30 luglio 2010

BT ITALIA: SLC-CGIL “AVVIATA UNILATERLAMENTE CIGS PER 220 LAVORATORI.

COMUNICATO STAMPA

“Una vergogna si aggira per l’Italia. E’ il caso di BT Italia, azienda che dopo anni di sacrifici fatti pagare ai lavoratori torna in utile ed invece di rilanciarsi mette in Cassa Integrazione Straordinaria, per di più unilateralmente, 220 lavoratori. Il tutto magari per pagare la liquidazione di un Amministratore Delegato che ha fallito su tutta la linea e che, voci sempre più insistenti, danno già fuori dall’azienda. Che ne sarà di BT Italia? Qualcuno pensa ad uno spezzatino, alla vendita a qualche altro player? Nulla si sa se non che BT Italia è la filiale che in Europa rende più di tutti per la casa madre inglese, che dopo anni torna in pareggio rinnovando importanti contratti commerciali, che però di questo non vuol dare riconoscimento ai lavoratori, anzi li penalizza”. Così dichiara in una nota Alessandro Genovesi, Segretario Nazionale di SLC-CGIL

“BT Italia aveva firmato accordi per gestire il rilancio aziendale, con sacrifici da parte dei lavoratori ed impegni (ricollocazione, riconversione, ecc.) da parte del management. I sacrifici sono stati fatti, gli impegni sono stati disattesi. Non abbiamo parole e allo stupore – continua Genovesi – va sempre più sommandosi rabbia ed indignazione da parte dei lavoratori, che giustamente evidenziano come la scelta aziendale non a caso si sia concretizzata approfittando di Agosto e delle ferie di molti dipendenti”

“Si annuncia un autunno di fuoco per BT, che si assume oggi di fronte ai lavoratori al Paese e alle Istituzioni una responsabilità totale delle scelte fatte. Invitiamo tutte le parti in causa, Governo compreso, a far sentire la propria voce. E’ possibile che un’azienda straniera che opera con licenze italiane, per grandi clienti italiani possa fare utili e portagli a casa, mentre qui licenzia e disperde professionalità?”

Dalle poche notizie che abbiamo la liquidazione percepita da Ruggero a suo tempo, facendo le debite proporzioni è una sciocchezza a quella che si prospetta !!!!

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BT ITALIA LICENZIA: COMUNICATO SINDACALE

29 luglio 2010

Poste - Accordo 27 luglio 2010


POSTE: PERAZZI (SLC/CGIL), ACCORDO ATTO DI RESPONSABILITA’ DI LAVORATORI E SINDACATI.

“L’accordo sottoscritto in Poste italiane dovrà trovare, nel mese di settembre, il consenso dei lavoratori interessati; esso riguarda la salvaguardia occupazionale in Poste Italiane di 5850 eccedenze di personale che saranno ricollocate internamente all’azienda ed una nuova organizzazione del lavoro per i portalettere e i Centri di Logistica Postale, che lavoreranno di norma su 5 giorni settimanali.” Così annuncia una nota di Donatella Perazzi, della segreteria nazionale Slc/Cgil.

“L’ennesimo atto di responsabilità del sindacato, l’ennesimo sforzo dei lavoratori per affrontare gli effetti della liberalizzazione del prossimo anno e del calo di traffico – prosegue il comunicato - non basteranno a tutelare le donne e gli uomini che in Poste Italiane da anni producono ricchezza per il paese e per l’azienda”.

“Per raggiungere questo ultimo obiettivo è indispensabile che tutti gli attori coinvolti facciano la loro parte: Poste Italiane perseguendo il rilancio e la competitività qualitativa del servizio e rispetto degli impegni assunti con il sindacato nel citato accordo, relativamente all’unicità aziendale e alla non societarizzazione di pezzi o dell’intera rete dei servizi postali. Il Ministero del Tesoro, che ne è proprietario, da suo canto non può considerare Poste Italiane unicamente quale “Bancomat” per il ritiro di milioni di euro di utili. Il governo, infine, deve assolvere al dovere di stabilire regole di mercato chiare e trasparenti e regole per lo svolgimento del Servizio Universale in prossimità del 2011.”

“SLC/CGIL – conclude la sindacalista - vigilerà che non siano unicamente i lavoratori a fare la propria parte e a pagare i prezzi degli errori o dell’inefficienza di Azienda e Governo. In autunno Poste Italiane potrà avere una rete più efficace ed efficiente, la possibilità di dare una migliore qualità ai clienti. SLC non permetterà che queste opportunità vengano vanificate da chicchessia, Poste o Governo, a tutela dei lavoratori, del loro futuro e di una risorsa per questo martoriato paese.”

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ALMAVIVA: ACCORDO 28 LUGLIO 2010

Incidenti sul lavoro: Non chiamatele “morti bianche”

Le chiamano "morti bianche", come avvenissero senza sangue. Le chiamano "morti bianche", perchè l'aggettivo bianco allude all'assenza di una mano direttamente responsabile dell'accaduto, invece la mano responsabile c'è sempre, più di una. Le chiamano "morti bianche", come fossero dovute alla casualità, alla fatalità, alla sfortuna. Le chiamano "morti bianche", ma il dolore che fa loro da contorno potrebbe reclamare ben altra sfumatura cromatica. Le chiamano "morti bianche" per farle sembrare candide, immacolate, innocenti.

Le chiamano "morti bianche", tanto non meritano he due righe sui quotidiani, sì e no una citazione nel telegiornale. Le chiamano "morti bianche", per evitare che si parli di omicidi sul lavoro. Le chiamano "morti bianche", bianche come il silenzio, come l'indifferenza che si portano dietro. Le chiamano "morti bianche", ma non sono incidenti, dipendono dall'avidità di chi si rifiuta di rispettare le norme sulla sicurezza sul lavoro. Le chiamano "morti bianche", un modo di dire beffardo, per delle morti che più sporche di così non possono essere. Le chiamano "morti bianche", ma sono il risultato dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo, dove la vita non ha valore rispetto al profitto.

Le chiamano "morti bianche", ma sono tragedie inaccettabili per un paese che si definisce civile, che non può permettersi di avere tutte queste morti sul lavoro. Le chiamano "morti bianche", ma in realtà sono nere, non solo perchè ogni morte è "nera" ma perchè spesso, quasi sempre, le vittime non risultano nemmeno nei libri paga dei loro "padroni" : padroni della loro vita. E della loro morte. Le chiamano "morti bianche", ma sono un emergenza nazionale, anche se c'è chi dice che sono in calo, senza rendersi conto che i dati sulle morti sul lavoro sono fortemente sottostimati, e che se calo c'è è dovuto principalmente alla crisi economica.

Le chiamano "morti bianche", un eufemismo che andrebbe abolito, perchè è un insulto ai familiari e alle vittime del lavoro. Le chiamano "morti bianche", ma quanto tempo passerà ancora perchè vengano chiamate con il loro vero nome?

di Marco Bazzoni

Concetta Raia: “Ancora un nuovo caso di violenza contro le donne. Il disegno di legge votato in commissione Bilan

Da donna e da parlamentare regionale sento oggi la doppia amarezza di dover registrare con indignazione l’ennesimo fatto di cronaca, grave, gravissimo, di violenza subita da una donna, bruciata viva dal proprio ex compagno e ridotta in fin di vita e invocare, ancora, un’assunzione di responsabilità da parte di tutti ancora troppo lontani dall’aver compreso, forse, la gravità del fenomeno della violenza dentro le mura domestiche.

La battaglia contro ogni forma di sopraffazione fisica e psicologica subita dalle donne non appartiene solo alle forze dell’ordine e alle associazioni di volontariato, ma prima di tutto alle istituzioni. Per quanto attiene al mio ruolo di parlamentare regionale ricordo di avere presentato un disegno di legge che aveva la sola ambizione di superare un gap con le altre regioni italiane, dove la tutela e la inviolabilità delle donne vedono quanto meno un’assunzione di responsabilità formale. Dopo il passaggio fondamentale in commissione Bilancio quel disegno di legge, trasversale, votato e migliorato da più parti politiche, è rimasto fermo lì, perfino con una spesa di bilancio prevista di quasi 500 mila euro. Evidentemente le logiche maschiliste hanno fatto sì che ancora una volta prevalesse il principio per cui certe questioni possano attendere rispetto ad altre considerate prioritarie. E attendiamo, ancora, una legge che diventi strumento nelle mani delle associazioni, impegnate in prima linea a fianco delle donne che quotidianamente subiscono maltrattamenti e discriminazioni.

Quattro gli assi portanti della legge: la costituzione di un Osservatorio Regionale per il monitoraggio degli episodi di violenza, attraverso la raccolta, l’elaborazione e l’analisi dei dati forniti dai centri antiviolenza, dagli enti locali e dai servizi territoriali, al fine di realizzare una sinergia tra i soggetti coinvolti e di armonizzare le varie metodologie d’intervento adottate nel territorio, la creazione di una rete che veda il coinvolgimento degli ospedali, delle asp, ma anche delle scuole e delle forze dell’ordine, lo stanziamento di risorse per l’inserimento lavorativo delle vittime di violenza con la possibilità di finanziare microcrediti per attività autonome, il sostegno ai centri antiviolenza, con l’istituzione di nuovi, in modo che ve ne sia almeno uno in ogni provincia e case di accoglienza.

Concetta Raia

Deputato PD all'ARS

24 luglio 2010

BT ITALIA LICENZIA: COMUNICATO SINDACALE

I tagli occupazionali hanno investito anche i lavoratori di BT Italia, anch’essi in stato di agitazione.
Nel piano industriale 2010-2013, la società prevede una riduzione del personale diretto di 120 dipendenti in aggiunta ai 100 già previsti, per rispondere – ha spiegato l’ad Corrado Sciolla – alla mancata ripresa del mercato delle comunicazioni per le imprese, che ha costretto la società “ad agire in maniera decisa su tutte le leve dei costi”.
Sciolla ha smentito eventuali dismissioni in Italia, che “comunque continua ad essere un mercato importante per BT”, che prevede, anzi, nuovi investimenti “nelle aree commerciali e in quelle delle consulenza”.
I sindacati paventano invece un progressivo smantellamento della società e lo spostamento delle attività in paesi meno onerosi e sottolineano che la casa madre britannica ha invece riconosciuto ai lavoratori “un aumento salariale del 3% annuo” alla sola minaccia di sciopero, chiedendo un incontro alle istituzioni locali e nazionali per “…ottenere il giusto riconoscimento di chi continua a sperare che il proprio lavoro esista e resista”.
COMUNICATO SINDACALE INCONTRO BT ITALIA
BLOOD & TEARS
Il giorno 21 luglio 2010 presso la sede di Assolombarda a Milano si sono incontrate le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL, il Coordinamento Nazionale delle RSU e i rappresentanti di BT Italia. Il management italiano e inglese ha presentato ufficialmente il Piano Industriale 2010 – 2012 a soli 12 mesi dalla presentazione del precedente e che presenta ulteriori criticità dal punto di vista occupazionale.

TELECOM: COMUNICATO INCONTRI SU PIANO INDUSTRIALE TELECOM ITALIA

23 luglio 2010
Nei giorni 20 e 22 luglio 2010 si sono tenuti due incontri presso il Ministero dello sviluppo economico tra SLC FISTEL UILCOM e UGL, i rappresentanti del Ministero e Telecom Italia sui temi riguardanti lo sviluppo industriale del Gruppo e sulle conseguenti ricadute sui livelli occupazionali.
Nell’ambito degli incontri suddetti Telecom Italia ha ulteriormente approfondito e rappresentato i principali obiettivi del piano industriale 2010-2012 con particolare attenzione al tema degli investimenti nello sviluppo delle infrastrutture e dell’intelligenza di rete, confermando anche le esigenze di contenimento dei costi che hanno determinato la risposta del sindacato culminata negli scioperi nazionali e territoriali dei giorni scorsi.
Nel corso dell’ultimo incontro l’azienda ha formalizzato alcune risposte in merito alle richieste di SLC FISTEL e UILCOM contenute nell’OdG del coordinamento nazionale Telecom del 14 giugno scorso. Nel dettaglio:

23 luglio 2010

Italtel: dopo l’Ok delle banche si reintegrano i lavoratori

Si riunirà mercoledì per riprendere il filo della trattativa, il coordinamento sindacale nazionale di Italtel, in attesa che l’azienda comunichi in che modo intenda proseguire al reintegro dei lavoratori e al pagamento degli stipendi arretrati dopo la sentenza che impone il ritiro della cassa integrazione.
“Qualche passo avanti è stato fatto”, ha spiegato la rappresentante Fiom Maria Sciancati, dopo la notizia relativa al perfezionamento, da parte di tutte le Banche, di Cisco e Telecom Italia oltre che della Società la firma, del rifinanziamento della società.
Una nuova linea di credito da 310 milioni - che si vanno ad aggiungere ai 70 milioni messi a disposizione da Telecom Italia e Cisco – che rappresenta una vera e propria boccata di ossigeno per l’azienda milanese di infrastrutture per le telecomunicazioni, che ha dovuto fronteggiare, oltre alla crisi internazionale, anche il calo imprevisto degli ordinativi da parte del suo principale cliente, Telecom Italia.

Video On Line 2: “Siamo quelli che rispondono alle chiamate di Tin.it, Virgilio.it, Alice, 187, 191…

Call Center ‘Video on line 2.0’. Sindacati sul piede di guerra. Tagli per 473 lavoratori che operano per Telecom Italia 187, 191 e Adsl. Leggi post...

di Ersilia Crisci
“Siamo quelli che rispondono alle chiamate fatte da voi a Tin.it, Virgilio.it, Alice, 187, 191… Siamo tutti sardi. Qualche volta avete sicuramente parlato con noi. Siamo un call center di 480 persone, lavoriamo per Telecom Italia da circa 14 anni. Ne abbiamo passate molte, ma questa volta siamo messi veramente male: siamo capitati nelle mani di squali il cui compito è quello di portare alla miseria migliaia di famiglie”.
Inizia così la richiesta di aiuto che 480 lavoratori dipendenti del call center Video On Line 2 (VOL2) di Pirri, frazione di Cagliari, hanno lanciato su Facebook e altri social network.
Da due mesi, sono senza stipendio e si battono per la tutela dei propri diritti. Ma la loro richiesta di aiuto è rimasta sino a oggi pressoché inascoltata. Nell’Italia del diritto negato al lavoro, delle mille discriminazioni e iniquità che la manovra finanziaria del governo Berlusconi disegna, questa storia del call center di Pirri, che oggi tocca qualche centinaio di lavoratoti e lavoratrici, in realtà è l’ultimo atto di una vicenda che ha già buttato sul lastrico migliaia di famiglie. Corruzione, indifferenza nei confronti della loro vita e del futuro, totale dispregio verso qualunque regola ne sono - come vedremo - gli altri poli. Women ha raccolto storia e voci.
"Non hanno pagato gli stipendi, i contributi, i fornitori di energia elettrica e telefono, le quote sindacali, i TFR, le sedi delle società, non hanno versato al fisco le quote IRPEF dei lavoratori, trasformando questi ultimi, loro malgrado, in evasori; hanno creato 8.500 disoccupati, rubato milioni di euro, fatto fallire 18 società, tra cui le più importanti sono Agile, Eutelia, Omega, Libeccio, Phonemedia. VOL2 è una di queste.”

22 luglio 2010

Telecom Italia: La trattativa riprende il 27 luglio

Esito incontro al ministero del 22/07/2010:

Sul tavolo negoziale sulle tlc e rete di nuova generazione il governo propone un consorzio fatto dalle aziende del settore che possono investire, Telecom rimanda al mittente la proposta ed anche rispetto all'incontro precedente del 20/07 conferma la necessità di adeguare le tariffe di interconnessione ai livelli medi europei mettendo soldi di investimento fino al 2018.

Rispetto agli esuberil'azienda propone 920 pensionamenti obbligatori, 3500 mobilità volontarie, 450 contratti di solidarietà per gli esuberi SSC ex IT Telecom, 200 mobilità rimanenti su ex accordo del 2008. Per il 1254 si rende disponibile alla riqualificazione del personale ( mobilità professionale ) con rinnovo dei contratti di solidarietà sempre per 470 lavoratori. Rimangono 1300 esuberi da gestire. Per l'azienda rimane da gestire la questione costi industriali e mira alla chiusura dei customer piccoli, e se non si trovasse l'accordo il primo di luglio 2011 si riserva di creare la grande Telecontact.

Come SLC abbiamo ribadito la nostra contrarietà agli esuberi e la necessità di cambiare il piano industriale che a nostro parere mina la unitarietà aziendale creando un eccessivo gap sia tecnologico che industriale.

Invitiamo i lavoratori a non abboccare a fantomatiche soluzioni individuate da altre OO.SS come la mobilità lunga, boicottata subito dal Governo. In questo momento bisogna di essere più uniti e solidali. L'incontro è stato aggiornato a martedì 27 luglio p.v.

Davide Foti

SLC CGIL Catania

RSU Coord. Naz. Telecom

21 luglio 2010

Italtel: approvato progetto di rifinanziamento

“Oggi, 21 luglio 2010, è un giorno importante per la vita di Italtel e per il futuro delle persone che vi lavorano. Desidero ringraziarvi per l’impegno continuo dimostrato in questo lungo, difficile periodo, impegno che sarà, ne sono certo, rinnovato nei prossimi mesi per conseguire i risultati attesi”. Con queste parole Umberto de Julio ha accompagnato la notizia relativa al perfezionamento, da parte di tutte le Banche, di Cisco e Telecom Italia oltre che della Società la firma, del rifinanziamento di Italtel. Subito dopo si è riunito il Consiglio di Amministrazione che ha approvato il progetto di rifinanziamento e quindi il Progetto di Bilancio 2009 che sarà sottoposto all’approvazione delle Assemblee di Italtel spa e Italtel Group che si terranno tra la fine di questo mese e la prima metà di agosto.In una successiva seduta il Consiglio di Amministrazione ha poi convocato per il 10 agosto una Assemblea Straordinaria per deliberare l’aumento di capitale previsto nel progetto di rifinanziamento. Nelle prossime settimane saranno perfezionati i contratti definitivi.

ALMAVIVA - VERTENZA -


Il 21 luglio a Roma, presso i locali di Assindustria, le delegazioni e le segreterie di SLC CGIL, FISTEL CISL e UILCOM si sono incontrate con i rappresentanti del gruppo industriale Almaviva.
Al termine dell'incontro, anche in considerazione della complessità dei temi trattati, si è convenuto di aggiornare la riunione al 28 luglio pv.
  • LA CGIL DI CATANIA ,NELLE SUE DIVERSE ARTICOLAZIONI E STRUTTURE: E'COMPLESSIVAMENTE IMPEGNATA SUL FRONTE DELLA STABILIZZAZIONE IN AZIENDA DEI LAVOATORI CHE ATTUALMENTE OPERANO IN REGIME DI SOMMINISTRAZIONE E SI ADOPERERANNO AFFINCHE' TALE RISULTATO VENGA RAGGIUNTO NEL PIU' BREVE TEMPO POSSIBILE.

19 luglio 2010

Verbale d'incontro della riunione regionale del 14 luglio tra SLC CGIL, FISTEL CISL , UILCOM, UGL ed il gruppo industriale ALMAVIVA


Il giorno 14 luglio 2010 presso la sede di Confindustria Palermo si sono incontrate la Direzione AlmavivA CRM le Segreterie Regionali di FIStel, SLC, UILCOM e UGL Telecomunicazioni a seguito della richiesta di incontro presentata dalle citate OO.SS. in data 29 giugno u.s.
Nell’incontro le OO.SS. regionali, nel confermare ruolo e responsabilità del livello di interlocuzione nazionale, hanno affermato la necessità di affrontare anche a livello locale questioni che hanno impatto diretto sul territorio, quali in primis i temi dell’occupazione.
Su questi temi la Direzione ha confermato il modello di Relazioni Industriali che si è sviluppato nell’ultimo biennio e che prevede come momento di interlocuzione imprescindibile anche la sede locale: coerentemente nell’ultimo anno è stato sperimentato un percorso che ha visto l’Azienda insieme alle OO.SS. Regionali confrontarsi con le Istituzioni locali alla ricerca e identificazione di strumenti e politiche finalizzati ad un piano di consolidamento e sviluppo della presenza della Società in terra siciliana, che preveda anche l’ampliamento della sfera di azione ad altri settori di business del Gruppo non ancora presenti in loco, oltre che alla necessaria ed imprescindibile necessità di individuare strumenti e incentivi che consentano l’avviamento di un nuovo sito operativo unico nell’area palermitana che garantisca una migliore logistica operativa e un rapporto costi/benefici compatibile con gli obiettivi aziendali.

18 luglio 2010

Appello contro la repressione antisindacale

Pino Picozzi è un delegato della Fiom Cgil di Mirafiori, Torino. Si è visto recapitare a casa una lettera di licenziamento per aver osato spedire attraverso la mail aziendale una lettera di solidarietà che un gruppo di operai polacchi aveva spedito ai compagni di Pomigliano. Perchè Marchionne e soci hanno perso la testa e hanno fatto un gesto degno dei padroni delle ferriere, per usare una espressione classica? Probabilmente lo hanno fatto per colpirne uno ed educarne cento, sicuramente lo hanno fatto per intimidire chiunque voglia ancora dissentire dentro l'impero Fiat, ma soprattutto lo hanno fatto perchè gli operai dello stabilimento di Thyco, in Polonia, avrebbero dovuto e potuto essere i beneficiari dell'eventuale trasferimento delle produzioni di Pomigliano e proprio loro hanno osato far sentire la loro voce accanto a quella dei colleghi italiani e hanno raccontato la loro storia di promesse mancate, di accordi non rispettati, di contratti aggirati. Forse proprio questo antico e coraggioso gesto di solidarietà, una merce sempre più rara, ha fatto saltare i nervi a chi ormai pensava di aver regolato una volta per tutte i rapporti con la conflittualità, con il diritto di sciopero, con lo statuto dei lavoratori.
Da qui la decisione, folle e persino disperata, di cacciare fuori dalla fabbrica il delegato Picozzi che aveva messo in circolazione il documento dei colleghi polacchi. Una decisione degna di un gruppo di estremisti che hanno perso il contatto con la realtà, che ritengono che tutto sia ormai possibile in Italia, compresa l'abrogazione dei diritti fondamentali previsti dalla Costituzione. Non a caso dopo Picozzi hanno colpito altri delegati a Melfi, a Torino, della Film Cisl e della stessa Uilm, accusati di aver promosso azioni di sciopero fuori dalle regole.

16 luglio 2010

la Sirti licenzia 600 operai

Mentre martedì 20 luglio parte la trattativa tra Telecom Italia e Cgil, Cisl e Uil sui 3.700 licenziamenti per ora congelati, un'altra si svolge tra sindacati e la Sirti, la più importante azienda di installazioni telefoniche del Paese, che lavora principalmente per Telecom Italia ma anche per gli altri gestori.

La Sirti ha denunciato 600 esuberi; è un'azienda che non ha gli utili miliardari di Telecom Italia ma non è nemmeno in cattive acque come l'altra grande società italiana di installazioni, l'Italtel, appena salvata dal fallimento.

Si tratta di 400 lavoratori per i quali vorrebbe la cassa integrazione per un anno e poi la mobilità per l'accompagnamento alla pensione, e altri 200 lavoratori a "ridotta capacità lavorativa" (per infortuni, malattia e via dicendo) per i quali chiede la cassa integrazione straordinaria, in attesa di trovare una collocazione.

Anche in questo caso, come in Telecom italia, il problema del sindacato è se accettare una mobilità coatta come chiede la Sirti, o solo una mobilità volontaria e incentivata.

Pier Luigi Tolardo - Quelli di Zeus

15 luglio 2010

14 luglio 2010

Telecom, revocati licenziamenti, si tratta fino a 30/7/2010

Telecom Italia e le organizzazioni sindacali hanno raggiunto un accordo, con l'aiuto del governo, per il congelamento dei licenziamenti annunciati dalla società e si sono accordate per cercare un accordo nei prossimi 15 giorni.

Lo ha detto il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi al termine dell'incontro tenutosi al ministero dello Sviluppo economico.

"Abbiamo raggiunto un'intesa di metodo. Telecom ha accosentito a ritirare la procedura di mobilità. Ora abbiamo un periodo di 15 giorni di intenso negoziato", ha detto Sacconi al termine della riunione. L'Ad della società Franco Bernabè ha poi aggiunto che al tavolo Sacconi ha detto che si impegnerà per ritrovare strumenti che attenuino l'impatto sociale delle riduzioni di lavoro. Bernabè si è anche dichiarato ottimista sull'esito della trattativa.

Nota di redazione:

Da parte della Slc Segreteria Nazionale:

Il governo, telecom e le ooss rappresentative dei lavoratori si sono riuniti in data odierna presso il ministero sviluppo economico ed hanno convenuto quanto segue:

1) si apre tra azienda e sindacato il negoziato sullo sviluppo ind del gruppo e sulle ricadute sui livelli occupazionali con l'obiettivo di verificare entro il 30/7 le condizioni x un accordo.

2) al negoziato partecipano Sacconi, Romani o loro delegati. Sacconi verificherà strumenti di protezione del reddito utili ad accompagnare lavoratori eventualmente in esubero, al pensionamento nei termini di legge.

3) Telecom ritira le procedure di mobilità per favorire la costruttiva conclusione dell'accordo con riserva di riproporle entro il 30/7 in assenza di sviluppi positivi del negoziato.

4) Romani convocherà le ooss per consultazione sugli investimenti sulla larga banda.

Ad agosto lo stress finisce sotto esame

di Luigi Caiazza
Entro il primo agosto 2010 tutti i datori di lavoro dovranno adeguare il documento della sicurezza, elaborato a seguito dell'integrazione della valutazione del rischio. La novità riguarda la valutazione riferita a gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato (Slc).
La novità era stata introdotta dall'articolo 28, comma 1, del Dlgs 81/2008, che nell'individuare i contenuti oggetto della valutazione del rischio da parte del datore di lavoro e nel prevedere una serie di interventi ha soffermato la propria attenzione anche sui rischi connessi allo stress lavoro-correlato, secondo i contenuti dell'Accordo europeo dell'8 ottobre 2004.
Con la modifica apportata dal Dlgs 106/2009 è stato stabilito che la valutazione dello stress lavoro-correlato è effettuata nel rispetto delle indicazioni che saranno fornite dalla Commissione consultiva permanente, e il relativo obbligo decorre dalla elaborazione delle predette indicazioni comunque, anche in difetto di tale elaborazione, a far data dal primo agosto 2010.

13 luglio 2010

Telecom Italia: Antonio Migliardi lancia parole distensive a sindacati e lavoratori


Parole saggie e distensive quelle dichiarate dal responsabile delle risorse umane, Antonio Migliardi, al Sole 24 Ore - Radiocor - Un gesto apprezzabile e di grande disponibilità verso i lavotatori e gli addetti ai lavori. Sperando che alle parole seguino i fatti, Parti Sociali e 3700 persone, si augurano che domani davanti al Governo ed alle Associazioni Sindacali, l'Azienda prenda atto che "fare terrorismo" in questo momento dove il Paese sta attraversando uno degli anni più bui della sua storia non è la cosa o l'atteggiamento più responsabile da mettere in campo. Oltretutto un comportamento di questo genere dimostra, palesemente, la pochezza di idee e la mancanza di strategia e di intenti che una Società come Telecom Italia non può non avere in base al suo passato, la sua storia ed alla sua identità che prima della privatizzazione era da esempio alla maggior parte delle industrie mondiali.
La banalità e la scontatezza di far pagare tutto sulle spalle dei lavoratori è sempre stato un atteggiamento di manifesta inferiorità difronte a tutta la popolazione ed allo Stato Italiano. Spero che sin da domani, la Proprietà, dimostri il suo potere, il suo spessore e la sua reale voglia di apertura al dialogo, sospendendo o ritirando una "RACCOMANDATA" che non ha ragione di esistere.
Sarebbe questo un bel gesto, reale e concreto, per poter seriamente sedersi ad un tavolo e fare il bene di tutti i lavoratori, dell'Azienda e del Paese Italia.

Salvo Moschetto
Responsabile comunicazione ed informazione
Slc Cgil Catania

Telecom e licenziamenti: Migliardi, tagli necessari ma si trovera' l'accordo

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 13 lug - Telecom Italia e' convinta di riuscire a trovare un accordo con governo e sindacati sui licenziamenti. Antonio Migliardi, responsabile risorse umane della societa' tlc, in un'intervista a Il Sole 24 Ore spiega di non dubitare che 'alla fine riusciremo a trovare una buona soluzione per un problema serio quale quello degli esuberi' e di essere 'consapevoli del fatto che questo tipo di problema va affrontato con le parti sociali'. Domani i vertici Telecom sono stati convocati dal governo per ottenere chiarimenti sulle strategie industriali del gruppo, che prevede 3.700 licenziamenti entro la meta' del 2011, per un totale di 6.800 nel 2012. Migliardi sottolinea che i 'decrementi dell'occupazione sono stati su base volontaria e attraverso esodi incentivati'. Riguardo ai numeri, il responsabile delle risorse umane chiarisce che gia' a dicembre 2008 la societa' aveva prospettato al sindacato 4mila risorse eccedenti con il piano industriale 2009-2011, ma non vi era stato nessun accordo e i 2.300 tagli sono avvenuti tramite esodi incentivati. Superato il 2009, le risorse eccedenti toccavano le 6.800 unita', di cui 3.700 entro il 2011. 'Ora siamo disposti a valutare una soluzione di tipo morbido, vogliamo pero' certezze sui tempi', perche''non e' possibile che dal 2008 ad oggi noi stiamo ancora aspettando', dice Migliardi.