
Editore: Slc Cgil Catania - Direzione: Salvo Moschetto




Esito incontro al ministero del 22/07/2010:
Sul tavolo negoziale sulle tlc e rete di nuova generazione il governo propone un consorzio fatto dalle aziende del settore che possono investire, Telecom rimanda al mittente la proposta ed anche rispetto all'incontro precedente del 20/07 conferma la necessità di adeguare le tariffe di interconnessione ai livelli medi europei mettendo soldi di investimento fino al 2018.
Rispetto agli esuberil'azienda propone 920 pensionamenti obbligatori, 3500 mobilità volontarie, 450 contratti di solidarietà per gli esuberi SSC ex IT Telecom, 200 mobilità rimanenti su ex accordo del 2008. Per il 1254 si rende disponibile alla riqualificazione del personale ( mobilità professionale ) con rinnovo dei contratti di solidarietà sempre per 470 lavoratori. Rimangono 1300 esuberi da gestire. Per l'azienda rimane da gestire la questione costi industriali e mira alla chiusura dei customer piccoli, e se non si trovasse l'accordo il primo di luglio 2011 si riserva di creare la grande Telecontact.
Come SLC abbiamo ribadito la nostra contrarietà agli esuberi e la necessità di cambiare il piano industriale che a nostro parere mina la unitarietà aziendale creando un eccessivo gap sia tecnologico che industriale.
Invitiamo i lavoratori a non abboccare a fantomatiche soluzioni individuate da altre OO.SS come la mobilità lunga, boicottata subito dal Governo. In questo momento bisogna di essere più uniti e solidali. L'incontro è stato aggiornato a martedì 27 luglio p.v.
Davide Foti
SLC CGIL Catania
RSU Coord. Naz. Telecom

“Oggi, 21 luglio 2010, è un giorno importante per la vita di Italtel e per il futuro delle persone che vi lavorano. Desidero ringraziarvi per l’impegno continuo dimostrato in questo lungo, difficile periodo, impegno che sarà, ne sono certo, rinnovato nei prossimi mesi per conseguire i risultati attesi”. Con queste parole Umberto de Julio ha accompagnato la notizia relativa al perfezionamento, da parte di tutte le Banche, di Cisco e Telecom Italia oltre che della Società la firma, del rifinanziamento di Italtel. Subito dopo si è riunito il Consiglio di Amministrazione che ha approvato il progetto di rifinanziamento e quindi il Progetto di Bilancio 2009 che sarà sottoposto all’approvazione delle Assemblee di Italtel spa e Italtel Group che si terranno tra la fine di questo mese e la prima metà di agosto.In una successiva seduta il Consiglio di Amministrazione ha poi convocato per il 10 agosto una Assemblea Straordinaria per deliberare l’aumento di capitale previsto nel progetto di rifinanziamento. Nelle prossime settimane saranno perfezionati i contratti definitivi.




Mentre martedì 20 luglio parte la trattativa tra Telecom Italia e Cgil, Cisl e Uil sui 3.700 licenziamenti per ora congelati, un'altra si svolge tra sindacati e la Sirti, la più importante azienda di installazioni telefoniche del Paese, che lavora principalmente per Telecom Italia ma anche per gli altri gestori.
La Sirti ha denunciato 600 esuberi; è un'azienda che non ha gli utili miliardari di Telecom Italia ma non è nemmeno in cattive acque come l'altra grande società italiana di installazioni, l'Italtel, appena salvata dal fallimento.
Si tratta di 400 lavoratori per i quali vorrebbe la cassa integrazione per un anno e poi la mobilità per l'accompagnamento alla pensione, e altri 200 lavoratori a "ridotta capacità lavorativa" (per infortuni, malattia e via dicendo) per i quali chiede la cassa integrazione straordinaria, in attesa di trovare una collocazione.
Anche in questo caso, come in Telecom italia, il problema del sindacato è se accettare una mobilità coatta come chiede la Sirti, o solo una mobilità volontaria e incentivata.

Telecom Italia e le organizzazioni sindacali hanno raggiunto un accordo, con l'aiuto del governo, per il congelamento dei licenziamenti annunciati dalla società e si sono accordate per cercare un accordo nei prossimi 15 giorni.
Lo ha detto il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi al termine dell'incontro tenutosi al ministero dello Sviluppo economico.
"Abbiamo raggiunto un'intesa di metodo. Telecom ha accosentito a ritirare la procedura di mobilità. Ora abbiamo un periodo di 15 giorni di intenso negoziato", ha detto Sacconi al termine della riunione. L'Ad della società Franco Bernabè ha poi aggiunto che al tavolo Sacconi ha detto che si impegnerà per ritrovare strumenti che attenuino l'impatto sociale delle riduzioni di lavoro. Bernabè si è anche dichiarato ottimista sull'esito della trattativa.
Nota di redazione:
Da parte della Slc Segreteria Nazionale:
Il governo, telecom e le ooss rappresentative dei lavoratori si sono riuniti in data odierna presso il ministero sviluppo economico ed hanno convenuto quanto segue:
1) si apre tra azienda e sindacato il negoziato sullo sviluppo ind del gruppo e sulle ricadute sui livelli occupazionali con l'obiettivo di verificare entro il 30/7 le condizioni x un accordo.
2) al negoziato partecipano Sacconi, Romani o loro delegati. Sacconi verificherà strumenti di protezione del reddito utili ad accompagnare lavoratori eventualmente in esubero, al pensionamento nei termini di legge.
3) Telecom ritira le procedure di mobilità per favorire la costruttiva conclusione dell'accordo con riserva di riproporle entro il 30/7 in assenza di sviluppi positivi del negoziato.
4) Romani convocherà le ooss per consultazione sugli investimenti sulla larga banda.



(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 13 lug - Telecom Italia e' convinta di riuscire a trovare un accordo con governo e sindacati sui licenziamenti. Antonio Migliardi, responsabile risorse umane della societa' tlc, in un'intervista a Il Sole 24 Ore spiega di non dubitare che 'alla fine riusciremo a trovare una buona soluzione per un problema serio quale quello degli esuberi' e di essere 'consapevoli del fatto che questo tipo di problema va affrontato con le parti sociali'. Domani i vertici Telecom sono stati convocati dal governo per ottenere chiarimenti sulle strategie industriali del gruppo, che prevede 3.700 licenziamenti entro la meta' del 2011, per un totale di 6.800 nel 2012. Migliardi sottolinea che i 'decrementi dell'occupazione sono stati su base volontaria e attraverso esodi incentivati'. Riguardo ai numeri, il responsabile delle risorse umane chiarisce che gia' a dicembre 2008 la societa' aveva prospettato al sindacato 4mila risorse eccedenti con il piano industriale 2009-2011, ma non vi era stato nessun accordo e i 2.300 tagli sono avvenuti tramite esodi incentivati. Superato il 2009, le risorse eccedenti toccavano le 6.800 unita', di cui 3.700 entro il 2011. 'Ora siamo disposti a valutare una soluzione di tipo morbido, vogliamo pero' certezze sui tempi', perche''non e' possibile che dal 2008 ad oggi noi stiamo ancora aspettando', dice Migliardi.

Cari compagni,
ho avuto modo di leggere attentamente i documenti relativi allo stress correlato inviati da slc nazionale. Invito tutti, e soprattutto le RLS, a leggere il tutto con particolare attenzione.
Lo stress correlato, soprattutto, nel settore dei call center va tenuto in grandissima considerazione in quanto, a partire da Vodafone, parecchie aziende stanno iniziando a stressare i lavoratori invitandoli a prendere in considerazione la possibilità di cambiare lavoro (offrendo addirittura la possibilità di mettere loro a disposizione specifiche società specializzate in outpleasement) . E' un "metodo" per il ringiovanimento della pianta organica che bisogna contrastare con i mezzi a nostra disposizione ed una adeguata presa in considerazione dello stress correlato può essere un utile strumento a nostra disposizione.
Invito tutti i compagni a segnalarmi le aziende presso le quali sono scadute o non sono state ancora designate le RLS in maniera tale da poterci dare la possibilità di metterci al passo con le disposizioni di legge e con gli strumenti a nostra disposizione.
Giovanni Pistorio


Non è piaciuto al popolo dei telefonici del web il comportamento degli alti esponenti menegeriali di Telecom Italia che senza "ONORE E RISPETTO" dopo aver presentatato un vergognoso ed inaccettabile Piano Industriale non hanno avuto nessuna sensibilità per tutte quelle persone che scendendo nelle piazze italiane hanno manifestato civilmente e con dignità la difesa del loro posto di lavoro ed il futuro delle loro famiglie e dei loro figli. Un autogol che in passato un Azienda forte e sicura dei propri intenti e delle proprie strategie non avrebbe mai fatto. Comunicare 3700 esuberi ed aprire una procedura di licenziamento nel giorno in cui la gente sta pure perdendo soldi in virtù di una difesa leggittima dei propri diritti è realmente un istigazione alla violenza che la Proprietà poteva benissimo evitare facendo slittare il tutto alle 24ore successive. A torto o a ragione una Società può intraprendere decisioni per il suo futuro, assumendosi chiaramente tutte le responsabilità del caso, ma non può ridicolizzare i suoi stessi lavoratori che in tutti questi anni hanno contribuito a riempire i conti correnti del management di Telecom e stanno tentando a tutt'oggi di risollevare quella che un tempo era uno dei principali colossi della telefonia mondiale. Personalmente sto evitando di pubblicare le tantissime e-mail arrivate in redazione dove si richiedono agli amici e compagni di tutta la rete comportamenti o manifestazioni carbonare che niente hanno a che vedere con quelle che sono le strategie sindacali che si basano su una lotta che deve essere dura, continua e leale ma al di fuori di atti sconsiderati o di comportamenti molto discutibili. Noi siamo gente perbene e certi atteggiamenti non fanno farte del nostro dna e li lasciamo a chi magari causa il forte caldo di questi giorni ha perso un po' il "ben dell'intelletto". Spero tantissimo che qualcuno delle "ISTANZE SUPERIORI" riesca, non dico a scusarsi, ma a spiegare perchè in un momento così difficile e di grande stress invece di abbassare i toni, cercare un dialogo e risolvere i problemi riesca a buttare benzina sul fuoco ed a esasperare anime e coscienze. Forse è giunto il momento che a casa Telecom invece di efficentare i dipendenti si efficentino alcuni dirigenti che hanno "sbroccato di brutto" e che, magari, gli sia data la possibilità di prendersi un lungo periodo di riposo.
Salvo Moschetto
Responsabile comunicazione ed informazione
Slc Cgil Catania

di Fabio Pancaldi
E' questa la foto del "TERMINATOR" italiano che è stato messo a capo delle risorse umane per sgozzare 3700 gole di lavoratori che sono diventati scomodi e che possono mettere a rischio di non far guadagnare più svariati milioni di euro all'alto management ed agli azionisti di Telecom Italia. Un uomo da oltre un milione di euro all'anno che per ogni testa che sarà mozzata incamererà premi e bonus.
L' HEAD-CHOPPER in fatto di ristrutturazioni e riorganizzazioni aziendali nel settore dei servizi è veramente uno specialista. E' stato protagonista della ristrutturazione delle Fs, successivamente è stato in Alitalia dove si è fatto una fama da duro.
Prima è stato il sindacato dei piloti, l'Anpac, a non voler più trattare con lui perché troppo duro, poi è diventato il bersaglio dei sindacati del personale di terra che lo accusavano di non applicare i contratti per risparmiare sui costi.
Dopo un'esperienza in Vitrociset, altra azienda in ristrutturazione, torna in Telecom Italia; per lui si tratta infatti di un ritorno, visto che aveva iniziato la carriera manageriale proprio nella Sip (oggi Telecom), alla fine degli anni '80.
Nato a Reggio Calabria nel 1958, è laureato in Giurisprudenza e ricopre attualmente il ruolo di Responsabile Human Resources and Organization in Telecom Italia, dove precedentemente ha ricoperto il ruolo di Responsabile HRO Planning and organization.
Dal 2006 al 2008 ha svolto l’incarico di Direttore Risorse Umane ed Organizzazione in Vitrociset, dal 2004 al 2006 di Direttore Centrale Produzione in Alitalia e Consigliere di Amministrazione di Alitalia Express.
Dal 2001 al 2004 è stato Direttore Sistemi di Trenitalia con responsabilità sui Sistemi ICT, Manutenzione e Logistica dei Rotabili e Qualità. Si è poi occupato di Reingegnerizzazione dei relativi processi e strategia / sviluppo dei sistemi di gestione correlati.
Ha svolto l’incarico di Consigliere di Amministrazione di Trenitalia, di Direttore Sviluppo e Organizzazione del Gruppo Ferrovie dello Stato, con la missione di progettare e realizzare tutti i riassetti organizzativi del Gruppo.
Dal 1991 al 1998 è stato Responsabile di Organizzazione e Dimensionamento in SIP, poi di Organizzazione e Processi in Telecom. Dal 1989 al 1991 ha svolto l’incarico di Responsabile Normativa in ambito Relazioni Industriali della SIP (D.G.), mentre dal 1983 al 1989 ha ricoperto diversi ruoli nell'area Risorse Umane della Direzione Regionale Calabria SIP. In precedenza, dal 1979 al 1982, è stato impiegato in Credito Italiano.


SLC-CGIL “SCIOPERO RIUSCITO. PER RISPOSTA AZIENDA APRE PROCEDURE PER 3700 LICENZIAMENTI.
GOVERNO CONVOCHI PARTI SOCIALI
“Mentre ci giungevano i dati sulla riuscita dello sciopero nazionale indetto in tutto il gruppo Telecom Italia, con un’adesione media intorno al 70% e punte in SSC (informatica) e in diversi siti di di Telecontact intorno all’80%, Telecom Italia ci ha informati che nelle prossime ore saranno aperte dall’azienda le procedure per 3700 licenziamenti (tremilasettecento), oltre la metà degli esuberi dichiarati dal recente piano triennale 2010-2012. Un comportamento vergognoso da parte di un’azienda che ha registrato più di 1,5 miliardi di euro di guadagni netti, che ha già circa mille lavoratori in contratto di solidarietà (quindi con stipendi integrati da risorse pubbliche) e che continua a remunerare a peso d’ora dirigenti e manager”. Così dichiara in una nota Alessandro Genovesi, Segretario Nazionale di SLC-CGIL.
“Nelle prossime ore insieme agli amici e compagni di FISTEL-CISL e UILCOM-UIL decideremo come continuare la vertenza, prendendo atto di un’azienda che non modifica nulla della propria impostazione e del proprio piano industriale, esclusivamente finalizzato alla riduzione di personale e alla riduzione degli investimenti. Soprattutto è ora che il Governo si faccia sentire. La Telecom, alla richiesta del sindacato di convocare un tavolo a Palazzo Chigi sul futuro delle TLC e della principale azienda privata del settore, ha risposto mettendo sul piatto 3700 licenziamenti. 3700 famiglie che rischiano di finire in mezzo ad una strada. L’arroganza del management Telecom è pari solo all’indifferenza con cui il Governo assiste ad una tragedia annunciata”.
“Invitiamo tutti i lavoratori al massimo di mobilitazione – continua Genovesi – in particolare i lavoratori per cui sono già previste per il prossimo 19 luglio altre 4 ore di sciopero (Liguria, Piemonte, Toscana). Siamo di fronte ad una vertenza complessa, in cui è in gioco il futuro di tutti gli oltre 50 mila lavoratori di Telecom e in cui occorre respingere il tentativo aziendale di dividere gli stessi lavoratori”.
“Telecom cambi la propria strategia, dia garanzie di sviluppo, di salvaguardia dei perimetri industriali, scommetta sulla riconversione professionale e non sui tagli, avvii un piano mirato di reinternalizzazioni delle attività customer e di rete: può farlo perché ha le risorse e le professionalità necessarie. Se non lo fa e sceglie oggi il muro contro muro, se ne assumerà tutte le proprie responsabilità”.