15 aprile 2011

Teleperformance annuncia 1500 licenziamenti.

COMUNICATO STAMPA DELLA SLC/CGIL:

"Dopo un anno di contratti di solidarietà, Teleperformance ha presentato un piano di ristrutturazione pesantissimo che assomiglia molto ad una dismissione, ridimensionando il perimetro occupazionale di quasi il 50%. La multinazionale francese ha avviato oggi, infatti, procedure di licenziamento per 1464 lavoratori, di cui oltre 700 a Taranto ed il resto tra Roma e Fiumicino". Così dichiara in una nota Alessandro Genovesi, Segretario Nazionale di SLC-CGIL.

"Come SLC-CGIL giudichiamo questo un atto gravissimo che nulla ha a che fare con la volontà di rimanere sul mercato italiano. Anziché dare al sindacato, ai propri lavoratori, risposte serie sul tema delle tante commesse portate all'estero (a partire dai servizi di customer di Alitalia, oggi delocalizzata presso la filiale albanese di Teleperformance), come più volte denunciato, il management di TP presenta in queste ore un conto salatissimo al nostro Paese, addebitandolo alle difficoltà che vive il mondo dei call center outsourcing e non ai propri errori. Con sprezzo del ridicolo giustifica una tale mole di licenziamenti con la volontà di ridare all'azienda una efficienza operativa che oggi ha perso, dimenticando però che, nell'ultimo anno, non è stata minimamente in grado di lavorare alla ottimizzazione dei processi ed ad una organizzazione del lavoro coerente".

"Anzi, dopo un anno di contratti di solidarietà che hanno notevolmente abbassato il costo del lavoro e dopo aver costantemente non rispettato gli impegni presi in sede di Ministero del Lavoro su investimenti e sviluppo delle sedi italiane, siamo al drammatico epilogo di una strategia di totale irresponsabilità, che rischia di lasciare dietro di se solo macerie, a Roma e a Taranto. Città questa ultima dove Teleperformance rappresenta il secondo datore di lavoro privato per occupati".

"E' evidente che a questa decisione di Teleperformance la SLC-CGIL opporrà tutti gli strumenti sindacali e legali atti, chiamando i lavoratori, l'opinione pubblica e la cittadinanza alla mobilitazione. Allo stesso tempo - conclude Genovesi - ci attiveremo presso tutte le istituzioni , fino ai massimi livelli. Anche perché in questi anni, in vario modo, molti di queste (Ministero, Regioni, Comuni) hanno fatto avere a Teleperformance svariati milioni di contributi. Non permetteremo che una intera generazione di lavoratori sia sacrificata alla peggiore logica di impresa".

14 aprile 2011

Ma vogliamo disdire tutti gli abbonamenti e servizi Vodafone? Forza diamo un aiuto concreto ai 335

- Commento scritto in" io moglie di uno dei 335" -

In un Italia impazzita dove tutto gira all'incontrario cerchiamo di dare un senso alle nostre azioni e facciamoci sentire... Tiriamo fuori gli attributi e collassiamo tutte queste multinazionali che si arricchiscono sulle spalle dei consumatori e si permettono di dettare legge e tempi su di noi. Ricordiamoci sempre che se si possono permettere la bella e dolce vita e pagare a fior di milioni di euro calciatori, modelle, attori e qualsivoglia persona famosa lo devono solo unicamente a chi li mantiene da sempre.... NOI CITTADINI E CLIENTI

Per i padroni di Vodafone solo una parola:

VERGOGNATEVI...

Marina, anche io una moglie dei 335

Vodafone: io moglie di uno dei 335

...Ed io sono una moglie, di uno dei 335 (questo è l'ultimo dato "ufficiale") che ha visto il proprio marito dare con Amore, ebbene si ha ragione "uno", la propria professionalità sacrificando sé stesso e la propria famiglia. Posso parlarvi delle serate passate sola davanti ad un piatto ormai freddo in attesa del suo ritorno, delle notti "disturbate" dalle chiamate dei colleghi (anche loro dediti al proprio lavoro) per correre al più presto a sistemare i guasti...Ho visto mio marito sull'orlo di un esaurimento fisico, per le mille richieste che arrivavano nella giornata e per le quali riusciva a mala pena farsi bastare le 10-11 ore di lavoro, per non parlare delle tensioni che creavano gli strumenti che l'azienda utilizzava per verificare gli obiettivi raggiunti/da raggiungere. E quando riuscivamo a parlarne, trovava sempre lo stimolo per andare avanti ed io sono sempre stata lì per sostenerlo e incoraggiarlo. E ora, più che mai!! Donne fatevi sentire anche voi! I nostri uomini stanno subendo un'ingiustizia! E' assurdo verificare che oggi ciò che vale, non è la persona che offre la sua professionalità ma il profitto che deve crescere sempre di più.


Commento scritto in"Lettera che un dipendente vodafone scrive ai suoi dirigenti"


VODAFONE SIA RISPETTOSA DEI LAVORATORI ON FIELD

Come Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL apprendiamo con piacere dalle dichiarazioni di Vodafone che ”la proprietà, lo sviluppo e la gestione della rete continuano ad essere elementi fondamentali della strategia” dell’azienda, che non vi è “nessuna intenzione di smembrare l’azienda” e che l’azienda continuerà ad investire sul mercato italiano. Così come siamo contenti che Ericsson “si è impegnata già a non toccare i livelli occupazionali”.

Non capiamo il perché allora di questa esternalizzazione, non capiamo il perché non vi sono garanzie sul perimetro dell’azienda e della rete in particolare ed anzi perché, al tavolo sindacale, non sono state date garanzie minime che Vodafone Italia non si trovi solo all’inizio di un processo che, a breve, esternelizzerà anche implementazione, sviluppo e le altre attività della rete.

Anche perché non vorremmo che qualcuno, nelle alte sfere di Vodafone, pensasse di dettare la linea al sindacato e ai lavoratori, magari pensando di accontentarci di possibili mediazioni già “vendute” dall’azienda.

Soprattutto vorremmo che l’azienda avesse un minimo di rispetto, se non verso le Segreterie Nazionali, almeno nei confronti delle RSU e soprattutto dei lavoratori delle field che hanno fatto la fortuna di questa azienda, spaccandosi letteralmente la “schiena” per fare della rete di Vodafone una delle migliori in Italia e non solo.

Non dite più che “avete a cuore le sorti di questi lavoratori”, che mettete “al primo punto il loro benessere e tranquillità”.

Anche per queste ragioni, per sostenere una vertenza difficile e complicata, per rendere più forti le rivendicazioni dei lavoratori (e non dell’azienda) ci mobiliteremo con tutti gli strumenti dell’azione sindacale, illustrando le diverse modalità appena esperite le procedure di legge per lo sciopero.


Le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL

VODAFONE: CHIUSURA AZIENDALE SPACCIATE PER FERIE?

. COMUNICATO -

VODAFONE: CHIUSURA AZIENDALE SPACCIATE PER FERIE?

NO, GRAZIE

Vi informiamo che, in ottemperanza a quanto previsto dall’accordo sindacale siglato in data 02 dicembre 2010 relativo alle chiusure aziendali per il FY 2011/2012, l’azienda Vodafone ha comunicato quali sono i reparti operativi.

Sono considerati operativi, e quindi esonerati dalle chiusure aziendali, i seguenti reparti:

Technology:

· Network & Service Operations

· Network Operations

· Monitoring

· Backup & Scheduling

· IT Operations

Vendite:

· Flagship Stores (negozi)

Customer Operations:

· Frodi

· call center

· War room

Alla luce dello stato vertenziale, legato alla cessione del ramo d’azienda Field Operation, e per dare un primo forte segnale all’azienda invitiamo tutti i lavoratori di questi reparti, se non effettivamente interessati, a non cedere ad indebite pressioni e non pianificare giornate di ferie nei giorni 22 e 26 aprile 2011.

Le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL

Da Giovanni Pistorio: Pierpaolo ucciso dal lavoro

Ciao Pierpaolo, chi ti scrive è Giovanni Pistorio. Da piccolo , mi incontravo talvolta a Calatabiano con tua mamma, negli ultimi anni ci siamo solo incontrati poche volte nel corso di qualche evento particolare, qualche importantissima rara ricorrenza familiare; così spesso vanno le cose.

Da sempre zia Marcella che è stata sempre legata a tutti i suo parenti, ha fatto in modo da tenerci sempre informati su tutto, questo ha fatto tua zia Marcella, mia madre.

Ciao Pierpaolo, ciao cugino, adesso sono triste e presto la tristezza andrà via per lasciare posto ad una giusta rabbia.

Ciao Pierpaolo, cugino ucciso dal lavoro.

p.s. ho visitato per pochi secondi il profilo facebook di Federica Bagnara, nostra cugina-guerriera Federica, e domani mattina sia io che lei verremo ai tuoi funerali e ci incontreremo con tanta altra gente che, così come noi, chiede GIUSTIZIA.

GIOVANNI PISTORIO

La Cgil si stringe al dolore della famiglia, condivide la scelta delle otto ore di sciopero degli operai della Saras e chiede al ministro l'emanazione immediata del decreto legge sui siti confinati l 13/04/2011 | Sole 24 Ore | Lavoro Nuovo morto alla Saras, impianto sotto sequestro. Sacconi: il governo lavora a decreto su siti confinati

Nuova tragedia alla raffineria Saras di Sarroch, nel Cagliaritano. Un operaio, Pierpaolo Pulvirenti, di origine siciliana, è morto a causa delle esalazioni di ossido di carbonio all'interno di un impianti di lavaggio. Pulvirenti stava operando con altri colleghi, uno dei quali è rimasto intossicato. L'incidente si è verificato ieri intorno alle 18.30. Pulvirenti è andato in arresto cardiaco. Rianimato dai medici del 118, è stato trasferito all'ospedale Santissima Trinità di Cagliari dove è deceduto.

I sindacati di categoria hanno proclamato un giorno di sciopero nella raffineria di proprietà della famiglia Moratti. Questa mattina già al primo turno, appresa la notizia della morte dell'operaio della ditta d'appalto in seguito all'incidente avvenuto ieri sera nello stabilimento, gli operai hanno deciso di dare vita alla manifestazione di protesta con l'astensione dal lavoro.

Le condizioni degli altri due operai coinvolti nell'incidente sono poi leggermente migliorate. L'altro lavoratore investito dal getto di idrogeno solforato, Gabriele Serrano, anch'egli di 23 anni, di Augusta, è ricoverato nell'ospedale Brotzu ma non è intubato ed è vigile anche se è sempre nel Reparto di Rianimazione. Mentre il terzo ferito, Luigi Catania, di 42, di Siracusa, che si è fratturato una gamba cadendo da una scala mentre cercava di prestare soccorso agli altri due, è ricoverato nell'ospedale Marino di Cagliari e le sue condizioni non destano pericolo. I tre operai siciliani erano impegnati nei lavori di manutenzione straordinaria che deve eseguire una impresa d'appalto esterna, la Sar Service di Catania.

Il sostituto procuratore Emanuele Secci, titolare dell'indagine, ha disposto il sequestro del settore dell'impianto. Il magistrato, che questa mattina ha ricevuto formalmente la delega dopo l'apertura del fascicolo contro ignoti con l'ipotesi di reato di omicidio colposo dal pubblico ministero di turno Alessandro Pili, in tarda mattinata ha già preso contatto coi Carabinieri della Compagnia di Cagliari che, da ieri pomeriggio, stanno indagando sull'incidente .

In particolare, durante la notte, sono stati sentiti per sommarie informazioni due operai che lavoravano con la vittima e che sono rimasti accanto al loro amico, ricoverato in coma nel reparto di rianimazione del Santissima Trinità, sino a quando non è deceduto all'alba di oggi. Dalla Procura filtra anche la notizia che in serata il pubblico ministero, che è lo stesso che ha diretto le indagini sull'incidente di due anni fa costato la vita a tre operai, effettuerà un sopralluogo nel settore dell'impianto dove si è verificata la tragedia.

Una dinamica - ha commentato il segretario confederale della Cgil, Vincenzo Scudiere - che sembra ripetersi perché, a quanto apprendiamo, il lavoratore, morto poi nella notte, effettuava un'operazione di pulitura in un sito che pare non fosse stato bonificato». Il ripetersi di questi incidenti - ha osservato Scudiere - «mette in evidenza i gravi ritardi sul versante delle azioni da compiere per la prevenzione e il controllo degli appalti nei siti confinati. La Cgil si stringe al dolore della famiglia, condivide la scelta delle otto ore di sciopero degli operai della Saras e chiede al ministro l'emanazione immediata del decreto legge sui siti confinati le cui linee - conclude - sono già state condivise e concordate nella commissione consultiva su salute e sicurezza».

NOTA PERSONALE:

Anche se in questi casi le parole stanno a zero,ti sono vicino. Un abbraccio amico...

Salvo

POSTE: RINNOVATO CCNL DIPENDENTI DEL GRUPPO POSTE ITALIANE

Nella giornata di oggi è stata finalmente raggiunta l’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL 2010 - 2012 (parte normativa ed economica) dei dipendenti di Poste Italiane SpA e delle altre Aziende del Gruppo.

E’ stata una trattativa lunga e difficile che ha registrato in alcuni momenti un’ ingiustificata rigidità aziendale che solo la compattezza e l’unità del tavolo ha consentito di scardinare.

L’attuale ipotesi di rinnovo sarà l’ultimo contratto aziendale di Poste Italiane; il futuro, alla luce dei processi di liberalizzazione del mercato postale, sarà rappresentato da un contratto di settore la cui discussione affronteremo nei prossimi mesi.

Il sindacato, nella parte normativa, ha contrattato con l’Azienda la revisione di alcuni articoli del precedente CCNL, sulla scorta delle indicazioni contenute nella piattaforma sindacale e di specifiche normative di legge intervenute in materia di lavoro, di orari, di tutele familiari, di sicurezza e prevenzione; migliorate alcune normative relative ai part time; ampliato le gravi patrologie; eliminate talune distorsioni presenti in materia di orario di lavoro; migliorato il conto ore individuale; introdotto un automatismo per il riconoscimento della prestazione aggiuntiva degli OSP ed introdotte importanti novità in alcuni punti del CCNL attinenti la sfera dei diritti della persona.

Il confronto ha individuato le soluzioni migliori anche per la parte economica; con gli aumenti previsti – 120 euro medi mensili a regime, la maggior parte destinati ad incrementare i minimi tabellari – è stato tra l’altro possibile incrementare il “Ticket restaurant” ; aumentare la quota Aziendale del fondo pensione (Fondo Poste); istituire una indennità per i titolari di ufficio monoperatore; completare il percorso di assorbimento dell’indennità di funzione per il personale quadro e aggiornare le figure professionali destinatarie della relativa indennità di posizione.

Nel mese di maggio verranno anche corrisposti 350€ medi a regime come competenze contrattuali arretrate.

Infine abbiamo condiviso precise regole di confronto ed informativa sul tema della incentivazione commerciale e delle politiche meritocratiche.

La parola adesso passa ai lavoratori che dovranno esprimersi sulla ipotesi di accordo raggiunta partecipando alle assemblee che verranno indette unitariamente in tutti i posti di lavoro.

Se i lavoratori approveranno sarà possibile sciogliere la riserva, che ha come sempre accompagnato la sigla degli accordi, entro la fine del corrente mese di aprile.

Le Segreterie Nazionali

POSTE: MICELI (SLC/CGIL), UN CONTRATTO CONTRO LA DIVISIONE DEL SINDACATO

Il rinnovo del contratto di Poste Italiane è oggettivamente una battuta d’arresto nella sequenza di accordi separati degli ultimi mesi e dimostra che è possibile, quando non si è condizionati da tesi precostituite, fare accordi condivisi.

È un contratto che con 100€ di aumento difende le retribuzioni dall’inflazione e, con le norme sul part time, getta le basi per l’aumento dell’orario di lavoro di tanti ragazzi e ragazze fin qui vincolati alla prospettiva misera di 20 ore settimanali.

È un contratto in cui si è raggiunto il giusto mix tra la difesa del potere di acquisto e l’obiettivo di un lavoro non precario. Credo si sia fatto un buon lavoro e sono certo che i lavoratori apprezzeranno, attraverso lo strumento della consultazione, quanto è stato fatto.


Scarica tabelle relative al rinnovo contrattuale del CCNL Poste

13 aprile 2011

TELECOM: ECCO LA COMPOSIZIONE DEL NUOVO CDA, FUORI FINDIM

Cambia la composizione del cda di Telecom Italia. Il numero di consiglieri resta lo stesso (15 componenti), ma cambiano pesi e rappresentanze all'interno del board. Marco Fossati, che con Findim e' il secondo azionista del gruppo di Tlc con il 4,98% del capitale e che fino ad oggi poteva contare su due consiglieri all'interno del cda di Telecom, perde completamente rappresentaza nel board. Tutto a vantaggio di Assogestioni che oltre alla conferma di Luigi Zingales puo' oggi schierare altri due suoi uomini: Ferdinando Falco Beccali e Franceco Profumo. Quanto, infine, alla lista presentata dal primo azionista Telco, dei 15 consiglieri proposti solo 12 entrano a far parte del board che restara' in carica fino al termine dell'esercizio.

Ecco, dunque, i nomi dei 15 componenti del nuovo consiglio di amministrazione di Telecom: Cesar Alierta, Tarak Ben Ammar, Franco Bernabe', Elio Catania, Jean Paul Fitoussi, Gabriele Galateri, Julio Linares, Gaetano Micicche', Aldo Minucci, Renato Pagliaro, Marco Patuano, Mauro Sentinelli, Luigi Zingales, Ferdinando Falco Beccali e Franceco Profumo. Evidenziati in rosso i consiglieri indipendenti.

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Telecom Italia: rinnovato il board, via libera al bilancio

Vodafone Circolare SLC chiarimento procedura sciopero

Care/i compagne e compagni,

poiché da diversi territori arrivano richieste di chiarimenti sulle procedure e sui tempi dell’azione di sciopero in Vodafone, vi inviamo (nuovamente) il testo della regolamentazione provvisoria sul diritto di sciopero per il settore TLC.

In particolare per Vodafone i tempi e le procedure saranno questi:

- apertura delle procedure di sciopero (apertura fatta con lettera inviata all’azienda lunedì u.s.);

- tentativo di conciliazione prima in sede aziendale e poi ministeriale (massimo 10 giorni complessivi);

- quindi, dopo altri 10 giorni (tempo minimo di preavviso all’azienda) proclamazione dello sciopero dello straordinario, della reperibilità, del lavoro programmato per 30 giorni (è il massimo della durata concessa, poi devono passare altri 2 giorni per nuove proclamazioni); all’interno di questi 30 giorni sarà collocata una giornata di sciopero dell’attività ordinaria.

Ovviamente esperite le procedure, faremo un volantino/comunicato ad hoc che riassume tutto.

E’ evidente che da parte delle RSU e delle strutture territoriali dovrà essere posta massima attenzione anche formale agli incontri informativi obbligatori con l’azienda per indicare settori, motivazioni e indicazione dei lavoratori precettati. Dovremmo verificare il rispetto dei criteri di proporzionalità e rotazione, ecc. non escludendo la denuncia di eventuali comportamenti anti sindacali che ledano il diritto di sciopero.

Così come è evidente l’invito esplicito ai dipendenti di Vodafone a lavorare in questi giorni, in attesa della proclamazione, seguendo tutte le procedure di legge, contratto e aziendali, in maniera pedissequa e scrupolosa.

Fraterni saluti.

p. la Segreteria Nazionale

Alessandro Genovesi

Mobbing: tutto quello che c’è da sapere su cosa fare e come difendersi

- DI ANNALISA ROSIELLO, AVVOCATO CONSULENTE DELLA CGIL DI MILANO -

Sempre più spesso si parla di mobbing, fenomeno spesso confuso con altre odiose forme di discriminazione come lo straining e il demansionamento. Nel nostro Paese non esiste una definizione organica del concetto di mobbing dal punto di vista legislativo; tuttavia, giurisprudenza e prassi sindacale e legale, hanno facilitato la messa a fuoco di un fenomeno in grande espansione che coinvolge ogni anno decine di migliaia di persone. In questa, oltre agli aspetti definitori, vengono fornite preziose informazioni per una prima valutazione del fenomeno e sugli obblighi che la legge pone in capo al datore di lavoro per la sua prevenzione. Inoltre vengono fornite notizie sui documenti utili per una eventuale...


Continua a leggere il documento...

12 aprile 2011

Telecom Italia: rinnovato il board, via libera al bilancio

www.ilsole24ore.com: L'assemblea degli azionisti di Telecom Italia ha votato sì all'approvazione del bilancio 2010. In assemblea, al momento del voto, erano presenti soci in rappresentanza del 50,04% del capitale e il via libera è arrivato a larga maggioranza: contro l'approvazione del bilancio si è espresso il 10,47% del capitale rappresentato, mentre lo 0,43% ha deciso di astenersi.

Gabriele Galateri di Genola ha aperto i lavori della sua ultima assise quale presidente del gruppo tlc. Galateri, infatti, è da poco stato designato quale nuovo presidente di Generali. I soci presenti nell'auditorium, a metà giornata, sono saliti a 100, rappresentando il 50,13% delle azioni. In avvio dell'assise degli azionisti, leggendo il libro soci, Galateri ha ricostruito la mappa dell'azionariato. Telco detiene il 22,402% del capitale, Findim il 4,989%, Brandes il 4,015%, Blackrock il 2,887%, Alliance Bernstein il 2,065% e Bnp Paribas il 2,531 per cento.

La prima parte dell'adunanza ha visto gli interventi del management: Galateri ha ricordato che la Telecom «del prossimo triennio che avete davanti a voi è un'azienda più sana ed equilibrata». Dal canto suo il ceo Franco Bernabé ha sottolineato l'importante risultato di aver fatto «chiarezza sul ruolo della rete». «Non intendiamo rinunciare - ha detto - al nostro ruolo centrale di imprenditori dell'infrastruttura di rete. (...) Intendiamo mantenere la gestione operativa dell'attività».

Gli obiettivi sul debito

Bernabè, inoltre, ha ricordato il risultato raggiunto sul fronte del debito, ridotto di quasi 4,5 miliardi, con un rapporto debito/ebitda che «tende ad avvicinarsi a quello dei competitor internazionali». L'obiettivo è ridurre il debito «a 25 da 31,5 miliardi». Secondo il manager nell'arco dei prossimi

anni verranno registrati 12 miliardi di cassa netta. Sul fronte della riduzione dei costi il ceo ha confermato di voler arrivare a ridurre «al 64% il rapporto tra costi e ricavi nel 2013, dal 67% del 2010».

Rispetto alla vicenda di Luca Luciani, indagato dalla Procura di Milano nell'ambito dell'indagine sulle sim false, e candidato dai soci Telco a ricoprire la carica di futuro direttore generale del gruppo, Carlo Marchetti ha sottolineato (in risposta alla Consob) che «non c'è necessità di intraprendere provvedimenti "urgenti" e "sommari" nei suoi confronti».

Findim e Asati contro l'approvazione del bilancio

Al di là di queste, pur rilevanti, questioni l'attesa dell'assemblea ovviamente era per le possibili schermaglie tra i diversi azionisti e consiglieri. Il «la» l'ha dato la Findim di Fossati che deciso di votare contro l'approvazione del bilancio 2010 «perché carente - ha affermato un rappresentante della finanziaria- delle informazioni obbligatorie per capire le esatte relazioni di controllo» tra Telecom e i suoi azionisti, in particolare Telco.

WIND: Verbale di rinvio procedura trasferimeto ramo d'azienda

11 aprile 2011

Esternalizzazione Vodafone: Chiedo scusa a mia moglie - I 341 Traditi -

Ciao Claudia,

so che stai lavorando. ti rubo solo un minuto. Mi dispiace di essere tornato a casa stanotte alle 3 e un quarto. Sapevo di dover aiutare per qualche ora mio fratello, che non vedevo da 4 mesi. Eppure sono uscito dall'ufficio quando tutti i negozi erano già chiusi da un pò.

Mi spiace come tutte le volte in cui mi hai aspettato per cenare, per uscire di sabato o domenica, per fare la spesa, rassettare casa, fare semplicemente due passi al sole. Da mesi.

Certo, dovrei chiedere scusa anche ai miei genitori per lo stesso motivo, a tutti i miei amici, compreso quel vecchio compagno di scuola. Ti ricordi? gli ho promesso mesi fa di uscire una sera durante la settimana per prendere una birra. Nicola.. non lo vedevo dalle scuole elementari. Aspetta ancora da Ottobre una mia telefonata.

Ti chiedo scusa per i miei silenzi, i miei mal di testa, i miei improperi notturni.

Per averti fatta scappare Lunedì scorso, lasciando in ospedale i tuoi pazienti, mentre cercavi un antidolorifico. Mi hai trovato a terra, in ufficio, con le coliche da colon a pezzi per stress. Eri spaventata a morte senza motivo.

Dovrei chiedere scusa anche a tutti i miei colleghi, per il mio pessimo carattere, per tutte le volte che ho urlato e perso la pazienza per sciocchezze, per stupidagini di "vitale importanza". Cose del quale, al di fuori di queste quattro mura di cartongesso e neon non può importarne davvero a nessuno.

Chiedo scusa alle loro famiglie, per le divrse volte che li ho chiamati alle 9, 10 di sera mentre sentivo bimbi piangere o rumori di posate. Non avevo sbagliato numero, è che mi serviva un'informazione così importante, che sicuramente "avrebbe aiutato un uomo ferito o in fin di vita". Per quelle volte che con abili argomentazioni su target e obiettivi riuscivo a trattenerli in ufficio o in centrale per chiudere attività fuori orario. Chiedo scusa anche a tutti i colleghi a cui ho spedito dei dolci come ringraziamento del loro tempo, non sempre per affetto. Il tempo non ha un prezzo.

Chiedo anche scuse alle persone con cui mi sono incazzato mentre mi dicevano alle 9 di sera che dovevo produrre comunque di più. Dovevo semplicemente andarmene ore prima in silenzio.

Vi prometto che non accadrà più.

Chiedo scusa ai miei quasi ex colleghi. Mi sento in colpa per non essere uno di voi. Sicuramente la maggior parte di voi merita una serenità lavorativa molto più di me.

Se sarà possibile, ve lo giuro, cercherò di fare cambio o di essere uno di voi. Ogni uomo merita gli stessi diritti e le stesse possibilità degli altri. Morirò con questa convinzione.

Chiedo scusa a me stesso, per aver profondamente tradito i miei ideali, i miei sentimenti.

Chiedo scusa alla mia voglia di vivere, di dare alle persone che amo... di sorridere semplicemente al primo (a volte anche la prima ) che passa. Forse per questo dovrei chiedere scusa anche a te Claudia! :-p

Chiedo scusa alla mia intelligenza, alla mia dignità di persona, per aver creduto di costruire qualcosa di utile con i miei ed i sacrifici con il sacrificio di altri. Stavo semplicemente riempiedo le tasche di qualcuno che nemmeno conosco. E che credo non mi voglia nemmeno conoscere.

Mi dispiace di aver favorito un sistema in mano a pochi parassiti sulle spalle di tutti gli altri. A 20 anni non lo avrei mai immaginato.

Ho dato un'occhiata in giro stamani a casa, rimbecillito dalle solite poche ore di sonno, mancano un pò di cose.

Stai tranquilla, oggi pomeriggio la spesa la facciamo insieme. Non ti lascio più sola, senza un Vero motivo.

Te lo prometto...Ti Amo.

COMMENTO DI GIOVANNI PISTORIO

Non riesco semplicemente ad indignarmi, l'indignazione è una emozione razionalizzata, che trova i suoi sviluppi nella ragione. Il mio sentimento è un altro, non riesco a ben definirlo, non sò e poi alcune cose, soprattutto i sentimenti, si riesce a comunicarle meglio quando è tutto il corpo che parla. Le aziende? Non mi aspetto nient'altro rispetto a quello che fanno. Ma come lo fanno, questo si che fa scatenare tutta una serie di inconfessabili emozioni.

Mi fa accapponare la pelle dover pensare che talune aziende facciano ricorso a tutta una serie di inconsapevoli abatini-predicatori ,abili nell'inculcare nelle menti della propria gente e giocando con gli altrui sentimenti, che in certi contesti aziendali ci si trova in famiglia e che quindi mamma e papà con tono rassicurante adesso e per sempre li accudiranno

Mi impressiona che in tali occasioni, per tanti anni, molti lavoratori siano stati indotti a credere che la propria azienda è un iceberg e che comunque sia la colonia sopravviverà sol perchè,comunque sia, la colonia è la propria famiglia, salvo poi operare in maniera radicalmente diversa.

Le aziende non sono iceberg e il contesto organizzativo non è una famiglia. Nel regno animale nessuna colonia di pinguini spingerebbe dal proprio robusto iceberg su di un altro iceberg i propri familiari così come nessun vero capitano coraggioso di una nave in buona salute getterebbe su di una scialuppa i propri marinai.Le ingannevoli predicazioni e le rassicuranti carezze non ingannino più nessuno.

Come difendersi dagli inganni di chi predica ingannevolmente bene per razzolare, invece, male?

Consiglio di leggere il libro di John Kotter "Il nostro iceberg si sta sciogliendo" che viene utizzato dalle principali aziende nel corso delle sedute di "indottrinamento"

(John Kotter è il massimo studioso di cambiamento organizzativo: leader e manager di tutto il mondo hanno letto e imparato dai suoi saggi e dai suoi seminari e hanno scoperto che il suo metodo è il più efficace per garantire alle imprese un rinnovamento davvero vincente. Ma tutto ciò che cosa ha a che fare con la nostra vita di tutti i giorni?)

NOTA DI REDAZIONE:

Invitiamo i lavoratori Vodafone a farci pervenire lettere e commenti da poter proporre come testimonianze tangibili "della brutalità e del cinismo di alcune multinazionali" Sarà nostra cura farne una giusta cernita per poi postarle sul blog.

VODAFONE ESTERNALIZZA LE FIELD OPERATION. APERTE LE PROCEDURE DI SCIOPERO

COMUNICATO:

Il giorno 8 Aprile 2011 ha avuto luogo presso ASSOLOMBARDA, a Milano, l’incontro tra l’azienda, il Coordinamento Nazionale delle RSU e le Segreterie Nazionali e territoriali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL per dare riscontro al tema “esternalizzazione del mondo Rete” sollevato nei precedenti comunicati sindacali nazionali.

L’azienda, dopo l’ennesima analisi sull’andamento del business nel mercato della telefonia fissa e mobile, ha ripresentato il piano delle proprie priorità per il prossimo futuro, che si concretizzano in:

· Eccellenza della rete in termini di efficienza

· Sviluppo di prodotti e servizi

· Copertura del segnale “always on”

· Leadership nel mercato della comunicazione fissa e mobile

· Innovazione del mercato

· Continua affermazione del primato dell’Italia tra le Opco del sud Europa.

Dopo la presentazione da parte del direttore della dipartimento Tecnology sull’andamento del mercato (che vede crescere la leadership di Vodafone, con un utile consolidato per il 2010, anche se in calo, ancora notevole), l’azienda ha confermato il progetto di cessione di ramo d’azienda definendone il perimetro nel mondo NSO. Cessione che coinvolgerà 335 persone, indicando quale partner prescelto Ericsson.

Le field operations impattate sono:

1. operational planning & field support

2. infra maintenance & logistic

3. field maintenance ops n/e

4. field maintenance ops n/o

5. field maintenance ops centro

6. field maintenance ops sud

Il partner individuato per tale esternalizzazione è stato selezionato in una gara tra tre grandi Vendors: Ericsson rappresenta uno tra i più grandi players nella fornitura di tecnologie, con oltre 90.000 dipendenti nel mondo di cui 8000 tecnici field e ricavi nel 2010 pari a $ 28,2 miliardi. In Italia Ericsson ha contratti di outsourcing con operatori TLC e non TLC. Nel mondo Vodafone è già partner di Vodafone NL, Vodafone UK e Vodafone Germania.

Il direttore delle Human Resources ha inoltre affermato che l’operazione di trasferimento di ramo d’azienda sarà fatta “con particolare cura per le persone”, da qui la selezione di un partner che sia stabile nel mercato, capillarmente dislocato sul territorio come Vodafone, oltre che capace di offrire maggiori opportunità ai lavoratori per la propria crescita professionale.

Come Sindacato abbiamo fortemente criticato tale scelta e richiesto le ragioni di tale operazione in virtù del fatto che l’azienda ha un andamento economico che non giustifica tale cessione. Soprattutto abbiamo evidenziato come, anche in tempi recenti, sia stato ribadito dall’azienda, anche in un accordo sindacale, che la Rete in tutte le sue funzioni rappresentava un core strategico del business e che la recente riorganizzazione non avrebbe avuto impatti sui livelli e il perimetro occupazionale.

La risposta ufficiale e’ stata: “il business richiede una costante revisione del modello operativo” conseguentemente “prevenire il problema permette all’azienda di avere sempre una gestione sana della stessa”.

Inoltre alla richiesta da parte delle organizzazioni sindacali di smentita sulle continue ipotesi di successivi step di esternalizzazione dopo quello attuale, Vodafone non e’ stata in grado di offrire garanzie tali da prospettare un panorama rassicurante per l’immediato futuro. Anzi il Direttore di rete, pur smentendo le voci di altre operazioni “al momento”, ha altresì affermato che prenderanno in considerazione altre ipotesi se considerate interessanti per i risparmi di Vodafone Italia.

Come Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL esprimiamo tutta la nostra contrarietà politica a questa scelta e soprattutto denunciamo l’evidente contraddizione tra quanto Vodafone si propone di fare a parole (diventare insieme ad altre imprese di TLC il soggetto che realizzerà la rete di nuova generazione) ed il fatto che non si esclude l’intera cessione della rete attualmente posseduta.

La stessa credibilità dell’azienda, dopo aver ribadito solo pochi mesi fa la strategicità della rete, è fortemente compromessa.

Di fronte all’assenza di risposte concrete le organizzazioni sindacali, in maniera compatta, dicono il proprio NO alla cessione della rete, dicono NO ai progetti di smembramento da parte dell’azienda, dicono NO ai piani industriali indefiniti che non individuano un core business su cui sviluppare investimenti ed innovazione, senza aver per di più alcuna tutela del mercato del lavoro e del perimetro di occupazione. Questo a tutela non solo dei 335 colleghi (che in questi anni hanno materialmente fatto la rete e la ricchezza di Vodafone) ma di tutti i dipendenti.

Lunedì con l’apertura ufficiale della procedura di esternalizzazione da parte di Vodafone e la consegna della lettera a tutte le RSU dislocate sul territorio Nazionale, come Segreterie Nazionali procederemo inoltre alla verifica normativa della procedura (funzionalità, autonomia pre esistente, ecc.) ed anche dei possibili impatti sugli aspetti previdenziali, per il passaggio da Fondo Telefonico ad AGO.

Invitiamo tutti i lavoratori indistintamente a mobilitarsi di concerto con le organizzazioni sindacali e ad offrire il proprio appoggio solidale ai colleghi impattati. Nei prossimi giorni saranno aperte le procedure per dichiarare lo sciopero di una intera giornata per tutti i lavoratori di Vodafone, il blocco di tutte le attività straordinarie e di tutte le attività programmate notturne per i lavoratori della rete, nonché lo sciopero della reperibilità.

A tal fine, nella settimana corrente, si terranno assemblee in tutti i luoghi di lavoro per coinvolgere tutti i lavoratori in una azione comune.

Questa vertenza vedrà impegnati Sindacato e lavoratori per i prossimi mesi e dovremo mettere in campo tutte le azioni necessarie per tutelare i lavoratori impattati da tale esternalizzazione e per garanzie industriali reali ed esigibili per tutta l’azienda.

Dobbiamo sviluppare da subito un rapporto di forza tale da costringere l’azienda a disvelare i suoi reali piani industriali per i prossimi anni, sapendo che se e quando arriverà il momento di una trattativa con l’azienda per garantire futuro occupazionale e dignità ai lavoratori, come Segreterie Nazionali dichiariamo sin da subito che per noi l’ultima parola sarà dei diretti interessati. I lavoratori dovranno essere i protagonisti di questa vertenza, rappresentando loro il vero valore sociale e professionale dell’azienda e non certo i suoi manager.

Soprattutto occorre da subito impegnarsi come sindacato ed Rsu affinché si sviluppi la consapevolezza che il problema è di tutti e non solo di alcuni colleghi, in quanto il cambio di strategia di Vodafone sul mondo Tecnology mette tutti in pericolo per i prossimi anni e può rappresentare un forte campanello di allarme anche per il settore delle TLC tutte. L’azienda proverà infatti a dividere i lavoratori, a seminare discordia e paura: invitiamo tutti al massimo di unità e solidarietà.

Da subito invitiamo inoltre i lavoratori, in attesa dei tempi tecnici di proclamazione delle diverse iniziative di astensione, a lavorare rispettando alla lettera procedure e orari di lavoro, a chiedere direttive chiare ai propri responsabili a fronte di ogni dubbio o incongruenza con norme di legge, contratto, procedure ed ordini di servizio.

Le strutture territoriali e le Rsu sono invitate alla massima vigilanza per quanto concerne informative dovute per legge e contratto, a partire dal rispetto letterale di tutte le norme relative alla provvisoria regolamentazione dello sciopero (informative, precettati, ecc.).

Le Segreterie Nazionali

SLC CGIL FISTEL CISL UILCOM UIL


Vodafone Omnitel NV - Traferimento di ramo d'azienda

Vi trasmettiamo, in allegato, la lettera relativa al trasferimento di ramo d’azienda che coinvolge le seguenti città: Ancona, Bari, Bergamo, Bologna, Brescia, Bolzano, Cagliari, Chieti, Catania, Catanzaro, Firenze, Genova, Milano, Novara, Palermo, Padova, Parma, Pozzuoli (Na), Roma, Salerno, San Vitaliano (Na), Trento, Torino, Trieste, Udine, Venezia e Verona.


Scarica e leggi lettera trasferimento di ramo d’azienda

10 aprile 2011

Sress lavoro correlato, partono inchieste e sanzioni

TORINO – Instancabile l’impegno del PM Raffaele Guariniello per la tutela della salute e delle sicurezza dei lavoratori. Oltre a seguire gli sviluppi e le fasi finali di processi noti al grande pubblico per rilevanza, quali quello alla multinazionale Eternit e quello seguito alla tragedia della Thyssenkrupp, il giudice ha aperto una nuova inchiesta contro sette aziende piemontesi indagate di non aver effettuato in modo adeguato la valutazione del rischio stress lavoro correlato.

Dall’inizio dell’anno tutte le imprese italiane sono sottoposte all’obbligo di includere la valutazione rischio stress nel Documento di Valutazione dei Rischi, e, a neanche quattro mesi dell’entrata in vigore dell’obbligo, i controlli effettuati dall’Asl di Torino hanno rilevato le prime adempienze. Questa è la prima inchiesta del genere.

Le indagini sono in pieno corso e non è quindi possibile dettagliare molto. Dalle prime indiscrezioni risulta che, a detta degli inquirenti, le aziende sono state iscritte nel registro degli indagati poichè i documenti presentati per la valutazione del rischio stress lavoro correlato erano frutto di una metodologia di accertamento parziale che non dava conto di alcuni parametri e dei problemi e disagi denunciati dai lavoratori stessi.

Il pm Guariniello ha quindi disposto l’attivazione di una squadra di psicologi che possano verificare la validità dei documenti e che possano fornire alle aziende tempi e modalità per effettuare la valutazione nel modo corretto.

Le aziende indagate, contravvenendo all’art. 28 e 29 del D. Lgs. 81/08 incorrono in sanzioni serie che, per casi gravi, possono implicare anche l’arresto e ammende fino a 15.000 euro.

Molte aziende italiane, che si confortano giornalmente con gli adempimenti e la gestione della salute e sicurezza sul lavoro, attendono con il fiato sospeso gli sviluppi di questa inchiesta. Nonostante gli sforzi profusi dalle istituzioni per fornire linee di indirizzo e metodologie operative efficaci e validate, c’è infatti ancora molta confusione su quali siano le metodologie adeguate per condurre la valutazione rischio stress lavoro correlato in modo corretto e non sanzionabile.

NOTA DI REDAZIONE:

Ricordo che ad oggi sul sito di Catania in Via Monsignor Domenico Orlando, pur essendo rientrate molte criticità denunciate in un recende passato, è riscontrabile, ancora, il non rispetto del famoso accordo sul benessere riguardante il 60/40 ( linea/fuori linea), che crea inevitabilmente disagi, stress e malumore sia fisico che mentale, a tutti gli operatori che sono costretti, per otto ore al giorno, a rimanere in cuffia con la costante oppressione dei preposti e responsabili del sito riguardante la produzione giornaliera. Tutti noi ci auguriamo in una maggiore sensibilità, perchè si sa, il prevenire è sempre meglio del curare.

Salvo Moschetto

Responsabile Customer Care Telecom Italia

Slc Cgil Catania

09 aprile 2011