10 ottobre 2011

Vodafone e Comdata Care: Durata ed eventuale proroga di ulteriori 3 anni, della commessa Vodafone.

Venerdì 30 settembre a Milano presso Assolombarda si è tenuto il triangolare richiesto dalle Organizzazioni Sindacali Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil con le aziende Vodafone e Comdata Care.

La discussione si è incentrata inizialmente sulla questione della durata, e dell’eventuale proroga di ulteriori 3 anni, della commessa Vodafone.

Come tutti ben ricordate qualche tempo fa l’Amministratore Delegato di Comdata Care aveva dichiarato, durante alcune plenarie, che la commessa Vodafone ha una durata contrattuale di 7+3 e che il +3 è praticamente garantito a fronte di un mantenimento delle buone performance attuali.

Le OO.SS., in seguito a tali dichiarazioni, avevano richiesto a Comdata Care, durante un primo incontro a luglio, di scrivere questa ulteriore garanzia occupazionale.

Visto il diniego si è preteso il Triangolare con la presenza del Cliente Vodafone che a sua volta ha dichiarato la propria indisponibilità a scrivere oggi un nuovo accordo di tutele occupazionali relativo ad un periodo temporale, che con visione ovviamente commerciale,è ancora troppo lontano.

Ha invece sottolineato quanto sia buona e proficua la relazione commerciale con Comdata Spa e la volontà di voler proseguire e consolidare il modello di business.

In riferimento al Supporto Tecnico Unificato e alla Dealer Support ha giustificato tali riorganizzazioni, come fece a suo tempo Comdata Care, come conseguenza di un mutamento naturale dei sistemi/processi, dettato dalla necessità di essere maggiormente competitivi sul mercato.

Comdata SpA, per la nostra realtà, ha specificato che prevede un’evoluzione nell’ambito di gestione/lavorazione di multi-commesse come già avviene attualmente su alcune sedi.

Durante la seconda parte dell’incontro, l’azienda Comdata Care ha illustrato i dati definitivi del secondo semestre del PDR 2010/2011 e i nuovi target per l’anno 2011/2012.

I dipendenti di Comdata Care hanno raggiunto su tutti i mercati la prima soglia del PDR in termini di Ebitda (chiusa a 4ML) e di Produttività (5.34), mentre il consumer non ha raggiunto la Qualità.

L’azienda informa le OO.SS. che saranno erogati i seguenti importi al 5° livello full-time: 398 euro al Business e al Credito; 311 euro al Consumer.

Sulle sedi che ad oggi lavorano altre commesse verrà erogato il PDR con parametro di riferimento il mercato Vodafone di provenienza (post cessione).

Comdata Care ha inoltre fornito il dato di produttività del primo bimestre del nuovo anno fiscale che si attesta al 5.4. e ha pattuito insieme alle OO.SS. i seguenti target per il PDR 2011/2012:

Produttività: 1°semestre : 5.5 (1°soglia 40%) 5.7 (2°soglia 60%) 5.9 (100%) 2°semestre : 5.6 (1°soglia 40%) 5.7 (2°soglia 60%) 5.9 (100%)

Qualità: identica al PDR anno precedente

Ebitda: l’azienda propone l’utilizzo dell’Ebitda del gruppo Comdata SpA e non più quella singola di Care in quanto molti lavoratori Care ad oggi gestiscono attività di Comdata SpA e questa situazione, nell’ottica di una totale integrazione, sarà sempre più allargata.

A conclusione dell’incontro sono rimasti aperti 2 punti salienti, per i quali l’azienda e le OO.SS. dovranno risentirsi nel breve periodo e riguardano: 1) l’introduzione nello schema del PDR di Comdata Care dell’Ebitda del Gruppo; 2) conferma del mese di erogazione del PDR in busta paga.


Le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL

TELEPERFORMANCE - IN&OUT: Comunicato unitario verifica tecnica dell’accordo di Cassa Integrazione in Deroga

Le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL CISL, UILCOM-UIL e UGL Telecomunicazioni esprimono la loro preoccupazione di fronte al rinvio dell’incontro programmato per lo scorso 29 settembre presso Unindustria di Roma per la verifica tecnica dell’accordo di Cassa Integrazione in Deroga sottoscritto con In&Out e lo scorso 5 luglio presso il Ministero del Lavoro.

L’incontro in questione, propedeutico alla verifica “politica” che le parti attiveranno contestualmente presso il Ministero dello Sviluppo Economico, era stato caldeggiato dal Ministero del Lavoro durante l’incontro di ratifica dell’accordo sulla formazione finanziata del 15 u.s.

I primi due mesi di gestione dell’accordo hanno evidenziato numerose serie inadempienze da parte aziendale. A tre mesi dalla scadenza della CIG in deroga è quindi urgente verificare puntualmente quanto è avvenuto sino ad ora nelle tre sedi aziendali. A tal riguardo sollecitiamo l’azienda a fornire quanto prima la propria disponibilità per un nuovo incontro.

In particolare segnaliamo sin da ora gli argomenti più urgenti per i quali la delegazione sindacale tutta pretenderà la massima chiarezza e precisione:

1 - Situazione della sede di Roma. In particolare si chiede di avere delle informazioni certe e definitive su quale futuro abbia in mente l’azienda per questa sede. Le OO.SS. giudicano incomprensibile che si continui a trasferire personale in trasferta presso la sede di Parco Leonardo e contestualmente si immetta personale a progetto nella sede di via di Priscilla. Queste operazioni unilaterali creano, fra l’altro, forte confusione e difficoltà nella gestione e verifica delle percentuali di cassa: ricordiamo che l’accordo di luglio prevede differenti incidenze di CIG per ogni sito e che, ad oggi, il personale in trasferta su Parco Leonardo dovrebbe avere ancora come riferimento dell’incidenza massima di Cassa quanto stabilito per la sede di Roma.

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Santoro in onda il 3 novembre su Sky, digitale terrestre e internet

Su Sky Tg24 Eventi, su un network di reti private ed su internet: il 3 novembre ''Comizi d'amore'', il nuovo programma ideato e condotto da Michele Santoro, gioca su piu' piattaforme con l'obiettivo di avere un milione e mezzo di persone per dimostrare che si puo' fare opinione e buona televisione anche al di fuori delle grandi reti televisive.

Gli ultimi particolari del programma Santoro li ha illustrati a Padova, dove stasera chiudera' la manifestazione culturale ''La fiera delle Parole''. Davanti alla platea, Santoro annuncia l'ultima novita': l'entrata di Sky nella lista delle emittenti private che credono nel progetto. ''Il 3 novembre andremo in onda anche su Sky sul canale 504 che gia' aveva ospitato Rai per una notte – spiega -. Sia chiaro, Sky ci ospita, non ci finanzia, ma credo che sia un tassello importante in piu' per dare corpo a questo progetto''. Non solo Sky, comunque, per Santoro che ha gia' stretto accordi a Nordest con Antenna 3 ed altre emittenti locali minori per essere presente sul digitale terrestre. ''Piu' siamo piu' avremo la possibilita' di portare a termine questa impresa di serie A – commenta Santoro – . Questo e' l'ultimo tentativo che facciamo per vendere le nostre notizie con il carrettino: la faremo noi la piazza, accendendo le nostre telecamere. Ieri ad esempio abbiamo aperto un sito internet ed abbiamo fatto 90 mila utenti unici con una permanenza media di tre minuti''. Il sito internet in questione e' www.serviziopubblico.it attraverso cui l'ex conduttore di Samarcanda e Annozero lancia la sottoscrizione pubblica per finanziare il progetto di ''Comizi d'amore'', titolo mutuato da un documentario girato da Pier Paolo Pasolini nel 1965.

''Abbiamo deciso di fare un sito televisivo, ed abbiamo una prima esclusiva – racconta -. Nei prossimi giorni state molto attenti a Facebook perche' ci sono delle novita' in atto: abbiamo gia' 30mila iscritti e 8mila hanno gia' versato i loro 10 euro''. Santoro si dice convinto ''che se questa impresa riuscira' non si potra' non parlarne. Gia' se guardate il Corriere.it la nostra e' la notizia piu' letta – sottolinea – sul cartaceo non ce ne e' traccia. Lo stesso avviene con Repubblica che ha fatto 42mila visualizzazioni del video da quando lo ha messo online. Eppure se leggete Repubblica cartaceo non vedete nessun riferimento cartaceo. Lo stesso avviene con l'Unita'''.

''Non fa piacere che la maggiore forza di opposizione del Paese – attacca il conduttore – abbia questo tipo di disattenzione: c'e' sempre la voglia dell'opposizione di controllare l'informazione e le dinamiche popolari, ma possono scordarsi che noi torniamo indietro dal principio dell'autonomia giornalistica''. Per Santoro, ''il giornale lo deve fare il direttore, l'editore di turno non puo' pensare di influire su editoriali o notizie''. ''Il costo di una nostra puntata e' di 250 mila euro, noi vogliamo avere i nostri tifosi alle spalle – precisa -. I dieci euro sono una forma di azionariato popolare, verranno conferiti ad una associazione che sara' socia della societa' che produrra' le puntate. Chi ci dara' i dieci euro deve mettere da parte la ricevuta perche' verranno dati piu' servizi di quelli che corrispondono alla cifra versata''.

09 ottobre 2011

Nidil-Cgil: «Il contratto di lavoro a tempo indeterminato torni a essere la norma e non l’eccezione

"Il vostro debito non lo paghiamo". È stato questo il grido di battaglia dei giovani studenti di tutta Italia, scesi in piazza per dire no alla manovra e ai conseguenti tagli a scuola e università. È stato questo lo slogan anche a Catania, per un

corteo - che ha raccolto migliaia di giovani, 10mila secondo i promotori - organizzato dal Movimento Studentesco Catanese e dai collettivi delle scuole superiori: «C’è stata una larghissima adesione, superiore a ogni previsione - spiega

Matteo Iannitti, a nome del Movimento - I tagli alla Province e ai Comuni, stabiliti dall’ultima finanziaria, sebbene il Governo lo neghi, hanno colpito nuovamente la scuola e l’università. Ad andarci di mezzo saranno come sempre gli studenti, a cui

saranno negati degli istituti scolastici dignitosi, le borse di studio, le mense, le residenze universitarie. Le giovani generazioni non possono pagare per le scelte sbagliate degli ultimi 40 anni di governo e di una politica economica europea

basata sul monetarismo. Noi il debito non vogliamo pagarlo, guardando all’esempio del Cile, dell’Islanda, della Spagna, degli Usa, in cui è altrettanto insorto il movimento degli "indignados". E con la manifestazione del 15 ottobre a Roma

capiremo se anche l’Italia, in questa particolare congiuntura, è pronta per manifestare, con i suoi "indignati"».

di Alessandra Belfiore


Alexander Beraki, 31 anni, è uno degli ex cassintegrati di Sicilia consulting ex Ratio consulta, e da lunedì torna al lavoro in azienda. «Si tratta di un’assunzione a tempo indeterminato, che siamo riusciti ad ottenere grazie ad un lavoro sindacale certosino. Abbiamo combattuto, ci siamo rimessi in gioco, abbiamo tenuto duro anche se ancora aspettiamo l’indennità di cassa integrazione. E alla fine, in qualche modo abbiamo vinto. Probabilmente lascerò Catania, visto che sto per terminare

il mio percorso di studi in Scienze internazionali che prevede una carriera di diplomazia. ma lavorare con sicurezza è il primo passo a cui non posso rinunciare».


Budhoo Dhanmajay è mauriziano, ha 43 anni ed è il più "anziano" del gruppo che ha scelto di raccontarsi. Ne ha viste di tutti i colori dal 1989 quando, ventunenne arrivò a Catania. «Ma ora - dice - sono un lavoratore ed un extracomunitario perfettamente in regola. Diciamo che ne ho fatto una scelta di vita e non accetto alcun incarico senza che mi facciano un regolare contratto». Ma siccome Budhoo Dhanmajay ha imparato a sue spese come «va il mondo» e come chi arriva da altri Paesi possano avere la vita difficile a Catania, rischiando sfruttamenti di tutti i tipi, si è dato da fare per aiutare anche i connazionali. E’ sua l’idea della «Mauritian society of Catania», con sede in via Giuffrida 28 (info al 348-7508830) «dove cerchiamo di aiutare legalmente, ma anche rivolgendoci alle ambasciate i mauriziani a Catania ma anche i rappresentanti di altre etnie che si rivolgono a noi».


Elisa Schinocca, 33 anni ha alle spalle una laurea in lettere. «Fino a qualche tempo fa dicevo orgogliosamente con 110 e lode, ma ora non ci credo più neanche io. Per me non c’è spazio nè a scuola, nè in biblioteca, nè nelle case editrici, nè nelle

librerie, anche se le ho tentate tutte. Ho anche qualche esperienza in scuole private, ma è stato un disastro, in quattro anni ho avuto un piccolo rimborso spese al mese e in pratica non riuscivo neppure a pagarci le tasse». Ora Elisa è stata da poco assunta in Almaviva. «Un lavoro dignitoso, finalmente. Non ci speravo quasi più».


Maria Luisa Zuccarello, 32 anni. Alle sue spalle una laurea in Scienze dalla Formazione e un dottorato in Formazione. Ma anche un passato molto recente di «assistente senza portafoglio», all’Università; era naturale che per lei, col tempo, si aprisse il mondo della ricerca. «Ma così non è stato. Gli stessi dottorati di ricerca sono senza borse, cioè si fanno gratis. Me la sono cavata con contrattini sempre attinenti al mio curriculum con cui però ho costruito ben poco. Vorrei prendere in mano la mia vita, ma come si fa a pensarsi donne o madri in questa situazione?».


Fabio Tasinato, 24 anni. E’ studente nella facoltà di Scienze politiche. «Appartengo alla ampia fascia di studenti che riempiono le fila dei pub catanesi. Dove lavorano in modo precario e in nero, senza prospettive. La situazione è grave e generalizzata. Serve solo a mettersi un gruzzoletto da parte a fronte di un lavoro da tuttofare quasi mai messo in regola. Si fa di tutto: dai tavoli alla ripulitura dei servizi igienici. Pagati 30 euro per otto ore di lavoro. Eppure non è un capriccio.

Per molti fuorisede anche un "lavoretto" è essenziale per integrare i soldi che arrivano dalle famiglie».


Carmela Linda Scuderi ha 37 anni. Racconta di avere fatto la bagnina e l’istrutttice sportiva, sempre in nero, a fronte di un titolo di studio che le avrebbe invece permesso di fare il tecnico di neurofisiopatologia. «Ad aprile, finalmente, un contratto

vero nel call center Almaviva. Non è quello che speravo di fare nella vita, ma è un lavoro sicuro e garantito. Che bello potere programmare il futuro! Che bello non dovere più scegliere fra lavoro e vita privata! Che bello non dipendere da rinnovi continui, anche mensili, basati su giudizi spesso neanche oggettivi... ».


Nota di redazione:

Nella foto, Giuseppe Oliva Segretario Generale NIdiL CGIL

07 ottobre 2011

Lavoro dignitoso, il resoconto “Giornata del lavoro dignitoso”

A parità di lavoro, in termini di quantità e qualità, cambiano i diritti e dunque i compensi e la possibilità di poter contare su uno stipendio sicuro. Succede quando il lavoro è precario, o nero, o malretribuito e proprio stamattina anche alla Cgil di Catania si è celebrata la “Giornata mondiale per il lavoro dignitoso”.

Ma invece di dibattere solo in teoria di stipendi, di diritti alla maternità, di giuste pensioni, il sindacato catanese oggi ha preferito valorizzare le storie vere: sette ritratti di lavoratori che rispecchiano la realtà, nel bene e nel male.

Un gruppo di essi possono finalmente contare su contratti a tempo indeterminato, e dunque diritti pieni, contribuzioni pensionistiche, possibilità di pianificare finalmente una famiglia. L'altro comprende coloro che tra i giovani rappresentano la maggioranza, e cioè i precari inquadrati nel migliore dei casi con co.co.co, nel peggiore coinvolti in un sistema selvaggio e ricattatorio di lavoro nero.

Così Alexander Beraki, Budhoo Dhanmajay, Elisa Schinocca, Costanza De Vivo, Maria Luisa Zuccarello, Fabio Tasinato, Linda Scuderi hanno testimoniato la loro storia insieme al segretario del Nidil Cgil ( il sindacato dei lavoratori atipici) Giuseppe Oliva, ai segretari confederali della Cgil Pina Palella e Giovanni Pistorio, al segretario di Slc Cgil Davide Foti.

Diversi i toni e le prospettive dei neo assunti, come Alexander Beraki, uno degli ex cassintegrati di Sicilia consulting ex Ratio consulta, che da cassintegrato viene finalmente ricollocato in azienda. “Si tratta di un'assunzione a tempo indeterminato, che siamo riusciti ad ottenere grazie ad un lavoro sindacale certosino. Ho 31 anni, sono un operatore ma sto per specializzarmi all'università e dunque punto a terminare il mio percorso di studi in Scienze internazionali che prevede una carriera di diplomazia. Probabilmente lascerò Catania, ma lavorare con sicurezza è il primo passo a cui non posso rinunciare già in questa fase. Se è un lavoro sicuro al 100%? Non saprei. Dipenderà dal mercato”.

Elisa Schinocca, di 33 anni, Costanza De Vivo, 35, Linda Scudeir, di 37, hanno abbandonato le loro carriere senza prospettiva. Elisa era una precaria della scuola con tanto di laurea in Lettere (“in quattro anni ho lavorato in scuole private e con un piccolo rimborso spese al mese. In pratica non riuscivo neppure a pagarci le tasse”); Costanza è una sociologa (“Ho studiato fuori per questa laurea e poi sono tornata a Catania. Sapevo che sarebbe stato difficile, ma mi sono ritrovata con una realtà più dura di quello che pensavo”). Linda racconta di avere fatto la bagnina e l'istrutttice sportiva, sempre in nero, a fronte di un titolo di studio che le avrebbe invece permesso di fare il tecnico di neurofisiopatologia. Oggi tutte loro hanno messo da parte il loro titolo e lavorano nel call center Almaviva: “Non è quello che speravamo di fare nella vita, ma è un lavoro sicuro e garantito e avremo finalmente diritto alla maternità”.

Nel gruppo di coloro che devono fare ancora i conti con una realtà molto difficile ci sono invece Maria Luisa Zuccarello, 32 anni, un passato molto recente di “assistente senza portafoglio”, come lei stessa si definisce, all'Università di Scienze della Formazione; era naturale che per lei, col tempo, si aprisse il mondo della ricerca. “Ma così non è stato. Gli stessi dottorati di ricerca sono senza borse, cioè si fanno gratis e da poco ho pure scelto di vivere da sola...”. Fabio Tasinato, studente di 24 anni, alle prese con i lavori saltuari e in nero nei pub catanesi: “La situazione è grave e generalizzata. Serve solo a mettersi un gruzzoletto da parte a fronte di un lavoro da tuttofare nei pub che quasi mai viene messo in regola. Si fa di tutto: dai tavoli ai servizi igienici. Si tratta di circa 30 euro per otto ore di lavoro”.

“A livello internazionale la giornata è quest'anno dedicata al superamento del lavoro precario.- spiega Oliva - Dal punto di vista dei lavoratori, la precarietà significa incertezza, imprevedibilità, e insicurezza del lavoro e del futuro. Molto spesso questi lavoratori non sono per nulla coperti dalle misure di protezione sociale e riscontrano molti ostacoli, normativi o pratici, per potersi organizzare sindacalmente”. Per Pina Palella: “La condizione dello sfruttato è anche psicologicamente complessa. Spesso il precario che viene malretribuito si chiude in sé stesso, cade nella trappola del fatalismo e in certi casi prova persino vergogna. Per questo oggi abbiamo voluto mettere a nudo una situazione che è sotto gli occhi di tutti ma di cui non sempre si parla come si dovrebbe”.

E gli esempi aziendali positivi? Quelli di Almaviva e di Ratio Consulta sono additati da Giovanni Pistorio e da Davide Foti come emblematici: “Almaviva ha fatto rientrare circa 500 lavoratori precari nel mondo del lavoro garantito nel giro di poco meno di un anno, così come aveva promesso. Ciò perché il personale già esistente, a tempo indeterminato, ha accettato una formula di orario flessibile che ha permesso all'azienda di fare nuove assunzion. iIn ratio Consulta, c'è stato il rientro di molto cassintegrati e se la Prefettura ci darà una mano, le condizioni del mercato locale rimarranno favoerevoli grazie a nuove commesse utili per l'azienda e il territorio stesso”.

TELECOM ITALIA: IL PUNTO SULLA RETE

- COMUNICATO -

Il 30 settembre u.s. si è svolto a Roma un’incontro dove Telecom Italia ha illustrato l’ennesimo intervento organizzativo in ambito Technology, in particolare nel settore Open Access.

Risorge la figura del giuntista e con essa il nobile tentativo d’internalizzare una lunga serie di attività legate all’esercizio e manutenzione dei cavi sia in rame sia in fibra.

Noi che in questi anni abbiamo, più volte, in Sicilia, rivendicato l’indispensabilità, nella gestione della rete, di tali figure professionali non possiamo che salutare favorevolmente tale iniziativa, nella speranza che il progetto sia fondato su solide basi e abbia sviluppi futuri.

Nella stessa sede sono stati illustrati dei cambiamenti nell’operatività dei tecnici che attraverso un nuovo tipo di palmare e un nuovo FAS dovrebbero vedere migliorare la loro operatività.

Oggi almeno il 50% dello Stress da Lavoro Correlato dei tecnici dipende dall’uso di un apparato radiomobile non idoneo e un sistema FAS alquanto farraginoso.

È stata inoltre presentata una proposta di variazione turni di lavoro e reperibilità sempre in Open Access settori AOL/AOU/DNM.

Lo schema di principio di questi turni è di renderli uniformi per tutte le strutture, ma l’obiettivo subdolo è quello di SPOSTARE in AVANTI il TURNO di LAVORO, e questa logica è inaccettabile dal Sindacato, oltre che ritenuta controproducente per la produttività.

Sappiamo che l’azienda ha tutte le intenzioni, invece, di pianificare incontri territoriali, pertanto è doveroso da parte nostra ricordare all’Azienda ed a chi la rappresenta in Sicilia, che da troppo tempo chiediamo un incontro a tutto campo su Open Access/Technology e che prima di parlare di turni vorremmo confrontarci sui seguenti temi:

1) Il ritorno auspicato e quindi poi condiviso del Field Operation Business (ExCLPS) da Network in Open Access ha un grosso valore non solo perché fa uscire dai CdS decine di lavoratori ma perché è una buona occasione per reinternalizzare parecchie attività pregiate che nel frattempo erano state date e ci risultano essere ancora, in mano alle imprese, che intervengono sui nostri clienti business senza averne le competenze, con tutto ciò che ne consegue.

Oggi non c’è più la scusa delle restrizioni di legge legate alla solidarietà e in più dentro le AOL dove è confluito il FOB, ci sono risorse già formate per sostenere qualsiasi incremento di attività.

2) Restando in tema di CdS e internalizzazioni e nel rispetto degli accordi del 4 Agosto 2010

Abbiamo l’esigenza di avere un quadro chiaro della situazione.

Le internalizzazioni nel settore sono indispensabili per aumentare il volume di lavoro e quindi fare in modo di creare opportunità per chi è in solidarietà.

Da più territori però ci segnalano che importanti internalizzazioni come quelle del provisioning trasmissivo, nella costituzione di collegamenti a 2 mbit/s, procedono a rilento in quanto sembrerebbe che le strutture di governo sono brave ad organizzare il lavoro per le ditte, ma s’inceppano quando devono organizzare la MOS.

Stessa cosa per le attivazioni delle StazioniRadioBase ad alta velocità, dopo grandi dichiarazioni d’intenti atte a far svolgere il lavoro ai nostri tecnici, l’attività è passata quasi totalmente a impresa.

3) Ancora di più ci preoccupa il fatto che da molti mesi registriamo un forte calo delle attività nelle AOU .

Non sappiamo bene a chi o a che cosa attribuire tale fenomeno ma anche qui vorremmo chiarezza.

Anche perché se è pur vero che dalla Delivery Service Area ci confermano che ci sono poche richieste di attivazione nuovi impianti (forse il commerciale dovrebbe darsi più da fare) dall’Assurance Service Area di contro i guasti reclamati ci sono e sono pure tanti. Che fine fanno? Non può essere solo effetto dei contratti a canone come non è concepibile vedere in un momento come questo il riesplodere del subappalto nero. Hanno cambiato pelle, cioè nome, ma sono sempre gli stessi ed in più hanno “reclutato” un altro grosso plotone di Ex Telecom.

Questo non è accettabile e soprattutto non è rimandabile un confronto sul tema come da art 53 CCNL.

4) L’ultima riorganizzazione in Technology ha visto la confluenza dell’esercizio e

manutenzione del network verso Open Access.

Oggi a distanza di quasi due anni si sentono già soffiare i venti di una nuova ristrutturazione.

Auspichiamo di vedere confluire altri settori di Network verso Open Access con conseguente abolizione della solidarietà.

Ma naturalmente è prematuro parlare di questo .

Sarebbe invece utile sapere se gli obiettivi prefissati dalla precedente riorganizzazione sono stati raggiunti.

Punti focali erano la creazione attraverso la formazione di figure professionali integrate (tecnico) in grado di operare su Trasmissioni, Radiomobile, Rete Dati, Rete d’Acesso (Progetto Giano).

Creazione di figure professionali in grado di gestire, dalle strutture di governo, (Analyst Fom) tutte le attività di esercizio e manutenzione di Open Access.

Creazione di figure professionali in grado di fornire assistenza tecnica sul delivery sia come Fonia che come Dati.

È nostro desiderio sapere cosa è accaduto in Sicilia, perché dai dati in nostro possesso, verificabili, sembrerebbe che OGNUNO CONTINUA A FARE IL PROPRIO MESTIERE.

Cioè l’integrazione, pur registrando qualche eccezione, legata ad iniziative personali e locali. Non è stata compiuta, preferendo la produttività di oggi alla qualità di domani.

5) l’esasperata rincorsa al primato sul mercato mobile necessita, in ambito Network, una più efficiente organizzazione del lavoro e una implementazione degli organici attraverso la ricollocazione del personale in esubero.

Ora senza alcuna presunzione, noi pensiamo che se si fosse lavorato seriamente anche recependo le proposte provenienti dalla base, oggi non ci troveremmo a dover discutere di turni, dove l’unica cosa che emerge è, che le disfunzioni e le inadempienze organizzative causate da chi pensa di avere l’APPALTO del bene dell’azienda, devono essere pagate dai lavoratori.


COORDINAMENTO REGIONALE – RSU -

Sindacato Lavoratori Comunicazione –CGIL SICILIA

Poste Italiane: Grazie a SLP CISL le lavoratrici e i lavoratori delle Aziende del Gruppo rischiano di perdere l'acconto sul PDR

- 7 ottobre 2011 -

Finalmente la strategia della SLP/CISL e delle altre 3 OO.SS è chiara: impedire l’estensione dei benefici derivanti dalla sottoscrizione del verbale siglato il 21 di settembre da SLC CGIL e da FAILP/CISAL.

Ieri si è conclusa infatti senza un risultato positivo la riunione da noi richiesta per estendere l’anticipo del P.d.R alle aziende del gruppo. A causa del boicottaggio delle 4 OO.SS. rischia di saltare l’acconto del P.d.R per tutti i lavorato delle aziende del Gruppo che applicano il CCNL di Poste Italiane.

Bravi!...Complimenti!

Bella prova di forza, sono riusciti a penalizzare i lavoratori e le lavoratrici delle altre aziende del gruppo e continuano ad impegnarsi per far scioperare i lavoratori che hanno già “incassato” il risultato ….magari per far si che rinuncino a quanto faticosamente recuperato.

Inoltre per giustificare la spaccatura , continuano a far riferimento a posizioni politiche che renderebbero impossibile la ricomposizione di un tavolo unitario.

E’ strano! Perché proprio gli stessi soggetti che chiedono tavoli separati ieri hanno firmato in Swiss Post un importante accordo, cosi come l’8 febbraio 2011 hanno firmato insieme a noi l’intesa per il premio risultato in T.N.T .

Questa è la coerenza politica di cui parlano?

Certo, se un segretario generale va alla guerra, dovrebbe valere per tutto e tutti. Pazienza, ci si deve accontentare, e intanto i lavoratori pagano!

A questo punto, nel caso in cui l’azienda decidesse di fronte ad un ulteriore diniego di SLP CISL e seguenti, di pagare l’acconto, c’è il rischio che i lavoratori del gruppo perdano i benefici della detassazione, e quindi subiscano una decurtazione che i lavoratori di Poste Italiane non hanno avuto per effetto del verbale di conciliazione sottoscritto da SLC CGIL e FAILP CISAL.

In quel caso immaginiamo che ancora una volta sapranno chi “ringraziare”: gli stessi soggetti che a luglio avevano assicurato il pagamento di 220 euro.

Ma questa è un’altra storia ancora…

LA SEGRETERIA NAZIONALE SLC CGIL


Lavoro dignitoso, il resoconto “Giornata del lavoro dignitoso”

A parità di lavoro, in termini di quantità e qualità, cambiano i diritti e dunque i compensi e la possibilità di poter contare su uno stipendio sicuro. Succede quando il lavoro è precario, o nero, o malretribuito e proprio stamattina anche alla Cgil di Catania si è celebrata la “Giornata mondiale per il lavoro dignitoso”.

Ma invece di dibattere solo in teoria di stipendi, di diritti alla maternità, di giuste pensioni, il sindacato catanese oggi ha preferito valorizzare le storie vere: sette ritratti di lavoratori che rispecchiano la realtà, nel bene e nel male.

Un gruppo di essi possono finalmente contare su contratti a tempo indeterminato, e dunque diritti pieni, contribuzioni pensionistiche, possibilità di pianificare finalmente una famiglia. L'altro comprende coloro che tra i giovani rappresentano la maggioranza, e cioè i precari inquadrati nel migliore dei casi con co.co.co, nel peggiore coinvolti in un sistema selvaggio e ricattatorio di lavoro nero.

Così Alexander Beraki, Budhoo Dhanmajay, Elisa Schinocca, Costanza De Vivo, Maria Luisa Zuccarello, Fabio Tasinato, Linda Scuderi hanno testimoniato la loro storia insieme al segretario del Nidil Cgil ( il sindacato dei lavoratori atipici) Giuseppe Oliva, ai segretari confederali della Cgil Pina Palella e Giovanni Pistorio, al segretario di Slc Cgil Davide Foti.

Diversi i toni e le prospettive dei neo assunti, come Alexander Beraki, uno degli ex cassintegrati di Sicilia consulting ex Ratio consulta, che da cassintegrato viene finalmente ricollocato in azienda. “Si tratta di un'assunzione a tempo indeterminato, che siamo riusciti ad ottenere grazie ad un lavoro sindacale certosino. Ho 31 anni, sono un operatore ma sto per specializzarmi all'università e dunque punto a terminare il mio percorso di studi in Scienze internazionali che prevede una carriera di diplomazia. Probabilmente lascerò Catania, ma lavorare con sicurezza è il primo passo a cui non posso rinunciare già in questa fase. Se è un lavoro sicuro al 100%? Non saprei. Dipenderà dal mercato”.

Elisa Schinocca, di 33 anni, Costanza De Vivo, 35, Linda Scudeir, di 37, hanno abbandonato le loro carriere senza prospettiva. Elisa era una precaria della scuola con tanto di laurea in Lettere (“in quattro anni ho lavorato in scuole private e con un piccolo rimborso spese al mese. In pratica non riuscivo neppure a pagarci le tasse”); Costanza è una sociologa (“Ho studiato fuori per questa laurea e poi sono tornata a Catania. Sapevo che sarebbe stato difficile, ma mi sono ritrovata con una realtà più dura di quello che pensavo”). Linda racconta di avere fatto la bagnina e l'istrutttice sportiva, sempre in nero, a fronte di un titolo di studio che le avrebbe invece permesso di fare il tecnico di neurofisiopatologia. Oggi tutte loro hanno messo da parte il loro titolo e lavorano nel call center Almaviva: “Non è quello che speravamo di fare nella vita, ma è un lavoro sicuro e garantito e avremo finalmente diritto alla maternità”.

Nel gruppo di coloro che devono fare ancora i conti con una realtà molto difficile ci sono invece Maria Luisa Zuccarello, 32 anni, un passato molto recente di “assistente senza portafoglio”, come lei stessa si definisce, all'Università di Scienze della Formazione; era naturale che per lei, col tempo, si aprisse il mondo della ricerca. “Ma così non è stato. Gli stessi dottorati di ricerca sono senza borse, cioè si fanno gratis e da poco ho pure scelto di vivere da sola...”. Fabio Tasinato, studente di 24 anni, alle prese con i lavori saltuari e in nero nei pub catanesi: “La situazione è grave e generalizzata. Serve solo a mettersi un gruzzoletto da parte a fronte di un lavoro da tuttofare nei pub che quasi mai viene messo in regola. Si fa di tutto: dai tavoli ai servizi igienici. Si tratta di circa 30 euro per otto ore di lavoro”.

“A livello internazionale la giornata è quest'anno dedicata al superamento del lavoro precario.- spiega Oliva - Dal punto di vista dei lavoratori, la precarietà significa incertezza, imprevedibilità, e insicurezza del lavoro e del futuro. Molto spesso questi lavoratori non sono per nulla coperti dalle misure di protezione sociale e riscontrano molti ostacoli, normativi o pratici, per potersi organizzare sindacalmente”. Per Pina Palella: “La condizione dello sfruttato è anche psicologicamente complessa. Spesso il precario che viene malretribuito si chiude in sé stesso, cade nella trappola del fatalismo e in certi casi prova persino vergogna. Per questo oggi abbiamo voluto mettere a nudo una situazione che è sotto gli occhi di tutti ma di cui non sempre si parla come si dovrebbe”.

E gli esempi aziendali positivi? Quelli di Almaviva e di Ratio Consulta sono additati da Giovanni Pistorio e da Davide Foti come emblematici: “Almaviva ha fatto rientrare circa 500 lavoratori precari nel mondo del lavoro garantito nel giro di poco meno di un anno, così come aveva promesso. Ciò perché il personale già esistente, a tempo indeterminato, ha accettato una formula di orario flessibile che ha permesso all'azienda di fare nuove assunzion. iIn ratio Consulta, c'è stato il rientro di molto cassintegrati e se la Prefettura ci darà una mano, le condizioni del mercato locale rimarranno favoerevoli grazie a nuove commesse utili per l'azienda e il territorio stesso”.

06 ottobre 2011

Telecom Italia: Comunicato SLC-CGIL incontri 29 e 30-10-11

Nei giorni 29 e 30 settembre u.s. le Segreterie Nazionali di Slc Fistel Uilcom congiuntamente al Coordinamento Nazionale delle Rsu e alle strutture territoriali hanno incontrato Telecom Italia con all'ordine del giorno: modifiche organizzative e turnistica in ambito 187 commerciale, un nuovo bando per Network Operation, un progetto riguardante i portanti fisici fibra ottica/ rame, orari di lavoro in open access on field ed il progetto NFAS.

Nella prima giornata di confronto l'azienda ha illustrato alla delegazione sindacale il progetto riorganizzativo del 187 commerciale motivandolo con la necessità di dare una risposta più' efficace e di qualità alla clientela sostenendo che, anche alla luce dei dati degli anni precedenti (calo dei clienti 1,5 milioni nel 2008, con perdite contenute negli anni successivi e qualità bassa rispetto alla concorrenza), la scelta aziendale di adottare un modello specialistico delle attività commerciali sia in linea con gli obbiettivi dichiarati nel piano industriale.

Nello specifico l'azienda ha presentato la nuova organizzazione del lavoro che divide le attività e di conseguenza i lavoratori in gruppi/moduli specializzati nelle seguenti attività: Sales, Caring, Retention, Post-Sales, formando così specialisti in grado di gestire il cliente concentrandosi solo sulla coda specifica e utilizzando pochi applicativi, a differenza di oggi.


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05 ottobre 2011

Lavoro dignitoso: Giornata mondiale il 7 ottobre 2011

Dal 2008 la Confederazione Internazionale dei Sindacati (ITUC-CSI) organizza il 7 ottobre la Gornata Mondiale per il Lavoro Dignitoso, una giornata di mobilitazione e sensibilizzazione dei sindacati in ogni parte del mondo per promuovere il “lavoro produttivo liberamente scelto da donne e uomini, in condizioni di libertà, eguaglianza, sicurezza e dignità”, come lo ha definito l’OIL, Organizzazione Internazionale del Lavoro.


Quattro sono gli “assi” del lavoro dignitoso:

- applicazione dei principi e diritti fondamentali del lavoro e delle convenzioni internazionali sul lavoro;

- il lavoro produttivo liberalmente scelto, con uguali opportunità e uguali diritti e una retribuzione adeguata alla dignità dei lavoratori e delle loro famiglie;

- la salute e la sicurezza nel lavoro e la protezione sociale per i lavoratori e le loro famiglie;

- la libertà di organizzazione e di contrattazione collettiva per tutti i lavoratori e tutte le lavoratrici, il dialogo sociale e il tripartitismo.

La creazione di posti di lavoro dignitosi deve essere al centro delle azioni dei governi per uscire dalla crisi economica globale e costruire una nuova economia, socialmente e ambientalmente sostenibile, che metta al centro la persona. A livello internazionale la giornata è quest'anno dedicata al superamento del lavoro precario. Dal punto di vista dei lavoratori, la precarietà significa incertezza, imprevedibilità e insicurezza del lavoro e del futuro. Molto spesso questi lavoratori non sono per nulla coperti dalle misure di portezione sociale e riscontrano molti ostacoli, normativi o pratici, per potersi organizzare sindacalmente.


Secondo i dati dell’Organizzazione Internazionale del lavoro circa 2 miliardi e 800 mila lavoratori, nel mondo, guadagnano meno di due dollari al giorno, sotto la linea di povertà e comunque insufficienti per garantire una vita dignitosa per loro e le loro famiglie. Sono persone, per la maggior parte, private di qualsiasi protezione sociale. In particolare si tratta di donne, spesso occupate in zone speciali per la produzione e l’esportazione, dove sono preclusi i minimi diritti del lavoro ed è generalmente vietata la libera organizzazione sindacale. A tutt’oggi, per la verità, la maggior parte dei lavoratori del mondo non ha la piena libertà di organizzazione, di contrattazione collettiva, di mobilitazione e sciopero.

Anche nei paesi più sviluppati, e nel nostro paese, non possiamo considerare dignitoso un lavoro in cui muoiono non meno di tre persone ogni giorno, in cui cresce la precarietà e l’insicurezza, in cui non si costruiscono condizioni di uguaglianza e parità di diritti per i lavoratori migranti e le persone in svantaggio sociale, che diventano, anzi, le prime vittime della crisi.

La CGIL ha scelto di dedicare questa giornata al sostegno della campagna per il PREMIO NOBEL PER LA PACE ALLA DONNA AFRICANA (NOPPAW), riconoscendo l'enorme contributo alla pace, alla vita, al lavoro dignitoso, che le donne africane stanno portando alla crescita sociale e civile del loro continente.

Un convegno pubblico sul tema si terrà alla CGIL nazionale, sala Santi, dalle ore 10 di venerdì 7 ottobre.

04 ottobre 2011

Cubovision "Caput mortuum": Telecom Italia ha rotto il contratto di fornitura con Telecom Italia Media

Telecom Italia ha deciso di rescindere il contratto di fornitura contenuti con Telecom Italia Media, di fatto certificando il flop epico della sua IPTV e di Cubovision. Il Consiglio di amministrazione dell'azienda il 29 settembre ha deliberato di procedere "alla risoluzione del contratto di Content Competence Center con Telecom Italia Media, in essere dal 2007". Si trattava della fornitura di attività editoriali riguardanti "l’ideazione, la progettazione dei palinsesti, la ricerca e l’acquisto dei Contenuti Media" destinati alla fruizione sulle diverse piattaforme televisive online.

La motivazione di questa inversione di marcia si deve, stando al comunicato ufficiale, alla decisione di rivoluzionare il modello di business adottato: passare quindi "da una piattaforma di Broadband TV tradizionale a una piattaforma di contenuti on demand".

"La congruità dell’entità dell’indennizzo (concordato in 20,5 milioni di euro) è stata confermata da apposito parere rilasciato da un valutatore esterno indipendente, individuato di comune accordo tra le parti", conclude il documento ufficiale.

In pratica le previsioni di espansione del settore sono state disattese non solo a causa della rinnovata competizione delle piattaforme Pay TV di Sky e Mediaset, ma anche per scelte strategiche errate.

Tutti gli italiani conoscono bene ad esempio il clamoroso flop di Cubovision. Presentato in pompa magna nel 2009, a distanza di un anno già era protagonista di una querelle legale con il suo fornitore. Passata la burrasca avevamo scoperto che si stava preparando un rilancio, fissato per fine 2010/inizio 2011. E infatti a dicembre c'è stata la sorpresa: Telecom ha rimandato i 100 Mbps in sei città per problemi burocratici (una frottola, che vi spiegai ai tempi) e ritirato fuori dal cilindro il Cubo.

"Siamo impegnati in questo progetto, anche se ha avuto qualche difficoltà perché essendo nuovo ha avuto problemi di funzionalità", diceva Bernabè. "[…] è ora pronto per essere commercializzato e in grado di garantire una qualità straordinaria dello streaming video e dello stesso digitale terrestre".

Dopodiché nessuno ha più sentito parlare del gingillo, se non quando Bernabé nell'aprile scorso ha lanciato l'ennesima bomba: che ne dite di Mediaset e Rai su Internet grazie a Telecom Italia? Secondo più fonti sarebbero state avviate trattative, il cui esito però non è mai stato svelato.

Che il tutto si sia arenato al solo sentir parlare di Cubovision? Non credo. A mio parere è più probabile che i dirigenti televisivi abbiano domandato con quale rete in fibra Telecom pensasse di veicolare i servizi IPTV. "Fibra? Ma guardate che il cotone l'abbiamo eliminato da un pezzo dai cavi telefonici", avrà magari risposto qualcuno.

Dario d'Elia

03 ottobre 2011

CGIL Catania - “La tutela sindacale individuale a difesa dei diritti: un impegno che continua”

- www.cgilct.it -

Le manovre economiche che si sono succedute incidono su disabilità, lavoro femminile, pensioni e lavoratori del pubblico impiego. Le file ai nostri sportelli sono inevitabilmente lievitate e persino gli anziani con una pensione media soffrono la crisi: i cittadini hanno bisogno di capire cosa cambierà nelle tutele e nelle pensioni dei prossimi anni ma anche dei prossimi dieci o vent'anni. Ma i quesiti sono anche legati alle indennità di disoccupazione, sempre più difficili da ottenere per chi, ad esempio, non raggiunge le “giornate” sufficienti”.

Pina Palella, segretario confederale della Cgil e responsabile dell'organizzazione per la Camera del lavoro di Catania centra subito il problema: le manovre colpiscono i più deboli e i risultati negativi sono già evidenti ai responsabili dei patronati e dei Caf, da sempre punto di riferimento per i lavoratori e oggi più che mai presi d'assalto a causa delle grandi decisioni che variano in corso d'opera.

Se ne è parlato stamattina nel corso dell'incontro provinciale dei dirigenti sindacali delle categorie e del Sistema servizi sul tema: “La tutela sindacale individuale a difesa dei diritti: un impegno che continua”. Presenti, oltre alla Palella, anche Samir Hamam, direttore INCA Catania, Angelo Villari segretario generale CGIL Catania, Vito Ciulla coordinatore regionale INCA. Ha concluso Luciano Caon, collegio di presidenza INCA nazionale.

La Cgil è dunque impegnata a potenziare apparati e uffici per cercare di dare risposte a tutti i settori lavorativi,soprattutto in vista di nuove manovre di prossima esecuzione. Una questione non da poco, visto che in ballo ci sono decine e decine di addetti che dovranno potenziare sia qualitativamente che quantitativamente la loro presenza dietro gli sportelli. Gli extracomunitari stanno già godendo dell'appoggio di un nuovo sportello della Cgil ed è imminente l'apertura dello sportello “SOL”per l'incrocio di domande e offerta nel mondo del lavoro giovanile.

Il segretario generale della Camera del lavoro assicura che “il sindacato sposterà molte risorse umane dal fronte della tutela collettiva a quella individuale, potenziando soprattutto la consulenza negli sportelli dei patronati e dei centri di assistenza fiscale. Non è un caso se siamo impegnati nella formazione continua dei nostri esperti oramai alle prese con problematiche sempre nuove tra problematiche fiscali, tutele legali, vertenze e preoccupazione per il futuro. A novembre organizzeremo la settimana del tesseramento con una grande festa il 16. Sarà importante sostenere i nostri servizi”.

Samir Hamam sottolinea che sono 380 mila le pratiche che l'Inca Cgil – sono 15 gli sportelli più grandi in città e nell'hinterland, ma il sindacato offre una diffusione capillare nei comuni- ha avviato nell'ultimo anno a Catania e provincia. Si tratta di servizi che per il 75% sono finanziati solo dalle tessere sindacali.

Per Vito Ciulla, un punto di forza è quello di “creare una rete fitta e operativa tra delegati e lavoratori in modo da creare consapevolezza nelle scelte”.

Conclude Caon: “L'Italia è un paese con molte risorse che possono ancora essere sfruttate, ma soffre di una grave evasione fiscale e di un altrettanto grave debito pubblico. Ribadiamo che solo la fascia più ricca delle popolazioni può offrire un contributo reale. Bisogna tassare i patrimoni; è l'unico modo per rilanciare”.


NOTA DI REDAZIONE:

Nella foto: Pina Palella, Segretario Confederale della Cgil e responsabile dell'organizzazione per la Camera del lavoro di Catania.

TELECOM ITALIA: CHIAREZZA SU CESSIONE RAMI AZIENDA E OCCUPAZIONE

- www.agenparl.it -

La situazione occupazione di Telecom Italia al centro di un’interrogazione parlamentare dei deputati democratici Delia Murer, Andrea Martella, Rodolfo Viola e Pier Paolo Baretta al Ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani. I deputati chiedono “quali azioni concrete siano state approntate da parte del Governo al fine di ridurre l'impatto sociale dei pesanti tagli decisi da tale azienda, che vanno ad aggravare un quadro generale dell'occupazione già seriamente compromesso dalla crisi economica”. “Dal 2000 al 2006 - spiegano - Telecom Italia ha ceduto 15 rami d'azienda con circa 2700 lavoratori. Le attività esternalizzate sono riconducibili a svariate funzioni: gestione e valorizzazione del patrimonio immobiliare; fatturazione bollette telefoniche; gestione autoparco; amministrazione del personale; manutenzionehardware e software; gestione delle polizze sinistri; gestione protocollo, posta ed archivi cartacei; manutenzioni e servizi ambientali; gestione servizi di sicurezza; gestione servizi radio marittimi; in tutti questi rami ci sono stati licenziamenti di personale”. I deputati, che hanno il timore che la cessione di rami d’azienda sia “un mero aggiramento delle leggi sui licenziamenti collettivi”, inoltre chiedono “quale sia ad oggi la situazione occupazionale in Telecom Italia, relativamente anche alle esternalizzazioni realizzate, e con quale impatto sull'occupazione”.

Telecom Italia boccia Cubovision e la sua IPTV

La storia di Cubovision, la piattaforma IPTV di Telecom Italia è sempre stata piuttosto travagliata. Più volte si è tentato di risollevare le sorti di questo servizio: investendo ingenti fondi e proponendo anche una nuova e più potente piattaforma hardware, oltre che stringere alcuni accordi con altri gruppi per incrementare i contenuti multimediali da proporre agli utenti. Ma adesso Telecom Italia dice basta. Il gruppo ha nei gironi scorsi rescisso l’accordo con Telecom Italia Media per la fornitura di attività editoriali destinate alle piattaforme televisive online.

Come dire basta alla progettazione di palinsesti, idee e programmi per l’IPTV. Telecom Italia ha infatti deciso di cambiare la sua proposta di televisione online che diventerebbe in futuro solo una piattaforma di contenuti On Demand.

Il motivo di questo cambio di strategia è da ricercarsi non solo nel mancato successo di Cubovision e della piattaforma IPTV in genere di Telecom Italia, ma anche della spietata concorrenza di Mediaset e SKY con le loro rispettive piattaforme che hanno praticamente monopolizzato il mercato.

Rimane da capire a questo punto che cosa dovranno aspettarsi ora i (pochi) utenti di Cubovision, se il servizio andrà ancora avanti o se verrà stoppato o modificato.