25 ottobre 2012

Fiat, Pomigliano d’Arco nuovo stop: ancora cassa integrazione per 2mila operai.

Ancora cassa integrazione per i 2150 lavoratori Fiat di Pomigliano d’Arco. Fonti sindacali hanno annunciatolo stop della produzione dal 26 novembre al 9 dicembre. Si tratta del secondo stop alla produzione della Nuova Panda dopo quello di due settimane che inizierà lunedì 29 ottobre e rientro previsto il 12 novembre.
La decisione della chiusura dello stabilimento arriva dopo il calo della domanda nel mercato dell’auto, che è tornato ai livelli di oltre 20 anni fa. Altre due settimane, sempre consecutive, per i lavoratori dello stabilimento della Nuova Panda di Pomigliano d’Arco si erano registrate a fine agosto e a fine settembre.

24 ottobre 2012

Telecom Italia: Passera, nessuna delocalizzazione call center

Telecom Italia ''ha reso noto di non aver proceduto ad alcuna delocalizzazione delle proprie attivita' di call center e che alcuni outsourcer, che lavoravano anche per Telecom, in situazioni molto circoscritte, hanno ampliato la propria struttura ad alcune sedi minori al di fuori dall'Italia''. Lo ha spiegato il ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, nel corso del question time in aula alla Camera.
''Il fenomeno - ha assicurato il ministro - e', secondo Telecom, marginale e in via di contrazione e sarebbe effettuato nella piu' totale garanzia e tutela della qualita' del servizio e delle esigenze della clientela''.


Esodati, governo ancora sconfitto. Supertassa 3% sui ricchi da 150mila euro

Il governo è stato battuto sugli esodati: nonostante il parere negativo dell’esecutivo guidato da Mario Monti, la Commissione Lavoro della Camera ha approvato all’unanimità un emendamento alla legge di stabilità che amplia le garanzie per gli esodati.
Questi ex lavoratori non ancora pensionati avranno degli aiuti grazie ad un “contributo di solidarietà” (una specie di tassa) del 3% prelevato sulla parte di reddito che supera i 150mila euro, quindi dai contribuenti che hanno i redditi più alti.
Oltre al contributo di solidarietà, l’emendamento prevede che nel fondo da 100 milioni del governo vadano a finire tutti i 9 miliardi stanziati per gli esodati. L’emendamento stabilisce anche che eventuali risparmi restino a disposizione del fondo, e quindi degli esodati.
Le misure riguardano gli anni 2013 e 2014 e avrebbero bisogno di circa 3 miliardi di coperture.   
I deputati hanno previsto anche una clausola di salvaguardia: l’aumento delle accise sulle sigarette già potenzialmente previsto dal Salva-Italia, se le risorse previste risultassero insufficienti.
Il governo aveva dato parere negativo per mancanza di fondi.
La proposta adesso dovrà essere esaminata dalla Commissione Bilancio della Camera.

RSU ALMAVIVA ROMA: CONTRATTO DI SOLIDARIETA’- FERIE: 2 NUOVI ACCORDI

SOLIDARIETA’

E’ stato siglato l’accordo sulla rimodulazione della Solidarietà.
L’accordo si è reso necessario a seguito delle fusioni (TSF – Almaviva) e delle riorganizzazioni aziendali (Direzione ICT) che hanno pesantemente modificato la composizione dei gruppi di lavoro e la loro consistenza numerica.
La rimodulazione ha mantenuto una struttura a strati, come l’originale accordo del 2011, aumentando la platea di  dipendenti coinvolti (pur mantenendo una zona franca, esente dalla Solidarietà anche in vista di eventuali assunzioni) e riducendo i volumi massimi della Solidarietà al fine anche di permettere lo smaltimento parziale dell’ammontare complessivo delle ferie residue.
Tale ammontare, corrispondente ad un accantonamento di bilancio di circa 10 milioni di euro, doveva essere ridotto in maniera significativa sia per esigenze legate ai nuovi finanziamenti sia in relazione all’utilizzo degli ammortizzatori sociali erogati dall’INPS.
L’esito finale della rimodulazione della solidarietà, detratti i dipendenti esclusi per legge o per contratto o perché coinvolti in altro accordo, è riassunto nella seguente tabella:

% Contratto di Solidarietà
Dipendenti coinvolti
% Dipendenti coinvolti /Totale
12,5%
939
36,62
7,5%
315
12,29
2,5%
636
24,80
0%
674
26,29
Totale
2564
100,00

FERIE RESIDUE

Per quanto riguarda lo smaltimento delle ferie residue, si è utilizzato lo stesso criterio già praticato per la pianificazione delle ferie 2012: si sono determinate delle fasce di appartenenza in base all’ammontare dei giorni accumulati tenendo conto dei seguenti istituti:
  • Sa/Do maturati e non fruiti al 30/09/2012
  • Ferie, PAR (ex festività, per Almaviva), ROL (per ex dipendenti Finance) degli anni 2011 e precedenti non ancora fruiti
  • Quantità di Ferie, PAR (ex festività), ROL dell’anno 2012 non fruite, solo se superiori a ¼ del totale di competenza annuale (corrispondente alla maturazione in 3 mesi su 12).
Sulla base della fascia di appartenenza, i giorni che devono essere fruiti entro il 29 marzo 2013 (scadenza prevista dell’accordo di Solidarietà) sono i seguenti:
  • nessun giorno per chi ha residui < 4
  • 1 giorno per chi ha residui = 4
  • 2 giorni per chi ha residui tra 5 e 10;
  • 4 giorni per chi ha residui tra 11 e 15;
  • 6 giorni per chi ha residui tra 16 e 20;
  • 8 giorni per chi ha residui > di 20;

Operativamente, l’azienda sta comunicando ad ogni dipendente il numero di giorni residui disponibili e la conseguente attribuzione alla fascia, al fine di determinare il numero di giorni da fruire entro la data indicata.
La RSU sta approntando un semplice foglio di calcolo, per determinare fascia e giorni da fruire in funzione del numero di residui leggibile sul sistema Time-Web, che sarà disponibile per le necessarie verifiche su richiesta dei dipendenti.

CHIUSURE COLLETTIVE E PIANIFICAZIONE FERIE ANNUALI

Inoltre, si è conclusa con un accordo anche la trattativa per la definizione delle chiusure collettive e dei criteri di pianificazione delle ferie per il 2013.

Per quanto riguarda le chiusure collettive, anche quest’anno il punto di equilibrio tra le diverse posizioni, aziendali e sindacali, è stato confermato nel numero di 10 giorni, così individuati:

  • 2,3,4 gennaio;
  • 29 marzo o 2 aprile, in alternativa;
  • 26 aprile;
  • 12,13, 14, 16, agosto;
  • 27 dicembre.

Poiché l’obiettivo condiviso nell’accordo è di non aumentare i residui e quindi fruire nell’anno di un numero di giorni pari al maturato, chi fosse in servizio nelle giornate di chiusura dovrà recuperare tali giornate pianificandole in altra data

Resta quindi confermato il principio, già affermato lo scorso anno, che le ferie maturate vanno fruite nell’anno di maturazione, con la differenza che il periodo di riferimento della pianificazione non è solo quello estivo ma viene esteso a tutto l’anno (ottobre 2012-settembre 2013) grazie all’anticipazione dell’accordo con l’azienda.
Infine, si è confermato ed esteso il criterio per cui tutti gli istituti vanno fruiti entro la loro rispettiva data di scadenza.
Per questo si sono indicate le date del 31 dicembre 2012, del 30 giugno 2013 e del 31 dicembre 2013, ognuna relativa agli specifici istituti in scadenza, come limite per la loro fruizione.
Per i dipendenti ex Finance, per i quali non sono previsti ulteriori istituti in scadenza oltre alle ferie AA-2, le RSU intendono mantenere il principio stabilito nell’accordo del Marzo 2012 nel punto B, senza ulteriori deroghe.
Pertanto le parti si incontreranno per valutare l’ammontare dei residui ed eventualmente fissare una soglia di smaltimento relativamente al solo istituto AA-2.
Vista l’importanza e la consistenza degli obiettivi aziendali sulle materie, sono stati previsti incontri di monitoraggio con cadenza bimestrale.
Per gli approfondimenti, i chiarimenti e le valutazioni opportune le RSU organizzeranno nei prossimi giorni le assemblee territoriali.

EDITORIA: CESTARO (SLC CGIL), GRAVI RICADUTE SU OCCUPAZIONE

DICHIARAZIONE DI MASSIMO CESTARO
SEGRETARIO GENERALE SLC CGIL
Hanno fatto bene le organizzazioni più rappresentative del settore dell’informazione a denunciare, nella conferenza stampa i limiti pesantissimi del contributo pubblico al settore dell’editoria.
Ancora una volta denunciamo il pericolo che si vanifichi il pluralismo nel nostro paese, anche con gravi ricadute occupazionali su giornalisti e poligrafici.
Se a ciò si aggiunge l’ipotesi che norme, peraltro legittime, contro la diffamazione dei cittadini, possano trasformarsi in una grave limitazione della libertà d’informazione, saremmo di fronte ad una preoccupante involuzione delle libertà stabilite dall’articolo 21 della Costituzione.

“Teleperformance dimostra per l'ennesima volta di essere irresponsabile”

COMUNICATO RSU SLC CGIL – FISTEL CISL – UGL TLC
Le RSU di SLC CGIL, FISTEL CISL ed UGL TLC stigmatizzano e condannano fortemente l'ennesima dimostrazione di irresponsabilità da parte di Teleperformance. L'azienda, ancora una volta, dimostra assoluta inadeguatezza rispetto agli impegni presi davanti al Ministero ed alle Istituzioni: rilancio sul mercato, ripresa dell'azienda ed acquisizione di nuove commesse. Ancora una volta l'azienda scarica sui lavoratori le proprie colpe e responsabilità : e dopo QUASI 30 MESI, IN REGIME DI AMMORTIZZATORI SOCIALI, pone come unica alternativa la riduzione del contratto a 4 h. All'azienda gridiamo la sua assoluta irresponsabilità ed inettitudine; ribadiamo altresì, con assoluta fermezza, la nostra indisponibilità a sottoscrivere accordi che possano prevedere la riduzione oraria o l'accesso ad ulteriori forme di ammortizzatore sociale che pesano sulla collettività. CHIEDIAMO, PERTANTO, IL RITIRO DELLA PROCEDURA DI LICENZIAMENTO COLLETTIVO, RITENENDO CHE LA CRISI POSSA ESSERE SUPERATA SOLO CON UN ADEGUATO PIANO INDUSTRIALE CHE DELINEI LE STRATEGIE GIUSTE PER L'ACQUISIZIONE DI NUOVE COMMESSE.
Ancor più forte e giusta, è la battaglia che stiamo facendo per l'inserimento delle clausole sociali all'interno del CCNL delle TLC: se riuscissimo in questa battaglia, probabilmente anche la vertenza del call center Teleperformance potrebbe conoscere un'altra strada.
Da questo momento, dichiariamo aperto lo stato di agitazione e rendiamo noto ai lavoratori che NON TARDEREMO NEL DIMOSTRARE, CON OGNI FORMA, IL NOSTRO DISSENSO E LA NOSTRA INDIGNAZIONE. Ci appelliamo alle Istituzioni affinché ci si affianchino e costringano chi, ancora oggi, scarica solo sui lavoratori le proprie colpe, ad assumere un atteggiamento responsabile.
Un altro modo per uscire dalla crisi è sicuramente possibile !

Le RSU SLC CGIL, FISTEL CISL ed UGL TLC di Teleperformance

Lettera fondazioni liriche al Ministro Ornaghi - Sindaci Presidenti

Le scriventi Segreterie Nazionali vogliono con la presente rappresentare e far proprio il disagio e lo sconforto di tutti i lavoratori dei teatri lirici che in diversi modi seguitano la lotta perché sia possibile tenere in vita il messaggio culturale italiano che proprio nei teatri si realizza e viene diffuso.
La scarsa attenzione delle Istituzioni a questo settore non è imputabile alla recente crisi che ha coinvolto il Paese in tutte le sue realtà produttive ma è testimoniata dalla cinquantennale assenza di leggi regolatorie, dalla progressiva riduzione degli stanziamenti a supporto dell’attività, e dalla disinvoltura con cui si assiste alle locali dispute per le assegnazioni dei ruoli guida delle Fondazioni.
Le sovrintendenze prime imputate, per ruolo e responsabilità, della grave situazione economico‐gestionale delle Fondazioni, hanno bisogno di essere affidate per meritocrazia e non per partitocrazia, attraverso sistemi selettivi certi, limpidi e visibili e con responsabilità in solido per chi ha la nomina.
I lavoratori hanno partecipato le varie vicende negative del settore rispondendo in professionalità, quando si è richiesto di aumentare le produzioni, in responsabilità quando scoperti bilanci insostenibili hanno messo in gioco parte dei loro integrativi e applicato sistemi di solidarietà.
Questi lavoratori, gli artisti italiani tanto apprezzati nel mondo, sono oggi costretti a rispondere con l’ultimo mezzo a disposizione che hanno per alzare l’attenzione dei media e di chi ha diritto e dovere a vigilare ed intervenire, presidiare i teatri.
Le Segreterie Nazionali aspettano ancora il tavolo interministeriale propedeutico di un nuovo percorso e di una nuova legge per le Fondazioni, promesso dal Ministro Ornaghi, come attendono quello sui regolamenti, ugualmente da tempo richiesto.
Le situazioni di Bari, Cagliari, Palermo, Genova, i teatri già commissariati, le errate applicazioni legislative e del contratto nazionale vigente in atto in diverse Fondazioni, sono allarmanti segni del generale stato dei nostri teatri lirici che non possono e non vogliono rimanere vittime degli italici giochi di potere.
Le segreterie nazionali riformulano con urgenza la richiesta ai Sindaci‐Presidenti ed al Ministro perché vengano ripristinati momenti di confronto capaci di riportare nelle giuste regole nomine e gestioni dei teatri oggi e nel futuro.
LE SEGRETERIE NAZIONALI
SLC‐ CGIL - FISTeL‐ CISL - UILCOM‐ UIL - FIALS‐ CISAL
Silvano Conti -  Maurizio Giustini - Fabio Benigni - Enrico Sciarra

23 ottobre 2012

Il 29 ed il 30 ottobre nella Rai di Roma si riparte dalla DEMOCRAZIA

La Slc Cgil di Roma e del Lazio ha un’idea netta di come il sindacato in Rai debba tornare ad essere strumento nelle mani delle Lavoratrici e dei Lavoratori. Le elezioni delle Rsu/Rls a Roma, dopo anni di assenza di passaggi democratici, sono un atto di forte cambiamento e di ritorno alla partecipazione diretta dei Lavoratori.
Abbiamo un’idea chiara e radicata di come questa nostra grande Organizzazione Sindacale, debba dar voce a tutti i Lavoratori per non consentire derive autoreferenziali simili a quelle della politica. La CGIL è impegnata a costruire una rappresentanza fondata sulla presenza ed il contatto diretto con le Lavoratrici ed i Lavoratori in un confronto costante.
Dopo troppi rinvii delle elezioni, la CGIL pur di garantire il voto entro il 2012 ha mediato con le altre Organizzazioni sulla data del voto e sulle regole, tenendo però la barra dritta sull’obiettivo finale: far scegliere ai Lavoratori i propri Rappresentanti!

Almaviva: no al rilancio, si va avanti con la Cigs

I dipendenti del call center Almviva Contact romano di via Lamaro hanno bocciato l’accordo di Cigs a rotazione, siglato dall’azienda con Cgil, Cisl e Uil finalizzato al rilancio del sito. Scatta invece la Cigs a zero ore per un anno per i 632 lavoratori, in vista della cessazione delle attività. Le prospettive di ripresa si fanno sempre più scarse, viste le difficili condizioni di mercato e la fine del contratto di locazione dei locali di via Lamaro a fine 2012, che a questo punto non sarà rinnovato. 

L’ipotesi di Cigs a rotazione, bocciata ieri dal referendum dei lavoratori con 373 voti contrari e 123 a favore, prevedeva l’utilizzo della cassa integrazione per la riorganizzazione delle attività aziendali, con percentuali progressivamente in riduzione, invece della cessazione delle attività con cassa integrazione a zero ore. Il pacchetto proposto dall’azienda prevedeva corsi di aggiornamento professionale, con il contributo dell’università, per migliorare la performance del sito. Performance giudicata insufficiente dall’azienda, a causa dela quale la società ha registrato nello scorso anno una perdita di 4,5 milioni..

"Difronte al grave stato di crisi economica del sito, provocata dai livelli di qualità e produttività inferiori rispetto a quelli degli altri centri operanti in Italia, l’azienda sottolinea di aver investito negli ultimi 8 anni circa 34 milioni di euro", si legge in una nota dell’azienda. “L’esito negativo del referendum ha fatto venir meno la possibilità  di altri interventi – chiude la nota - non ponendo quindi alternative alla procedura per la cassa integrazione già avviata il 28 agosto scorso”.

22 ottobre 2012

Telecom, lo scorporo rottama la Rete?

Non c'è un attimo di pausa in queste settimane per Telecom Italia.

Prima la questione dello scorporo della Rete, poi l'allerta dei sindacati sui possibili esuberi di personale a seguito della creazione della famigerata newco per la gestione condivisa dell'Ngn.

Stamattina, infine, la voce autorevole dell'Istituto Bruno Leoni, che dalle colonne del proprio sito ha gettato luce sullo stato della libera concorrenza nel mercato nazionale delle Tlc.

E Telecom è finita subito sotto i riflettori: stando alle osservazioni effettuate dall'Istituto, non deve sollevare il dato, elaborato nell'ambito dell'indice nazionale delle liberalizzazioni, secondo cui tra il 2007 e il 2012 il tasso di apertura del mercato è salito dal 40% al 45%, dal momento che in questo 5% il merito principale del rialzo va attribuito tutto alla maggiore possibilità di scelta e al conseguente calo dei prezzi fatto registrare dalle telecomunicazioni mobili.

Le opportunità di sviluppo nel fisso rimangono invece al palo, così come restano eccessivamente alte le tariffe pagate dagli operatori per l'unbundling, cioè per l'affitto dei cavi: i costi nel 2012 risultano anzi lievitati da 7,64 a 9,28 euro mensili per utenza, e non ci sono tracce della volontà dell'ex monopolista di utilizzare questo differenziale nei ricavi per investire nelle tecnologie della fibra ottica.

Da qui l'urgenza di una riflessione più approfondita di quanto sia stato fatto finora sul tema dello scorporo; partendo dall'analisi sull'argomento realizzata dallo stesso Istituto Leoni. Qualche giorno fa, infatti, Massimiliano Trovato, fellow del centro di ricerca torinese, nello studio intitolato “La rottamazione della rete”, faceva notare come dopo un percorso accidentato, durato anni, la società guidata da Franco Bernabè si sia finalmente decisa a venire a patti con i concorrenti per dare il via libera alla tanto decantata strada per l'innovazione.

Ma quali sono le ragioni a sostegno di questa scelta e quali, soprattutto, le implicazioni sul mercato? La motivazione ufficiale fornita da Telecom, l'abbiamo già scritto in passato è che con una nuova società il management potrebbe recuperare le risorse per rientrare del debito che grava sui bilanci del Gruppo, circa 30 miliardi di euro allo stato attuale, e procedere a una rivisitazione delle infrastrutture che è comunque necessaria.

D'altra parte, la stessa società ha più volte ribadito che in ogni caso non rinuncerebbe a una posizione di dominanza nella newco, e per questo ricerca l'alleanza di una Cassa Depositi e Prestiti incaricata di condurre le operazioni di scouting.

Ed è nella discrepanza tra gli interessi pur legittimi di Telecom Italia e le esigenze del mercato che è possibile valutare il merito oggettivo della questione sul tavolo. Secondo l'opinione di Trovato, infatti, l'obiettivo ultimo del provider sarebbe quello, “furbesco”, di abbandonare la posizione di dominio detenuta fino a oggi sul rame per ripresentarsi con lo stesso abito nel nuovo scenario della fibra ottica, escludendo la possibilità di dare vita a investimenti alternativi e più economici, come per esempio il vectoring e altre forme di efficientamento del rame.

Come a dire che una volta che si è deciso di sposare la causa della fibra non si torna più indietro. Anche se a rimetterci potrebbe essere la logica liberista del mercato e, quindi, le tasche degli italiani. Come spiegare altrimenti la scarsa considerazione che finora stanno ricevendo le proposte alternative di Metroweb/F2i e della stessa Fastweb?

E Cdp e Agcom sono sempre arbitri imparziali oppure vige una patto occulto di non belligeranza per portare avanti il piano Telecom di rottamare la rete che lei stessa cinquant'anni fa ha creato?
Sono domande che è utile porsi in un'ottica di sostenibilità sociale ed economica del piano per portare l'Italia nel ventunesimo secolo, pur dovendo tutti noi sempre ricordare che innovazione non è una parola vuota, e che il tempo delle speculazioni forse deve finire. Altrimenti diventa un pretesto.
Giammaria Stefanìa

Vertenza Ciancio: Niente dirette per Antenna Sicilia, domani assemblea dei lavoratori.

- www.ienesiciliane.it - 22 ottobre 2012 -
Ecco l’ultima comunicazione dei sindacati:
“sciopero dei lavoratori dipendenti di Sige la società che gestisce le emittenti televisive Antenna Sicilia e Teletna e manifestazione di protesta sotto gli uffici della Prefettura di Catania.
Dopo la chiusura della procedura di mobilità, per il licenziamento collettivo di 28 lavoratori, con verbale negativo di venerdì scorso in sede di ufficio provinciale del lavoro, è ripreso lo sciopero dei lavoratori contro i licenziamenti.
Già da ieri niente dirette; stamattina nel corso del sit-in di protesta una delegazione composta dai rappresentanti dei lavoratori, dalle segreterie di categoria Slc Cgil, Fistel Cisl e dalle segreteria confederali di Cgil e Cisl Catania è stata ricevuta dal Vice Prefetto dott. Signorelli.
Nel corso dell’incontro con voce unanime e accorata è stata manifestata la gravità della vertenza giunta stando alle dichiarazioni della proprietà a un punto di non ritorno.
Le organizzazioni sindacali e la RSU hanno ribadito e consegnato il verbale di definizione della procedura senza accordo con le proposte avanzate all’azienda che prevedono già un grande sacrificio per i lavoratori e le loro famiglie con l’obiettivo di scongiurare i licenziamenti.
In ordine, così come verbalizzate in sede di servizio UPL (ufficio provinciale lavoro, ndr) di Catania, ecco le proposte delle OO.SS.: avvio di una riduzione oraria del 40% attraverso contratto di solidarietà, con ristorno dell’intervento INPS, come da diffusa buona prassi ai lavoratori; disponibilità a rinegoziare il premio di risultato; possibilità di proporre esodi incentivati; possibilità di trasformazione volontaria di contratti da full-time in part-time per un periodo di 12 mesi; possibilità di riqualificazione e ricollocazione dei lavoratori dichiarati dall’azienda in esubero presso altre aziende vicine e del settore.
Inoltre nel corso dell’incontro sono state consegnate: la richiesta di incontro già inviata al Ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, per avere chiarimenti rispetto all’assegnazione delle frequenze e al posizionamento della numerazione dei canali del digitale terrestre in Sicilia, caratteristiche fondamentali per operare e assumere un certo prestigio nella vendita degli spazi pubblicitari. Tale assegnazione è stata ottenuta in base a parametri aziendali tra cui fondamentale è quello della forza lavoro elemento su cui l’azienda oggi sta intervenendo riducendolo di oltre metà. E’ stata altresì consegnata la richiesta inviata al Corecom Sicilia rispetto all’assegnazione dei contributi previsti per il settore che tengono conto del numero di dipendenti.
Dal fronte prefettizio è arrivata una risposta chiara di disponibilità a venire incontro alle richieste del sindacato e della RSU con preciso impegno a convocare un incontro urgente per provare a far ripartire il confronto tra le parti alla presenza di S.E. il Prefetto di Catania. In attesa che arrivi questo appuntamento i lavoratori di Sige domani si riuniranno in assemblea alle ore 15.30 presso i locali dell’azienda.
Firmato
La RSU di SIGE
Le segreterie di Categoria Slc Cgil Fistel Cisl
Le segreterie Confederali Cgil Cisl”

Poste: Barbara Apuzzo nel corso della relazione all'incontro con Susanna Camusso

- 17 ottobre 2012 -
"Poste Italiane è un’azienda difficile; una giraffa col collo lungo e la testa piccola, in grado di guardare lontano, ma incapace di mantenersi in piedi persino sul terreno che dovrebbe naturalmente contraddistinguere la sua azione, quello del recapito.
Un'azienda che tradisce continuamente il suo core business, per lanciarsi in futuristiche iniziative, che quasi sempre si rivelano inefficaci, o peggio ancora perdenti.
Con questo non voglio dire, per stare ad un tema strettamente attuale, che il fatto che abbia recentemente deciso di competere sul tema dell'agenda digitale sia sbagliato.
Dico semplicemente che ambire alla gestione di un servizio così importante e complesso non può e non deve far dimenticare che la posta deve comunque arrivare, così come gli uffici postali devono funzionare.
Noi questo lo sosteniamo da sempre, perché queste due semplici cose significano servizio universale, che è esattamente ciò che nell'immaginario collettivo viene vissuto come normale e principale attività di Poste Italiane.
Non è un caso infatti, che persino i sindaci condividano la nostra impostazione e che si siano mobilitati al nostro fianco per contrastare il piano di tagli operato unilateralmente da Poste Italiane nei mesi scorsi."

21 ottobre 2012

Legge di stabilità, Imu, bollette: salasso da oltre 1000 euro all’anno

ROMA – Legge di stabilità, Imu e aumento delle tariffe costano circa mille euro in più all’anno: secondo un calcolo fatto dal Codacons, ogni nucleo familiare (a seconda della sua composizione) spenderà dai 1000 ai 1400 euro per l’aumento del costo della vita. E le spese potrebbero aumentare ancora, se alcuni sindaci si vedessero “costretti” ad elevare ancora le aliquote dell’Imu.
I dati, pubblicati sul Corriere della Sera, dicono: per i single + 1073 euro all’anno, per una coppia senza figli (in entrambi i casi si parla di persone con meno di 35 anni), l’aumento sarà di 1.427 euro all’anno.
Per quanto riguarda la spesa totale, spiega Francesca Basso sul Corriere, i conti sono presto fatti: il costo della vita per le famiglie, a seconda delle tipologie, è già aumentato a settembre di oltre mille euro (per una coppia con due figli si arriva a 1.731 euro). Il Codacons ha calcolato la stangata, elaborando i dati dell’Istat, tenendo conto dell’inflazione da un anno all’altro e ipotizzando l’impatto che avrà l’aumento delle due aliquote dell’Iva a regime, cioè nel 2014 (quella agevolata passerà dal 10 all’11% e quella ordinaria dal 21 al 22%). Per effetto della nuova imposta sul valore aggiunto, il carrello della spesa — ma qui intendiamo non solo quella alimentare, anche i trasporti e il tempo libero—costerà per un single con meno di 35 anni 227 euro in più, per una coppia giovane senza figli +311 euro e per chi ha due ragazzi +384 euro, mentre per un anziano +178 euro.
Per quanto riguarda Imu e bollette, Basso comunica che il Codacons ha calcolato gli aumenti rispettivamente di 25 euro (159 in caso di seconda casa) e 234 euro a nucleo. E poi c’è la franchigia sulle detrazioni e sugli sconti fiscali, il cui effetto sarà anche retroattivo: misure contenute nella nuova Legge di stabilità.
Gianni Trovati sul Sole 24 Ore rende ancora più fosco il quadro per i contribuenti: infatti i Comuni dovrebbero ricevere meno soldi dal gettito Ici 2010. Che vuol dire questo? Trovati scrive: “se si abbassa il dato della vecchia Ici aumentano i tagli al fondo di riequilibrio (gli ex trasferimenti, appunto), ed è proprio quello che è successo nei giorni scorsi”.
Dunque? La cosiddetta “tagliola” tra Ici e Imu, è scattata in 1.200 Comuni: in oltre 450 casi l’Ici 2010 è diminuita di oltre di oltre il 10%, e in poco meno di 200 il crollo ha superato il 20%.
E come possono i Comuni far fronte a questa mancanza nel bilancio? Semplice, aumentando l’aliquota Imu per l’ultima rata. C’è tempo fino al 31 ottobre.

Telecom Italia, Vodafone, Wind, 3 e PosteMobile firmano l'accordo per i pagamenti Nfc su sim.

Telecom Italia, Vodafone Italia, Wind, 3 Italia e PosteMobile insieme per il Mobile Payment. Le società hanno firmato un accordo per lo sviluppo di una piattaforma  basata su tecnologia Nfc - Near Field Communication al fine di garantire la piena interoperabilità delle soluzioni tecniche secondo gli standard Gsma, l’associazione internazionale degli operatori mobili.

L’obiettivo è la creazione di un ecosistema nazionale che permetta un’ampia diffusione e fruibilità dei servizi di pagamento contactless tramite smartphone. I piani di sviluppo degli operatori prevedono infatti la realizzazione di un’architettura che possa semplificare l’integrazione di un numero crescente di banche e istituti che emettono carte di pagamento e permettere loro di offrire servizi sulla nuova piattaforma mobile. La sim degli operatori sarà il cardine del sistema e permetterà di gestire ogni aspetto di sicurezza.

Gli operatori mobili vogliono proporsi come enabler tecnologici del servizio e collaboreranno per garantire la massima diffusione di terminali (smartphone, ma non solo) abilitati alla tecnologia Nfc, lasciando inalterata la filiera del valore tipica dei sistemi di pagamento. Già entro la fine del 2013, si prevede che circa l’80% degli smartphone sarà equipaggiato con tecnologia Nfc, mentre il numero di negozi dotati di pos abilitati al pagamento contactless sarà superiore a 150.000.

Il primo partner sarà Sia, gruppo attivo nella progettazione, realizzazione e gestione di soluzioni di pagamento che creerà un hub inter-operatore per i pagamenti.

L’ecosistema Nfc sarà pertanto aperto, ogni nuovo service provider potrà sfruttarne le potenzialità semplicemente connettendosi alla piattaforma. Le banche e gli altri istituti che emettono carte di pagamento potranno estendere la propria offerta con prodotti di mobile payment e raggiungere potenzialmente tutta la base clienti dei 5 operatori coinvolti.

Cos'è la tecnologia NFC

Si tratta di una tecnologia a radiofrequenza che consente di far dialogare due dispositivi a breve distanza consentendo lo scambio di informazioni o effettuare pagamenti sicuri. Gli ideatori sostengono che il NFC semplificherà estremamente il modo di interazione tra i dispositivi dei consumatori garantendo uno scambio di informazioni molto veloce ed in totale sicurezza.
Le applicazioni possibili sono molteplici:

    * pagamento tramite dispositivi mobili come telefonini
    * integrazione di carte di credito in dispositivi mobili
    * moneta elettronica con integrazione con carte prepagate
    * biglietteria elettronica per l’uso nei trasporti
    * documento d’identità elettronico
    * scarico dati da chioschi come orario treni, prenotazioni alberghi o voli
    * scarico foto o musica da macchine fotografiche, telefonini, lettori multimediali
  * connessioni P2P (peer to peer) per il trasferimento facilitato di informazioni tra dispositivi wireless

È da parecchio che si sente parlare di NFC, la nuova tecnologia che permette di pagare con il cellulare. Probabilmente l’anno in corso sarà quello che riuscirà a far decollare in modo definitivo questa tecnica, facendo dimenticare soldi contanti e carte di credito. Cerchiamo innanzi tutto di chiarire meglio i concetti tecnici. La NFC, acronimo di Near Field Communication  è una tecnologia di connettività a radiofrequenza che consente la comunicazione bidirezionale a corto raggio tra dispositivi elettronici e quindi funziona solo a distanza ravvicinata, fino a un massimo di 10 centimetri.  Il fatto interessante è che tale tecnologia può essere integrata all’interno della SIM, permettendo così agli operatori telefonici di inserire  i servizi NFC direttamente sulla scheda stessa.  Per effettuare i pagamenti, l’utente avrà bisogno di uno smartphone con chip Nfc e l’integrazione di carte di credito (o di carte prepagate) nel dispositivo mobile.
Per pagare con il cellulare, quindi, serve da un lato uno smartphone predisposto e dall’altro un POS Contactless  equipaggiato anch’esso di chip Nfc. I due dispositivi devono trovarsi a una distanza di 4 centimetri affinché la transazione possa essere eseguita.

Agenda digitale, ecco il testo pubblicato in Gazzetta

E' stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legge Crescita 2.0 contenente i provvedimenti sull'Agenda digitale. In un comma inserito all'ultimo minuto nel dl si prevede che futuro sia esonerato dallo spoil system.
Ecco nel dettaglio cosa prevede il testo:
Agenda Digitale Italiana. Vengono recepiti nel nostro ordinamento i princìpi dell’Agenda Digitale Europea. Ogni anno, il Governo presenterà al Parlamento una relazione aggiornata sull’attuazione dell’agenda digitale italiana.
Documento digitale unificato - I cittadini potranno dotarsi gratuitamente di un unico documento elettronico, che consentirà di accedere più facilmente a tutti i servizi online della Pubblica Amministrazione.
Anagrafe unificata. Viene istituita l’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR), un centro unico di gestione dati che subentrerà all’Indice Nazionale delle Anagrafi (INA) e all’Anagrafe della popolazione italiana residente all’estero (AIRE).
Domicilio digitale del cittadino e obbligo di PEC per le imprese. Dal 1 gennaio 2013, ogni cittadino potrà scegliere di comunicare con la pubblica amministrazione esclusivamente tramite un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) che costituirà il domicilio digitale del cittadino.
Amministrazione digitale: I dati e le informazioni forniti dalla pubblica amministrazione dovranno essere obbligatoriamente pubblicati in formato aperto (open data).
Biglietti di viaggio elettronici e sistemi di trasporto intelligente. Le amministrazioni titolari di servizi di Trasporto Pubblico Locale promuovono l’adozione di sistemi di bigliettazione elettronica interoperabili, così da ridurre i costi connessi all’emissione dei titoli di viaggio.
Procedure digitali per acquisto di beni e servizi. Tutte le procedure per l’acquisto di beni e servizi da parte delle PA dovranno essere svolte esclusivamente per via telematica.
Trasmissione obbligatoria di documenti per via telematica. Le comunicazioni tra diverse amministrazioni pubbliche, così come tra PA e privati, dovranno avvenire esclusivamente per via telematica.
Servizi e innovazioni per favorire l’Istruzione digitale:  fascicolo elettronico per gli studenti universitari e semplificazione di procedure in materia di università. A partire dall’anno scolastico 2013-2014, nelle scuole sarà progressivamente possibile adottare libri di testo in versione esclusivamente digitale, oppure abbinata alla versione cartacea.
Misure per la Sanità digitale: fascicolo sanitario elettronico, cartella e prescrizione medica digitali.
Azzeramento del divario digitale. Viene confermato l’obbiettivo di azzerare il divario digitale, portando la connessione a almeno 2 mbps nelle zone non ancora coperte e nelle aree a fallimento d’impresa. Alle risorse rese già disponibili per il Mezzogiorno (circa 600 milioni) si aggiungono ora ulteriori 150 milioni di euro per finanziare gli interventi nelle aree del centro-nord. Vengono fortemente semplificate alcune procedure e adempimenti autorizzatori per favorire la diffusione della banda ultralarga, anche tramite wireless, e delle nuove tecnologie di connessione. Per quanto riguarda gli scavi per la posa della fibra ottica, è prevista l’esenzione della tassa per l’occupazione del suolo e del sottosuolo. Gli operatori di tlc avranno assicurato l’accesso alle parti comuni degli edifici per le operazioni di posa della fibra.
Moneta e fatturazione elettronica: E’ introdotto l’obbligo per le amministrazioni pubbliche, così come per gli operatori che erogano o gestiscono servizi pubblici, di accettare pagamenti in formato elettronico, a prescindere dall’importo della singola transazione.
Giustizia digitale: Vengono introdotte disposizioni per snellire modi e tempi delle comunicazioni e notificazioni in modo da rendere più efficienti i servizi in ambito giudiziario tra cittadini e imprese. In particolare, nei procedimenti civili tutte le comunicazioni e notificazioni a cura delle cancellerie o delle segreterie degli uffici giudiziari verranno effettuate esclusivamente per via telematica, quando il destinatario è munito di un indirizzo di posta elettronica certificata risultante da pubblici elenchi ovvero quando la parte costituita in giudizio personalmente abbia indicato l’indirizzo di posta elettronica certificata al quale ricevere le comunicazioni e notificazioni relative al procedimento. La stessa procedura è prevista per le notificazioni a persona diversa dall’imputato, nell’ambito dei processi penali.
Comunità intelligenti. L’art 20 disegna l’architettura tecnica, di governo e di processo per la gestione delle comunità intelligenti e dei servizi e dati da queste prodotte.
Start up. Le misure introducono per la prima volta nel panorama legislativo italiano un quadro di riferimento organico per favorire la nascita e la crescita di nuove imprese innovative (startup).  Si è stabilito pertanto che per gli anni 2013, 2014 e 2015 è consentito alle persone fisiche e giuridiche rispettivamente di detrarre o dedurre dal proprio reddito imponibile una parte delle somme investite in imprese startup innovative, sia direttamente che attraverso fondi specializzati.
Credito di imposta al 50% per la realizzazione di nuove infrastrutture. Viene introdotto un credito di imposta come contributo pubblico alla realizzazione di opere strategiche e di importo superiore a 500 milioni di euro, che potranno in questo modo raggiungere l’equilibrio finanziario altrimenti non conseguibile. Il credito potrà arrivare fino al limite massimo del 50% a valere sull’Ires e sull’Irap in relazione alla costruzione e gestione dell’opera. La disposizione è valida fino al 31 dicembre 2015. I

20 ottobre 2012

Cgil in piazza San Giovanni "Il lavoro prima di tutto"

Con la manifestazione di oggi va in scena il racconto collettivo della crisi. Camusso: «La parola a chi lavora». La Cgil chiama a Roma i lavoratori di tutti i settori e di tutta Italia per far dialogare i protagonisti della crisi.  Dai chimici agli artigiani, dai lavoratori nel campo dell'edilizia ai metalmeccanici fino ad arrivare ai professionisti. A Roma, a piazza San Giovanni, migliaia di lavoratori in fermento che festeggiano e bivaccano tra gli stand in occasione della manifestazione della Cgil. Nella piazza, tra le decine di palloncini rossi e bandiere del sindacato, campeggia un palco sul quale si alternano, musicisti, attori, artisti e lavoratori. Tra i numerosi stand, divisi per categorie del sindacato e per regioni, uno è stato adibito a 'panetteria', dove su un vero e proprio forno a legna si legge "Rivendichiamo lavoro e salario... per il momento offriamo il pane". Tanti i gadget e le magliette con slogan come "giovani non più disposti a tutto".
Nessun corteo, ma una piazza trasformata in un "agorà del lavoro" considerato l'unica chiave per uscire dalla crisi. Trenta stand, ventuno regionali e gli altri di categoria, riempiono la piazza, dominata dal palco su cui si fa musica (Casa del Vento, Tosca, Eugenio Finardi) e si raccontano storie e testimonianze di lavoratori.
L'obiettivo della Cgil "é ricordare al Governo di mettere il 'lavoro prima di tutto'", lo slogan dell'iniziativa. La manifestazione è così anche l'occasione per dare voce e riunire le centinaia di vertenze.
STUDENTI IN PIAZZA A FIANCO DELLA CGIL
 La Rete degli Studenti Medi e l'Unione degli Universitari aderiscono alla manifestazione indetta dalla Cgil. "Saremo in piazza al fianco dei lavoratori per ribadire - spiega Daniele Lanni, Portavoce nazionale della Rete degli Studenti - che è necessario rimettere al centro dell'agenda politica dell'Italia la scuola, l'università e il lavoro. Perché è arrivato il momento in cui il Governo e le forze politiche del nostro Paese ascoltino le nostre voci e le nostre idee su queste questioni: l'impegno comune di studenti e lavoratori in questo senso è fondamentale. La condizione del diritto allo studio in Italia ha raggiunto ormai - continua Lanni - livelli drammatici. I costi di accesso al mondo della scuola e dell'università rappresentano ormai ostacoli invalicabili per moltissime famiglie italiane, e questo si traduce inevitabilmente in un danno per il futuro del Paese tutto". "Scenderemo in piazza - dichiara Michele Orezzi, coordinatore nazionale dell'Udu - anche per ribadire il nostro secco no alle scelte di questo Governo di non rispettare la nostra Costituzione. Finanziando, con la Legge di Stabilità, 223 milioni di euro alle scuole private, si ledono palesemente gli articoli costituzionali che non prevedono oneri per lo Stato per le strutture private e che invece garantisce l'accesso ai livelli più alti della formazione ai meritevoli anche se privi di mezzi. Per questo chiediamo al Governo - conclude Orezzi - di destinare i 223 milioni al fondo per il diritto allo studio, perché la scusa della mancanza di soldi non regge più, è una questione di priorità di spesa ed è arrivato il momento che i giovani e il futuro di questo Paese tornino una priorità dell'agenda del Governo".







Antenna Sicilia, Cgil: «Azienda in delirio di onnipotenza»

- Di Salvo Catalano -
Nessun accordo a seguito dell’incontro che si è svolto oggi tra sindacati e il gruppo Ciancio presso l’Ufficio provinciale del lavoro. La Cgil denuncia una chiusura totale dell’azienda che ha rifiutato ogni compromesso. Ma il licenziamento del 50 per cento dei dipendenti potrebbe avere ripercussioni negative anche sull’assegnazione delle frequenze per il digitale terrestre. Il Consiglio di Stato ha infatti recentemente annullato il piano di numerazione. Antenna Sicilia e Telecolor potrebbero perdere i canali dieci e undici.
«Abbiamo provato a cercare un compromesso, ma l’azienda ha rifiutato ogni proposta, in preda a un delirio di onnipotenza». La vertenza dell’emittente Antenna Sicilia del gruppo Ciancio torna ad infiammarsi. Oggi si è tenuto un incontro all’Ufficio Provinciale del lavoro tra sindacati e rappresentanti aziendali, ma come testimoniano le parole di Giovanni Pistorio, segretario confederale della Cgil, non è stato trovato alcun accordo. Anzi, l’azienda ha confermato il licenziamento di 28 dipendenti su 58. Eppure numerosi erano stati i tentativi di mediazione da parte dei sindacati.
Al centro delle trattative il contratto di solidarietà, un’accordo che consentirebbe il mantenimento dei livelli occupazionali, ma con la conseguente diminuzione di orario di lavoro e retribuzione. I sindacati proponevano una perdita del 40 per cento dello stipendio, l’azienda non è scesa sotto il 45, dopo essere partita dal 50 per cento. Niente da fare. Così come è arrivato un no alla proposta di discutere di eventuali prestazioni part-time per ridurre i licenziamenti. Mentre sulla Cassa integrazione in deroga, comunicano i sindacati, «né l’azienda, né l’ufficio provinciale del lavoro si sono assunti responsabilità, perché non ci sono soldi». I lavoratori licenziati non potranno quindi usufruire di nessun ammortizzatore sociale, se non la somma pari al 12,5 per cento dello stipendio garantita dall’Inps. «Le istituzioni ci hanno abbandonato – accusa Davide Foti, della Slc Cgil – nessuno ha mosso un dito: Comune, Provincia, Regione e Prefetto».
Per Pistorio la totale chiusura spinge la stessa azienda verso una posizione suicida. C’è il rischio infatti di perdere i canali, il dieci e l’undici, immediatamente successivi alle reti nazionali, assegnati ad Antenna Sicilia e Telecolor nel passaggio al digitale terrestre. La graduatoria infatti si basa anche sul numero di dipendenti a tempo indeterminato delle aziende. «Siamo sicuri che con il 50 per cento di licenziamenti ad Antenna Sicilia verrebbe assegnata la stessa frequenza?», si chiede Pistorio. In teoria le graduatorie, una volta pubblicate, non dovrebbero subire più modifiche. Ma, spiega il sindacalista, potrebbe essere messo di nuovo tutto in discussione a seguito delle recenti sentenze del Consiglio di Stato (numero 04658, 04659, 04660, 04661 del 2012) e le successive delibere dell’Agcom. Lo scorso 4 settembre infatti il Consiglio di Stato ha annullato il piano di numerazione automatico dei canali della televisione digitale terrestre in chiaro. Ha imposto all’Agcom di «ripronunciarsi sull’assegnazione dei numeri ai canali, a seguito di una nuova indagine sulle abitudini e preferenze degli utenti da condursi con adeguati criteri che garantiscano univocità di elementi di comparazione». La consultazione tra gli utenti avrebbe dovuto avere inizio entro e non oltre il 4 ottobre. E il nuovo piano di numerazione dovrebbe essere pronto entro sei mesi a partire da quella data.
Nel frattempo i sindacati annunciano un pacchetto di sciopero di 20 ore a partire da lunedì, giorno in cui ci sarà un nuovo presidio davanti alla Prefettura. Esclusa, almeno per ora, una nuova occupazione della sala di registrazione nella sede di via Odorico da Pordenone anche perché, conclude Foti, «l’azienda ha diramato una direttiva che annulla tutte le dirette fino a data da destinarsi». Il direttore di Antenna Sicilia, Renato Stramondo, contattato telefonicamente da Ctzen, ha preferito non rispondere alle domande. I quesiti, su sua richiesta, sono stati inviati via email a cui non è stata data ancora risposta.

19 ottobre 2012

Antenna Sicilia: Comunicato licenziamenti - 19 ottobre 2012 -

In data 19 ottobre 2012 si è conclusa la procedura di licenziamento  avviata da SIGE SpA ( Antenna Sicilia ) e chiusa con esito negativo. Le Segreterie Provinciali di SLC CGIL e FISTEL CISL reputano irrazionale ed incomprensibile la volontà dell’azienda di voler procedere al licenziamento di 28 lavoratori su 55 addetti tra i tecnici e gli ammnistrativi in forza.
“ Pur in assenza di precise e formali informazioni aziendali in merito ai piani industriali che sono stati consegnati alle OO.SS ed al SUPL di Catania solo al termine della procedura , e quindi non essendo messi nelle condizioni di poter fare valere il nostro diritto di proposta, abbiamo fatto più di quanto fosse possibile per scongiurare il licenziamenti dei lavoratori.
Ciò nonostante, e quindi in assenza di dati, ci siamo fatti carico di proporre all’azienda soluzioni idonee alla salvaguardia delle attività ed abbiamo proposto una riduzione dell’orario di lavoro attraverso contratti di solidarietà pari al 40%; tale percentuale di riduzione oraria è da ritenere al limite del rispetto della dignità dei lavoratori e del buon senso. Tali ed altre proposte sono state rigettate dall’azienda che,  pur di affermare la propria volontà di potenza,  ha fatto si che il tutto si risolvesse in un nulla di fatto e quindi con i licenziamenti. A tal punto le vittime sacrificali di questa volontà aziendale risultano essere  i lavoratori licenziati e non. O forse si tratta del tentativo di voler lanciare altri segnali all’esterno?
La SIGE non può svegliarsi oggi per dirci che da anni è in corso una crisi il tutto dopo aver incassato frequenze, numerazione dei canali vantaggiose, contributi pubblici e visibilità sociale e politica e quindi scaricare sulle spalle dei lavoratori eventuali errori propri.
Denunciamo inoltre il totale ed incomprensibile disinteresse delle istituzioni pubbliche rispetto ai problemi dei lavoratori che operano in un settore così delicato quale è quello dell’informazione a cui tutti attingono e di cui in tanti beneficiano.
La protesta  dei lavoratori continuerà fino a quando non verranno ripristinate le regole democratiche in questo nostro martoriato territorio e fino a quando non prevarrà il buon senso.

NOTA DI REDAZIONE:
Lo sfogo di Davide Foti Segretario Generale della Slc catanese:
''È incredibile come i mass media , le testate nazionali il così definito quinto potere possa oscurare la tragedia dei lavoratori di Antenna Sicilia che stanno per essere licenziati. L' onnipotenza della dirigenza di Antenna ha fatto si che 28 su 55 lavoratori da domani si ritroveranno senza lavoro. Le istituzioni....? Latitanti o sottomesse...! I politici troppo impegnati..... Continueremo a lottare e soprattutto a non fare morire i sogni dei figli dei lavoratori coinvolti...! ''