
Editore: Slc Cgil Catania - Direzione: Salvo Moschetto



COMUNICATO
Regolamentazione accesso a Centrali
Su richiesta aziendale, la Commissione nazionale sui Controlli a distanza, ha condiviso il testo allegato per la regolamentazione, ai sensi dell'art. 4 della legge 300, dei sistemi di accesso nelle centrali di Telecom Italia.
I sistemi citati (Giano e Babilon) consentono di accedere ai locali sociali mentre le videocamere sono quelle perimetrali che guardano gli accessi e/o siti esterni. Queste apparecchiature sono già installate e funzionanti da parecchi anni.
Il percorso individuato é che il testo sarà sottoposto nei prossimi giorni alle RSU dell'unità produttive e OO.SS. Territoriali per la sottoscrizione.
Il testo condiviso, regolamenta una situazione esistente con la quale, fino ad oggi, l'azienda poteva estrapolare ed utilizzare i dati a suo piacimento, con la regolamentazione, il tutto dovrà essere gestito con doppia password di cui una in possesso dei componenti di nomina sindacale della Commissione e sopratutto, da soli, non possono essere utilizzati per eventuali provvedimenti disciplinari. Inoltre i report del Giano resteranno attivi per max 6 mesi e le registrazione delle telecamere, oltre alla legge, anche per accordo sindacale non possono essere conservate, ad eccezione dei festivi e del sabato, per più di 24 ore.
Ulteriori chiarimenti sul testo, se necessari, possono essere richiesti ai componenti la Commissione.
Le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL



Il 14 giugno 2010 si è tenuto il coordinamento nazionale unitario delle RSU a Roma. In quell'assise si è discusso sulle parti più importanti e critiche del piano industriale presentato dal management di Telecom Italia. Fra i punti più salienti e preoccupanti il sindacato ha evidenziato che:
1) venga mantenuto il perimetro attuale di telecom, senza esternalizzazioni, societarizzazione o altri tipi di strategie che colpiscono solo ed unicamente i lavoratori.
2) no alle delocalizzazioni e all'uscita di attività dall'azienda, sia al customer che alla rete.
3) niente esuberi di risorse umane per un'azienda che ha solo pensato di fare cassa per se e gli azionisti, non reinvestendo sul futuro e sulla crescita societaria.
4) bisogna rispettare gli accordi presi al DA (1254, ade, ecc.), nelle aree di staff, prevedendo la ricollocazione del personale laddove possibile e il rispetto delle professionalità acquisite.
5) l'informatica deve essere parte integrante in Telecom e quindi del core business della Proprietà, in quest'ottica è da condannare il passaggio fatto a SSC di tantissimi lavoratori.
Per questo e tanto altro il coordinamento nazionale ha deciso di proclamare un fortissimo stato di agitazione che sfocierà in lotta e sciopero per tutte le aziende del gruppo. Sono state pertanto programmate 8 ore di sciopero di cui 4 a fine turno a livello nazionale e di gruppo per il prossimo 9 luglio 2010 e altre 4 ore a livello regionale nei mesi di luglio e agosto.
I sindacati dichiarano inoltre un eventuale blocco di tutte le prestazioni straordinarie e accessorie ed hanno ''chiesto ed ottenuto il mandato a proclamare a settembre un eventuale ulteriore pacchetto di ore di sciopero a sostegno della vertenza''.
Si precisa che antecedentemente allo stato di agitazione ogni realtà territoriale effettuerà assemblee di base per poter sentire i lavoratori e stabilire insieme ai sindacati ogni tipo di strategia per poter scongiurare che si metta in atto una ristrutturazione che cade solo sulle spalle dei lavoratori.
Salvo Moschetto
Slc Cgil Catania

Ne approfitto per sottolineare che nel corso dell'ultimo incontro di coordinamento nazionale slc avevamo già convenuto, con tutto il coordinamento, che le tematiche che riguardano la stabilizzazione dei rapporti di lavoro in somministrazione erano prioritarie rispetto a qualsiasi altra discussione in essere. Su tal punto non me ne si voglia dare il merito, l'intuizione politica ce l'ha avuta Alessandro Genovesi.
A tale importantissima e delicata questione va aggiunta quella che riguarda le preoccupazioni che noi tutti stiamo vivendo riguardo al processo di delocalizzazione in corso presso Alicos ed è anche su tale questione che noi tutti chiediamo venga fatta chiarezza. Se Alitalia dovesse decidere di proseguire su tale percorso temiamo che anche le altre grandi committenti possano seguirne l'esempio. E' tale il pericolo che dobbiamo provare a scongiurare.
sono stato sintetico, mi vogliate scusare per la sinteticità ma sono tali le preoccupazioni di slc cgil sicilia.
-stabilizzazione dei rapporti di lavoro in somministrazione
-garanzie occupazionali ALICOS
Giovanni Pistorio
Comunicato:
Spett.le
ALMAVIVA CONTACT SPA
E p.c.
SLC CGIL NAZIONALE
FISTEL CISL NAZIONALE
UILCOM UIL NAZIONALE
Con riferimento alle convocazioni in essere Vi chiediamo che in via preliminare vengano definite, con le strutture territorialmente interessate, le questioni di valenza sociale ed occupazionale che sono state fatte oggetto nel tempo delle giuste attenzioni negoziali da parte delle scriventi OO.SS ; questioni che riteniamo ormai imprescindibili rispetto alle tante problematiche evidenziate nel corso di questi ultimi mesi sul territorio siciliano e che spesso non hanno avuto la dovuta attenzione nei diversi incontri nazionali che si sono svolti fino ad adesso.
Certi di un Vs positivo riscontro, distinti saluti
SLC CGIL Sicilia FISTEL CISL Sicilia UILCOM UIL Sicilia




Compagni,
oggi il Coordinamento Nazionale RSU Telecom ha deciso di intraprendere azioni di lotta e vertenzialità con un primo pacchetto di 8 ore di sciopero. Proclamando un primo Sciopero di 4 ore per il 9 luglio come primo step di una lunga stagione di lotta al quale vanno aggiunte altre 4 ore da articolare territorialmente, per culminare infine con uno Sciopero di 8 ore verosimilmente a settembre con una grande Manifestazione di piazza Nazionale. Faremo nel territorio nei prossimi giorni le necessarie assemblee dei lavoratori.
Davide Foti
Rsu Nazionale Slc Cgil Catania

Da più parti ci arrivano segnalazioni sulla inidoneità degli uffici layout dove il posizionamento della tastiera non consente una corretta posizione nelle operazioni di digitazione contravvenendo quindi a quanto previsto dal D.Lgs n.81/08 in merito alla ergonomicità delle postazioni di lavoro (art.15 lettera d e art. 71 comma 6).
Al riguardo si segnalano anche interventi prescrittivi di alcune ASL che rilevano la impossibilità di appoggiare entrambi gli avambracci nell’utilizzo dei VDT in quanto il posizionamento degli stessi risulta obliquo dato che lo spazio frontale deve risultare libero per evitare intralci nelle operazioni da effettuarsi con l’utenza (scambio di denaro, documenti ecc..).
Poiché tale modello organizzativo sta determinando difficoltà e disagi per le lavoratrici ed i lavoratori che vi sono applicati, chiediamo che si intervenga urgentemente per riportare a norma tali postazioni e quindi creare i presupposti perché nella costruzione di nuovi uffici si tenga conto di quanto sopra evidenziato. In caso contrario ci vedremmo costretti a sollecitare gli organi preposti per tutelare la salute di chi è applicato a tali uffici.
Distinti Saluti.
IL SEGRETARIO SLC-CGIL CATANIA
GIOVANNI PISTORIO
IL SEGRETARIO DI CATEGORIA
GIUSEPPE BUONCUORE

Giungono, alla scrivente O.S. , continue lamentele da parte dei lavoratori in merito alla gestione delle ferie per l’anno 2010. A tal riguardo riteniamo necessario un chiarimento immediato sulle linee guida che l’Azienda sta attivando in merito alla programmazione; di fatto ci risulta un disallineamento gestionale/operativo all’interno delle varie strutture.
Altresì l’Azienda non ha ancora diffuso la consueta comunicazione di programmazione del congedo estivo da erogarsi nel periodo 15 giugno / 15 settembre della durata minima di 2 settimane consecutive. L’Azienda peraltro ha già mancato di informare il personale circa il diritto a poter usufruire di una settimana continuativa nel periodo 01 gennaio / 30 aprile, già trascorso.
Questa O.S. pertanto, richiamandosi a quanto previsto dall’art. 38 del vigente CCNL che, per sua natura, individua la fruizione delle ferie come un “diritto” del lavoratore e non un “dovere” diffida l’Azienda nell’attenersi al rispetto delle regole: il diritto al riposo è un beneficio di esclusiva pertinenza dei lavoratori che non può e non deve essere stravolto ed assimilato ad uno degli obiettivi aziendali da raggiungere e/o da monetizzare.
Per quanto sopra riteniamo utile che l’Azienda si astenga dal procedere ad ulteriori “forzature” nei confronti dei lavoratori, ed alla luce delle illegittimità messe in campo chiediamo di attenerVi alle disposizioni di legge, agli orientamenti giurisprudenziali ed ai contenuti contrattuali.
IL SEGRETARIO GENERALE PROVINCIALE SLC-CGIL CATANIA

La Segreteria Provinciale SLC CGIL di Catania condivide le preoccupazioni di merito espresse attraverso il comunicato predisposto e sottoscritto dalle RSU Slc Cgil e Fistel Cisl di Vodafone Catania.
Ed in particolare si ritiene utile sottolineare che, qualsiasi misura attraverso la quale si intende ridurre il peso della contrattazione collettiva mina nelle fondamenta il valore universalistico sancito dai CCNL e che qualsiasi sistema premiale individuale, anche se su base volontaria e soprattutto se non condiviso negli obiettivi e nei processi, oltre che essere alienante, non fa che favorire tale processo di smantellamento del valore universalistico del CCNL.
La scrivente, inoltre, valutando come pertinenti le valutazioni delle RSU Slc e Fistel di Catania in merito al fatto che le singole prestazioni possono essere monitorate solo attraverso meccanismi atti al controllo individuale e a distanza dell’operatore e ritenendo fondata l’intuizione delle RSU che il mix dei due meccanismi (Mass Recording e del CSI ad personam) non sarebbero finalizzati alla verifica della qualità ma bensì al controllo diretto e sistematico della operatività di ogni singolo dipendente, invitano Vodafone a rendere chiare le proprie posizioni e a desistere da qualsiasi azione finalizzata alla compressione delle regole e dei diritti.


DI: ROBERTO PETRINI
ROMA - Per la prima volta si interviene sull'innalzamento dell'età di vecchiaia che, nel 2050, arriverà alla soglia dei 70 anni (per la precisione 69 anni e 4 mesi per gli uomini nell'anno 2050). Già dal 2015 si vedranno i primi effetti: la pensione di vecchiaia che siamo abituati a considerare come un capolinea fisso alla soglia dei 65 anni si sposterà, per effetto delle nuove norme, a 66 anni e tre mesi.
Ma la parte più importante della riforma è quella del "regolamento" Sacconi-Tremonti, firmato nei giorni di polemica più accesa sulla manovra all'interno dell'esecutivo: con questa normativa si annulla di fatto il sistema della quote attualmente in vigore e si passa ad un sistema che innalza gradualmente l'età anagrafica di pensionamento in vecchiaia e anzianità in relazione all'allungamento medio della speranza di vita calcolato dall'Istat. In base a questo nuovo meccanismo dal 1° gennaio del 2016 l'elevazione dell'età avverrà con cadenza triennale, con uno "scatto" di tre mesi alla volta .
La riforma tuttavia, se dimostra di essere pesantemente "strutturale" e forse sarà apprezzata in Europa e dai mercati, non sarà indolore per i cittadini e comporterà un sacrificio non indifferente. Chi ha cominciato a lavorare vent'anni fa, e andrà in pensione intorno al 2031, dovrà aspettare - parliamo degli uomini - fino a 68 anni per ottenere la pensione di vecchiaia (tre in più rispetto alle regole attuali) e fino a 65 anni per andare in pensione di anzianità (quattro anni in più). Per i giovani appena assunti, invece, con il pensionamento al 2050, ci vorranno, come accennato, 69 anni e 4 mesi per la vecchiaia e 66 anni e 4 mesi per l'anzianità: cinque anni in più rispetto ad oggi.
Ma la riforma riguarda anche chi è prossimo sia alla pensione di vecchiaia che a quella di anzianità. Dopo che per quattro anni (dal 2011 al 2015), sia vecchiaia che anzianità slitteranno per un anno, nel 2015 entrerà in vigore per la prima volta la Sacconi-Tremonti che sposterà - in base ai calcoli attuariali contenuti nel documento - l'età di pensione di vecchiaia dai 65 attuali ai 66 e tre mesi previsti dalla nuova normativa, mentre l'anzianità scatterà dagli attuali 61 anni minimi previsti dalle "quote" a 63 anni e tre mesi. Anche per le donne, lavoratrici dipendenti private, è prevista una cura analoga: nel 2050 andranno in pensione di vecchiaia a 64 anni e 5 mesi e già dal 2015 dovranno attendere i 61 anni e tre mesi.


