21 febbraio 2011

Telecom Italia: l'invivibilità del 187

COMUNICATO

In queste ultime settimane, come Segreterie Nazionali di Slc Fistel e Uilcom, abbiamo ricevuto da parte delle nostre strutture territoriali e dalle RSU continue segnalazioni che denunciano un peggioramento del clima lavorativo all'interno del mondo 187 che ha portato, soprattutto in alcune Regioni, l'uscita di comunicati di denuncia e l'avvio delle procedure di sciopero.

Mentre da un lato Telecom si assicura il premio come migliore servizio clienti in Italia, grazie al lavoro dei tanti operatori (malgrado l'invivibilità nel settore per colpa di qualche responsabile), le linee operative oltre ad "asfissiare" quotidianamente con i vari sondaggi i lavoratori in maniera sistematica e continua, oltre a rendere sempre più invivibile l’ambiente lavorativo con continue pressioni per il raggiungimento degli obiettivi, arrogano il diritto anche di venire meno al rispetto del contratto nazionale e degli accordi sindacali. Infatti, sembrerebbe che vengano negate il più delle volte le richieste di permessi a vario titolo, quali Mamma-Papà, permessi EF fino ad arrivare in alcuni casi a negare la fruizione dei permessi per la legge 104!!

A tutto questo, dobbiamo aggiungere la mancata applicazione dell'accordo "60/40" che aveva l'obiettivo di dare tramite job rotation la possibilità al lavoratore di alternare attività di Front End a quello di Back Office.

Le Segreterie Nazionali condannano tutto questo, evidenziando un comportamento sempre più scorretto da parte dei responsabili della Linea 187.

Invitiamo immediatamente l'azienda a porre rimedio a quanto sta accadendo all'interno del settore, ed a convocare subito "la Commissione Benessere" sia del “fisso” (MAI CONVOCATA), sia del “mobile” per riaprire la discussione sulla vivibilità interna dei Customer di Telecom Italia.

LE SEGRETERIE NAZIONALI

SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL


187 - Telecom Italia - Malumori in diverse Province e Regioni d'Italia

Si moltiplicano sempre più i comunicati e l'apertura delle procedure di raffreddamento per il 187 in tutti i territori italiani. Malessere, criticità e forti anomalie sono state denunciate, tramite le Associazioni Sindacali, dai lavoratori di Telecom Italia che puntano principalmente "sulle precarie condizioni in cui si trovano ad operare a causa di una insufficiente organizzazione del lavoro messa in atto dall’azienda".

Una telenovela che dura da tempo sotto una "Regia Centralizzata a Napoli" che fa acqua da tutte le parti, soffre di sindrome di onnipotenza ed impone dictat su tutto e su tutti (responsabili e supervisor compresi). Una tristezza infinita che stride difronte ad un "Progetto Benessere" che puntualmente viene disatteso da qualche "ATTORE" che vuol rimanere cieco e sordo a quella che dovrebbe essere la linea guida creata in azienda. Vi terremo aggiornati sugli ulteriori sviluppi in modo da poter fornire alle altre realtà territoriali italiane un'opportunità di raffronto, avendo la consapevolezza che il "Tam Tam del web" rimane lo strumento più veloce ed efficace per fare e dare informazione nel mondo.

20 febbraio 2011

Insubordinazione del lavoratore: la giusta causa di licenziamento deve essere proporzionata ai fatti commessi

"Per stabilire in concreto l'esistenza di una giusta causa di licenziamento, che deve rivestire il carattere di grave negazione degli elementi essenziali del rapporto di lavoro ed in particolare di quello fiduciario, occorre valutare da un lato la gravità dei fatti addebitati al lavoratore, in relazione alla portata oggettiva e soggettiva dei medesimi, alle circostanze nelle quali sono stati commessi ed all'intensità dell'elemento intenzionale, dall'altro la proporzionalità fra tali fatti e la sanzione inflitta, stabilendo se la lesione dell'elemento fiduciario su cui si basa la collaborazione del prestatore di lavoro sia in concreto tale da giustificare o meno la massima sanzione disciplinare". E' quanto ribadito dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 3596 del 14 febbraio 2011 in merito al caso di un lavoratore licenziato per asserita giusta causa, consistente nell'essersi presentato al lavoro, sebbene in ferie, e di essersi rifiutato di uscire dallo stabilimento nonostante i ripetuti inviti in tal senso da parte dei superiori. Il Giudice di primo grado riteneva legittimo il licenziamento intimato al dipendente, rilevando che le condotte del lavoratore integravano una negazione pubblica e palese del dovere di obbedienza nonché una sfida aperta al potere direzionale del datore di lavoro e dunque costituivano un'insubordinazione di gravità tale da impedire la prosecuzione anche provvisoria del rapporto di lavoro. La Corte d'Appello, invece, dichiarava illegittimo il licenziamento affermando, in particolare, che la condotta tenuta dal lavoratore non appariva tale, né sotto il profilo oggettivo né sotto quello soggettivo, da ledere insanabilmente il rapporto fiduciario con il datore di lavoro. La Suprema Corte, rigettando il ricorso proposto dalla società datrice di lavoro, sottolinea come la Corte d'Appello, con congrua motivazione, abbia precisato i fatti provati e rilevato che "non risulta in alcun modo che il lavoratore abbia tenuto un comportamento agitato e scomposto, che abbia dato in escandescenza, alzato la voce o assunto atteggiamenti aggressivi o minacciosi, mentre deve ritenersi incontestato che egli manifestò il proprio rifiuto di lasciare lo stabilimento in forma del tutto civile e corretta, limitandosi a chiedere conferma scritta di quello che, secondo la stessa tesi aziendale, era stato solo un accordo verbale preso con i suoi superiori circa la collocazione in ferie". Inoltre il lavoratore riteneva - non importa se a torto o a ragione - di essere vittima da oltre sei mesi di un comportamento illegittimo del datore di lavoro consistente in un suo pesante dimensionamento; circostanza questa che assume rilievo nell'escludere o ridimensionare la gravità dell'insubordinazione, avvalorando la tesi che il lavoratore avesse reagito ad un comportamento del datore di lavoro ritenuto arbitrario.

19 febbraio 2011

Nota di Emilio Miceli (Segretario Generale Slc Cgil) sui Call-Center

"Quella dei call center rischia di essere una nicchia di povertà dentro un settore, quello delle tlc, altamente innovato ed innovativo, e questa è la prima contraddizione. Per di più è minacciato più in generale dai processi di delocalizzazioni a cominciare dall’italiana Alitalia che pensa di servire nel migliore dei modi i propri clienti ricorrendo ai call center in Albania. E il popolo dei part time non più giovane e desideroso di avere retribuzioni tali da poter vivere decorosamente. Oggi non è così, paradossalmente è all’ordine del giorno il problema dell’innalzamento dell’orario di lavoro. Sacconi non lo capirà mai ma un lavoro di quattro ore non può che essere o volontario o transitorio. Abbiamo chiesto al governo di inaugurare un tavolo per affrontare i problemi del lavoro e dell’impresa. Ovviamente ci è stato risposto di sì ed altrettanto ovviamente non se ne è fatto nulla. Ma che siamo in assenza di governo lo si vede platealmente tutti i giorni. Con Fistel Cisl e Uilcom Uil abbiamo già deciso di riprendere la mobilitazione sulla base di un’analisi condivisa. Passeremo unitariamente dalle parole ai fatti".

18 febbraio 2011


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18 febbraio 2011

Il settore dei call center è in crisi. Lo ribadisce Emilio Miceli, segretario generale della Slc (Sindacato lavoratori comunicazione) aderente alla Cgil. Tanto che i posti di lavoro a rischio nel settore sono quasi 13 mila (di cui 1.800 in Lombardia, 1.600 in Piemonte e Calabria, 1.450 in Sicilia, 1.100 in Lazio e Puglia). E per questo Miceli ha annunciato una mobilitazione unitaria con Fistel-Cisl e Uilcom-Uil.

Il 70% degli addetti nei call center è concentrato nelle regioni meridionali, il 68% è di sesso femminile e ha un’età inferiore ai 40 anni. Da settembre del 2009 sino a oggi, i posti di lavoro persi sono già 8.600. Il settore, ha spiegato ancora Miceli, è inoltre minacciato da processi di delocalizzazione, “a cominciare dall’italiana Alitalia, che pensa di servire nel migliore dei modi i propri clienti ricorrendo ai call center in Albania”.

Sul tema è intervenuta anche Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, che ha spiegato come da parte del Governo via una “totale disattenzione” rispetto al problema, dato che “da più di un anno avrebbe dovuto dare risposte” aprendo un tavolo ad hoc. Camusso ha anche spiegato che “la politica introdotta dal ministero del Welfare, riducendo i controlli, ha incentivato il fenomeno del sommerso e del lavoro nero”.

Numeri che fanno puntare al sindacato il dito contro le delocalizzazioni e l'assenza di una vera politica industriale per l'intera filiera delle telecomunicazioni. Secondo l'Slc, infatti, il settore risente sì della crisi generale, ma anche di problematiche specifiche come "un rapporto squilibrato tra le grandi aziende committenti e i call center in outsourcing, con gare al massimo ribasso e assegnazioni a valori anche inferiori ai costi minimi contrattuali e infrastrutturali; il venir meno di alcuni incentivi fiscali e previdenziali, che rendono difficile sostenere i conti economici delle aziende; l'assenza di una politica industriale per l'intera filiera delle telecomunicazioni e, infine, una nuova e massiccia fase di delocalizzazioni di attività, spinta e richiesta direttamente dai grandi

Emittenza - accordo CCNL 16 febbraio 2011

Nella serata del 16 febbraio è stata siglata l’ipotesi di rinnovo del Contratto Collettivo nazionale di Lavoro dell’emittenza radiotelevisiva privata.
Si è trattato di un rinnovo difficile: all’apertura delle trattative nel luglio 2010 le controparti mettevano in discussione la possibilità di affrontare la parte economica e quella normativa, proponendo di procedere al solo rinnovo economico, vista la situazione di crisi e disorientamento del settore, nella fase del passaggio al digitale. La posizione è stata respinta da parte sindacale.
Negli incontri che si sono succeduti dalla ripresa autunnale è stata con difficoltà rimossa un’ulteriore resistenza dalle controparti relativa all’introduzione dell’elemento di garanzia retributiva per le aziende che non effettuano la contrattazione sul premio di risultato.
A fronte del perdurante stato di crisi che ha continuato a investire soprattutto l’emittenza locale (taglio dei finanziamenti, contenzioso sull’assegnazione della numerazione dei canali e delle frequenze) la concreta possibilità di rinnovare il Contratto è stata numerose volte a rischio.
Pertanto le parti hanno convenuto di concentrare, quanto possibile, i costi contrattuali sugli incrementi delle retribuzioni, cadenzando gli altri impegni che comportassero oneri in tempi successivi, e di negoziare sugli aspetti relazionali e normativi che non comportassero costi.
L’ipotesi di rinnovo, pertanto, è costituita da:
- avanzamenti sul sistema di informazione (massima tempestività possibile nel fornire informazioni da parte aziendale ed aggiunta alle materie oggetto dell’informazione di “straordinari mutamenti tecnologici e/o organizzativi”) e sull’Osservatorio Nazionale istituzione della Commissione Pari Opportunità con compiti precisati e predisposizione, entro il 31-12-2011, della proposta di attivazione di un “Organismo Bilaterale” sulla formazione professionale, individuandone strumenti e regole di funzionamento.
- introduzione, per la prima volta nel settore e con la previsione di tempi certi (il 31-12 2011), della definizione degli schemi da adottare per il premio di risultato per le aziende che non abbiano già tale istituto e della definizione dell’elemento di garanzia retributiva (che sarà erogato a partire da 2013).

18 febbraio 2011

Unità d’Italia: il 17 marzo sarà festa, scuole, fabbriche e uffici chiusi.

Il 17 marzo sarà festa nazionale per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Il consiglio dei ministri alla fine ha “unificato”. La Lega si estranea dall’unità, sia quella nazionale che quella governativa, definendo il tutto una “vera e propria follia”. Dunque scuole, uffici e fabbriche resteranno chiusi.

Il decreto legge che considera giorno festivo il 17 marzo 2011 prevede che ”al fine di evitare nuovi e maggiori oneri a carico della finanza pubblica e delle imprese private, per il solo anno 2011 gli effetti economici e gli istituti giuridici e contrattuali previsti per la festività soppressa del 4 novembre non si applicano a tale ricorrenza ma, in sostituzione, alla festa nazionale per il 150/o anniversario dell’Unità d’Italia”.

Il governo ha comunque ricevuto molti segnali giunti sia dalla società civile che dalle autonomie locali. L’associazione dei presidi per esempio ha ribadito quanto aveva sostenuto nei giorni scorsi, e cioè che le scuole devono stare chiuse, come in tutte le feste che si rispettino. Similmente, nei giorni scorsi era arrivato l’appello concorde sia dell’Associazione dei Comuni italiani (Anci) che dell’Unione delle Province (Upi).

La Corte Costituzionale ha affermato l’equiparabilità del lavoro effettuato all’interno della famiglia alle altre forme di lavoro

Nel sistema italiano esiste una legge che rappresenta un po’ un fiore all’occhiello, una legge cui molti all’estero guardano con attenzione e che riconosce la pericolosità del lavoro domestico notorio essendo che proprio le mura domestiche rappresentano una fonte di pericolo di non secondario rilievo. L‘assicurazione per le/i casalinghe/i è entrata in vigore dal 1° marzo 2001.

Le fonti normative sono: la legge 493/99, recante “Norme per la tutela della salute nelle abitazioni ed istituzione dell’assicurazione contro gli infortuni domestici “ i DD.MM. 15/9/2000 e 31/1/2006, la Legge 296/2006

La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 28 del 1995, ha affermato l’equiparabilità del lavoro effettuato all’interno della famiglia – per il suo valore sociale ed economico – alle altre forme di lavoro, riconoscendo allo stesso il diritto alla tutela previsto dall’art. 35 della Costituzione. In conseguenza di ciò ed anche per la spinta delle Associazioni delle casalinghe, il nostro Parlamento, primo in Europa, ha emanato nel 1999 la legge n. 493, che tutela la salute nelle abitazioni ed istituisce l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni domestici. Detta Legge all’articolo 6 comma 1 richiama letteralmente il principio posto dalla Corte Costituzionale prevedendo: “Lo Stato riconosce e tutela il lavoro svolto in ambito domestico, affermandone il valore sociale ed economico connesso agli indiscutibili vantaggi che da tale attività trae l’intera collettività”.Le persone soggette all’obbligo assicurativo perché svolgono in via esclusiva l’attività di cure domestiche sono, secondo le stime dell‘ INAIL, poco piu’ di 8 milioni; ad oggi le persone assicurate sono meno della metà ( 2.119.255), anche se il loro numero è cresciuto del 20% rispetto al 2001, quando é entrata in vigore la legge che ha reso obbligatoria l’assicurazione. Attualmente sono allo studio forme di evoluzione e di estensione della tutela che dovrebbero consentire un ampliamento del novero degli assicurati.

l premio assicurativo pro capite è stato fissato in euro 12,91 per anno solare ed è posto a carico della persona assicurata. Sono esonerati dal versamento, ed in questo caso la spesa dell’assicurazione è sostenuta dallo Stato i soggetti titolari di: un reddito proprio non superiore a € 4.648,11 annui e un reddito familiare non superiore a € 9.296,22

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Cassazione: la pausa caffè fa bene al lavoro

Cassazione (sentenza 4509/11), tutte le pause finalizzate al recupero delle «energie psico-fisiche» fanno bene al lavoro in quanto dopo la pausa segue un «migliore espletamento del servizio». Tra le pause lavoro, però, non sono «omologabili alle finalità di ristoro» quelle fatte «per scopi familiari».

La Suprema Corte ha bocciato il ricorso di un maresciallo dei carabinieri che, durante l’orario di servizio, si era assentato per un quarto d’ora per andare a parlare con la ex moglie sull’eventuale vendita della casa comune. L'uomo è stato condannato dalla Corte militare d’Appello di Roma a due mesi e venti giorni di reclusione per il reato di violata consegna aggravata.

Il carabiniere si è rivolto alla Cassazione sostenendo da una parte che non c’era stato abbandono dell’itinerario di servizio poichè la residenza della ex moglie rientrava nell’itinerario prescritto dall’ordine di servizio. E che in fondo si era trattato di una pausa assimilabile a quella per un caffè al bar.

La Suprema Corte, invece, ha evidenziato che «la Corte di merito, con motivazione adeguata e coerente, ha ravvisato nella sosta attuata dall’imputato per scopi familiari in un contesto di separazione, una finalità non omologabile a quelle di ristoro e, in genere, di rafforzamento delle proprie energie psico-fisiche utili al migliore espletamento del servizio». Non c'entra «il richiamo difensivo delle soste al bar per un caffè», perchè la pausa per motivi personali è stata «concretamente ostativa al corretto svolgimento dell’attività di vigilanza sul territorio».

Licenziamento illegittimo se la contestazione disciplinare viene fatta dopo 2 mesi

Sulla scia dell’orientamento prevalente, per non dire univoco, la Corte di Cassazione interviene sulla legittimità di un licenziamento comminato a distanza di due mesi dal fatto disciplinarmente rilevante. Secondo la sentenza n. 3043/2011 della sezione lavoro della Cassazione è illegittimo il licenziamento se la contestazione viene fatta dopo due mesi.

La Corte ha così rigettato il ricorso di una cooperativa che aveva licenziato un socio lavoratore (dipendente), con una telegramma, contestando all’uomo un fatto avvenuto ad agosto. Il socio lavoratore era stato reintegrato dal Tribunale di Genova che aveva stabilito l’illegittimità del licenziamento.

Gli ermellini, ritenuta applicabile la disciplina della tutela reale anche al socio lavoratore della cooperativa hanno applicato il principio secondo cui una contestazione a due mesi di distanza “dal fatto è ingiustificata e dev’essere considerata tardiva”, anche in considerazione che “la giurisprudenza di legittimità individua la ratio del principio dell'immediatezza della contestazione disciplinare (desumibile dall'art. 7 dello statuto dei lavoratori) nell'obbligo di osservare le regole della buona fede e della correttezza nell'attuazione del rapporto di lavoro, e ritiene che non sia consentito all'imprenditore-datore di lavoro di procrastinare la contestazione medesima in modo da rendere difficile la difesa del dipendente o perpetuare l'incertezza sulla sorte del rapporto; nel licenziamento l'immediatezza della contestazione si configura dunque quale elemento costitutivo del diritto di recesso del datore di lavoro”.

POSTE: SLC/CGIL, RISCHIO CONSEGNA POSTA A GIORNI ALTERNI PER 10 MLN DI ITALIANI E 4000 NUOVI ESUBERI

“Il Contratto di Programma già siglato dall’AD di Poste Italiane ing. Sarmi e dal Ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani, attualmente in attesa di autorizzazione da parte del CIPE, contiene elementi che riteniamo essere disastrosi, in prospettiva, per il servizio postale, che potrebbe determinare un impatto negativo su circa 10 milioni di utenti che riceveranno la posta (giornali compresi) un giorno si ed uno no, venendo di fatto trattati come cittadini di serie A o di serie B in base alle caratteristiche del territorio in cui vivono.”

“Viene così tradito lo spirito del servizio universale (come previsto dalla Direttiva europea 2008/6/CE e dal Dlg che la recepisce) che prevede infatti che l’erogazione del servizio debba essere garantita a tutti i cittadini, in qualsiasi luogo, per almeno 5 giorni a settimana.”

“In un momento storico in cui si registra un forte depauperamento delle risorse degli enti locali – ricorda il comunicato - sembra inoltre essere una beffa delegare, agli stessi enti, la determinazione a proprio carico della permanenza del servizio postale sul proprio territorio. Riteniamo che oltre a mettere a rischio tutto ciò che è servizio continuativo, questa gestione possa determinare oltre 4.000 nuovi esuberi, che si aggiungerebbero ai 6.000 recentemente gestiti attraverso un sofferto accordo sindacale.”

“Tali criticità si sommano a quanto già accaduto e denunciato dalla nostra organizzazione, riguardo la consegna dei giornali e delle raccomandate J+1, gestita attraverso processi di esternalizzazione dell’attività e con l’uso strutturale dello straordinario, modalità che poco hanno a che vedere con l’idea di razionalizzazioni e di sviluppo che l’azienda immaginava di realizzare attraverso una distribuzione dell’attività lavorativa su 5 giorni.”

“Certi di riscontrare da parte degli altri sindacati di categoria la stessa determinazione nel contrastare le scelte inopportune che si stanno compiendo, chiediamo a Poste Italiane maggiore coerenza rispetto agli impegni presi a garanzia della tenuta occupazionale e del mantenimento della qualità del servizio universale e al Governo maggiore rispetto delle esigenze dei cittadini e dei servizi da garantire in un Paese civile.”

17 febbraio 2011

Inivio telematico della certificazione di malattia: Circolare INCA 26/2011/RS/rb - Poste

OGGETTO: flusso telematico di trasmissione della certificazione di malattia.

L’Istituto, ha dato indicazioni alle proprie Strutture territoriali circa le modalità di funzionamento del flusso telematico di trasmissione dei certificati di malattia dei lavoratori, sia del settore privato che del settore pubblico, da parte dei medici del Servizio Sanitario Nazionale o con questo convenzionati, in conformità alle disposizioni normative emanate in materia (1), sia con le circolari n. 60 del 16.04.2010, n. 119 del 7.09.2010, n. 164 del 28.12.2010, n. 21 del 31.01.2011 e messaggi n. 18901 del 16.07.2010 e n. 2597 del 2.02.2011, sia con varie iniziative formative. Flusso telematico che si esplica nel modo seguente:

Ø i medici certificatori (dipendenti o convenzionati con SSN) acquisiscono ed inviano i certificati al sistema di accoglienza centrale (SAC) del Ministero dell’economia e delle finanze che provvede ad inoltrarli all’Inps; inoltre, possono annullare i certificati entro il giorno successivo al rilascio e rettificare la data di fine prognosi entro il termine della stessa, sempre utilizzando i servizi erogati dal SAC (circ. n. 60/2010 pag. 3-4);

Ø dopo l’invio all’Inps, il SAC restituisce al medico il numero identificativo per la stampa del certificato e dell’attestato da consegnare, entrambi, al lavoratore (circ. n. 60/2010 pag. 4);

Ø negli eventuali casi di collegamenti Internet difficoltosi, i medici certificatori in possesso del PIN rilasciato dalle Sedi Inps con lo stesso profilo assegnato per la certificazione dell’invalidità civile, possono, tramite il numero verde 800180919 fruire dei servizi di acquisizione, annullamento, rettifica o consultazione di uno o più certificati di malattia (msg. n. 2597/2010);

Ø l’Inps, sulla base delle informazioni presenti sulle proprie banche dati e dei servizi forniti dall’Inpdap, individua, per l’intestatario del certificato il datore di lavoro al quale mettere a disposizione l’attestato (circ. n. 60/2010 pag. 4);

Ø l’Inps rende disponibili ai datori di lavoro, sul proprio sito Internet, funzioni di consultazione e di stampa degli attestati con elementi di ricerca diversi, previo riconoscimento tramite PIN (circ. n. 60/2010 pag.4, msg. n. 18901/2010). In alternativa il datore di lavoro può scegliere l’utilizzo della Posta Elettronica Certificata (2) (circ. n. 119/2010);

Ø L’Inps, mette a disposizione dei lavoratori i certificati loro intestati accedendo al sito Internet dell’Istituto. In relazione alle credenziali di accesso utilizzate, vengono visti tutti i certificati (accesso con PIN) o solo l’attestato, (accesso con codice fiscale e numero del certificato).In alternativa, il cittadino può scegliere l’utilizzo della Posta Elettronica Certificata (3) (circ. n. 164/2010);

Ø l’Inps canalizza verso le proprie Sedi i certificati degli aventi diritto all’indennità di malattia per la disposizione di visite mediche di controllo e, nei casi previsti, per il pagamento diretto delle prestazioni (circ. n. 60/2010 pag. 6-7).

Si ricorda,altresì, che la citata circolare n. 60 del 16.04.2010 ha specificato che l’Istituto fornisce assistenza, relativamente all’utilizzo dei propri servizi, ai lavoratori e ai datori di lavoro sia pubblici che privati tramite gli operatori del Contact Center Integrato Inps-Inail. L’assistenza ai medici dipendenti o convenzionati con il Servizio Sanitario Nazionale, per eventuali anomalie o malfunzionamenti del flusso, viene fornita dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Note:

(1) D.P.C.M. del 26 febbraio 2008 cui si è data attuazione con il D.P.C.M. del 26 febbraio 2008, art. 55 septies del decreto lgs. n. 165/2001 introdotto dall’art. 69 del decreto lgs. n. 150/2009, in attuazione della legge n. 15/2009.

(2) Previa richiesta da inoltrare all’indirizzo di posta elettronica certificata di una Sede dell’Istituto da parte del datore di lavoro, gli attestati possono essere inviati al medesimo tramite PEC.

(3) Il cittadino, facendone apposita richiesta, può scegliere di ricevere gli attestati alla sua casella di Posta Elettronica Certificata.

Ruggero Golino

Leggi invio telematico certificato malattia.doc

Concetta Raia: Forte segnale da Catania per “Se non ora, quando?”

Anche da Catania è arrivato un forte segnale di risveglio e di voglia di riscatto di migliaia di uomini e di donne che hanno aderito, me compresa, massicciamente alla manifestazione di domenica 13 febbraio.Una “bella” piazza composta da due, ma anche tre generazioni, di diverso colore politico, diversa formazione o cultura, a dire, tutti insieme, civilmente, con entusiasmo, a questo governo: Basta, Berlusconi dimettiti!

Onorevole Concetta Raia

www.concettaraia.com

Berlusconi dimettiti:

Oltre quattro milioni di moduli per raccogliere le firme per le dimissioni di Silvio Berlusconi, accompagnati da una lettera del segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, saranno recapitati nei prossimi giorni alle famiglie italiane.

L’iniziativa del Partito Democratico servirà a sostenere una mobilitazione straordinaria, la quale consentirà ai cittadini di porre la firma e di rendersi a loro volta protagonisti della raccolta delle firme per le dimissioni del presidente del Consiglio. L’obiettivo è di mettere insieme tutte le firme raccolte per portarle a palazzo Chigi il giorno 8 marzo. Considerata la forte adesione degli italiani all’iniziativa che il Pd ha promosso in ogni città d’Italia e anche tra gli italiani all’estero, tutto lascia prevedere che potrebbe essere addirittura superata la meta dei dieci milioni di firme.

Prosegue nel frattempo la raccolta di firme per le dimissioni di Berlusconi attraverso i canali già previsti. Il prossimo fine settimana, per esempio, i circoli italiani organizzeranno 5.000 banchetti per la raccolta delle firme in tutta Italia. Inoltre, davanti a molti cinema, saranno organizzati banchetti che uniranno la raccolta delle firme per le dimissioni di Berlusconi e le proteste contro l’aumento di un euro del biglietto di ingresso, rincaro che scatterà dal 1 luglio a causa del provvedimento mille proroghe appena approvato al Senato dalla maggioranza.

Ciascun cittadino può in ogni caso continuare a firmare online per le dimissioni di Berlusconi o scaricare un modulo per raccogliere a sua volta le firme nel sito: www.partitodemocratico.it/berlusconidimettiti

RLS: Nota incontro sicurezza del 11 Febbraio 2011

Venerdì 11 febbraio u.s. si è svolto l’incontro tecnico a seguito di quello politico del giorno precedente relativo al tema della sicurezza sul lavoro. Erano presenti gli RLS Siciliani il CPAT Sud operante in Sicilia la funzione SPPA Sud, Relazioni Sindacali, Facility Sud, Engineering Sud.
All’ordine del giorno oltre all’approfondimento richiesto sulla tematica infortuni e parco auto sono stati aggiunti: Approfondimento Valutazione Stress lavoro correlato, Progetto Long Term, Aggiornamento attività operative sugli immobili di Palermo.
Il RSPP ha illustrato i dati degli infortuni occorsi nell’anno 2010 facendo un particolare focus su quelli legati agli incidenti stradali ed in particolare degli 11 avvenuti solo 5 sono incidenti sono stati provocati mentre gli altri sono incidenti subiti. Il RSPP ha, inoltre, sottolineato che nessuno dei 5 subiti sono incidenti legati direttamente all’attività lavorativa specifica dell’infortunato, ma sono incidenti stradali occorsi durate la giornata lavorativa per lo spostamento tra un posto di lavoro ad un altro per cui non necessitano azioni di miglioramento nel DVR ed è valida la procedura per l’utilizzo di auto sociali. Inoltre analizzando il trend degli infortuni degli ultimi quattro anni non si evincono particolari incrementi.

Call Center: Rispondono albanesi, romeni, tunisini: parlano un italiano stentato, ma costano molto meno

ROMA - Vite in standby nei call center di tutta Italia. Di quest’universo composto, per lo più, da donne under-40 laureate e precarie, hanno parlato film, documentari, libri e inchieste giornalistiche. Guadagnano meno di mille euro al mese. Fanno orari massacranti. Eppure rischiano di vedersi soffiare il posto da «colleghi» albanesi, romeni e tunisini che parlano un italiano più stentato ma costano molto meno. E l'ultima frontiera del precariato, la delocalizzazione dei call center. Se ne parlerà nella «Terza conferenza nazionale delle lavoratrici e lavoratori dei call center» organizzata a Roma venerdì 18 e sabato 19 febbraio da Slc-Cgil (il principale sindacato del settore) per fare il punto sul settore.
Un call center a Roma TELEFONI TRASFERITI ALL'ESTERO - La delocalizzazione colpisce anche il Lazio: spariscono posti nei call center perchè i centralini sono stati spostati all'estero, ed ora impiegano schiere di non-immigrati; extracomunitari (ma anche cittadini comunitari, come i romeni), che non hanno più bisogno di arrivare in Italia per trovare lavoro presso una società tricolore.
Alla conferenza di Roma, i delegati locali si ritroveranno insieme al Segretario della Cgil, Susanna Camusso, ad analizzare questo ed altri problemi di un settore duramente colpito dalla crisi (nel 2010 si sono persi 8mila posti di lavoro in tutta Italia) e avanzare nuove proposte. «Il Lazio è una delle regioni dove l’occupazione è più a rischio. Abbiamo diverse situazioni critiche che teniamo sotto osservazione», afferma Natascia Treossi, segretario Slc-Cgil di Roma e Lazio.

Slc/Cgil, affossamento definitivo della produzione culturale e spettacolo

Comunicato Stampa

“Il voto di fiducia con il quale il Senato ha approvato il decreto Milleproroghe certifica la volontà politica di questo Esecutivo di far morire per inedia la produzione culturale e lo spettacolo.” Così una nota ufficiale di Slc/Cgil, il principale sindacato di settore.

“Il propagandistico contributo di 3 milioni di euro per le fondazioni lirico sinfoniche, ancorato al decreto legislativo n. 64 trasformato nella legge 100, è nei fatti erogato a non più di due realtà produttive su 14. Inoltre il contributo di 15 milioni di euro è un palliativo che non risolve certamente le gravi problematiche di un settore volutamente messo in crisi nella sua produzione-programmazione con i pesanti tagli della finanziaria e i decreti attuati da questo governo nei nostri Comparti.”

“Il 28 febbraio attiveremo il coordinamento nazionale unitario delle fondazioni lirico sinfoniche per proclamare lo stato di agitazione” conclude la nota.

Roma,16 febbraio

16 febbraio 2011

Call center, 18-19 febbraio III conferenza nazionale

Si svolgerà a Roma il 18 e 19 febbraio, presso il centro Congressi Cavour (Via Cavour 50), la Terza Conferenza Nazionale delle lavoratrici e lavoratori dei call center, organizzata da Slc Cgil, il principale sindacato del settore.

“La Terza Conferenza Nazionale – commenta Alessandro Genovesi, segretario Slc – sarà un appuntamento importante per noi e ci auguriamo anche per i nostri interlocutori, soprattutto in un momento di forte difficoltà del settore, con aziende che ricorrono sempre più a delocalizzazioni e a un dumping selvaggio che rischia di produrre migliaia di licenziamenti. Occorre un “patto di sistema” che responsabilizzi i committenti e scommetta sulla qualità dei servizi, chiamando tutti a fare la propria parte. A partire dal Governo finora il grande e colpevole assente. Come Slc Cgil avanzeremo le nostre proposte, sperando che possano divenire patrimonio comune di tutti i soggetti in campo. Pronti a sostenerle anche con la mobilitazione”.

La due giorni, a cui parteciperanno oltre cento delegate e delegati delle principali aziende di call center, sarà aperta alle ore 10 dalla relazione del Segretario Nazionale Alessandro Genovesi, con interventi del Presidente di Asstel-Confindustria, Stefano Parisi, del Presidente di Assocontact-Confindustria Sergio Abramo, del Segretario Generale della Cgil Susanna Camusso. I lavori della prima giornata saranno chiusi dal Segretario Generale di Slc Cgil, Emilio Miceli.

I lavori proseguiranno poi in forma seminariale con gruppi di studio dedicati al mercato del lavoro (coordina Claudio Treves, resp. Dip. Politiche attive della Cgil Nazionale), allo stress da lavoro correlato (coordina Luisa Benedettini componente della Commissione del Ministero del Lavoro), al tema della privacy e del controllo a distanza (coordina Carmen La Macchia, dovente universitaria).

La Seconda giornata sarà dedicata al dibattito interno e alle prossime iniziative di Sla Cgil e sarà conclusa dal Segretario Nazionale della Cgil, Fabrizio Solari.

Durante la conferenza nazionale saranno inoltre presentati: il nuovo rapporto 2011 sull’occupazione nel settore, uno speciale dossier dedicato alle delocalizzazioni all’estero di attività italiane di customer care e una ricerca su “chi è il delegato Slc” nei call center.

www.rassegna.it

15 febbraio 2011

Filcams Cgil Catania dalla parte dei lavoratori

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La Filcams CGIL è la Federazione Italiana Commercio Alberghi, Mense e Servizi, un sindacato di categoria della Cgil nato nel marzo nel 1960 dall’unione della FILAM (Federazione Italiana Lavoratori Alberghi Mense e Termali con la FILCEA (Federazione Italiana Lavoratori del Commercio e Aggregati).

La Filcams svolge un’attività di tutela dei lavoratori a livello sindacale mediante stipula dei contratti nazionali di lavoro, assemblee sindacali, contrattazione territoriale e aziendale, gestione dei fondi previdenziali e iniziative varie. Inoltre offre ai lavoratori supporto per altri tipi di servizi: informazioni contrattuali e legislative, controllo dei prospetti paga, impugnazione del licenziamento, domanda per indennità di disoccupazione, vertenza di lavoro o assistenza legale di diverso genere.

Segreteria Provinciale della Filcams CGIL di Catania Via Oberdan, 150

Tel. 095 317850

Fax 095 314511

Telecom Italia: Comunicato sugli incresciosi fatti accaduti al 119 di Palermo

In data odierna si è svolto l’incontro tra le scriventi OO.SS. ed i Responsabili di Telecom Italia sugli incresciosi fatti accaduti al 119 di Palermo. Il Sindacato ha preso atto del senso di responsabilità col quale le massime funzioni aziendali hanno voluto trattare il tema, ammettendo la non regolarità della pratica messa in atto, sottolineando che la stessa non appartiene alla cultura aziendale, ed impegnandosi a mettere in campo tutte le iniziative necessarie, non ultima quella della rimozione delle cause principali, affinché al Customer di Palermo, che non è l’ultima delle isole del pacifico presidiata dai “giapponesi”, non si verifichino più fatti di così grave entità.

Già nelle prossime ore, RU si attiverà dando incarico di procedere nel sistema in uso al 119, il CCRM, ad un adeguamento in linea con quanto in materia di tutela dei dati dell’operatore, esattamente come già in opera presso il servizio 187, limitando la possibilità di visualizzazione dei dati a livello di gruppo.

L’Azienda ha inoltre preso l’impegno di istituire un Osservatorio Paritetico Regionale sul controllo a distanza che avrà il compito di monitorare ed avanzare proposte sulle questioni riguardanti le rilevazioni dei dati ai fini qualitativi, il corretto utilizzo dei sistemi in uso a tal fine e la loro aderenza allo scopo che, sicuramente, non è quello di controllare il lavoratore. Il sindacato in questi anni ha avuto la capacità d’implementare un percorso relazionale in grado di gestire un corretto monitoraggio della qualità e della produzione , rilevando esclusivamente dati macro aggregati, su moduli organizzativi collettivi ed affidando l’analisi dei dati ad una funzione indipendente da chi gestisce l’operatività del servizio.

Le Segreterie Regionali ritengono improrogabile l’estensione degli accordi collettivi già presenti nelle altre realtà di Customer al servizio 119. L’Azienda dichiari, in termini di massima trasparenza, quali sono le esigenze sulla qualità del servizio mobile e soprattutto, stabilite le regole, le rispetti con la massima intransigenza, in questa direzione, vanno le assicurazioni tese al ripristino di corrette regole che l’Azienda al suo interno si è assunta, a partire già da giovedì p.v. quando

effettuerà un incontro con i responsabili del Customer Mobile.


Le Segreterie Regionali

Slc-CGIL Fistel-CISL Uilcom-UIL

Telecom, Comunicato controlli 119 - I nostri cattivi pensieri, le vostre pratiche illegali -

Vodafone: Comunicato del 15 febbraio 2011

COMUNICATO
L’azienda convochi un tavolo al più presto
Il giorno Martedì 8 Febbraio si è riunito il Coordinamento Nazionale delle Rsu di Vodafone e le Segreterie Nazionali di Slc Fistel e Uilcom.
Tre sono stati i temi principali trattati dalla delegazione;
- Delocalizzazioni
- Esodi incentivati e occupazione
- Controllo a distanza
Sulle delocalizzazioni l’azienda, nonostante le smentite di circostanza, continua a dare segnali contrastanti con l’invio di team leader dei Call Center all’estero (Albania) per fare formazione.
Anche sulla rete dove siamo in piena emergenza occupazionale gli unici segnali che riscontriamo sono pacchetti “All Inclusive” che vengono dati chiavi in mano a ditte esterne o vengono introdotti consulenti a supporto delle linee maggiormente in difficoltà nel raggiungere gli obiettivi. Su questo ultimo punto, come sindacato riteniamo che bisognerebbe rivedere il numero del personale operante all’interno del mondo rete, per verificare la possibilità di ampliare il settore in base alle esigenze lavorative,risolvendo finalmente il problema dei carichi di lavoro nella quotidianità sui tecnici.
A tutto ciò si aggiunga lo stress continuo a cui vengono sottoposti i lavoratori che giornalmente vengono invitati “amichevolmente” dai responsabili locali ad esodi incentivati fuori azienda o comunque su partner come ad esempio Huawei. Tutto questo tramite l’utilizzo del Performance Dialogue che non viene certamente usato per aiutare professionalmente le persone a superare le loro carenze con corsi di formazione ad hoc bensì diventa lo strumento punitivo per privarsi il prima possibile di colleghi che vengono performati con poor e migliorabile.

14 febbraio 2011

Produzione Culturale - Comunicato Milleproroghe 14 febbraio 2010

Le Segreterie Nazionali di categoria SLC-CGIL, FISTel -CISL, UILCOM –UIL, ritengono pesantemente negativa l’introduzione nel provvedimento “Milleproroghe” della tassa di un euro sul biglietto nelle sale cinematografiche.

Si fa pagare alle tasche degli spettatori la carenza di un sostegno strutturale ad un Settore importante della nostra economia.

Il Governo si distingue nel Settore della Produzione Culturale e dello Spettacolo mettendo in crisi aziende e comparti economicamente sani.

Il provvedimento, ben lontano da essere una “tassa di scopo” ( dove concorrono tutti i soggetti che “sfruttano” il prodotto cinematografico con ricadute positive su ogni segmento settoriale), avrà gravi ripercussioni con riflessi negativi sui processi di tenuta e di sviluppo del Settore.

E’ auspicabile pertanto che il Governo ripensi seriamente ad una imposizione fiscale che è al di fuori di ogni logica e ridetermini il rifinanziamento del Tax Credit e del Tax Shelter (in carenza di una legge di sistema,) in capo alla fiscalità generale.

Le Segreterie Nazionali

SLC-CGIL, FISTel-CISL, UILCOM-UIL