26 agosto 2010

Almaviva: Accordo territoriale su stabilizzazioni

Catania 24 agosto 2010

Cari amici, lettori e compagni,

posto sul blog, l'accordo territoriale sul processo di stabilizzazione che abbiamo siglato a Catania. Il signficato e la valenza di detto accordo nonchè le relative implicazioni politico-gestionali saranno oggetto di una conferenza stampa che si sta pensando di indire per il giorno 3 p.v.

Giovanni Pistorio


Leggi accordo su processo di stabilizzazione Almaviva...


25 agosto 2010

Violenza sulle donne: Sicilia terra di mille contraddizioni

Secondo i dati Istat in italia sono 6,743 milioni le donne che hanno subito nel corso della propria vita violenza fisica e sessuale. Violenze per lo più delle volte non dette, nascoste fra le mura di casa, molestie domestiche; rapporti sessuali forzati, aggressioni, ustioni, minaccie, questi alcune delle violenze adottate sulle donne.
In Sicilia, terra dalle mille contraddizioni. Terra in cui ogni buon siciliano si definisce rispettoso della “donna e del suo onore” ma che contemporaneamente vanta un primato che certo non le fa onore: è qui che è riscontrabile la più alta percentuale di donne vittime di violenza. E di contro la più bassa di denunce effettuate. Questo allarme è stato lanciato dalla parlamentare regionale del Pd, Concetta Raia, che ha presentato all’Ars il ddl “Iniziative contro la violenza sulle donne”.
“Il disegno di legge su gli Interventi contro la violenza sulle donne – sottolinea la parlamentare del Pd - intende colmare una carenza legislativa con un iniziativa rivolta ad affrontare efficacemente una situazione sempre più allarmante. Il voto finale darà al parlamento siciliano la possibilità di esitare una legge che diventi strumento nelle mani delle associazione impegnate in prima linea a fianco delle donne che quotidianamente subiscono maltrattamenti e discriminazioni”.
Gli obiettivi del disegno di legge presentato sono quelli di aiutare le donne che hanno subito violenza in famiglia o sul posto di lavoro e sostenere i loro figli, accompagnarle in un percorso di reintegrazione sociale, promuovere strutture di sostegno e campagne di sensibilizzazione su tutto il territorio regionale. Il disegno di legge prevede, fra l'altro, l'istituzione di un Forum permanente contro le molestie e la violenza di genere, la creazione di centri anti-violenza, la diffusione di vere e proprie case d'accoglienza in grado di ospitare donne e i loro figli, nonchè iniziative mirate a formare personale in grado di sostenere le vittime.
Andando nello specifico, tra le violenze fisiche il 33,9 per cento dichiara di essere stata schiaffeggiata, presa a calci o a pugni (ma se si guarda solo al partner la percentuale sale al 52,4), il 21,1 è stata colpita da un oggetto, il 43,2 ha subito la minaccia di venire colpita fisicamente, mentre in 3 casi su 100 la vittima si è vista puntare contro una pistola o un coltello.

18 agosto 2010

Concetta Raia: In Sicilia Mancano i fondi Fas

18 agosto 2010

Cari Amici e Compagni,

La Sicilia è ancora una volta tradita dal Governo nazionale, che da circa due anni promette l'arrivo dei fondi Fas che, al contrario, sembrano aver preso la via del dimenticatoio.

Quanto al Governo regionale, che sull'arrivo di queste risorse ha fatto fin troppo affidamento pensando di poter risolvere la questione della stabilizzazione dei lavoratori forestali attingendo proprio a questi finanziamenti europei, non può limitarsi adesso ad alzare le spalle e mettere i lavoratori forestali in "lista d'attesa".

Sembra chiaro, ormai, che la Regione dovrà trovare risposte alternative e immediate perchè la tutela della categoria dei forestali e del lavoro che essi svolgono soprattutto in questi mesi estivi, è e deve rappresentare una priorità.

Mancano i fondi Fas? La Regione non può garantire ai lavoratori nessun aumento delle giornate lavorative rispetto all'anno precedente? Non è in grado di pagare gli stipendi in arretrato da maggio? Da subito gli assessorati all'Agricoltura e al Bilancio si attivino per recuperare i soldi, tra le pieghe del bilancio e in fase di assestamento, attingendo per esempio al piano sviluppo rurale, in modo da garantire l'applicazione dell'accordo siglato nel maggio 2009.

Cordialmente,

Concetta Raia

Deputato PD all'ARS

15 agosto 2010

Pensione: Si allunga nettamente l'età pensionabile

Per andare in pensione bisognerà aspettare sempre di più. Mentre molto poco si fa per favorire le condizioni e la permanenza degli over 45 nei posti di lavoro, aumenta l'età per le donne nella pubblica amministrazione, viene allungata l'attesa che intercorre tra il momento in cui si maturano i requisiti e quando si riceve effettivamente la prima mensilità, e da gennaio 2015 l'età minima verrà legata all'incremento della speranza di vita. Con l'approvazione alla Camera, avvenuta giovedì 27 luglio con 321 voti favorevoli, viene ultimata l'entrata in vigore di una serie di novità che incidono significativamente sul sistema previdenziale.
La variazione introdotte. I primi effetti si sentiranno già tra pochi mesi. Da gennaio 2011 verranno ridotte da quattro a una soltanto le finestre per "uscire" dal mercato del lavoro. E così i lavoratori che avranno maturato i requisiti dopo l'ultimo giorno di dicembre del 2010, sia per le pensioni di anzianità, sia per le pensioni di vecchiaia, dovranno aspettare più tempo di quanto succedeva prima. Di fatto, il giorno dopo che si sono maturati i requisiti, i dipendenti dovranno aspettare dodici mesi. Prima poteva capitare un'attesa di qualche mese. Ora sarà sempre di un anno.

12 agosto 2010

SIRTI: FALSA PARTENZA!

La Sirti non sta rispettando i termini dell'intesa emersa il 3 agosto sulla cassa integrazione firmata da Fim e Uilm, e non dalla Fiom che pur approvando l'ipotesi, ha vincolato la firma alla preventiva consultazione e voto dei lavoratori (vedi verbale allegato all'accordo Ministeriale).

La Fiom ha chiesto agli altri sindacati di consultare e verificare unitariamente il mandato dei lavoratori prima della eventuale operatività dell'accordo, richiesta che è stata purtroppo e infaustamente respinta dalle altre organizzazioni sindacali e dalla Sirti.

La Fiom ritiene strumentali, inutili e fuorvianti ogni polemica sul Coordinamento RSU che Fim e Uilm stanno facendo (nell'incontro del 26 luglio nulla era stato firmato, come certifica il verbale ministeriale di quell'incontro, e fin che non c'è firma non c'è accordo).

In queste ore la Sirti, senza né attendere né fissare la calendarizzazione degli incontri territoriali con le RSU e le organizzazioni sindacali (neanche con quelle che hanno firmato), utili a definire le modalità della messa in cassa integrazione dei lavoratori, ha agito unilateralmente forzando i tempi e venendo meno agli impegni assunti in diversi punti.

Di fronte a questo atteggiamento la sola Fiom è comunque intervenuta, con il senso di responsabilità che la distingue, per chiedere il rispetto dei termini dell'ipotesi d'intesa, recuperando alcune situazione estreme di lavoratori messi in cassa mentre erano ancora nei cantieri a lavorare o mentre stavano in ferie, condizione questa contraria alla lettera e allo spirito dell'accordo. Oltre a sollecitare la fissazione degli incontri territoriali. È la dimostrazione che era necessario prendere un minimo di tempo, sia per consultare e informare i lavoratori, sia per fare gli incontri territoriali operativi con i delegati RSU e sindacalisti.

La Sirti ha fatto una brutta e falsa partenza, che ora rischia di compromettere e complicare, se non tempestivamente recuperata, una futura positiva gestione di questa difficile e delicata crisi, iniziata nel 2009 e ora giunta nella sua fase più acuta. La difesa del lavoro è una priorità per il sindacato, ma questa va fatta nel pieno rispetto dei lavoratori e delle norme che ne regolano i rapporti di lavoro. La Sirti deve calendarizzare subito gli incontri locali e rispettare gli impegni assunti.

La FIOM-CGIL come sempre attuerà tutte le azione e le iniziative del caso, nell'interesse dei lavoratori e delle prerogative in capo alle RSU e alle organizzazioni sindacali ad ogni livello come da leggi e contratti.

Come programmato il 2 e 3 settembre la FIOM farà la consultazione referendaria sull'ipotesi d'accordo.

FIOM NAZIONALE

08 agosto 2010

TELECOM: ACCORDO QUADRO POSITIVO, GESTIONE E IMPLEMENTAZIONE LE SFIDE D’AUTUNNO PER SLC-CGIL

COMUNICATO SINDACALE
07 agosto 2010
La Segreteria Nazionale di SLC-CGIL giudica positivamente l’accordo raggiunto in sede di Ministero dello Sviluppo Economico, rappresentando una buona mediazione tra le rivendicazioni del Sindacato, contenute nell’Ordine del Giorno del Coordinamento Nazionale delle RSU di Telecom (giugno 2010), e l’esigenza di tenere aperto un confronto sul futuro delle reti (il Tavolo presso il Ministero dello Sviluppo Economico sulla NGN continuerà a Settembre, con la partecipazione del Sindacato di categoria e confederale).
Rimangono aperti ancora punti importanti, a partire dal volume di investimenti sulle nuove reti e sulle strategie di sviluppo a livello internazionale del gruppo, su cui il confronto in sede di Governo deve portare a soluzioni di sistema per dotare il Paese di una grande infrastruttura avanzata, ma il risultato raggiunto in termini di garanzie sul perimetro, sulle reinternalizzazioni, sul principio della ricollocazione e riconversione come strada maestra alternativa agli esuberi, segnano un successo delle mobilitazioni delle lavoratrici e lavoratori di Telecom Italia, cogliendo di fatto la maggioranza dei punti rivendicati nella piattaforma sindacale.
Politicamente è inoltre da evidenziare come l’accordo raggiunto rappresenta un modello di relazioni industriali diverso e alternativo da quello che in diverse realtà, anche grandi imprese, si punta ad affermare come modello generale.
Di fronte all’arroganza di chi (come FIAT per esempio) pensa di poter risolvere le vertenze occupazionali con le deroghe al CCNL e l’abolizioni di diritti e tutele fondamentali, SLC-CGIL insieme FISTEL-CISL e UILCOM-UIL hanno dimostrato che esistono altre strade.
Su questo punto lo stesso Governo dovrebbero riflettere, cogliendo che senza il consenso del sindacato tutto e della CGIL in particolare, non è possibile governare processi complessi e dal forte impatto occupazionale.

05 agosto 2010

BT/ITALIA: MANCATO ACCORDO SU CASSA INTEGRAZIONE AZIENDALE.

COMUNICATO SINDACALE
CONFERMATO SCIOPERO NAZIONALE 7 SETTEMBRE CONTRO ESUBERI E PIANO INDUSTRIALE CHE METTE A RISCHIO TUTTI I LAVORATORI
Si è svolto oggi a Roma l’incontro di procedura, previsto dalla legge, tra le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL e i rappresentanti di BT Italia, in merito alle procedura di Cassa Integrazione Straordinaria per riorganizzazione. L’incontro è stato l’occasione per ribadire esclusivamente le posizioni di contrarietà del Sindacato contro un’azienda che ha proceduto unilateralmente a mettere in cassa integrazione 216 lavoratori, proponendo un piano industriale e di riorganizzazione poco credibile che probabilmente nasconde una sola questione: nonostante i risultati positivi, il management ha deciso che l’Italia non è più un mercato su cui continuare ad essere presenti.
Già da fine agosto il 20% della forza lavoro sarà in cassa integrazione mettendo a rischio la tenuta industriale dell’intera azienda e la capacità di erogare servizi decenti ai tanti grandi clienti che si sono fidati di quest’azienda. I lavoratori attualmente in Cassa integrazione (con scadenza il 23 Agosto) si ritroveranno senza soluzione di continuità (dal 24 Agosto) nuovamente in Cassa, mentre gli altri si andranno ad aggiungere già dalla prima settimana di settembre, coinvolgendo tutti i diversi reparti come da procedura (ed eventuale rotazione).

Ericsson - Comunicato unitario procedura di mobilità

COMUNICATO SINDACALE
In data 3 Agosto 2010, SLC.CGIL, FISTEL.CISL, UILCOM.UIL, unitamente alle RSU e la ERICSSON TELECOMUNICAZIONI S.p.A. assistita dall’Unione degli Industriali e delle imprese di Roma hanno proceduto al previsto esame congiunto relativo alla procedura di licenziamento per riduzione di personale, con conseguente collocazione in mobilità di 250 dipendenti, instaurata dalla società ERICSSON.
Su richiesta delle OOSS l’azienda ha illustrato le motivazioni del provvedimento.
Persiste una crisi economica generale cui si sono sommati gli effetti di una flessione strutturale del settore delle TLC, che determina una riduzione dei ricavi degli operatori.
In questa fase investimenti pubblici finalizzati alla realizzazione e ammodernamento delle infrastrutture potrebbero fungere da volano per la ripresa economica del settore ma allo stato attuale è difficile ipotizzarli.
Esiste a detta di ERICSSON la necessità di un continuo riequilibrio dei fattori economici di impresa attraverso nuovi assetti organizzativi,, ristrutturazioni,, riorganizzazioni e razionalizzazioni delle attività, alla ricerca, anche attraverso un coerente dimensionamento degli organici, di un nuovo posizionamento competitivo.
Le OOSS hanno confutato tale impostazione evidenziando peraltro che, nonostante la contrazione dei margini, gli operatori italiani hanno continuato ad investire mantenendo uno dei livelli più alti di investimento nei mercati europei.

04 agosto 2010

Accordo Telecom Sindacati - Azienda siglato al Ministero

Accordo Telecom Dichiarazioni del Segretario generale Slc/Cgil Emilio Miceli

Telecom, raggiunto l'accordo sugli esuberi

Roma: 04 agosto 2010

L'accordo con Telecom e' anche un modello possibile di relazioni industriali e di gestione nuova, moderna, degli esuberi. Mettere al centro la formazione professionale, significa cominciare anche a cambiare la cultura in azienda, in fabbrica. Anche Telecom avrebbe potuto delocalizzare, a est, nel sud magrebino, in Argentina come ha fatto la Fiat con Termini Imerese. L'accordo di oggi e' anche una sfida dell'impresa italiana che vuole mantenere, in un quadro competitivo non minore di quello dell'auto, piedi e testa in Italia.

E' una scelta più' difficile, non c'e' dubbio, ma e' una scelta anche nell'interesse del proprio paese. Bisognerebbe guardare con maggiore curiosita' ed attenzione a questo accordo. Di mezzo c'e' un pezzo della cultura e delle relazioni industriali di questo paese.

Con quest'accordo chiudiamo una vertenza lunga due anni. E' un buon risultato per i lavoratori di Telecom e per il sindacato tutto. Abbiamo dimostrato che si possono gestire situazioni difficili con equilibrio e senza ricorrere ai licenziamenti.

L'accordo e' basato sulla volontarieta' della mobilita' per i lavoratori e trova nella scelta strategica dello strumento della formazione la soluzione migliore per rispondere a problemi obiettivi di riorganizzazione dell'impresa. E' un accordo contro la logica spietata del licenziamento facile, della mobilita' selvaggia in uscita.

Forse quest'accordo varra' la pena di leggerlo per capire che altre strade, rispettose dei bisogni e dei diritti dei lavoratori, possono essere percorse.

Telecom, raggiunto l'accordo sugli esuberi

04 agosto 2010

È stato raggiunto l'accordo sugli esuberi Telecom al tavolo governo-azienda-sindacati. L'intesa, raggiunta dopo oltre venti ore di trattativa ininterrotta, prevede 3.900 uscite in mobilità volontaria nel triennio. Delle 3.900 uscite, 3.700 sono nuove e 200 sono rimanenze del precedente accordo del 2008. L'accordo prevede anche riconversione professionale e contratti di solidarietà per oltre duemila dipendenti.

L'accordo recita che non ci siano più richieste di esuberi nel triennio che si conclude a dicembre 2012. Per quanto riguarda gli oltre 2.000 dipendenti per i quali è previsto un programma di riqualificazione professionale accompagnato da contratti di solidarietà, nello specifico si tratta dei 1.100 lavoratori full-time equivalenti che erano senza tutele, dei 450 dipendenti full-time equivalenti della controllata Ssc e dei 470 addetti al '1254' al cui processo formativo viene data continuità. Questi lavoratori, insomma, verranno riconvertiti e ricollocati in azienda. No ad esternalizzazioni, no alla mobilità territoriale, no a "grande TCC". Il tutto è valido fino al 2012.

Per i lavoratori ex Tils (Telecom Italia Learning Services), inoltre, grazie anche ai percorsi formativi previsti per i colleghi di altri settori o aziende, c'è l'impegno di riassunzione in Hr Services. Altri circa 3mila dipendenti già in mobilità per una vertenza precedente, che con la manovra economica hanno visto slittare in avanti la data utile per ricevere la pensione, si è ottenuta la copertura del 90% della retribuzione per i periodi eventualmente scoperti.

Il piano triennale di Telecom prevedeva in origine 6.822 esuberi: di questi 3.700 procedure di messa in mobilità erano partite all'inizio dell'estate ed erano poi state congelate alla metà di luglio con l'apertura del tavolo governo-azienda-sindacati decisa dal vice ministro alle comunicazioni Paolo Romani e dal ministro del lavoro Maurizio Sacconi.

Accordo Telecom Dichiarazioni del Segretario generale Slc/Cgil Emilio Miceli

01 agosto 2010

ALMAVIVA: ACCORDO SU STABILIZZAZIONI

DALLA CRISI NON SI PUO’ USCIRE TAGLIANDO MA RILANCIANDO PUNTANDO, CORAGGIOSAMENTE, SULLA QUALITA’ E SULLA STABILIZZAZIONE/VALORIZZAZIONE IN AZIENDA DELLE RISORSE UMANE A DISPOSIZIONE. L’ACCORDO RAGGIUNTO IN ALMAVIVA VA IN QUESTA DIREZIONE.

Il giorno 28 Luglio 2010, presso l’Unione Industriale di Roma è stato siglato un accordo tra le Segreterie Nazionali e territoriali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL ed i rappresentanti di Almaviva in relazione al nuovo Piano Industriale, alla stabilizzazione dei lavoratori in somministrazione e alle politiche di sviluppo occupazionale del gruppo.

Nello specifico si tratta di un Accordo Cornice a livello nazionale che sarà poi reso operativo dopo un confronto a livello territoriale con le RSU pera la definizione dei tempi

Lavoratori in Somministrazione: l’azienda si impegna da settembre ed entro giugno 2011 a stabilizzare oltre 700 lavoratori oggi in somministrazione, presenti nei siti di Catania e Napoli (pari almeno all’85% della forza lavoro in essere). Le parti si sono inoltre impegnate a sollecitare le istituzioni locali affinché contribuiscano al piano di stabilizzazione e implementazione dell’occupazione.

Aziende in crisi (Sicilia Consulting ex Ratio Consulta): nel piano occupazionale di Almaviva, l’azienda si è resa disponibile a riconoscere i lavoratori di questa azienda, che attualmente si trovano in cassa integrazione in deroga, come bacino prioritario da cui assorbire risorse qualora ciò sia possibile in considerazione dei volumi e della sostenibilità dei costi, in funzine anche delle agevolazioni esigibili con l’intervento delle istituzioni locali. A tal fine sarà necessario che le istituzioni locali diano un reale contributo per rendere agevole e rapido il percorso.

Estensioni orarie: su base nazionale vi saranno 700 passaggi (ovviamente volontari) da Partime a 4 a Partime a 6 ore, in un numero proporzionale per centro in base a quanti Pt 4 vi sono sulle varie commesse, prendendo a riferimento la qualità per identificare il bacino di riferimento L’accordo, su tale materia, diverrà operativo dopo i tavoli territoriali (che si terranno a Settembre). I passaggi a pt 6 saranno 200 tra Ottobre e Dicembre 2010, 200 tra Gennaio e Marzo 2011, 100 tra Aprile e Giugno, 100 tra Luglio e Settembre, 100 tra Ottobre e Dicembre. Catania, per le caratteristiche del centro che assicura standard di qualità elevatissimi, sarà interessata ad un numero cospicuo di estensioni orarie

Consolidamento supplementare: ad almeno 700 lavoratori Partime a 4 ore saranno riconosciuti 2 ore di supplementare giornaliero aggiuntive (pagate con relative maggiorazioni previste dal CCNL). L’adesione, a tale formula di consolidamento del lavoro supplementare, sarà volontaria e sempre reversibile (con ritorno alle condizioni pre esistenti in termini di orari, turni, ecc.) e le disponibilità riproporzionate in base al numero dei pt 4 nei vari centri e commesse. Anche in questo caso i lavoratori del centro di Catania potranno godere di grande benefici.

L’accordo per le Segreterie Provinciali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL segna una svolta. Infatti, in questo momento di difficoltà del settore, attraverso l’accordo si garantisce stabilità occupazionale e si scommette sulla qualità (e non sulla riduzione del costo del lavoro) ed inoltre da una risposta seppur parziale alle giuste esigenze dei lavoratori pt 4 di avere maggiore stabilità salariale, con la possibilità di incrementare il proprio reddito di circa 200 euro nette in più al mese.

Soprattutto è una conquista aver potuto firmare un accordo che prevede la stabilizzazione di un gran numero di interinali nella nostra provincia (nella sede di Misterbianco al momento prestano la propria opera oltre 550 lavoratori interinali). Anche loro finalmente potranno iniziare a programmare la propria vita in maniera diversa, potranno maturare aspettative senza dover pensare un giorno per l’altro alla condizione precedente che si risolveva nel precariato sociale, salariale e professionale.

Le Segreterie Provinciali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL


COMUNICATO STAMPA SEGRETARI GENERALI SLC-FISTEL-UILCOM

Il confronto in atto con il Governo e Telecom ha bisogno di uscire dalle disponibilità generiche per diventare concreto e fruttuoso. In questi giorni ciascuno ha esposto le proprie ragioni ed il Governo ha chiarezza dell’insieme delle posizioni in campo. Abbiamo chiesto, nel periodo di validità del piano industriale, garanzie sul perimetro dell’azienda ed una esplicita dichiarazione che escludesse processi di societarizzazione. In Telecom c’è spazio per reinternalizzare mantenendo inalterata la struttura dei costi.

C’è bisogno, inoltre, di prendere atto che l’attuale manutenzione della rete in rame è insufficiente ed il management deve impegnarsi affinché la rete con la quale milioni di italiani ogni giorno si connettono sia resa più affidabile e più efficiente.

Al tempo stesso si impone una soluzione per tutti quei lavoratori che nel corso di questi anni hanno utilizzato gli accordi di mobilità volontaria e che la nuova normativa, appena approvata dal Parlamento, riporta nell’incertezza a causa del prolungamento delle finestre d’uscita pensionistiche. Questi lavoratori, che hanno dato fiducia al sindacato ed all’azienda, non possono rimanere un anno senza salario.

Al tempo stesso va verificata la disponibilità di un leggero allungamento, a titolo oneroso per l’impresa, del periodo di mobilità definito dalla legislazione vigente per permettere una soluzione positiva del negoziato.

Riteniamo necessario, infine, un esito del tavolo governativo che impegni l’azienda e consenta di avviare un grande piano di riconversione professionale che faciliti i processi di mobilità e riqualificazione di lavoratori che rischiano di essere espulsi o demansionati, soprattutto nelle aree strategiche, a partire dall’informatica e dalla rete.

30 luglio 2010

BT ITALIA: SLC-CGIL “AVVIATA UNILATERLAMENTE CIGS PER 220 LAVORATORI.

COMUNICATO STAMPA

“Una vergogna si aggira per l’Italia. E’ il caso di BT Italia, azienda che dopo anni di sacrifici fatti pagare ai lavoratori torna in utile ed invece di rilanciarsi mette in Cassa Integrazione Straordinaria, per di più unilateralmente, 220 lavoratori. Il tutto magari per pagare la liquidazione di un Amministratore Delegato che ha fallito su tutta la linea e che, voci sempre più insistenti, danno già fuori dall’azienda. Che ne sarà di BT Italia? Qualcuno pensa ad uno spezzatino, alla vendita a qualche altro player? Nulla si sa se non che BT Italia è la filiale che in Europa rende più di tutti per la casa madre inglese, che dopo anni torna in pareggio rinnovando importanti contratti commerciali, che però di questo non vuol dare riconoscimento ai lavoratori, anzi li penalizza”. Così dichiara in una nota Alessandro Genovesi, Segretario Nazionale di SLC-CGIL

“BT Italia aveva firmato accordi per gestire il rilancio aziendale, con sacrifici da parte dei lavoratori ed impegni (ricollocazione, riconversione, ecc.) da parte del management. I sacrifici sono stati fatti, gli impegni sono stati disattesi. Non abbiamo parole e allo stupore – continua Genovesi – va sempre più sommandosi rabbia ed indignazione da parte dei lavoratori, che giustamente evidenziano come la scelta aziendale non a caso si sia concretizzata approfittando di Agosto e delle ferie di molti dipendenti”

“Si annuncia un autunno di fuoco per BT, che si assume oggi di fronte ai lavoratori al Paese e alle Istituzioni una responsabilità totale delle scelte fatte. Invitiamo tutte le parti in causa, Governo compreso, a far sentire la propria voce. E’ possibile che un’azienda straniera che opera con licenze italiane, per grandi clienti italiani possa fare utili e portagli a casa, mentre qui licenzia e disperde professionalità?”

Dalle poche notizie che abbiamo la liquidazione percepita da Ruggero a suo tempo, facendo le debite proporzioni è una sciocchezza a quella che si prospetta !!!!

Leggi Pure:

BT ITALIA LICENZIA: COMUNICATO SINDACALE

29 luglio 2010

Poste - Accordo 27 luglio 2010


POSTE: PERAZZI (SLC/CGIL), ACCORDO ATTO DI RESPONSABILITA’ DI LAVORATORI E SINDACATI.

“L’accordo sottoscritto in Poste italiane dovrà trovare, nel mese di settembre, il consenso dei lavoratori interessati; esso riguarda la salvaguardia occupazionale in Poste Italiane di 5850 eccedenze di personale che saranno ricollocate internamente all’azienda ed una nuova organizzazione del lavoro per i portalettere e i Centri di Logistica Postale, che lavoreranno di norma su 5 giorni settimanali.” Così annuncia una nota di Donatella Perazzi, della segreteria nazionale Slc/Cgil.

“L’ennesimo atto di responsabilità del sindacato, l’ennesimo sforzo dei lavoratori per affrontare gli effetti della liberalizzazione del prossimo anno e del calo di traffico – prosegue il comunicato - non basteranno a tutelare le donne e gli uomini che in Poste Italiane da anni producono ricchezza per il paese e per l’azienda”.

“Per raggiungere questo ultimo obiettivo è indispensabile che tutti gli attori coinvolti facciano la loro parte: Poste Italiane perseguendo il rilancio e la competitività qualitativa del servizio e rispetto degli impegni assunti con il sindacato nel citato accordo, relativamente all’unicità aziendale e alla non societarizzazione di pezzi o dell’intera rete dei servizi postali. Il Ministero del Tesoro, che ne è proprietario, da suo canto non può considerare Poste Italiane unicamente quale “Bancomat” per il ritiro di milioni di euro di utili. Il governo, infine, deve assolvere al dovere di stabilire regole di mercato chiare e trasparenti e regole per lo svolgimento del Servizio Universale in prossimità del 2011.”

“SLC/CGIL – conclude la sindacalista - vigilerà che non siano unicamente i lavoratori a fare la propria parte e a pagare i prezzi degli errori o dell’inefficienza di Azienda e Governo. In autunno Poste Italiane potrà avere una rete più efficace ed efficiente, la possibilità di dare una migliore qualità ai clienti. SLC non permetterà che queste opportunità vengano vanificate da chicchessia, Poste o Governo, a tutela dei lavoratori, del loro futuro e di una risorsa per questo martoriato paese.”

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ALMAVIVA: ACCORDO 28 LUGLIO 2010

Incidenti sul lavoro: Non chiamatele “morti bianche”

Le chiamano "morti bianche", come avvenissero senza sangue. Le chiamano "morti bianche", perchè l'aggettivo bianco allude all'assenza di una mano direttamente responsabile dell'accaduto, invece la mano responsabile c'è sempre, più di una. Le chiamano "morti bianche", come fossero dovute alla casualità, alla fatalità, alla sfortuna. Le chiamano "morti bianche", ma il dolore che fa loro da contorno potrebbe reclamare ben altra sfumatura cromatica. Le chiamano "morti bianche" per farle sembrare candide, immacolate, innocenti.

Le chiamano "morti bianche", tanto non meritano he due righe sui quotidiani, sì e no una citazione nel telegiornale. Le chiamano "morti bianche", per evitare che si parli di omicidi sul lavoro. Le chiamano "morti bianche", bianche come il silenzio, come l'indifferenza che si portano dietro. Le chiamano "morti bianche", ma non sono incidenti, dipendono dall'avidità di chi si rifiuta di rispettare le norme sulla sicurezza sul lavoro. Le chiamano "morti bianche", un modo di dire beffardo, per delle morti che più sporche di così non possono essere. Le chiamano "morti bianche", ma sono il risultato dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo, dove la vita non ha valore rispetto al profitto.

Le chiamano "morti bianche", ma sono tragedie inaccettabili per un paese che si definisce civile, che non può permettersi di avere tutte queste morti sul lavoro. Le chiamano "morti bianche", ma in realtà sono nere, non solo perchè ogni morte è "nera" ma perchè spesso, quasi sempre, le vittime non risultano nemmeno nei libri paga dei loro "padroni" : padroni della loro vita. E della loro morte. Le chiamano "morti bianche", ma sono un emergenza nazionale, anche se c'è chi dice che sono in calo, senza rendersi conto che i dati sulle morti sul lavoro sono fortemente sottostimati, e che se calo c'è è dovuto principalmente alla crisi economica.

Le chiamano "morti bianche", un eufemismo che andrebbe abolito, perchè è un insulto ai familiari e alle vittime del lavoro. Le chiamano "morti bianche", ma quanto tempo passerà ancora perchè vengano chiamate con il loro vero nome?

di Marco Bazzoni

Concetta Raia: “Ancora un nuovo caso di violenza contro le donne. Il disegno di legge votato in commissione Bilan

Da donna e da parlamentare regionale sento oggi la doppia amarezza di dover registrare con indignazione l’ennesimo fatto di cronaca, grave, gravissimo, di violenza subita da una donna, bruciata viva dal proprio ex compagno e ridotta in fin di vita e invocare, ancora, un’assunzione di responsabilità da parte di tutti ancora troppo lontani dall’aver compreso, forse, la gravità del fenomeno della violenza dentro le mura domestiche.

La battaglia contro ogni forma di sopraffazione fisica e psicologica subita dalle donne non appartiene solo alle forze dell’ordine e alle associazioni di volontariato, ma prima di tutto alle istituzioni. Per quanto attiene al mio ruolo di parlamentare regionale ricordo di avere presentato un disegno di legge che aveva la sola ambizione di superare un gap con le altre regioni italiane, dove la tutela e la inviolabilità delle donne vedono quanto meno un’assunzione di responsabilità formale. Dopo il passaggio fondamentale in commissione Bilancio quel disegno di legge, trasversale, votato e migliorato da più parti politiche, è rimasto fermo lì, perfino con una spesa di bilancio prevista di quasi 500 mila euro. Evidentemente le logiche maschiliste hanno fatto sì che ancora una volta prevalesse il principio per cui certe questioni possano attendere rispetto ad altre considerate prioritarie. E attendiamo, ancora, una legge che diventi strumento nelle mani delle associazioni, impegnate in prima linea a fianco delle donne che quotidianamente subiscono maltrattamenti e discriminazioni.

Quattro gli assi portanti della legge: la costituzione di un Osservatorio Regionale per il monitoraggio degli episodi di violenza, attraverso la raccolta, l’elaborazione e l’analisi dei dati forniti dai centri antiviolenza, dagli enti locali e dai servizi territoriali, al fine di realizzare una sinergia tra i soggetti coinvolti e di armonizzare le varie metodologie d’intervento adottate nel territorio, la creazione di una rete che veda il coinvolgimento degli ospedali, delle asp, ma anche delle scuole e delle forze dell’ordine, lo stanziamento di risorse per l’inserimento lavorativo delle vittime di violenza con la possibilità di finanziare microcrediti per attività autonome, il sostegno ai centri antiviolenza, con l’istituzione di nuovi, in modo che ve ne sia almeno uno in ogni provincia e case di accoglienza.

Concetta Raia

Deputato PD all'ARS

24 luglio 2010

BT ITALIA LICENZIA: COMUNICATO SINDACALE

I tagli occupazionali hanno investito anche i lavoratori di BT Italia, anch’essi in stato di agitazione.
Nel piano industriale 2010-2013, la società prevede una riduzione del personale diretto di 120 dipendenti in aggiunta ai 100 già previsti, per rispondere – ha spiegato l’ad Corrado Sciolla – alla mancata ripresa del mercato delle comunicazioni per le imprese, che ha costretto la società “ad agire in maniera decisa su tutte le leve dei costi”.
Sciolla ha smentito eventuali dismissioni in Italia, che “comunque continua ad essere un mercato importante per BT”, che prevede, anzi, nuovi investimenti “nelle aree commerciali e in quelle delle consulenza”.
I sindacati paventano invece un progressivo smantellamento della società e lo spostamento delle attività in paesi meno onerosi e sottolineano che la casa madre britannica ha invece riconosciuto ai lavoratori “un aumento salariale del 3% annuo” alla sola minaccia di sciopero, chiedendo un incontro alle istituzioni locali e nazionali per “…ottenere il giusto riconoscimento di chi continua a sperare che il proprio lavoro esista e resista”.
COMUNICATO SINDACALE INCONTRO BT ITALIA
BLOOD & TEARS
Il giorno 21 luglio 2010 presso la sede di Assolombarda a Milano si sono incontrate le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL, il Coordinamento Nazionale delle RSU e i rappresentanti di BT Italia. Il management italiano e inglese ha presentato ufficialmente il Piano Industriale 2010 – 2012 a soli 12 mesi dalla presentazione del precedente e che presenta ulteriori criticità dal punto di vista occupazionale.