento contiene norme procedurali ed interpretative relative all’applicazione dell’Accordo Quadro (di seguito denominato A.Q.) per la erogazione degli ammortizzatori in deroga nella Regione Siciliana .

1. I competenti Uffici del Lavoro, entro 5 gg. lavorativi dalla data di ricezione dell’istanza da parte del soggetto richiedente- azienda o OO.SS- documentata con apposizione di estremi del protocollo, provvedono a fissare la data dell’incontro fra le parti per la sottoscrizione dell’intesa prevista dell’A.Q. 2010 che dovrà avvenire entro 15 gg. dalla data di ricezione dell’istanza inviando la lettera di convocazione:

· all’impresa interessata (quando essa è ancora titolare di rapporti di lavoro per i quali si attiva la procedura);

· alle OO.SS. cui aderiscono i lavoratori dipendenti dell’azienda interessata ovvero, in assenza di adesioni ad una O.S., alle OO.SS. comparativamente maggiormente rappresentative.

· a Italia Lavoro S.p.A..

All’istanza dovrà essere allegata obbligatoriamente documentazione indicante:

a) dati aziendali (titolare/legale rappresentante, ragione sociale, recapito, partita iva – codice fiscale, matricola INPS, telefono, mail, ecc)

b) settore produttivo (artigianato, PMI fino a 15 dipendenti, industria oltre 15 dip.ti, commercio fino a 50 dipendenti)

c) settore merceologico (metalmeccanico, legno, tessile, confezioni, orafi )

d) data di avvio procedura della consultazione sindacale

e) motivi del ricorso alla CIG in deroga

f) dichiarazione dell’azienda in ordine all’utilizzazione o programmazione delle ferie, permessi e ferie residue nonché degli altri eventuali istituti delle flessibilità di orario previsti dalla contrattazione collettiva

g) eventuale assistenza delle parti sociali (organizzazione imprenditoriale, associazioni sindacali rappresentative dell’insieme dei lavoratori in azienda)

h) periodo richiesto della Cig deroga (dal …… al ….)

i) indicazione di massima del fabbisogno di giornate / ore di CIG .

j) indicazione di massima del numero dei lavoratori interessati alla Cig in deroga e modalità di effettuazione (rotazione - riduzione oraria);

k) relazione significativa sulla situazione aziendale, per la CIG , accompagnata dal piano di gestione della crisi .

Nel caso di documentazione carente o non idonea, entro 5 gg. lavorativi dalla data di ricezione dell’istanza, i competenti Uffici chiederanno integrazioni e/o chiarimenti, fissando un termine non superiore a 7 gg lavorativi per la presentazione della ulteriore documentazione. Ricevuta la documentazione provvederanno a convocare le parti entro i 7 gg. lavorativi successivi per la conclusione dell’intesa.

Nella stipula dell’intesa si dovrà dare atto, della data e del n. di protocollo di ricezione dell’istanza, della avvenuta convocazione delle OO.SS. di settore più rappresentative dell’insieme dei lavoratori dell’azienda, allegando copia di predetta convocazione, della documentazione prodotta dal richiedente.

Entro 30 gg. dalla data di presentazione della domanda, il procedimento dovrà essere concluso con stipula del verbale di intesa per la concessione, o con verbale di rigetto riportante le motivazioni.

2. il verbale di intesa dovrà contenere tutte le seguenti informazioni:

· indicazione del settore di appartenenza e descrizione dell’attività svolta dall’azienda;

· se trattasi o meno di azienda rientrante nel campo di applicazione della CIGO, della CIGS e della “mobilità” (L. 223/91);

· nei casi in cui l’azienda sia rientrante nel campo di applicazione di ammortizzatori nazionali, precisare quali siano stati utilizzati e per quanto tempo, prima della richiesta di intervento in deroga,

· ove l’azienda sia rientrante nel campo di applicazione di ammortizzatori nazionali e non abbia utilizzato, anche solo in parte gli ammortizzatori ordinari nazionali, indicare in modo chiaro ed esaustivo i motivi di tale scelta.

· se trattasi di prima concessione in deroga o di concessione successiva.

· indicazione del fabbisogno di giornate / ore di CIG stimate.

· numero ed elenco anagrafico dei lavoratori interessati alla Cig deroga;

· nei casi in cui l’azienda non sia in grado di fornire argomentazioni idonee a giustificare il mancato ricorso, parziale o totale, agli ammortizzatori ordinari, l’Ufficio dovrà precisare nello stesso verbale che l’istanza potrebbe non essere accolta dai successivi organi competenti ai sensi del punto 7 dell’A.Q.2010;

3. Nel caso di richiesta di concessione della CIG in deroga, nel verbale di intesa, affinché la stessa sia procedibile , devono essere contestualmente dichiarate dall’azienda:

· la possibilità di ripresa dell’attività lavorativa fondata su concrete ipotesi aziendali sulle quali l’Ufficio del Lavoro esprimerà le proprie valutazioni nel caso di richiesta di CIG a zero ore ;

· la condizione di avvenuta fruizione delle ferie e dei permessi retribuiti contrattualmente previsti;

· la acquisizione delle dichiarazioni di disponibilità presso l’azienda, di cui al c. 10 dell’art. 19 della L. 2/2009, senza la quale perderanno il diritto a percepire il trattamento economico e normativo (indennità, contribuzione figurativa ed eventuale ANF), nonché i benefici derivanti dalle politiche attive del lavoro di cui sono destinatari.

· l’assunzione di impegno e responsabilità dell’azienda e delle OO.SS. ad informare con immediatezza i lavoratori interessati dalla sospensione indennizzata, che dovranno recarsi presso il competente Centro per l’Impiego, entro cinque giorni dalla data di sottoscrizione dell’accordo, per l’attivazione delle politiche ( DID, Patto di servizio etc.), pena la decadenza dei benefici ;

· l’elenco nominativo corredato dei dati identificativi dei lavoratori, il periodo di CIG in deroga, l’eventuale rotazione/ riduzione oraria e l’indicazione del fabbisogno di giornate/ore CIG complessive stimate.

· l’assunzione di impegno e responsabilità dell’azienda a comunicare mensilmente, non oltre i gg.30 del mese successivo, per via telematica, agli Uffici Provinciali del Lavoro, avvalendosi di apposita modulistica dagli stessi fornita, ad ItaliaLavoro (e.mail: dmessina@italialavoro.it ) nonché dell’INPS, i dati di effettivo utilizzo della CIG in deroga, ivi compreso il reintegro del lavoratore in azienda.

Le condizioni su elencate risultano essenziali per l'efficacia delle concessioni.

4. I lavoratori licenziati da aziende non rientranti nel campo di applicazione dell’istituto della mobilità di cui alla L.223/91, se in possesso dei requisiti di anzianità contributiva per ottenere l’indennità di disoccupazione ordinaria, devono fruire di tale istituto, prima di chiedere di poter beneficiare del trattamento di ammontare equivalente all’indennità di mobilità in deroga cui, invece, potranno ricorrere, se ancora privi di occupazione, allo scadere del periodo di godimento della disoccupazione ordinaria.

5. In tutti i casi in cui i lavoratori dipendenti o provenienti dalla stessa azienda, nell’ambito della medesima situazione di crisi, abbiano diverse date di cessazione del rapporto di lavoro o della fruizione dell’ammortizzatore ordinario (per es. nel caso di licenziamenti collettivi scaglionati ai sensi dell’art. 4 della L. 223/91) in occasione della stipula dell’intesa per il primo gruppo di lavoratori, si provvederà a precisare i tempi ed i soggetti che successivamente si troveranno nella medesima situazione in modo da evitare, per quanto possibile, inutili duplicazioni della medesima procedura.

6. Il punto 6 dell’A.Q. 2010 va interpretato nel senso che:

· i soci lavoratori delle società cooperative rientrano nel campo di applicazione degli ammortizzatori in deroga.

· con l’indicazione sono inclusi quanti hanno già cessato il rapporto di lavoro dipendente e chiedono di fruire o di continuare a fruire degli ammortizzatori sociali in deroga.

· In ogni caso, la fruizione degli ammortizzatori in deroga presuppone il possesso degli stessi requisiti soggettivi previsti dalla legge per l’accesso ai corrispondenti istituti ordinari (anzianità aziendale di almeno 90 giorni per la CIG in deroga e 12 mesi di rapporto di lavoro di cui 6 mesi effettivamente prestati per la mobilità in deroga e per il trattamento di ammontare equivalente all’indennità di mobilità).

7. I lavoratori interessati verranno resi edotti dall’azienda e dalle OO.SS. con apposita informativa che verrà inviata per conoscenza anche all’ufficio del lavoro competente, della stipula del verbale di intesa e delle condizioni di decadenza per effetto del regime sanzionatorio;

8. Gli Uffici Provinciali del Lavoro comunicheranno alle sedi provinciali dell’INPS gli elenchi dei lavoratori che non si presenteranno ai CPI per le politiche attive del lavoro.

9. Nel caso di richiesta di anticipazione della CIG in deroga, le aziende dovranno produrre all’INPS, copia della ricevuta di protocollo, dell’istanza di concessione inoltrata alla Regione Siciliana presso gli Uffici del Lavoro.

10. Il conguaglio della CIG in deroga potrà essere autorizzato solo fino alla data di emissione del decreto autorizzativo da parte della Regione. Da quella data saranno autorizzari solo pagamenti diretti e l’azienda è onerata di consegnare all’INPS, i modelli SR49 sottoscritti dai lavoratori.

Assilt sicilia

Comunicato:

Apprezziamo è sosteniamo l’iniziativa dei Rappresentanti di Slc.Fistel,Uilcom,di ASSILT Sicilia che hanno denunciato “garbatamente”una serie di inefficienze e deficienze che stanno ipotecando la funzionalità e il futuro di questo importante istituto di previdenza sanitaria integrativa, patrimonio dei Lavoratori di Telecom Italia.

Gli aspetti focalizzati sono due,il primo riguarda il funzionamento del servizio e le ricadute dirette sugli associati:difficoltà all’ordinario espletamento dell’attività di istruzione e procedura delle pratiche amministrative /sanitarie,tempi di attesa biblici in un settore dove il tempo di risposta, nei servizi offerti da Telecom è un fiore all’occhiello delle politiche aziendali,tempi di erogazione del contributo all’associato che assumono i connotati di una esercizio speculativo ad indirizzo finanziario,rimborsi pagati dopo 5 /6 mesi determinano anche un danno economico diretto sulle tasche dei Lavoratori e dei Pensionati.

Il secondo punto è ancora più grave, contiene anche alcune sfaccettature di carattere politico,riguarda la strutturale carenza di personale ,fino alla possibile chiusura di alcune sedi,determinata da scelte di ottimizzazione dei costi con l’affidamento ad HR SERVICE srl della gestione di tutte le attività operative di Assilt.

La prima” impressione”e che niente sta avvenendo per caso,la “sensazione”è che Telecom sta svuotando dall’interno Assilt ,determinandone a tavolino la sua graduale chiusura, paradossalmente per colpa dei lavoratori che hanno optato per un rientro in Telecom Italia a fine del distacco. Il sindacato ha sempre contrattato le ricadute economiche di Telecom,assumendosi con i Lavoratori oneri sociali non indifferenti ma ha sempre contrastato e rifiutato percorsi gestionali poco trasparenti,tesi esclusivamente ad abbattere diritti strutturali conquistati con tanti anni di contrattazione nazionale.

Invitiamo le Segreterie Nazionali ad aprire un confronto di merito con Telecom Italia in grado di superare le ricadute in oggetto e soprattutto presidiando con forza il patrimonio sociale che Assilt rappresenta per i Lavoratori e Pensionati di Telecom Italia.

Le Segreterie Regionali

SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM -UIL

04 aprile 2011

ELEZIONI TELEMACO (TLC): SLC-CGIL SI CONFERMA PRIMO SINDACATO CRESCENDO DEL 4,4%. CALANO UILCOM-UIL E FISTEL-CISL.

Al termine del voto presso i seggi allestiti nelle principali aziende di telecomunicazioni, per le elezioni dei rappresentanti dei lavoratori nel Fondo Previdenziale di settore, la SLC-CGIL si conferma il primo sindacato crescendo notevolmente in termini assoluti e percentuali (+4,4%), raggiungendo il 40,2% dei consensi. Calano invece la Uilcom-Uil (passando dal 25,5% al 23,8%) e la Fistel-Cisl (dal 26,6% al 22,4%). Cresce di poco alla UGL Telecomunicazioni passando dal 12,4% al 13,5%.

“Mancano ancora i voti postali che giungeranno entro il 10 Aprile, ma il segnale è evidente e conferma la crescita di consenso verso SLC-CGIL nei posti di lavoro, premiando una linea coerente fatta di accordi, ma anche di vertenzialità diffusa, lotta, impegno di centinaia di militanti e delegati tanto nelle aziende titolari di licenza, a partire da Telecom, quanto nei call center”. Così dichiara in una nota Alessandro Genovesi, Segretario Nazionale di SLC-CGIL.

“Un ringraziamento – conclude Genovesi – va alle tante lavoratrici e lavoratori che hanno premiato la CGIL e ora tutti impegnati per replicare il successo nel voto postale e soprattutto per la massima adesione allo sciopero generale del 6 maggio che, per le aziende di telecomunicazioni, sarà per l’intera giornata”.

Roma, 1 Aprile 2011

01 aprile 2011

ADESIONE DELLA SLC CGIL ALLA MOBILITAZIONE DEL 9 APRILE “IL NOSTRO TEMPO È ADESSO”


La Slc CGIL aderisce all’appello “IL NOSTRO TEMPO È ADESSO” e parteciperà alla mobilitazione del 9 Aprile.

Siamo convinti che sia arrivato il momento di dire basta ad una situazione che pone costantemente le lavoratrici e i lavoratori più giovani in una condizione di perenne incertezza, di precarietà lavorativa ed esistenziale.

Le giovani e i giovani che noi rappresentiamo fanno i conti oggi con un tasso di disoccupazione che ha raggiunto livelli impressionanti, eppure il problema sembra non sfiorare nemmeno il Governo, che continua ad essere sordo rispetto alle richieste di dignità di vita che un’intera generazione pone oggi più che mai.

La CGIL tutta è impegnata ad affrontare il percorso di mobilitazione che porterà allo sciopero generale del 6 maggio, riteniamo che la tappa del 9 aprile sia fondamentale per dare voce al malessere che le giovani generazioni vivono sulla loro pelle, perché un futuro migliore si costruisce a partire da adesso.

Questo è il motivo per cui non è più possibile aspettare!