21 settembre 2012
NON SI LICENZIA IL LAVORATORE DEPRESSO
Servizi pubblici: 28 settembre sciopero generale e manifestazione a Roma
Almaviva sede di via Lamaro: Sospensione trattativa - 21 settembre 2012 -
20 settembre 2012
Tagliate le connessioni internet di 3.800 scuole
Mercato del Lavoro: illustrazione e commento L. 92/2012
Scorporo rete Telecom, "L'Agcom non faccia sconti"
19 settembre 2012
CASSAZIONE: SITI E BLOG NON VANNO REGISTRATI

Inps: 200mila i pensionati a cui verrà tolta la quattordicesima

Sono 200mila i pensionati che per un errore di calcolo dell’Inps dovranno restituire la quattordicesima percepita nel 2009 e nel 2010. Le lettere preparate dall’Inps sono pronte per essere spedite, a ottobre, comprese quelle indirizzate ai dipendenti pubblici ex Inpdap.
L’Inps nel 2009 ha erogato la quattordicesima (variava da 336 a 504 euro a seconda dei casi) sulla base delle dichiarazioni dei redditi dell’anno precedente e delle domande pervenute, tutte corredate con l’auto-dichiarazione del contribuente.
Ma, a quanto pare, ci sono state 200 mila pratiche con dati sul reddito sbagliati. Cioè, chi ha richiesto la quattordicesima dichiarando di averne diritto, ha certificato un reddito più basso di quello che aveva in realtà. E l’Inps se n’è accorto solo quando dall’Agenzia delle Entrate sono cominciate arrivare le dichiarazioni del modello Unico 2011 relative ai redditi 2010.
Inps: “Scusate, ci riprendiamo la quattordicesima”.
L’Inps chiede indietro la quattordicesima a una parte di pensionati. Ma quanti sono in totale quelli interessati da questa misura? Da qualche giorno infatti l’istituto previdenziale ha inviato una lettera ad alcuni iscritti per chiedere la restituzione della quattordicesima erogata nel 2009.
L’Inps motiva la decisione ammettendo di aver sbagliato i conti. Ma non si sa quanti iscritti siano stati toccati dall’iniziativa. Il Sole 24 Ore ha pubblicato la lettera che è stata inviata dall’ente.
La verifica relativa agli importi del 2009, spiega l’Inps, è stata fatta a giugno. Sempre secondo quanto emerso dalle indagini, gli importi da restituire sono compresi tra 336 e 504 euro.
I soldi verranno scalati dalla pensione a partire da novembre: in totale si tratterà di 12 “prelievi” forzati.
Questo il testo integrale della lettera inviata dall’Inps, pubblicata dal Sole 24 Ore
Gentile Signore/a,
nel corso del 2009 le è stata corrisposta la somma aggiuntiva prevista dalla legge 127/2007 (la cosiddetta quattordicesima). Tale importo – come già le avevamo comunicato nel corso del 2009 – era stato determinato in via provvisoria, in attesa delle necessarie verifiche reddituali.
Dall’analisi dei suoi redditi personali relativi all’anno 2009 (ovvero 2008 qualora la Sua pensione sia stata liquidata nel corso dell’anno 2009), è risultato che le è stata corrisposta la somma di euro xxx,xx, non dovuta.
Siamo pertanto costretti a provvedere al recupero di questo importo mediante trattenute mensili sulla sua pensione, a partire dal mese di novembre 2012, per complessive 12 rate.
Cordiali saluti
Il direttore
Telecom Italia, Bernabè: Scorporo Rete entro fine anno

19 Settembre 2012
Ieri il presidente esecutivo di Telecom Italia, Franco Bernabè, aveva dichiarato che un accordo in merito - con possibile separazione della rete - dovrebbe arrivare entro fine anno.
Ieri Bernabè ha fatto capire che lo scorporo della rete è una prospettiva molto concreta su cui il top management sta lavorando con molto impegno. “Stiamo guardando con grande attenzione e serietà alla possibilità di fare un passo che nessun altro incumbent al mondo ha fatto sinora”, ha spiegato il presidente esecutivo presentando a Torino i piani e le tecnologie di sviluppo del broadband nei prossimi anni in Italia.
A smuovere le acque è stata ad inizio estate la commissaria europea all’Agenda digitale Neelie Kroes quando ha avviato la procedura per la messa a punto di un framework regolatorio del tutto diverso dall’attuale. Tre i pilastri su cui si baserà la nuova normativa: riconoscimento del risk investment nelle nuove reti piuttosto che tariffe orientate ai soli costi come oggi; prezzi del rame non più penalizzanti ed in calo per i possessori della rete tradizionale (garantendo così il cash flow per gli investimenti nelle Ngan); stabilità regolatoria fino al 2020.
Telecom Italia è già partita (entro il prossimo anno cablerà un centinaio di città in ultrabroadband: il ritmo attuale è di 5.000 nuovi utenti al giorno collegati in FTTcab) ma si trova le mani legate proprio da obblighi regolatori troppo stringenti. Un esempio: ad inizio aprile TI ha presentato all’Agcom la propria proposta di offerta wholesale per le Ngan. Sono passati molti mesi, ma manca ancora la risposta per potere presentare l’offerta commerciale al mercato e chissà quando arriverà.
“Subiamo vincoli troppo rigidi nell’impostare le nostre campagne commerciali – ha spiegato Franco Bernabè – se vogliamo fare un’offerta retail dobbiamo prima pesentare all’Agcom un’offerta wholesale dedicata agli altri operatori; quindi dobbiamo aspettare che Agcom faccia le sue valutazioni e soltanto dopo possiamo partire. Spesso passano mesi, col risultato di togliere mordente alle nostre campagne”. “Troppi vincoli, troppe incertezze regolatorie non ci consentono di essere veloci, reattivi, performanti”, aggiunge il presidente operativo di Telecom Italia.
Se si facesse una società della rete separata, che garantisce a tutti le stesse condizioni di accesso, Telecom Italia avrebbe le mani commerciali decisamente più libere. E se il prezzo da pagare fosse lo scorporo della rete, senza ovviamente perderne il controllo, Bernabè appare disponibile a pagarlo ben volentieri. Ovviamente, prima di muoversi vuole certezze. La nuova direttiva Ue dovrebbe arrivare ad inizio del prossimo anno, mentre in Italia l’Agcom dovrebbe avviare una nuova analisi di mercato. Ci vorrà del tempo. Franco Bernabè lo sa ma è pronto ad accelerare le decisioni, se ci saranno le condizioni: “Abbiamo una profonda disponibilità ad approfondire tutti gli aspetti positivi e negativi – osserva –. Non vogliamo attendere che tutte le regole siano definite, ma ovviamente vogliamo avere ragionevoli certezze sull’evoluzione e sulla stabilità del quadro regolatorio. Entro fine anno decideremo se andare avanti o meno. La nostra, comunque, non sarà una scelta finanziaria ma industriale, da cui tutto il Paese potrà avere vantaggi”.
Nel viaggio verso lo scorporo della rete, se mai si farà, Telecom Italia non intende ballare da sola. “Il dialogo con la Cassa Depositi e Prestiti è sempre aperto, ma vi sono anche molti fondi internazionali che potrebbero essere interessati ad investire nella nuova società della rete”, ha detto Bernabè.
17 settembre 2012
Almaviva Contact, comunicato sindacale unitario 13 settembre 2012

Catania: Sciopero del 17 settembre 2012
Grande adesione allo sciopero da parte di tutti i lavoratori delle telecomunicazioni a Catania e provincia. Oltre 300 addetti si sono radunati sotto la sede di Confindustria per chiedere dignità e firma del contratto nazionale con tutti quei parametri che possono garantire stabilità, sicurezza e posti di lavoro che attualmente le Aziende non vogliono dare facendo pagare alla forza lavoro ogni tipo di responsabilità e venendo meno a quelle che sono regole etiche e di bon ton che in passato hanno sempre caratterizzato i tavoli negoziali delle relazioni tra Aziende e Sindacati.
“Le crisi già aperte in alcuni importanti call center quali Almaviva, Teleperformance, 4u ed alte società di Tlc quali Ericsson, Sielte, Ceva Logistics mettono a repentaglio migliaia di posti di lavoro non a causa del crollo dei volumi di attività ma unicamente per il cambio di appalti che si spostano da regione a regione inseguendo incentivi statali o l’azzeramento delle retribuzioni dei dipendenti.” Così dichiara Michele Azzola, Segretario Nazionale Slc Cgil.
Davide Foti, Segretario Generale della Slc Cgil Catania ribadisce con forza sia la soddisfazione della riuscita dello sciopero, sia la convinzione di andare ad oltranza nella vertenza riguardante il rinnovo del Contratto Nazionale delle Tlc dando a tutti appuntamento alla manifestazione Nazionale che si terrà il 19 di ottobre a Roma
La lotta continuerà imperterrita, e nessun lavoratore camminerà mai da solo
"You'll never walk alone"
( Voi non camminerete mai da soli )
Salvo Moschetto
Slc Cgil Catania
Massiccia adesione a sciopero Tlc e presidi locali. 19 ottobre manifestazione a Roma

16 settembre 2012
Inps: “Scusate, ci riprendiamo la quattordicesima”.

L’Inps chiede indietro la quattordicesima a una parte di pensionati. Ma quanti sono in totale quelli interessati da questa misura? Da qualche giorno infatti l’istituto previdenziale ha inviato una lettera ad alcuni iscritti per chiedere la restituzione della quattordicesima erogata nel 2009.
L’Inps motiva la decisione ammettendo di aver sbagliato i conti. Ma non si sa quanti iscritti siano stati toccati dall’iniziativa. Il Sole 24 Ore ha pubblicato la lettera che è stata inviata dall’ente.
La verifica relativa agli importi del 2009, spiega l’Inps, è stata fatta a giugno. Sempre secondo quanto emerso dalle indagini, gli importi da restituire sono compresi tra 336 e 504 euro.
I soldi verranno scalati dalla pensione a partire da novembre: in totale si tratterà di 12 “prelievi” forzati.
Questo il testo integrale della lettera inviata dall’Inps, pubblicata dal Sole 24 Ore
Gentile Signore/a,
nel corso del 2009 le è stata corrisposta la somma aggiuntiva prevista dalla legge 127/2007 (la cosiddetta quattordicesima). Tale importo – come già le avevamo comunicato nel corso del 2009 – era stato determinato in via provvisoria, in attesa delle necessarie verifiche reddituali.
Dall’analisi dei suoi redditi personali relativi all’anno 2009 (ovvero 2008 qualora la Sua pensione sia stata liquidata nel corso dell’anno 2009), è risultato che le è stata corrisposta la somma di euro xxx,xx, non dovuta.
Siamo pertanto costretti a provvedere al recupero di questo importo mediante trattenute mensili sulla sua pensione, a partire dal mese di novembre 2012, per complessive 12 rate.
Cordiali saluti
Il direttore
14 settembre 2012
Telecom Italia Cda del 13 settembre 2012

Il cda si è concentrato sulle proposte di transazione presentate dai legali dell’ex Amministratore Delegato Riccardo Ruggiero e dell’ex Amministratore Esecutivo Carlo Buora. I legali del primo hanno presentato una proposta di transazione da 1,5 milioni di euro relativa alla vicenda delle false Sim mentre per parte di Carlo Buora – coinvolto nella vicenda dei dossier illegali - la proposta è stata raddoppiata da 500 mila euro a un milione.
“Nel corso della riunione – si legge in una nota del Gruppo - si è preso atto della proposta di transazione generale e omnicomprensiva fatta pervenire dai legali dell’ex Amministratore Delegato Riccardo Ruggiero. La proposta riguarda ogni operato di Ruggiero e ogni profilo di sua possibile responsabilità sia come Direttore Generale sia come Amministratore Delegato, ivi inclusa la rinuncia da parte di Telecom Italia alla costituzione di parte civile nel procedimento penale relativo alle carte prepagate, in cui l’ex Amministratore Delegato è imputato per il reato di ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza”.
Il consiglio sottoporrà queste proposte all’assemblea il 18 ottobre prossimo e proporrà un’azione di responsabilità nei confronti dei due ex amministratori solo in caso di bocciatura o se la proposta otterrà più del 5% di voti contrari.
Un’opzione, questa, contestata dai piccoli azionisti riuniti in Asati, secondo cui “questa linea compromette la possibilità di far emergere subito e in tutta la dimensione i gravi guasti arrecati dagli ex Vertici esecutivi che proprio con la proposta di patteggiamento certificano che fatti illeciti sono stati compiuti durante la gestione della società nel periodo 2001-2007, con costi accertati dovuti a quelle azioni illecite e documentati per oltre 120 milioni di euro”.
Il Consiglio di Amministrazione ha quindi provveduto alla nomina del nuovo dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Piergiorgio Peluso che assumerà la responsabilità della Direzione Administration, Finance and Control. In particolare è previsto che, entro fine mese, Peluso subentri nella carica ad Andrea Mangoni, nominato Direttore Generale per le attività del Gruppo in Sud America.
Sul tema della rete le bocche sono ancora cucite e bisognerà aspettare il prossimo cda per nuovi aggiornamenti. I negoziati, tuttavia, sembrerebbero prossimi all’entrata nella fase ‘tecnica’, che ruota attorno alla valutazione dell’infrastruttura in capo a Telecom Italia. La CdP ha già nominato Deutsche Bank come advisor per stabilire il valore dell’asset, che la società preseduta da Franco Bernabè ha fissato tra 12 e 15 miliardi di euro
Telecom Italia-Fastweb: siglato accordo per le Ngn

Sciopero Generale settore telecomunicazioni del 17 settembre e sit in davanti Confindustria Catania

13 settembre 2012
TLC: SLC CGIL, 17 settembre sciopero di 8 ore contro la devastazione del mercato del lavoro

Almaviva: L'incontro tra azienda e sindacati alla Regione Lazio non ha sortito alcun accordo

Attivo regionale delle rsu e dei quadri delle aziende delle tlc siciliane

L’attivo regionale dei delegati ed RSU della Aziende di TLC Siciliane, riunitosi giorno 10 settembre, alla presenza del compagno Michele Azzola, per dibattere sulle motivazioni dello sciopero generale del prossimo 17 settembre, esprime la propria ferma e decisa contrarietà alla scelta del gruppo Almavavia di aprire le procedure di CIGS ed il conseguente licenziamento di circa 600 lvoratori della sede di vila lamaro a Roma.
Ancora una volta il management di Almaviva cerca di scaricare sui lavoratori la propria incapacità e la loro inefficienza nella gestione della azienda.
A tal proposito appare particolarmente sconcertante ed inquietante quanto affermato dalla azienda nel suo comunicato stampa nel quale, in buona sostanza, si accusano i lavoratori di essere dei “fannulloni”.
Sappia almaviva che se non si recedrà da quanto prospettato, troveranno nei lavoratori Siciliani non solo la pura e semplice solidarietà, ai lavoratori di Roma, ma anche la loro totale disponibilità ad iniziative di lotta e di mobilitazione.
Il sindacalista puo' dire 'sbruffone' al datore di lavoro che minaccia tagli

Il sindacalista preoccupato per le sorti dell'azienda minacciata dai tagli puo' reagire con il datore di lavoro dandogli dello 'sbruffone'. Parola di Cassazione che ha convalidato l'illegittimita' del licenziamento inflitto ad Angelo C., dipendente sindacalista della Security Corps nella capitale, che si era visto licenziare dopo essersi rifiutato di ricevere la documentazione relativa alla procedura di mobilita' e dopo avere reagito con l'amministratore unico della societa', dandogli appunto dello 'sbruffone'.
Secondo la sezione Lavoro (sentenza 15165), il sindacalista giustamente era stato reintegrato dal momento che la Corte di merito aveva evidenziato come "il comportamento contestatogli non aveva determinato un danno d'immagine, come supposto dalla parte datoriale, e aveva escluso che la sanzione inflitta potesse considerarsi proporzionata all'addebito".
Inutile il ricorso del'azienda contro la decisione della Corte d'appello di Roma - novembre 2009 - volto a dimostrare che l'atteggiamento di Angelo C. dimostrava "avversione e conflittualita'". La Suprema Corte ha repinto il ricorso dell'azienda e ha sotttolineato che il licenziamento inflitto al dipendente sindacalista "non era sorretto da giusta causa o da giustificato motivo". Quanto poi all'espressione utilizzata, pure censurabile "sul piano disciplinare", era inquadrabile nell'ambito "di una aspra protesta istintiva che il dipendente aveva manifestato nella sua veste di sindacalista a fronte di scelte imprenditoriali di riduzione di personale e in un momento di particolare conflittualita' tra le parti".

















