
Editore: Slc Cgil Catania - Direzione: Salvo Moschetto


L’Inps chiede indietro la quattordicesima a una parte di pensionati. Ma quanti sono in totale quelli interessati da questa misura? Da qualche giorno infatti l’istituto previdenziale ha inviato una lettera ad alcuni iscritti per chiedere la restituzione della quattordicesima erogata nel 2009.
L’Inps motiva la decisione ammettendo di aver sbagliato i conti. Ma non si sa quanti iscritti siano stati toccati dall’iniziativa. Il Sole 24 Ore ha pubblicato la lettera che è stata inviata dall’ente.
La verifica relativa agli importi del 2009, spiega l’Inps, è stata fatta a giugno. Sempre secondo quanto emerso dalle indagini, gli importi da restituire sono compresi tra 336 e 504 euro.
I soldi verranno scalati dalla pensione a partire da novembre: in totale si tratterà di 12 “prelievi” forzati.
Questo il testo integrale della lettera inviata dall’Inps, pubblicata dal Sole 24 Ore
Gentile Signore/a,
nel corso del 2009 le è stata corrisposta la somma aggiuntiva prevista dalla legge 127/2007 (la cosiddetta quattordicesima). Tale importo – come già le avevamo comunicato nel corso del 2009 – era stato determinato in via provvisoria, in attesa delle necessarie verifiche reddituali.
Dall’analisi dei suoi redditi personali relativi all’anno 2009 (ovvero 2008 qualora la Sua pensione sia stata liquidata nel corso dell’anno 2009), è risultato che le è stata corrisposta la somma di euro xxx,xx, non dovuta.
Siamo pertanto costretti a provvedere al recupero di questo importo mediante trattenute mensili sulla sua pensione, a partire dal mese di novembre 2012, per complessive 12 rate.
Cordiali saluti
Il direttore

Il cda si è concentrato sulle proposte di transazione presentate dai legali dell’ex Amministratore Delegato Riccardo Ruggiero e dell’ex Amministratore Esecutivo Carlo Buora. I legali del primo hanno presentato una proposta di transazione da 1,5 milioni di euro relativa alla vicenda delle false Sim mentre per parte di Carlo Buora – coinvolto nella vicenda dei dossier illegali - la proposta è stata raddoppiata da 500 mila euro a un milione.
“Nel corso della riunione – si legge in una nota del Gruppo - si è preso atto della proposta di transazione generale e omnicomprensiva fatta pervenire dai legali dell’ex Amministratore Delegato Riccardo Ruggiero. La proposta riguarda ogni operato di Ruggiero e ogni profilo di sua possibile responsabilità sia come Direttore Generale sia come Amministratore Delegato, ivi inclusa la rinuncia da parte di Telecom Italia alla costituzione di parte civile nel procedimento penale relativo alle carte prepagate, in cui l’ex Amministratore Delegato è imputato per il reato di ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza”.
Il consiglio sottoporrà queste proposte all’assemblea il 18 ottobre prossimo e proporrà un’azione di responsabilità nei confronti dei due ex amministratori solo in caso di bocciatura o se la proposta otterrà più del 5% di voti contrari.
Un’opzione, questa, contestata dai piccoli azionisti riuniti in Asati, secondo cui “questa linea compromette la possibilità di far emergere subito e in tutta la dimensione i gravi guasti arrecati dagli ex Vertici esecutivi che proprio con la proposta di patteggiamento certificano che fatti illeciti sono stati compiuti durante la gestione della società nel periodo 2001-2007, con costi accertati dovuti a quelle azioni illecite e documentati per oltre 120 milioni di euro”.
Il Consiglio di Amministrazione ha quindi provveduto alla nomina del nuovo dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Piergiorgio Peluso che assumerà la responsabilità della Direzione Administration, Finance and Control. In particolare è previsto che, entro fine mese, Peluso subentri nella carica ad Andrea Mangoni, nominato Direttore Generale per le attività del Gruppo in Sud America.
Sul tema della rete le bocche sono ancora cucite e bisognerà aspettare il prossimo cda per nuovi aggiornamenti. I negoziati, tuttavia, sembrerebbero prossimi all’entrata nella fase ‘tecnica’, che ruota attorno alla valutazione dell’infrastruttura in capo a Telecom Italia. La CdP ha già nominato Deutsche Bank come advisor per stabilire il valore dell’asset, che la società preseduta da Franco Bernabè ha fissato tra 12 e 15 miliardi di euro





L’attivo regionale dei delegati ed RSU della Aziende di TLC Siciliane, riunitosi giorno 10 settembre, alla presenza del compagno Michele Azzola, per dibattere sulle motivazioni dello sciopero generale del prossimo 17 settembre, esprime la propria ferma e decisa contrarietà alla scelta del gruppo Almavavia di aprire le procedure di CIGS ed il conseguente licenziamento di circa 600 lvoratori della sede di vila lamaro a Roma.
Ancora una volta il management di Almaviva cerca di scaricare sui lavoratori la propria incapacità e la loro inefficienza nella gestione della azienda.
A tal proposito appare particolarmente sconcertante ed inquietante quanto affermato dalla azienda nel suo comunicato stampa nel quale, in buona sostanza, si accusano i lavoratori di essere dei “fannulloni”.
Sappia almaviva che se non si recedrà da quanto prospettato, troveranno nei lavoratori Siciliani non solo la pura e semplice solidarietà, ai lavoratori di Roma, ma anche la loro totale disponibilità ad iniziative di lotta e di mobilitazione.

Il sindacalista preoccupato per le sorti dell'azienda minacciata dai tagli puo' reagire con il datore di lavoro dandogli dello 'sbruffone'. Parola di Cassazione che ha convalidato l'illegittimita' del licenziamento inflitto ad Angelo C., dipendente sindacalista della Security Corps nella capitale, che si era visto licenziare dopo essersi rifiutato di ricevere la documentazione relativa alla procedura di mobilita' e dopo avere reagito con l'amministratore unico della societa', dandogli appunto dello 'sbruffone'.
Secondo la sezione Lavoro (sentenza 15165), il sindacalista giustamente era stato reintegrato dal momento che la Corte di merito aveva evidenziato come "il comportamento contestatogli non aveva determinato un danno d'immagine, come supposto dalla parte datoriale, e aveva escluso che la sanzione inflitta potesse considerarsi proporzionata all'addebito".
Inutile il ricorso del'azienda contro la decisione della Corte d'appello di Roma - novembre 2009 - volto a dimostrare che l'atteggiamento di Angelo C. dimostrava "avversione e conflittualita'". La Suprema Corte ha repinto il ricorso dell'azienda e ha sotttolineato che il licenziamento inflitto al dipendente sindacalista "non era sorretto da giusta causa o da giustificato motivo". Quanto poi all'espressione utilizzata, pure censurabile "sul piano disciplinare", era inquadrabile nell'ambito "di una aspra protesta istintiva che il dipendente aveva manifestato nella sua veste di sindacalista a fronte di scelte imprenditoriali di riduzione di personale e in un momento di particolare conflittualita' tra le parti".

“Le OO.SS. Slc CGIL, Slp CISL e Failp CISAL in occasione dello sciopero delle prestazioni straordinarie proclamato dal 14/9 al 13/10/2012 e dello sciopero generale del 12/10/2012 in Poste Italiane, hanno segnalato e denunciato alla Commissione di Garanzia per l’Attuazione della Legge sullo Sciopero nei Servizi Pubblici Essenziali il grave comportamento di Poste Italiane che, in aperta violazione della Legge 146/90, non informa adeguatamente, almeno 5 giorni prima, l’ utenza circa le modalità di funzionamento dei propri servizi in occasione del legittimo sciopero.” Lo annuncia una nota unitaria dei segretari generali di Slc Cgil, Slp Cisl e Failp Cisal.
“Tale atteggiamento – prosegue la nota - porta gravi ripercussioni sui lavoratori ai quali l’Azienda tenta di limitare il libero esercizio di un diritto costituzionale (lo sciopero) minacciandoli addirittura di sanzioni disciplinari al verificarsi di discussioni tra utenti - non informati - e lavoratori in sciopero all’interno degli uffici postali.”

In occasione dell’incontro in Regione Lazio del 13 settembre alle ore 16.00, giornata di sciopero per intero turno, invitiamo tutti i lavoratori ad incontrarci dalle ore 11.00 davanti la sede di via Lamaro.
Parleremo dell’incontro svoltosi il 12 settembre presso la UNIndustria.
RICORDIAMO IL PRESIDIO DALLE ORE 15.00 DAVANTI LA REGIONE LAZIO ( p. Oderico da Pordenone).
VI ASPETTIAMO TUTTI
RSU ALMAVIVA CONTACT ROMA


Da gennaio in Italia ci sarà l’Lte, la rete cellulare a banda larga di quarta generazione, che sembrerebbe essere la novità portante del nuovo iPhone 5, in uscita mercoledì 12.
Ma se così fosse allora ci sarà un grosso problema tra melafonini e tv italiane. Perché i due segnali viaggeranno sulle stesse frequenze. Le interferenze saranno di due tipi: un oscuramento totale della tv nelle zone molto vicine alle antenne Lte e un disturbo delle immagini in alcune zone che sono più lontane.
Il problema di fondo per chi produce dispositivi mobili è che nei vari Paesi del mondo le frequenze sulle quali vengono oppure saranno erogati i servizi di connettività mobile con tecnologia LTE sono diverse. Si calcola che potrebbero essere almeno 36 le differenti bande di frequenza utilizzate nelle varie nazioni. In Italia LTE sarà offerta su quattro lotti di frequenza: 800, 1.800, 2.000 e 2.600 MHz. Mentre i 2.000 MHz sono stati sostanzialmente “snobbati” in sede d’asta, l’interesse si è concentrato soprattutto sugli 800 MHz: utilizzando tali frequenze, le società di telecomunicazioni possono allestire una rete mobile a banda larga di nuova generazione controllando i costi: gli investimenti sono più contenuti rispetto alle altre bande. E soprattutto, avendo la possibilità di offrire una miglior copertura sul territorio: sulle stesse frequenze viaggia il segnale tv.
Per rimediare bisogna installare un filtro, da 10 euro per le interferenze più comuni e da 130 euro per quelle causate da antenne Wind che usano un blocco particolare di frequenze, adiacente alle tv. Il filtro più costoso rimedia anche alle interferenze più comuni. Ma chi paga?
Alessandro Longo sul quotidiano la Repubblica spiega che:
Il governo – che conosce il problema – ha messo nero su bianco una soluzione. Imporrà agli operatori di tlc di pagare per proteggere i televisori degli italiani dall’onda di disturbo. Saranno gli operatori di tlc a mandare, cioè, gli antennisti sui tetti delle case colpite dal problema perché modifichino l’impianto tv con filtri speciali (che bloccano i segnali Lte). L’obbligo entrerà in vigore con il decreto legge DigitItalia previsto per settembre. Questo decreto istituirà un fondo pagato da Telecom Italia, Vodafone e Wind per i lavori, che secondo stime dei tecnici del ministero allo Sviluppo economico riguarderanno il 3-4 per cento delle antenne. L’operatore Tre Italia, invece, non è coinvolto perché non userà le frequenze 800 mhz per l’Lte (quelle appunto bersaglio delle interferenze).


Scatterà lunedì prossimo l'ora x per usufruire del credito d'imposta per l'assunzione di lavoratori svantaggiati. Le istanze potranno essere presentate solo dai datori di lavoro con sede legale o operativa in Sicilia che nel periodo tra il 14 maggio 2011 e il 1°giugno 2012 hanno assunto, a tempo indeterminato, soggetti svantaggiati residenti nell'isola. Per la concessione del bonus è necessario, inoltre, che le assunzioni determinino un incremento di lavoratori a tempo indeterminato rispetto alla media degli ultimi dodici mesi. Le risorse disponibili sono 65 mln di euro e saranno erogate sotto forma di bonus fiscale.
Alle aziende spetta un incentivo pari al 50% dei costi salariali sostenuti. Il beneficio dura 12 mesi per i lavoratori svantaggiati e 24 per i molto svantaggiati. Le richieste potranno essere presentate, esclusivamente per via telematica, sino al 31 ottobre e saranno esaminate seguendo l'ordine cronologico di invio e sino a esaurimento del plafond disponibile. È prevista, inoltre, una seconda tranche di finanziamento, in presenza di risorse residue o ulteriori finanziamenti, per le assunzioni effettuate tra il 2 giugno 2012 e il 13 maggio 2013: i termini per le richieste saranno comunicati successivamente.
L'iter di presentazione delle istanze è del tutto informatizzato e richiede l'utilizzo di una casella di posta elettronica certific! ata e della firma digitale, collegandosi al portale internet d! ell'assessorato regionale del Lavoro (www. regione. sicilia. it/lavoro). La procedura è stata illustrata nel corso del tavolo tecnico organizzato dall'assessorato con i consulenti del lavoro della Sicilia orientale e ospitato ieri nella sede di Catania della Presidenza della Regione. «Facendo economia con le risorse disponibili - ha affermato l'assessore Beppe Spampinato - siamo riusciti a recuperare 65 mln di euro che abbiamo immediatamente messo a bando per l'assunzione a tempo indeterminato di lavoratori svantaggiati e molto svantaggiati. È un'iniziativa anticiclica a sostegno dell'imprese e dei lavoratori siciliani".
«Abbiamo voluto incontrare i consulenti del lavoro della Sicilia orientale - ha concluso l'assessore - per illustrare le procedure e affinare i meccanismi, in vista del 17 settembre».

Care/i compagne/i,
come sapete continuiamo a batterci per una soluzione previdenziale rivolta a tutti i lavoratori interessati, scelta che il Governo si rifiuta di fare. Questa necessità ed urgenza è stata nuovamente ribadita di recente unitariamente da CGIL CISL e UIL. In una nota le organizzazioni sindacali, inoltre, hanno chiesto che anche quelle forze politiche che hanno riconosciuto la necessità di dare soluzioni a questa grande emergenza sociale siano conseguenti agli impegni più volte assunti.
La presente nota riguarda il messaggio INPS n. 13343 del 9 agosto 2012 relativo ai primi 65.000 lavoratori salvaguardati.
Per quanto riguarda i 55.000 derogati dall’art. 22 del decreto legge n. 95/2012, convertito nella legge 135/2012, faremo un primo commento, tenendo conto che per l'applicazione di questo articolo sarà necessario attendere l'emanazione del decreto interministeriale appositamente previsto. Il decreto dovrebbe essere emanato entro il 14 ottobre.
Per facilitare il lavoro di chi opera allo sportello abbiamo predisposto delle slides che riassumono in maniera semplice e sintetica le categorie dei beneficiari della deroga e le condizioni per accedere alla deroga stessa, i requisiti per il diritto alla pensione di vecchiaia e di anzianità previsti dalla normativa precedente il decretolegge 201del 2011,il monitoraggio ed i criteri di selezione dei 65000, alcuneindicazioni operative.
Messaggio INPS 13343 del 9 agosto 2012


