14 marzo 2012

Fastweb: Lavoratori in sciopero intera giornata 16 marzo 2012

Dichiarazioni importanti e lavoratori in fibrillazione per le affermazioni fatte al Sole 24 Ore dall'Amministratore delegato di Swisscom che comunica tagli del personale, esuberi ed esternalizzazioni in Fastweb Italia.

Quanto detto alla stampa stride parecchio con quanto affermato, precedentemente, dalla stessa Proprietà che ha sempre rassicurato le Organizzazioni Sindacali sul buon andamento aziendale, affermazione smentita il due marzo da Carsten Schloter numero uno indiscusso di Swisscom società che controlla la stessa Fastweb. Molta confusione e tanta perplessità che hanno indotto i Sindacati a chiedere chiarezza e garanzie sui tagli occupazionali ed esternalizzazioni di vario genere. Queste le motivazioni dello sciopero generale indetto per il 16 di marzo che vede coinvolti circa 3000 lavoratori con sede a Catania, Bari, Roma, Bologna e Milano. Di seguito riporto comunicato ufficiale delle Segreterie Nazionali.

Salvo Moschetto

Slc Cgil Catania


COMUNICATO - UNITARIO

Nonostante tutte le dichiarazioni aziendali di garanzia del perimetro aziendale e di tutto l’organico apprendiamo da fonti giornalistiche notizie di esuberi di personale. Precedenti dichiarazioni e fughe in avanti riorganizzative avevano minato il precario assetto relazionale con Fastweb. Evidentemente le logiche finanziarie rendono difficile ogni tentativo di dialogo costruttivo. Le Segreterie Nazionali e le RSU ritengo che le incertezze sul futuro aziendale e soprattutto occupazionale coinvolgano l’intera azienda e risulta quindi necessaria una risposta forte e chiara da parte del sindacato e dei lavoratori. Pertanto viene indetto per il giorno 16 marzo 2012 lo sciopero nazionale per l’intero turno di lavoro di tutti i lavoratori di Fastweb a salvaguardia dei livelli occupazionali.

Le Segreterie Nazionali


13 marzo 2012

Alexander Beraki: Intervento alla conferenza nazionale "Generazioni ad alta risoluzione"

Sono Alexander Beraki di Nuove Generazioni CGIL, ma non parlerò dei problemi dei “nuovi italiani” o seconde generazioni che dir si voglia o dei giovani immigrati in Italia, il compagno Abdessamad ha già fatto un ritratto abbastanza completo del rapporto tra figli di immigrati e mondo del lavoro; oggi vi parlo di un male che attanaglia il nostro paese, un problema sottovalutato da forze politiche e alcune rappresentanze del mondo sindacale, una di quelle che a mio avviso è causa di conflitto sociale, parlo delle DELOCALIZZAZIONI.


A seguito della circolare n. 17 del ministro Damiano, del 14 giugno 2006 si è avviato un processo di stabilizzazione dei rapporti di lavoro. Migliaia di giovani, soprattutto meridionali, hanno finalmente potuto contare su un lavoro a stabile e a tempo indeterminato.


A quelle condizioni sono stati fissati contratti di appalto tra le committenti, che operano grazie a licenze/concessioni pubbliche (telecom, Sky, Alitalia, Vodafone, Wind) e le aziende che operano per loro conto, i cosiddetti outsourcer e nel determinare il valore della commessa si teneva conto del costo del lavoro alle condizioni date.


Oggi il costo del lavoro è salito per il venire meno dei benefici e viceversa i contratti stipulati tra le committenti e gli outsourcer continuano ad essere fissati al massimo ribasso. Il valore delle commesse scende ed il costo del lavoro sale in attività human intensive (ad alta intensità di manodopera)


Chi ne paga le conseguenze è quindi il lavoratore dipendente.


Non esiste una legge in questo settore di attività che, a tutela del lavoratore e quindi a salvaguardia del costo del lavoro, fissa le regole attraverso le quali possono essere aggiudicate le commesse. In questo settore di attività gira una infinita quantità di denaro liquido in assenza di regole ed in un settore di attività finanziato anche attraverso contibuti pubblici (488 del 92 e 407 del 90)


Le committenti, che operano dietro licenze pubbliche o concessioni, pur di trarre il massimo profitto e spingendo sempre più verso un massimo ribasso delle commesse, in cui non si tiene conto del costo del lavoro, stanno nei fatti inducendo le aziende utilizzatrici a polverizzare le proprie attività e a delocalizzare all’estero.


La prima ad aver avviato tale iniziativa è stata Alitalia che ha nei fatti trasferito il 50% dei propri customer service in Albania e da li in poi si è determinato un effetto domino. Sky ha da poco trasferito quasi tutte le proprie attività di customer in Albania avviando il medesimo processo e Vodafone a quanto pare si accinge a delocalizzare in Romania ed ha già inviato i propri formatori ed i propri manager all’estero per l’attivazione di queste attività


Non si tiene conto, inoltre, che quando questi servizi vengono gestiti dall’estero le banche dati , compreso numero di carta di credito o di conto corrente, di migliaia di italiani vengono gestiti senza nessuna vera garanzia in quanto operano imprese il cui personale non è vincolato alla disciplina di cui alla legge 196/2003.


Noi ci siamo fatti sostenitori di due iniziative pubbliche, la prima invitando tutti gli utenti a diffidare Sky dall’utilizzo dei dati personali all’estero , raccogliendo migliaia di adesioni e la seconda attivando un gruppo fb che emblematicamente è stato chiamato : Sky de localizza, io diffido e che domani potrebbe chiamarsi Vodafone de localizza io diffido e cosi via.


Le multinazionali tengono sotto scacco migliaia di giovani lavoratori, disposti a cedere sul piano della dignità per mantenere il proprio posto di lavoro.è quello contro cui si è dovuta scontrare la mia segreteria tempo fa, quando abbiamo condotto una dura battaglia contro Vodafone e il suo Mass recording , ovvero la registrazione di massa delle chiamate, l'azienda asseriva che fosse l'unico modo per verificare la qualità degli operatori e vi assicuro, non è una citazione da “1984” di Orwell.

L'azienda minacciava il sindacato di sottostare al proprio diktat, altrimenti avrebbe trasferito grandi volumi di lavoro all'estero.Ovviamente non abbiamo accettato il ricatto e abbiamo portato avanti una dura lotta, dal quale abbiamo ottenuto discreti risultati, visto che per noi la dignità del lavoratore è prima di tutto quella dell'essere umano.


L'emorragia di occupazione giovanile verso l'estero causa un bruttissimo fenomeno di tensione e conflitto sociale.oggi si è parlato tanto di conflitto verticale/generazionale, ci volevano indottrinare e portarci allo scontro con i nostri padri, troppo attaccati alle loro poltrone perchè i figli possano affacciarsi seriamente al mondo del lavoro, inutile sarebbe che io mi soffermassi su quest'aspetto, visto che oggi i rappresentanti delle varie associazioni, in maniera più che competente hanno demolito questa assurda tesi, io vorrei farvi pensare ad un tipo di conflitto orizzontale, che colpisce italiani e “Nuovi italiani”, siamo ancora all'archetipo del giovane straniero o giovane di seconda generazione che rende spietatamente serrata la competizione lavorativa e non permette al giovane italiano di trovare una propria collocazione nel mondo del lavoro.

Ne abbiamo avuto la misura con la campagna “l'Italia sono anch'io”quanto i giochi di alcune forze politiche a mantenere determinate chimere vive e alimentati dagli sproloqui di alcuni volti noti come Grillo o Rutelli, quest'ultimo addirittura descrivendo scenari mitologici in cui, orde di donne africane sarebbero venute a partorire in Italia una volta saputo dello Ius soli (vada il caro Rutelli a leggersi le proposte di legge della campagna prima di rilasciare dichiarazioni alla stampa), abbiano ancora di più generato conflitto sociale in un momento delicato come questo per il nostro paese.


Concludo invitando le forze politiche a non sottovalutare il fenomeno delle delocalizzazioni, un fenomeno che periodicamente lascia senza un occupazione migliaia di giovani in Italia, non tutti comprendono le vere ragioni di questo disastro e la ricerca del bersaglio a cui addossare tutte le cause del disagio è quanto di più semplice possa avvenire, fermiamo le delocalizzazioni e arginiamo il conflitto sociale tra ITALIANI e ITALIANI.


Grazie

Alexander Hilal Beraki


Rai: sindacati, azienda ha voluto affossare contratto e non vuole rinnovarlo

“La Rai ha voluto affossare il contratto di lavoro. Lo ha fatto con mancanza di stile e dopo aver tentato la carta della divisione del sindacato. Non si spiegano altrimenti le azioni poste in essere negli ultimi giorni.” Così inizia il comunicato congiunto dei segretari generali di Slc Cgil, Emilio Miceli, di Fistel Cisl, Vito Vitale, e di Snater, Piero Pellegrino.


“L’azienda ha usato alcune organizzazioni sindacali per creare una spaccatura e, preoccupata della possibilità che si potesse riavviare il confronto, ovviamente su basi nuove, si è diffusa una ipotesi di accordo che riflette solamente le posizioni aziendali, e forse di una minoranza sindacale – proseguono i sindacalisti. Si tratta, banalmente, del tentativo di bloccare la fase finale della trattativa, far precipitare la situazione e rendere, questo è il loro auspicio da sempre, impossibile la ricostruzione del tavolo.”

“Oggi, alla luce del testo in circolazione, è chiaro a tutti che la Rai non intende rinnovare il contratto di lavoro 2010/2012 – continua la nota. Non lo voleva rinnovare quando abbiamo chiesto di farlo al momento della stabilizzazione dei tempi determinati e non lo ha voluto negli ultimi due anni, con il rischio di far saltare un’intera vigenza contrattuale, in un momento di grave crisi dei salari. Del resto è noto che una parte del management non ha mai voluto rinnovare il contratto, per la grande confusione che regna in Rai. Altro che spaccatura tra lavoratori amministrativi e tecnici, e tra turnisti e non turnisti!”

“Si sono usati gli uni contro gli altri; due, forse tre sindacati contro gli altri; si è voluto creare un clima di attesa alimentando lo scontro e, alla fine, di fronte alla reale possibilità di andare all'affondo finale, si è mandato, con quest'ultimo atto, tutto per aria – denunciano Miceli, Vitale e Pellegrino. Del resto, un management disorientato, predisposto a soddisfare solo gli appetiti politici ed un CdA ormai traballante non hanno affatto bisogno di tentare la carta del rinnovo del contratto dei lavoratori. Questo è il contesto nel quale è maturato l'ennesimo voltafaccia aziendale!”

“Adesso si apre per noi un ulteriore problema oltre a quello, decisivo, del rinnovo del contratto di lavoro: la credibilità del management nel rapporto con le OO.SS.. Si sono voluti bruciare tutti i ponti e questo crea una situazione di rottura difficilmente sanabile – concludono i segretari generali. La Direzione Generale, se ha autorizzato questo tipo di gestione della trattativa, si è resa responsabile di una rottura che solo novità di assoluto rilievo potranno sanare per il buon esito della trattativa.”

Poste: Graduatorie provvisorie mobilità volontaria nazionale anno 2012

In allegato Vi trasmettiamo il formato elettronico delle graduatorie relative al processo di Mobilità Volontaria Nazionale che stiamo provvedendo a pubblicare in tutte le bacheche aziendali.

Entro la data del 19 aprile p.v. gli interessati potranno proporre le proprie osservazioni e/o eccezioni.

Le graduatorie definitive saranno pubblicate il prossimo 07 maggio. Fino a tale data continueranno a produrre i loro effetti gli elenchi riferiti all’anno 2011.

Cordiali saluti.


Documentazione allegata

Graduatoria in ordine alfabetico

Graduatoria in ordine di Posizione

12 marzo 2012

Semplifiazioni: Stop sulle telecomunicazioni, si rischia.

Nuovo affondo contro le misure sulle telecomunicazioni approvate dalla Camera che liberalizzano i servizi accessori sull'ultimo miglio. Dopo l'Agcom, questa volta a chiedere che il Parlamento faccia marcia indietro sono le Authority europee che mettono in guardia il governo dal rischio di una procedura d'infrazione da parte di Bruxelles.

Con le modifiche viene infatti, e' la tesi, minacciata l'indipendenza dell'Autorita' guidata da Corrado Calabro', la cui competenza sulla regole economiche e gli obblighi per l'accesso deve essere esclusiva; e quindi il Parlamento non puo' legiferare in questo campo. Preoccupazione poi viene espressa anche dal fronte sindacale ''per la tenuta complessiva dell'occupazione nell'ex monopolista'': le organizzazioni di settore chiedono infatti un incontro urgente al ministro dello Sviluppo Corrado Passera.

A Montecitorio, dove domani e' atteso il primo via libera al decreto legge Semplificazioni che contiene le novita' sulle tlc e che poi passera' al Senato, i partiti che hanno appoggiato la modifica durante l'esame parlamentare scelgono il low profile. Il Pdl, che con il relatore Stefano Saglia ha plaudito nei giorni alla norma invitando a resistere alla pressioni delle lobby, si e' dato appuntamento per domani: in una riunione del gruppo, riferiscono infatti fonti parlamentari, si decidera' quale atteggiamento tenere.

Spazi comunque di modifica alla Camera non ve ne sono praticamente piu' (resta solo l'opzione degli ordini del giorno, che pero' non ha certo un valore normativo) e dunque anche nel caso governo e partiti decidessero di fare dietrofront dovrebbero affidarsi ai senatori, che dalla prossima settimana avranno all'esame il decreto.

Escluse ormai anche modifiche ad un altro decreto legge, quello sulle liberalizzazioni. L'iter del provvedimento, questa volta in seconda lettura alla Camera, e' infatti blindato e dunque gli oltre 800 emendamenti sono destinati a essere cestinati. Nei faldoni delle proposte di modifica comunque non ha trovato posto alcuna modifica alla norma inserita dal Senato e contestata dall'Abi che rende nulle le commissioni bancarie.

''Non credo proprio che ci sara'; ho questo sentore – ironizza con i cronisti la presidente della commissione Industria e relatrice Manuela Dal Lago (Lega) – D'altra parte, perche' dovrebbero i partiti presentare l'emendamento? Lo farebbero fare al governo''. E proprio la sorte delle norme sulle banche potrebbe essere al centro dell'incontro tra il premier Mario Monti e le commissioni della Camera, in agenda per giovedi' pomeriggio.


Telecom Italia: Sindacati chiedono incontro urgente a Passera

“Sentiamo il dovere di comunicarle la grande preoccupazione dei lavoratori di Telecom per le conseguenze che l’emendamento sulla disaggregazione dei costi di affitto e manutenzione delle linee telefoniche all’ingrosso, può provocare sulla tenuta complessiva dell’occupazione nell’ex monopolista”, comincia così la lettera unitaria che i segretari generali di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil hanno inviato oggi al Ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, chiedendo un incontro urgente, anche perché il governo sensibilizzi le forze politiche per la correzione della norma.

“Le conseguenze della norma, introdotta in un mercato tra i più liberalizzati e concorrenziali dell’UE – prosegue la lettera - rischiano da un lato di destabilizzare il mercato e il ruolo di indipendenza e autonomia dell’AGCOM e dall’altro di generare esuberi e confusione nella gestione della Rete con l’intervento di soggetti diversi, senza alcun controllo, e la proliferazione di sub-sub-appalti, che spesso nascondono, per la bassa marginalità, lavoro irregolare, evasione contributiva, fiscale e bassissimi livelli di qualità del servizio.”

"Crediamo che il Governo non possa condividere questa norma, estranea alle liberalizzazioni, sottoposta a verifica di legittimità da parte della Commissione Europea e che rischia di creare ulteriori disoccupati in un settore che ha già perso decine di migliaia di posti di lavoro.”

Tariffa rifiuti senza IVA: al via i rimborsi - sentenza n.3756 - 8 marzo 2012 -

Finalmente una buona notizia. Con sentenza n.3756 depositata l’8 marzo 2012 finisce definitivamente la pantomima dell’IVA sulla tariffa dei rifiuti sentenziando che la TIA1, così come la TIA2 o la TARSU, è un tributo e non un' entrata patrimoniale.

Smentita clamorosamente l’Agenzia delle Entrate che aveva sempre sostenuto il contrario.

I cittadini potranno richiedere il rimborso dell'iva pagata con domanda che deve essere inoltrata allo Sportello del Contribuente - via email a info@contribuenti.it. Il modulo di rimborso (IRT) si può richiedere entro il 30 marzo 2012. Si stima un rientro in cassa di 520 euro a famiglia e 4.250 euro circa per le imprese.

Per il presidente dell' Associazione Contribuenti Italiani, Vittorio Carlomagno, il rimborso come sancito dalla Corte Cassazione dovrà essere erogato, entro 60 giorni dal ricevimento dell' istanza di rimborso, in un’unica soluzione. Ulteriori informazioni saranno disponibili sul sito www.contribuenti.it.

Salvo Moschetto

Congedi, aspettative e permessi.” (Gazzetta Ufficiale del 27 luglio 2011, n. 173)

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione; Vista la legge 4 novembre 2010, n. 183, recante deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l'impiego

di incentivi all'occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile, nonchè misure contro il lavoro sommerso e disposizioni in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro; Visto in particolare l'articolo 23 della citata legge n. 183 del 2009 che conferisce delega al Governo ad adottare disposizioni finalizzate al riordino della normativa vigente in materia di congedi, aspettative e permessi, comunque denominati, fruibili dai lavoratori dipendenti di datori di lavoro pubblici e privati;

Sentite le associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale;

Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 7 aprile 2011, in attuazione di quanto previsto dall'articolo 23, comma 2, della citata legge n. 183 del 2010; Acquisito il parere della Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, espresso nella seduta del 5 maggio 2011;

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Decreto legislativo n. 119 del 18 luglio 2011. “Attuazione dell’articolo 23 della legge 4 novembre 2010, n. 183, recante delega al Governo per il riordino della normativain materia di congedi, aspettative e permessi”.


Sulla Gazzetta Ufficiale n. 173 del 27 luglio 2011 è stato pubblicato il Testo del decreto legislativo n.119 del 18 luglio 2011, ”Attuazione dell’art. 23 della legge 4 novembre 2010, n. 183, recante delega al Governo per il riordino della normativa in materia di congedi, aspettative e permessi”. Il decreto legislativo è entrato in vigore l’11 agosto 2011. Il suddetto decreto apporta modifiche alla normativa relativa ai congedi ed ai permessi per l’assistenza alle persone in situazione di disabilità grave. In particolare:


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Modalità di fruizione dei permessi di cui all’art.33, comma 3, Legge n.104/1992

La Direzione generale per l'Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con gli interpelli n. 31 del 6 luglio 2010 e n.1 del 27 gennaio 2012, ha fornito chiarimenti in merito alle modalità di fruizione dei permessi di cui all’art. 33, comma 3, L. n. 104/1992. In particolare, vengono affrontate, in assenza di una disciplina normativa ad hoc, le annose questioni avente ad oggetto: (i) il preavviso con il quale tale permesso deve essere richiesto dal lavoratore avente diritto; (ii) il soggetto – datore di lavoro o dipendente – che stabilisce le date di fruizione del permesso; (iii) la facoltà del dipendente di modificare unilateralmente la giornata programmata per la fruizione del permesso, spostandola ad altra data. Segue una breve disamina della norma, per poi analizzare la posizione assunta dal Ministero del Lavoro in merito alle problematiche oggetto d’interpello.

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Esodati, chi si salva e chi no

- 12 marzo 2012 -

Anche i lavoratori “esodati” beneficeranno dell’acceso al pensionamento con decorrenza (cioè la finestra) fissati dalla normativa precedente. Secondo il decreto Milleproroghe i lavoratori “esodati”, ovvero quelli il cui contratto di lavoro è stato risolto prima del 31 dicembre 2011 per effetto di accordi individuali o in applicazione di accordi collettivi di incentivo all’esodo stipulati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative a livello nazionale, sfuggiranno alla riforma del lavoro ad alcune condizioni.

Innanzitutto, scrive il Sole 24 Ore, la data di cessazione del rapporto di lavoro deve essere certa. Il lavoratore deve poi avere requisiti anagrafici e contributivi che, in base alla normativa precedente, avrebbero comportato la decorrenza del trattamento entro un periodo non superiore a 24 mesi a partire dal 6 dicembre 2011. Quindi la decorrenza della pensione deve scattare entro il 6 dicembre 2013.

Gli esodati che non hanno questi requisiti verranno esclusi dai benefici.

Ci sono poi altri lavoratori che potranno accedere al pensionamento secondo i criteri precedenti alla riforma Fornero.

Beneficeranno delle deroghe i lavoratori in mobilità breve e lunga per effetto di accordi collettivi stipulati entro il 4 dicembre 2011. Stesso discorso per i lavoratori che, al 4 dicembre 2011, sono titolari di prestazione straordinaria a carico di fondi di solidarietà del settore, e i lavoratori per i quali sia stato stabilito, in base ad accordi collettivi stipulati entro il 4 dicembre 2011, il diritto di accedere ai fondi di solidarietà.

Altri beneficiari saranno i lavoratori che al 31 ottobre 2011 risultano in congedo per assistere figli con disabilità grave. Per questi, però, c’è una condizione da soddisfare: devono maturare entro 24 mesi dalla data di inizio del congedo il requisito contributivo per l’accesso al pensionamento, indipendentemente dall’età anagrafica.

Esentati dalla riforma anche i lavoratori che siano stati autorizzati alla prosecuzione volontaria prima del 4 dicembre 2011, e coloro che, alla stessa data, abbiano in corso l’istituto dell’esonero dal servizio, che si considera in corso se il provvedimento di concessione è stato emanato prima di quella data.

11 marzo 2012

Placido Rizzotto, funerali di Stato : Appello de l'Unità a Monti: «Perché è giusto»

- www.unita.it -

«Una pietra da ogni Comune e da ogni Regione d’Italia, per costruire la tomba di Placido Rizzotto a Corleone». La proposta arriva dalla Cgil siciliana, per ricordare il sindacalista Cgil ucciso dalla mafia nel 1948, i cui resti trovati in un burrone in provincia in Palermo sono stati identificati pochi giorni fa.


«Vogliamo dare il segno - dice Mariella Maggio, segretaria generale della Cgil Sicilia - di un paese unito nella lotta contro la mafia, che si stringe attorno a un suo martire». E proprio quel martire, a 64 anni dalla morte, potrebbe avere finalmente dei funerali. Esequie di Stato, come ha proposto per primo l’europarlamentare del Pd David Sassoli appena l’esame del dna ha confermato che quelle ossa ritrovate tre anni fa sui monti di Rocca Busambra appartengono a Rizzotto.


LA RETE SI MOBILITA

La proposta, lanciata venerdì su Twitter e ripresa dall’Unità, sta raccogliendo moltissime adesioni in rete. Al grido di: «Non dimenticare». Walter Veltroni, membro della commissione Antimafia, scrive: «Al Presidente Napolitano e al presidente Monti: funerali di Stato per Placido Rizzotto. Per dire che anche lo Stato non dimentica».


«Doverosi i funerali di Stato per un martire della lotta per la democrazia e per la libertà in Sicilia», dice la Cgil nazionale. Aderisce anche il leader di Sel Nichi Vendola: «Rizzotto è una figura splendida, un eroe civile che ci ricorda come l’antimafia nasca proprio dalle battaglie per il lavoro, per il superamento di forme selvagge e arcaiche di sfruttamento», spiega a l’Unità.


NOTA A MARGINE

Dopo 64 anni dall'omicidio, il Vicario della Questura di Palermo Maurizio Agricola ha ufficialmente annunciato che è stato identificato, con certezza, il corpo di Placido Rizzotto, sindacalista corleonese che è stato ucciso dalla mafia corleonese il 10 Marzo del 1948.

Come ha spiegato il Dirigente del Commissariato di Corleone Filippo Calì "dal 2008 i familiari hanno sempre chiesto di poter dare degna sepoltura a Placido Rizzotto. Da allora con il personale del commissariato e grazie al rapporto di fiducia che c'è tra la Polizia di Stato e i cittadini corleonesi, tramite le indicazioni fornite da alcuni anziani, abbiamo individuato un sito su Rocca Busambra. Questo luogo indicatoci come il cimitero della mafia corleonese".

Si tratta di una "foiba" di circa 50 metri di profondità, fondamentale è stata la collaborazione da parte dei Vigili del Fuoco per il recupero dei resti, nello stesso sito sono state rinvenute varie ossa di altri soggetti. Ci sono voluti due anni di lavoro per la scientifica che ha usato la migliore tecnologia internazionale per comparare i resti prelevati con quelli del padre Carmelo Rizzotto.

Ricordiamo che l'indagine è stata portata avanti con il Tribunale di Termini Imerese.

"Una giornata storica per Corleone ed i corleonesi – ha dichiarato il Sindaco di Corleone Iannazzo. Lo Stato ha vinto di nuovo contro le mafie annullando la prepotenza di Liggio che quel 10 marzo 1948 ordinó di buttarlo nella "ciacca" affinché non si ritrovasse più. Dopo vari tentativi oggi il risultato".

10 marzo 2012

“Licenziamenti facili, rischio tensioni sociali”


”Siamo impegnati al confronto”, dice Camusso, ma ”se il governo non intende affrontare la risoluzione” dei temi degli ammortizzatori sociali e della precarieta’ ed ”è in cerca dello scalpo dei licenziamenti più facili, la risposta non è in una fiammata ma bisogna immaginarsi una tensione sociale di lungo periodo, che non e’ oggi nell’interesse del paese”.
Il segretario generale del sindacato ha sottolineato che ”è difficile dire se si è ottimisti o pessimisti” sulle trattative con il governo: ”usiamo la categoria dell’ottimismo di volontà, cioè della convinzione che sarebbe necessario dare delle risposte e dare delle risposte positive”.
”Allargare la copertura degli ammortizzatori sociali è il nostro obiettivo ma senza risorse non è realizzabile”. Proprio gli ammortizzatori sono – secondo la Camusso – uno dei temi che hanno incentivato la manifestazione della Fiom. Manifestazione che mostra ”una priorita’ evidente, quando il più grande gruppo di metalmeccanici del nostro paese viene tenuto fuori. Il problema e’ quello della democrazia e del contratto nazionale di lavoro da rinnovare. Con l’aggravante determinata dalle incertezze sul piano industriale” della Fiat.
Camusso sottolinea come ”chi sta qui” negli Stati Uniti (dove si trova lei in questi giorni) ”conosce bene i messaggi che vengono regolarmente dati dalla Fiat. A incentivare la manifestazione è stato il tema degli ammortizzatori sociali e non di licenziamenti più facili, con buona pace di coloro che invece li vedono come una ricetta per far crescere il lavoro”.
”Il messaggio che deve arrivare, e credo sia arrivato al governo – continua ancora – è che noi siamo impegnati nel confronto sul mercato del lavoro, anche per quanto riguarda gli elementi di cambiamento. Allargare la copertura degli ammortizzatori sociali è il nostro obiettivo”.
Altra priorità per il leader della Cgil è ridurre la precarietà: ”in ragione dell’interesse del paese non si può pensare che si cancellino i diritti dei lavoratori. E quindi bisogna ricostruire un nuovo equilibrio, che è quello che faccia diventare la tutela della precarietà un interesse generale”.
”Non è riproducibile un modello come quello utilizzato per le pensioni, con il quale si toglie a chi ha, e non si da nulla a chi verrà”, spiega sottolineando chiaramente di non considerare conclusa la partita delle pensioni”.

09 marzo 2012

TELECOM - RISCHIO DI MIGLIAIA DI ESUBERI


Coordinamento Unitario Telecom
Slc – Cgil Fistel – Cisl Uilcom – Uil
Nella giornata di ieri, le Commissioni Affari Costituzionali e Attività Produttive della Camera hanno approvato una norma che separa i costi dell'affitto della linea da quelli delle attività accessorie.
In questo modo gli operatori potrebbero noleggiare la rete eseguendo gli interventi di manutenzione e ripristino dei guasti direttamente o tramite società terze.
La norma smentisce palesemente le regolazioni introdotte dall’AGCOM, soggetto al quale compete la regolazione della materia, modificando sostanzialmente gli assetti d’impresa e introducendo elementi non presenti in nessun altro paese europeo.
La Comunità ha, infatti, aperto una procedura di verifica sulla legittimità della norma rispetto alla disciplina Europea.
Gli effetti sono facilmente prevedibili.
Da un lato il caos sulla gestione della rete in cui soggetti diversi potrebbero trovarsi a intervenire su un’unica rete, con un evidente problema di gestione che produrrebbe un abbassamento della qualità della stessa e, di conseguenza, una ricaduta negativa per i clienti.
Dall’altro comporterebbe il rischio di migliaia di esuberi in Telecom.
Il coordinamento Unitario ritiene inaccettabile che, in un momento nel quale l’occupazione deve rappresentare la priorità per tutte le forze politiche e sociali, si mettano in pericolo migliaia di posti di lavoro, con norme dirigiste che non considerano la reale funzionalità del sistema di telecomunicazioni italiano. Il Governo non può permettersi di creare altri disoccupati.
Il Coordinamento Unitario impegna le Segreterie Nazionali di Slc – Cgil, Fistel – Cisl e Uilcom – Uil ad attivarsi, anche con il supporto delle rispettive Confederazioni, per intervenire sul Governo e sul Parlamento affinché si corregga la norma in questione. Nello stesso tempo si chiede a tutte le strutture di organizzare momenti di confronto pubblico con i parlamentari dei vari territori al fine di sensibilizzare tutti sui rischi che deriverebbero dalla definitiva approvazione.
Laddove fosse necessario, il Coordinamento Unitario assegna mandato alle Segreterie Nazionali di attivare tutte le iniziative, anche di agitazione del personale, utili a contrastare l’approvazione della modifica di cui sopra.
Il Coordinamento ritiene che la materia vada disciplinata tramite intervento dell’AGCOM, unico organismo preposto anche dalla normativa europea, poiché abilitato a interventi che contemplino la concorrenza nel settore, già ampiamente introdotta, e la funzionalità del servizio.

Golden Share, il Cdm approva la riforma


Il consiglio dei ministri ha approvato la riforma della ‘golden share’. Lo ha detto il ministro della Cooperazione, Andrea Riccardi, lasciando Palazzo Chigi.
La cosiddetta ‘golden share’ consiste nei poteri speciali di intervento e di veto attribuiti allo Stato come azionista delle societa’ ex pubbliche ormai privatizzate, come Enel, Eni, Finmeccanica o Telecom Italia. Sull’Italia pendono in materia i rilievi dell’Unione europea e la possibile condanna della Corte europea di Giustizia.
Per le altre società, tra cui potrebbero rientrare anche imprese non controllate dallo Stato, come Telecom o Alitalia, il veto può essere esercitato «sulla base di criteri oggettivi e non discriminatori», e in particolare tenendo conto delle esigenze di approvvigionamento, di garantire il libero accesso al mercato e del «mantenimento, la sicurezza e l' operatività delle reti». Oltre a impedire l' ingresso di soci stranieri (con la sterilizzazione dei diritti di voto e l' obbligo di cessione della partecipazione entro un anno), il governo può imporre condizioni specifiche all' ingresso di nuovi soci non europei, sempre per quanto concerne gli approvvigionamenti, le reti e la concorrenza.
Golden share: per energia e tlc vale solo per i Paesi extra-Ue
Nell'energia, trasporti e tlc il potere di veto del governo definito dalla cosiddetta golden share rimane valido solo nel caso di acquisizioni da parte di soggetti originari di Paesi extra-europei. E' quanto prevede il decreto approvato in cdm.
Per il settore della difesa la golden share dello Stati rimane estesa a tutti i soggetti diversi dallo Stato italiano. E’ quanto prevede la nuova normativa in materia di poteri speciali che stabilisce, in caso di minaccia effettiva di grave pregiudizio per gli interessi essenziali della difesa e della sicurezza, l’esercizio di ”tre poteri speciali”.
Per il settore della difesa e della sicurezza nazionale, in caso di minaccia effettiva di grave pregiudizio per gli interessi essenziali della difesa e della sicurezza, possono essere esercitati tre poteri speciali. Il primo prevede l’imposizione di specifiche condizioni nel caso di acquisto, a qualsiasi titolo, di partecipazioni in imprese che svolgono attivita’ di rilevanza strategica per il sistema di difesa e sicurezza nazionale.
Il secondo prevede il veto all’adozione di delibere dell’assemblea o degli organi di amministrazione di un’impresa che svolge la predetta attivita’, aventi ad oggetto modifiche all’assetto societario, al mutamento dell’oggetto sociale, allo scioglimento delle societa’, alle cessioni di diritti reali o di utilizzo relativi a beni materiali o immateriali o l’assunzione di vincoli che ne condizionino l’impiego.
Il Terzo prevede l’opposizione all’acquisto, a qualsiasi titolo, di partecipazioni in un’impresa che svolge attivita’ di rilevanza strategica nel sistema della difesa e della sicurezza nazionale, da parte di un soggetto diverso dallo Stato italiano, o da enti pubblici italiani, qualora l’acquirente venga a detenere, direttamente o indirettamente, una partecipazione al capitale con diritto di voto in grado di compromettere nel caso specifico gli interessi della difesa e della sicurezza nazionale.

Mediaset - Sindacati: Comunicato su dichiarazione Confalonieri

“Noi non abbiamo intenzione di diminuire investimenti o personale, ma se cala il fatturato e i profitti diventa un dato di fatto farlo. Mediaset ha avuto una forte contrazione dei ricavi con una conseguente contrazione dei profitti, ma ha deciso di non tagliare l'occupazione. Ma se non si pongono le basi per una ripresa del mercato pubblicitario sarà inevitabile farlo. Noi siamo società quotata in Borsa.”


Queste le dichiarazioni rilasciate ieri dal Presidente di Mediaset Fedele Confalonieri, e riprese ieri da tutti i media nazionali, che hanno destato sorpresa e preoccupazione tra i Lavoratori del Gruppo.



Il settore televisivo italiano sta certamente attraversando una fase di profonda criticità:

la crisi economica sta producendo una forte contrazione della pubblicità che è la fonte principale dei ricavi di tutta l'emittenza;


i modi diversi di fruire l'informazione stanno trasformando strutturalmente la televisione generalista e fanno crescere la necessità di un'offerta televisiva sempre più personalizzata e “on demand”; o con l’utilizzo di Piattaforme alternative


il passaggio dall'analogico al digitale, la moltiplicazione dei canali sia free che a pagamento, la distribuzione delle frequenze, la numerazione dei canali e la diminuzione dei finanziamenti alla televisione locale, sono tutti elementi che comportano per il settore la necessità di forti investimenti in quadro in cui scendono i ricavi.



Il mondo della televisione sta cambiando in uno scenario di grandi difficoltà per l'intero settore. Questo contesto non esenta Mediaset dall’ attrezzarsi per superare la crisi e la trasformazione in atto.



In alcune interviste rilasciate alla stampa dal Vice Presidente Pier Silvio Berlusconi, prima, e dall'Amministratore delegato del Gruppo Giuliano Andreani, qualche giorno fa, l'Azienda aveva manifestato la volontà di intervenire sui costi aziendali senza intaccare i livelli occupazionali. Nell'incontro che si è tenuto soltanto il 2 marzo, l'Azienda, per superare le criticità attuali, ci ha confermato la necessità di un recupero di costi di 250 milioni a regime nel triennio 2012/2014; un recupero per noi dovrà interessare l’ Azienda nel suo complesso e non solo il lavoro dipendente, senza pregiudicare la qualità dell'offerta televisiva e SENZA INTACCARE I LIVELLI OCCUPAZIONALI.


Nello stesso incontro, abbiamo ribadito di essere convinti che, nel settore televisivo, il Gruppo Mediaset è uno dei pochi operatori che abbia in sé le capacità professionali, tecniche, tecnologiche e manageriali per superare questo difficile momento senza depauperare l'occupazione.



In questo senso, e a pochi giorni dall'incontro con l'Azienda e dalle dichiarazioni del Vice Presidente e dell'Amministratore delegato, le dichiarazioni del Presidente, così come riportate dai media, ci hanno creato sorpresa e perplessità.



Non vogliamo certo sottovalutare il contesto che ha dato origine alle parole del Presidente di Mediaset: dette nell'ambito di un' audizione in Commissione Bilancio della Camera sulla crescita economica, e a latere della sospensione della distribuzione delle frequenze del digitale. L'atteggiamento assunto dal Governo sul beauty contest ha certamente influenzato le dichiarazioni di Confalonieri che evidenziano una loro finalità soprattutto politica, le OO.SS. nel richiamare la necessità di regole certe per il settore televisivo nella fase di criticità data, anche se le dichiarazioni rimarcano la decisione dell'Azienda di non diminuire oggi investimenti e occupazione, la prospettiva nella quale vengono poi proiettate non può essere da noi né capita né condivisa.



Il Sindacato farà tutto quanto è possibile perché anche la politica aiuti e non ostacoli il governo della trasformazione dell'intero Settore televisivo attraverso l'utilizzo di risorse e regole efficaci e condivise dagli operatori.



Ci aspettiamo quindi che l'Azienda ribadisca e confermi nelle parole e nei fatti le dichiarazioni espresse al tavolo sindacale, già a partire dal prossimo incontro Alla presenza dei vertici del gruppo così come già richiesto nel precedente incontro dalle OO.SS .


Il mantenimento dei livelli occupazionali del Gruppo è un obiettivo che insieme dobbiamo assumerci e che dobbiamo e possiamo raggiungere.


Le Segreterie Nazionali


Frequenze: Mediaset minaccia licenziamenti

Stamani Confalonieri avrebbe descritto al premier la difficile situazione in cui versa oggi Mediaset, che si riflette anche sul cattivo andamento dei titoli in Borsa. “L'andamento della congiuntura rischia di togliere alcune sicurezze di cui un'azienda come la nostra ha bisogno", ha poi spiegato il presidente di Mediaset nel corso di una audizione presso la commissione Bilancio della Camera. “Nel 2011 il mercato pubblicitario è stato su livelli simili a quello del 2002 ed un mercato che non cresce impone scelte difficili, più di carattere recessivo che orientate allo sviluppo". Confalonieri ha aggiunto che "se non ci sono prospettive, tagliare...