21 novembre 2012

Eurocall call center di Siracusa Stabilizza 35 Lavoratori

- COMUNICATO STAMPA -

E’di pochi giorni fa la notizia che a Palermo sono stati scoperti lavoratrici e lavoratori che vendevano servizi per grandi società telefoniche con un fenomeno che potremmo definire dei“sottoscalisti” ,questo avvenimento anche se probabilmente di vaste dimensioni non ricopre certamente tutte le provincie della regione.

Siracusa, è una di quelle provincie dove il Sindacato,riesce, grazie anche ad Aziende che operano responsabilmente nel settore ,con regole di trasparenza e con una sana concorrenzialità ,a gestire risorse umane, ed attività ,che fanno dei giovani della provincia lavoratori “VERI” e non “Fantasmi “ e con in tasca almeno il minimo sindacale, ….come si diceva un tempo.

SLC CGIL SR, è riuscita in questo mese di Novembre a stabilizzare a tempo indeterminato ben 23 tra Lavoratrici e Lavoratori di Eurocall ,un Call Center di Siracusa,  ma gli intenti tra le parti prevedono un’ulteriore consolidamento da qui a fine anno di ulteriori 12 risorse, questo grazie alle sinergie che hanno messo in campo SLC CGIL SR , SLC CGIL CT. e l’Azienda che  hanno prodotto per i Lavoratori di questa due provincie un centinaio e più di stabilizzazioni.

Provare a vendere servizi, telefonicamente, è un’attività che oggi ricopre una fetta di mercato non certo irrisoria, a cui molti giovani e non, alla prima esperienza si dedicano, e molte Aziende senza scrupoli, consapevoli di questa debolezza sfruttano per il loro tornaconto.

L’attenzione che SLC CGILSR sta mettendo  in campo in questo settore  è finalizzata ad una campagna di verifiche in tutta la provincia di quelle aziende che credono che il  settore delle telecomunicazioni sia una “ZONA FRANCA”.

Come O.S. chiediamo alle committenti  che ricercano questo tipo di servizi di attivarsi per
creare anche in collaborazione con le OO.SS. procedure che possano dar luogo a  commesse degne di una civiltà evoluta.

Segreteria Slc Cgil Siracusa
A.Plumeri – S.Amara

LA VIOLENZA SULLE DONNE È UNA SCONFITTA PER TUTTE E PER TUTTI

Scendiamo in Piazza donne e uomini sabato 24 novembre ore 10.00 Piazza Università
25  Novembre  2012  Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne, non più una ricorrenza rituale.

Gli ultimi episodi di orrenda violenza sulle  donne rappresentano un vero e proprio allarme sociale per il quale donne e uomini consapevoli esprimono forte preoccupazione:

Per l'allarmante numero di donne uccise dai propri partner o ex partner (femminicidio).
Per la violenza di cui sono vittime spesse donne e uomini anziani;
Per la violenza nei confronti di donne e bambine italiane, migranti, Rom;
Per la tendenza socio culturale che minimizza e giustifica la violenza domestica, gli stupri e le molestie sessuali nei luoghi di lavoro.

È UN MASSACRO CHE DOBBIAMO FERMARE.

Che usino il fucile, la pistola, il coltello, il martello o il mattarello, la tragica sostanza rimane. Una sostanza che dice "Io sono il padrone e dispongo della tua vita perchè mi appartiene".
Che usino la provocazione economica, sociale, psicologica, affettiva, la violenza  rimane e può crescere e degenerare. La violenza non ci chiede permesso e non suona il campanello. E' già tutta scritta in una cultura che va urgentemente cambiata.
Basta parlare degli assassini delle donne come di uomini innamorati, pazzi, gelosi o colti da raptus.

DAVVERO BASTA!!!

Per questi motivi abbiamo aderito alla convenzione "NO MORE" promossa dall'Udi nazionale, condividendone la proposta politica unica. Abbiamo scelto di essere insieme per richiamare le Istituzioni alle loro responsabilità e agli atti dovuti; per ricordare che tra le priorità dell'agenda  politica, la protezione della vita e della libertà delle donne non può essere dimenticata e disattesa.

Al Comune e alla Provincia regionale chiediamo:

1) La stipula di accordi di programma e la creazione di reti locali competenti, per prevenire e contrastare la violenza di genere, fra l'amministrazione provinciale e il comune, il privato sociale e tutti gli altri settori coinvolti chi si occupano di violenza sulle donne e sugli altri soggetti sociali più deboli.

2) Potenziamento dei CENTRI ANTIVIOLENZA presenti nel territorio.

3)    Creazione di strumenti per l'indipendenza economica delle donne vittime di violenza.

4) La riapertura della casa protetta ad indirizzo segreto chiusa nell’anno 2007

5) Promozione di azioni di sensibilizzazione culturale a partire dalle scuole.
                                                                                                
Alla Regione Sicilia

L'immediata attuazione della legge sulla violenza di genere (l.n. 3  del 2012) insieme alla destinazione di risorse adeguate per contrastare costantemente ed efficacemente il triste fenomeno.

La violenza maschile sulle donne non è una questione privata  ma politica ed è un fenomeno di pericolosità sociale per donne e uomini, bambine e bambini

MA È SOPRATTUTTO UNA SCONFITTA PER TUTTI!!

Durante la manifestazione oltre il sit-in, il volantinaggio e la raccolta firme, si terrà una passeggiata in bicicletta a sostegno dell’iniziativa.



 CGILCATANIA - UDI - ARCI SICILIA - DIRETTIVO NAZIONALE ASSOCIAZIONE ANTIMAFIA RITA ATRIA - AUSER CATANIA - AKKUARIA - ASSOCIAZIONE LE STELLE IN TASCA - CENTRO ANTIVIOLENZA THAMAIA - CITTÀ FELICE - AMPI CATANIA - CONVENZIONE PER LA PACE - CASABLANCA - ASSOCIAZIONE CULTURALE DANTES - CIRCOLO CITTÀ FUTURA - EMERGENCY GRUPPO TERRITORIALE DI CATANIA - G.A.P.A. GIOVANI ASSOLUTAMENTE PER AGIRE - GIRO DI VITE -  I GIOVANI DEMOCRATICI - LILA CATANIA - ONDE DONNEINMOVIMENTO - PARTITO DEMOCRATICO CATANIA - PRC - SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTÀ - UDU CATANIA. 

No alla violenza sulle donne: "Non voglio più soffrire"

Nell'ultimo anno le denunce e le richieste di ammonimento da parte di donne rimaste vittime di stalking sono aumentate del 20%. All'incirca 200 casi denunciati ogni anno: segno di un fenomeno che purtroppo continua a mietere vittime, ma anche segno di una maggiore consapevolezza delle donne, sempre meno disposte a subire in silenzio molestie e atti persecutori. I dati, diffusi dalla Questura di Bari, sono stati presentati ieri dal vice questore aggiunto di Bari Francesca Falco, nell'ambito del pomeriggio di studi su "Stalking. Costruire La rete per riconoscerlo e contrastarlo" che si è tenuto nell'aula Aldo Moro della facoltà di Giurisprudenza di Bari. L'iniziativa è stata promossa dal Comitato Pari Opportunità dell'Università di Bari e dell'associazione Ress (Ricerche educative e studi sociali) e organizzata nell'ambito del progetto "Vis" (Violenza interpersonale e stalking). L'obiettivo dell'incontro è stato coinvolgere le professionalità che si occupano di stalking sul territorio "per creare una rete in un'ottica di prevenzione" ha detto Letizia Carrera del Comitato Pari Opportunità e vicepresidente Ress. Proprio nell'ottica della prevenzione del fenomeno, l'aumento delle denunce per stalking ha portato alla creazione di un gruppo di lavoro presso gli uffici della Questura di Bari chiamato "Non voglio più soffrire", con l'obiettivo di contrastare la cosiddetta "vittimizzazione di carattere secondario", ovvero l'ulteriore danno subito da chi, già vittima di reato, non trova risposte adeguate nelle istituzioni.

Cambiamo Catania

Care amiche e cari amici,
Io Cambio Catania - Sabato 1 dicembre alle 19, via Crispi 235 Cataniaper ricordarvi meglio che domenica 2 dicembre si vota per il ballottaggio delle nostre splendide primarie, i volontari di Io cambio Catania hanno pensato bene di organizzare il giorno prima un piccolo momento di festa nella loro sede, in Via Crispi 235. L'occasione è solenne: come vedete dall'invito che allego, si tratta dell'inaugurazione della sede di Io cambio Catania. Le facce, invece, sono normalissime. Assieme a loro vi aspetto quindi sabato 1 dicembre a partire dalle ore 19,00 in Via Crispi 235.
Stiamo lavorando seriamente per un Paese migliore e la grande festa democratica delle primarie rappresenta una tappa importante. Facciamolo anche per la nostra città perché anche Catania merita di essere migliore. Dipende da noi. Da ognuno di noi che deve dire in cuor suo ma anche in pubblico: Io cambio Catania.
E proprio per questo ognuno di noi può dare un contributo importante a questo progetto, per sentirsi parte del cambiamento: chiunque può diventare volontario di Io cambio Catania. Come? Il modo più semplice, e forse il più bello e coinvolgente, sarà partecipare alla serata di sabato: per saperne di più, per scambiare quattro chiacchiere, per condividere le nostre idee sulla città. Per chi non potesse, resta sempre a disposizione la mia mail, quella dei volontari (iocambiocatania@yahoo.it) o il gruppo su Fb di Io Cambio Catania.

Chiunque può darci una mano e far sì che Catania cambi, per davvero!

Vi aspetto!
Grazie

Giuseppe Berretta.

Inps: CGIL, bilancio sociale fotografa situazione esplosiva, da ministro nemmeno una parola

“Oltre la metà dei pensionati sotto i 1.000 euro al mese, il crollo dell'occupazione in particolare dei giovani, i redditi in calo, la CIG oltre il miliardo di ore. Il Bilancio sociale dell'Inps fotografa una situazione sociale esplosiva, peraltro ulteriormente aggravatasi nel corso del 2012”. Così il segretario nazionale della CGIL, Vera Lamonica commenta i numeri del Bilancio sociale Inps 2011,  presentato oggi a Roma nella sede del Cnel
“E' singolare - prosegue il dirigente della CGIL - che su tutto questo il ministro del Lavoro e delle politiche sociali, nel suo intervento conclusivo non abbia speso una parola, limitandosi a ribadire il suo concetto di sostenibilità finanziaria del sistema previdenziale, scisso da ogni considerazione sulla sua molto discutibile sostenibilità sociale”.
“La principale funzione dell’Inps - aggiunge Lamonica - non deve essere quella di educare,  tanto meno di fare propaganda alla bontà delle riforme. L'Inps è l'Ente che gestisce tutte le prestazioni di welfare del Paese e deve garantire oltre che efficienza anche efficacia dei servizi e delle prestazioni. Deve aprire, e non chiudere, le porte ai cittadini che sempre più riempiono le file ai patronati, che stanno svolgendo una meritoria e non riconosciuta azione di supplenza, e per fare questo tutto serve tranne nuovi tagli, che colpirebbero pesantemente anche l'attuale livello di servizi”
“Infine - conclude il segretario nazionale della CGIL - per quanto riguarda la partecipazione, bisognerebbe affrontare finalmente il tema della governance, garantendo alle parti sociali, espressione di lavoratori ed imprese, di svolgere un effettivo ruolo di indirizzo e di vigilanza, nell'ottica di garantire un effettivo governo duale dell'Ente".
www.cgil.it

I sindacati lanciano l'allarme in vista del rinnovo dei contratti di manutenzione della rete di Telecom Italia

6mila posti di lavoro. Tanti – secondo i sindacati – sarebbero quelli a rischio in vista del rinnovo dei contratti per i servizi di manutenzione e valorizzazione della rete Telecom Italia previsto per dicembre. Ieri i vertici nazionali dei sindacati metalmeccanici, Fiom, Fim e Uilm, che hanno incontrato al Mise i vertici di Assistal, l’associazione delle imprese costruttrici di impianti, hanno messo al centro la questione delle gare al massimo ribasso “che finiscono smepre più spesso – fanno sapere dalla Fiom - nelle mani delle imprese minori"  mentre  società di punta come Sini, Valtellina, Sielte, Mazzoni, Ceit, Ciet, leot e Site sembrano non essere più in grado di competere perché 'penalizzate' dal peso economico del contratti nazionali. “Si tratta di imprese – prosegue la Fiom –che offrono ai loro dipendenti tutte le garanzie del contratto nazionale. Lo stesso non si può dire delle realtà più piccole che, non applicando le dovute tutele contrattuali, competono in maniera scorretta sul mercato”. 

Con conseguenze nefaste per i grandi player che devono l'80% del loro fatturato a Telecom Italia:Sirti ha dichiarato mille esuberi su 4mila adetti in totale, mentre i dipendeti di Sielte e Mazzoni beneficiano di ammortizzatori sociali. Molto delicata anche situazione economica di Ceit che ha annunciato la cassa integrazione da gennaio per 300 dipendenti.

La proposta dei sindacati è chiara: bisogna inserire negli appalti Telecom Italia la cosiddetta "clausola sociale" che obbligherebbe i vincitori a riassumere il personale delle aziende uscenti.

"Il settore in 10 anni ha perso 12mila posti di lavoro. Dalle privatizzazioni in poi i lavoratori sono stati costretti a stringere la cinghia. Non possiamo permettere che logiche di risparmio di Telecom portino a un'ulteriore macelleria sociale - commenta Enrico Azzaro, segretario nazionaledi Uilm - Chiediamo con forza la clausola sociale ma vorremmo che le aziende di settore cogliessero anche l'opportunità della diversificazione: agenda digitale, smart city e avanzamento delle reti non solo telefoniche rappresentano delle chance che nessuno può permettersi di ignorare".

Il tavolo del Mise è aggiornato a metà dicembre.

20 novembre 2012

Agile, l'11 dicembre tavolo al Mise

Il ministero dello Sviluppo economico ha convocato il prossimo 11 dicembre alle ore 11 tutte le parti che hanno sottoscritto l'intesa relativa ad Agile ex Eutelia lo scorso 23 gennaio. Lo rendono noto le segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm dopo aver incontrato i vertici del dicastero di via Molise a Roma per sollecitare proprio la convocazione del nuovo appuntamento in sede ministeriale per avviare una verifica complessiva degli impegni assunti e sottoscritti da parte di tutti gli altri attori coinvolti nell'accordo in questione. A sostegno della richiesta, informa un comunicato, circa duecento lavoratori coinvolti hanno manifestato questa mattina nei pressi del ministero di Corrado Passera.

"Occorre avere risposte - spiegano i sindacati metalmeccanici- sugli ammortizzatori sociali e sugli esodati di Agile, sul percorso di attuazione dei fondi Feg, risorse necessarie che insieme a quelle delle Regioni, possono utilizzarsi per la formazione dei lavoratori e sull'emissione di bandi di gara con sistemi premianti per chi assume lavoratori da aziende fallite. A riguardo delle aziende che hanno acquisito i rami di azienda da Agile ed Eutelia, come Tbs It e Cloud Italia, è importante monitorare lo stato di avanzamento dei loro piani industriali e dei conseguenti impegni assunti".

Le segreterie nazionali hanno anche richiesto di collegare fortemente i fondi legati all'Agenda Digitale, alla risoluzione delle vertenze aperte presso il Ministero dello Sviluppo. "La durissima vicenda delle lavoratrici e dei lavoratori di Agile ex Eutelia, può essere risolta solo con il contributo di tutti i soggetti firmatari dell'accordo del 23 gennaio scors", concludono i sindacati.

L'intesa dello scorso gennaio coinvolti puntava a dare una prospettiva ai 1.285 adetti, da quasi tre anni  in amministrazione straordinaria, e che ora dovrà essere presentato ai lavoratori. Tbs si era inoltre impegnata ad assumere 220 addetti per il primo anno con la possibilità di un numero ulteriore di assunzioni - legate ai volumi di fatturato.

Stando all'accordo la formazione per gli addetti, cofinanziata attraverso i fondi Feg, è assicurata da gran parte delle regioni in cui sono ubicate le sedi di Agile. Inoltre
per realizzare lo scivolo alla pensione per i lavoratori che hanno maturato i requisiti con i parametri ex ante della riforma approvata dicembre, le parti coinvolte nell'intesa, sia a livello centrale che territoriale, avevano convenuto di attuare un'azione di sensibilizzazione nei riguardi del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

Poste: Verbale di accordo cassa integrazione Transystem

Nella giornata odierna, presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, si è sottoscritto il verbale di accordo per la concessione della CIGS per crisi aziendale, ai sensi dell’art.1 della Legge n. 223/91, per un periodo di 12 mesi, a decorrere dal 1 luglio 2012 fino al 30 giugno 2013. Nei prossimi giorni si definirà con l’azienda l’ammontare dell’acconto sull’anticipazione della CIGS per i mesi di ottobre, novembre, dicembre, nella previsione che a gennaio verrà erogata la CIGS dall’INPS, oltre che i ratei della tredicesima e l’una tantum prevista dall’ultimo rinnovo del ccnl.
Cordiali Saluti.
p. L’Area Servizi
Nicola Di Ceglie

  1. Leggi e scarica l'accordo

Il padrone di Metroweb pronto a entrare in Telecom Italia

Il Fondo F2i, che di fatto possiede Metroweb, sarebbe pronto a investire tra i 500 e i 750 milioni di euro in Telecom Italia. Secondo La Repubblica il deus ex machina Vito Gamberale avrebbe proposto a Mediobanca e Intesa Sanpaolo (azionisti di riferimento della holding Telco) una soluzione perfetta per garantire l'aumento di capitale e accogliere senza rischi la proposta di Naguib Sawiris. In pratica Telco, che com'è risaputo controlla Telecom Italia, avrebbe le risorse per mettersi in pari con l'aumento da 2/3 miliardi di euro messo sul piatto dal Faraone.
L'idea è affascinante ma secondo gli esperti preluderebbe anche a un cambio di management e di strategia nello scorporo della rete. Gamberale in fondo vuole ardentemente una NewCo indipendente a capo delle infrastrutture, come tutti gli OLO, e trarrebbe grande vantaggio da una Telecom con risorse sufficienti per portare avanti ogni progetto di sviluppo. Il tutto ovviamente coinvolgendo la Cassa Depositi e Prestiti e la stessa Metroweb.
Insomma, forse la mossa di Sawiris ha smosso sufficientemente le acque per obbligare gli azionisti forti a fare delle scelte importanti per il futuro dell'azienda. Gamberale ne ha approfittato e adesso attende la risposta di Telco. Il prossimo CDA Telecom del 6 dicembre sarà a dir poco infuocato. Tempo un paio di settimane e conosceremo il destino della rete broadband italiana.
Intanto il ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera si è detto sorpreso dell'offerta.  ''Non lo so, ma sarei molto sorpreso'', ha risposto qualche ora fa ai giornalisti al termine della sua audizione al Senato in Commissione Industria. La sua posizione anche sull'ingresso di Sawiris nel gruppo è neutrale. "Spero non mi stia dicendo che lo Stato deve entrare a gamba tesa nelle decisioni di aziende private e quotate. Sarebbe una cosa che non solo non risponde alle regole del gioco, ma che significherebbe non attrarre più un investimento estero'', ha risposto stamani.
"Il mio auspicio è che l'Italia si doti di una rete di alta qualità in poco tempo. Spero che riusciremo a convincere Telecom a fare una combinazione forte con la Cdp. Non credo sia un settore dove si possano avere 2 o 3 reti o ricominciare da capo, perché il costo sarebbe insostenibile. L'eventuale investimento del gruppo Sawiris in Telecom non cambia queste mie convinzioni e sono certo che, come si è trovata una soluzione efficace per Terna e Snam, possa accadere la stessa cosa anche per Telecom. Nel pieno rispetto di tutti gli interessi in campo e nel quadro delle chiare indicazioni che ci vengono da Bruxelles".
di Dario d'Elia

Angelo Villari chiude con il passato: "Al Comune un volto nuovo"

http://catania.livesicilia.it
CATANIA - Rinnovamento e discontinuità. Sono queste le parole d'ordine per Angelo Villari, segretario provinciale della Cgil di Catania. Il numero 1 della Camera del Lavoro, da osservatore attento, analizza la politica catanese. Sviscera, con bisturi da chirurgo, ogni aspetto dell'amministrazione della cosa pubblica da Palazzo degli Elefanti alla provincia. "Onestamente da parte di Stancanelli e della sua giunta c'è stata un'attenzione ai temi del risanamento, bisogna dargli atto di questo - afferma - ma questa amministrazione comunale non è stata all'altezza nell'affrontare i veri temi di questa città che sono quelli dello sviluppo, della crescita, del controllo del territorio e della legalità. E' mancata un'idea di città." Tanti proclami e pochi fatti. Esempio emblematico per Villari sono stati i tanto decantati Stati Generali del 2010. "Noi della Cgil abbiamo partecipato con un certo scetticismo, ed oggi alla luce delle cose quell'evento è rimasto semplice propaganda."

Lapidario il sindacalista sulla gestione di Palazzo Minoriti. "Sulla provincia stenderei un velo pietoso. E' vergognoso che chi ha responsabilità di quel tipo invece di affrontare i problemi scappi come ha fatto il presidente della provincia, cercando di trovare sedie più comode".

In vista delle prossime comunali, Villari che non nasconde la sua appartenenza politica, considera il nuovo appuntamento elettorale una grande occasione per il centrosinistra per tornare a governare la città dopo un ventennio. "La sfida sarà nei progetti - afferma - che, però, vanno affrontati con un approccio nuovo basato sul rinnovamento. Un rinnovamento della classe politica e delle idee." Due le priorità secondo il segretario della Cgil: "Legalità per garantire sicurezza e attrarre investimenti, e sostegno alle fasce più deboli". Drammatica la fotografia scattata da Villari: "La povertà a Catania è a livelli impressionanti e mai visti. Basta guardare i livelli di reddito dei pensionati, l'enorme percentuale di disoccupazione, le donne che non riescono a trovare lavoro, i tanti operai che sono stati espulsi dalle attività produttive". "Ecco da dove partire: affiancare all'obiettivo legalità azioni volte allo sviluppo e alla crescita, ma questo lo devono fare uomini nuovi e culture nuove. Serve innovazione - incalza - nei progetti e nei soggetti".

Soggetti nuovi, ma ha dei nomi? Alla domanda diretta, Villari preferisce non rispondere. "Per questa missione - ribadisce - è necessario un volto nuovo". E se sui nomi non si sbottona, il sindacalista ha le idee chiare sulla personalità del nuovo sindaco: "Catania non ha bisogno di un uomo che abbia la presunzione di fare tutto da solo, a questa città serve una personalità pronta a governare con l'aiuto di tutti. Solo, così, Catania potrà riscattarsi".

Un'analisi che si discosta dalle idee di Antonino Recca, rettore dell'Università di Catania e di Puccio La Rosa, vicepresidente del consiglio comunale, che hanno rilanciato proprio dalle pagine di LiveSiciliaCatania la candidatura di Enzo Bianco. "Non bisogna guardare al futuro pensando al già fatto - commenta - perché non siamo più nella fase di dieci o quindici anni fa, siamo in una fase nuova che deve essere affrontata da gente nuova. Io conosco le grandi qualità del senatore Enzo Bianco, il quale ha rappresentato una stagione importante per Catania. Io credo però che oggi con l'aiuto, anche di Bianco, c'è bisogno di qualcosa di nuovo". Villari pretende discontinuità in tutti i settori: "Cambiamento di rotta dall'Università  ad ogni incarico pubblico di questa città".
di Laura Distefano


19 novembre 2012

Detrazioni per i figli: sconti per tutti i redditi

Arrivano fino a mille euro le detrazioni che la legge di stabilità ha previsto, a partire dal 2013, per i figli a carico: per chi ha un reddito inferiore a 20.000 euro annui, gli sconti arrivano fino a 963 euro; ma ad avvantaggiarsi delle nuove norme saranno anche coloro che hanno un reddito superiore a 60.000 euro. Le detrazioni aumentano fino a 500 euro per chi ha bimbi disabili. Ecco le principali previsioni.

Sconti per neonati
Per i redditi inferiori a 20.000 euro annui (per es. operai), si usufruirà di uno sconto fiscale di 963 euro fino al terzo anno di età del bambino.
Se i figli sono due, la detrazione sale a 1.996 euro.
Nel caso di redditi compresi tra 25.000 euro e i 30.000 euro, e vi sono tre bambini, di cui uno sotto i tre anni e gli altri più grandi, la detrazione è di 2.371 euro (304 euro in più di quelli attuali).
Per i redditi tra i 35.000 e i 40.000 euro (quello degli impiegati di banca o dei funzionari pubblici di medio livello), è prevista una detrazione per i bambini bebé di circa 700 euro.
Per i redditi fino a 50.000 euro, la detrazione è di 578 euro.

Redditi di medici pubblici
Per i redditi tra 50.000 e 60.000 euro, la detrazione scende a 449 euro (111 euro in più rispetto alla normativa attuale). Se invece la famiglia ha tre bambini, di cui uno sotto i tre anni e gli altri più grandi, la detrazione passa dagli attuali 1.414 euro a 1.622 euro (un guadagno di 208 euro).

Pubblici dipendenti
Per gli impiegati della P.A. (con un reddito più o meno inferiore a 30.000 euro), con un solo figlio, la detrazione è di 650 euro annui; con due figli sopra i tre anni, la detrazione è di 1.382 euro (218 euro in più rispetto ad oggi); con tre figli, la detrazione arriva a 2.166 euro.

Figli disabili
Le detrazioni sono particolarmente elevate per le famiglie con bimbi disabili.
In questi casi, se il reddito è inferiore a 20.000 euro, e si ha un figlio sotto i tre anni, lo sconto è di 1.397 euro (513 in più dell’attuale).
Se il reddito è compreso tra 20.000 e 25.000 euro, la detrazione è di 1.304 euro.
Se il reddito è compreso tra 25.000 e 30.000 euro, la detrazione è di 1.211 euro.
Se il reddito è superiore a 60.000 euro, lo sconto è di 652 euro.
Se il bambino ha più di tre anni, si va invece da una detrazione massima di 1.239 euro per i redditi bassi (434 in più dell’attuale normativa) a 578 euro per i redditi più alti (203 in più rispetto ad oggi).

Telecom Italia, riunione comitato esecutivo, probabilmente il 22 novembre, in vista del cda del 6 dicembre.

 Il comitato ha il compito di esprimere un parere preventivo sulle operazioni strategiche. Secondo quanto detto a Reuters da alcune fonti nei giorni scorsi, il cda del 6 dicembre dovrebbe trattare dell'offerta di Naguib Sawiris per una partecipazione in Telecom Italia e dello scorporo della rete fissa.
Telecom Italia ha successivamente confermato che si tratterà del tema della rete, aggiungendo che si discuterà anche dell'interesse per la brasiliana GVT. Altre fonti hanno detto venerdì a Reuters che i colloqui tra Telecom Italia e Cassa Depositi e Prestiti sullo spinoff della rete sono in una fase di stallo o rallentamento in attesa di vedere gli esiti dell'offerta di Sawiris.
A inizio novembre fonti hanno detto a Reuters che Vivendi SA intendeva raccogliere almeno 7 miliardi di euro per la cessione della controllata brasiliana GVT e stava valutando manifestazioni di interesse da almeno quattro soggetti, tra cui Telecom Italia.
L'Ad Telecom Marco Patuano ha successivamente confermato l'interesse per la società brasiliana.
Il comitato esecutivo è formato da: Franco Bernabè, presidente esecutivo; Elio Catania consigliere indipendente; Julio Linares Lopez, consigliere in rappresentanza di Telefonica ; Aldo Minucci, vicepresidente; Renato Pagliaro per Mediobanca ; Marco Patuano AD; Marco Sentinelli, consigliere indipendente.
Telco, che detiene la partecipazione di riferimento del gruppo, è partecipata da Telefonica, Intesa Sanpaolo, Mediobanca e Generali.

Camusso aderisce a “Convenzione contro la violenza maschile sulle donne-femminicidio”

Adesione di Susanna Camusso alla “Convenzione nazionale contro la violenza maschile sulle donne – femminicidio”. E' molto importante - spiega la Segretaria generale Cgil, nella lettera di adesione - la scelta fatta da tante associazioni e realtà  nazionali della società  civile di promuovere e proporre a tutte le Istituzioni una Convenzione per contrastare e prevenire la violenza contro le donne e contro i diritti umani.
La Convenzione - aggiunge - richiama le Istituzioni alla loro responsabilità ,ricorda come la libertà  femminile sia la premessa di civiltà  del paese afferma in modo inequivocabile che la violenza maschile sulle donne non è un tema privato, mai: nè quando la violenza avviene tra le mura domestiche, nè quando si esprime in tante forme nei luoghi di lavoro . Al contrario il contrasto alla violenza sulle donne è un grande tema politico. Ma non è solo una scelta importante.
Il richiamo, prosegue Camusso, che la Convenzione lancia alla responsabilità  delle Istituzioni è un atto necessario e lo è per moltissime ragioni. Per il numero crescente di femminicidi in Italia; per il persistere di tendenze socio-culturali che minimizzano o giustificano la violenza domestica;per l'assenza di osservatori per la rilevazione sistematica dei dati;per la stessa rappresentazione del corpo delle donne nei media e nella pubblicità; per la sostanziale esclusione delle donne dalla vita pubblica e dal lavoro; per la scarsa efficacia delle misure di contrasto finora messe in atto; per la stessa debolezza e non completa attuazione del Piano nazionale Antiviolenza del Dipartimento Pari opportunità. Per tutte le ragioni cioè che la relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla violenza contro le donne, Rashida Manjoo, ha elencato nel suo terribile rapporto sull'Italia.
Ma c'è violenza anche nel mondo del lavoro - continua la segretaria generale della Cgil -. La crisi che investe l'economia italiana è affrontata con politiche recessive di austerità  che il Sindacato Europeo proprio oggi 14 novembre ha contestato con la mobilitazione e lo sciopero: questo approccio ci condanna alla recessione e rende il lavoro sempre più precario e i giovani e le donne sempre più soli. Sappiamo quanto la precarietà  esponga le lavoratrici native e migranti al ricatto sessuale ,quanto faccia proliferare le dimissioni in bianco,indebolisca la sicurezza nei luoghi di lavoro e alimenti il mobbing.
Anche per questo chiediamo da tempo che venga recepito in Italia l'accordo quadro europeo sulle molestie e sulla violenza sul luogo di lavoro firmato a Bruxelles ben tre anni fa,nel 2007, dal sindacato europeo e dalle associazioni delle imprese. Sono convinta che la violenza contro le donne sia una sconfitta per tutti, come abbiano voluto scrivere nello striscione appeso sulla porta della sede nazionale della Cgil. Per tutto questo - conclude Camusso - sottoscrivo la Convenzione no more.

Call center: SLC-CGIL, necessaria campagna straordinaria di controlli sul territorio nazionale.

“Pochi giorni fa a Palermo sono stati scoperti venti cittadini italiani che lavoravano, per un salario irrisorio, vendendo servizi di grandi società telefoniche. Oggi, grazie ai loro sfoghi affidati ad un social network, scopriamo altri 112 nostri concittadini ad Ariano Irpino, costretti ad essere fantasmi, voci anonime senza diritti, “beni di consumo” loro malgrado, proprio come quei servizi che provavano a vendere telefonicamente.” Così denuncia una nota della segreteria nazionale Slc Cgil.

“Centododici persone che, ancora una volta, non hanno trovato nessuna altra alternativa alla disoccupazione se non lo sfruttamento, il lavoro nero, la negazione della loro stessa esistenza.
Occorre, a questo punto, che si attivi la Direzione dei Servizi Ispettivi del Ministero del Lavoro per promuovere una campagna di verifiche straordinarie su tutto il territorio nazionale perché, evidentemente, la risorgenza del fenomeno dei “sottoscalisti” non è più una possibilità ma un dato di fatto al quale occorre dare una risposta articolata e strutturale.”

“Occorre – prosegue la nota – che il sindacato tutto intensifichi ulteriormente gli sforzi per avvicinare quei lavoratori e strapparli ad un destino di soprusi ma, soprattutto, ciò che occorre di più è che, una volta per tutte, i datori di lavoro del settore delle Telecomunicazioni diano un segnale pubblico, inequivocabile, della loro convinta partecipazione a questa battaglia di civiltà.
Bene ha fatto Assocontact ad esprimere tutto il proprio sdegno dinanzi a simili notizie, ora attendiamo che tutti i committenti facciano lo stesso ed attivino, un volta per tutte, procedure rigide che impediscano che quote importanti di lavoro possano finire, a qualunque titolo, ad imprenditori rapaci senza scrupoli.

Produttività, Cgil Nazionale: Nota di Susanna Camusso

Il testo che le controparti hanno sottoposto al giudizio e alla firma delle organizzazioni sindacali dal titolo "linee programmatiche per la crescita della produttività e della competitività in Italia" contiene elementi non condivisibili.
La CGIL considera non esaurito il confronto, in particolare sul salario, sulla democrazia e sulle normative contrattuali. Il lungo confronto ha determinato, rispetto alle prime stesure, e grazie alla determinazione della CGIL, anche elementi d’avanzamento nella difesa della condizione delle persone e, proprio per questo, il negoziato merita la prosecuzione.
Il giudizio della CGIL resta negativo su alcune parti sostanziali del testo proposto, ritenendo che la scelta del Governo e delle controparti di considerare le condizioni di lavoro l'unica variabile della produttività su cui agire, ha fin dall'inizio segnato negativamente il negoziato, rendendo così la produttività da scelta strategica per lo sviluppo del Paese a riduzione del reddito dei lavoratori e delle lavoratrici.
Nel merito del testo.
La CGIL continua a ritenere che il CCNL debba avere la funzione di tutelare il potere d'acquisto delle retribuzioni dell'insieme dei lavoratori e delle lavoratrici di ogni singolo settore, incrementando i minimi tabellari che determinano anche le relative incidenze, mentre il secondo livello (che attualmente riguarda meno del 30% del lavoro dipendente) deve aggiungere risorse legate alla produttività nell'impresa. Per questo abbiamo proposto una formulazione diversa del testo per rendere esplicita la separazione tra i due livelli:
- la garanzia del potere d'acquisto da attuarsi nei rinnovi contrattuali;
- l'introduzione di un altro elemento distinto, che scatterebbe laddove non vi sia la contrattazione aziendale.
Invece la soluzione presente nel testo considera l'indicatore IPCA -già non esaustivo del recupero del potere d'acquisto- indicatore onnicomprensivo del primo e secondo livello di contrattazione. In questo modo si andrebbe alla differenziazione dei minimi salariali e alla riduzione della protezione del potere d'acquisto delle retribuzioni. Questa scelta ha un ulteriore effetto recessivo, visto il già presente impoverimento delle retribuzioni e relative contrazioni dei consumi, e perde l'effetto di incentivazione della produttività a fronte di fattori organizzativi e di investimenti che le rendessero disponibili.

Call Center: oltre 5 mila lavoratori a progetto a rischio in Calabria entro l'anno

Daniele Carchidi
SLC CGIL CALABRIA
L'approvazione della legge 92/2012, la cosiddetta riforma del Mercato del Lavoro, animatamente contrastata dalla CGIL ai vari livelli, comincia a mietere le sue vittime. E lo fa partendo da una regione, quale la Calabria, già martoriata da percentuali di disoccupazione oltremodo elevate, colpendo il settore dei call center in outsourcing, settore produttivo capace nell'ultimo quinquennio di dare stabilità e lavoro in questa terra.
Entro la fine di quest'anno in Calabria, scadranno nelle varie aziende del comparto oltre cinquemila contratti a progetto, che a causa del contestuale mancato rinnovo del contratto delle telecomunicazioni, potrebbero non vedersi rinnovati. La cosiddetta “legge Fornero” che doveva contribuire a ridurre le tipologie contrattuali atipiche, e contestualmente favorire stabilità ai contratti precari, rischia, per l'assenza di contestuali politiche di crescita ed incentivazione alle aziende, di dare un duro colpo all'economia della regione. Una regione, quella calabrese, che vive di Call Center, potrebbe uscirne devastata ulteriormente da una norma che rischia di essere una mera enunciazione di principio senza contestuali politiche che permettano la messa in sicurezza del settore.
Sono oltre 200 milioni di euro i redditi distribuiti in Calabria dalle aziende che operano in questo distretto produttivo, ed oltre la metà proviene da forme di contratti precari. Solo questo dovrebbe bastare a far comprendere la gravità della situazione, cercando fattivamente di porre rimedio nel breve termine.
Entrando nel merito della questione, la riforma del mercato del lavoro, diventata legge lo scorso agosto, impone il riconoscimento di un importo fisso per i lavoratori con contratti a progetto, rinviando al contratto collettivo di settore di riferimento la definizione del compenso. Ebbene ad oggi il contratto collettivo delle telecomunicazioni, scaduto da circa un anno, non ha avuto ancora rinnovo e pertanto non è stato definito quale sia l'importo da riconoscere ai lavoratori a progetto. È ovvio che questa legge migliora leggermente le condizioni dei lavoratori precari del settore, riconoscendo un fisso mensile, ma soprattutto riconducendoli al di sotto di un contratto collettivo nazionale, ma in assenza del rinnovo contrattuale, è sicuramente una bella norma, ma non applicabile. Qualora ce ne fosse ancora il bisogno, questa situazione, come quella degli esodati, mostra la miopia di un governo tecnico, concentrato sulle misure economiche di austerithy che dimentica che dietro ogni legge, ogni norma, non ci sono solo numeri, ma persone, madri e padri di famiglia.
Inoltre la normativa in questione aumenta sicuramente il costo del lavoro per le imprese, le quali in assenza di parallele norme di incentivazione alla stabilizzazione, e di regolamentazione degli appalti con le grandi aziende committenti del settore, potrebbero comportare la migrazione di attività verso paesi ove il costo del lavoro è sicuramente inferiore.
Nella confusione normativa creatasi, con l'assenza di interpretazioni chiare e di circolari applicative, senza i dovuti controlli degli organi competenti, da qualche tempo in Calabria è scoppiata l'anarchia contrattuale, con le aziende che approfittando del buco legislativo creatosi instaurando rapporti di lavoro privi di dignità, e sicuramente al di fuori di ogni più peggiorativa interpretazione della legge in questione.
Il liberismo sfrenato del settore, norme parziali che paradossalmente incentivano le aziende alla delocalizzazione o alla applicazione di contratti da fame, stanno portando ad un dumping eccessivamente incontrollato. Ciò comporta gravi disagi alle aziende che le regole le rispettano, e si mettono a repentaglio anche i posti di lavoro stabili.
Il quadro è chiaro per molti, ma in troppi nel silenzio più totale stanno speculando su questo vuoto legislativo portando all'implosione di un settore che nella sola Calabria occupa oltre 15mila addetti.
La Slc Cgil, nel denunciare pubblicamente la situazione venutasi a creare in Calabria, metterà in campo, fin da subito tutte le azioni sindacali e legali per portare alla normalizzazione un settore strategico per l'economia calabrese. Nel far ciò ci appelliamo alle parti datoriali, sociali, politiche ed istituzionali, al fine di collaborare fattivamente nel risolvere il problema in un breve arco temporale. Difendere cinquemila posti di lavoro nella nostra terra non può essere che un obbligo morale per tutte le parti chiamate in causa, e ciascuno per la sua parte dovrà impegnarsi concretamente ad addivinere ad una soluzione. C'è il concreto rischio che nella Regione Calabria si perda la distribuzione, nel 2013, di oltre cento milioni di redditi, mettendo ulteriormente in ginocchio questa regione. La Calabria non può permettersi di perdere una fetta consistente di economia reale, contribuendo alla frantumazione di uno dei pochi settori del privato che in Calabria da lavoro e reddito a migliaia di famiglie.

Lavoratori Teleperformance: Il sangue non ve lo diamo...ma lo doniamo!!!

"Donare premia... lavorare nobilita"... I lavoratori di Teleperformance, unendo l'alto gesto sociale della donazione del sangue alla vertenza occupazionale, doneranno il sangue per "rendere visibile" il continuo venir meno di una serenità e dignità lavorativa... CI AVETE CHIESTO TUTTO...IL SANGUE NON VE LO DIAMO, MA LO DONIAMO!!! La data prevista è fissata per per il 20 novembre2012
"Questa iniziativa, dichiara Giuseppino Kiavich Pittalis  è nata da alcuni scambi di idee tra me e Silvia Quero cosa che facciamo spesso del resto. Poi tutta la prima parte organizzativa è stata messa in piedi da me tant'è che già dal 17 ottobre (dopo le assemblee) ho portato Andrea dagli amici dell'Avis i quali mi avevano gia riservato la prima data utile in cui potevamo avere l'autoemoteca visto che stavamo pianificando la cosa da un po' e lo stavamo facendo tutti noi della CGIL (del resto ci provammo gia due anni fa io e Peppe Maniglia) Successivamente visto che noi siamo una squadra ognuno ha avuto e ha un compito per la migliore riuscita dell'iniziativa ".
Silvia Quero che è la coordinatrice ribadisce: " la chiave di lettura, a mio avviso, è il ricatto occupazionale di cui la città di Taranto è vittima quasi per vocazione....ci ricatta l'ilva, ci ricatta teleperformance e, nel frattempo, tra una protesta e un presidio, molti di noi si ammalano gravemente ed hanno urgente bisogno di trasfusioni... purtroppo non è un piangersi addosso, è una triste constatazione di una lavoratrice che cerca di sopravvivere in una città che sembra essere destinata a diventare una città fantasma, una città da dove la gente se ne scappa (popolazione dimezzata in pochi anni), una città dimenticata letteralmente dalle istituzioni...." Ricordiamoci che la donazione di sangue, è forse uno dei più alti gesti di amore per la vita (propria ed altrui) e servirà per protestare contro il ricatto occupazionale che, proprio in una città come Taranto (dove peraltro la carenza sangue è partiolarmente sentita visti gli spaventosi numeri relativi ai malati di leucemia e svariate altre patologie tumorali), la fa da padrone...Noi diciamo NO al ricatto occupazionale, diciamo No alle pretese di spietate loghiche di mercato, diciamo No ai licenziamenti ed alla riduzione oraria. LE AZIENDE IL SANGUE LO PRETENDONO, I LAVORATORI LO DONANO!!! è questa la differenza fra noi e loro...."

17 novembre 2012

Rai: in 9 mesi persi 184 mln di euro

La Rai registra una perdita di 184,5 milioni di euro, per i primi nove mesi del 2012, in peggioramento di circa 218 milioni di euro al corrispondente periodo del 2011. E’ quanto emerge dalla Relazione analizzata dal Cda.
Secondo l’azienda, la perdita è da imputare, nonostante la riduzione dei costi di 82 milioni di euro, principalmente alla flessione dei ricavi pubblicitari e al costo dei grandi eventi sportivi.
Nei primi nove mesi dell’anno, le reti Rai hanno ottenuto nel complesso uno share medio del 41,5% in prime time e del 39,8% nell’intera giornata, consentendo alla Tv pubblica di mantenere la sua posizione di centralità e leadership nel mercato radiotelevisivo italiano.
Nel complesso i ricavi del Gruppo nei primi nove mesi ammontano a circa a 2.039 milioni di euro in diminuzione di 137 milioni rispetto al 2011; questo trend negativo è determinato principalmente dalla contrazione del fatturato pubblicitario (559 milioni di euro nel periodo considerato) in diminuzione di 114 milioni rispetto al 2011.
Meglio, invece, il trend degli investimenti pubblicitari per i canali specializzati e per il web che registrano complessivamente un incremento di circa 6milioni di euro, rispettivamente con una crescita del 13% e del 30%.
Il calo degli altri ricavi per 57milioni di euro è da imputare alla diminuzione dei ricavi commerciali e da convenzione con la Pubblica Amministrazione.
Tra costi del 2012 si rilevano quelli per i grandi eventi sportivi pari a 143milioni di euro relativi al Campionato Europeo di Calcio  e alle Olimpiadi estive.
Per quanto riguarda i costi per beni e servizi l’Azienda sta continuando il processo di efficientamento con un risparmio rispetto al 2011 di 82 milioni di euro.
Il costo del lavoro manifesta un incremento rispetto al 2011 di circa 7 milioni di euro, nonostante la rigorosa politica del turnover e il sostanziale blocco delle politiche retributive.
La forza lavoro media del gruppo al 30 settembre 2012 è di 11.583 dipendenti a cui si aggiungono circa 1500 risorse a tempo determinato espresse in unità anno. 
Nella stessa seduta, il Cda, ha approvato una nuova policy mirata al tema più generale del contenimento dei costi che prevede l’introduzione di un tetto ai rimborsi dei Consiglieri.

Twitter “contagia” anche l’email

Presto si potrà “twittare” anche per email. Se un follower della piattaforma di microblogging vuole condividere un “tweet” con amici che non frequentano il social network potrà farlo mandando un’email direttamente dal proprio account Twitter. I destinatari del messaggio saranno così in qualche modo coinvolti nel quotidiano “cinquettio” dei loro amici pur essendone ufficialmente estranei. Questa possibilità era da tempo presente nelle versioni mobili di Twitter, ma non era ancora stata aggiunta al sito principale.  L’opzione innovativa sarà introdotta nelle prossime settimane attraverso una piccola icona vicina a quelle dei bottoni “reply”, “retweet” e “favourite”.

Come hanno spiegato i dirigenti del social network, “talvolta si vuole condividere qualcosa con un altro gruppo come gli amici dell’università o i genitori o persone che non sono su Twitter”.

Si tratta chiaramente di una strategia mirata ad ampliare sempre più il numero degli utenti. Dall’anno scorso la piattaforma si è fortemente impegnata a pubblicizzare i propri servizi attraverso vari media: per esempio durante le trasmissioni tv sulle Olimpiadi scorrevano spesso i Twitter nel sottopancia, cosa che avviene spesso anche in programmi tv di genere diverso.

Twitter ha inoltre rimesso a nuovo il motore di ricerca interno, che adesso è tarato per una ricerca più precisa su foto, video e notizie che vengono condivise in quel momento.

16 novembre 2012

Intervento di Davide Foti, Segretario del Sindacato Lavoratori della Comunicazione, sui tagli alla cultura.

Davide Foti “I Teatri catanesi sono stati scippati delle risorse necessarie alla loro sopravvivenza e questo torto deve essere riparato. Il Teatro Massimo Bellini ed il Teatro Stabile di Catania devono essere messi nelle condizioni di poter fare promozione culturale e tutela delle tradizioni proprie". 
​Sulla Cultura una alternativa secca o programmarne il ridimensionamento o affermarne la centralità, noi siamo ovviamente per il secondo punto dell'alternativa. Così ha dato avvio alla sua relazione introduttiva Andrea Ranieri alla Conferenza Nazionale Assessori alla Cultura nel settembre 2011 spiegandone i tanti  perché anche attraverso le analisi del CENSIS sullo stato sociale del paese.
​La cultura, che è progetto e quindi  va valorizzata e preservata è il nostro core business anche perché rappresenta in partenza il 2,6% del Pil ed attraverso gli ulteriori componenti dell'industria culturale genera il 4,9% del Pil. Inoltre il solo turismo culturale rappresenta il 3% del Pil e nelle Città il solo turismo culturale può rappresentare  il 30% del mercato turistico totale.
​I Teatri, per tali ragioni, sono per la nostra Città e per il resto del paese fondamentali fonti generativi di valore i cui costi non possono essere parametrati sul solo numero dei biglietti emessi o sul numero degli abbonati tanto è vero che nel paese solo il 14% delle risorse dei Teatri deriva dagli incassi dal pubblico.
​I Teatri vivono perlopiù di sovvenzioni pubbliche ed il valore che deriva dalle attività culturali non è appannaggio e fonte di arricchimento materiale ed immateriale solo degli abbonati ma di tutto il territorio.
​Spesso quando si parla dei tagli alla Cultura gli scopi dei tagli non sono riconducibili a precise logiche di bilancio ma le ragioni sono riconducibili a ben altro o nell'intento di favorire altre aree territoriali  e questo non solo gli addetti ai lavori lo sanno bene.
​I Teatri catanesi sono stati scippati delle risorse necessarie alla loro sopravvivenza e questo torto deve essere riparato. Il Teatro Massimo Bellini ed il Teatro Stabile di Catania devono essere messi nelle condizioni di poter fare promozione culturale e tutela delle tradizioni proprie.
​Chiediamo quindi alla Regione Sicilia di agire in totale discontinuità rispetto a quanto fatto dalla precedente gestione sapendo che non siamo disponibili ad arretrare rispetto alle posizioni note. Con la schiena dritta e le orecchie tappate rispetto alle eventuali lusinghe dei potenti di turno.

Davide Foti
Segretario Generale SLC CGIL Catania