20 dicembre 2011

Wind: Grande successo della giornata di mobilitazione


- COMUNICATO NAZIONALE -
Le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL esprimono grande soddisfazione per l’esito della giornata di sciopero indetta lo scorso 16 dicembre. Venerdì scorso, di fatto, si è fermata l’intera azienda. Non solo i colleghi della rete quindi ma tutti i dipendenti di Wind hanno capito l’importanza della posta in gioco: il futuro dei lavoratori coinvolti dal progetto e, nel contempo, il futuro di Wind, le prospettive industriali di una realtà che, in questi anni, ha saputo raggiungere traguardi importanti grazie soprattutto alla professionalità ed abnegazione di tutti i suoi dipendenti.
La mobilitazione del 16 assume maggiore rilevanza se consideriamo l’altissima adesione dei lavoratori della rete allo sciopero degli straordinari e delle prestazioni accessorie in corso dal 6 dicembre, la convinta adesione di molti ai tanti sit in e presidi che si sono svolti in questi giorni, alle altre iniziative di mobilitazione che si sono svolte nelle scorse settimane. Una partecipata e convinta mobilitazione che si
sta costruendo quotidianamente in azienda e nei tanti luoghi, pubblici o istituzionali, dove centinaia di donne e uomini si stanno opponendo con risolutezza ad un progetto sbagliato sotto ogni profilo.
Sino al 22 dicembre occorre tenere alta la partecipazione allo sciopero delle prestazioni accessorie. Alla ripresa dopo la pausa imposta dalla Legge 146 per le prossime festività, continueremo da subito il percorso di mobilitazione per portare l’azienda a ragionare sul proprio futuro senza scorciatoie che hanno poco di industriale o di strategico, provando a coinvolgere in questo percorso le Istituzioni
Nazionali ai massimi livelli.
Le Segreterie nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL

19 dicembre 2011

IMU: Dal 1° gennaio 2012 si tornerà a pagare tassa sulla prima casa

Dal 1° gennaio 2012 si tornerà a pagare tassa sulla prima casa, l’abitazione principale, e in questi giorni tutti cercano di capire quanto pagheranno recuperando i vecchi bollettini dell’Ici, le carte del rogito e delle visure catastali.

Non si chiamerà più Ici ma sarà assorbita dall’Imu, l’Imposta municipale unica. L’aliquota ordinaria fissata dal “decreto salva-Italia”, la manovra del governo Monti, è dello 0,76%, che si andrà ad applicare su immobili il cui valore catastale sarà aumentato in media del 60%. L’Imu però sarà più leggera sulla prima casa: aliquota dello 0,4% e detrazione fissa di 200 euro. Un emendamento alla manovra ha introdotto anche ulteriori detrazioni di 50 euro per ogni figlio con non più di 26 anni convivente coi genitori.

Come calcolare l’Imu per l’abitazione principale.

Primo passo: individuare la rendita catastale. Si può ricavare dall’atto di vendita della casa, dai bollettini dell’Ici e dal sito dell’agenzia del territorio (www.agenziaterritorio.it) con numeri alla mano: dati catastali come foglio mappale, particella e subalterno.

Secondo passo: rivalutare la rendita moltiplicando la rendita valutata finora per 1,05. È la rivalutazione del 5% prevista dalla legge.

Terzo passo: calcolare il valore catastale moltiplicando la rendita rivalutata del 5% per 160. È il coefficiente maggiorato previsto dalla manovra Monti.

Quarto passo: calcolare l’imposta lorda. Dividere il risultato per 100 e moltiplicarlo per l’aliquota Imu fissata dal comune di residenza. Per la prima casa in media è lo 0,40%.

Quinto passo: applicare le detrazioni. Per la prima casa dovete togliere 200 euro dall’imposta lorda, più 50 per ogni figlio con non più di 26 anni convivente per un massimo di 400 euro.

Esempio: una casa con una rendita catastale di 1000 euro. Rivalutate dello 0,5% moltiplicando 100o per 1,05: 1050. Calcolate il valore catastale moltiplicando 1050 per 160: risultato 168.000. Calcolate l’imposta lorda dividendo 168.000 per 100 (1.680) e moltiplicando il risultato per l’aliquota Imu prevista dal Comune. Con lo 0,40% previsto per la prima casa fa 1.680 per 0,40 ovvero 672 euro. Applicate le detrazioni: con 200 euro per la prima casa e 50 euro per figlio, se avete due figli sottraete in tutto 300 euro. Risultato finale: 672 meno 300 ovvero 372 euro.

Come calcolare l’Imu per la seconda casa. L’Imu prevista in media su queste case è dello 0,76%. I Comuni potranno variarla in più o in meno dello 0,3%, per un totale massimo di 1,06% o un minimo di 0,46%. I passaggi sono gli stessi dell’abitazione principale, ma non sono previste detrazioni. L’unica novità in parte positiva per i proprietari di seconde case, è che l’Imu accorpa l’Irpef fondiaria. Quindi in alcuni casi con l’Imu si pagherà di meno di quello che si sborsava con la vecchia Ici più l’Irpef fondiaria.

Come calcolare l’Imu per le case affittate. L’Imu prevista per gli immobili “locati” è, come per le seconde case, dello 0,76%, con un minimo dello 0,40% e un massimo dell’1,06% a seconda di quello che deciderà il Comune di residenza. Dal 2015 chi ha la casa “sfitta” non godrà dell’aliquota Imu dimezzata che sarà invece concessa a chi ha un inquilino. Per calcolare l’Imu dovuta, il procedimento è lo stesso delle seconde e delle prime case. Anche in questo caso nessuna detrazione. Ma in aggiunta c’è il capitolo “tasse sull’affitto”. Sulla somma dell’affitto si dovranno versare imposte in base all’Irpef ad aliquota marginale (dal 23% al 43%) oppure, per i contribuenti che l’hanno scelto, in base alla cedolare secca: del 21% o del 19% per i canoni concordati. Questa cifra include addizionali Irpef, imposta di registro e imposta di bollo.

Pensioni, Camusso contro la Fornero: “Quanta violenza da una donna”

“Tanta violenza non me l’aspettavo da una donna”. Susanna Camusso va all’attacco del ministro Elsa Fornero. Il leader della Cgil ha dipinto la Fornero come una sorta di Crudelia, per via degli interventi sulle pensioni: secondo la sindacalista, la riforma colpirà soprattutto i più deboli.

”C’e’ una straordinaria sottovalutazione e una supponenza impressionante da parte del governo nel non capire le conseguenze della riforma delle pensioni, che rappresenta un intervento brutale sui prossimi 6-7 anni per tante persone che non potranno accedere alla pensione e non avranno un sussidio”, ha detto la Camusso che in un’intervista al Corriere della Sera definisce l’intervento sulle pensioni ”folle”.

Nella riforma ”c’e’ una norma programmatica che affida a una commissione di studiare la possibilita’ che i lavoratori spostino una parte dei contributi previdenziali dal sistema pubblico alle assicurazioni private. Questa e’ una riforma per smontare il pilastro delle pensioni pubbliche”, denuncia Camusso.

”La situazione era ed e’ grave, ma la ricetta giusta non e’ quella di Monti, perche’ grava sui soliti noti e punta a far cassa rapidamente su chi non puo’ sottrarsi e non si e’ mai sottratto al Fisco. Determina recessione e quindi non mette affatto al riparo il Paese”, dice la leader sindacale, secondo cui servira’ ”di sicuro” un’altra manovra, perche’ in questa ”non c’e’ una spinta alla crescita”.

In merito alla possibilita’ di altri scioperi, ”valuteremo con Cisl e Uil. Io sono per continuare la mobilitazione. Non finisce qui”, avverte Camusso. ”Contesto che si possa pensare che ci siano lavori che si possono fare fino a 70 anni. Se la immagina una sala operatoria con infermieri settantenni? Mica sono tutti banchieri”.

Il contratto unico per i giovani proposto da Fornero ”sarebbe un nuovo apartheid a danno dei giovani”, commenta il segretario della Cgil. ”La precarieta’ c’e’ soprattutto nelle piccole aziende, dove non si applica l’articolo 18”, che e’ ”una norma di civilta’. Vogliamo superare il dualismo? Lancio una sfida: facciamo costare il lavoro precario di piu’ di quello a tempo indeterminato e scommettiamo che nessuno piu’ dira’ che il problema e’ l’articolo 18?”.

18 dicembre 2011

Sciopero 19 dicembre. Stop dei servizi pubblici: dalle Poste alla Sanità

Lunedì 19 dicembre sarà difficile pagare le bollette alle Poste o ritirare certificati all’Anagrafe. Problematico anche fare visite in ospedale o dal veterinario: dalla scuola alla sanità saranno a rischio tutti i servizi pubblici per lo sciopero nazionale unitario indetto dai sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil, per chiedere una manovra più equa.

Per i lavoratori pubblici lo sciopero sarà di 8 ore mentre per il settore della conoscenza le modalità sono diverse: per la scuola sarà di un’ora (al termine delle lezioni o del servizio) mentre per i lavoratori dell’università, della ricerca e Afam (Alta formazione artistica, musicale e coreutica) sarà per l’intera giornata.

Per quanto riguarda la sanità, ad incrociare le braccia saranno anche i medici ed i veterinari. Sono garantite le prestazioni essenziali e le urgenze ed il servizio di pronto soccorso.

Disagi in vista per gli uffici pubblici: ritirare un certificato all’Anagrafe o un qualsiasi altro documento potrebbe risultare difficile. Possibili problemi anche per chi dovrà pagare bollette o spedire pacchi alle Poste. Sempre per lunedì è infatti in programma lo sciopero unitario dei lavoratori delle Poste italiane per le ultime tre ore di turno.

Stessa modalità e stesso giorno anche per i lavoratori dell’energia (elettrici, petrolio, gas-acqua): l’astensione dal lavoro per i dipendenti giornalieri è prevista nelle prime tre ore del mattino, mentre sono esentati dallo sciopero i lavoratori turnisti delle centrali di produzione elettrica, della rete e del dispacciamento, limitatamente alle prestazioni in turno. Saranno comunque garantite le prestazioni indispensabili.

In concomitanza con lo sciopero, in tutta Italia ci saranno quindi presidi e manifestazioni per chiedere “un cambio radicale della manovra nel segno dell’equità”.

I lavoratori del pubblico impiego e della conoscenza scenderanno in piazza dalle ore 9.30 alle ore 12.30. A Roma saranno in Piazza Montecitorio dove si terrà un presidio nazionale, al quale saranno presenti, tra gli altri, i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Al centro della mobilitazione unitaria, la richiesta di modificare il testo della manovra durante l’iter parlamentare.

Telecom - Spostamento sciopero dal 16 al 22 x aziende sotto L. 146/90

Cari amici e compagni a seguito di segnalazione della Commissione di Vigilanza che ha rilevato come le Confederazioni per i giorni 16 (Cisl e Uil) e per il giorno 19 (Cgil, Cisl e Uil) hanno prima revocato lo sciopero per poi riconvocarlo come sciopero delle sole PP.AA. come Segreterie Nazionali abbiamo dovuto differire lo sciopero al giorno 22 Dicembre, primo giorno utile anche rispetto alla successive franchigie.

Evitando di sottolineare come è sempre più urgente riformare l’attuale legislazione sul diritto di sciopero è importante DARE MASSIMA DIFFUSIONE al fatto che nelle aziende TLC sotto legge 146 (ed anche per l’intero gruppo Telecom) lo sciopero di 3 ore a fine turno è spostato al 22 DICEMBRE 2011.

Cordiali saluti.

Le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL

Leggi volantino per il giorno 22 Dicembre p.v.


17 dicembre 2011

Manovra: 402 sì, 75 no

L’Aula della Camera ha approvato il decreto legge che contiene la manovra economica. Il testo, passato a Montecitorio con 402 sì, 75 no e 22 astenuti, va al Senato. La maggior parte degli assenti erano del Pdl: 70 su 130. Inoltre nel partito di Berlusconi gli astenuti sono stati 12.

Sono 130 (124 assenti e 6 in missione) i deputati che non hanno votato il decreto ‘Salva Italia’, tra 70 del Pdl, 6 del Pd, 10 di Fli, 8 della Lega. Gli astenuti sono stati 22 di cui 12 del Pdl e 9 di Popolo e Territorio.

La manovra, dunque, fa perdere al governo Monti ben 61 voti rispetto alla prima fiducia programmatica del 18 novembre. L’esecutivo dei ‘professori’ ottiene oggi la fiducia di ‘solo’ 495 deputati contro i 556 del mese scorso (record assoluto di consenso nella storia della Repubblica). Voti che, poche ore dopo, scendono a 402 al momento del via libera al decreto ‘Salva-Italia’.

Sulla manovra, oltre a quelli della Lega, a ‘SuperMario’ sono mancati i voti dell’Italia dei Valori (tranne quello di Renato Cambursano, dato in uscita dal partito di Di Pietro) e quelli delle minoranze linguistiche: i rappresentanti dell’Union Valdotaine normalmente votano con il governo, ma stavolta hanno deciso di esprimersi contro la fiducia in segno di protesta per i tagli fatti in maniera unilaterale dall’Esecutivo, e non secondo il principio dell’intesa, a Valle d’Aosta e alla provincia autonoma di Bolzano.

Ma hanno pesato tanto le assenze, il cui numero e’ stato particolarmente rilevante al momento del voto notturno finale. Nell’ultima votazione della giornata, mancavano all’appello 130 deputati: 124 assenti e 6 in missione. 70 dalle file del Pdl, malgrado l’sms con cui il segretario Angelino Alfano aveva raccomandato ”la massima presenza per ragioni politiche ed estetiche”. Non c’erano, poi, 6 deputati del Pd, 10 di Fli, 8 della Lega.

Gli astenuti, sempre al voto finale, sono stati 22 di cui 12 del Pdl (da segnalare, fra gli altri, Antonio Martino che a Monti ”piuttosto che manovre” ha chiesto ”riforme”) e 9 di Popolo e Territorio. Al momento della fiducia, nel pomeriggio, gli assenti erano stati 23 nel Pdl, 3 di Fli e 2 del Pd, piu’ 5 del Misto e due di Popolo e Territorio. Quattro gli astenuti, tutti del Pdl. Vuoti i banchi degli ex ministri Giulio Tremonti e Paolo Romani. Insomma, la ”medicina amara” delle misure per il contrasto alla crisi ha determinato una certa erosione del consenso parlamentare del governo Monti rispetto all’exploit di novembre.

Una spia si e’ vista quando l’Aula ha mandato ”sotto” praticamente all’unanimita’ il governo su un ordine del giorno della Lega volto ad esimere dal pagamento dell’Ici le case dove vivono handicappati. Su questo incidente ha forse pesato anche l’interlocuzione non certo forte del ministro Piero Giarda, in piu’ riprese richiamato dal presidente Gianfranco Fini a una maggiore prontezza nell’espressione dei pareri ed a essere ”piu’ rispettoso” dei parlamentari.

16 dicembre 2011

Wind Catania: Massiccia adesione sciopero 16 dicembre


"Anche a Catania abbiamo registrato un adesione altissima allo Sciopero Nazionale Contro la probabile esternalizzazione della Rete di Wind. Oltre il 90% è un risultato che ci inorgoglisce e che evidenzia come i lavoratori di Catania rimandano al mittente qualsiasi studio o progetto che rende precario non solo il lavoro ma soprattutto il contesto sociale che si potrebbe vivere con scelte scellerate e di cassa. Come SLC di Catania non molleremo mai, continueremo a difendere occupazione e diritti in un territorio che ha reso grande non solo WIND ma anche le più importanti aziende del settore. Vigileremo sulla correttezza delle procedure interne e soprattutto denunceremo sempre eventuali illegalità. Ringraziamo tutti i lavoratori che hanno contribuito a questo grande risultato e ringraziamo i compagni ed RSU del sito produttivo Giannì Sciuto, Giovanni Scimone e Mirko Oddo per il grande lavoro che hanno svolto e che stanno svolgendo" Diritti, Lavoro, Libertà!!
Il Segretario Generale SLC CGIL Catania: Davide Foti

Wind, alte adesioni allo sciopero


“Adesione pressoché totale allo sciopero indetto da Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil contro il progetto di esternalizzazione della gestione della rete Wind.” Così annuncia una nota della segreteria nazionale Slc Cgil.

“Se qualcuno in Wind avesse avuto finora dei dubbi circa il giudizio dei lavoratori sul progetto di esternalizzazione, con il risultato di oggi è chiaro a tutti il pensiero dei lavoratori: totale contrarietà. I tassi di adesione altissimi in tutti i reparti dell’azienda dimostrano che le paure del sindacato confederale sono in realtà giudizi condivisi da tutti: in gioco non c’è solo il futuro della rete ma il futuro dell’intera l’azienda. È opportuno che Wind, dopo la giornata di oggi, rifletta ulteriormente sulle proprie decisioni.”

“Come sindacato già dalle prossime ore continueremo con le iniziative affinché l’azienda riveda le proprie posizioni e cominci a ragionare sul proprio futuro senza scorciatoie o misure che ne mettano in pericolo il perimetro", conclude Slc Cgil.

"Con un’adesione pressochè totale dei circa 1.600 dipendenti del Lazio, possiamo dire con soddisfazione che lo sciopero del gruppo Wind è perfettamente riuscito ben oltre ogni nostra più rosea aspettativa", si legge invece in un comunicato unitario di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil di Roma e Lazio.

"Con lo sciopero di che di fatto ha bloccato l’azienda - si legge - i lavoratori e le lavoratrici hanno dato un grande segnale di compattezza e di maturità democratica, dimostrate anche nel presidio organizzato di fronte all’azienda e che ha visto la partecipazione di almeno trecento lavoratori, molti dei quali provenienti da altre regioni".
www.rassegna.it

Telecom Italia: Comunicato unitario incontro 13 Dicembre

Il giorno 13 dicembre 2011 si è svolto un incontro tra Telecom Italia e le Segreterie Nazionali di Slc Fistel e Uilcom congiuntamente alla delegazione nazionale nell’ambito delle verifiche dei processi di mobilità e di riconversione/riqualificazione professionale previsti dall’accordo del 4 agosto 2010.

Prima di trattare il punto all’ordine del giorno, la delegazione sindacale ha denunciato all’Azienda le consuete incongruenze che regnano all’interno di Telecom, con il problema che si presenta sistematicamente a fine anno relativamente alla fruizione delle ferie residue. In molti settori aziendali, infatti, registriamo forti pressioni al fine di far consumare le ferie entro l’anno, senza alcuna possibilità di far valere le motivate esigenze di carattere personale per il loro slittamento entro febbraio, come previsto dal CCNL; in altri casi gli stessi lavoratori, non riescono a godere di un loro diritto poiché le percentuali di ferie erogate risultano bassissime.

Altro tema sollevato dalle OO.SS. è stato quello sul ventilato blocco di tutti gli avanzamenti inquadra mentali, compresi i passaggi a livello 5S per le figure professionali previste, che dovevano essere effettuati a fine anno, in base a quanto concordato tra le parti.
In merito al capitolo delle ferie, l’Azienda ha comunicato di essersi attenuta a quanto previsto dal CCNL, fermo restando che farà ulteriori verifiche su quanto denunciato dal sindacato.

Inoltre, per quanto riguarda i passaggi di livello, ha confermato il blocco di tutti i passaggi di livello previsti, motivando tale decisione con esigenze di budget dell’anno in corso. Le segreterie nazionali hanno giudicato estremamente grave tale decisione che, se non modificataa in tempi rapidi, costringerebbe le OO.SS. ad azioni anche di carattere legale, visto che in particolare l’erogazione dei livelli 5S è regolata da un accordo tra le parti ed anche i passaggi 3/4 e 4/5 sono regolati da verifiche aziendali da effettuare in tempi definiti dal secondo livello di contrattazione; pertanto è stato chiesto un incontro urgente sul tema per immediati approfondimenti.

Per ultimo l’Azienda ha informato le Segreterie Nazionali, dell’intenzione di mantenere, anche per il prossimo anno, la possibilità per i propri dipendenti di iscriversi all’università, rispetto al progetto condiviso con le OO.SS..
A tal proposito sono stati forniti i numeri rispetto al primo anno di iscrizione:

iscritti 2558 lavoratori, in diverse facoltà : scienze della comunicazione 794, psicologia 539, ingegneria 509, economia 374, giurisprudenza 234, lettere 108, con un totale di esami superati di 1316, è stata anche estesa la possibilità di nuove iscrizione all’anno scolastico 2011- 2012, così come richiesto dal sindacato.

Sulla verifica dell’accordo 4 agosto 2010 Telecom ha presentato i dati delle uscite per mobilità, partendo da quelle già effettuate che sono 694 (di cui 381 nel 2010), dagli impegni già formalizzati dai lavoratori, con verbale firmato all’Unione Industriali n° 359 e 485 esiti positivi alla proposta di mobilità; il residuo previsto per il 2011 è di 608 lavoratori, con una previsione anno 2012 di n°1754 unità a completamento piano esodi. Per i lavoratori già in mobilità, l’Azienda ha confermato che le uscite fino al 30 ottobre 2008 sono tutelate dalla deroga dei 10mila lavoratori, a cui vengono applicate le regole ante riforma, legge 122/2010. Per coloro per i quali è stata prolungata l’erogazione dell’indennità di mobilità fino a dicembre 2011, Telecom ha dichiarato che inizierà a contattare questi lavoratori per integrare l’assegno di mobilità, con l’incentivo all’esodo così come previsto dall’accordo del 2008.

Per i lavoratori in uscita in questi giorni l’azienda vuol procedere, impegnandosi a verificare che gli stessi e anche quelli futuri, rientrino nella deroga dei 65mila, prevista dal decreto in questi giorni all’esame del Parlamento. Nel merito di quest’ultimo punto, le OO.SS. hanno dichiarato la loro contrarietà, chiedendo a Telecom Italia, di sospendere la messa in mobilità dei lavoratori in attesa di una definizione chiara e precisa della nuova riforma previdenziale, evidenziando inoltre, come lo scenario d’incertezza non aiuta i lavoratori a compiere una scelta consapevole per il loro futuro. Come sindacato consigliamo ai lavoratori interessati di verificare la condizione che si verrà a creare con l’approvazione della riforma, rivolgendosi anche alle strutture sindacali territoriali, prima di prendere qualsiasi decisione in merito.

Sull tema dei contratti di solidarietà, l’Azienda ha illustrato i dati relativi al numero di lavoratori coinvolti, a ottobre 2010 erano 29.204 (Full-Time-Equivalent 28.078,1) suddivisi in 25.867 lavoratori al 3,27%, 1.894 al 8,08% e 1.443 al 15% mentre al 31 ottobre 2011, vi sono 27.369 teste ( 26.221,4 FTE ) così divisi : 24.304 al 3,27, 1.803 al 8,08% e 1.262 al 15% ; questa diminuzione è dovuta anche a manovre riorganizzative che sono state messe in atto nel corso dell’anno.

I bandi di riconversione professionale, illustrati da Telecom, ed emessi dal dicembre 2010 all’ottobre 2011, sono stati undici, per un totale di 386 posti con un numero di adesioni pari a 802, di questi sono risultati idonei 264 lavoratori con 53 selezioni ancora da completare, a questi numeri vanno aggiunte le riconversioni professionali derivate da interventi di riorganizzazione (vedi processi su customer -care verso Open Access e ASA 177 unità coinvolte, da sales management fisso vs. customer operations mobile e fraud manag. e 19 risorse tramite job-posting anche all’interno del gruppo Telecom Italia). Per effetto di tali processi risultano riconvertiti/riqualificati 513 lavoratori e 53 sono in procinto di completare le selezioni, determinando al momento una riduzione di circa la metà dei 1100 esuberi da riassorbire attraverso i processi di riconversione/riqualificazione professionale.

In chiusura dell’incontro, le Segreterie Nazionali di SLC, FISTEL e UILCOM unitamente alla delegazione, hanno espresso un giudizio insoddisfacente su come è stato fino ad oggi gestito l’accordo del 4 agosto da parte dell’Azienda: l’erogazione di soli 11 bandi in un anno è per il sindacato un dato insufficiente e la mancanza di nuovi bandi da avviare con l’inizio del nuovo anno non può che essere elemento di grande preoccupazione. Inoltre riteniamo troppo basso il numero dei 264 lavoratori riconvertiti a fronte di 802 candidature e 386 posti disponibili, indice di selezioni talvolta eccessivamente fiscali e della scarsa volontà di alcune linee aziendali di agevolare tali processi; come OO.SS. infatti continuiamo a denunciare le continue bocciature dei candidati da parte delle linee. Inoltre avremmo auspicato nel corso del 2011, un corposo avvio di bandi, specialmente nell’ambito dei settori aziendali ove ai lavoratori sono applicate forti riduzioni dell’orario di lavoro. Ancora una volta invitiamo Telecom Italia a correggere questa gestione ad oggi negativa, iniziando un vero confronto costruttivo con il Sindacato firmatario dell’Accordo anche ai livelli territoriali, dove gli incontri previsti dall’accordo del 4 agosto sono rimasti per la maggior parte solo sulla carta.

La delegazione sindacale ha inoltre sollecitato l’Azienda a verificare, così come evidenziato in precedenti incontri, la possibilità di diminuire ancor di più i contratti di solidarietà in essere, registrando su molte attività condizioni organizzative e ritmi di lavoro che necessiterebbero di maggior personale.

Resta infine ancora fortemente carente nella sua applicazione la parte dell’accordo riguardante le possibili riconversioni di lavoratori operanti nelle Customer Operations verso le attività di Rete, non solo nel mondo 119 dove, nel frattempo, il mancato ingresso di nuove risorse determina ritmi di lavoro esasperati e le note difficoltà nella fruizione di ferie e permessi.

LE SEGRETERIE NAZIONALI

16 dicembre 2011

Pensioni, Liberalizzazioni, parametri Isee: novità della manovra

- Manovra voto di fiducia 16 dicembre 2011 -

Nessuna liberalizzazione per i farmaci di fascia C, alleggerimento della tassa su auto e barche di lusso, contributi dei lavoratori autonomi al 25 per cento dal 2018: sono alcune delle ultime novità della manovra Monti venerdì 16 dicembre alla Camera per il voto di fiducia.

Pensioni. Anche per il 2013, oltre che per il 2012, viene salvata l’indicizzazione del 100 per cento per le pensioni fino a tre volte il trattamento minimo dell’Inps, ovvero fino a 1405 euro. Ad evitare le penalizzazioni sarà così l’87,3 per cento delle pensioni erogate in Italia.

Restano le penalizzazioni per i lavoratori che vanno in pensione con 42 anni di contributi prima dei 62 anni di età anagrafica: la penalizzazione sarà dell’1 per cento annuo per i primi due anni mancanti a 62 anni e del 2 per cento per quelli successivi. Consentita invece la pensione anticipata con meno di 64 anni ai lavoratori dipendenti del settore privato con almeno 35 anni di contributi entro il 2012. Le donne potranno andare in pensione anticipata con almeno 20 anni di contributi e 60 anni di età. Il contributo di solidarietà per le pensioni d’oro sale dal 10 (superiori ai 200mila euro) al 15 per cento.

Imu. Confermata la rivalutazione delle rendite catastali al 60 per cento che dovrebbe consentire il recupero di 10-12 miliardi di euro. L’Imu (l’Imposta municipale unica, che prende il posto della vecchia Ici) sulle prime case sarà al 4 per mille, sulle altre al 7 per mille. Oltre alla franchigia iniziale di 200 euro saranno possibili esenzioni fino a 600 euro, grazie a detrazioni di 50 euro per figlio residente con i genitori sotto i 26 anni. Per le case all’estero di persone residenti in Italia ci sarà un’imposta di bollo dello 0,76 per cento sul valore dell’immobile. Le rendite catastali degli immobili che ospitano banche e assicurazioni verranno rivalutate all’80 per cento.

Conti correnti. Eliminata l’imposta di bollo per i conti correnti con giacenza media annua inferiore a 5mila euro. Rimane a 34,20 per i conti correnti sopra i 5mila di persone fisiche. Per le imprese e persone giuridiche, invece, il tributo sale da 73,8 a 100 euro, con un rincaro quindi di 26,2 euro.

Pagamenti in contanti. Il tetto per i pagamenti in contanti della pubblica amministrazione (incluse le pensioni) è fissato in 1.000 euro e non in 500 come inizialmente annunciato.

Fisco. Vengono prorogati i termini per beneficiare della rateazione dei debiti tributari. Chi decide di pagare le tasse a rate non avrà più l’obbligo di fideiussione. Diventa fissa la tassa sui capitali che hanno usufruito degli scudi durante gli anni Duemila. Per riscuotere le somme dovute al fisco da chi ha aderito ai condoni il termine è posticipato al 31 dicembre 2013.

È prevista un’imposta di bollo speciale del 10 per mille nel 2012, che sale al 13,5 per mille l’anno successivo, sui capitali scudati. A partire dal 2014 è prevista una aliquota ordianria del 4 per mille. Inoltre le attività che sono state prelevate dal rapporto di deposito saranno soggette a un’imposta del 10 per mille. Le aziende in difficoltà potranno ottenere una proroga di 72 mesi per il pagamento delle cartelle esattoriali. I contributi per i lavoratori autonomi arriveranno al 25 per cento nel 2018.

Pagamenti con carte. La commissione massima dovuta da negozianti alle banche sarà dell’1,5 per cento.

Liberalizzazioni. Il pacchetto resta previsto per il 2121, senza proroghe al 2013. Rimangono esclusi i tassisti, che saranno sottoposti a specifiche norme sul settore dei trasporti,e le farmacie. L’Agenzia italiana del farmaco dovrà individuare, entro quattro mesi, l’elenco dei farmaci di fascia C che non necessitano di prescrizione medica che potranno vendere anche le parafarmacie e la grande distribuzione.

Attività finanziarie. Confermata l’imposta sulle attività finanziarie detenute all’estero da persone fisiche residenti in Italia. L’imposta è dello 0,1 per cento annuo del valore delle attività finanziarie per il biennio 2011-2012 e dello 0,15 per cento dal 2013. Dall’imposta si potrà dedurre un credito d’imposta pari all’ammontare dell’eventuale imposta patrimoniale versato nello Stato in cui sono detenuti i prodotti e gli strumenti finanziari.

Isee. L’Indicatore della situazione economica equivalente, che cerca di affinare lo strumento che consente di accedere, a condizioni agevolate, alle prestazioni sociali, verrà rivisto in base al quoziente familiare, soprattutto con riferimento ai figli successivi al primo e a persone disabili a carico.

Incarichi pubblici. I dirigenti, amministratori e sindaci di banche che ricoprono un doppio incarico in banche, società finanziarie o assicurazioni non potranno più mantenere doppi incarichi, e dovranno scegliere quale incarico mantenere entro 90 giorni. Scaduto il termine decadranno da entrambi gli incarichi.

15 dicembre 2011

Swisscom svaluta Fastweb, utile 2011 scende di 1,2 mld franchi

Swisscom si aspetta quest'anno un calo dell' utile di 1,2 miliardi di franchi svizzeri (0,97 miliardi di euro circa), a causa delle difficoltà economiche e all'aumento dei tassi di interesse in Italia, fattori che hanno avuto un impatto negativo sulla controllata Fastweb. Lo afferma la società in un un comunicato.


La società elvetica ha così dovuto adeguare il business plan di Fastweb e rettificare il valore della partecipazione, precisando che tale operazione non inciderà negativamente sul cash flow e sul versamento dei dividendi (alla prossima assemblea verra' proposto un incremento della cedola di un franco a 22 franchi svizzeri per azione).


Swisscom ha in ogni caso precisato che l'investimento in Fastweb rimane strategicamente e finanziariamente importante, considerando le sue moderne infrastrutture in fibra ottica e il positivo contributo alla crescita dei ricavi dell’intero gruppo. "Sarebbe sbagliato mettere in discussione l'investimento in Italia, e sicuramente non stiamo pensando di entrare in altri mercati", ha detto l'Ad di Swisscom, Carsten Schloter, in una conference call.


Nella primavera 2007, Swisscom ha rilevato Fastweb per approfittare della crescita del mercato della banda larga italiano grazie alla moderna infrastruttura in fibra ottica dell’azienda e per compensare l’attesa erosione del fatturato e dei risultati sul mercato svizzero. Da quando è stata rilevata, Fastweb si è sviluppata positivamente: nel 2010 il fatturato dell’azienda è aumentato del 50% circa a 1,9 miliardi di euro; nello stesso periodo l’Ebitda, senza spese straordinarie, è progredito di oltre il 50% a circa 490 milioni di euro.


Fastweb dispone di una forte posizione di mercato nel segmento delle grandi e medie imprese: con una quota del 20% circa, è la numero due nel segmento dei clienti commerciali. E dall’acquisizione da parte di Swisscom, lo share in questo segmento è raddoppiato.


Nel segmento della clientela privata, dopo una fase di crescita, Fastweb è stata tuttavia sotto pressione negli ultimi trimestri. All’origine di questo andamento sono la difficile situazione economica in Italia determinata anche dalla crisi finanziaria e dei debiti, la crescente saturazione del mercato della banda larga e la forte competitività a livello di prezzi determinata dall’entrata sul mercato di nuovi operatori. Nel segmento della clientela privata ciò si traduce in una diminuzione superiore alle attese delle entrate medie per cliente. La disponibilità dei clienti a cambiare operatore è aumentata e la quota di crescita netta di nuovi clienti è inferiore a quanto previsto inizialmente. Inoltre Fastweb deve fare i conti con elevate perdite sui crediti.


Ma nel rettificare il valore di Fastweb, Swisscom ha preso in considerazione anche il maggiore rischio-Paese dell’Italia, un supplemento dei costi di capitale e una riduzione delle prospettive di crescita. L’elevato indebitamento dello Stato, la debole crescita economica, la crescente disoccupazione e l’insicurezza politica sono fattori di rischio che compromettono la futura crescita e quindi il valore dell’azienda, afferma la casa-madre.


Di fronte alla crisi italiana, però, Swisscom non resta a guardare e vara subito una “strategia focalizzata e un business plan adeguato” per Fastweb per raggiungere gli obiettivi di medio termine. Il nuovo business plan prevede – dopo un calo dei fatturati nei primi due anni – una crescita media annua del fatturato del 2,5% per tutto il periodo di pianificazione di cinque anni. Sono considerate fonti di fatturato "la partnership con Sky, l’elevata qualità dei servizi e l’ampliamento dell’offerta di telefonia mobile". Entro il 2016 il margine Ebitda dovrebbe migliorare e attestarsi al 34% grazie all’aumento dell’efficienza, a un contenimento dei costi per 120 milioni di euro nei prossimi due anni e a un’ulteriore riduzione delle perdite sui crediti.


di Patrizia Licata


WIND: SCIOPERO NAZIONALE INTERO TURNO IL 16 DICEMBRE A PALERMO SIT IN IN PREFETTURA


Comunicato stampa
Le segreterie nazionali di SLC-CGIL, Fistel-CISL e UILCOM-UIL hanno indetto per il 16 Dicembre uno sciopero per l’intero turno di lavoro di tutti i lavoratori di Wind per fermare la cessione della rete.
In un momento di grave crisi economica dove vengono chiesti ulteriori sacrifici ai lavoratori dipendenti, Wind, una azienda che produce utili consistenti e leader nel settore delle TLC, dopo aver ceduto il portale “libero”, ha avviato uno studio sulla trasformazione della propria rete che si è concluso con l’annuncio della cessione dei lavoratori del Network, pur mantenendo al proprio interno gli asset (la proprietà delle strutture), decidendo quindi di far pagare ai lavoratori il proprio efficentamento.
Il sindacato condanna questa scelta che mette a repentaglio non solo il futuro occupazionale dei 1600 lavoratori coinvolti ma di tutta la Wind, a partire dai customer, dagli amministrativi, degli operatori it e commerciali, ma la cosa più scandalosa è che nonostante il sindacato si sia reso disponibile a ragionare di maggior efficienza, produttività e risparmio in tutte le aree aziendali e chiedere ulteriori sforzi ai lavoratori pur di salvaguardare il perimetro di Wind, l’azienda continua a fare orecchie da mercante.
I manager di Wind stanno dimostrando di non avere nessun senso di responsabilità verso i propri dipendenti, i clienti e il Paese.
Venerdì 16 tutti i Lavoratori di Wind sciopereranno, si organizzeranno manifestazioni locali, a Palermo i lavoratori di rete e quelli del call center si riuniranno in Sit In davanti la Prefettura dalle ore 09,00 alle ore 13,00 per coinvolgere le istituzioni.

WIND: SLC-CGIL “DAL 6 DICEMBRE BLOCCO DEGLI STRAORDINARI E IL 16 DICEMBRE SCIOPERO INTERO TURNO CONTRO ESTERNALIZZAZIONE RETE”


“Esperite negativamente le procedure di conciliazione, SLC-CGIL insieme agli amici di CISL e UIL ha proclamato a partire dal giorno 6 dicembre il blocco di tutte le prestazioni accessorie (straordinario, reperibilità, lavoro programmato) fino al giorno 22 Dicembre.
Inoltre per il giorno 16 dicembre è stato proclamato per l’intera giornata lo sciopero di tutta Wind. Come Segreteria Nazionale diamo mandato alle strutture territoriali e alle RSU di dare massima visibilità alla vertenza, coinvolgendo istituzioni locali, pubblica opinione, media”. Così comunica in una nota la Segreteria Nazionale di SLC-CGIL.
“La vertenza sarà lunga e complicata e la mobilitazione è solo all’inizio, non escludendo nessun livello (politico, sindacale, legale) di iniziativa. Lo studio sull’esternalizzazione della rete va fermato perché si mettono a rischio non solo le professionalità e il futuro occupazionale di1600 lavoratori coinvolti dall’eventuale cessione, ma di tutta Wind a partire dai customer, dagli amministrativi, degli operatori it e commerciali. E la cosa che rende il tutto ancor più scandaloso non è solo che Wind va bene, con ingenti utili, e che il suo modello industriale ha funzionato e funziona, ma anche e soprattutto che il sindacato si è, sin dall’inizio, dichiarato disponibile a ragionare di maggiore efficienza e maggiori risparmi in tutte le aree aziendali, pur di salvaguardare il perimetro di Wind”.
“Siamo pronti cioè - continua SLC-CGIL - a ragionare di maggiore flessibilità e produttività in tutte le aree aziendali, dalle vendite al customer fino ovviamente alla rete e all’IT, siamo pronti a chiedere ai lavoratori ulteriori sforzi. Ma tutto ciò all’azienda non interessa: i manager di Wind stanno dimostrando di non avere alcun senso di responsabilità verso i propri dipendenti, i clienti, il Paese. Wind oggi è mossa esclusivamente da un interesse finanziario nel breve, altro che sviluppo industriale e responsabilità sociale”.

14 dicembre 2011

Manovra, un salasso da 1.129€ per le famiglie

Gli italiani l’avevano capito da soli ma ora la certezza arriva anche dai numeri: le famiglie sono diventate più povere. La comunicazione, secca come da prassi, arriva dal bollettino statistico di Bankitalia che ci informa che abbiamo perso in tre anni più del 3% di ricchezza. Colpa della manovra Monti? No, e qui viene il brutto. Il bollettino, infatti, analizza la situazione delle famiglie tra il 2007 e il 2010. Periodo in cui i sacrifici annunciati e poi messi nero su bianco dal presidente del Consiglio non erano neppure stati lontanamente immaginati.

In tre anni, spiega Bankitalia, le famiglie italiane hanno perso il 3,2% di ricchezza netta, per un totale di 8.640 miliardi di euro. Sempre in termini reali la ricchezza complessiva è scesa dell’1,5% tra il 2009 e il 2010. Così gli italiani si adattano e chi ha ancora qualche risparmio ricompone il suo portafogli finanziario: più liquidità, meno azioni e meno titoli di Stato.

Ma non basta. Per le famiglie italiane è infatti in arrivo una nuova stangata. Secondo Adusbef e Federconsumatori, infatti, con la manovra Monti le ricadute al 2014 saranno pari a 1.129 euro l’anno a famiglia, che, sommando anche le misure 2011 del governo Berlusconi, salgono a 3.160 euro. L’impatto sulla capacita’ di consumo e’ del 7,6% annuo.

Secondo i calcoli delle due associazioni, a regime le ricadute della manovra in via di approvazione saranno pari a 197 euro di tagli e 932 euro di imposte. I tagli riguardano il mancato adeguamento dell’indicizzazione delle pensioni oltre 1.000 euro (34 euro l’anno) e quelli agli enti locali (163 euro l’anno).

Per quanto riguarda invece le imposte la tabella evidenzia 270 euro da aumenti dell’Iva, 405 euro per l’Imu prima casa, 120 euro per le accise sulla benzina, 47 euro per il bollo sui depositi, 90 euro per l’addizionale regionale allo 0,3%.

Il totale ammonta cosi’ a 1.129 euro l’anno, che salgono a 3.160 euro se si sommano le misure varate nel 2011 dal governo Berlusconi, che hanno ricadute per 2.031 euro.

Pesante sara’ anche l’impatto sui consumi: nel 2014, una famiglia di tre persone con una retribuzione netta nel 2011 di circa 32mila euro registrera’ a seguito delle varie manovre correttive una caduta nella capacita’ di consumo di circa il 7,6% annuo. Secondo le due associazioni, quindi, ”una delle conseguenze di mancati interventi a sostegno del potere di acquisto delle famiglie con redditi medio-bassi (attraverso politiche fiscali e sostegni sociali) sara’ quello di accentuare la recessione economica e le diseguaglianze nella distribuzione della ricchezza”.

Fastweb Catania: Richiesta chiarimenti

Abbiamo appreso la notizia diffusa dalle agenzie di stampa svizzere, secondo la quale, il Ceo di Swisscom, Carsten Schloter, avrebbe dichiarato che Fastweb dovrà risparmiare 120 milioni di euro nei prossimi due anni e che pertanto sarà necessario “tagliare in Italia posti di lavoro”, senza esprimersi sull’entità dei tagli, in quanto ritiene opportuno confrontarsi prima con le parti sociali italiane. Chiediamo a Fastweb immediati chiarimenti in merito a queste affermazioni, chiediamo che si assuma la responsabilità delle proprie dichiarazioni, quelle stesse che fino a due giorni fa assicuravano lo stipendio ad ogni suo dipendente! Le RSU e l’organizzazione sindacale CGIL SLC, non intendono arretrare di un passo: siamo pronti a tutto! Il nostro posto lavoro non può essere messo in discussione!

Le RSU CGIL SLC – Fastweb Catania

Maria Cristina Lo Giudice - Marco Strano - Lucia Torrisi


Fastweb dovrà tagliare impieghi

La società dovrà risparmiare 120 milioni di euro. Ignota l'entità dei tagli, "dobbiamo prima discutere con le parti sociali"

MILANO - Swisscom reagisce alla rettifica di valore della filiale italiana Fastweb. Nei prossimi due anni la società con sede a Milano dovrà risparmiare 120 milioni di euro. Per questo motivo verranno tagliati posti di lavoro, ha reso noto oggi il CEO della compagnia telefonica Carsten Schloter.
Nel corso di una teleconferenza, Schloter non ha voluto esprimersi sull'entità del taglio occupazionale: "dobbiamo prima discutere con le parti sociali in Italia", solo dopo verranno prese decisioni definitive.
Schloter ha messo in chiaro che la situazione di Fastweb non metterà in pericolo nessun posto di lavoro in Svizzera. Nemmeno gli investimenti saranno colpiti e rimarranno attorno al miliardo di franchi per le infrastrutture.
Nei primi nove mesi dell'anno gli investimenti hanno già superato di 200 milioni di franchi quelli dell'anno precedente, ha sottolineato il CEO. A causa della continua evoluzione della banda larga su rete fissa e mobile rimarranno elevati anche in futuro.

Pensioni - Classe ’52, pensione a 64 anni con 35 di contributi, donne a 60 con 20

Gli assegni pensionistici fino a 1400 euro saranno rivalutati al 100% del tasso di inflazione, mentre l’uscita dal lavoro sarà un filo più morbida, specie per le donne. La limatura della stretta sulle pensioni alla fine c’è stata: il primo ministro Monti rivendica che grazie all’innalzamento della soglia “il blocco delle indicizzazioni riguarderà la gran parte dei pensionati”. E dal Pd giungono segnali di soddisfazione per le “correzioni significative nel segno dell’equità”.

Blocco indicizzazioni. Riguarderà tre quarti dei pensionati, tutti coloro che prendono una pensione fino a 1400 euro. Il blocco sarà totale ma solo per il 2012. Nel 2013, invece, la rivalutazione completa riguarderà solo le pensioni minime e il doppio della minima, vale a dire gli assegni fino a 935 euro. Per il principio dei saldi invariati, la correzione sarà finanziata con il prelievo straordinario del 15% per la parte eccedente degli assegni pensionistici oltre i 200 mila euro euro lordi annui, che tra Inps e Inpdap dovrebbe aggirarsi sui 2500 euro pro-capite.

Pensioni rosa. Le donne potranno conseguire il trattamento di vecchiaia con un’età anagrafica non inferiore a 64 anni qualora maturino entro il 31 dicembre 2012 un’anzianità contributiva di almeno 20 anni e alla stessa data conseguano un’età di 60 anni.

Classe ’52. In “via eccezionale” i lavoratori dipendenti del settore privato che matureranno i requisiti nel 2012 secondo le vecchie regole potranno andare in pensione anche con 35 anni di contributi e 64 anni di età. Chi sceglierà di andare in pensione in anticipo sul compimento dei 62 anni di età, avrà una riduzione dell’1% , e non del 2%, dell’assegno del primo anno di pensione anticipata rispetto ai 62 anni, che torna al 2% per ogni ulteriore anno di anticipo rispetto ai due anni.

Lavoratori autonomi. Aumenta invece l’aliquota contributiva per i lavoratori autonomi. Da gennaio scatta un aumento dell’1,3%, anziché dello 0,3%, per salire dello 0,45% l’anno e arrivare all’aliquota a regime del 24% , invece del 22%, nel 2018.


Dichiarazioni Monti: “Ora la manovra è più equa. Non servivamo? Ci avete chiamato voi”

Siamo in grado di accogliere suggerimenti per rafforzare l’equita’ del provvedimento per salvare l’Italia”: lo ha detto il premier Mario Monti, intervenendo alla Camera.

Il premier, quindi, sottolinea la ”natura strutturale di molti interventi e l’equilibrio dell’azione intrapresa con numerosi e durevoli elementi di equità”.

Secondo Monti criticare la manovra affermando che ”pagano sempre i soliti” è rifarsi a ”luoghi comuni”. ”Abbiamo identificato nuova materia – ha precisato -: a pagare saranno nuovi noti, in modo tale che potremo tassare meno le imprese e il lavoro, come si conviene a un’economia che vuole crescere”.

Pensionati e scudati. Il premier, quindi, ha sottolineato che il blocco delle indennita’ per le pensioni ”non riguardera’ la maggior parte dei pensionati e sara’ compensato dalla tassazione sullo scudo”. Sempre a proposito di scudo fiscale il premier ha spiegato che ”Ci sarà una tassa dello 0.4% sui capitali scudati e sarà il prezzo per proseguire l’anonimato”.

Patrimoniale, un cane che abbaia ma non morde. Quindi, da Monti, arriva anche una spiegazione precisa sul no alla patrimoniale: ”Non e’ stato possibile tassare la ricchezza familiare, a partire dei grandi patrimoni. Ho chiesto ai tecnici se fosse possibile farlo subito e mi hanno risposto che non sarebbe stato possibile prima di due anni. Intervenendo subito avremmo abbaiato e non morso”. Un riferimento, quello di Monti, anche alla possibile fuga all’estero dei capitali.

Tasse. La manovra, ha poi riconosciuto il presidente del Consiglio, porta un aumento della pressione fiscale ma ”l’alternativa sarebbe stata un avvitamento nella crisi del debito sovrano che porterebbe, non alla recessione ma alla distruzione del patrimonio e all’evaporazione del reddito degli italiani”.

Imu e Ici.La tassa sul patrimonio immobiliare ”esiste in tutti i paesi d’Europa: segnalo che l’Imu elaborata da un prezioso lavoro di questo Parlamento ha caratteristiche di maggiore equita’ rispetto alla vecchia Ici”. Cosi’ il presidente del consiglio, Mario Monti, spiegando che ”un patrimonio immobiliare di imprese e famiglie valutato, sulla base delle rendite catastali non rivalutate, in 1.330 miliardi di euro produce una tassazione di oltre 10 miliardi di cui solo 2,4 sulla prima casa, con una sensibile riduzione rispetto ai vecchi 3,2 miliardi della vecchia Ici’

Infrastrutture, sud, sviluppo ”Ora – ha aggiunto Monti parlando del dopo manovra – apriamo due grandi cantieri, quello del lavoro che richiede un quantum di negoziato con le parti sociali maggiore. L’altro cantiere e’ quello delle infrastrutture, non solo fisiche”. Il tutto senza trascurare il sud perché, secondo Monti, ”molta parte dello sviluppo italiano deve passare dalla ripresa del Sud. Lo dico da settentrionale e lombardo. E chissa’ se non fossi varesino…”.

Chiamato perché la politica non ha saputo fare. Monti, in ogni caso, non risparmia una stoccata alla politica che certi provvedimenti non ha voluto affrontare: ”Qualcuno ha detto ‘non servivano professori per fare questa manovra’. Parole sacrosante. Si guarda a me come se fossi corresponsabile o fautore di un Governo di tecnici. Altri l’anno voluto, io non ho fatto alcuna candidatura per trovarmi in questa posizione”. Monti ha quindi spiegato di aver semplicemente ”fatto appello ai migliori per venire con me in questa impresa”. “Anche altri potevano fare le misure contenute in manovra? ”E’ verissimo, ma perche’ non le avete fatte voi?”: Monti replica alle critiche mosse alla manovra durante la sua audizione in Commissione Bilancio e Finanze alla Camera: ”perche’ il sistema politico si era incartato in un bipolarismo ad alta concentrazione di conflitto. Eravate paralizzati, sennò non saremmo arrivati noi, non ci avreste chiamato”.

Sovranità persa per debolezza. ”L’Italia - secondo il premier – sta perdendo la sua quota di sovranita’ deliberatamente come tutti gli altri Paesi europei. L’Italia in piu’ ha perso la sovranita’ con qualche quota di troppo perche’ si e’ messa in una posizione di debolezza rispetto agli altri Paesi Europei”. Monti, ha così risposto a chi gli chiedeva un commento sulla posizione dell’Italia alla luce del nuovo patto di bilancio Europeo. ”Se fossi stato nel Governo – ha sottolineato – non sarei stato lieto di vedere un comunicato del Presidente francese che ci diceva cosa dovevamo fare. Non sarei stato lieto di ricevere una lettera firmata dai banchieri centrali”, con riferimento alla missiva inviata nell’estate al vecchio esecutivo dall’allora governatore della Bce, Jean Claude Trichet, e da quello entrante, Mario Draghi.

”Dopo questo dibattito – ha però aggiunto Monti – sono piu’ fiducioso sul futuro dell’Italia”


Poste: Comunicato manovra Salva Italia

Alla vigilia dell’incontro con Poste Italiane per discutere delle possibili soluzioni da adottare per far fronte agli eventuali buchi contributivi e retributivi che le lavoratrici e i lavoratori subirebbero per effetto della manovra “Salva Italia”, la SLP CISL ha dichiarato la propria indisponibilità a partecipare al suddetto incontro.

L’azienda ha deciso dunque di rinviare la riunione a data da destinarsi.

Noi pensiamo che un tema di questo tipo debba avere priorità su tutto, motivo per cui, alle richieste di convocazione fatte all’azienda facciamo seguire, sempre, la nostra presenza a tutti i tavoli.

La stessa cosa non fanno altre 4 OO.SS., che a fronte di dichiarazioni bellicose nei confronti dell’azienda nell’interesse dei lavoratori, hanno sempre qualcosa di più urgente o più importante da fare quando c’e’ da stare al tavolo e trattare. Questo comportamento non fa onore in particolare all’organizzazione che si vanta di essere la più rappresentativa tra le lavoratrici e i lavoratori e che poi nei fatti, in una fase così delicata si disinteressa di una questione che riguarda 5.000 lavoratori.

Altrettanto grave è il comportamento dell’azienda che, debitrice nei confronti dei propri dipendenti si sottrae al confronto.
Ancora una volta siamo costretti dunque a chiedere alle altre OO.SS. e all’azienda di recuperare quel senso di responsabilità, anche sociale, scritto sui protocolli e sempre meno praticato.

Roma,13 dicembre 2011

p. la Segreteria Nazionale SLC CGIL: Barbara Apuzzo

13 dicembre 2011

Poste: Apuzzo (Slc Cgil), manovra ritarda pensione per 5.000 lavoratori in esodo incentivato

Dottor Claudio Picucci
Resp. Risorse Umane Centrale

Dr. Paolo Faieta
Resp. Relazioni Industriali

Poste Italiane S.p.A. Viale Europa 175 00144 Roma

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Per effetto delle decisioni adottate dal Governo in questi giorni, migliaia di lavoratrici e di lavoratori anche in Poste Italiane subiranno lo spostamento in avanti, fino a sei anni, dei tempi previsti per accedere alla pensione.
In particolare, sono circa 5.000 i casi di lavoratrici e lavoratori oggetto di esodo incentivato che non riusciranno ad andare in pensione nei tempi previsti.

Si tratta in generale di persone che, oltre a non percepire più lo stipendio, per colmare il vuoto contributivo che si genererebbe, dovrebbero contribuire volontariamente, versando cifre esorbitanti pur di mantenere la propria pensione così come precedentemente calcolata o, in alternativa, qualora non fossero in grado di versare le cifre necessarie, subirebbero una pesante decurtazione della stessa.

Alla luce di quanto esposto, nella speranza che si possa raggiungere un accordo che attutisca l’impatto che la manovra provocherà su questi lavoratori, siamo a richiedervi un urgente incontro con tutte le OO.SS. firmatarie del CCNL, per un’analisi compiuta del fenomeno e la ricerca di tutte le possibili soluzioni.

p. la Segreteria Nazionale SLC CGIL: Barbara Apuzzo

Roma 12 dicembre 2011