
Editore: Slc Cgil Catania - Direzione: Salvo Moschetto


Con oggi si conclude la prima tranche di stabilizzazioni su Almaviva Contact di Misterbianco, circa 80 ragazze e ragazzi hanno visto realizzare il primo passo di un sogno chiamato lavoro in una terra dove la precarietà lavorativa e sociale la fa da padrone. Vedere la felicità negli occhi di questi ragazzi non fa che incentivarci ancora di più verso la strada dell'occupazione regolare e dei diritti dei lavoratori. Almaviva continua a dimostrare che con gli strumenti contrattuali e le leggi che tutelano i diritti si fa buona occupazione e buona produttività.
La nota stonata rimane la latitanza delle istituzioni che invece di "aiutare" chi vuole veramente investire nel nostro territorio ed in tutta la Sicilia fa orecchio da mercante al grido di aiuto del mondo sociale e imprenditoriale.
Speriamo che attraverso, forse, qualche piccolo miracolo politico si ridia l'udito a quei politici che continuano a fare del bisogno del cittadino una merce di scambio politico in una terra dove la sete di lavoro viene oltraggiata da questi atteggiamenti. la CGIL continuerà questo percorso di regole e legalità e osteggerà tutti coloro che non condivideranno tutto ciò. L'augurio che facciamo è rivolto a tutti questi giovani che hanno avuto l'opportunità di stabilizzare un lavoro con l'auspicio di mettere il primo mattone verso una stabilità sociale e lavorativa lunga.
Davide Foti
Segretario Generale delle Tlc
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Con la nota n. 5941/2010 l’Inail ha precisato che anche per coloro che svolgono attività di telemarketing, ovvero personale addetto ai call center in out – bound o alla propaganda commerciale, scatta l’obbligo di assicurazione contro il rischio di infortuni sul lavoro. Tale obbligo è previsto anche in caso di uso esclusivo del telefono a linea fissa in assenza di una connessione a centralini o a postazioni automatizzate.
Anche la Corte di Cassazione, con le sentenze n. 5473/1978 e n. 492/1979, ha ribadito quanto precisato dall’Inail: “sussiste rischio ambientale anche nel caso in cui le macchine, gli apparecchi e gli impianti siano distribuiti in modo tale da restare isolati o restino spenti nel momento in cui i lavoratori si trovino nei locali”.
L’Inail, con la nota di cui sopra. precisa quanto inizialmente sostenuto nella nota n. 467/2007 relativa al personale addetto ai centralini telefonici e agli sportelli automatizzati in quanto anbienti caratterizzati dal funzionamento di apparecchiature elettroniche complesse. La tutela infortunistica prevista dalla legge non ammette prova contraria.
Anita Ottaviano


Il 24 agosto 2010, a Catania tra le segreterie provinciali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL ed UGL Tlc ed i rappresentanti di Almaviva è stato siglato un accordo per la assunzione in azienda dei lavoratori precari che hanno operato presso Almaviva alle dipendenze di diverse agenzie di lavoro interinale.Presso la sede Almaviva di Misterbianco, è opportuno ricordare che sino ad oggi operano alle dirette dipendenze dell’azienda circa 770 lavoratori e per conto delle agenzie interinali svariate centinaia di lavoratori precari. L’accordo che è stato siglato nazionalmente prevede che entro giugno 2011 l’85% dei lavoratori in somministrazione dei centri di Catania e Napoli venga stabilizzato.
Grazie all’accordo siglato giorno 24 agosto per Catania già dal 1 settembre, verranno assunti in Almaviva ben 80 lavoratori che attualmente operano in somministrazione e per procedere alle successive assunzioni è stato già fissato il successivo incontro che si terrà giorno 21 settembre.
“A fronte di decine di imprese che hanno deciso di delocalizzare fuori dalla Sicilia le proprie attività- dichiarano all’unisono i sindacati di categoria- in questo caso si sta dando corpo ad un progetto che prevede la stabilizzazione di un gran numero di lavoratori e ciò nonostante il continuo e persistente disinteresse di una classe politica siciliana, nella migliore delle ipotesi, disattenta rispetto alle reali esigenze della gente”
“L’accordo segna una svolta . Infatti, in questo momento di difficoltà del settore, attraverso l’accordo, si garantisce stabilità occupazionale e si scommette sulla qualità (e non sulla riduzione del costo del lavoro) ed inoltre da una risposta alle esigenze dei lavoratori pt 4 di avere maggiore stabilità salariale, con la possibilità di incrementare il proprio reddito di circa 200 euro nette in più al mese”
“Questo accordo è figlio dell’ottimismo della volontà. Noi e l’azienda ci siamo impegnati, pur in assenza della necessaria interlocuzione politica, nella ricerca di strumenti da poter utilizzare per favorire le stabilizzazioni dei lavoratori precari; le istituzioni si sono disinteressate al problema e comunque ce l’abbiamo fatta. A volte abbiamo persino avuto l’impressione che in Sicilia si abbia paura dei cambiamenti in quanto i cittadini con un futuro stabile sono cittadini poco inclini a subire i diktat politici.”
Le Segreterie Provinciali
SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL e UGL Telecomunicazioni
Leggi pure:

Cari amici, lettori e compagni,
posto sul blog, l'accordo territoriale sul processo di stabilizzazione che abbiamo siglato a Catania. Il signficato e la valenza di detto accordo nonchè le relative implicazioni politico-gestionali saranno oggetto di una conferenza stampa che si sta pensando di indire per il giorno 3 p.v.
Giovanni Pistorio


Cari Amici e Compagni,
La Sicilia è ancora una volta tradita dal Governo nazionale, che da circa due anni promette l'arrivo dei fondi Fas che, al contrario, sembrano aver preso la via del dimenticatoio.
Quanto al Governo regionale, che sull'arrivo di queste risorse ha fatto fin troppo affidamento pensando di poter risolvere la questione della stabilizzazione dei lavoratori forestali attingendo proprio a questi finanziamenti europei, non può limitarsi adesso ad alzare le spalle e mettere i lavoratori forestali in "lista d'attesa".
Sembra chiaro, ormai, che la Regione dovrà trovare risposte alternative e immediate perchè la tutela della categoria dei forestali e del lavoro che essi svolgono soprattutto in questi mesi estivi, è e deve rappresentare una priorità.
Mancano i fondi Fas? La Regione non può garantire ai lavoratori nessun aumento delle giornate lavorative rispetto all'anno precedente? Non è in grado di pagare gli stipendi in arretrato da maggio? Da subito gli assessorati all'Agricoltura e al Bilancio si attivino per recuperare i soldi, tra le pieghe del bilancio e in fase di assestamento, attingendo per esempio al piano sviluppo rurale, in modo da garantire l'applicazione dell'accordo siglato nel maggio 2009.
Cordialmente,
Concetta Raia
Deputato PD all'ARS


La Sirti non sta rispettando i termini dell'intesa emersa il 3 agosto sulla cassa integrazione firmata da Fim e Uilm, e non dalla Fiom che pur approvando l'ipotesi, ha vincolato la firma alla preventiva consultazione e voto dei lavoratori (vedi verbale allegato all'accordo Ministeriale).
La Fiom ha chiesto agli altri sindacati di consultare e verificare unitariamente il mandato dei lavoratori prima della eventuale operatività dell'accordo, richiesta che è stata purtroppo e infaustamente respinta dalle altre organizzazioni sindacali e dalla Sirti.
La Fiom ritiene strumentali, inutili e fuorvianti ogni polemica sul Coordinamento RSU che Fim e Uilm stanno facendo (nell'incontro del 26 luglio nulla era stato firmato, come certifica il verbale ministeriale di quell'incontro, e fin che non c'è firma non c'è accordo).
In queste ore la Sirti, senza né attendere né fissare la calendarizzazione degli incontri territoriali con le RSU e le organizzazioni sindacali (neanche con quelle che hanno firmato), utili a definire le modalità della messa in cassa integrazione dei lavoratori, ha agito unilateralmente forzando i tempi e venendo meno agli impegni assunti in diversi punti.
Di fronte a questo atteggiamento la sola Fiom è comunque intervenuta, con il senso di responsabilità che la distingue, per chiedere il rispetto dei termini dell'ipotesi d'intesa, recuperando alcune situazione estreme di lavoratori messi in cassa mentre erano ancora nei cantieri a lavorare o mentre stavano in ferie, condizione questa contraria alla lettera e allo spirito dell'accordo. Oltre a sollecitare la fissazione degli incontri territoriali. È la dimostrazione che era necessario prendere un minimo di tempo, sia per consultare e informare i lavoratori, sia per fare gli incontri territoriali operativi con i delegati RSU e sindacalisti.
La Sirti ha fatto una brutta e falsa partenza, che ora rischia di compromettere e complicare, se non tempestivamente recuperata, una futura positiva gestione di questa difficile e delicata crisi, iniziata nel 2009 e ora giunta nella sua fase più acuta. La difesa del lavoro è una priorità per il sindacato, ma questa va fatta nel pieno rispetto dei lavoratori e delle norme che ne regolano i rapporti di lavoro. La Sirti deve calendarizzare subito gli incontri locali e rispettare gli impegni assunti.
La FIOM-CGIL come sempre attuerà tutte le azione e le iniziative del caso, nell'interesse dei lavoratori e delle prerogative in capo alle RSU e alle organizzazioni sindacali ad ogni livello come da leggi e contratti.
Come programmato il 2 e 3 settembre la FIOM farà la consultazione referendaria sull'ipotesi d'accordo.
FIOM NAZIONALE



Roma: 04 agosto 2010
L'accordo con Telecom e' anche un modello possibile di relazioni industriali e di gestione nuova, moderna, degli esuberi. Mettere al centro la formazione professionale, significa cominciare anche a cambiare la cultura in azienda, in fabbrica. Anche Telecom avrebbe potuto delocalizzare, a est, nel sud magrebino, in Argentina come ha fatto la Fiat con Termini Imerese. L'accordo di oggi e' anche una sfida dell'impresa italiana che vuole mantenere, in un quadro competitivo non minore di quello dell'auto, piedi e testa in Italia.
E' una scelta più' difficile, non c'e' dubbio, ma e' una scelta anche nell'interesse del proprio paese. Bisognerebbe guardare con maggiore curiosita' ed attenzione a questo accordo. Di mezzo c'e' un pezzo della cultura e delle relazioni industriali di questo paese.
Con quest'accordo chiudiamo una vertenza lunga due anni. E' un buon risultato per i lavoratori di Telecom e per il sindacato tutto. Abbiamo dimostrato che si possono gestire situazioni difficili con equilibrio e senza ricorrere ai licenziamenti.
L'accordo e' basato sulla volontarieta' della mobilita' per i lavoratori e trova nella scelta strategica dello strumento della formazione la soluzione migliore per rispondere a problemi obiettivi di riorganizzazione dell'impresa. E' un accordo contro la logica spietata del licenziamento facile, della mobilita' selvaggia in uscita.
Forse quest'accordo varra' la pena di leggerlo per capire che altre strade, rispettose dei bisogni e dei diritti dei lavoratori, possono essere percorse.

04 agosto 2010
È stato raggiunto l'accordo sugli esuberi Telecom al tavolo governo-azienda-sindacati. L'intesa, raggiunta dopo oltre venti ore di trattativa ininterrotta, prevede 3.900 uscite in mobilità volontaria nel triennio. Delle 3.900 uscite, 3.700 sono nuove e 200 sono rimanenze del precedente accordo del 2008. L'accordo prevede anche riconversione professionale e contratti di solidarietà per oltre duemila dipendenti.
L'accordo recita che non ci siano più richieste di esuberi nel triennio che si conclude a dicembre 2012. Per quanto riguarda gli oltre 2.000 dipendenti per i quali è previsto un programma di riqualificazione professionale accompagnato da contratti di solidarietà, nello specifico si tratta dei 1.100 lavoratori full-time equivalenti che erano senza tutele, dei 450 dipendenti full-time equivalenti della controllata Ssc e dei 470 addetti al '1254' al cui processo formativo viene data continuità. Questi lavoratori, insomma, verranno riconvertiti e ricollocati in azienda. No ad esternalizzazioni, no alla mobilità territoriale, no a "grande TCC". Il tutto è valido fino al 2012.
Per i lavoratori ex Tils (Telecom Italia Learning Services), inoltre, grazie anche ai percorsi formativi previsti per i colleghi di altri settori o aziende, c'è l'impegno di riassunzione in Hr Services. Altri circa 3mila dipendenti già in mobilità per una vertenza precedente, che con la manovra economica hanno visto slittare in avanti la data utile per ricevere la pensione, si è ottenuta la copertura del 90% della retribuzione per i periodi eventualmente scoperti.
Il piano triennale di Telecom prevedeva in origine 6.822 esuberi: di questi 3.700 procedure di messa in mobilità erano partite all'inizio dell'estate ed erano poi state congelate alla metà di luglio con l'apertura del tavolo governo-azienda-sindacati decisa dal vice ministro alle comunicazioni Paolo Romani e dal ministro del lavoro Maurizio Sacconi.
DALLA CRISI NON SI PUO’ USCIRE TAGLIANDO MA RILANCIANDO PUNTANDO, CORAGGIOSAMENTE, SULLA QUALITA’ E SULLA STABILIZZAZIONE/VALORIZZAZIONE IN AZIENDA DELLE RISORSE UMANE A DISPOSIZIONE. L’ACCORDO RAGGIUNTO IN ALMAVIVA VA IN QUESTA DIREZIONE.

Il giorno 28 Luglio 2010, presso l’Unione Industriale di Roma è stato siglato un accordo tra le Segreterie Nazionali e territoriali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL ed i rappresentanti di Almaviva in relazione al nuovo Piano Industriale, alla stabilizzazione dei lavoratori in somministrazione e alle politiche di sviluppo occupazionale del gruppo.
Nello specifico si tratta di un Accordo Cornice a livello nazionale che sarà poi reso operativo dopo un confronto a livello territoriale con le RSU pera la definizione dei tempi
Lavoratori in Somministrazione: l’azienda si impegna da settembre ed entro giugno 2011 a stabilizzare oltre 700 lavoratori oggi in somministrazione, presenti nei siti di Catania e Napoli (pari almeno all’85% della forza lavoro in essere). Le parti si sono inoltre impegnate a sollecitare le istituzioni locali affinché contribuiscano al piano di stabilizzazione e implementazione dell’occupazione.
Aziende in crisi (Sicilia Consulting ex Ratio Consulta): nel piano occupazionale di Almaviva, l’azienda si è resa disponibile a riconoscere i lavoratori di questa azienda, che attualmente si trovano in cassa integrazione in deroga, come bacino prioritario da cui assorbire risorse qualora ciò sia possibile in considerazione dei volumi e della sostenibilità dei costi, in funzine anche delle agevolazioni esigibili con l’intervento delle istituzioni locali. A tal fine sarà necessario che le istituzioni locali diano un reale contributo per rendere agevole e rapido il percorso.
Estensioni orarie: su base nazionale vi saranno 700 passaggi (ovviamente volontari) da Partime a 4 a Partime a 6 ore, in un numero proporzionale per centro in base a quanti Pt 4 vi sono sulle varie commesse, prendendo a riferimento la qualità per identificare il bacino di riferimento L’accordo, su tale materia, diverrà operativo dopo i tavoli territoriali (che si terranno a Settembre). I passaggi a pt 6 saranno 200 tra Ottobre e Dicembre 2010, 200 tra Gennaio e Marzo 2011, 100 tra Aprile e Giugno, 100 tra Luglio e Settembre, 100 tra Ottobre e Dicembre. Catania, per le caratteristiche del centro che assicura standard di qualità elevatissimi, sarà interessata ad un numero cospicuo di estensioni orarie
Consolidamento supplementare: ad almeno 700 lavoratori Partime a 4 ore saranno riconosciuti 2 ore di supplementare giornaliero aggiuntive (pagate con relative maggiorazioni previste dal CCNL). L’adesione, a tale formula di consolidamento del lavoro supplementare, sarà volontaria e sempre reversibile (con ritorno alle condizioni pre esistenti in termini di orari, turni, ecc.) e le disponibilità riproporzionate in base al numero dei pt 4 nei vari centri e commesse. Anche in questo caso i lavoratori del centro di Catania potranno godere di grande benefici.
L’accordo per le Segreterie Provinciali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL segna una svolta. Infatti, in questo momento di difficoltà del settore, attraverso l’accordo si garantisce stabilità occupazionale e si scommette sulla qualità (e non sulla riduzione del costo del lavoro) ed inoltre da una risposta seppur parziale alle giuste esigenze dei lavoratori pt 4 di avere maggiore stabilità salariale, con la possibilità di incrementare il proprio reddito di circa 200 euro nette in più al mese.
Soprattutto è una conquista aver potuto firmare un accordo che prevede la stabilizzazione di un gran numero di interinali nella nostra provincia (nella sede di Misterbianco al momento prestano la propria opera oltre 550 lavoratori interinali). Anche loro finalmente potranno iniziare a programmare la propria vita in maniera diversa, potranno maturare aspettative senza dover pensare un giorno per l’altro alla condizione precedente che si risolveva nel precariato sociale, salariale e professionale.
Le Segreterie Provinciali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL
Il confronto in atto con il Governo e Telecom ha bisogno di uscire dalle disponibilità generiche per diventare concreto e fruttuoso. In questi giorni ciascuno ha esposto le proprie ragioni ed il Governo ha chiarezza dell’insieme delle posizioni in campo. Abbiamo chiesto, nel periodo di validità del piano industriale, garanzie sul perimetro dell’azienda ed una esplicita dichiarazione che escludesse processi di societarizzazione. In Telecom c’è spazio per reinternalizzare mantenendo inalterata la struttura dei costi.
C’è bisogno, inoltre, di prendere atto che l’attuale manutenzione della rete in rame è insufficiente ed il management deve impegnarsi affinché la rete con la quale milioni di italiani ogni giorno si connettono sia resa più affidabile e più efficiente.
Al tempo stesso si impone una soluzione per tutti quei lavoratori che nel corso di questi anni hanno utilizzato gli accordi di mobilità volontaria e che la nuova normativa, appena approvata dal Parlamento, riporta nell’incertezza a causa del prolungamento delle finestre d’uscita pensionistiche. Questi lavoratori, che hanno dato fiducia al sindacato ed all’azienda, non possono rimanere un anno senza salario.
Al tempo stesso va verificata la disponibilità di un leggero allungamento, a titolo oneroso per l’impresa, del periodo di mobilità definito dalla legislazione vigente per permettere una soluzione positiva del negoziato.
Riteniamo necessario, infine, un esito del tavolo governativo che impegni l’azienda e consenta di avviare un grande piano di riconversione professionale che faciliti i processi di mobilità e riqualificazione di lavoratori che rischiano di essere espulsi o demansionati, soprattutto nelle aree strategiche, a partire dall’informatica e dalla rete.