24 giugno 2010

CONTRATTO TLC: UN FORUM FRA LE PARTI SOCIALI PER PROMUOVERE LO SVILUPPO DELL’ICT

Comunicato Stampa congiunto
SLC/CGIL, FISTEL/CISL, UILCOM/UIL e ASSTEL
Per la prima volta vertici sindacali e aziendali si sono incontrati per confrontarsi sugli scenari delle Telecomunicazioni e dell’Information & Communication Technologies e individuare le azioni comuni per il rilancio del settore, inaugurando
così una modalità innovativa nelle relazioni industriali. Banda larga di nuova generazione come priorità nazionale, sviluppo dei servizi innovativi su Internet anche a pagamento, tempestiva azione di regolamentazione a favore dello sviluppo della rete: i punti strategici su cui le Parti chiamano al confronto Governo e Autorità.
Milano 24/6/2010 – E’ una delle più rilevanti novità introdotte in occasione del rinnovo del contratto delle TLC-ICT, già considerato un contratto di nuova generazione. Il 1° Forum della filiera delle telecomunicazioni e informatica, appuntamento annuale di studio e approfondimento sul futuro del settore, si è tenuto oggi a Milano tra i Segretari Generali di SLC/CGIL, FISTEL/CISL, UILCOM/UIL e i vertici delle aziende aderenti ad ASSTEL. Erano, inoltre, presenti i rappresentanti di CONFINDUSTRIA, ANITEC, CSIT, ASSOCONTACT.
L’incontro, avvenuto oggi a porte chiuse con la partecipazione di oltre 90 invitati, ha così rappresentato una prima tappa di un nuovo percorso di relazioni industriali negoziali e partecipative nell’ambito della filiera delle TLC, rappresentata per intero nel contratto nazionale di lavoro del settore. Compito del Forum non è affrontare specifiche tematiche aziendali, ma condividere una visione di scenario e individuare i punti di convergenza tra le Imprese e le Organizzazioni sindacali, al fine di promuovere azioni congiunte per lo sviluppo del settore.

Slc-Cgil Segreteria Nazionale: Lettera aperta alle lavoratrici e lavoratori del 119

119: BASTA CON IPOCRISIE E PROVOCAZIONI DA PARTE
DELL’AZIENDA
Cara lavoratrice e caro lavoratore del 119, il giorno 21 Giugno Telecom Italia ha convocato il Sindacato e il Coordinamento Nazionale delle RSU per il prossimo 5 luglio (4 giorni prima dello sciopero nazionale) al fine di svolgere un esame congiunto in materia di turni e – recita la convocazione – per affrontare le “nostre richieste di approfondimento sull’organizzazione del settore”.
Come giudicare tutto ciò? Una svista, una provocazione o che altro? Innanzi tutto ci corre l’obbligo di evidenziare che, con il recente comunicato sul 119, non si è chiesto di approfondire alcunché: sono state denunciate pressioni sui
singoli lavoratori, il non rispetto delle norme sul controllo a distanza, un aumento di indebiti interventi da parte delle linee, in barba anche agli accordi sottoscritti in materia di benessere.
Nulla che l’azienda deve approfondire: Telecom Italia deve solo far rispettare ai suoi dirigenti le leggi e gli accordi sindacali sottoscritti! Quindi è evidente la strumentalità di una convocazione per un esame congiunto sui turni: l’azienda si è forse accorta che i nuovi turni sono insopportabili, stanno penalizzando i lavoratori oltre ogni limite e non servono neanche a recuperare competitività? Bella scoperta: come sindacato lo abbiamo denunciato sin dal primo momento.
Ma forse l’obiettivo non dichiarato dall’azienda è un altro: applicare unilateralmente la proposta finale fatta al sindacato l’11 Gennaio scorso (migliorativa di quella attuale certo, ma sicuramente non in grado di venire incontro ai bisogni dei
lavoratori), che però fu bocciata nelle assemblee dal 90% dei lavoratori e che portò al riuscito sciopero unitario del 15 febbraio.
Sbaglia l’azienda se confida che i lavoratori siano senza dignità alcuna, pronti “ad accettare di tutto”, anche una brutta e finta mediazione di fronte a turni ancora peggiori (come quelli attuali). Ribadiamo oggi, con ancora più convinzione di ieri, alla luce del piano industriale, degli oltre 7000 esuberi dichiarati, del non rilancio del 1254 (con oltre mille colleghi in solidarietà) che, come Sindacato, riteniamo che la discussione deve tenere insieme più piani di merito.

22 giugno 2010

Telecom - Comunicato unitario controlli a distanza Giano e Babilon

COMUNICATO

Regolamentazione accesso a Centrali

Su richiesta aziendale, la Commissione nazionale sui Controlli a distanza, ha condiviso il testo allegato per la regolamentazione, ai sensi dell'art. 4 della legge 300, dei sistemi di accesso nelle centrali di Telecom Italia.

I sistemi citati (Giano e Babilon) consentono di accedere ai locali sociali mentre le videocamere sono quelle perimetrali che guardano gli accessi e/o siti esterni. Queste apparecchiature sono già installate e funzionanti da parecchi anni.

Il percorso individuato é che il testo sarà sottoposto nei prossimi giorni alle RSU dell'unità produttive e OO.SS. Territoriali per la sottoscrizione.

Il testo condiviso, regolamenta una situazione esistente con la quale, fino ad oggi, l'azienda poteva estrapolare ed utilizzare i dati a suo piacimento, con la regolamentazione, il tutto dovrà essere gestito con doppia password di cui una in possesso dei componenti di nomina sindacale della Commissione e sopratutto, da soli, non possono essere utilizzati per eventuali provvedimenti disciplinari. Inoltre i report del Giano resteranno attivi per max 6 mesi e le registrazione delle telecamere, oltre alla legge, anche per accordo sindacale non possono essere conservate, ad eccezione dei festivi e del sabato, per più di 24 ore.

Ulteriori chiarimenti sul testo, se necessari, possono essere richiesti ai componenti la Commissione.

Le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL


Poste: Piattaforma contrattuale 2010/2012

Le scriventi OO.SS. di categoria affrontano il rinnovo del contratto del Gruppo Poste Italiane consapevoli della difficile situazione del sistema Italia che caratterizza l’attuale contesto economico e sociale del Paese.
Sicurezza, innovazione, sviluppo e salario, sono da tempo le priorità indicate dalle organizzazioni sindacali per ridare slancio e vigore alla economia e che, unitamente ad una occupazione stabile e di qualità, possono mantenere e garantire un elevato livello di coesione sociale.
Le scriventi OO.SS. hanno fino ad oggi improntato tutte le rivendicazioni, le vertenze, i rinnovi contrattuali ad una convinzione profondamente radicata nella loro storia: non esiste una efficace azione di rappresentanza e di tutela delle lavoratrici e dei lavoratori senza un comportamento del sindacato di categoria volto a favorire lo sviluppo complessivo del Paese anche attraverso una crescita qualificata del settore e dell’Azienda in cui opera il sindacato stesso.
Infatti gli ultimi otto bilanci di Poste italiane, chiusi con utili significativamente crescenti, sono la testimonianza del grande impegno profuso dai lavoratori e di un atteggiamento costruttivo del sindacato che ha permesso all’Azienda di diventare una solida e fondamentale realtà del sistema produttivo nazionale, rendendo l’infrastruttura postale con tutta la sua capillare rete materiale e immateriale, un fattore importante di coesione sociale e un volano per lo sviluppo dell’intera economia.
L’imminente liberalizzazione del settore postale porrà tutte le Parti sociali di fronte alla delicata scelta strategica relativa al rapporto tra la competizione effettiva nel mercato ed il ruolo ed il valore del lavoro.
Soprattutto il processo di liberalizzazione, che eliminerà del tutto anche la residua posizione di monopolio di Poste italiane e aprirà la strada a strategie competitive diverse, renderà progressivamente necessario superare le marcate distanze contrattuali che esistono tra i contratti del settore anche per contrastare pericolosi fenomeni di dumping sociale.
Nel nuovo scenario concorrenziale il “fattore lavoro”, dunque, con la sua qualità, le sue competenze, le sue necessità e i suoi bisogni, è l’elemento decisivo intorno al quale affrontare la vera sfida competitiva della liberalizzazione per un servizio che mantenga tuttavia i connotati di universalità.

21 giugno 2010

Cipi S.p.a - Risvolti Giornale di Sicilia - Comunicato Aziendale e Sindacale

COMUNICATO SINDACALE:
Con riferimento agli ultimi allarmistici articoli di stampa ed alla sorprendente tempestività con la quale qualcuno si è sentito improvvidamente in “dovere” prendere impegni anche in nome e per conto delle scriventi OO.SS. si precisa quanto segue.
Nel corso dei diversi incontri tenuti presso le sedi aziendali e le sedi istituzionalmente preposte, sono state esaminate sia le ragioni dell’imprevisto e temporaneo calo di commesse che i tempi previsti per la ripresa.A queste condizioni (e solo a queste condizioni) tutte le OO.SS. presenti hanno sottoscritto verbali di cassa integrazione ordinaria. Se non ci fossero state le condizioni per una ripresa certa e con le relative garanzie, qualsiasi accordo di cassa integrazione non sarebbe stato possibile.Ci sembra, pertanto, intempestivo e strano che, senza alcun preventivo confronto, si levino grida di allarme che ad altro non servono che ad allarmare i lavoratori e a spianare la strada a chi degli allarmi ne potrebbe trarre vantaggio.

Il Segretario Generale SLC CGIL ed Il Segretario Generale FISTEL CISL
GIOVANNI PISTORIO e GIANFRANCO MILAZZO
Comunicato Aziendale:

Gentile Direttore,
negli scorsi giorni (13 e 16 giugno) abbiamo potuto leggere sulle pagine catanesi del Suo quotidiano notizie e analisi allarmanti sulla solidità economica della nostra società, CIPI S.p.A., con particolare riferimento alla situazione occupazionale della sede di Catania. Riteniamo, quindi, necessario esprimerle il nostro stupore e disappunto e rassicurare i dipendenti, le loro famiglie e l’opinione pubblica sullo stato di salute della stessa.

19 giugno 2010

Telecom Italia: Si va verso lo sciopero...

Il 14 giugno 2010 si è tenuto il coordinamento nazionale unitario delle RSU a Roma. In quell'assise si è discusso sulle parti più importanti e critiche del piano industriale presentato dal management di Telecom Italia. Fra i punti più salienti e preoccupanti il sindacato ha evidenziato che:

1) venga mantenuto il perimetro attuale di telecom, senza esternalizzazioni, societarizzazione o altri tipi di strategie che colpiscono solo ed unicamente i lavoratori.

2) no alle delocalizzazioni e all'uscita di attività dall'azienda, sia al customer che alla rete.

3) niente esuberi di risorse umane per un'azienda che ha solo pensato di fare cassa per se e gli azionisti, non reinvestendo sul futuro e sulla crescita societaria.

4) bisogna rispettare gli accordi presi al DA (1254, ade, ecc.), nelle aree di staff, prevedendo la ricollocazione del personale laddove possibile e il rispetto delle professionalità acquisite.

5) l'informatica deve essere parte integrante in Telecom e quindi del core business della Proprietà, in quest'ottica è da condannare il passaggio fatto a SSC di tantissimi lavoratori.

Per questo e tanto altro il coordinamento nazionale ha deciso di proclamare un fortissimo stato di agitazione che sfocierà in lotta e sciopero per tutte le aziende del gruppo. Sono state pertanto programmate 8 ore di sciopero di cui 4 a fine turno a livello nazionale e di gruppo per il prossimo 9 luglio 2010 e altre 4 ore a livello regionale nei mesi di luglio e agosto.

I sindacati dichiarano inoltre un eventuale blocco di tutte le prestazioni straordinarie e accessorie ed hanno ''chiesto ed ottenuto il mandato a proclamare a settembre un eventuale ulteriore pacchetto di ore di sciopero a sostegno della vertenza''.

Si precisa che antecedentemente allo stato di agitazione ogni realtà territoriale effettuerà assemblee di base per poter sentire i lavoratori e stabilire insieme ai sindacati ogni tipo di strategia per poter scongiurare che si metta in atto una ristrutturazione che cade solo sulle spalle dei lavoratori.

Salvo Moschetto

Slc Cgil Catania

18 giugno 2010

Almaviva Contact e Problematiche sociali preliminari agli incontri:

Ne approfitto per sottolineare che nel corso dell'ultimo incontro di coordinamento nazionale slc avevamo già convenuto, con tutto il coordinamento, che le tematiche che riguardano la stabilizzazione dei rapporti di lavoro in somministrazione erano prioritarie rispetto a qualsiasi altra discussione in essere. Su tal punto non me ne si voglia dare il merito, l'intuizione politica ce l'ha avuta Alessandro Genovesi.

A tale importantissima e delicata questione va aggiunta quella che riguarda le preoccupazioni che noi tutti stiamo vivendo riguardo al processo di delocalizzazione in corso presso Alicos ed è anche su tale questione che noi tutti chiediamo venga fatta chiarezza. Se Alitalia dovesse decidere di proseguire su tale percorso temiamo che anche le altre grandi committenti possano seguirne l'esempio. E' tale il pericolo che dobbiamo provare a scongiurare.

sono stato sintetico, mi vogliate scusare per la sinteticità ma sono tali le preoccupazioni di slc cgil sicilia.

-stabilizzazione dei rapporti di lavoro in somministrazione

-garanzie occupazionali ALICOS

Giovanni Pistorio

Comunicato:

Spett.le

ALMAVIVA CONTACT SPA


E p.c.

SLC CGIL NAZIONALE

FISTEL CISL NAZIONALE

UILCOM UIL NAZIONALE


Con riferimento alle convocazioni in essere Vi chiediamo che in via preliminare vengano definite, con le strutture territorialmente interessate, le questioni di valenza sociale ed occupazionale che sono state fatte oggetto nel tempo delle giuste attenzioni negoziali da parte delle scriventi OO.SS ; questioni che riteniamo ormai imprescindibili rispetto alle tante problematiche evidenziate nel corso di questi ultimi mesi sul territorio siciliano e che spesso non hanno avuto la dovuta attenzione nei diversi incontri nazionali che si sono svolti fino ad adesso.

Certi di un Vs positivo riscontro, distinti saluti

SLC CGIL Sicilia FISTEL CISL Sicilia UILCOM UIL Sicilia


17 giugno 2010

Incontro con la Regione Siciliana sulla crisi dei call center in outsourcing in Sicilia

In data odierna si è tenuto un incontro alla V Commissione Parlamentare della Regione Sicilia richiesto dalle scriventi OO.SS. SLC CGIL, FISTEL CISL e UILCOM UIL riguardante la crisi sociale e occupazionale che ha investito i call center siciliani in outsourcing.

Alla riunione erano presenti per la Regione Siciliana, il vicepresidente della Commissione, Filippo Panarello, i deputati regionali Concetta Raia e Salvatore Lentini e il capo di gabinetto dell’Assessorato alle Attività Produttive, Domenico Romano.

Le OO.SS. hanno avanzato alla Regione Sicilia le seguenti richieste:
• il prolungamento dei benefici ex L. 407/90 per ulteriori 24 mesi;
• reale disponibilità all’utilizzo degli ammortizzatori sociali in deroga (4u, omnia network, ecc.);
• l’istituzione di una black list delle aziende che hanno ricevuto incentivi per le assunzioni non mantenendo i livelli occupazionali, con particolare riferimento a quelle aziende i cui assetti societari sono sostanzialmente coincidenti con le società che già hanno utilizzato tali benefici;

Richiesta di incontro V commissione parlamentare permanente ARS su crisi call center

Spett.le
Presidente
V-Commissione Parlamentare Legislativa
Cultura, Formazione e Lavoro

Oggetto: Richiesta convocazione incontro su crisi nel settore dei call center in outsourcing
Egregio Presidente, attraverso la presente, le scriventi OO.SS. le rassegnano alcune evidenti preoccupazioni rispetto alla grave crisi occupazionale che rischia di investire il settore dei call center in outsourcing e nel contempo colgono l’occasione per avanzare alcune proposte da far valere quali misure utili al sostegno dell’occupazione, per tale settore di attività e valide per il contrasto alla conseguente esclusione sociale causata dalla mancanza delle normali coperture normalmente garantite dal welfare.
Misure a sostegno dell’occupazione nel settore dei call center in outsourcing e di contrasto al fenomeno dell’esclusione sociale.
A seguito della circolare n. 17 del ministro Damiano del 2006, in Sicilia molte aziende hanno provveduto a stabilizzare gradualmente, con contratto di lavoro subordinato ed a tempo
indeterminato, migliaia di lavoratori..
Chiaramente tali aziende, al momento dell’assunzione, hanno utilizzato tutti i benefici previsti per legge compreso quelli di cui alla L.488/92 in conto capitale e quelli di cui alla L. 407/90
Come ben noto, i benefici di cui alla L.407/90 sono utilizzabili per un periodo massimo di 36 mesi , quindi i benefici stanno per venire meno, per cui a partire dal 2010, nel momento in cui i costi per il personale, nelle singole aziende, inizieranno a lievitare, nonostante l’alta qualità del servizio reso all’utente, potrebbe essere finanziariamente più vantaggioso per tali aziende dismettere le attività in essere nel nostro territorio per trasferirle altrove. Ed è quello che sta già avvenendo.

16 giugno 2010

ORDINE DEL GIORNO COORDINAMENTO NAZIONALE TELECOM

14 giugno 2010
Il piano industriale di Telecom è un piano sbagliato che riduce investimenti ed occupazione e che condanna l’azienda ad un ruolo sempre più marginale in Italia e nel mondo. Il tema degli investimenti e del rilancio industriale è oggi il tema che tutti dobbiamo affrontare.

Il futuro della Telecom è indissolubilmente legato al futuro del settore delle Telecomunicazioni e dell’ICT. A fronte anche dell’iniziativa di diversi grandi player del mercato per accelerare la costruzione di una rete di nuova generazione, Telecom deve rilanciare la propria funzione di “motore dell’innovazione” nel nostro paese e il Governo non può continuare a derubricare il tema, considerandolo secondario.

In questo paese vi sono grandi aziende strategiche come la RAI, Telecom, la Fiat e l’Alitalia: su tutte il Governo e le Istituzioni devono svolgere un ruolo per difendere l’occupazione e i diritti di chi vi lavora. Occorre un Tavolo ai massimi livelli sul futuro del settore, sulla politica industriale per le TLC che finora è mancato. Per ottenere un serio confronto sul settore, annunciamo oggi la ferma volontà di ricorrere a tutti gli strumenti dell’azione e della pressione sindacale.

15 giugno 2010

Telecom Italia potrebbe dare in outsourcing la manutenzione della Rete a Italtel e Sirti...?

Lo scorporo della Rete no, una società con i concorrenti per la realizzazione e la gestione della NGN (Rete di nuova generazione a banda larga) no: sono queste le due ipotesi che Bernabè rifiuta con decisione, mentre non hai mai escluso del tutto una fusione con l’azionista Telefonica e ha personalmente appena acquisito 300.000 azioni Telecom Italia (come ha comunicato formalmente).
La Rete deve rimanere sotto il controllo Telecom, di proprietà Telecom: su questo Bernabè non transige. La manutenzione però potrebbe essere data finalmente in appalto, dopo decenni (dai tempi della Sip) che se ne parla, a una società.
Potrebbe trattarsi di una realtà partecipata dalla stessa Telecom e formata da Italtel e Sirti, società oggi in crisi e con gravi problemi occupazionali (leggi comunicato...) che l’appalto della Rete Telecom Italia potrebbe risolvere: per questo motivo una soluzione di questo tipo è vista con favore dai sindacati dei metalmeccanici, che organizzano questi lavoratori degli appalti telefonici.

14 giugno 2010

Telecom: Coordinamento Nazionale RSU del 14 giugno 2010

Compagni,

oggi il Coordinamento Nazionale RSU Telecom ha deciso di intraprendere azioni di lotta e vertenzialità con un primo pacchetto di 8 ore di sciopero. Proclamando un primo Sciopero di 4 ore per il 9 luglio come primo step di una lunga stagione di lotta al quale vanno aggiunte altre 4 ore da articolare territorialmente, per culminare infine con uno Sciopero di 8 ore verosimilmente a settembre con una grande Manifestazione di piazza Nazionale. Faremo nel territorio nei prossimi giorni le necessarie assemblee dei lavoratori.

Davide Foti

Rsu Nazionale Slc Cgil Catania


COMUNICATO DEL COMITATO DEGLI ISCRITTI TELECOM CATANIA

In data 05 maggio u.s. si è teneta una riunione del Comitato degli Iscritti Telecom della SLC CGIL Catania, alla riunione sono stati presenti, tra gli altri, per la Segreteria Provinciale Davide Foti ( Resp. TLC ) e Arduino Denti( Resp. Organizzazione ).
Dopo una breve introduzione del Segretario Tlc sul nuovo “Piano Industriale” Telecom si è lungamente dibattuto sulle ricadute che questo “cosiddetto” piano industriale potrebbe determinare sulle risorse professionali presenti in azienda e sul futuro di Telecom nel mercato TLC nazionale ed internazionale.
Nel corso della riunione è stato denunciato l’atteggiamento nichilistico di Telecom che, anziché dotarsi di una vera e propria politica industriale, ha deciso di presentarsi sui mercati attraverso un piano esclusivamente finanziario messo in atto da un management che fa dei dividendi da distribuire agli azionisti la propria ragione d’essere. Ed infatti si evidenzia che l’utile netto dichiarato (1.5 miliardi di euro ) è frutto non di innovazioni e/o investimenti ma viene ma da recuperi economici determinati dalla cessione della consociata tedesca Hansenet ( 0.9 miliardi ).
Dal punto di vista degli investimenti si evidenzia, invece, il calo globale su tutte le linee strategiche di Telecom ( Rete, Customer etc… ). Nello specifico il calo degli investimenti viene reso evidente per le seguenti riduzioni: 700 milioni sulla rete di nuova generazione ( NGN ); 100 milioni sul Customer; 400 milioni sul costo del lavoro. Se a questo si aggiunge che Telecom vuole recuperare circa 5 miliardi sul debito ( nel biennio passato sono stati recuperati 600 milioni ) possiamo ben capire quale strada vuol seguire Telecom.
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10 giugno 2010

Poste: Inidoneità layout

Da più parti ci arrivano segnalazioni sulla inidoneità degli uffici layout dove il posizionamento della tastiera non consente una corretta posizione nelle operazioni di digitazione contravvenendo quindi a quanto previsto dal D.Lgs n.81/08 in merito alla ergonomicità delle postazioni di lavoro (art.15 lettera d e art. 71 comma 6).

Al riguardo si segnalano anche interventi prescrittivi di alcune ASL che rilevano la impossibilità di appoggiare entrambi gli avambracci nell’utilizzo dei VDT in quanto il posizionamento degli stessi risulta obliquo dato che lo spazio frontale deve risultare libero per evitare intralci nelle operazioni da effettuarsi con l’utenza (scambio di denaro, documenti ecc..).

Poiché tale modello organizzativo sta determinando difficoltà e disagi per le lavoratrici ed i lavoratori che vi sono applicati, chiediamo che si intervenga urgentemente per riportare a norma tali postazioni e quindi creare i presupposti perché nella costruzione di nuovi uffici si tenga conto di quanto sopra evidenziato. In caso contrario ci vedremmo costretti a sollecitare gli organi preposti per tutelare la salute di chi è applicato a tali uffici.

Distinti Saluti.

IL SEGRETARIO SLC-CGIL CATANIA

GIOVANNI PISTORIO


IL SEGRETARIO DI CATEGORIA

GIUSEPPE BUONCUORE


09 giugno 2010

Poste: Fruizione ferie in M.P. ed S.P. – diffida -

Giungono, alla scrivente O.S. , continue lamentele da parte dei lavoratori in merito alla gestione delle ferie per l’anno 2010. A tal riguardo riteniamo necessario un chiarimento immediato sulle linee guida che l’Azienda sta attivando in merito alla programmazione; di fatto ci risulta un disallineamento gestionale/operativo all’interno delle varie strutture.

Altresì l’Azienda non ha ancora diffuso la consueta comunicazione di programmazione del congedo estivo da erogarsi nel periodo 15 giugno / 15 settembre della durata minima di 2 settimane consecutive. L’Azienda peraltro ha già mancato di informare il personale circa il diritto a poter usufruire di una settimana continuativa nel periodo 01 gennaio / 30 aprile, già trascorso.

Questa O.S. pertanto, richiamandosi a quanto previsto dall’art. 38 del vigente CCNL che, per sua natura, individua la fruizione delle ferie come un “diritto” del lavoratore e non un “dovere” diffida l’Azienda nell’attenersi al rispetto delle regole: il diritto al riposo è un beneficio di esclusiva pertinenza dei lavoratori che non può e non deve essere stravolto ed assimilato ad uno degli obiettivi aziendali da raggiungere e/o da monetizzare.

Per quanto sopra riteniamo utile che l’Azienda si astenga dal procedere ad ulteriori “forzature” nei confronti dei lavoratori, ed alla luce delle illegittimità messe in campo chiediamo di attenerVi alle disposizioni di legge, agli orientamenti giurisprudenziali ed ai contenuti contrattuali.

IL SEGRETARIO GENERALE PROVINCIALE SLC-CGIL CATANIA

08 giugno 2010

Slc Cgil Catania: Preoccupazione per Mass Recording e per CSI ad personam su Vodafone Catania

Comunicato 8 giugno 2010

La Segreteria Provinciale SLC CGIL di Catania condivide le preoccupazioni di merito espresse attraverso il comunicato predisposto e sottoscritto dalle RSU Slc Cgil e Fistel Cisl di Vodafone Catania.

Ed in particolare si ritiene utile sottolineare che, qualsiasi misura attraverso la quale si intende ridurre il peso della contrattazione collettiva mina nelle fondamenta il valore universalistico sancito dai CCNL e che qualsiasi sistema premiale individuale, anche se su base volontaria e soprattutto se non condiviso negli obiettivi e nei processi, oltre che essere alienante, non fa che favorire tale processo di smantellamento del valore universalistico del CCNL.

La scrivente, inoltre, valutando come pertinenti le valutazioni delle RSU Slc e Fistel di Catania in merito al fatto che le singole prestazioni possono essere monitorate solo attraverso meccanismi atti al controllo individuale e a distanza dell’operatore e ritenendo fondata l’intuizione delle RSU che il mix dei due meccanismi (Mass Recording e del CSI ad personam) non sarebbero finalizzati alla verifica della qualità ma bensì al controllo diretto e sistematico della operatività di ogni singolo dipendente, invitano Vodafone a rendere chiare le proprie posizioni e a desistere da qualsiasi azione finalizzata alla compressione delle regole e dei diritti.

Il Segretario Generale Giovanni Pistorio - ed il - Segretario Provinciale Davide Foti

Almaviva: Incontro assessorato (Slc Cgil; Fistel Cisl)


C O M U N I C A T O
Si è svolto giovedì 3 u.s. il previsto incontro tra le OO . SS Regionali e territoriali presso l’assessorato Regionale alle attività produttive alla presenza della deputazione e dei vertici dell’azienda ALMAVIVA Contact . Nel corso dell’incontro sono state esplicitate le motivazioni che hanno spinto i dirigenti aziendali insieme alle OO . SS a creare questo appuntamento . Il dott. Tripi ha ribadito la disponibilità ad incrementare la presenza delle attività del gruppo Almaviva in Sicilia con nuovi progetti.
In particolare Tripi si è dichiarato disponibile a sostenere lo sviluppo in Sicilia del settore informatico delle attività del gruppo stante la possibilità di trovare sul territorio risorse e professionalità adeguate.
Attraverso tali condizioni di investimento si potrebbe consentire di sviluppare nuova occupazione in un territorio come quello siciliano che ha bisogno per il suo rilancio di progettualità a lungo termine.
Ma è chiaro che a fronte di nuove possibilità occupazionali ed imprenditoriali, che è necessario sostenere, bisogna mantenere l’occupazione esistente.

Riforma pensioni da 2 a 5 anni in più di lavoro

DI: ROBERTO PETRINI

ROMA - Per la prima volta si interviene sull'innalzamento dell'età di vecchiaia che, nel 2050, arriverà alla soglia dei 70 anni (per la precisione 69 anni e 4 mesi per gli uomini nell'anno 2050). Già dal 2015 si vedranno i primi effetti: la pensione di vecchiaia che siamo abituati a considerare come un capolinea fisso alla soglia dei 65 anni si sposterà, per effetto delle nuove norme, a 66 anni e tre mesi.

Ma la parte più importante della riforma è quella del "regolamento" Sacconi-Tremonti, firmato nei giorni di polemica più accesa sulla manovra all'interno dell'esecutivo: con questa normativa si annulla di fatto il sistema della quote attualmente in vigore e si passa ad un sistema che innalza gradualmente l'età anagrafica di pensionamento in vecchiaia e anzianità in relazione all'allungamento medio della speranza di vita calcolato dall'Istat. In base a questo nuovo meccanismo dal 1° gennaio del 2016 l'elevazione dell'età avverrà con cadenza triennale, con uno "scatto" di tre mesi alla volta .

La riforma tuttavia, se dimostra di essere pesantemente "strutturale" e forse sarà apprezzata in Europa e dai mercati, non sarà indolore per i cittadini e comporterà un sacrificio non indifferente. Chi ha cominciato a lavorare vent'anni fa, e andrà in pensione intorno al 2031, dovrà aspettare - parliamo degli uomini - fino a 68 anni per ottenere la pensione di vecchiaia (tre in più rispetto alle regole attuali) e fino a 65 anni per andare in pensione di anzianità (quattro anni in più). Per i giovani appena assunti, invece, con il pensionamento al 2050, ci vorranno, come accennato, 69 anni e 4 mesi per la vecchiaia e 66 anni e 4 mesi per l'anzianità: cinque anni in più rispetto ad oggi.

Ma la riforma riguarda anche chi è prossimo sia alla pensione di vecchiaia che a quella di anzianità. Dopo che per quattro anni (dal 2011 al 2015), sia vecchiaia che anzianità slitteranno per un anno, nel 2015 entrerà in vigore per la prima volta la Sacconi-Tremonti che sposterà - in base ai calcoli attuariali contenuti nel documento - l'età di pensione di vecchiaia dai 65 attuali ai 66 e tre mesi previsti dalla nuova normativa, mentre l'anzianità scatterà dagli attuali 61 anni minimi previsti dalle "quote" a 63 anni e tre mesi. Anche per le donne, lavoratrici dipendenti private, è prevista una cura analoga: nel 2050 andranno in pensione di vecchiaia a 64 anni e 5 mesi e già dal 2015 dovranno attendere i 61 anni e tre mesi.


06 giugno 2010

Vodafone: Meccanismo premiale individuale chiamato “gran prix personale”

Cari compagni, di seguito vi inoltro il comunicato che è stato predisposto e sottoscritto dalle RSU Slc Cgil e Fistel Cisl di Vodafone Catania. E' un argomento molto serio che va trattato con la dovuta attenzione. Invito tutti voi a leggerlo e divulgare il comunicato con tutti gli strumenti a vostra disposizione. Giorno 10 giugno le RSU sono state convocate sulla registrazione di massa delle telefonate , dietro richiesta di Vodafone, presso Assindustria di Roma. Per Catania saranno presenti per la segreteria provinciale Mario Licciardello che è pure RSU e Davide Foti.
Giovanni Pistorio

Comunicato RSU SLC e FISTEL Vodafone Catania
Care Colleghe e Cari Colleghi,
con questo comunicato intendiamo mettere per iscritto alcune nostre riflessioni nate dopo le numerose segnalazioni da voi esplicitate all’indomani dell’ultima riunione plenaria, in cui l`azienda ha fugacemente annunciato l`intenzione di introdurre un meccanismo premiale individuale chiamato “gran prix personale”.
A prescindere dal fatto che qualsiasi misura attraverso la quale si intende ridurre il peso della contrattazione collettiva mina nelle fondamenta il valore universalistico sancito dai CCNL, ci teniamo ad evidenziare le insidie che si nascondono dietro tale proposta.

03 giugno 2010

PRECARI SICILIANI DEGLI ENTI LOCALI: “VENTI ANNI DI LAVORO NON POSSONO ESSERE CANCELLATI”

Il governo nazionale deve concedere una deroga al patto di stabilità per consentire il mantenimento dei contratti di lavoro agli oltre ventiduemila precari siciliani impiegati nelle pubbliche amministrazioni, molti dei quali svolgono questo lavoro da vent’anni e avrebbero diritto ad essere stabilizzati” Lo dichiarano il parlamentare nazionale del PD Giuseppe Berretta e la deputata regionale del Partito Democratico Concetta Raia, che domattina saranno al fianco dei precari storici della Regione durante la manifestazione palermitana.
“Ventiduemila e 500 precari storici degli Enti locali siciliani dovranno perdere il lavoro che in molti casi svolgono da vent’anni.
Decine di migliaia di famiglie siciliane si dovranno aggiungere alle tante altre che in questi mesi hanno perso il lavoro e alle tantissime che non l’hanno mai avuto, mentre i Comuni siciliani si troveranno all’improvviso senza parte del proprio personale sul quale in questi anni sono stati costruiti servizi ai cittadini e il normale funzionamento degli uffici – spiegano Raia e Berretta – A deciderlo è Tremonti che richiama al doveroso rispetto del patto di stabilità. Ma dov’era Tremonti quando con i fondi FAS, destinati al Sud, il governo Berlusconi pagava le multe per quote latte degli allevatori del Nord?

01 giugno 2010

Telecom Italia: Taglio sulla reperibilità

COMUNICATO
Il giorno 27 Maggio 2010 la Telecom Italia attraverso i suoi rappresentanti ha comunicato alla RSU Sicilia e alle strutture sindacali l’ennesimo taglio sulla reperibilità.
Ancora una volta la politica di riduzione dei costi si abbatte solo sui più deboli.
Ancora una volta a pagare il conto sono i lavoratori che a fronte di una riduzione di salario vedono aumentare a dismisura il carico di lavoro ed il territorio di intervento.
Ancora una volta siamo di fronte ad una classe dirigente incapace di trovare soluzioni efficaci, se non quelle di tagliare, togliendo a chi ha già poco e alimentando solo a pochi che hanno già molto.
La presunzione di esercitare il potere senza confrontarsi con i lavoratori ed i loro rappresentati porterà inevitabilmente allo scontro.
E’ scandaloso sentire che occorre ridurre la reperibilità dei tecnici della commutazione, se pensiamo, che da quando è operativa la nuova organizzazione, che prevede la folle divisione delle competenze all’interno della stessa centrale, fra il network e open access, assistiamo giornalmente a mostruosi sprechi di energie e risorse, con tecnici spostati scleroticamente dalle città all’entroterra e viceversa, in un balletto di competenze fra i due reparti su una linea di confine, inventata solo per giustificare strutture di governo e quindi governanti da foraggiare.