12 luglio 2011

Cara Telecom siete VENTI... mi(g)liardi di... MIGLIA distanti dal vostro progetto benessere

Troppo spesso si “sanitarizzano” o si “psicologizzano” problemi di costrittività che possono essere superati con una organizzazione del lavoro più intelligente. Il merito dei protocolli è quello di riportare alla disponibilità dei soggetti che vivono in azienda la possibilità di comunicare i disagi e ricercare modalità di gestione del lavoro più intelligenti e meno stressanti.

“La valutazione preliminare consiste nella rilevazione di indicatori oggettivi e verificabili, ove possibile numericamente apprezzabili, appartenenti quanto meno a tre distinte famiglie:

- 1 Eventi sentinella, quali ad esempio: indici infortunistici; assenze per malattia; turnover; procedimenti e sanzioni; segnalazioni del medico competente; specifiche e frequenti lamentele formalizzate da parte dei lavoratori. I predetti eventi sono da valutarsi sulla base di parametri omogenei individuati internamente alla azienda (es. andamento nel tempo degli indici infortunistici rilevati in azienda).

- 2 Fattori di contenuto del lavoro, quali ad esempio: ambiente di lavoro e attrezzature; carichi e ritmi di lavoro; orario di lavoro e turni; corrispondenza tra le competenze dei lavoratori e i requisiti professionali richiesti.

- 3 Fattori di contesto del lavoro, quali ad esempio: ruolo nell’ambito dell’organizzazione; autonomia decisionale e controllo; conflitti interpersonali al lavoro; evoluzione e sviluppo di carriera; comunicazione (es. incertezza in ordine alle prestazioni richieste).”

L’INAIL, nell’ambito delle attività svolte in materia di salute e sicurezza sul lavoro, ha realizzato un portale dedicato al tema della valutazione e gestione del rischio da stress lavoro-correlato, nel quale è possibile accedere ad una serie di strumenti e risorse di utile supporto per le aziende che procedono alla valutazione del rischio da stress lavoro-correlato di cui all'art. 28, comma 1, del Decreto Legislativo. 81/2008 e s.m.i.

In particolare, il Dipartimento Medicina del Lavoro (DML) dell’INAIL ex ISPESL, in linea con quanto previsto nelle indicazioni metodologiche elaborate dalla Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro, ai sensi degli articoli 6, comma 8, lettera m-quater, e 28, comma 1-bis, del D.lgs. n. 81/2008, e s.m.i., emanate il 17 novembre 2010, ha elaborato una proposta metodologica, riportata in un manuale disponibile gratuitamente nel medesimo portale, basata sul Modello Management Standards approntato dall’Health and Safety Executive (HSE), contestualizzato al Decreto Legislativo 81/2008 e s.m.i., nell’ottica di offrire all’utenza un "metodo unico integrato" per la valutazione e gestione del rischio da stress lavoro-correlato.

Per favorire maggiormente l’utilizzo di questa metodologia da parte delle aziende è stata appositamente predisposta una piattaforma on line in cui è possibile, previa registrazione gratuita, reperire ed utilizzare gli strumenti per effettuare la valutazione e la gestione del rischio da stress lavoro correlato.

Per ulteriori informazioni vai al sito web dedicato...

Negozi sociali Telecom: Comunicato Regione Sicilia

Palermo 27 Giugno 2011

Giorno 20 Giugno si è tenuto il secondo incontro Regionale relativo alla fruizione delle Ferie estive dei Lavoratori dei Negozi Sociali di Telecom Italia,l’azienda ha sostanzialmente ribadito l’architettura di possibile turnazione già presentata nel precedente incontro,soluzione che prevede tre differenti articolazioni per i Negozi di Me;PA;CT; giustificando tale proposta,con condizioni di mercato differenziate per Territorio.


In pratica la soluzione aziendale si struttura nel concentrare per il periodo feriale il personale sul Turno con intervallo rigido di 2:50’/3:10’.Tale soluzione dimostra in maniera palese che l’organico dei negozi è in forte sofferenza, che in alcuni casi non vengono salvaguardate le condizioni minime di sicurezza, con una presenza proporzionale del personale all’interno dei locali sociali. La politica aziendale si sostanzia con una filosofia ben rodata in questi anni :”friggiamo con lo stesso olio”proponendo un O.d.L. che introduce palesi contraddizioni, a nulla sono valse le proposte, anche di prospettiva, di inserire in turnazione alcune risorse provenienti da altri servizi,aprendo una opportunità di qualificazione professionale gradita ai Lavoratori e utile all’azienda nel formare risorse multi skill da impiegare al bisogno;


Giova sull’argomento richiamare anche la Sentenza Corte di Cassazione 1 settembre 1997, n.8267 secondo cui: L'attività di collaborazione cui l'imprenditore è tenuto nei confronti dei lavoratori a norma dell'art.2087 cod. civ. si estende all'adozione di tutte le misure che si rivelino idonee a tutelare l'integrità psicofisica del lavoratore. Ne consegue che anche il mancato adeguamento dell'organico aziendale, se determinante un eccessivo carico di lavoro, e il mancato impedimento di un superlavoro eccedente la normale tollerabilità, con conseguenti danni alla salute del lavoratore, costituisce violazione degli artt.41, 2° comma, Cost. e 2087 cod. civ. e ciò anche quando l'eccessivo impegno sia frutto di una scelta del lavoratore (manifestata attraverso l'accettazione di straordinario continuativo o la rinuncia a periodi di ferie), atteso che il comportamento del lavoratore non esime il datore dall'adottare tutte le misure idonee alla tutela dell'integrità psicofisica dei dipendenti, comprese quelle intese ad evitare l'eccessività di impegno di soggetti in condizioni di subordinazione socio-economica.


Le strategie di potenziamento delle attività di vendita ,in Telecom Italia hanno destinato parecchie risorse economiche nel Piano Industriale, con un progetto di incremento dei Negozi di Telecom Italia nelle zone di pregio delle maggiori città italiane e zone ad alta pedonalizzazione o residenziali,affidati a soggetti privati e arricchiti da cospicue doti per gestire la fase di apertura dei nuovi punti vendita.


Parecchi rumors provenienti da tutta Italia ci dicono che le cifre stanziate in alcuni casi risultano fuori ogni logica di mercato,assumendo quasi i connotati di operazioni poco trasparenti .


La cosa assume i connotati di una farsa, quando l’azienda propone ai lavoratori, per andare in ferie, dipendenti dei negozi sociali di Palermo Catania e Messina, un mese e mezzo di turni spezzati con ben tre ore di pausa non retribuita, rifiutando qualsiasi proposta in grado di rafforzare l’organico dei negozi.


E’ paradossale assistere allo sperpero di tanto denaro in una Azienda sottoposta ad ammortizzatori sociali e non garantire le ferie dei lavoratori,basterebbe distaccare alcune risorse dal 119 o 187 e/o a richiesta di personale che volesse avvicinarsi alle sedi di presenza dei negozi sul Territorio.


Vi comunichiamo che in mancanza di riscontri ci troveremo costretti a proclamare le opportune iniziative di lotta ed assisteremo legalmente tutti i Lavoratori interessati all’esercizio del diritto alle Ferie estive , richiamando altresì, la responsabilità aziendale nel rivedere modelli organizzativi aziendali in grado di garantire le esigenze minime dei Lavoratori.


Le Segreterie Regionali

SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL

Giurisprudenza e Lavoro: Ricorso ex art. 700 c.p.c.

Gli strumenti processuali di natura cautelare sono ampiamente utilizzati nel diritto del lavoro soprattutto per gli stringenti interessi di cui questa materia è portatrice , interessi vitali che richiedono molto spesso interventi rapidi e improcrastinabili.

Lo strumento di gran lunga più utilizzato è quello del ricorso ai sensi dell’articolo 700 cpc: come è noto è uno strumento processuale di carattere residuale che ben si adatta alla multiformità delle fattispecie nelle quali è necessaria una rapida

soluzione. Non così si può dire per gli altri procedimenti cautelari quali il sequestro conservativo e il sequestro giudiziario o i procedimenti di istruzione preventiva che trovano una applicazione assai più sporadica.

Il ricorso ex art. 700 c.p.c. è rivolto ad ottenere un provvedimento d'urgenza atipico che salvaguardi, nel tempo occorrente per giungere ad una decisione di merito, il diritto del ricorrente che è minacciato da un pregiudizio imminente ed irreparabile. I presupposti per il ricorso ex art. 700 c.p.c. sono, naturalmente, la sussistenza del periculum in mora e del fumus boni iuris e l'insussistenza di provvedimenti cautelari tipici applicabili alla fattispecie oggetto del ricorso. L'art. 700 c.p.c. stabilisce, infatti, che: "fuori dei casi regolati nelle precedenti sezioni di questo capo, chi ha fondato motivo di temere che durante il tempo occorrente per far valere il suo diritto in via ordinaria, questo sia minacciato da un pregiudizio imminente e irreparabile, può richiedere con ricorso al giudice i provvedimenti d'urgenza che appaiono, secondo le circostanze, più idonei ad assicurare provvisoriamente gli effetti della decisione sul merito". Al ricorso ex art. 700 c.p.c. si applicano le disposizioni di cui agli artt. 669 c.p.c. e ss. previste per tutte le misure cautelari. La domanda va presentata al giudice competente anche per il merito mentre, in corso di causa, la competenza appartiene al giudice cui è stato assegnato il procedimento.

NOTA A MARGINE:

Periculum in mora è una locuzione latina che significa letteralmente "pericolo nel ritardo" cioè "pericolo/danno causato dal ritardo".

È una delle due condizioni che deve necessariamente essere affermata nei ricorsi finalizzati all'ottenimento di un provvedimento cautelare (ad es. ex art.700 c.p.c.), affinché venga concesso il provvedimento richiesto. La seconda condizione è il cosiddetto Fumus boni iuris.

Nuove regole in materia di controlli sulle assenze per malattia dei dipendenti pubblici

Le novità introdotte dalla manovra economica 2011 investono anche il tema dei controlli delle assenze per malattia dei pubblici dipendenti. Il comma 9 dell’art. 16 del D.L. 98/2011 interviene, infatti, sulla disciplina delle modalità operative di controllo delle assenze, dettando nuove regole che tengono in conto l’esigenza primaria di contrastare e di prevenire l’assenteismo.

In particolare, attraverso la modifica del comma 5 dell’art. 55septies del D.Lgs. 165/2001, è stata eliminata l’obbligatorietà in ogni caso della visita fiscale, prevedendosi invece che il controllo debba essere richiesto sin dal primo giorno solo quando l’assenza si verifica nelle giornate precedenti o successive a quelle non lavorative. Le Pubbliche Amministrazioni, nel disporre il controllo, devono in ogni caso valutare la condotta complessiva del dipendente e gli oneri connessi all’effettuazione della visita.

Le fasce orarie di reperibilità entro le quali devono essere effettuate le visite di controllo e il regime delle esenzioni dalla reperibilità sono stabiliti con decreto del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione. Viene prevista, inoltre, la necessità di una preventiva comunicazione all’Amministrazione per l’ipotesi in cui il dipendente debba allontanarsi dall’indirizzo comunicato durante le fasce di reperibilità per effettuare visite mediche, prestazioni o accertamenti specialistici o per altri giustificati motivi, che devono essere documentati.

Nel caso in cui l’assenza per malattia abbia luogo per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici l’assenza è giustificata mediante la presentazione di attestazione rilasciata dal medico o dalla struttura, anche privati, che hanno svolto la visita o la prestazione. Per ragioni di equità, e sempre nell’ottica del contrasto e della prevenzione dell’assenteismo, le nuove regole sui controlli delle assenze per malattia sono estese anche al personale in regime di diritto pubblico di cui all’art. 3 D.Lgs. 165/2001, e dunque ai magistrati, ordinari, amministrativi e contabili, agli avvocati e procuratori dello Stato, al personale militare e alle Forze di polizia di Stato, nonché al personale della carriera diplomatica e della carriera prefettizia.

Cassazione - Salute e sicurezza - Non esclude la responsabilità del capo la negligenza del lavoratore

Obbligo di prevenzione da parte del responsabile aziendale

"Le norme dettate in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro e di salute e sicurezza sono dirette a tutelare il lavoratore non solo dagli incidenti derivanti dalla sua disattenzione, ma anche da quelli ascrivibili ad imperizia, negligenza e imprudenza dello stesso, con la conseguenza che il datore di lavoro è sempre e comunque responsabile ex art. 2087 c.c. dell'infortunio occorso al lavoratore sia quando ometta di adottare le idonee misure protettive sia quando non accerti e vigili che di queste misure venga fatto effettivamente uso da parte del dipendente, non potendo attribuirsi alcun effetto esimente per l'imprenditore dall'eventuale concorso di colpa del lavoratore". Sulla base di tale prinicipio, la Corte di Cassazione, con sentenza n. 14997 del 7 luglio 2011, ha accolto il ricorso di un lavoratore avverso la sentenza con la quale la Corte d'appello, confermando la decisione di primo grado, respingeva la domanda di risarcimento danni nei confronti del datore di lavoro, ritenendo non provata l'assegnazione del ricorrente al compito di disarmare una pensilina - dalla quale il lavoratore era precipitato infortunandosi -, quindi frutto di una sua imprevedibile iniziativa, come tale escludente la responsabilità del datore di lavoro. La Suprema Corte ritiene tale enunciazione meramente assertiva, non avendo la Corte territoriale preso adeguatamente in esame, sulla base del contesto in cui si era verificato l'infortunio, la possibile prevedibilità della deviazione del lavoratore dai compiti specificatamente assegnatigli e quindi il corretto adempimento del dovere di vigilanza gravante sul datore di lavoro in ordine all'effettiva osservanza degli incarichi impartiti. I Giudici di legittimità precisano inoltre che la condotta del lavoratore "può comportare l'esonero totale dell'imprenditore da ogni responsabilità solo quando presenti i caratteri di abnormità, inopinabilità ed esorbitanza rispetto al procedimento lavorativo ed alle direttive ricevute, così da porsi come causa esclusiva dell'evento, essendo necessaria a tal fine una rigorosa dimostrazione dell'indipendenza del comportamento del lavoratore dalla sfera di organizzazione e dalle finalità del lavoro e, con essa, dell'estraneità del rischio affrontato a quello connesso alle modalità ed esigenze del lavoro da svolgere".

Comunicato Telecom Italia 6 luglio 2011: Oggetto Directory Assistance

Il giorno 6 luglio c.a. le segreterie nazionali Slc, Fistel e Uilcom hanno incontrato Telecom Italia per la verifica del contratto di solidarietà in previsione del rinnovo, avente per oggetto la Directory Assistance, così come definito dall'accordo del 4 agosto 2010.

L'azienda ha illustrato al sindacato i dati relativi al traffico del 1254 nel 2010, evidenziando un calo significativo delle chiamate meno 10%, con una previsione per il 2011 di meno il15%, confermando così un trend negativo rispetto ad un mercato comunque in calo (meno 17%). In questo scenario l'azienda ha dichiarato che nonostante gli interventi messi in campo per fronteggiare le nuove tecnologie (vedi smartphone, internet ecc.) e i nuovi servizi (come il così detto servizio "wolf" tutto compreso e sviluppo comparto ferrovie, aerei, hotels, pratiche burocratiche) la costante diminuzione del traffico non è dimensionata all’attuale fabbisogno d'organico.

È stato fornito inoltre l'andamento dei bandi di riconversione professionale, e delle uscite per mobilità volontarie: organico anno 2010, 1075 lavoratori; previsione 2011, 933, inferiori alle previsioni in rapporto alle attività da svolgere.

La delegazione sindacale ha sottolineato che per un buon andamento delle riconversioni professionali è fondamentale il coinvolgimento con le strutture sindacali territoriali e le RSU; nel caso poi di proposte di cessione individuale di contratto, onde evitare casi come quello di Napoli dove i lavoratori del 1254 non hanno accettato il passaggio verso H.R. Service, è necessaria una corretta proposta di passaggio che preveda il mantenimento di tutti gli istituti fondamentali del contratto in essere con la capogruppo e le clausole di reintegro.

Di seguito l'azienda ha illustrato alle OO.SS. la richiesta di modifica delle turnazioni orarie relative al 1254 per i turni pomeridiani a causa di un minor traffico serale, con conseguente rafforzamento della presenza degli organici nella fascia meridiana. Inoltre per quanto riguarda i centralini di direzione è stata richiesta una modifica su alcune sedi (Milano,Napoli ) di riduzione del presidio alle ore 14,00 con relativa rimodulazione della turnistica, sul servizio 170 (internazionale) la richiesta è diminuzione del presidio di un ora (8 alle 21.30).

Le segreterie nazionali hanno chiesto e ottenuto da Telecom Italia di convocare una commissione tecnica azienda/sindacato per elaborare una proposta da discutere nel prossimo incontro sindacale previsto per fine mese di luglio nel quale all'ordine del giorno ci sarà anche il rinnovo del contratto di solidarietà riferito alla Directory Assistance per i prossimi 24 mesi.

SLC-FISTEL-UILCOM nazionali invitano le strutture territoriali a indire le assemblee tra i lavoratori della D.A. per informare e discutere della fase in cui si trova il settore e delle nuove proposte sugli orari di lavoro in vista dell'incontro di fine mese di luglio.

LE SEGRETERIE NAZIONALI

SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL

Telecom Italia - Richiesta tutele su cessioni individuali di contratto

Telecom Italia S.p.A.

c.a. dott. Onofrio Capogrosso

Oggetto: Cessioni individuali di contratto

Ci risultano essere sempre più frequenti, i casi di cessione individuale di contratto proposte ai lavoratori nell’ambito delle aziende del gruppo Telecom Italia. Fermo restando che, ai sensi degli artt. 1406, 1407 e 1408 del cod. civ., la cessione

del contratto in oggetto è subordinata al consenso del lavoratore ceduto, con la presente Vi chiediamo che nell’ambito di tali passaggi siano esplicitamente fatti salvi almeno i seguenti elementi:

• Sede di lavoro

• Inquadramento

• Anzianità di servizio

• Retribuzione mensile

• Ferie maturate

• Garanzia di rientro in Telecom Italia qualora venisse meno il controllo da parte di Telecom Italia stessa sul cessionario o in caso di cessazione dell’attività da parte del cessionario stesso.

In attesa di un Vostro riscontro.

Cordialità,

LE SEGRETERIE NAZIONALI

SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL

Accenture, Palermo lavoratori in piazza: "Nemmeno l'assunzione ti protegge"

- di Giuseppe Nicoletti -

“Siete troppo cari”. Così si sentono ripetere, da quasi un anno, le centinaia di lavoratori di “Accenture Outsourcing srl” che animano già da due settimane un presidio di protesta davanti alla sede dell’azienda in via Ugo La Malfa. Ad alimentare le inquietudini dei dipendenti, quasi tutti ragazzi, sarebbe la politica aziendale della multinazionale americana, che in un periodo di crisi globale e di contrazione dei mercati, “sta operando un piano aziendale poco chiaro che rischia di rendere critico il futuro di molti lavoratori”. Già l’anno scorso la società aveva chiesto dei sacrifici agli operatori del call center, che avevano accettato di rinunciare al loro premio produzione in cambio di rassicurazioni sul rilancio degli investimenti nel capoluogo siciliano. “Ci hanno chiesto già la decurtazione in busta paga di una parte dei benefit per favorire il rinnovo contrattuale di alcuni colleghi apprendisti”, spiega Alessandro, lavoratore dell’azienda e rappresentante sindacale. Nonostante ciò, tra i ragazzi, serpeggia la paura di un’imminente strategia di disimpegno dell’azienda nei confronti della realtà palermitana.

“L’Accenture dichiara che il costo del lavoro a Palermo, rispetto ai competitors di outsourcing, sta diventando piuttosto caro e ci propone due alternative: la riduzione del 30% del nostro stipendio oppure la partnership con Transcom, azienda che all’Aquila ha messo fuori un sacco di gente”, continua Alessandro. Eppure l’“Accenture” va avanti. Proprio il 4 luglio di quest’anno ha inaugurato una nuova sede operativa a Napoli e dirottato lì tutte le nuove e più consistenti commesse. “Noi continuiamo a lavorare per l’azienda”, dice Claudio, 32 anni, sposato da otto e padre di due figlie. “Però il senso d’incertezza è grande. Pensavo che con un contratto a tempo indeterminato sarebbe stato possibile programmare la mia vita. Non è stato così. Mi impegno in ufficio, ma tra una pausa di lavoro e l’altra scendo in strada per aiutare i ragazzi a tenere in piedi il presidio”.

I lavoratori, sostenuti dai sindacati Cgil Cisl e Uil, hanno da oggi anche l’appoggio di “Forchette rotte”, il movimento di protesta nato su Facebook che sta raccogliendo in questi mesi l’adesione da parte di un gran numero di ragazzi in tutta la Sicilia. “Siamo qui oggi per dar voce ai lavoratori dell’Accenture”, spiega Antonio Ferrante, membro del gruppo. “Offriremo alla protesta una diretta streaming e consegneremo simbolicamente una forchetta rotta ai dirigenti per dimostrare che il tempo delle feste è finito. Il magna magna non va fatto alle spalle dei lavoratori”. La risposta dell’azienda è contenuta in una nota, diramata ieri mattina, in cui si smentiscono operazioni societarie che possano mettere in pericolo il futuro dei 370 dipendenti di via Ugo La Malfa: “Stiamo svolgendo semplicemente una serie di valutazioni per mantenere alti livelli di competitività in un mercato e in un settore già molto segnati dalla congiuntura economica”. I lavoratori però non si fidano. E continuano a piazzare i loro striscioni per sollecitare l’opinione pubblica e la politica. Non vogliono essere lasciati soli e chiedono al governo una maggiore attenzione per vigilare sulle aziende che “aprono nuove sedi al Sud per attingere ai fondi pubblici, ma appena finiscono i soldi girano i tacchi e vanno via”

09 luglio 2011

LAVORI USURANTI: REQUISITI OGGETTIVI E TEMPI PRESENTAZIONE DOMANDE

I requisiti oggettivi previsti dal testo del decreto per i lavori usuranti, si articolano in base a due criteri per poter usufruire della pensione anticipata.

E' richiesto che il lavoratore abbia svolto una o più delle attività usuranti per un periodo di tempo pari ad almeno 7 anni, compreso l’anno di maturazione dei requisiti (il che fa desumenre anche l'ultimo anno, punto sul quale i sindacati hanno chiesto modifiche) , negli ultimi 10 anni di attività lavorativa, per le pensioni che maturano il diritto con decorrenza compresa tra l’entrata in vigore della legge ed entro il 31 Dicembre 2017.

Per coloro che maturano il diritto al prepensionamento a partire dal 1 gennaio 2018 invece è richiesto che abbiano svolto lavori usuranti per almeno la metà della propria vita lavorativa.

Per il calcolo dei requisiti oggettivi (7 anni negli ultimi dieci, o metà della vita lavorativa) vanno esclusi i periodi di attività lavorativa coperti totalmente da contribuzione figurativa (quali Cassa integrazione, mobilità, ecc., punto sul quale i sindacati chiedono comunque di fare chiarezza), mentre i periodi di malattia indennizzati, essendo normalmente coperti dacontribuzione figurativa parziale dovrebbero essere considerati utili (altro punto sul quale tuttavia viene richiesta chiarezza).

Soddisfatti questi criteri resta fermo il requisito contributivo minimo di 35 anni e il regime di decorrenza del pensionamento vigente al momento della maturazione dei requisiti, e la decorrenza di tutti i trattamenti pensionistici che usufruiscono dell'agevolazione (prepensionamento), non può avvenire prima dell'entrata in vigore del decreto legge.

Non ci sono riferimenti, nel testo del decreto, sulla maturazione dei requisiti pensionistici (pensione di anzianità) tramite il cumulo della contribuzione versata nelle Gestioni speciali dei lavoratori autonomi: secondo l'interpretazione dei sindacati tali lavoratori che rispetteranno i requisiti necessari per la pensione anticipata potranno usufruirne.

Dall'ultimo semestre 2008 fino al termine del 2012, il diritto al prepensionamento si matura con 35 anni di contribuzione, 57 anni e quota 94, ad eccezione del 2 semestre 2008 e primo semestre 2009 per i quali si tiene conto solo dell'età, e non della quota, e per il secondo semestre 2009 per il quale si applica quota 93.

Dal 2013, con il sistema a regime, i destinatari del prepensionamento, potranno maturare il diritto alla pensione di anzianità con almeno 35 anni di anzianità contributiva, almeno 58 (-3 anni) anni di età e quota 94 (-3).

Nel 2015 (con l'incremento dell'aspettativa di vita di 3 mesi) valgono i precedenti requisiti maggiorati di tre mesi.

Per quanto riguarda la tempistica per la presentazione delle domande prevede che: coloro che hanno già maturato i requisiti o li matureranno nel corso del 2011 devono presentare le domande entro il 30 settembre 2011, invece per chi matura il diritto successivamente al 1 gennaio 2012 la scadenza è il 31 marzo dell'anno di maturazione dei requisiti 'ridotti' presentando congiuntamente la documentazione attestante il diritto del lavoratore per tutto il periodo, che i datori di lavoro dovranno mettere a disposizione dei lavoratori.

La documentazione da allegare è: prospetto di paga; libro matricola, registro di impresa ovvero il libro unico del lavoro; libretto di lavoro; contratto di lavoro individuale indicante anche il contratto collettivo nazionale,territoriale, aziendale e il livello di inquadramento;ordini di servizio, schemi di turnazione del personale, registri delle presenze ed eventuali atti di affidamento di incarichi o mansione;documentazione medico-sanitaria; comunicazioni ai sensi dell’art. 12, comma 2, del decreto legislativo 8 aprile 2003,n. 66 ovvero comunicazioni di cui al successivo articolo 5, comma 1; comunicazioni di cui al successivo articolo 5, comma 2;carta di qualificazione del conducente di cui all’articolo 18 del decreto legislativo 21novembre 2005, n. 286 e certificato di idoneità alla guida; documento di valutazione del rischio previsto dalle vigenti disposizioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro; comunicazioni di assunzione ai sensi dell’articolo 9-bis, comma 2, del decreto legge15 ottobre 1996, n. 510, convertito in legge 29 novembre 1996, n. 608 e successive modificazioni; dichiarazione di assunzione ai sensi dell’articolo 4-bis, comma 2, del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181 contenente le informazioni di cui al decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 152; altra documentazione equipollente.

Il reperimento di tutta la documentazione potrebbe essere tutt'altro che semplice, ma le organizzazioni sindacali si stanno organizzando per aiutare i singoli lavoratori ad orientarsi.

Anche la telefonia ricorre ai tagli Dopo Telefonica tocca a Vodafone

Continua la stagione dei tagli. Questa volta tocca al settore della telefonia. Dopo la filiale spagnola del gruppo Telefonica, ha annunciato 6.500 esuberi, oggi è la volta di Vodafone che taglierà 480 posti di lavoro in Gran Bretagna, pari al 5% del suo organico nel Regno Unito. Lo scrive il 'Financial Times' spiegando che il taglio è legato alla chiusura di un call center a Swindon. La chiusura dell'ex 'cellular operations', fornitore di servizi di informazioni alla clientela e di servizi di fatturazione, segue il suo acquisto da parte di Vodafone avvenuto quest'anno, scriva ancora 'FT'. I servizi forniti dal centro dovrebbero essere rilevati dall'attuale staff del call center Vodafone, che serve una base clienti di 13 milioni.

Telefonica Spagna, filiale del gruppo Telefonica presente nella telefonia fissa in questo paese, aveva invece comunicato due giorni va alla Comissione Nazionale del Mercato dei valori (Cnmv, la Consob locale) che presenterà ai sindacti una richiesta di stato di crisi che comprende 15 mila esuberi nel suo personale, per "garantire la competitività dell'azienda". Un comunicato della Cnmv specifica che lo stato di crisi "parte dal principio della volontarietà, universalità e non discriminazione dei lavoratori negli esuberi", si protrarrà durante i prossimi cinque anni (2003-07) e non avrà alcun costo per il sistema del welfare pubblico. Il gruppo Telefonica ha attualmente un organico di 157.500 persone, delle quali circa 40 mila lavorano in Spagna.

Teleperformance: La Direzione assume comportamenti incomprensibili

- Comunicato Roma, 8 luglio 2011 -

A pochi giorni dalla firma di un accordo molto sofferto ed oneroso la direzione di Teleperformance sta assumendo atteggiamenti incomprensibili che non fanno che aumentare la tensione fra i lavoratori. Anziché impegnarsi a dare attuazione, in modo condiviso, a quanto pattuito al Ministero, registriamo una serie di strappi e cambi di programma incomprensibili e gravi.

La stessa incertezza sulla data di pubblicazione dei turni, prevista per l’11 p.v., non fa che destare sconcerto, dal momento che quella data è stata proposta dall’azienda stessa! A questo punto diventa del tutto inutile riunirsi per cercare soluzioni alle inefficienze quando l’unica, vera, inefficienza è quella dell’ azienda. Per quanto ci riguarda l’accordo aziendale sottoscritto a margine di quello ministeriale è rinviato sino a quando l’azienda non fermerà gli atti unilaterali e non inizierà adare attuazione ad un percorso condiviso.

Se entro una settimana non verranno convocati tavoli territoriali dove, in modo veramente condiviso, non si inizierà ad organizzare la gestione della CIG come pattuito e a verificare la situazione delle sedi romane, inizieremo senza indugioad organizzare iniziative sindacali adeguate.

Occorre che il management di Teleperformance si decida una volta per tutte a gestire quest’azienda in modo serio, condiviso e coerente.

Le Segreterie Nazionali

SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL UGL TELECOMUNICAZIONI

WIND RETAIL comunicato incontro 28-6-11


- COMUNICATO -
Il giorno 28 giugno si è svolto a Roma l’incontro fra Wind Retail e le Segreterie nazionali e Territoriali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL. L’incontro ha avuto per oggetto la situazione occupazionale dell’azienda, con particolare
riguardo alle sofferenze che si registrano in molti punti vendita a causa della scarsità di personale. L’azienda ha esordito presentando il quadro aggiornato della situazione occupazionale di Wind Retail. Acquisita nel 2009 con 372 dipendenti, oggi l’azienda ha 620 dipendenti e 160 punti vendita (principalmente collocati nel centro nord del Paese).
Il 95 % dei lavoratori ha un contratto a tempo indeterminato. I “tempi determinati” sono stati, sino ad oggi, quasi sempre confermati entro i 4 mesi. Per l’immediato futuro il management di Wind Retail conferma la volontà di puntare su rapporti di lavoro a tempo indeterminato, limitando il ricorso ai contratti interinali a poche situazioni collegate a picchi stagionali o particolari situazioni di emergenza.
Dei 620 dipendenti l’azienda ha dichiarato che 150 hanno un contratto full time (38 ore di lavoro settimanale), 90 hanno un part time a 35 ore, 170 a 30 ore, 180 hanno un part time a 24 ore e 20 persone fanno 20 ore settimanali. Su richiesta sindacale l’azienda ha sanato dal 1 luglio la situazione dei part time a meno di 20 ore settimanali, portandoli al 50%.
Pur confermando l’attuale dislocazione dei punti vendita e la volontà di confermare la propria presenza sul territorio, l’azienda ha annunciato la chiusura di un punto vendita nella provincia di Cagliari. I lavoratori a tempo indeterminato del punto vendita saranno riallocati nei rimanenti negozi della cagliaritano. Per quanto riguarda due lavoratori a tempo determinato impegnati nel negozio in chiusura, l’azienda si è dichiarata disponibile, su esplicita richiesta sindacale, a considerarli”bacino preferenziale” per i prossimi inserimenti che si potranno realizzare nei rimanenti punti vendita di Cagliari, confermando cosi', come evidenziato dal sindacato, che la professionalità e l'esperienza maturata non deve essere dispersa.
Da parte sindacale le OO.SS., pur esprimendo un giudizio favorevole sulla politica occupazionale complessiva dell’azienda e sulla esplicita dichiarazione aziendale di voler confermare anche per il futuro le scelte operate sino ad ora, si è rimarcato come in molte realtà aziendali ancora persistano forti difficoltà legate a situazione di sottorganico. In diverse regioni ancora oggi persistono punti vendita nei quali l’organico presente copre appena le esigenze di apertura, con evidenti problemi quando anche un solo lavoratore si assenta.
Da parte sindacale si è richiesta, sia per il consolidamento dell’occupazione che per la soluzione delle sofferenze di organico , la disponibilità aziendale ad aumentare ancora il numero di dipendenti a 30 ore settimanali. A riguardo l’azienda si è riservata di effettuare verifiche interne.
Sempre sulla questione degli organici dei punti vendita, l’azienda ha affermato che, a maggio, la situazione risulta essere migliorata. Nella realtà di Roma, una delle aree dove maggiormente si sono riscontrati disagi, nell’ultimo mese ci sono stati, sempre a detta dei responsabili aziendali, circa 7 episodi di cambio turno\sede di lavoro comunicati oltre le 48 ore. Nell’ottica di trovare una soluzione che possa contemperare le esigenze di far fronte ad emergenze dell’ultimo minuto con il rispetto del CCNL, l’azienda ha dichiarato di avere allo studio una proposta che vedrebbe l’inserimento di una risorsa che, facendo base in un punto vendita specifico, dia la propria disponibilità a coprire eventuali esigenze improvvise nell’arco di 50 chilometri di distanza massimo.
Da parte sindacale, pur ribadendo la preferenza per il consolidamento delle ore lavorate, è stato richiesto all’azienda di verificare ulteriormente le esigenze effettive e, nel prossimo incontro da svolgersi ai primi di settembre, illustrare con maggiore
precisione i contorni del progetto.
Sul tema dei rapporti in azienda, da parte sindacale si è insistito molto sull’urgenza che il clima positivo di condivisione che non si può che evidenziare a livello nazionale venga al più presto esportato dall’azienda anche a livello territoriale. Ancora troppe sono le segnalazioni di comportamenti di responsabili aziendali non in linea con quanto si è costruito sino ad oggi a livello nazionale. Sul tema dei depositi cassa in istituti bancari lontani dal punto vendita, le OO.SS. hanno
sollecitato all’azienda una soluzione finalmente risolutiva. Nel frattempo è stato esplicitamente richiesto ai responsabili di Wind Retail di ribadire a tutti i responsabili che queste attività, così come le operazioni di apertura e chiusura cassa, sono da
considerarsi a tutti gli effetti attività lavorative e, pertanto, da svolgersi in orario di lavoro.
Per ultimo, ma non per importanza, è stato ribadito da parte delle OO.SS il tema ferie, invitando l’azienda a dare corretta comunicazione sul periodo in cui le ferie non possono essere esercite e, al contempo, avere elasticità nell’accogliere, ove possibile, eventuali sporadiche richieste di lavoratori che dovessero cadere nel periodo suddetto.
LE SEGRETERIE NAZIONALI
SLC-CGIL FISTel-CISL UILCOM-UIL

NOTA DI REDAZIONE:
Nella foto Giovanni Sciuro RSU Wind sede di Catania

07 luglio 2011

Vodafone: intervista ad Alessandro Genovesi Segretario della Slc Cgil Nazionale

- ACCORDO VODAFONE -

Alessandro Genovesi, segretario della Slc Cgil, ha guidato la trattativa con Vodafone per il passaggio di 355 tecnici alla Ericsson. A lui, come già Massimo Forbicini, capo delle relazioni industriali del gruppo tlc, chiediamo di raccontare ai lettori del Diario come si è arrivati all'intesa.


Innanzi tutto: perché ci avete messo così tanto a trovare un accordo?

Abbiamo voluto coinvolgere il più possibile tutti i lavoratori. Infatti, abbiamo fatto tre giri di asemblee e ben tre votazioni. Non è stata una perdita di tempo, però, ma il metodo giusto perché tutti fossero al corrente dell'andamento del negoziato. Anche il percorso con cui si arriva a una intesa è importante, non solo il merito. E non ci sono solo i tempi dell'azienda, ma anche quelli dei lavoratori. Infatti, il referendum sull'accordo alla fine, è stato un successo. Se non avessimo impiegato tutto il tempo necessario non sarebbe andato così bene.


Quindi, solo un'esigenza di democrazia?

No. La vertenza è stata lunga anche perche', almeno nelle prime battute, Vodafone non aveva dato tutte le garanzie che noi chiedevano sul perimetro occupazionale coinvolto, né sul mantenimento dei livelli occupazionali, sia complessivamente che per quanto riguarda i 355 dipendenti direttamente interessati al passaggio ad Ericsson. Fino a quando non abbiamo avuto certezze, non si poteva chiudere. E per averle sono stati necessarie anche mobilitazioni e scioperi.


Pensa che la pratica delle esternalizzazioni sia ormai imprescindibile, per le imprese?

Assolutamente no, anzi. Ritengo che in alcuni settori, come quello delle Tlc, sia un errore. Portare intelligenze fuori da un'azienda è industrialmente sbagliato. Ma, più in generale, noto che il 90 per cento delle esternalizzazioni produce rapidamente riduzioni occupazionali fortissime. Questo perché le aziende che vi ricorrono generalmente le utilizzano come strumento per liberarsi dei lavoratori superflui. Con Vodafone abbiamo già discusso questo problema ai tempi dell'accordo Comdata. All'epoca, unitariamente con Cisl e Uil, avevamo chiesto una modifica dell'art 2112 del codice civile, che consentisse di stabilire che chi fa una cessione di personale per un dato numero di anni sia responsabile in solido del mantenimento dei livelli occupazionali e salariali del personale ceduto ad altre società.


E'' esattamente quello che avete ottenuto nell'accordo Vodafone...

Si, ma lo abbiamo portato a casa con estrema difficolta', e solo dopo una lunga vertenza. Il che dimostra che non e' cosi' pacifico che si vada in questa direzione.


Cosa valuta positivamente, nell'atteggiamento dell'azienda nella trattativa, e cosa negativamente?

Non mi è piaciuto un atteggiamento che definirei paternalista nei confronti dei dipendenti, che Vodafone ha dimostrato nella prima fase della trattativa. Un paternalismo che, in qualche modo, è l'altra faccia del senso di appartenenza al gruppo che sicuramente contraddistingue chi lavora in Vodafone. Ho invece molto apprezzato la coerenza dei dirigenti di Vodafone quando la Ericsson ha puntato i piedi contro la filosofia delle clausole sociali, e loro, invece, hanno tenuto duro.


Nello stesso giorno in cui è stato varato il vostro accordo le conferederazioni e la Confindustria hanno sottoscritto l'intesa su contratti e rappresentanza. Lei appartiene all'ala di minoranza interna della Cgil, come lo valuta?

Positivamente, perché prova a interrompere un ciclo e stabilisce regole, per quanto parziali. E' un accordo che forse non risolve tutti i problemi che abbiamo ereditato da anni di divisioni sindacali, ma che sicuramente rappresenta un passo avanti nella giusta direzione. Appena poche ore prima della firma, si profilava un avviso comune separato, dove si sosteneva che la contrattazione aziendale avrebbe sostituito il contratto nazionale.Certo, ora è tutto da costruire e occorrerà una coerenza enorme per farlo. Ma, ripeto, è un passo nella direzione giusta. Un tentativo, diciamo, ma che va tentato fino in fondo.Per questo ritengo sbagliato demonizzare l'intesa.


Si riferisce alla Fiom, che ha dichiarato guerra. Eppure, anche lei fa parte della corrente di minoranza che al congresso si era opposta alla linea di Susanna Camusso.

Prima ancora di essere un esponente della corrente di maggioranza o di minoranza, io sono un uomo della Cgil. Quanto alla Fion, il discorso è complesso. Oggi, credo che la categoria interpreti al meglio la voglia di partecipazione che c'è nel paese, sa fare "comunità'', sviluppare senso di appartenenza. E Maurizio Landini è un eccellente sindacalista, dal quale c'è da imparare molto. Inoltre, non si puo' immaginare la Fiom senza la Cgil, e viceversa: sono unite dallo stesso dna. Ciò detto, occorre che tutti la smettano di ragionare per vecchi schemi, accantonare l'ideologia del ‘'tradimento'', la divisione tra chi sta con la Fiom e chi con Susanna Camusso. Oggi la Cgil è in mare aperto, non ci sono più i punti di riferimento tradizionali. Dobbiamo imparare a mettere insieme radicalità e innovazione, se non vogliamo diventare residuali.


In altre parole, al direttivo del 5 luglio lei voterà si o no all'intesa?

Ragiono da sindacalista, e valuto gli accordi sul merito: se mi danno qualcosa, che sia tanto o poco, li approvo. Questa intesa ci toglie dall'angolo, e sicuramente ci consente di stare meglio di quanto stavamo prima della firma. Quindi, non ho dubbi sul mio si'.

06 luglio 2011

Agcom approva un nuovo schema di regolamento su gestione web. Internet regole più soft.

- di Alessandro Longo -

L’Autorità garante delle comunicazioni (Agcom) ha approvato oggi il testo della delibera sulla pirateria (“schema di regolamento in materia di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica”) e lo apre a una consultazione pubblica per 60 giorni. Agcom ha fatto modifiche sostanziali al testo precedente, venendo in parte incontro alle richieste di coloro che l’accusavano di essere un forma di “censura del web”.


I relatori sono Sebastiano Sortino e Gianluigi Magri (il presidente gli ha chiesto stamattina di ritirare le dimissioni e ha accettato). Il testo è stato approvato con il solo voto contrario di Nicola D’Angelo e l’astensione di Michele Lauria.


La procedura contro i contenuti illeciti

Si svolgerà in due fasi, secondo il nuovo testo. Nella prima, il detentore di diritti d’autore chiederà al sito di rimuovere entro quattro giorni un contenuto che considera illecito. “Qualora l’esito non risulti soddisfacente per una delle parti, questa potrà rivolgersi all’Autorità, la quale, a seguito di un trasparente contraddittorio della durata di 10 giorni, potrà impartire nei successivi 20 giorni (prorogabili di altri 15) un ordine di rimozione selettiva dei contenuti illegali o, rispettivamente, di loro ripristino, a seconda di quale delle richieste rivoltegli risulti fondata”, spiega l’Autorità in una nota. Se Agcom ritiene che il contenuto è davvero illecito, chiederà al sito di rimuoverlo. In caso di rifiuto, lo multerà con le tipiche sanzioni applicabili a chi disattende un ordine dell’Autorità: fino a 250 mila euro. Comunque il sito potrà rivolgersi al Tar del Lazio per opporsi alla multa. La procedura si blocca se una delle due parti si rivolge alla magistratura.


Contro i siti esteri c’è un elemento in più. Alla fine del contradditorio, Agcom sa di non poterli multare e per questo motivo, nel precedente testo, voleva esercitare il potere di inibizione all’accesso (cioè chiedendo ai provider internet di oscurare il sito agli utenti italiani). Adesso invece si limiterà a mandare avvisi ai provider, che saranno liberi di decidere se oscurarlo. In caso contrario, Agcom si rivolgerà alla magistratura, la quale potrà poi emanare un ordine di oscuramento.


Secondo i promotori della protesta contro la delibera (il movimento Sitononraggiungibile), il rischio adesso è che Agcom carichi la responsabilità sulle spalle dei provider; i quali certo non sono obbligati a oscurare il sito, su avviso di Agcom (non è un ordine, ma una segnalazione), ma poi potrebbero essere considerati corresponsabili della violazione del diritto d’autore dalla magistratura.


C’è un’altra incognita. A quanto risulta, Agcom manderà una segnalazione al governo, al quale chiederà alcune cose: “di facilitare l’accesso legittimo alle opere via internet; gli esporremo inoltre la difficoltà oggettiva di oscurare siti esteri, che possono continuamente cambiare indirizzo per evitare i filtri”, spiegano dall’Autorità. Secondo Fulvio Sarzana, avvocato esperto di diritto su internet e promotore della protesta, in questa segnalazione Agcom potrebbe anche chiedere al governo poteri più forti per oscurare i siti esteri (nel caso, all’interno del recepimento della direttiva europea Telecoms Package).


Le esclusioni

Agcom prevede una serie di esclusioni, per quanto riguarda i contenuti che potrebbero essere rimossi. La misura non riguarderà infatti “i siti non aventi finalità commerciale o scopo di lucro; l’esercizio del diritto di cronaca, commento, critica o discussione; l’uso didattico e scientifico; la riproduzione parziale, per quantità e qualità, del contenuto rispetto all’opera integrale che non nuoccia alla valorizzazione commerciale di questa”.


La promozione dell’offerta legale

Parte della delibera è mirata a promuovere l’offerta legale di opere sul web. Obiettivi: “individuazione di misure di sostegno allo sviluppo dei contenuti digitali e delle soluzioni idonee alla riduzione delle barriere normative”. “Elaborazione di codici di condotta dei gestori dei siti e dei fornitori di servizi di media audiovisivi e radiofonici”. “Promozione di accordi tra produttori e distributori per la riduzione delle finestre di distribuzione, e la messa a disposizione di contenuti con modalità di acquisto semplificate e a costi contenuti”. “Promozione di accordi tra operatori volti a semplificare la filiera di distribuzione dei contenuti digitali relativi alle nuove modalità di sfruttamento favorendo l’accesso ai contenuti premium”. “Individuazione di criteri e procedure per l’adozione di accordi collettivi di licenza”. “Realizzazione di campagne di educazione alla legalità nella fruizione dei contenuti”. “Osservatorio per monitorare i miglioramenti della qualità e le riduzioni dei prezzi dell’offerta legale di contenuti digitali”.


Il presidente Corrado Calabrò ha dichiarato: “Abbiamo messo a punto un testo attentamente riconsiderato, dal quale sono state eliminate ambiguità e possibili criticità, fugando così qualsiasi dubbio sulla proporzionalità e sui limiti dei provvedimenti dell’Autorità e sul rapporto tra l’intervento amministrativo e i preminenti poteri dell’Autorità giudiziaria”. “E’ nostra intenzione stimolare un dibattito approfondito e aperto a tutti i contributi e a tutte le voci della società civile, del mondo web e di quello produttivo, della cultura e del lavoro. In questo spirito ho anche dato la mia disponibilità a un’audizione presso le competenti Commissioni parlamentari sullo schema di regolamento qualora il Parlamento lo ritenga opportuno”.