11 maggio 2012

Sì dello Stato-Regioni al bonus-svantaggiati

Scatta la detassazione del 50% del costo del lavoro per l'assunzione di lavoratori svantaggiati al Sud. Il decreto interministeriale (come anticipato ieri dal Sole 24 Ore), che dà attuazione al credito d'imposta, ha ricevuto l'ok in Conferenza Stato-Regioni. I fondi a disposizione sono 142 milioni di euro, che saranno divisi tra le otto Regioni meridionali.

«Hanno diritto al bonus – ha detto il ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca – le assunzioni a tempo indeterminato di lavoratori svantaggiati o molto svantaggiati». Beneficiari del credito d'imposta sono tutti quei datori del lavoro che nel periodo compreso tra il 14 maggio 2011 e il 13 maggio 2013 incrementeranno il numero di lavoratori a tempo indeterminato in Abruzzo, Molise, Basilicata, Campania, Calabria, Puglia, Sicilia, Sardegna.

Il beneficio spetta nella misura del 50% dei costi salariali sostenuti nei 12 mesi successivi all'assunzione per ciascun lavoratore «svantaggiato» e nei 24 mesi successivi all'assunzione per ogni lavoratore «molto svantaggiato». Il bonus per ogni unità lavorativa è calcolato sulla differenza tra il numero dei dipendenti a tempo indeterminato, rilevato mensilmente, e quello dei lavoratori a tempo indeterminato mediamente occupati nei 12 mesi precedenti alla data dell'assunzione. Per le assunzioni con contratto di lavoro a tempo parziale, il credito spetta in proporzione alle ore prestate rispetto a quelle previste dal contratto nazionale.

La parola passa ora alle Regioni che, entro 30 giorni dall'entrata in vigore del decreto, dovranno stabilire le modalità e le procedure per la concessione del bonus. I 142 milioni di euro stanziati sono così ripartiti: Abruzzo (4 milioni), Molise (1 milione), Basilicata (2 milioni), Campania (20 milioni); Calabria (20 milioni), Puglia (10 milioni), Sicilia (65 milioni), Sardegna (20 milioni). Il credito d'imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione a partire dalla data di comunicazionedell'accoglimento dell'istanza ed entro due anni dalla data di assunzione.

Il diritto allo sgravio si perderà quando: il numero totale dei dipendenti a tempo indeterminato è inferiore o pari a quello nei 12 mesi precedenti l'assunzione; i nuovi posti di lavoro non sono conservati per almeno due anni dalle Pmi o tre anni dalle altre imprese; vi è accertamento definitivo di violazioni non formali alla normativa fiscale, a quella contributiva o a quella sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori.

www.ilsole24ore.com


Lavoratori svantaggiati

Il Regolamento CE n.800/2008 definisce come lavoratore svantaggiato chiunque rientri in una delle seguenti categorie:

  • chi non ha un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi;
  • chi non possiede un diploma di scuola media superiore o professionale (ISCED 3);
  • lavoratori che hanno superato i 50 anni di età;
  • adulti che vivono soli con una o più persone a carico;
  • lavoratori occupati in professioni o settori caratterizzati da un tasso di disparità uomo-donna che supera almeno del 25% la disparità media uomo-donna in tutti i settori economici dello Stato membro interessato se il lavoratore interessato appartiene al genere sottorappresentato;
  • membri di una minoranza nazionale all’interno di uno Stato membro che hanno necessità di consolidare le proprie esperienze in termini di conoscenze linguistiche, di formazione professionale o di lavoro, per migliorare le prospettive di accesso ad un’occupazione stabile.

Lo stesso Regolamento definisce lavoratore molto svantaggiato colui o colei che è senza lavoro da almeno 24 mesi.

RSU Telecom: lettera di Susanna Camusso



Care/i lavoratrici e lavoratori,
Care/i compagne e compagni,

dal 22 maggio al 6 giugno sarà offerta a voi, lavoratori e lavoratrici di Telecom, una importante occasione di democrazia: la scelta, attraverso la libera espressione del voto, della vostra rappresentanza sindacale in azienda.
Sarà importante se questo esercizio di democrazia, in una fase così delicata della vita del Paese e per l'attacco pesante al mondo del lavoro, sarà accompagnato da una forte affluenza al voto.
La CGIL, con determinazione e coerenza, ha portato avanti la sua battaglia per difendere il valore delle RSU da un attacco che ha come obiettivo l'indebolimento del sindacato nella sua radice principale che è e rimane la rappresentanza.
Senza una rappresentanza democratica nessun sindacato può davvero definirsi tale e nessun processo di rinnovamento e di cambiamento può realizzarsi. Il caso Fiat è sotto gli occhi di tutti e ci dice quanto una parte del sistema delle imprese ritenga fondamentale minare le basi della rappresentanza come condizione per gestire da posizioni di forza i processi di riorganizzazione.
E' questo il motivo che ci ha spinti, con l'accordo del 28 giugno 2011, a chiedere ed ottenere un rafforzamento dei poteri delle RSU nella approvazione di accordi e contratti. Oggi è certo che senza il consenso delle RSU nessun accordo può essere sottoscritto ed è un fatto, questo, di straordinaria novità ed importanza.
Vi chiediamo di rendere più forte con il voto la CGIL, la SLC-CGIL votando i suoi candidati. Crediamo di avere le carte in regola per chiedere un riconoscimento ad una organizzazione che si è battuta con forza e determinazione per respingere gli attacchi al mondo del lavoro, difendendo l'art. 18 e cercando di combattere, nel Paese e nei contratti nazionali, la spinta fortissima alla precarizzazione dei rapporti di lavoro voluta dai Governie dalle aziende.
Vi chiediamo un voto anche per il lavoro svolto da centinaia di RSU in Telecom che, in un tempo difficile segnato dall'indebolimento del Gruppo in virtù di cambi proprietari che l'hanno portata ad un livello molto alto di indebitamento, hanno retto con grande fermezza e volontà il confronto e talvolta lo scontro con l'azienda.
Vi chiediamo, dunque, di convincere il maggior numero di persone a scegliere il “quadratino rosso”: a far vincere la CGIL. Solo con un risultato importante sarà possibile dare un segnale chiaro al Paese che le lavoratrici e i lavoratori sostengono i loro colleghi, donne e uomini, cui è affidato il compito di tutelare gli interessi e i bisogni del lavoro.
Nei prossimi anni, il ruolo delle RSU nella riorganizzazione aziendale, che dovrà essere realizzata con le nuove norme introdotte in tema di riforma delle pensioni e degli ammortizzatori sociali, assumerà un ruolo fondamentale per la qualità della vita di migliaia di lavoratrici e lavoratori.
Mentre continuerà la nostra iniziativa confederale generale per cambiare “riforme” sbagliate.
La CGIL, dal canto suo, sosterrà in maniera determinata le vostre prerogative ed il valore del ruolo rappresentato dalle RSU, convinta come sempre che la rappresentanza sindacale, laddove unitaria come nel vostro caso, sia elemento irrinunciabile per la tenuta democratica del Paese stesso.
Grazie a tutte ed a tutti
Susanna Camusso
Documentazione allegata

Tiscali: andamento aziendale, gestione dei contratti di solidarietà

Il giorno 8 maggio si è svolto l’incontro fra le Segreterie Nazionali, Territoriali di SLC/FISTEL/UILCOM, di concerto con le RSU e l’amministratore delegato di Tiscali, dott. Renato Soru.

Oggetto dell’incontro è stato l’andamento aziendale, la gestione dei contratti di solidarietà e le linee di intervento aziendali per i prossimi mesi .

Dopo un 2011 chiuso in negativo i dati della prima trimestrale 2012 segneranno, secondo quanto dichiarato dall’Amministratore Delegato, una inversione di tendenza, facendo registrare, dopo otto anni, un utile netto.

Un risultato al quale si affianca quello della generazione di cassa per circa 25 milioni, che permette a Tiscali di operare senza il rischio di accumulare passività. Sempre sul piano di risanamento, l’azienda ha dichiarato che a giugno verrà pagata una ulteriore tranche, circa 10 milioni, con la quale l’ammontare complessivo del debito di Tiscali scenderà a 127 milioni di euro. Risultati importanti ma che impongono ancora, sempre a detta dell’AD, una attenta politica di gestione delle risorse economiche (sia in termini di spese pubblicitarie che di investimenti in attività promozionali) che deve essere compensata da una forte attenzione all’innovazione ed all’efficienza.

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Cgil Sicilia: Ammortizzatori in deroga

Vi invio, in allegato, la nota della segreteria regionale CGIL in materia di ammortizzatori sociali in deroga redatta al termine della riunione di ieri tenuta dalle OO.SS. con i responsabili in materia della Regione Sicilia.

Aggiungo che sono state accolte, nei fatti, le istanze da noi rappresentate ieri presso il SUPL di Catania ed in tal modo si può dare inizio all'iter procedurale per la stipula degli accordi.

Ci siamo soffermati su tale questione in quanto per noi il lavoro è il vero valore, l'ammortizzatore è solo una forma di sostegno al reddito per tutti quegli sfortunati che hanno perso il lavoro, la mancata sottiscrizione degli accordi ha fatto si, fino ad oggi, che chi poteva essere ricollocato non era nella condizione di portare con se alcuna dote di sgravi contributivi per le aziende intenzionate ad assumere e quindi, la mancata sottoscrizione, è stato un danno emergente per chi poteva trovare lavoro.

Aggiungo, inoltre, che a causa dell'alto numero delle pratiche da evadere (più di 350) se non si sottoscrivono da subito gli accordi si rischiano di intasare gli uffici del SUPL e successivamente anche quelli dell'INPS il che potrebbe causare un ritardo biblico nella erogazione degli ammortizzatori sociali in deroga che perciò perderebbero di efficacia ; la loro efficacia risiede nella possibilità di ridurre il disagio sociale. Comunque sia, bisogna continuare a tenere alto il livello di mobilitazione.

Giovanni Pistorio


NOTA CGIL SICILIA

“Da oggi, 11 maggio, gli uffici provinciali del lavoro riprenderanno l’iter per la concessione dei benefici degli ammortizzatori sociali in deroga. Oggi la dirigente del dipartimento lavoro dell’assessorato regionale ha infatti notificato ai suddetti uffici lo sblocco della vicenda, dando il via libera”: lo rende noto la Cgil con il segretario regionale Michele Pagliaro, che sottolinea che “la soluzione positiva della questione è il frutto della mobilitazione del sindacato”.

Le procedure erano state bloccate il 28 aprile per il contenzioso fra Regione e Inps sulle risorse. Stamattina la Cgil ha effettuato presidi davanti gli uffici provinciali del lavoro di tutta l’isola per chiedere che la vicenda si risolvesse. “Benché fosse gli noto che già la Regione aveva provveduto nei giorni scorsi al finanziamento – afferma ancora Pagliaro – inspiegabilmente il blocco permaneva. Adesso, dopo il tempo perso, si vada avanti con celerità, perchè chi è rimasto senza lavoro non può più stare ad aspettare”.


“ENEL, pressione insostenibile, Bando da riformulare” - Cgil e Slc Catania -

Al via la gara da 50 milioni di Euro, ma la base d’asta non copre nemmeno i costi Zunino (Assocontact): “Ennesima gara al ribasso priva di fondamento industriale”


- L’allarme va esteso -


Più di tre anni fa abbiamo lanciato l’allarme . E’ incredibile che la civiltà giuridica di un paese sviluppato non si occupi di disciplinare attraverso capitolati generali d’appalto un settore di attività, come quello delle telecomunicazioni, dove girano montagne di denari.

Il costo del lavoro ed anche i costi necessari per la sicurezza del personale, così come avviene nel settore dei lavori pubblici, dovrebbe essere messi al riparo da eventuali ribassi così come dovrebbe essere messa in chiaro la filiera del subappalto e quindi delle responsabilità.

E’ forse illegittimo chiedere che venga messo in disciplina il settore ? Non è forse vero che sulle telecomunicazioni si riverseranno i maggiori investimenti dei prossimi anni?

Non c’è tempo da perdere, occorre agire velocemente. Non è più tollerabile (o forse si tratta di distrazione voluta) che attraverso i contratti di agenzia le committenti affidino i lavori e si possano così mettere al riparo rispetto alle eventuali evasioni/elusioni di legge.

Nel sistema delle forniture tramite agenzia si annida il malaffare, la commistione politica, il riciclaggio.

Ci si svegli dal torpore e si affronti il problema per quello che è. Occorre disciplinare, e bene , gli appalti per legge; deve ritenersi illegittimo ed illegale il rapporto di agenzia. Che ognuno si assumi le proprie responsabilità. La lotta al riciclaggio ed al malaffare va praticata e non semplicemente predicata.


Il Segretario Confederale della Cgil Catania: Giovanni Pistorio


Il Segretario Generale della Slc Cgil Catania: Davide Foti



10 maggio 2012

La mobilitazione: Basta precarietà, manifestazioni in tutta Italia

"Il solo taglio giusto è quello della precarietà". Con questo slogan la Cgil è scesa in piazza oggi (10 maggio) in circa 70 città italiane, in occasione della giornata di mobilitazione nazionale per i precari. Da stamani pesidi, sit-in e azioni simboliche in tutta la penisola: il sindacato conferma le critiche alla riforma del lavoro, sottolineando "i rischi di un ulteriore peggioramento, ai pesanti passi indietro fatti nel testo per contrastare la 'flessibilità cattiva'" e "il mancato e vero allargamento della platea di coloro che potranno usufruire di ammortizzatori sociali".


Il giorno dei precari è anche l'occasione per ribadire le richieste del sindacato: prima di tutto la cancellazione delle 46 forme contrattuali attualmente vigenti e dei contratti truffa. Poi prevedere un'indennità di disoccupazione che includa tutti i precari, garantire loro l'equo compenso.


Un'altra richiesta riguarda un investimento forte nell'innovazione, con lo scopo di combattere la disoccupazione e garantire la creazione di nuovi posti di lavoro. A Roma i precari si sono ritrovati a piazza del Pantheon. Manifestazioni anche a Napoli, Bologna, Genova, Firenze, Palermo e Cagliari, Milano e Torino (tutte le iniziative).


Nella capitale c'è stato il flash mob dei giovani della Cgil sotto al Senato. Un gruppo di ragazzi si è presentato davanti all'ingresso di Palazzo Madama, dove è in corso la discussione sul ddl lavoro, armati di enormi forbici di cartone e da mega cartoline indirizzate al Parlamento e al governo. La richiesta dei giovani del sindacato di Corso d'Italia è quella di dare "un taglio netto, l'unico per davvero giusto, alla precarietà".


Il governo è impegnato nella spending review, spiega Ilaria Lani, responsabile delle Politiche giovanili, ma "sembra sfuggire ciò che dovrebbe essere ovvio: il più grande spreco di questo paese è tenere alla porta una generazione intera, la generazione che in termini di competenze rappresenta la potenziale soluzione alla crisi".


La situazione in cui versano i giovani è tutta in questi numeri. In questo paese, ricorda la Cgil, il 36% dei giovani è senza lavoro, chi ha un contratto ce l'ha a scadenza senza diritti e con scarse tutele (sono 4 milioni in Italia), 30.000 ogni anno scappano all'estero a cercare un futuro migliore. "Tagliare la precarietà non è difficile e non costa molto - aggiunge Lani -: via i contratti truffa, stop agli abusi, equo compenso, sicurezze in caso di maternità e malattia, ammortizzatori sociali veramente universali. Soprattutto investire per creare nuovo lavoro".


In provincia di Udine solo un’assunzione su dieci è a tempo indeterminato. Questa la ricerca resa nota oggi dall'Osservatorio principale del lavoro, in occasione della giornata anti-precarietà. L’88,5% dei nuovi rapporti di lavoro attivati nel 2011 corrisponde a contratti a termine, con una forte componente di forme atipiche: tra interinali (15,3%), collaborazioni coordinate (10,3%) e lavoro intermittente (7,5%), la percentuale di contratti atipici rappresenta un terzo delle assunzioni complessive.


www.rassegna.it

Scuola: Le prove Invalsi

I test o prove Invalsi sono verifiche scritte mirate a rilevare i livelli di apprendimento degli studenti italiani, gestite dall'Istituto nazionale per la valutazione del sistema dell'istruzione (Invalsi).

Ci sono due tipi di prove Invalsi:

le verifiche sistematiche e periodiche sulle abilità e conoscenze degli studenti, e sulla qualità dell'offerta didattica e formativa delle scuole, nell'ambito del Sistema Nazionale di Valutazione (SNV);

la prova scritta nazionale di verifica dei livelli di apprendimento degli studenti nell'esame di Stato al terzo anno della scuola secondaria di primo grado (nota come Test Invalsi).

Le verifiche sistematiche e periodiche


Ogni anno l'Invalsi gestisce la somministrazione di test, a livello nazionale, su un campione di scuole statisticamente rappresentativo, che hanno lo scopo di misurare i livelli di apprendimento raggiunti dagli studenti italiani nei due ambiti ritenuti prioritari: la comprensione della lettura e la matematica.

I testi, di norma, vengono effettuati nelle seguenti classi:

seconda e quinta della scuola primaria (elementari);

prima e terza della scuola secondaria di I grado (medie);

seconda e quinta del secondo ciclo (superiori).

Questo tipo di prove è finalizzato a valutare i risultati del sistema scolastico e non i singoli studenti. Pertanto esse non sono rilevanti ai fini della valutazione degli studenti stessi.

Il Test Invalsi


Il Test Invalsi (o Prova Nazionale) è una prova scritta, in vigore dal 2009, che ha lo scopo di valutare i livelli di apprendimento degli studenti al terzo anno della scuola secondaria di primo grado (terza media).

La prova è valida ai fini dell'esame di Stato, si svolge a giugno e comprende una prova di matematica e una di italiano. È composta da quesiti sia a scelta multipla, sia a risposta aperta.


Ecco le date delle prove, valide su tutto il territorio nazionale.

ClasseItalianoMatematicaQuestionario studente
II primaria (elementari)9 o 16 Maggio 201211 o 18 maggio 20129 e 16 Maggio 2012 prova di preliminare di lettura (decodifica strumentale) della durata di due minuti
V primaria9 o 16 Maggio 201211 o 18 maggio 201211 o 18 maggio 2012
I media10 Maggio 201210 Maggio 201210 Maggio 2012
I superiori17 maggio 201217 maggio 201217 maggio 2012
II superiori16 o 18 maggio 201216 o 18 maggio 201216 maggio 2012


Sei precario e co.co.pro? Per te mini-stipendio e una tantum da 6mila €

Se sei precario e co.co.pro arriva il mini-stipendio e una tantum.

Cosa significa? Nell’emendamento presentato al disegno di legge sul lavoro Maurizio Castro del Pdl e Tiziano Treu del Pd, i relatori lo chiamano salario base che dovrebbe essere stabilito sulla media delle tariffe minime dei lavoratori e della media delle retribuzioni stabilite dai contratti collettivi.

In più si rafforza l’attuale una tantum per i parasubordinati, ovvero: una fase sperimentale di 3 anni, quindi se si lavora 6 mesi come co.co.pro si prenderanno circa 6.000 euro. Poi dovrebbe esserci una verifica e la tanto invocata mini-Aspi

IL TESTO DELL’EMENDAMENTO Sul salario base si legge: ”Il compenso corrisposto ai collaboratori a progetto deve essere adeguato alla quantità e qualità del lavoro eseguito e non può comunque essere inferiore, in proporzione alla durata del contratto, all’importo annuale determinato periodicamente con decreto del ministro del lavoro”.

Per raggiungere questo obiettivo, i criteri scelti sono ”da un lato gli emolumenti previsti per analoghe prestazioni svolte nella forma del contratto d’opera” cosi’ come previsto dal codice civile e ”dall’altro la media delle retribuzioni previste dai contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente piu’ rappresentative sul piano nazionale, in riferimento a prestazioni comparabili e omogenee rese in forma di lavoro subordinato. Il decreto ministeriale e’ emanato sentite le organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro”.

APPRENDISTATO Sarà ”sempre possibile assumere un nuovo apprendista”. E’ quanto prevede un emendamento dei relatori al ddl lavoro, depositato in commissione al Senato. L’assunzione di ”ulteriori apprendisti” rimane vincolata ai paletti previsti dalla riforma. Secondo il ddl ”l’assunzione di nuovi apprendisti e’ subordinata all’assunzione di alemno il 50% degli apprendisti dipendenti dallo stesso datore di lavoro.

FONDI ASPI PER L’IMPRESA Rinunciare all’Aspi (l’indennità di disoccupazione) e con la liquidazione avviare una nuova attività autonoma, un auto impresa, una micro impresa o associarsi in cooperativa. Lo prevede sempre un emendamento al ddl. Si potrà dunque richiedere la liquidazione degli importi relativi al trattamento pari al numero di mensilità non ancora percepite. Si tratta di una misura sperimentale valida dal 2013 al 2015 e le risorse a disposizione sono 20 milioni di euro per ciascun anno a valere sul Fondo occupazione giovanile e delle donne. Entro 6 mesi un decreto del ministero dovra’ determinare ”limiti e condizioni” per l’attuazione delle norme.

RAI: Comunicato sciopero 9 maggio e relativa lettera di diffida all'Azienda

Grazie ai Lavoratori


Ieri, 9 maggio, si è svolto lo SCIOPERO di 2 ore, dalle 19.00 alle 21.00, dei dipendenti Rai per il rinnovo del Contratto e contro le delibere del piano di risanamento del 29 novembre 2011.

Intanto un ringraziamento forte va a tutte le lavoratrici ed i lavoratori che hanno partecipato, aderendo nonostante il clima di forte intimidazione ai dipendenti messo in campo dall'azienda in maniera capillare in tutta Italia.


È risultato evidente che, nonostante l'azione aziendale per depotenziare l'iniziativa:

• aver impropriamente comunicato ai lavoratori l’illegittimità dello sciopero e ventilato conseguenti sanzioni disciplinari a chi avesse aderito;

• la sostituzione da parte di superiori del personale in sciopero;

la programmazione ha subito tagli, ridimensionamenti e modifiche e l’adesione si aggira intorno all’80% dei lavoratori in servizio.

Quasi tutti i TG sono andati in forma ridotta, alcune trasmissioni in diretta sono state soppresse o sono state ridimensionate e che l'azione, anche se limitata nell'orario è stata di grande efficacia.

La reazione durissima della Rai per far fallire lo sciopero segnala almeno 3 questioni:


• i vertici aziendali e coloro che hanno mal gestito l'azienda in questi anni temono per la loro posizione ed i loro interessi,

• lo sciopero, con la sua articolazione, colpisce nel profondo il sistema produttivo,

• le iniziative dei lavoratori stanno incrinando le vecchie dinamiche di potere all'interno della Rai.


Oggi il nostro obiettivo primario, proprio alla luce della virulenza dell'azione aziendale che denota una debolezza di fondo, è quello di far riuscire pienamente la consultazione referendaria contro i vertici aziendali e per il rinnovo del contratto di lavoro.


Registriamo un'alta affluenza in tutta Italia, in molte sedi regionali si ha già un ottimo risultato ben oltre il 70% di partecipazione.


L'impegno delle organizzazioni sindacali: strutture, Rsu e lavoratori dovrà nelle prossime 48 ore essere interamente concentrata sul referendum, non bisogna farsi distrarre dalle code della pesante azione aziendale contro l'attuazione dello sciopero di ieri. Ricordiamo che il voto e la partecipazione sono segreti, i dati relativi ai nominativi, visto il clima intimidatorio, non saranno diffusi in nessun modo dalle organizzazioni sindacali.


Per fare questo, il 15 maggio alle ore 11.00, presso la sede della Federazione Nazionale della Stampa, si svolgerà la conferenza stampa sull'esito referendario (anche a questa iniziativa sono invitati a partecipare i lavoratori).

In queste ore valuteremo con i nostri legali possibili azioni da intraprendere nei confronti della Rai per le azioni intimidatorie svolte da suoi preposti prima dell'iniziativa di sciopero, in questo senso stiamo raccogliendo, materiale, informazioni e notizie utili.


Come abbiamo già comunicato, se la Commissione di Garanzia sullo Sciopero aprirà un procedimento contro i sindacati per le modalità di proclamazione dello sciopero, risponderemo adeguatamente. In tal senso abbiamo già preparato il materiale necessario e interessato gli uffici legali competenti delle nostre organizzazioni. Non sarebbe la prima volta che i sindacati agiscono contro interpretazioni delle restrittive del diritto di sciopero e che gli viene riconosciuto di aver ragione.

Se l'Azienda, come ha minacciato ieri, agirà nei confronti dei lavoratori per l’adesione allo sciopero risponderemo sia dal punto di vista sindacale sia attraverso la tutela legale individuale dei lavoratori eventualmente interessati. Deve essere però chiaro, cosi stabilisce la norma, che non possono essere comminate sanzioni ai lavoratori, se non dopo la conclusione della procedura tra commissione e organizzazioni sindacali e solo nel caso in cui al sindacato fosse dato torto.


Invitiamo tutti i lavoratori a non farsi intimidire, la nostra attenta scelta avvenuta nelle scorse settimane di resistere all'indicazione della Commissione è basata su ragionamenti giuridici assolutamente fondati.

Non è per le nostre organizzazioni accettabile che si cumuli il blocco delle ore straordinario (NL) allo sciopero delle ore ordinarie, tale è la motivazione per la quale la Commissione, su probabile suggerimento dell'azienda, aveva indicato di riformulare la proclamazione dello sciopero.

Tale interpretazione della Commissione limiterebbe ulteriormente il diritto di sciopero in Rai, già fortemente ridimensionato dalla norma e dall'accordo del 22 novembre 2001.


Siamo convinti che l'aver resistito, assumendoci una doverosa risposta legale e politica, sia un segnale importante nei confronti di tutti i soggetti in campo (azienda, lavoratori e altre OO.SS.). Slc Cgil, Fistel Cisl, Snater non scelgono la via più facile, ma decidono di confrontarsi frontalmente, per non perdere i diritti e ottenere quanto dovuto.


Tutti i lavoratori, proprio per la reazione sproporzionata di ieri da parte dell'azienda, debbono sapere che vi è un clima pesante in Rai, ma che Slc Cgil, Fistel Cisl, Snater sono lo strumento dei lavoratori per rispondere in maniera composta ma ferma alla crisi industriale, economica e oramai anche morale dell'azienda.


Slc Cgil, Fistel Cisl, Snater diffidano la Rai dal procedere all’invio di contestazioni disciplinare ai lavoratori che hanno esercitato legittimamente il loro diritto di sciopero, e dal proseguire in una condotta antisindacale.


Nelle prossime ore, se l'azienda non riaprirà la discussione sul rinnovo del contratto nazionale di lavoro e sull'attuazione delle delibere, si valuterà quali altre iniziative mettere in campo nei prossimi giorni.

Infine, ricordiamo che rimane in essere, fino al 13 maggio, il blocco delle prestazioni straordinarie ed accessorie.


Partecipate, votate, scioperate per il servizio pubblico, il lavoro, i diritti ed il salario!

Roma, 10 maggio 2012


LE SEGRETERIE NAZIONALI

SLC-CGIL, FISTel-CISL, SNATER


Lettera diffida...


ENEL RIPENSI PROPRIA POLITICA DI ASSEGNAZIONE DELLE COMMESSE DI CUSTOMER CARE

E’ con preoccupazione che leggiamo quanto dichiarato da Assocontact riguardo la gara aperta da Enel per una commessa da 50 milioni di euro che, così formulata, non ripagherebbe al vincitore il costo del lavoro e degli investimenti necessari a garantire il servizio.

Come SLC-CGIL da tempo denunciamo come le politiche di massimo ribasso applicate dai committenti stiano seriamente mettendo a rischio un settore che da lavoro a svariate migliaia di donne e uomini, spesso in zone del Paese dove certo non abbondano le offerte di occupazione dignitosa e stabile.

Colpisce e sconcerta poi che un’azienda pubblica del valore e dell’importanza di Enel sia fra quelle che più si distinguono in questa politica miope.

E’ ormai giunto il tempo che si riapra il confronto su un settore, quello dei call center, che solo cinque anni fa ha conosciuto una stagione di stabilizzazione che ha dato contratto e diritti a più di 25000 persone e che oggi rischia seriamente di ripiombare nella precarietà, trascinando con se le speranze e le sacrosante aspirazioni di migliaia e migliaia di lavoratrici e lavoratori.

Chiediamo ad Enel di ripensare radicalmente la propria politica di assegnazione delle gare ed al Governo di riconvocare in tempi rapidi il tavolo di confronto sui call center che, ormai due anni orsono, aveva prodotto un documento, condiviso dalle parti sociali per il rilancio del settore.


La Segreteria Nazionale SLC-CGIL

Lavoro, la vita (complicata) dei call center


MILANO – L’ultima grana è scoppiata in casa Enel. Ad innescarla Assocontact, l’associazione delle imprese di Contact Center (acronimo che definisce l’integrazione tra sistemi di telefonia e informatici nella gestione del cliente) contro la presunta politica ribassista sulla leva del prezzo della maggiore utility del Paese. Un bando di gara da 50 milioni di euro (spalmati sui prossimi tre anni con opzione per i due successivi), «la cui base d’asta non copre nemmeno i costi industriali», denuncia senza mezzi termini Alberto Zunino de Pignier, direttore generale di Assocontact, tra i cui associati figurano i maggiori operatori di questo mercato come Almaviva,
Comdata, Visiant, Teleperformance.
I MARGINI AL LUMICINO – Segnala Zunino che questa tendenza “ribassista” di multinazionali come l’Enel sembrerebbe diventato uno schema abituale, replicato anche da operatori di telefonia, gestori energetici, banche, assicurazioni, broadcasters. Nel complesso tutte le grandi aziende che hanno un bisogno di un sistema di “attenzione al cliente” capillare e ventiquattro ore al giorno. Un meccanismo infernale che – amplificato dalla Grande Crisi che ha ridotto il budget destinato al customer care da parte delle grandi aziende – finisce per innescare un circolo vizioso che penalizzerebbe soprattutto gli ultimi della filiera: i centralinisti. Malpagati, sempre di più. E sempre più qualificati, tendenzialmente laureati, giovani, poliglotti e soprattutto meridionali.
LO STIVALE CAPOVOLTO – Sì, perché il mercato dei contact center sembrerebbe, a una prima lettura, smentire il mito della questione meridionale. Di un Mezzogiorno fuori dai gangli produttivi del Paese. Al contrario tutte le imprese del settore scommettono sul Sud, tanto che non dovrebbero sorprendervi gli accenti variegati – ma spiccatamente meridionali – dei vostri interlocutori telefonici quando ritenete necessario «parlare con un operatore». La spiegazione, in realtà, è duplice e semmai conferma la tesi originaria di Salvemini. Da un lato al Sud c’è una maggiore disponibilità di manodopera qualificata e a buon mercato, attratta da compensi che – seppur irrisori – permettono di sopravvivere grazie anche a un costo della vita più basso. Dall’altro è l’unica ricetta in mano alle imprese del settore per restare sul mercato: aprire delle sedi al Sud significa assumere in aree depresse, avere minori oneri contributivi utilizzando gli incentivi statali e comunitari, oppure giovandosi delle agevolazioni fiscali concesse dallo Stato in caso di assunzioni di lavoratori svantaggiati coinvolti in procedure di cassa integrazione o di mobilità.
IL MERCATO DROGATO – La conseguenza è che tutto finisca per drogare il settore, in cui le logiche dei bandi di gara spesso rischiano di essere totalmente avulse da criteri di profittabilità. E l’unica esigenza è mantenere il committente, che finisce per essere l’autentico (e unico) depositario dei destini ultimi delle imprese e dei lavoratori. Così il corollario è il dumping (vendere a un prezzo finale inferiore al costo di produzione), ipotesi che Zunino attribuirebbe anche a questo bando dell’Enel da 50 milioni di euro.
IL CONTRATTO DELLE TLC – Dice Zunino che, nel caso particolare, «il prezzo complessivo a base d’asta, i volumi e le durate consentono di calcolare il valore per minuto di interazione e per ora lavoro, rispettivamente circa 0,30euro/minuto e 13,5 euro/ora. Cifre che non coprono nemmeno il costo orario di un terzo livello del contratto delle telecomunicazioni, il livello minimo previsto per queste attività». Dal canto suo l’Enel replica duramente alle insinuazioni di Zunino smentendo la teoria della gara al massimo ribasso. Dice l’azienda che «la valutazione nella scelta dell’impresa aggiudicatrice avviene non solo per considerazioni legate al prezzo finale, ma anche su precisi requisiti tecnici, perché il call center finisce per veicolare l’immagine aziendale, per cui abbiamo tutto l’interesse a scegliere il miglior operatore sul mercato, non quello più economico».
Fabio Savelli
Corriere della Sera

Emilio miceli: Lettera intersindacale elezioni RSU 2012 - Poste -


Care/i compagne/i,
in questi giorni vi abbiamo chiesto un impegno straordinario per far si che l'esperienza delle RSU non venisse travolta da un clamoroso ritorno al passato rappresentato dalla nomina, da parte di altre organizzazioni sindacali delle RSA.
Con questo obiettivo la nostra organizzazione ha svolto in queste settimane un lavoro prezioso in ogni unità produttiva delle Poste, sotto la direzione delle nostre strutture territoriali, consentendoci di indire le elezioni e presentare le liste.
Oggi, siamo in una condizione nuova.
Come vedete dal documento allegato, dopo un approfondito confronto con i Segretari Generali delle altre organizzazioni sindacali abbiamo unitariamente deciso che le RSU sono e restano lo strumento vero e unico di partecipazione dei lavoratori dentro le aziende.
Questo ci consente di riprendere un percorso comune che ci porterà al voto insieme alle altre organizzazioni nel mese di ottobre.
Lo riteniamo un accordo giusto, anche perché si colloca in un momento di grave attacco dell'azienda alla stabilità occupazionale del settore del recapito che necessita, prima di ogni cosa, di una risposta che deve essere la più larga e la più forte possibile.
Ci attendono mesi di intenso lavoro, di impegno e probabilmente di lotta.
Per questo motivo speriamo che l'approdo attuale possa consentire un graduale superamento della fase di stallo nelle relazioni sindacali che per quasi un anno ha prodotto i guasti che conosciamo.
Adesso si tratta di provare a costruire un percorso comune nell'interesse delle lavoratrici e dei lavoratori di Poste Italiane che di fronte ad uno scenario così preoccupante difficilmente comprenderebbero comportamenti diversi da quello della tutela del proprio posto di lavoro.

Il Segretario Generale
Emilio Miceli

Infocontact delocalizza all'estero. Il Coordinamento Regionale delle RSU di SLC CGIL esprime profonda preoccupazione


Lo scorso 8 Maggio l'azienda Infocontact ha convocato separatamente nei siti di San Pietro Lametino e Rende le rispettive RSU elette, con una convocazione sibillina e priva di alcun ordine del giorno, per ricevere le seguenti comunicazioni :
- L'insediamento all'interno del sito produttivo di Rende dell’azienda Need S.r.l. con l’assunzione a tempo indeterminato di numero 20 risorse, inserite nella commessa Enel Consorzio ( su lavorazione inbound Enel Energia)
- La delocalizzazione in Albania delle commesse 1244 e H3G, le quali saranno gestite dall'azienda Need Srl.

Il coordinamento regionale delle RSU SLC CGIL di Infocontact esprime disapprovazione per le modalità informative adottate dall'azienda. L'annuncio di queste importanti modifiche negli assetti aziendali, con l'annunciata delocalizzazione ed una sorta di "consorzio" con un altra azienda del settore, avrebbe meritato una discussione maggiormente partecipata, anche e soprattutto con le Organizzazioni Sindacali Regionali di Categoria. Tali modifiche annunciate non possono essere state il frutto di una scelta estemporanea ma parte di un progetto di medio-lungo periodo, che avremmo preferito conoscere anticipatamente.

Le RSU di SLC CGIL esprimono seria preoccupazione per ciò che le delocalizzazioni rappresentano in questo particolare momento per la sicurezza e la tranquillità dei lavoratori e del lavoro in sé. Sebbene in prima istanza sembrerebbe non comportare disagio alcuno per i lavoratori di entrambi i siti produttivi, ribadiamo il nostro fermo no alle delocalizzazioni in linea con quanto sostenuto dalla nostra segreteria nazionale.

Il coordinamento regionale delle RSU SLC CGIL di Infocontact manifesta, inoltre, profonda inquietudine sul futuro occupazionale che potrebbe derivare da eventuali ulteriori trasferimenti di attività all'estero e a tal proposito si farà promotore di una richiesta di incontro urgente all'azienda, congiuntamente ed unitariamente alle segreterie regionali, al fine di avere garanzie sugli impatti occupazionali che questo processo di delocalizzazione potrebbe comportare nel tempo.

Il Coordinamento Regionale RSU SLC CGIL di Infocontact