18 febbraio 2011

Licenziamento illegittimo se la contestazione disciplinare viene fatta dopo 2 mesi

Sulla scia dell’orientamento prevalente, per non dire univoco, la Corte di Cassazione interviene sulla legittimità di un licenziamento comminato a distanza di due mesi dal fatto disciplinarmente rilevante. Secondo la sentenza n. 3043/2011 della sezione lavoro della Cassazione è illegittimo il licenziamento se la contestazione viene fatta dopo due mesi.

La Corte ha così rigettato il ricorso di una cooperativa che aveva licenziato un socio lavoratore (dipendente), con una telegramma, contestando all’uomo un fatto avvenuto ad agosto. Il socio lavoratore era stato reintegrato dal Tribunale di Genova che aveva stabilito l’illegittimità del licenziamento.

Gli ermellini, ritenuta applicabile la disciplina della tutela reale anche al socio lavoratore della cooperativa hanno applicato il principio secondo cui una contestazione a due mesi di distanza “dal fatto è ingiustificata e dev’essere considerata tardiva”, anche in considerazione che “la giurisprudenza di legittimità individua la ratio del principio dell'immediatezza della contestazione disciplinare (desumibile dall'art. 7 dello statuto dei lavoratori) nell'obbligo di osservare le regole della buona fede e della correttezza nell'attuazione del rapporto di lavoro, e ritiene che non sia consentito all'imprenditore-datore di lavoro di procrastinare la contestazione medesima in modo da rendere difficile la difesa del dipendente o perpetuare l'incertezza sulla sorte del rapporto; nel licenziamento l'immediatezza della contestazione si configura dunque quale elemento costitutivo del diritto di recesso del datore di lavoro”.

POSTE: SLC/CGIL, RISCHIO CONSEGNA POSTA A GIORNI ALTERNI PER 10 MLN DI ITALIANI E 4000 NUOVI ESUBERI

“Il Contratto di Programma già siglato dall’AD di Poste Italiane ing. Sarmi e dal Ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani, attualmente in attesa di autorizzazione da parte del CIPE, contiene elementi che riteniamo essere disastrosi, in prospettiva, per il servizio postale, che potrebbe determinare un impatto negativo su circa 10 milioni di utenti che riceveranno la posta (giornali compresi) un giorno si ed uno no, venendo di fatto trattati come cittadini di serie A o di serie B in base alle caratteristiche del territorio in cui vivono.”

“Viene così tradito lo spirito del servizio universale (come previsto dalla Direttiva europea 2008/6/CE e dal Dlg che la recepisce) che prevede infatti che l’erogazione del servizio debba essere garantita a tutti i cittadini, in qualsiasi luogo, per almeno 5 giorni a settimana.”

“In un momento storico in cui si registra un forte depauperamento delle risorse degli enti locali – ricorda il comunicato - sembra inoltre essere una beffa delegare, agli stessi enti, la determinazione a proprio carico della permanenza del servizio postale sul proprio territorio. Riteniamo che oltre a mettere a rischio tutto ciò che è servizio continuativo, questa gestione possa determinare oltre 4.000 nuovi esuberi, che si aggiungerebbero ai 6.000 recentemente gestiti attraverso un sofferto accordo sindacale.”

“Tali criticità si sommano a quanto già accaduto e denunciato dalla nostra organizzazione, riguardo la consegna dei giornali e delle raccomandate J+1, gestita attraverso processi di esternalizzazione dell’attività e con l’uso strutturale dello straordinario, modalità che poco hanno a che vedere con l’idea di razionalizzazioni e di sviluppo che l’azienda immaginava di realizzare attraverso una distribuzione dell’attività lavorativa su 5 giorni.”

“Certi di riscontrare da parte degli altri sindacati di categoria la stessa determinazione nel contrastare le scelte inopportune che si stanno compiendo, chiediamo a Poste Italiane maggiore coerenza rispetto agli impegni presi a garanzia della tenuta occupazionale e del mantenimento della qualità del servizio universale e al Governo maggiore rispetto delle esigenze dei cittadini e dei servizi da garantire in un Paese civile.”

17 febbraio 2011

Inivio telematico della certificazione di malattia: Circolare INCA 26/2011/RS/rb - Poste

OGGETTO: flusso telematico di trasmissione della certificazione di malattia.

L’Istituto, ha dato indicazioni alle proprie Strutture territoriali circa le modalità di funzionamento del flusso telematico di trasmissione dei certificati di malattia dei lavoratori, sia del settore privato che del settore pubblico, da parte dei medici del Servizio Sanitario Nazionale o con questo convenzionati, in conformità alle disposizioni normative emanate in materia (1), sia con le circolari n. 60 del 16.04.2010, n. 119 del 7.09.2010, n. 164 del 28.12.2010, n. 21 del 31.01.2011 e messaggi n. 18901 del 16.07.2010 e n. 2597 del 2.02.2011, sia con varie iniziative formative. Flusso telematico che si esplica nel modo seguente:

Ø i medici certificatori (dipendenti o convenzionati con SSN) acquisiscono ed inviano i certificati al sistema di accoglienza centrale (SAC) del Ministero dell’economia e delle finanze che provvede ad inoltrarli all’Inps; inoltre, possono annullare i certificati entro il giorno successivo al rilascio e rettificare la data di fine prognosi entro il termine della stessa, sempre utilizzando i servizi erogati dal SAC (circ. n. 60/2010 pag. 3-4);

Ø dopo l’invio all’Inps, il SAC restituisce al medico il numero identificativo per la stampa del certificato e dell’attestato da consegnare, entrambi, al lavoratore (circ. n. 60/2010 pag. 4);

Ø negli eventuali casi di collegamenti Internet difficoltosi, i medici certificatori in possesso del PIN rilasciato dalle Sedi Inps con lo stesso profilo assegnato per la certificazione dell’invalidità civile, possono, tramite il numero verde 800180919 fruire dei servizi di acquisizione, annullamento, rettifica o consultazione di uno o più certificati di malattia (msg. n. 2597/2010);

Ø l’Inps, sulla base delle informazioni presenti sulle proprie banche dati e dei servizi forniti dall’Inpdap, individua, per l’intestatario del certificato il datore di lavoro al quale mettere a disposizione l’attestato (circ. n. 60/2010 pag. 4);

Ø l’Inps rende disponibili ai datori di lavoro, sul proprio sito Internet, funzioni di consultazione e di stampa degli attestati con elementi di ricerca diversi, previo riconoscimento tramite PIN (circ. n. 60/2010 pag.4, msg. n. 18901/2010). In alternativa il datore di lavoro può scegliere l’utilizzo della Posta Elettronica Certificata (2) (circ. n. 119/2010);

Ø L’Inps, mette a disposizione dei lavoratori i certificati loro intestati accedendo al sito Internet dell’Istituto. In relazione alle credenziali di accesso utilizzate, vengono visti tutti i certificati (accesso con PIN) o solo l’attestato, (accesso con codice fiscale e numero del certificato).In alternativa, il cittadino può scegliere l’utilizzo della Posta Elettronica Certificata (3) (circ. n. 164/2010);

Ø l’Inps canalizza verso le proprie Sedi i certificati degli aventi diritto all’indennità di malattia per la disposizione di visite mediche di controllo e, nei casi previsti, per il pagamento diretto delle prestazioni (circ. n. 60/2010 pag. 6-7).

Si ricorda,altresì, che la citata circolare n. 60 del 16.04.2010 ha specificato che l’Istituto fornisce assistenza, relativamente all’utilizzo dei propri servizi, ai lavoratori e ai datori di lavoro sia pubblici che privati tramite gli operatori del Contact Center Integrato Inps-Inail. L’assistenza ai medici dipendenti o convenzionati con il Servizio Sanitario Nazionale, per eventuali anomalie o malfunzionamenti del flusso, viene fornita dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Note:

(1) D.P.C.M. del 26 febbraio 2008 cui si è data attuazione con il D.P.C.M. del 26 febbraio 2008, art. 55 septies del decreto lgs. n. 165/2001 introdotto dall’art. 69 del decreto lgs. n. 150/2009, in attuazione della legge n. 15/2009.

(2) Previa richiesta da inoltrare all’indirizzo di posta elettronica certificata di una Sede dell’Istituto da parte del datore di lavoro, gli attestati possono essere inviati al medesimo tramite PEC.

(3) Il cittadino, facendone apposita richiesta, può scegliere di ricevere gli attestati alla sua casella di Posta Elettronica Certificata.

Ruggero Golino

Leggi invio telematico certificato malattia.doc

Concetta Raia: Forte segnale da Catania per “Se non ora, quando?”

Anche da Catania è arrivato un forte segnale di risveglio e di voglia di riscatto di migliaia di uomini e di donne che hanno aderito, me compresa, massicciamente alla manifestazione di domenica 13 febbraio.Una “bella” piazza composta da due, ma anche tre generazioni, di diverso colore politico, diversa formazione o cultura, a dire, tutti insieme, civilmente, con entusiasmo, a questo governo: Basta, Berlusconi dimettiti!

Onorevole Concetta Raia

www.concettaraia.com

Berlusconi dimettiti:

Oltre quattro milioni di moduli per raccogliere le firme per le dimissioni di Silvio Berlusconi, accompagnati da una lettera del segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, saranno recapitati nei prossimi giorni alle famiglie italiane.

L’iniziativa del Partito Democratico servirà a sostenere una mobilitazione straordinaria, la quale consentirà ai cittadini di porre la firma e di rendersi a loro volta protagonisti della raccolta delle firme per le dimissioni del presidente del Consiglio. L’obiettivo è di mettere insieme tutte le firme raccolte per portarle a palazzo Chigi il giorno 8 marzo. Considerata la forte adesione degli italiani all’iniziativa che il Pd ha promosso in ogni città d’Italia e anche tra gli italiani all’estero, tutto lascia prevedere che potrebbe essere addirittura superata la meta dei dieci milioni di firme.

Prosegue nel frattempo la raccolta di firme per le dimissioni di Berlusconi attraverso i canali già previsti. Il prossimo fine settimana, per esempio, i circoli italiani organizzeranno 5.000 banchetti per la raccolta delle firme in tutta Italia. Inoltre, davanti a molti cinema, saranno organizzati banchetti che uniranno la raccolta delle firme per le dimissioni di Berlusconi e le proteste contro l’aumento di un euro del biglietto di ingresso, rincaro che scatterà dal 1 luglio a causa del provvedimento mille proroghe appena approvato al Senato dalla maggioranza.

Ciascun cittadino può in ogni caso continuare a firmare online per le dimissioni di Berlusconi o scaricare un modulo per raccogliere a sua volta le firme nel sito: www.partitodemocratico.it/berlusconidimettiti

RLS: Nota incontro sicurezza del 11 Febbraio 2011

Venerdì 11 febbraio u.s. si è svolto l’incontro tecnico a seguito di quello politico del giorno precedente relativo al tema della sicurezza sul lavoro. Erano presenti gli RLS Siciliani il CPAT Sud operante in Sicilia la funzione SPPA Sud, Relazioni Sindacali, Facility Sud, Engineering Sud.
All’ordine del giorno oltre all’approfondimento richiesto sulla tematica infortuni e parco auto sono stati aggiunti: Approfondimento Valutazione Stress lavoro correlato, Progetto Long Term, Aggiornamento attività operative sugli immobili di Palermo.
Il RSPP ha illustrato i dati degli infortuni occorsi nell’anno 2010 facendo un particolare focus su quelli legati agli incidenti stradali ed in particolare degli 11 avvenuti solo 5 sono incidenti sono stati provocati mentre gli altri sono incidenti subiti. Il RSPP ha, inoltre, sottolineato che nessuno dei 5 subiti sono incidenti legati direttamente all’attività lavorativa specifica dell’infortunato, ma sono incidenti stradali occorsi durate la giornata lavorativa per lo spostamento tra un posto di lavoro ad un altro per cui non necessitano azioni di miglioramento nel DVR ed è valida la procedura per l’utilizzo di auto sociali. Inoltre analizzando il trend degli infortuni degli ultimi quattro anni non si evincono particolari incrementi.

Call Center: Rispondono albanesi, romeni, tunisini: parlano un italiano stentato, ma costano molto meno

ROMA - Vite in standby nei call center di tutta Italia. Di quest’universo composto, per lo più, da donne under-40 laureate e precarie, hanno parlato film, documentari, libri e inchieste giornalistiche. Guadagnano meno di mille euro al mese. Fanno orari massacranti. Eppure rischiano di vedersi soffiare il posto da «colleghi» albanesi, romeni e tunisini che parlano un italiano più stentato ma costano molto meno. E l'ultima frontiera del precariato, la delocalizzazione dei call center. Se ne parlerà nella «Terza conferenza nazionale delle lavoratrici e lavoratori dei call center» organizzata a Roma venerdì 18 e sabato 19 febbraio da Slc-Cgil (il principale sindacato del settore) per fare il punto sul settore.
Un call center a Roma TELEFONI TRASFERITI ALL'ESTERO - La delocalizzazione colpisce anche il Lazio: spariscono posti nei call center perchè i centralini sono stati spostati all'estero, ed ora impiegano schiere di non-immigrati; extracomunitari (ma anche cittadini comunitari, come i romeni), che non hanno più bisogno di arrivare in Italia per trovare lavoro presso una società tricolore.
Alla conferenza di Roma, i delegati locali si ritroveranno insieme al Segretario della Cgil, Susanna Camusso, ad analizzare questo ed altri problemi di un settore duramente colpito dalla crisi (nel 2010 si sono persi 8mila posti di lavoro in tutta Italia) e avanzare nuove proposte. «Il Lazio è una delle regioni dove l’occupazione è più a rischio. Abbiamo diverse situazioni critiche che teniamo sotto osservazione», afferma Natascia Treossi, segretario Slc-Cgil di Roma e Lazio.

Slc/Cgil, affossamento definitivo della produzione culturale e spettacolo

Comunicato Stampa

“Il voto di fiducia con il quale il Senato ha approvato il decreto Milleproroghe certifica la volontà politica di questo Esecutivo di far morire per inedia la produzione culturale e lo spettacolo.” Così una nota ufficiale di Slc/Cgil, il principale sindacato di settore.

“Il propagandistico contributo di 3 milioni di euro per le fondazioni lirico sinfoniche, ancorato al decreto legislativo n. 64 trasformato nella legge 100, è nei fatti erogato a non più di due realtà produttive su 14. Inoltre il contributo di 15 milioni di euro è un palliativo che non risolve certamente le gravi problematiche di un settore volutamente messo in crisi nella sua produzione-programmazione con i pesanti tagli della finanziaria e i decreti attuati da questo governo nei nostri Comparti.”

“Il 28 febbraio attiveremo il coordinamento nazionale unitario delle fondazioni lirico sinfoniche per proclamare lo stato di agitazione” conclude la nota.

Roma,16 febbraio

16 febbraio 2011

Call center, 18-19 febbraio III conferenza nazionale

Si svolgerà a Roma il 18 e 19 febbraio, presso il centro Congressi Cavour (Via Cavour 50), la Terza Conferenza Nazionale delle lavoratrici e lavoratori dei call center, organizzata da Slc Cgil, il principale sindacato del settore.

“La Terza Conferenza Nazionale – commenta Alessandro Genovesi, segretario Slc – sarà un appuntamento importante per noi e ci auguriamo anche per i nostri interlocutori, soprattutto in un momento di forte difficoltà del settore, con aziende che ricorrono sempre più a delocalizzazioni e a un dumping selvaggio che rischia di produrre migliaia di licenziamenti. Occorre un “patto di sistema” che responsabilizzi i committenti e scommetta sulla qualità dei servizi, chiamando tutti a fare la propria parte. A partire dal Governo finora il grande e colpevole assente. Come Slc Cgil avanzeremo le nostre proposte, sperando che possano divenire patrimonio comune di tutti i soggetti in campo. Pronti a sostenerle anche con la mobilitazione”.

La due giorni, a cui parteciperanno oltre cento delegate e delegati delle principali aziende di call center, sarà aperta alle ore 10 dalla relazione del Segretario Nazionale Alessandro Genovesi, con interventi del Presidente di Asstel-Confindustria, Stefano Parisi, del Presidente di Assocontact-Confindustria Sergio Abramo, del Segretario Generale della Cgil Susanna Camusso. I lavori della prima giornata saranno chiusi dal Segretario Generale di Slc Cgil, Emilio Miceli.

I lavori proseguiranno poi in forma seminariale con gruppi di studio dedicati al mercato del lavoro (coordina Claudio Treves, resp. Dip. Politiche attive della Cgil Nazionale), allo stress da lavoro correlato (coordina Luisa Benedettini componente della Commissione del Ministero del Lavoro), al tema della privacy e del controllo a distanza (coordina Carmen La Macchia, dovente universitaria).

La Seconda giornata sarà dedicata al dibattito interno e alle prossime iniziative di Sla Cgil e sarà conclusa dal Segretario Nazionale della Cgil, Fabrizio Solari.

Durante la conferenza nazionale saranno inoltre presentati: il nuovo rapporto 2011 sull’occupazione nel settore, uno speciale dossier dedicato alle delocalizzazioni all’estero di attività italiane di customer care e una ricerca su “chi è il delegato Slc” nei call center.

www.rassegna.it

15 febbraio 2011

Filcams Cgil Catania dalla parte dei lavoratori

FACEBOOK

La Filcams CGIL è la Federazione Italiana Commercio Alberghi, Mense e Servizi, un sindacato di categoria della Cgil nato nel marzo nel 1960 dall’unione della FILAM (Federazione Italiana Lavoratori Alberghi Mense e Termali con la FILCEA (Federazione Italiana Lavoratori del Commercio e Aggregati).

La Filcams svolge un’attività di tutela dei lavoratori a livello sindacale mediante stipula dei contratti nazionali di lavoro, assemblee sindacali, contrattazione territoriale e aziendale, gestione dei fondi previdenziali e iniziative varie. Inoltre offre ai lavoratori supporto per altri tipi di servizi: informazioni contrattuali e legislative, controllo dei prospetti paga, impugnazione del licenziamento, domanda per indennità di disoccupazione, vertenza di lavoro o assistenza legale di diverso genere.

Segreteria Provinciale della Filcams CGIL di Catania Via Oberdan, 150

Tel. 095 317850

Fax 095 314511

Telecom Italia: Comunicato sugli incresciosi fatti accaduti al 119 di Palermo

In data odierna si è svolto l’incontro tra le scriventi OO.SS. ed i Responsabili di Telecom Italia sugli incresciosi fatti accaduti al 119 di Palermo. Il Sindacato ha preso atto del senso di responsabilità col quale le massime funzioni aziendali hanno voluto trattare il tema, ammettendo la non regolarità della pratica messa in atto, sottolineando che la stessa non appartiene alla cultura aziendale, ed impegnandosi a mettere in campo tutte le iniziative necessarie, non ultima quella della rimozione delle cause principali, affinché al Customer di Palermo, che non è l’ultima delle isole del pacifico presidiata dai “giapponesi”, non si verifichino più fatti di così grave entità.

Già nelle prossime ore, RU si attiverà dando incarico di procedere nel sistema in uso al 119, il CCRM, ad un adeguamento in linea con quanto in materia di tutela dei dati dell’operatore, esattamente come già in opera presso il servizio 187, limitando la possibilità di visualizzazione dei dati a livello di gruppo.

L’Azienda ha inoltre preso l’impegno di istituire un Osservatorio Paritetico Regionale sul controllo a distanza che avrà il compito di monitorare ed avanzare proposte sulle questioni riguardanti le rilevazioni dei dati ai fini qualitativi, il corretto utilizzo dei sistemi in uso a tal fine e la loro aderenza allo scopo che, sicuramente, non è quello di controllare il lavoratore. Il sindacato in questi anni ha avuto la capacità d’implementare un percorso relazionale in grado di gestire un corretto monitoraggio della qualità e della produzione , rilevando esclusivamente dati macro aggregati, su moduli organizzativi collettivi ed affidando l’analisi dei dati ad una funzione indipendente da chi gestisce l’operatività del servizio.

Le Segreterie Regionali ritengono improrogabile l’estensione degli accordi collettivi già presenti nelle altre realtà di Customer al servizio 119. L’Azienda dichiari, in termini di massima trasparenza, quali sono le esigenze sulla qualità del servizio mobile e soprattutto, stabilite le regole, le rispetti con la massima intransigenza, in questa direzione, vanno le assicurazioni tese al ripristino di corrette regole che l’Azienda al suo interno si è assunta, a partire già da giovedì p.v. quando

effettuerà un incontro con i responsabili del Customer Mobile.


Le Segreterie Regionali

Slc-CGIL Fistel-CISL Uilcom-UIL

Telecom, Comunicato controlli 119 - I nostri cattivi pensieri, le vostre pratiche illegali -

Vodafone: Comunicato del 15 febbraio 2011

COMUNICATO
L’azienda convochi un tavolo al più presto
Il giorno Martedì 8 Febbraio si è riunito il Coordinamento Nazionale delle Rsu di Vodafone e le Segreterie Nazionali di Slc Fistel e Uilcom.
Tre sono stati i temi principali trattati dalla delegazione;
- Delocalizzazioni
- Esodi incentivati e occupazione
- Controllo a distanza
Sulle delocalizzazioni l’azienda, nonostante le smentite di circostanza, continua a dare segnali contrastanti con l’invio di team leader dei Call Center all’estero (Albania) per fare formazione.
Anche sulla rete dove siamo in piena emergenza occupazionale gli unici segnali che riscontriamo sono pacchetti “All Inclusive” che vengono dati chiavi in mano a ditte esterne o vengono introdotti consulenti a supporto delle linee maggiormente in difficoltà nel raggiungere gli obiettivi. Su questo ultimo punto, come sindacato riteniamo che bisognerebbe rivedere il numero del personale operante all’interno del mondo rete, per verificare la possibilità di ampliare il settore in base alle esigenze lavorative,risolvendo finalmente il problema dei carichi di lavoro nella quotidianità sui tecnici.
A tutto ciò si aggiunga lo stress continuo a cui vengono sottoposti i lavoratori che giornalmente vengono invitati “amichevolmente” dai responsabili locali ad esodi incentivati fuori azienda o comunque su partner come ad esempio Huawei. Tutto questo tramite l’utilizzo del Performance Dialogue che non viene certamente usato per aiutare professionalmente le persone a superare le loro carenze con corsi di formazione ad hoc bensì diventa lo strumento punitivo per privarsi il prima possibile di colleghi che vengono performati con poor e migliorabile.

14 febbraio 2011

Produzione Culturale - Comunicato Milleproroghe 14 febbraio 2010

Le Segreterie Nazionali di categoria SLC-CGIL, FISTel -CISL, UILCOM –UIL, ritengono pesantemente negativa l’introduzione nel provvedimento “Milleproroghe” della tassa di un euro sul biglietto nelle sale cinematografiche.

Si fa pagare alle tasche degli spettatori la carenza di un sostegno strutturale ad un Settore importante della nostra economia.

Il Governo si distingue nel Settore della Produzione Culturale e dello Spettacolo mettendo in crisi aziende e comparti economicamente sani.

Il provvedimento, ben lontano da essere una “tassa di scopo” ( dove concorrono tutti i soggetti che “sfruttano” il prodotto cinematografico con ricadute positive su ogni segmento settoriale), avrà gravi ripercussioni con riflessi negativi sui processi di tenuta e di sviluppo del Settore.

E’ auspicabile pertanto che il Governo ripensi seriamente ad una imposizione fiscale che è al di fuori di ogni logica e ridetermini il rifinanziamento del Tax Credit e del Tax Shelter (in carenza di una legge di sistema,) in capo alla fiscalità generale.

Le Segreterie Nazionali

SLC-CGIL, FISTel-CISL, UILCOM-UIL

13 febbraio 2011

“La rappresentatività del sindacato non deriva da un riconoscimento del datore di lavoro”.

Il succo della questione: se un sindacato rifiuta di siglare il contratto, l’azienda deve riconoscergli la rappresentanza quando, in un secondo tempo, decida di firmare. Nella sentenza c’è una frase che potrebbe segnare i futuri rapporti tra sindacati e imprese: “La rappresentatività del sindacato non deriva da un riconoscimento del datore di lavoro”.

“Il giudice dichiara l’antisindacalità della condotta e ordina” ad Alitalia-Cai “di riconoscere le rappresentanze aziendali del sindacato Unione Sindacale di Base e di riconoscere loro l’esercizio del diritto di assemblea”. Sono le ultime righe del decreto firmato da Francesco Colella, giudice del lavoro del Tribunale di Civitavecchia. Sette pagine pesanti, e non soltanto per i rapporti sindacali all’interno di Alitalia. La decisione del magistrato infatti potrebbe in futuro pesare anche nella vicenda Fiat di Pomigliano d’Arco e Mirafiori.

Da "www.telecomitalia.com" proponiamo quello che dovrebbe essere il "Progetto Benessere" di Telecom

Progetto “Benessere nei call center”

Il Progetto è stato avviato nel 2004 con l’obiettivo di capire le variabili che contribuiscono a influenzare in modo determinante il benessere delle persone che vi lavorano e individuare le possibili azioni di miglioramento. In coerenza con le iniziative attuate sul fronte del people-caring, è stato effettuato un secondo monitoraggio che ha coinvolto circa

3.000 operatori (un campione rappresentativo della popolazione dei call center) attraverso la compilazione di un questionario online, rivisto e integrato in base all’esito delle fasi di ricerca precedenti.

Dall’analisi dei dati raccolti, svolta dai ricercatori della Facoltà e del Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi di Torino, è emerso che:

- la conciliazione lavoro/tempo libero incide sul malessere psico-fisico. In tal senso l’operatore può essere sostenuto nel raggiungimento e nel mantenimento di un migliore equilibrio vita lavorativa/vita privata sia attraverso un’adeguata e più funzionale organizzazione dell’orario di lavoro e dei turni, sia attraverso iniziative organizzative rivolte a soddisfare i bisogni della famiglia;

- i supporti tecnologici e informatici, nonché gli strumenti per affrontare la relazione emotiva con il cliente, sono risorse che possono facilitare e sostenere il lavoro;

- la qualità dell’ambiente fisico di lavoro in linea con le disposizioni ergonomiche, favorisce il benessere psico-fisico;

- la valorizzazione del personale, attraverso il riconoscimento delle competenze e dell’esperienza lavorativa, l’equità di trattamento, la trasparenza delle decisioni organizzative, rappresenta un punto di attenzione importante nella direzione di un maggiore benessere lavorativo.

Ai fini della verifica della corretta applicazione dell’accordo Azienda-Organizzazioni Sindacali sul benessere nei call center, siglato a maggio 2008, specifiche Commissioni stanno riscontrando l’attuazione delle iniziative utili alla promozione del benessere, rispetto alle seguenti macro aree: valorizzazione, formazione e aggiornamento del personale, conciliazione vita lavorativa/vita privata, ambiente di lavoro, organizzazione e ritmi di lavoro.


Tutela della salute e della sicurezza

Creato il 15/07/2010 - da -

www.telecomitalia.com

TELECOM ITALIA: AUTOVETTURE SOCIALI OBSOLETE: SICUREZZA LAVORATORI A RISCHIO

Segreterie Regionali e Territoriali Napoli

Napoli, 10 febbraio 2011

Autovetture sociali obsolete: sicurezza lavoratori a rischio Quotidianamente le OO.SS. denunciano le numerose carenze di Telecom Italia rispetto alle più banali regole della salvaguardia della sicurezza e della salute dei lavoratori e spesso, alle circostanziate e giuste segnalazioni sindacali, si contrappongono risposte aziendali insufficienti e ben lontane dall’essere risolutive, lasciando intravedere la possibilità che vengano date all’insegna del risparmio sui costi relegando le attenzioni solo agli interventi più urgenti.

Per le scriventi segreterie sindacali non c’è nulla di più urgente, nobile e improcrastinabile per un’azienda del garantire e tutelare giorno dopo giorno la sicurezza dei propri dipendenti, in particolare, curando la perfetta efficienza delle autovetture sociali per salvaguardare l’incolumità dei tecnici costretti a lavorare in qualsiasi condizione climatica.

Ieri mercoledì 9 febbraio, la linea competente ha chiesto la disponibilità ad alcuni colleghi di ritirare delle auto sociali dismesse in altri territori. Quest’ultime, che sono disponibili a seguito degli esodi per mobilità o pensionamento del personale, hanno chilometraggi tutt’altro che trascurabili.

Ebbene, una di queste auto, mentre rientrava dalla provincia di Avellino, percorrendo l’autostrada, ha subito un guasto meccanico (presumibilmente la rottura del semiasse di una ruota), che ha provocato la perdita del controllo dell’automezzo da parte della collega alla guida, con la fuoriuscita dalla carreggiata e conseguente collisione contro il guardrail.

Un incidente che avrebbe potuto avere conseguenze gravissime! Le scriventi OO.SS., all’interno dell’Osservatorio Rete previsto il prossimo 16 febbraio richiederanno sia un approfondimento dell’accaduto sia, una verifica dello stato di usura del parco autoveicoli sociali con la pianificazione di interventi manutentivi tesi a prevenire pericolosi guasti. Altresì, invitiamo l'azienda ad astenersi dal richiedere ulteriori recuperi di auto sociali obsolete e non marcianti da diversi mesi al proprio personale tecnico che non ha alcuna competenza per stabilire l'efficienza dello stato delle suddette autovetture.


Segreterie Regionali - Territoriali Napoli

SLC CGIL – FISTel CISL – UILCOM UIL

12 febbraio 2011

Telecontact: Comunicato unitario del 9 febbraio 2011

Comunicato
Nella giornata di lunedì u.s., SLC, FISTEL e UILCOM, insieme alle RSU hanno incontrato il nuovo capo del personale e il nuovo responsabile delle relazioni industriali di Telecontact.
L’incontro molto atteso, seguiva un lungo periodo di assenza nel confronto con la azienda, in ragione dei molteplici cambi al vertice che l’hanno caratterizzata.
Le OO.SS. hanno riassunto le questioni che erano presenti sul tavolo nell’ultimo incontro con Telecontact alla presenza dell’allora amministratore delegato e del presidente che, avevano preso formalmente impegni precisi sul tema dell’inquadramento, sia in ragione di una più spinta evoluzione di carriera dei supervisor (6° livello) e, più in prospettiva per un riconoscimento inquadramentale agli operatori, in ragione di un percorso che prevedesse un ampliamento della loro professionalità (profilo multi skill). Abbiamo invece assistito all’unilaterale riconoscimento nei confronti di alcuni SPV del 5°S, che, come noto a tutti, non rappresenta il riconoscimento professionale che era stato richiesto dal Sindacato.
Altra questione in attesa di soluzione, è la costruzione di nuovi parametri del P.d.R. coerenti con le nuove attività che consentano di percepire il premio di risultato nel prossimo futuro.

11 febbraio 2011

187 - Telecom Italia - Malumori in diverse Province e Regioni d'Italia

Si moltiplicano sempre più i comunicati e l'apertura delle procedure di raffreddamento per il 187 in tutti i territori italiani. Malessere, criticità e forti anomalie sono state denunciate, tramite le Associazioni Sindacali, dai lavoratori di Telecom Italia che puntano principalmente "sulle precarie condizioni in cui si trovano ad operare a causa di una insufficiente organizzazione del lavoro messa in atto dall’azienda".

Una telenovela che dura da tempo sotto una "Regia Centralizzata a Napoli" che fa acqua da tutte le parti, soffre di sindrome di onnipotenza ed impone dictat su tutto e su tutti (responsabili e supervisor compresi). Una tristezza infinita che stride difronte ad un "Progetto Benessere" che puntualmente viene disatteso da qualche "ATTORE" che vuol rimanere cieco e sordo a quella che dovrebbe essere la linea guida creata in azienda. Vi terremo aggiornati sugli ulteriori sviluppi in modo da poter fornire alle altre realtà territoriali italiane un'opportunità di raffronto, avendo la consapevolezza che il "Tam Tam del web" rimane lo strumento più veloce ed efficace per fare e dare informazione nel mondo.

On. Giuseppe Berretta: Delocalalizzazioni malpractice e ammortizzatori sociali

Il sottoscritto chiede di interpellare i Ministri del Lavoro e dello Sviluppo Economico. Per sapere – premesso che:

lo scorso 24 giugno, fu sottoscritto un accordo fra le organizzazioni sindacali e la Teleperformance, che prevedeva l’introduzione dei contratti di solidarietà per l’intera platea dei lavoratori della suddetta società, al fine di scongiurare il licenziamento di 847 lavoratori, delle tre sedi italiane di Roma, Fiumicino e Taranto;

la Teleperformance fornisce in outsourcing il servizio di callcenter a numerose aziende tra cui Alitalia e Sky;

nel suddetto accordo la Teleperformance si impegnava a rafforzare i volumi di lavoro in Italia, anziché continuare a dirottare le attività nelle sedi albanesi;

recentemente, le organizzazioni sindacali hanno denunciato che la Teleperformance, non abbia fornito i segnali di discontinuità richiesti e starebbe valutando di spostare la lavorazione “in bound” per Alitalia nelle sedi di Durazzo e Tirana;

considerato che a fronte degli 847 esuberi dichiarati dalla Teleperformance nelle sedi italiane, le sedi Albanesi della suddetta società hanno visto aumentare, nel periodo 2008-2010, il numero dei lavoratori da 100 a 700;

considerato, inoltre, che se tale circostanza venisse confermata si tratterebbe di un tentativo di competizione nel settore, basato sulla contrazione dei costi del lavoro, a danno dei lavoratori e della qualità del servizio offerto ai consumatori;

-: se quanto su riportato corrisponda al vero;

quali iniziative intenda assumere al fine di tutelare i lavoratori della Teleperformance che hanno sottoscritto un accordo volto all’introduzione dei contratti di solidarietà, nel giugno scorso, che verrebbe disatteso dalla suddetta azienda che starebbe provvedendo alla delocalizzazione delle proprie commesse;

quali provvedimenti intenda assumere al fine di introdurre misure volte alla disincentivazione alla delocalizzazione, anche attraverso cessione di ramo d’azienda o per attività produttive appaltate ad aziende terze.

On. Giuseppe Berretta

187 Palermo: Comunicato Sindacale ed apertura procedura di raffreddamento

COMUNICATO 187 PALERMO

Si è svolta lunedì 7 febbraio l’assemblea dei lavoratori del 187 commerciale di Palermo. L’assemblea è stata fortemente voluta e partecipata dai lavoratori della sede di Palermo per denunciare le precarie e gravi condizioni nelle quali si trovano ad operare a causa di una insufficiente organizzazione del lavoro messa in atto dall’azienda.

In particolare i lavoratori, hanno denunciato, una gestione delle attività da parte aziendale atta a garantire esclusivamente quanto programmato dalla sala regia centralizzata di Napoli, imponendo nei fatti ai lavoratori continui e repentini cambi di loggatura indipendentemente dell’attività che in quel momento sta svolgendo l’operatore. Spesso accade, infatti, che bisogna inventarsi pretesti a volte improbabili con il cliente al fine di interrompere la conversazione, pur di raggiungere i risultati programmati.

Inoltre, è stato denunciato dai lavoratori, l’impossibilità di potere svolgere nel miglior modo possibile la propria attività a causa dei molteplici applicativi con i quali bisogna interfacciarsi ed i continui problemi tecnici che si succedono.

Da quanto denunciato dai lavoratori è più rispettato quanto previsto riguardo l’alternanza tra front-end e back-office (60/40) così come previsto dagli accordi sindacali a vantaggio delle attività di front- end, e comunque non vengono garantiti i tempi minimi di back-office (60’).

Per quanto riguarda la richiesta di permessi EF, se pure chiesti in anticipo dai lavoratori, vengono concessi all’ultimo minuto nella misura massima di uno per modulo, anche se chiesti in fascia orarie diverse. Anche le richieste di cambi turno vengono disattese impedendo nei fatti di programmarsi la propria vita sociale in base alle esigenze individuali. Si è giunti, anche, a non aver sensibilità per chi, per sfortunate circostanze di vita, usufruisce dei permessi previsti dalla legge 104 mettendoli in difficoltà rispetto all’utilizzo.

Un capitolo a parte va dedicato ai controlli diretti sull’operato dei lavoratori attraverso l’utilizzo di dati individuali, al fine di esercitare una continua pressione utile a garantire un “voto” adeguato da parte del cliente.

I lavoratori denunciano inoltre che, a peggiorare la situazione contribuisce il trabocco delle chiamate per assistenza tecnica nel fine settimana alle quali gli operatori non sono in grado di dare soluzioni.

Le scriventi OO.SS. unitamente alle RSU Telecom Italia Sicilia, riscontrano che quanto denunciato dai lavoratori con fatti circostanziati e documentabili, denota da parte dell’Azienda Telecom Italia una palese violazione di quanto stabilito dagli Accordi Sindacali in essere, sia riguardo il benessere (Luglio 2006) che riportati nel contratto di 2° livello Telecom Italia. È urgente valutare, in tempi rapidi, in considerazione delle attività svolte al 187, lo Stress da Lavoro Correlato.

Le scriventi OO.SS. unitamente alle RSU, al fine di sostenere le giuste istanze dei lavoratori del 187 di Palermo, indicono lo stato di agitazione attraverso l’Apertura delle Procedure di Raffreddamento previste per legge atte a ristabilire le tutele e le garanzie dei lavoratori interessati.

Le RSU e le Segreterie Provinciali

SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL

187.1 - Catania: Un post, un'assemblea e due comunicati mandano in stress Telecom Italia

"Il Sindacato, nasce come elemento significativo per la tutela dei diritti dei lavoratori e per quell’irrinunciabile necessità di affermare il principio del diritto al lavoro che si pone a base della nostra Costituzione. Il sindacato, come tutore della legalità e del principio di eguaglianza tra i lavoratori."

Questi valori di etica, irrinunciabili, per chiunque intende porsi in un’ottica di rappresentanza sindacale, in questi giorni, hanno ricevuta una grave messa in discussione:

Comportamenti incomprensibili nei confronti di chi compie il proprio dovere.

Riproponiamo i punti "incriminati":

  1. Telecom Catania: Comunicato 187.1 del 02 febbraio e relativa apertura della procedura di raffreddamento
  2. Telecom Catania: Assemblea del 01- febbraio - 2011
  3. Richiesta Assemblee Lavoratori 187.1 di Catania
  4. Telecom Catania: "187 Il re è nudo, la decadenza incombe..."