
Editore: Slc Cgil Catania - Direzione: Salvo Moschetto


Care/i Compagne/i
Vi allego il DDL sui precari esitato oggi in Commissione Bilancio e già incardinato questa sera in Aula. L'esame proseguirà giovedì 9 c.m. e il termine per la presentazione degli emendamenti scade alle ore 20:00 dello stesso giorno.
Eventuali proposte di emendamenti debbono pervenire entro la mattinata (sino alle ore 10,00) di giovedì, per darmi il tempo sufficiente per tentare di sottoportli alla deputazione di nostro riferimento. Fraterni Saluti.
Michele Pagliaro.
Scarica Disegno di legge - DDL n. 645/A -

Care\ i compagne \ i,
vi inoltriamo la risposta del Garante della Privacy al nostro interpello del 09/06/09 presentato a seguito dell’introduzione da parte di Vodafone delle strumentazioni biometriche finalizzate alla “strong autentication”.
Come tutte \ i voi ricorderete l’ interpello tendeva a chiarire con il Garante cosa sarebbe successo a quel lavoratore che, in caso di oggettivo o soggettivo impedimento a registrare i propri dati biometrici, si sarebbe potuto trovare, in modo del tutto involontario, nella situazione di mettere in contrapposizione il diritto al mantenimento del posto di lavoro con quello della tutela dei propri dati personali.
A riguardo la risposta del Garante, e soprattutto la lettera di Vodafone, fanno definitivamente chiarezza sul tema. In particolare Vodafone “conferma la propria disponibilità ad autorizzare forme di autenticazione alternative in casi di oggettiva impossibilità del lavoratore (ad esempio per malformazioni o difetti fisici), ed a prendere in considerazione, in via del tutto eccezionale, le eventuali istanze dei lavoratori che, in presenza di motivati, circostanziati e documentati impedimenti di carattere soggettivo, rendano la rilevazione biometrica particolarmente critica”.
Di particolare importanza risulta essere la conclusione alla quale il Garante è giunto sul tema, anch’esso centrale, della assoluta corrispondenza fra le rilevazioni biometriche, con le garanzie da noi pattuite negli accordi sottoscritti con Vodafone, ed il diritto dei singoli alla tutela della privacy propria e dei propri dati sensibili.
Con l’acquisizione di questa ulteriore garanzia riteniamo che si sia raggiunto un ottimo punto di mediazione fra le esigenze di sicurezza e riservatezza dei dati ed i diritti di tutti i lavoratori.
p. SLC-CGIL Nazionale
Area TLC
Riccardo Saccone
Oggi La Scala è il punto d’attenzione della cultura nel mondo e della lotta per la sopravvivenza della cultura italiana. Bondi sa che c’è il rischio che tanti teatri di prosa e tante fondazioni lirico sinfoniche possano chiudere i battenti e continua a non proferire parola. Il cinema ed il teatro italiani hanno bisogno di 200 milioni di euro che al momento mancano all’appello. Oggi alla Scala, così come giovedì al Capranichetta a Roma, continueremo a batterci finché vengano reperite le risorse. Se un ministro della cultura non può presiedere ai più importanti eventi culturali del nostro paese è bene che si dimetta.

“Il mondo della cultura, del cinema e della televisione” esprimono solidarietà ai lavoratori della Rai.
La Rai attraverso la sua opera di diffusione e di finanziamento ha in questi anni aiutato le produzioni cinematografiche, consentendo la realizzazione di prodotti indipendenti e di qualità.
La Rai ha consentito a tanti italiani di conoscere le diverse realtà regionali, ed ha sostenuto il cinema italiano e europeo d’autore.
La Rai, attraverso lo strumento televisivo e radiofonico, per tanto tempo è stata capace di trasmettere prodotti di qualità, oggi purtroppo relegati ai margini dei palinsesti, mentre le produzioni sono, sempre più frequentemente, delocalizzate.
Il SAI, pertanto, esprime solidarietà nei confronti dei lavoratori Rai che negli anni hanno contribuito ad una effettiva crescita culturale e civile del Paese, oggi pesantemente messa in discussione.
La perdita di un patrimonio, la perdita di capacità ideative e produttive di questa importanza, è inaccettabile.
Lo è al pari dei tagli alla cultura, alla scuola, all’università e alla ricerca, tutti simboli di un declino che va respinto.
Roma, 7 dicembre 2010
SAI SLC CGIL

Spettl.li. Segreterie Nazionali
SLC-CGIL - FISTeI-CISL UILCOM-UIL
Con riferimento ai colloqui intercorsi in occasione dell'incontro odierno, Vi confermiamo che a far data dal 1o gennaio 2011, sarà ripristinata la possibilità per i lavoratori studenti di usufruire dei c.d. "Permessis tudioa recupero"s ospesdi al 1" gennaio2 010. Tali permessi saranno fruibili secondo le modalità previste nell'accordo sindacale di Telecom Italia S.p.A. del 14 maggio 2008, fatta eccezione per il comma 6 che, per effetto delle mutate previsioni del comma 4.dell'art. 34 del CCNL TLC del 23 ottobre 2009 che ha portato da otto a nove i giorni di permesso retribuiti in aggiunta a quelli spettanti per legge e di quanto previsto nel comma 4. bis del medesimo articolo, viene interpretato nel senso che i lavoratori di cui al coÍtma 1 del citato accordo del 14 maggio 2008 che abbiano superato almeno tre su cinque esami, sostenuti nel corso di ciascun anno solare, saranno esonerati dal recupero di un giorno di permesso fruito.
Roma.1 dicembre 2010
Telecom Italia S.p.A.

Annunciata, puntuale, inevitabile: davanti al Teatro Alla Scala a Milano subito messa in scena la “guerriglia” anti-governo. Spintoni dei manifestanti e accenni di carica da parte della Polizia: si sommano la protesta dei lavoratori e del mondo della cultura contro i tagli ai finanziamenti, la mobilitazione dei giovani dei Centri Sociali e l’aria di contestazione al governo in difficoltà. Una miscela che per ora ha prodotto “tensione tafferugli” come recitano i primi resoconti.
La prima alla Scala è la serata top nel mondo dell’Opera. Quest’anno è stato chiamato Daniel Barenboim a dirigere il Ring wagneriano: una notte delle Valchirie che sarà vista in 366 sale, teatri e cinema digitali dagli Usa all’Australia, passando per l’Estremo Oriente.
Applausi per il maestro Daniel Barenboim che, prima di iniziare a dirigere la «Valchiria» di Wagner, ha letto l'articolo 9 della Costituzione, in segno di protesta per i tagli alla cultura. «Sono molto felice - ha esordito Barenboim, rivolto verso il Capo dello stato - di dirigere ancora una volta alla Scala. Sono onorato di essere stato dichiarato maestro scaligero, ma a nome dei miei colleghi sono molto preoccupato per il futuro della cultura in Italia e in Europa». Quindi ha letto l'articolo 9 della Costituzione, nel quale viene affermato che la Repubblica promuove la cultura e la ricerca scientifica.

"La cultura nutre e da' da mangiare": con questo slogan la Slc-Cgil di Milano annuncia il 'tradizionale' presidio del 7 dicembre in piazza della Scala, nel giorno dell'inaugurazione della stagione del Piermarini cui assitera' anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Anche il mondo della cultura è sulle barricate: martedì la "prima" della Scala a Milano si aprirà tra le proteste del mondo dello spettacolo contro i tagli del governo. Venerdì 10 dicembre incroceranno invece le braccia i lavoratori Rai: lo annuncia ancora la Slc, che punta il dito contro il piano industriale che prevede esternalizzazioni e i possibili tagli. Nell'esplicitare in che modo la cultura 'da' da mangiare', la Slc-Cgil spiega che "oltre 550.000 famiglie vivono di cultura, oltre il 2,8% della forza lavoro italiana". "La cultura - rivendica il sindacato - non e' un costo bensi' un investimento: ogni euro investito in cultura ne produce sei in ricchezza per il Paese". Di contro "lo stato italiano investe in cultura solo lo 0,23% del bilancio, mentre questo settore produce il 2,7% del Pil". Mercoledì Lo stesso giorno ci sarà anche mobilitazione internazionale dei sindacati italiani dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil, con sit-in davanti alle sedi consolari dei principali paesi del mondo per chiedere all'Inps la sanatoria dei crediti che l'istituto vanta sui pensionati all'estero. "Pretendere la restituzione di queste somme quando si dispone di redditi al di sotto della soglia di povertà – affermano le tre sigle – significherebbe accanirsi su condizioni già molto difficili".
Nota di redazione:
La foto è presa da: “Il Lago dei Cigni” Balletto in due atti e quattro quadri. Musica di P. I. Ciaikovskij - Prima rappresentazione: Mosca, Teatro Bolscioi, 4 marzo 1877 Coreografia: Alexander Vorotnikov. Balletto di Mosca Teatro "LA CLASSIQUE" - MOSCA -

*Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?
Ancora una volta ai lavoratori, già penalizzati dagli accordi che in modo molto responsabile abbiamo sottoscritto con l’azienda , si deve far pagare quella che è evidentemente una cattiva organizzazione delle attività , ci riferiamo in particolare alle nuove disposizioni sulla fruibilità dei permessi dei lavoratori del 187 , come per esempio i permessi mamma/papà o anche solo dei permessi EF. Disponibilità di assenze temporali , che hanno lo scopo di migliorare la vita lavorativa dei colleghi sul posto di lavoro e che oltretutto si vedono posticipare il pagamento delle stesse di 12 mesi.
Comprendiamo le esigenze di assicurare il servizio , ma limitare in modo rigido la possibilità di accedere alla fruizione di quello che rappresenta un diritto acquisito con accordi ci sembra veramente inopportuno, in una fase in cui crediamo che ai lavoratori si sia già chiesto tanto; mentre dall’altra parte rimangono aperte le problematiche legate ai malfunzionamenti del sistema di rilevamento delle presenze, con conseguenti ritardi sul pagamento delle competenze e la disattesa dell’accordo che determina l’attività in linea e fuori linea . Oltre a tutto ciò vogliamo ricordare che per i delegati sindacali che usufruiscono di permessi OD, il ticket deve essere consegnato entro dieci giorni dalla fruizione del permesso e non prima per motivi strettamente logistici.
Pertanto in considerazione di quanto sopra esposto chiediamo di intervenire con urgenza poiché in caso contrario ci vedremo costretti ad utilizzare tutti gli strumenti a nostra disposizione.
Le segreterie Territoriali e RSU Catania
SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM - UIL
Nota di redazione Slc Catania
*Fino a che punto, Catilina, approfitterai della nostra pazienza? Per quanto tempo ancora la tua pazzia si farà beffe di noi? A che limiti si spingerà una temerarietà che ha rotto i freni? Non ti hanno turbato il presidio notturno sul Palatino, le ronde che vigilano in città, la paura della gente, l'accorrere di tutti gli onesti, il riunirsi del Senato in questo luogo sorvegliatissimo, l'espressione, il volto dei presenti? Non ti accorgi che il tuo piano è stato scoperto? Non vedi che tutti sono a conoscenza della tua congiura, che la tengono sotto controllo? O ti illudi che qualcuno di noi ignori cos'hai fatto ieri notte e la notte ancora precedente, dove sei stato, chi hai convocato, che decisioni hai preso.................?????????

Roma, 2 dicembre 2010
Ai Territori Area Servizi
Ai Coordinatori Regionali Poste
Oggetto: legge n°183 art.31-conciliazioni presso le Direzioni Provinciali
Alla luce dell’ articolato di legge in oggetto riferito al collegato lavoro, i territori devono individuare un responsabile che dovrà coordinare le fasi di socializzazione/informazione e di conciliazioni presso le Direzioni Provinciali di tutti i precari che si trovano nella condizione previste dalla nuova normativa.
Vogliamo ricordare che l’impegno delle strutture deve essere massimale, anche, perché concentrato nei sessanta giorni previsti dal nuovo collegato al lavoro ed inoltre tutto l’attività, preferibilmente, dovrà avere un interfaccia con il settore Area Servizi Nazionale.
Cordiali Saluti.
La Segretaria Nazionale: Barbara Apuzzo

COMUNICATO SINDACALE
In questi ultimi mesi, per i problemi già noti, siamo stati molto impegnati a gestire una vertenza molto dura e difficile. Il buon senso e la forza sindacale hanno impedito a Telecom tagli del personale ed esternalizzazioni, entrambe finalizzate al recupero economico dovuto a decenni di mala organizzazione e scelte industriali sbagliate.
Gli unici che hanno avuto responsabilità etica sono indiscutibilmente i lavoratori di Telecom Italia, che hanno fatto della solidarietà uno strumento di coesione sociale all’interno del perimetro aziendale
Purtroppo bisogna ammettere che da parte aziendale, per l’ennesima volta, si utilizzano le “disgrazie sociale” per poter gestire insieme ad alcuni sindacalisti compiacenti situazioni che la SLC CGIL di Catania denuncia da anni!!!
!!! le ragioni del negozio sociale!!! Vs !!!amore per il negozio sociale !!!
Da mesi il management Siciliano dell’area vendita, come fosse stato colto da allucinazioni collettive, continua ad insistere nel tentativo di stravolgere per l’ennesima volta le intese poco tempo prima sottoscritte e la conseguente organizzazione di vita dei lavoratori del negozio sociale il “TELEFONINO”.
Da mesi noi del sindacato denunciamo il sottodimensionamento dell’organico, la mancanza nella organizzazione del lavoro in sede locale e soprattutto la degenerazione del clima all’interno del posto di lavoro causato dalla insufficiente capacità gestionale in sede locale.
Senza personale è impossibile che si possa fare una turnazione adeguata alla produttività richiesta e soprattutto è impossibile assicurare una qualità adeguata nei rapporti verso la clientela. A tal proposito manifestiamo apprezzamento per i colloqui di lavoro che in questi giorni si stanno tenendo in azienda per colmare le evidenti lacune in pianta organica ma nel contempo non ci sentiamo di condividere il fatto che tanto amore (sopra enunciato) possa interferire ed in maniera rilevante sulle scelte del personale da ricollocare presso il negozio di Catania.
L’amore è una cosa meravigliosa ma alcune volte il troppo amore rende l’uomo debole troppo vulnerabile e facilmente strumentalizzabile.
Chi ricopre alte cariche sindacali Nazionali non può, in nessun caso, essere protagonista di amichevoli conversazioni, o addirittura fungere da accompagnatore al personale da selezionare. Il sindacato deve, per essere tale, dare l’opportunità a tutti di poter avanzare le proprie legittime richieste che vengono fatte da chi pensa di potersi riavvicinare al proprio nucleo familiare d’origine e ai propri congiunti. Tutti devono essere messi nella condizione di poter concorrere verso le coperture della posizione vacante in organico( al negozio mancano 3 unità ).
Ancora più deplorevole risulta essere l’atteggiamento dell’ azienda che da un lato chiede sacrifici a tutti i lavoratori, dall’altro “mercanteggia” in maniera palesemente spudorata con taluni “sindacalisti bamboccioni” a discapito di tutti i lavoratori.
La SLC CGIL di Catania non sarà mai disponibile a tacere su tali atteggiamenti discriminatori, ed è proprio per questo che diffida l’azienda dal proseguo di tali atteggiamenti antisindacali, se ciò non dovesse accadere saremo lieti di attivarci sia in sede locale soprattutto con gli organi istituzionale competenti.
La Segreteria Provinciale di Catania
SLC CGIL

Chiarimento su art. 23 CCNL per il personale dipendente da imprese esercenti servizi di telecomunicazioni.
Con la presente, le scriventi Segreterie Nazionali evidenziano che la NOTA A VERBALE di cui all’art. 23 lettera B (declaratorie, profili professionali e esemplificazioni) del CCNL per il personale dipendente da imprese esercenti servizi
di telecomunicazione (siglato il 23 ottobre 2009) recita testualmente che il “livello di inserimento dell’addetto al call center è il terzo livello della scala inquadramentale” e che l’assunzione dell’addetto al call center al secondo livello è possibile
esclusivamente se il dipendente risulti “privo di esperienza lavorativa nella mansione”. Il riferimento è per tanto esclusivamente alla mansione e a null’altro.
Per tanto lavoratori che, indipendentemente dal CCNL di riferimento applicato alle proprie prestazioni precedenti o alla tipologia del contratto individuale di lavoro passato, hanno avuto esperienza lavorativa nella mansione di addetto al
call center, devono essere assunti e/o inquadrati al terzo livello della scala inquadramentale del CCNL per il personale dipendente da imprese esercenti servizi di telecomunicazioni. Questo che siano lavoratori a tempo indeterminato, a termine, in contratto di somministrazione, ai sensi e per gli effetti delle disposizione di legge e contrattuali collettive.
Saluti,
Le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL
Le Segreterie Nazionali di NIDIL-CGIL, FELSA-CISL, CPO-UIL
COMUNICATO UNITARIO DELLE SEGRETERIE NAZIONALI SLC/CGIL, FISTEL/CISL, UILCOM/UIL
La scelta, condivisa con Telecom, di finanziare gli studi universitari a 600 dipendenti dell’azienda è un segnale importante di attenzione ai temi della formazione dei lavoratori ed insieme il tentativo di fare progredire il livello delle relazioni industriali nel gruppo Telecom.
Con l’accordo del 4 agosto, che prevede l’intreccio tra contratti di solidarietà e qualificazione professionale, si sono poste basi solide all’idea che la formazione debba essere centrale nel governo della riorganizzazione di un grande gruppo industriale. Formazione di base e formazione nel lavoro tornano, così, ad essere la bussola di un gruppo che vuole puntare su ricerca, innovazione, qualità. Si tratta di costruire opportunità di crescita, personale e professionale, delle lavoratrici e dei lavoratori affinchè la formazione non selezioni e divida ma promuova e unisca.
Ovviamente l’auspicio è che a questi temi, nel tempo, possano essere dedicate risorse sempre maggiori. Verificheremo l’accoglienza di questo accordo e ne trarremo indicazioni preziose per il futuro.


«La crisi c' è, ma il nostro gruppo continua a crescere perché puntiamo sulla qualità e sull' innovazione. E continuiamo ad assumere, anche a Roma»: Alberto Tripi, imprenditore titolare di Almaviva (23 mila dipendenti, settore informatica, call center e servizi per le imprese), racconta le strategie aziendali e parla della città. «Alemanno? È uno scalatore e ha la determinazione necessaria per governare bene Roma - dice-. I problemi della città? Sempre gli stessi: traffico, infrastrutture e adesso la crisi». Tripi, ex manager dell' Ibm, aveva fondato l' impresa partendo da un ufficio preso in affitto dai principi Colonna. E adesso, insieme al figlio Marco, guida uno dei big europei del settore: il gruppo, che ha sedi anche in Brasile, Tunisia e Cina, fattura un miliardo di euro all' anno.
Nota di Redazione:
Nella foto Alberto Tripi, imprenditore, nato a Roma nel 1940, laureato in Ingegneria.Ha lavorato per 17 anni in IBM, dove ha ricoperto importanti ruoli manageriali. Nel 1983 lascia la IBM Europa (con sede Parigi) dove ricopriva la responsabilità delle attività per lo sviluppo del mercato dei servizi nelle aree Europa, Africa e Medio Oriente. Nel 1983 fonda la COS S.p.A. per realizzare servizi di informatica e telecomunicazioni.
Attualmente è azionista di maggioranza e Presidente di AlmavivA S.p.A. - The Italian Innovation Company, Holding operativa di una serie di Società controllate nel campo dell’informatica e delle telecomunicazioni. Alberto Tripi è stato per cinque anni Consigliere di Amministrazione dell’IRI. Nel sistema Confindustria è presente con incarichi rappresentativi dal 1977.
Attualmente fa parte del Consiglio Direttivo di Confindustria come Delegato della Presidenza per il Coordinamento dei Servizi e Tecnologie. E’ Componente del Consiglio del CNEL, di Asphi Onlus – Fondazione per lo Sviluppo di Progetti per ridurre l’Handicap mediante l’informatica, di SIN – Sistema Informativo Nazionale per lo sviluppo dell’Agricoltura.
È Presidente e membro del Direttivo di InItalia, il Consorzio per l’Informatica Italiana, costituito da AlmavivA, Engineering ed Elsag Datamat.

Da: www.zeusnews.com
Trentamila contratti di solidarietà, migliaia di mobilità, trasferimenti e demansionamenti: è questo lo scenario della ristrutturazione Telecom Italia.
L'ex monopolista, che si vanta di portare avanti questo processo di dimagrimento con il consenso delle organizzazioni sindacali, vuole evitare una situazione "alla francese": spera cioè che in Italia non si verifichino situazioni spiacevoli come quelle che in France Telecom hanno causato in alcuni lavoratori forti sindromi depressive, tali da spingerli fino al suicidio.
Per questo motivo Telecom Italia ha aperto un servizio di consulenza psicologica con una linea dedicata, proprio come si è fatto in Francia.
Al numero verde per ora possono rivolgersi solo i lavoratori di alcune regioni, come la Liguria e la Sicilia.
Si tratta di un'iniziativa non concordata né con i sindacati né con l'associazione interna per l'assistenza sanitaria integrativa, anche se Telecom garantisce la privacy di chi si dovesseve rivolgere a questo centro.
La nuova legge detta “Collegato Lavoro” dal 24 novembre riduce le possibilità di difendere e contestare un contratto illegittimo ed avere giustizia anche dopo molti mesi dalla sua conclusione. Se i lavoratori con contratto a termine, scaduto, non presenteranno un ricorso al proprio datore di lavoro perderanno il diritto di farlo.
Le stime della CGIL parlano di una cifra compresa tra le 100mila e le 150mila persone coinvolte, in quella che è, coma ha più volte sottolineato il sindacato, una "norma sbagliata, ingiusta e con vizi di costituzionalità", a cui si aggiunge la "gravità" della retroattività.
Alessandro Genovesi - Slc/Nazionale -
Care compagne e compagni, sono già iniziati i 60 giorni previsti dalle norme capestro della legge 183/2010 (art. 32) in relazione alle decadenze e disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo determinato.Vi allego il testo dell’articolo di legge.Soprattutto vi allego un volantino a cui va data ampia diffusione in tutti i posti di lavoro, anche per raggiungere ex lavoratori tramite amici, colleghi, parenti, ecc.. Infatti la norma (che obbliga un lavoratore, che contesta tanto l’apposizione del termine quanto la qualificazione del rapporto, a farlo entro 60 giorni per dar poi il via all’iter giudiziario/conciliativo nei successivi 270) riguarda anche i rapporti di lavoro a termine in essere equelli già conclusi, dando per questi ultimi come data limite per l’impugnazione il 23 gennaio2011.
Come vi è noto vi sono moltissimi lavoratori a termine passati per le aziende che noiseguiamo, oltre che collaboratori a progetto e lavoratori in somministrazione (che vanno comunqueinformati sulle nuove norme), pensiamo alle numerose aziende di call center in outsourcing e nonsolo.In alcune di esse varrebbe la pena, compatibilmente con i tanti impegni di organizzazione,mettere in piedi assemblee informative sul collegato, anche in collaborazione con i compagni del dipartimento mercato del lavoro della CGIL e/o con i compagni degli uffici vertenze.
Legge 183/2010 pubblicata il 9 novembre 2010...

Stop dei lavoratori RAI, il 10 dicembre. Le organizzazioni sindacali SLC CGIL, UILCOM UIL, UGL TLC, Snater, Libersind-Confsal, rappresentative degli operai, impiegati e quadri della RAI, confermano lo sciopero generale dei lavoratori dell’azienda, indetto per venerdì 10 dicembre, per ribadire il no: ad un piano industriale, confermato dal CdA, che impoverisce la più grande azienda culturale del paese, ma anche, alle cessioni di asset aziendali; alla esternalizzazione del lavoro ed ai conseguenti esuberi di personale. Allo sciopero generale ha aderito anche l’Usigrai, il sindacato dei giornalisti RAI, per esprimere solidarietà ai dipendenti e la propria contrarietà al piano industriale.
In concomitanza dello sciopero è stata organizzata la manifestazione nazionale sotto la sede RAI di viale Mazzini a Roma: il presidio inizierà alle ore 11 per terminare alle ore 14. Nel corso della manifestazione si esibiranno anche i lavoratori dell’Orchestra Nazionale della RAI ed interverranno esponenti politici e rappresentanti della società civile, artisti, intellettuali.
“Gli sprechi, la cattiva gestione, i favori ai potenti, che sono la malattia del servizio pubblico all’italiana, sono anche un danno per il lavoro”, denuncia la SLC CGIL in una nota.
Per questo i sindacati stanno chiedendo da mesi un tavolo di confronto, che superi l’impianto dell’attuale Piano Industriale, al fine di sviluppare una Piattaforma che comprenda: la riduzione dei costi, degli sprechi dei provvedimenti sbagliati e che rilanci gli investimenti, la formazione e l’attenzione alla qualità del lavoro, attraverso il mantenimento della RAI di proprietà pubblica provvista di tutti i suoi asset e le sue peculiarità.
“La RAI è informazione ed è cultura” afferma il sindacato dei lavoratori della comunicazione, che spiega come “registi, tecnici, montatori, autori, impiegati, tutti i dipendenti della RAI ogni giorno creano, inventano, assemblano e sviluppano contenuti che dal 1954 hanno costituito per molti italiani un processo formativo garantito dallo stato. Tutto questo – conclude la nota - i sindacati lo vogliono tutelare, preservare, sviluppare”.
10 Dicembre 2010 - Aggiornamento ore 14,00 -

"La cultura nutre e da' da mangiare": con questo slogan la Slc-Cgil di Milano annuncia il 'tradizionale' presidio del 7 dicembre in piazza della Scala, nel giorno dell'inaugurazione della stagione del Piermarini cui assitera' anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. "Contro i tagli del governo, che rischiano di portare il settore al disastro economico e all'impoverimento civile, affermiamo la nostra fame di cultura" dice il sindacato, richiamando recenti polemiche con il Governo nel convocare la protesta. Il presidio, cui parteciperanno artisti e lavoratori del settore tra le 15 e le 17.30, vuole "riaffermare la strategicita' dell'investimento pubblico nella cultura, per una riforma del settore". "La creativita' e' il motore della storia. Senza lavoro e senza cultura non c'e' futuro", afferma la Slc-Cgil; senza "cultura e passioni" il mondo sarebbe "arido, povero, egoista, in una parola imbarbarito".
La cultura, dice ancora il sindacato, "nutre le menti dell'uomo, e' alla base di ogni sviluppo umano: senza cultura non c'e' convivere. Cosi' come una societa' ha bisogno di strade e di ponti, cosi' ha bisogno di cultura. La musica - prosegue - sveglia il tempo, la cultura sveglia le menti, toglie la solitudine". In sintesi, "e' una risorsa strategica".
Nell'esplicitare in che modo la cultura 'da' da mangiare', la Slc-Cgil spiega che "oltre 550.000 famiglie vivono di cultura, oltre il 2,8% della forza lavoro italiana". "La cultura - rivendica il sindacato - non e' un costo bensi' un investimento: ogni euro investito in cultura ne produce sei in ricchezza per il Paese". Di contro "lo stato italiano investe in cultura solo lo 0,23% del bilancio, mentre questo settore produce il 2,7% del Pil". (AGI)