21 settembre 2012

NON SI LICENZIA IL LAVORATORE DEPRESSO

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11798 del 12 luglio 2012, stabilisce che non costituisce giustificato motivo di licenziamento la mancata comunicazione, nei tempi dovuti, della prosecuzione della malattia da parte del lavoratore, qualora si accerti l'esistenza di un comprovato e giustificato impedimento idoneo, in base alla disciplina collettiva applicabile, a escludere la sanzionabilità disciplinare dei fatti addebitati.

Confermando la decisione della Corte di appello, viene così dichiarato illegittimo il licenziamento di una lavoratrice che a causa del compromesso equilibrio psicologico in cui versava al momento del licenziamento, “testimoniato anche dalla copiosa documentazione versata in atti”, aveva omesso di inoltrare tempestivamente al datore di lavoro la comunicazione della prosecuzione della malattia.

Servizi pubblici: 28 settembre sciopero generale e manifestazione a Roma

I Segretari Generali di CGIL, FP CGIL e FLC CGIL, Susanna Camusso, Rossanna Dettori e Domenico Pantaleo, in vista dello sciopero generale dei servizi pubblici proclamato per venerdì 28 settembre, hanno reso nota una lettera di cui pubblichiamo qui di seguito il testo.
“La decisione di proclamare una giornata di sciopero generale dei servizi pubblici per il 28 settembre è il naturale sbocco di un lungo percorso di mobilitazione che la CGIL, la FLC CGIL e la FP CGIL hanno messo in campo in opposizione alle scelte del Governo Monti sul lavoro pubblico.
Il cd. Decreto “spending review”, convertito in legge ad Agosto, è l’atto, temiamo nemmeno finale, di una serie di interventi di natura finanziaria che, a cominciare dal precedente decreto “salva-Italia”, hanno operato su di un'unica direttrice di marcia: il restringimento dei perimetri e degli spazi pubblici quali pre-condizioni per la completa liberalizzazione/privatizzazione delle attività pubbliche.
'Affamare la bestia', indebolirla, renderla inefficiente, comprimerne le potenzialità, destrutturarne la missione sono i tratti di unione che tengono insieme tutti i provvedimenti del Governo sul lavoro pubblico.
Tutto ciò aggravato, se mai fosse stato possibile, dall’ipocrita e a tratti schizofrenico comportamento del Governo sul sistema delle relazioni con le parti sociali: la gestione da parte dell’Esecutivo dell’accordo del 3 maggio u.s. sul lavoro pubblico è, alla luce di ciò che è successo dopo quella data, la conferma di una precisa volontà di perseguire non un obiettivo di razionalizzazione e miglioramento dell’azione pubblica, ma, al contrario, di ridimensionamento e destrutturazione delle Pubbliche Amministrazioni, dei servizi pubblici in generale.
La 'spending review' del Governo, in assoluta coerenza con l’impostazione dei provvedimenti precedenti, consegna a tutti noi, al Paese, ai cittadini una riflessione che lo sciopero generale si incarica di contrastare: l’idea che, lungi dal voler riformare, riorganizzare, migliorare l’azione pubblica, gli interventi governativi perseguono la ridefinizione del sistema, il ridisegno del welfare attraverso un nuovo rapporto fra cittadini e diritti, fra bisogni e tutele, fra pubblico e privato.
La mobilitazione, lo sciopero del 28 settembre e le iniziative che seguiranno rivendicano, quindi, un ripensamento radicale degli interventi assunti nei provvedimenti “spending”, a cominciare dalle questioni legate ai livelli occupazionali (precari/esuberi), e si incaricano di favorire una migliore lettura, per la politica, per i cittadini, per i giovani e i pensionati, circa la reale portata delle politiche del Governo sul lavoro pubblico: la distruzione di un modello sociale che, pur con le difficoltà che nessuno disconosce, ha fondato i suoi architravi sull’universalità delle prestazioni, sull’inclusione e sulla tutela sociale, sul sistema dei diritti di cittadinanza, sul lavoro.
Le proposte della CGIL sono note come altrettanto chiare le nostre disponibilità ad aprire una stagione di confronto per una vera e funzionale riorganizzazione della macchina pubblica complessivamente intesa: l’accordo del 3 maggio u.s., i suoi principi, gli obiettivi che dichiarava di perseguire sono tuttora, per noi, validi; non è ascrivibile sicuramente a noi il fallimento di quel patto.
Ecco, lo sciopero generale del 28 settembre è anche una occasione per rilanciare un’idea di riorganizzazione e valorizzazione del lavoro pubblico in risposta agli effetti devastanti della crisi in atto: rimettere al centro i cittadini, i giovani, i pensionati, i precari e i disoccupati, i loro bisogni, la loro maggiore richiesta di tutela e protezione sociale è la grande sfida che lo sciopero si incarica di lanciare al Governo.
Lanciarla insieme alle categorie della UIL è il grande valore aggiunto che questo sciopero generale ci consegna”.

Almaviva sede di via Lamaro: Sospensione trattativa - 21 settembre 2012 -

COMUNICATO
Nella tarda mattinata di oggi, dopo ventiquattro ore di confronto serrato, sono state sospese le trattative svolte presso la Regione Lazio fra l’azienda Almaviva Contact e le Segreterie Nazionali, territoriali e le RSU romane di SLC-CGIL, FISTEL-CISL,
UILCOM-UIL e UGL Telecomunicazioni sulla procedura di Cassa Integrazione Straordinaria per cessata attività della sede di via Lamaro. La riunione è stata aggiornata al prossimo 26 settembre alle ore 10.30 La sospensione è stata richiesta dall’ Assessore al Lavoro della Regione Lazio al fine di consentire alle parti di verificare lo stato della trattativa. Su richiesta dell’Assessore le Segreterie Nazionali hanno sospeso lo sciopero di Almaviva Contact, indetto in tutte le sedi per il prossimo 24 settembre, in attesa di verificare l’esito finale della vertenza.
LE SEGRETERIE NAZIONALI
SLC-CGIL FISTel-CISL UILCOM-UIL UGL-Telecomunicazioni

20 settembre 2012

Tagliate le connessioni internet di 3.800 scuole

Il D.Lgs. 82 del 7 maggio 2005, noto come Codice dell’Amministrazione Digitale, ha istituito e disciplinato il Sistema Pubblico di Connettività (SPC) con l’obiettivo di creare una rete di interconnessione tra le Amministrazioni garantendo la sicurezza e la riservatezza delle informazioni.

Figurando le istituzioni scolastiche tra le Amministrazioni dello Stato interessate dai servizi previsti dal SPC, nel 2008 la Direzione generale per gli studi, la programmazione e per i sistemi informativi del MIUR ha stipulato con il RTI (Raggruppamento Temporaneo d’Impresa) guidato da Fastweb spa, un contratto per la fornitura alle scuole dei servizi di connettività e sicurezza previsti dal SPC.

Questo ha consentito a circa 3800 scuole di fruire di un collegamento ad internet (di tipo ADSL o satellitare) e di una serie di servizi di sicurezza, a carico della Direzione generale.

Adesso, sottolinea una nota di FLC Cgil, "dopo gli spot del Ministro Francesco Profumo sulla modernizzazione delle scuole italiane attraverso la cosiddetta “agenda digitale”, la “dematerializzazione”, gli slogan “un computer per ogni classe”, “banda larga”, “scuola 2.0”, con la nota prot. 4173 del 12 settembre 2012 la Direzione generale per gli studi, la statistica e i sistemi informativi del MIUR ci riporta alla realtà fatta ancora una volta di tagli e di conseguenti disservizi".

Nella nota si comunica che dal 20 ottobre 2012 saranno dismesse  tutte le linee ministeriali Fastweb del progetto SPC per le 3800 scuole interessate.

"Vale pena riflettere sulle motivazioni che hanno portato a questo taglio. Da una parte si indica la vera ragione: sono venuti meno gli stanziamenti finanziari necessari a garantire la gestione e lo sviluppo dell’intero sistema informativo, con conseguente grave esposizione debitoria della Direzione generale nei confronti del fornitore del servizio.

Si aggiunge però anche una curiosa motivazione: non è giusto continuare a sostenere l’intervento economico in favore delle 3800 scuole perché ciò costituirebbe discriminazione nei confronti della restante maggior parte delle scuole (!).

Non è previsto poi nessun finanziamento alle scuole interessate in modo che possano ripristinare un nuovo collegamento. Anche per il collegamento Internet le scuole si dovranno cercare sponsor o dovranno chiedere altri contributi alle famiglie?", conclude la nota della Federazione Lavoratori della Conoscenza.


Mercato del Lavoro: illustrazione e commento L. 92/2012

Il 27 giugno il Parlamento ha definitivamente approvato la legge “Disposizioni in materia di mercato del lavoro in una prospettiva di crescita” (pubblicata il 3 luglio in Gazzetta Ufficiale, con il numero 92/12), a seguito di quattro voti di fiducia sui quattro articoli che la compongono, affinché il Governo italiano si potesse presentare al vertice dell'Unione Europea del 28 -29 giugno “con i compiti fatti”. Ciò è avvenuto a seguito di un faticoso e tormentato percorso, che ha visto la prima fase, avviata a gennaio 2012, svolgersi sotto forma di un confronto tra il Governo e le rappresentanze sociali, bruscamente interrotto il 20 marzo ad opera del Governo che ha voluto conoscere l'opinione di ciascuna parte presente al tavolo sulla propria proposta di modifica della normativa sanzionatoria dei licenziamenti illegittimi che prevedeva la cancellazione della possibilità di reintegrare il lavoratore ingiustamente licenziato per motivi non rientranti nell'ambito della discriminazione. A tale richiesta la Cgil ha risposto confermando il proprio giudizio negativo, le organizzazioni datoriali hanno plaudito alle intenzioni del governo, le altre organizzazioni sindacali hanno assunto un atteggiamento inizialmente favorevole, poi corretto in sostanzialmente critico pur nella diversità degli accenti usati. Successivamente a tale rottura il Governo ha pubblicamente dichiarato conclusa la fase di confronto con le rappresentanze sociali...

Scorporo rete Telecom, "L'Agcom non faccia sconti"

Il numero uno di Vodafone Italia e Sud Europa si appella all'Authority: "Guardi con attenzione al monopolio delle rete fissa prendendo decisioni coerenti"
Se spin off della rete deve essere che spin off sia. Ma Paolo Bertoluzzo, ceo di Vodafone per Italia e Sud Europa, intervistato dal Corriere della Sera, chiama in acusa la nuova Agcom.  "Agcom – sottolinea - deve guardare con grandissima attenzione lo stato di sostanziale monopolio della rete fissa prendendo delle decisioni coerenti". 
Sulla rete "dobbiamo riconoscere che la concorrenza non funziona - precisa il manager - "dopo 15 anni di liberalizzazione il 100% del valore del mercato è in mano a Telecom: su metà delle aree non metropolitane è totalmente impossibile competere nel bit-stream che stiamo abbandonando”.  
Per il manager "qualora ci fosse la Cdp nella società della rete, allora l'obiettivo dovrà essere la modernizzazione del Paese con maggiore sviluppo e concorrenza".
“Ma se questo è il piano – aggiunge - è incompatibile con il mantenimento del rame a meno che non ci sia un graduale switch off a vantaggio della fibra”. Bertoluzzo ricorda anche che  Vodafone e Metroweb si procede con “l'obiettivo di' cablare Milano fino a 1 giga”
All’affermazione più volte ripetuta dal presidente di Telecom Italia, Franco Bernabé, che in Italia non c’è domanda diffusa di ultrabroadband,  Bertoluzzo sottolinea che non esiste una regola.
 “Una prova – spiega -  è quello che è successo nella telefonia mobile. Prima abbiamo acquistato e completato le reti 3G e poi sono arrivati gli smartphone e i tablet. Nel mobile ci siamo fatti concorrenza spendendo 4 miliardi per le frequenze 4G che saranno disponibili un anno dopo l’asta. Perché nel mobile abbiamo fatto questo e lo ha fatto anche Telecom? Perché c’è concorrenza. Laddove c’è un monopolio si può attendere la domanda a danno della modernizzazione del Paese”.
Il numero uno Vodafone Italia ci tiene a rimarcare anche l’’interesse che la società ha per lo sviluppo del Paese: “Vodafone investe 1 miliardo l’anno in questo Paese a prescindere”.
Inoltre – ricorda – “Abbiamo fatto anche un’offerta per comperare tutta Metroweb un anno fa. L’offerta era sul tavolo ma il venditore ha scelto F2i”. No comment invece sui rumors che parlano di un interesse dell’operatore per Fastweb.
Infine le novità contenute nel decreto Sviluppo e nel Digitalia. Sulla possibilità stabilita nel provvedimento  di impiantare le nuove reti senza che i condomini possano fondamentalmente opporsi, Bertoluzzo riconosce  l’importanza di avere “delle semplificazioni per investire in modo più veloce ed efficiente, ma questo non deve andare a discapito dei cittadini”. Secondo il manager invece il costo delle interferenze che il 4G causerebbe alle frequenze tv non deve andare a carico dei cittadini.
“Ma ci sono due tipi di interferenze: la prima è legata al così detto blocco sporco ed era già chiara durante l’asta – conclude - Proprio per questo chi l’ha acquistata (Wind, ndr) ha avuto dei vantaggi in termini di copertura ed economici. Chi interferisce sul blocco sporco deve pagare. Se poi, fatto questo, ci saranno delle interferenze, noi come Vodafone ci faremo carico delle interferenze che andremo a causare”.
di F.Me.

19 settembre 2012

CASSAZIONE: SITI E BLOG NON VANNO REGISTRATI


La Corte di Cassazione ha pubblicato le motivazione che hanno scagionato il blogger Carlo Ruta dall'accusa di stampa clandestina. I blog e i siti Internet non sono stampa e perciò non richiedono la registrazione al tribunale, hanno spiegato i giudici.

Facciamo un breve passo indietro. Nel 2004, il Procuratore della Repubblica di Ragusa, Agostino Fera, accusa Carlo Ruta per alcuni interventi diffamatori sul suo blog accadeinsicilia.net. A Dicembre dello stesso anno il blog viene sequestrato dallo Stato e a Giugno del 2008 arriva la condanna per stampa clandestina. Secondo la legge n. 47 dell'8 Febbraio 1948 è richiesto che tutte le testate giornalistiche vengano registrate presso il tribunale.

Il caso, ovviamente, non aveva nulla a che fare con la stampa clandestina: Carlo aveva pubblicato dei documenti scomodi contro la mafia sul suo blog.

"Nel mio blog io ho fatto ampie ricostruzioni, con una documentazione dettagliata e in parte inedita sul caso di Giovanni Spampinato, il giornalista, collaboratore dei quotidiani l'Ora e l'Unità che nel 1972, a soli 22 anni, fu ucciso a Ragusa mentre stava portando alla luce, in un'inchiesta su un delitto, un rilevante intreccio di affari e malavita," aveva affermato Carlo.

Per imbavagliarlo si è ricorso all'accusa di stampa clandestina e, così facendo, si è creato un pericoloso precedente. Infatti, per giustificare l'accusa, la Corte ha dovuto paragonare i blog e i siti Internet di informazione alla stampa e richiedere per tutti la registrazione in tribunale.

A Maggio del 2011 la prima sezione penale della Corte d'Appello di Catania conferma la sentenza del 2008 infliggendo a Carlo una multa da €150. La multa non è economicamente importante, ma le conseguenze lo sono: tutto d'un tratto chiunque gestisca un sito pensa sia obbligato a registrarlo presso il tribunale.

Un anno più tardi, a Maggio del 2012, la Corte di Cassazione assolve Carlo Ruta perché il fatto non sussiste (e quindi con la formula assolutoria più ampia). Questa settimana la Corte di Cassazione ha depositato le motivazione della sua decisione. Queste sono molto importanti perché annullano tutte le precedenti sentenze e liberano i siti Internet dall'obbligo della registrazione. I due punti principali delle motivazioni sono:

1. I blog e siti Internet di informazione non rientrano nella definizione di stampato come previsto dall'art. 1 della legge 47/48 ("Sono considerate stampe o stampati, ai fini di questa legge, tutte le riproduzioni tipografiche o comunque ottenute con mezzi meccanici o fisico-chimici, in qualsiasi modo destinate alla pubblicazione") sia perché manca un'attività di "riproduzione tipografica" sia perché non ci troviamo di fronte al risultato di una riproduzione tipografica che sia destinata alla pubblicazione."

2. La registrazione dei prodotti editoriali online è stata introdotta dalla legge 62 del 2001 esclusivamente come presupposto per poter usufruire degli incentivi economici previsti per l'editoria.

Liberi quindi tutti di pubblicare su Internet senza necessità d registrarsi in tribunale.


Inps: 200mila i pensionati a cui verrà tolta la quattordicesima

Sono 200mila i pensionati che per un errore di calcolo dell’Inps dovranno restituire la quattordicesima percepita nel 2009 e nel 2010. Le lettere preparate dall’Inps sono pronte per essere spedite, a ottobre, comprese quelle indirizzate ai dipendenti pubblici ex Inpdap.

L’Inps nel 2009 ha erogato la quattordicesima (variava da 336 a 504 euro a seconda dei casi) sulla base delle dichiarazioni dei redditi dell’anno precedente e delle domande pervenute, tutte corredate con l’auto-dichiarazione del contribuente.

Ma, a quanto pare, ci sono state 200 mila pratiche con dati sul reddito sbagliati. Cioè, chi ha richiesto la quattordicesima dichiarando di averne diritto, ha certificato un reddito più basso di quello che aveva in realtà. E l’Inps se n’è accorto solo quando dall’Agenzia delle Entrate sono cominciate arrivare le dichiarazioni del modello Unico 2011 relative ai redditi 2010.


Inps: “Scusate, ci riprendiamo la quattordicesima”.

L’Inps chiede indietro la quattordicesima a una parte di pensionati. Ma quanti sono in totale quelli interessati da questa misura? Da qualche giorno infatti l’istituto previdenziale ha inviato una lettera ad alcuni iscritti per chiedere la restituzione della quattordicesima erogata nel 2009.

L’Inps motiva la decisione ammettendo di aver sbagliato i conti. Ma non si sa quanti iscritti siano stati toccati dall’iniziativa. Il Sole 24 Ore ha pubblicato la lettera che è stata inviata dall’ente.

La verifica relativa agli importi del 2009, spiega l’Inps, è stata fatta a giugno. Sempre secondo quanto emerso dalle indagini, gli importi da restituire sono compresi tra 336 e 504 euro.

I soldi verranno scalati dalla pensione a partire da novembre: in totale si tratterà di 12 “prelievi” forzati.

Questo il testo integrale della lettera inviata dall’Inps, pubblicata dal Sole 24 Ore


Gentile Signore/a,

nel corso del 2009 le è stata corrisposta la somma aggiuntiva prevista dalla legge 127/2007 (la cosiddetta quattordicesima). Tale importo – come già le avevamo comunicato nel corso del 2009 – era stato determinato in via provvisoria, in attesa delle necessarie verifiche reddituali.

Dall’analisi dei suoi redditi personali relativi all’anno 2009 (ovvero 2008 qualora la Sua pensione sia stata liquidata nel corso dell’anno 2009), è risultato che le è stata corrisposta la somma di euro xxx,xx, non dovuta.

Siamo pertanto costretti a provvedere al recupero di questo importo mediante trattenute mensili sulla sua pensione, a partire dal mese di novembre 2012, per complessive 12 rate.

Cordiali saluti

Il direttore


Telecom Italia, Bernabè: Scorporo Rete entro fine anno

19 Settembre 2012

Ieri il presidente esecutivo di Telecom Italia, Franco Bernabè, aveva dichiarato che un accordo in merito - con possibile separazione della rete - dovrebbe arrivare entro fine anno.


Ieri Bernabè ha fatto capire che lo scorporo della rete è una prospettiva molto concreta su cui il top management sta lavorando con molto impegno. “Stiamo guardando con grande attenzione e serietà alla possibilità di fare un passo che nessun altro incumbent al mondo ha fatto sinora”, ha spiegato il presidente esecutivo presentando a Torino i piani e le tecnologie di sviluppo del broadband nei prossimi anni in Italia.


A smuovere le acque è stata ad inizio estate la commissaria europea all’Agenda digitale Neelie Kroes quando ha avviato la procedura per la messa a punto di un framework regolatorio del tutto diverso dall’attuale. Tre i pilastri su cui si baserà la nuova normativa: riconoscimento del risk investment nelle nuove reti piuttosto che tariffe orientate ai soli costi come oggi; prezzi del rame non più penalizzanti ed in calo per i possessori della rete tradizionale (garantendo così il cash flow per gli investimenti nelle Ngan); stabilità regolatoria fino al 2020.


Telecom Italia è già partita (entro il prossimo anno cablerà un centinaio di città in ultrabroadband: il ritmo attuale è di 5.000 nuovi utenti al giorno collegati in FTTcab) ma si trova le mani legate proprio da obblighi regolatori troppo stringenti. Un esempio: ad inizio aprile TI ha presentato all’Agcom la propria proposta di offerta wholesale per le Ngan. Sono passati molti mesi, ma manca ancora la risposta per potere presentare l’offerta commerciale al mercato e chissà quando arriverà.


“Subiamo vincoli troppo rigidi nell’impostare le nostre campagne commerciali – ha spiegato Franco Bernabè – se vogliamo fare un’offerta retail dobbiamo prima pesentare all’Agcom un’offerta wholesale dedicata agli altri operatori; quindi dobbiamo aspettare che Agcom faccia le sue valutazioni e soltanto dopo possiamo partire. Spesso passano mesi, col risultato di togliere mordente alle nostre campagne”. “Troppi vincoli, troppe incertezze regolatorie non ci consentono di essere veloci, reattivi, performanti”, aggiunge il presidente operativo di Telecom Italia.


Se si facesse una società della rete separata, che garantisce a tutti le stesse condizioni di accesso, Telecom Italia avrebbe le mani commerciali decisamente più libere. E se il prezzo da pagare fosse lo scorporo della rete, senza ovviamente perderne il controllo, Bernabè appare disponibile a pagarlo ben volentieri. Ovviamente, prima di muoversi vuole certezze. La nuova direttiva Ue dovrebbe arrivare ad inizio del prossimo anno, mentre in Italia l’Agcom dovrebbe avviare una nuova analisi di mercato. Ci vorrà del tempo. Franco Bernabè lo sa ma è pronto ad accelerare le decisioni, se ci saranno le condizioni: “Abbiamo una profonda disponibilità ad approfondire tutti gli aspetti positivi e negativi – osserva –. Non vogliamo attendere che tutte le regole siano definite, ma ovviamente vogliamo avere ragionevoli certezze sull’evoluzione e sulla stabilità del quadro regolatorio. Entro fine anno decideremo se andare avanti o meno. La nostra, comunque, non sarà una scelta finanziaria ma industriale, da cui tutto il Paese potrà avere vantaggi”.


Nel viaggio verso lo scorporo della rete, se mai si farà, Telecom Italia non intende ballare da sola. “Il dialogo con la Cassa Depositi e Prestiti è sempre aperto, ma vi sono anche molti fondi internazionali che potrebbero essere interessati ad investire nella nuova società della rete”, ha detto Bernabè.

17 settembre 2012

Almaviva Contact, comunicato sindacale unitario 13 settembre 2012


Il 13 settembre si è svolto presso la Regione Lazio, alla presenza dell’assessore al Lavoro, l’incontro fra Almaviva Contact e le Segreterie Nazionali, Territoriali e le RSU di SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL sulla procedura di Cassa
Integrazione per cessata attività aperta dall’azienda sulla sede romana di via Lamaro.
L’azienda ha ribadito la volontà di procedere alla chiusura della sede giustificandola con la insostenibilità economica e la continua scarsa qualità erogata. Le Segreterie Nazionali e la delegazione tutta hanno, dal canto loro, respinto con fermezza questa impostazione aziendale. Ancora una volta la dirigenza di Almaviva Contact vuole scaricare sui lavoratori il peso di una propria incapacità gestionale.
Chiudendo la sede di via Lamaro e spostando altrove le commesse che sino ad oggi vi si lavorano l’azienda sceglie una strada che non solo è insostenibile per le lavoratrici ed i lavoratori di Roma, ma rappresenta un pericolosissimo precedente
per tutte le altre sedi di Almaviva.
Le OO.SS., nel respingere totalmente l’impostazione aziendale, si sono dichiarate indisponibili a qualsiasi ipotesi che preveda la chiusura della sede di via Lamaro ed il conseguente licenziamento dei lavoratori. I problemi della sede di Roma e di tutto
il Gruppo non si possono risolvere con i licenziamenti.
L’azienda rifletta bene su quanto sta facendo in queste ore e ritorni sui suoi passi, altrimenti sappia che troverà il sindacato ed i lavoratori a sbarrargli la strada.
Al prossimo incontro fissato dalla Regione Lazio per il 20 settembre le OO.SS. chiederanno nuovamente il ritiro della procedura di Cassa per chiusura del sito di via Lamaro e l’apertura di un confronto sul futuro della sede che preveda ilcoinvolgimento di tutti i lavoratori attualmente in forza.
Contro la chiusura della sede di Roma, per scongiurare il ripetersi di altre chiusure per altre sedi, Le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL indicono per il prossimo 24 settembre uno sciopero intero turno di tutte le sedi di
Almaviva Contact.
Le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL

Catania: Sciopero del 17 settembre 2012

Grande adesione allo sciopero da parte di tutti i lavoratori delle telecomunicazioni a Catania e provincia. Oltre 300 addetti si sono radunati sotto la sede di Confindustria per chiedere dignità e firma del contratto nazionale con tutti quei parametri che possono garantire stabilità, sicurezza e posti di lavoro che attualmente le Aziende non vogliono dare facendo pagare alla forza lavoro ogni tipo di responsabilità e venendo meno a quelle che sono regole etiche e di bon ton che in passato hanno sempre caratterizzato i tavoli negoziali delle relazioni tra Aziende e Sindacati.

“Le crisi già aperte in alcuni importanti call center quali Almaviva, Teleperformance, 4u ed alte società di Tlc quali Ericsson, Sielte, Ceva Logistics mettono a repentaglio migliaia di posti di lavoro non a causa del crollo dei volumi di attività ma unicamente per il cambio di appalti che si spostano da regione a regione inseguendo incentivi statali o l’azzeramento delle retribuzioni dei dipendenti.” Così dichiara Michele Azzola, Segretario Nazionale Slc Cgil.

Davide Foti, Segretario Generale della Slc Cgil Catania ribadisce con forza sia la soddisfazione della riuscita dello sciopero, sia la convinzione di andare ad oltranza nella vertenza riguardante il rinnovo del Contratto Nazionale delle Tlc dando a tutti appuntamento alla manifestazione Nazionale che si terrà il 19 di ottobre a Roma

La lotta continuerà imperterrita, e nessun lavoratore camminerà mai da solo

"You'll never walk alone"

( Voi non camminerete mai da soli )

Salvo Moschetto

Slc Cgil Catania


Massiccia adesione a sciopero Tlc e presidi locali. 19 ottobre manifestazione a Roma


Dichiarazione Stampa di Michele Azzola
Segretario nazionale SLC-CGIL
"La massiccia adesione allo sciopero e la grande partecipazione ai presidi organizzati in tutta Italia sono la dimostrazione che lavoratori e sindacato sono uniti nella lotta per ottenere le clausole sociali a tutela dell'occupazione. Non ci stancheremo di ripetere che si tratta di una norma di civiltà - così dichiara Michele Azzola, segretario nazionale Slc Cgil in merito allo sciopero indetto per oggi, lunedì 17 settembre per l'intero comparto delle Tlc.

"E' inimmaginabile che, a fronte di un cambio d'appalto e/o di una esternalizzazione, i lavoratori vengano licenziati e posti a carico dello stato mentre le aziende ne assumono altri, magari godendo di ulteriori sgravi fiscali. Non servono grandi imprenditori o manager per realizzare tali politiche ed ottenere siffatti risultati - prosegue il sindacalista.

"Il Paese ha bisogno ora di imprese che scommettano, insieme ai propri dipendenti, per far ripartire la crescita e traghettare l'Italia fuori dalla stagnazione in cui è impantanata da anni ormai. Il segnale dato oggi dovrebbe essere sufficiente per far comprendere alle controparti che il tema della tutela occupazionale di migliaia di giovani e donne non è eludibile ma va anzi affrontato e risolto nel corso del rinnovo contrattuale."

"Se la mobilitazione di oggi non bastasse - conclude Azzola - il 19 ottobre si replicherà con una grande manifestazione nazionale a Roma di fronte le sedi delle associazioni datoriali."

17 settembre 2012

16 settembre 2012

Inps: “Scusate, ci riprendiamo la quattordicesima”.

L’Inps chiede indietro la quattordicesima a una parte di pensionati. Ma quanti sono in totale quelli interessati da questa misura? Da qualche giorno infatti l’istituto previdenziale ha inviato una lettera ad alcuni iscritti per chiedere la restituzione della quattordicesima erogata nel 2009.

L’Inps motiva la decisione ammettendo di aver sbagliato i conti. Ma non si sa quanti iscritti siano stati toccati dall’iniziativa. Il Sole 24 Ore ha pubblicato la lettera che è stata inviata dall’ente.

La verifica relativa agli importi del 2009, spiega l’Inps, è stata fatta a giugno. Sempre secondo quanto emerso dalle indagini, gli importi da restituire sono compresi tra 336 e 504 euro.

I soldi verranno scalati dalla pensione a partire da novembre: in totale si tratterà di 12 “prelievi” forzati.

Questo il testo integrale della lettera inviata dall’Inps, pubblicata dal Sole 24 Ore


Gentile Signore/a,

nel corso del 2009 le è stata corrisposta la somma aggiuntiva prevista dalla legge 127/2007 (la cosiddetta quattordicesima). Tale importo – come già le avevamo comunicato nel corso del 2009 – era stato determinato in via provvisoria, in attesa delle necessarie verifiche reddituali.

Dall’analisi dei suoi redditi personali relativi all’anno 2009 (ovvero 2008 qualora la Sua pensione sia stata liquidata nel corso dell’anno 2009), è risultato che le è stata corrisposta la somma di euro xxx,xx, non dovuta.

Siamo pertanto costretti a provvedere al recupero di questo importo mediante trattenute mensili sulla sua pensione, a partire dal mese di novembre 2012, per complessive 12 rate.

Cordiali saluti

Il direttore

14 settembre 2012

Telecom Italia Cda del 13 settembre 2012

Il cda si è concentrato sulle proposte di transazione presentate dai legali dell’ex Amministratore Delegato Riccardo Ruggiero e dell’ex Amministratore Esecutivo Carlo Buora. I legali del primo hanno presentato una proposta di transazione da 1,5 milioni di euro relativa alla vicenda delle false Sim mentre per parte di Carlo Buora – coinvolto nella vicenda dei dossier illegali - la proposta è stata raddoppiata da 500 mila euro a un milione.

“Nel corso della riunione – si legge in una nota del Gruppo - si è preso atto della proposta di transazione generale e omnicomprensiva fatta pervenire dai legali dell’ex Amministratore Delegato Riccardo Ruggiero. La proposta riguarda ogni operato di Ruggiero e ogni profilo di sua possibile responsabilità sia come Direttore Generale sia come Amministratore Delegato, ivi inclusa la rinuncia da parte di Telecom Italia alla costituzione di parte civile nel procedimento penale relativo alle carte prepagate, in cui l’ex Amministratore Delegato è imputato per il reato di ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza”.

Il consiglio sottoporrà queste proposte all’assemblea il 18 ottobre prossimo e proporrà un’azione di responsabilità nei confronti dei due ex amministratori solo in caso di bocciatura o se la proposta otterrà più del 5% di voti contrari.

Un’opzione, questa, contestata dai piccoli azionisti riuniti in Asati, secondo cui “questa linea compromette la possibilità di far emergere subito e in tutta la dimensione i gravi guasti arrecati dagli ex Vertici esecutivi che proprio con la proposta di patteggiamento certificano che fatti illeciti sono stati compiuti durante la gestione della società nel periodo 2001-2007, con costi accertati dovuti a quelle azioni illecite e documentati per oltre 120 milioni di euro”.

Il Consiglio di Amministrazione ha quindi provveduto alla nomina del nuovo dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Piergiorgio Peluso che assumerà la responsabilità della Direzione Administration, Finance and Control. In particolare è previsto che, entro fine mese, Peluso subentri nella carica ad Andrea Mangoni, nominato Direttore Generale per le attività del Gruppo in Sud America.


Sul tema della rete le bocche sono ancora cucite e bisognerà aspettare il prossimo cda per nuovi aggiornamenti. I negoziati, tuttavia, sembrerebbero prossimi all’entrata nella fase ‘tecnica’, che ruota attorno alla valutazione dell’infrastruttura in capo a Telecom Italia. La CdP ha già nominato Deutsche Bank come advisor per stabilire il valore dell’asset, che la società preseduta da Franco Bernabè ha fissato tra 12 e 15 miliardi di euro


Telecom Italia-Fastweb: siglato accordo per le Ngn


di Federica Meta
Telecom Italia e Fastweb insieme per sviluppo reti Ngn. I due operatori hanno siglato un accordo (Memorandum of Understanding) che ha come obiettivo la collaborazione nello sviluppo delle rispettive reti di nuova generazione con architettura FttCab. Telecom Italia e Fastweb hanno avviato ognuno un proprio piano di sviluppo nazionale di rete di nuova generazione e, in questo contesto, l’accordo prevede che nelle aree di comune interesse siano individuate e sfruttate tutte le opportunità di ottimizzazione di costi ed investimenti attraverso la condivisione di infrastrutture passive ed il coordinamento delle attività di realizzazione, in modo da accelerare il roll-out della posa della fibra ottica.

Nello specifico il Mou prevede la possibilità di condividere investimenti e costi nella costruzione delle infrastrutture. L’intesa si basa sulla comune convinzione che le piattaforme di rete per la connessione in fibra degli armadi e l’elettronica di nuova generazione garantiranno anche in Italia, come sta avvenendo in quasi tutti gli altri paesi europei, una veloce diffusione di servizi ultrabroadband su scala nazionale in linea con gli obiettivi indicati nell’agenda digitale europea.
Tale accordo è stato raggiunto anche sulla base dei risultati ottenuti con la sperimentazione sullo sviluppo di reti Ngn con architettura FttCab nella città di Pisa, che ha permesso di individuare le modalità operative più convenienti e al tempo stesso di esplorare le prestazioni delle più innovative tecnologie VdslL.

I due operatori avranno la totale libertà ed autonomia nello sviluppo delle proprie piattaforme di rete, nelle scelte tecnologiche e nell’offerta commerciale. Il Memorandum verrà attuato nel pieno rispetto della regolamentazione del settore e della normativa antitrust e sarà aperto a tutti gli operatori interessati a coinvestire in infrastrutture e piattaforme FttCab.

“Con questo accordo i due maggiori operatori di tlc infrastrutturati italiani ribadiscono la loro volontà ad investire nella realizzazione delle reti di nuova generazione – sottolinea l’amministratore delegato di Telecom Italia, Marco Patuano – in modo da garantire in tempi rapidi e al maggior numero possibile di italiani l’accesso ai servizi sull’ultra broadband. La collaborazione con Fastweb sull’FttCab conferma, inoltre, la validità delle scelte tecnologiche ed architetturali effettuate dalla nostra società, anche per quanto attiene il rispetto della concorrenza e i rapporti con gli altri operatori. Telecom Italia intende raggiungere con l’ultra broadband 100 città entro il 2014”. Secondo Patuano l'accordo "influisce positivamente sulle trattative (con Cdp, ndr) perché fissa due importanti punti: il primo punto è che trova i due operatori infrastruttutrali più importanti del paese concordi sul fatto che non bisogna assumere un atteggiamento dogmatico, ma bisogna andare secondo una logica che vede fiber to the cabinet come la soluzione più estensiva sulla quale poi innescare isole a fiber to the home in funzione delle domande che incontreremo nelle varie citta'".

Il secondo punto importante "è che c'è stato anche dibattito se una soluzione fttc fosse o meno procompetitiva. Aver fatto un accordo in cui coinvestiamo è la chiara dimostrazione che questa può essere una soluzione che favorisce la competizione. Peraltro non e' un accordo chiuso, non è esclusivo, per cui se altri vorranno aggiungersi saranno i benvenuti". In merito a trattative formali in corso con la Cdp per lo sviluppo delle reti Ngn "c'è un dialogo che prosegue ordinatamente come devono essere portati avanti i dialoghi". Lo spin off della rete resta comunque una possibilità. "E' una trattativa ampia, completa, complessa, che riguarda le strutture di accesso fisso che sono un insieme molto ampio di componenti di rete - evidenzia l'ad di Telecom Italia - La possibilità poi di raggiungere una societarizzazione è certamente una delle possibilita' che si guarda con interesse da entrambe le parti". In merito ai tempi, Patuano non fa previsioni: "E' un processo che deve essere portato avanti ordinatamente".

“Fastweb ha appena annunciato la realizzazione di un piano nazionale per la banda ultralarga - ricorda Alberto Calcagno, direttore generale Fastweb - Questo accordo con Telecom Italia ne è il complemento essenziale ed è estremamente importante perché permette all’Italia di vedere finalmente ripartire gli investimenti privati per la realizzazione di più reti a banda ultralarga. Non solo gli italiani avranno Internet ad altissima velocità, ma potranno anche scegliere. Il coordinamento di investimenti e lavori minimizzerà i disagi per i cittadini e accelererà l’arrivo nelle case degli italiani della banda ultralarga, una risorsa indispensabile per ridare competitività al Paese e raggiungere gli obiettivi dell’agenda digitale. Si tratta del primo accordo di questo tipo e potrebbe costituire un interessante modello di coinvestimento anche per gli altri Paesi europei.”

Appena ieri Fastweb aveva annunciato un investimento di 400 milioni per espandere la propria rete Ngan (Next Generation Access Network) sino a raggiungere con la propria banda ultra larga il 20% delle famiglie e imprese italiane entro la fine del 2014. Circa 5,5 milioni di famiglie e imprese saranno collegate alla banda ultra larga grazie a un mix tecnologico che fa leva sullo sfruttamento dell’attuale rete Ftth (Fiber to The Home) con la tecnologia Ftts (Fiber to the Street Cabinet) che già oggi permettedi raggiungere velocità di connessione sino a 100 megabit al secondo e che nel futuro porteranno a velocità sino a 400 megabit al secondo.

I 400 milioni serviranno a realizzare i nuovi collegamenti in Fiber to the cabinet, la stessa tecnologia indicata da Telecom Italia come la più adatta a velocizzare gli investimenti e a raggiungere il prima possibile con la banda ultralarga una grossa fetta della popolazione laddove il "Piano Gamberale-Bassanini" - che mira a portare la fibra nelle principali città italiane attraverso il veicolo F2i Reti Tlc - fa leva invece sulla tecnologia fiber to the home. Per raggiungere le abitazioni dal cabinet sarà utilizzata l'infrastruttura in rame di Telecom Italia.

L'annuncio di Fastweb ha raccolto l'apprezzamento di Vito Vitale, segretario generale della Fistel-Cisl.

"L'innovazione è la priorità per il rilancio dell'economia del Paese e i 400 mln di investimenti deliberati dal C.d.A di Swisscom per la controllata Fastweb - evidenzia Vitale - sono uno stimolo all'intero settore delle Telecomunicazioni per passare finalmente dalle parole ai fatti".

Per Vitale il Paese ha bisogno di sviluppo e innovazione "e chi come Fastweb in un momento di crisi investe in infrastruttura di Telecomunicazioni - oltre ad avere il sostegno e l'apprezzamento del sindacato - dimostra di avere una precisa strategia industriale che inevitabilmente porterà al rafforzamento dell'azienda sul difficile mercato delle Telecomunicazioni".

"Il collegamento entro il 2014 di oltre 5,5 milioni di clienti alla banda veloce aiuterà la ripresa economica con le positive ricadute sull'indotto e la modernizzazione dei servizi verso imprese e cittadini".

Per Vitale, aldilà della tecnologia utilizzata (Ftts), sulla quale aveva già espresso un giudizio positivo pur di accelerare lo sviluppo dei nuovi servizi, "resta la delusione che in questo Paese i maggiori operatori delle Telecomunicazioni non sono riusciti a trovare una sintesi unitaria per realizzare una rete (Ngan) condivisa, che avrebbe consentito significativi risparmi infrastrutturali".

"Con gli investimenti pianificati Fastweb, dimostra la volontà di restare nel nostro Paese e assicura anche l'impegno a garantire il futuro occupazionale dei propri lavoratori e quelli oggetto della cessione ( Network e Call Center) in un momento molto difficile dei rapporti interni dopo le decisioni sull'outsourcing di queste attività".

Sciopero Generale settore telecomunicazioni del 17 settembre e sit in davanti Confindustria Catania


Giorno 17 settembre 2012 e' indetto uno sciopero generale nazionale del settore telecomunicazioni dalle Segreterie Nazionali Slc Cgil, Fistel Cisl e uilcom Uil sulla rottura del tavolo nazionale del rinnovo del CCNL. In varie città italiane sono previste manifestazioni a sostegno della vertenza.
A Catania si farà un sit in davanti Confindustria vl. Vittorio veneto 109 con inizio ore 9.00 e si concluderà verso le ore 13.00. Si prevede un affluenza di circa 200 lavoratori del settore. Rimango disponibile per qualunque comunicazione in merito e con l'occasione porgo distinti saluti
Davide Foti
Segretario Generale Slc Cgil Catania


13 settembre 2012

TLC: SLC CGIL, 17 settembre sciopero di 8 ore contro la devastazione del mercato del lavoro


Sciopero nazionale di otto ore per il rinnovo del contratto nazionale applicato ad oltre 200.000 addetti di cui oltre 80.000 giovani impiegati nei call center concentrati principalmente nel sud del Paese. Ad oggi già quasi 900 lavoratori sono interessati da licenziamento, circa 2200 sono in cigs, circa 2300 oggetto di trasferimento di ramo d’azienda.
“Le crisi già aperte in alcuni importanti call center quali Almaviva, Teleperformance, 4u ed alte società di Tlc quali Ericsson, Sielte, Ceva Logistics mettono a repentaglio migliaia di posti di lavoro non a causa del crollo dei volumi di attività ma unicamente per il cambio di appalti che si spostano da regione a regione inseguendo incentivi statali o l’azzeramento delle retribuzioni dei dipendenti.” Così dichiara Michele Azzola, segretario nazionale Slc Cgil. Dopo l’interruzione delle trattative a seguito dell’indisponibilità di Asstel a negoziare le clausole sociali, i lavoratori del settore incroceranno le braccia per l’intera giornata con manifestazioni e presidi che si terranno in tutte le principali città italiane.”
“In linea con i presupposti del Governo e i richiami di tutte le istituzioni, forze politiche e sociali, i sindacati di categoria ritengono indispensabile disciplinare all’interno del rinnovo contrattuale la materia degli appalti, offrendo continuità occupazionale a decine di migliaia di lavoratori che oggi rischiano di trovarsi disoccupati ad ogni cambio di commessa – prosegue il sindacalista.
“Disciplinare questa materia rappresenta una norma di civiltà e di corretta competizione sul mercato. E’ inaccettabile che le aziende affrontino i
problemi posti dalla crisi scaricando tutti i costi sui lavoratori attraverso gare di appalto ed esternalizzazioni basate sul principio del cottimo e che scatenano una competizione che premia le aziende che pagano di meno i lavoratori, sino ad arrivare all’utilizzo di lavoro nero e irregolare o a sfruttare unicamente gli incentivi statali e regionali.”
“A tutto questo il 17 settembre i lavoratori del settore risponderanno compatti confidando che la parte migliore delle imprese convenga sulla necessità di introdurre serie regole nella tutela del lavoro – continua Azzola. Se è devastante perdere il lavoro a causa della crisi industriale è del tutto inaccettabile perderlo non perché il lavoro non c’è ma perché viene spostato in un’altra regione o in un altro Paese nell’ottica che meno certezze hanno i lavoratori più basso sarà il loro costo.”
“Chiediamo a Asstel, in linea con quanto chiesto dal Governo alle parti sociali, invito accolto da Confindustria, di riaprire il tavolo negoziale per individuare soluzioni in grado di far crescere la produttività salvaguardando l’occupazione che oggi rappresenta la vera priorità del Paese. Come afferma il Presidente del Consiglio Monti, abbiamo di fronte un autunno difficile, al senso di responsabilità delle imprese si aggiunge la responsabilità di non farlo diventare un autunno pieno di contrasti sociali.”

Almaviva: L'incontro tra azienda e sindacati alla Regione Lazio non ha sortito alcun accordo


13 settembre 2012
Sono rimasti fermi nelle rispettive posizioni i rappresentanti di Almaviva Contact e quelli delle organizzazioni sindacali di categoria che si sono incontrati oggi alla Regione Lazio, alla presenza di esponenti dell’Assessorato del Lavoro, per discutere della decisione del gruppo impegnato nel settore dei call center di attivare la procedura di cassa integrazione straordinaria (cigs) per i 632 lavoratori della sede di via Lamaroa Roma .E ora i sindacati minacciano “iniziative di lotta”.

L’azienda si è detta “consapevole che fra i 632 lavoratori vi sono anche persone che hanno sempre operato in maniera adeguata, ma gli indicatori del sito in questione, paragonati a quelli presenti in altri centri del Gruppo producono un impatto che incide negativamente sul conto economico per un 34% rendendo impossibile raggiungere il necessario equilibrio”.

Il gruppo di proprietà della famiglia Tripi ha poi respinto l’accusa di “volere spostare commesse al Sud al fine di ottenere incentivi pubblici per aumentare i propri utili”. Ha inoltre ribadito che “al fine di evitare strumentalizzazioni, rinuncerà a qualunque contributo o agevolazione che dovesse derivare dal trasferimento delle commesse in questione presso altri siti produttivi, o, in alternativa, utilizzerà integralmente i benefici in questione per premiare i dipendenti più meritevoli”.

Attivo regionale delle rsu e dei quadri delle aziende delle tlc siciliane

Palermo 10 settembre 2012

L’attivo regionale dei delegati ed RSU della Aziende di TLC Siciliane, riunitosi giorno 10 settembre, alla presenza del compagno Michele Azzola, per dibattere sulle motivazioni dello sciopero generale del prossimo 17 settembre, esprime la propria ferma e decisa contrarietà alla scelta del gruppo Almavavia di aprire le procedure di CIGS ed il conseguente licenziamento di circa 600 lvoratori della sede di vila lamaro a Roma.

Ancora una volta il management di Almaviva cerca di scaricare sui lavoratori la propria incapacità e la loro inefficienza nella gestione della azienda.

A tal proposito appare particolarmente sconcertante ed inquietante quanto affermato dalla azienda nel suo comunicato stampa nel quale, in buona sostanza, si accusano i lavoratori di essere dei “fannulloni”.

Sappia almaviva che se non si recedrà da quanto prospettato, troveranno nei lavoratori Siciliani non solo la pura e semplice solidarietà, ai lavoratori di Roma, ma anche la loro totale disponibilità ad iniziative di lotta e di mobilitazione.


Il sindacalista puo' dire 'sbruffone' al datore di lavoro che minaccia tagli

Il sindacalista preoccupato per le sorti dell'azienda minacciata dai tagli puo' reagire con il datore di lavoro dandogli dello 'sbruffone'. Parola di Cassazione che ha convalidato l'illegittimita' del licenziamento inflitto ad Angelo C., dipendente sindacalista della Security Corps nella capitale, che si era visto licenziare dopo essersi rifiutato di ricevere la documentazione relativa alla procedura di mobilita' e dopo avere reagito con l'amministratore unico della societa', dandogli appunto dello 'sbruffone'.


Secondo la sezione Lavoro (sentenza 15165), il sindacalista giustamente era stato reintegrato dal momento che la Corte di merito aveva evidenziato come "il comportamento contestatogli non aveva determinato un danno d'immagine, come supposto dalla parte datoriale, e aveva escluso che la sanzione inflitta potesse considerarsi proporzionata all'addebito".


Inutile il ricorso del'azienda contro la decisione della Corte d'appello di Roma - novembre 2009 - volto a dimostrare che l'atteggiamento di Angelo C. dimostrava "avversione e conflittualita'". La Suprema Corte ha repinto il ricorso dell'azienda e ha sotttolineato che il licenziamento inflitto al dipendente sindacalista "non era sorretto da giusta causa o da giustificato motivo". Quanto poi all'espressione utilizzata, pure censurabile "sul piano disciplinare", era inquadrabile nell'ambito "di una aspra protesta istintiva che il dipendente aveva manifestato nella sua veste di sindacalista a fronte di scelte imprenditoriali di riduzione di personale e in un momento di particolare conflittualita' tra le parti".