22 marzo 2011

Licenziamento del lavoratore, beneficiario delle agevolazioni di cui alla L. 104/92, che rifiuta il trasferimento. Sentenza della Corte di Cassazione

Care compagne e compagni,

sperando di farvi cosa gradita vi invio un’importante sentenza della Corte di Cassazione di fine 2010. Sentenza che ho utilizzato per la tutela di due casi specifici segnalatemi da alcuni compagni e che – a questo punto, vista la possibilità che la fattispecie possa ripetersi anche in altri contesti – vi invio per farne strumento eventuale di analisi e lavoro.

La Corte di Cassazione è stata chiamata a pronunciarsi in ordine al licenziamento impugnato da una dipendente trasferita in altra sede della medesima società datrice di lavoro, sulla base di un ordine unilaterale di quest’ultima.

In particolare, la lavoratrice aveva rifiutato il predetto trasferimento, poiché la costringeva a tempi superiori di percorrenza per raggiungere la nuova sede, adducendo di essere titolare dei benefici di cui alla L. 104/92, a causa delle condizioni di salute del coniuge, affetto da grave handicap.

Dal canto suo, il datore di lavoro, dopo aver revocato il trasferimento della dipendente, le aveva fatto recapitare una lettera di licenziamento, con decorrenza immediata, giustificato “da una nuova complessiva riorganizzazione aziendale”, necessaria, a suo dire, per una gestione più economica dell’attività, sulla base del diritto costituzionalmente garantito della libertà di iniziativa economica privata (art. 41, Cost.), insindacabile dal giudice.

Investita della questione, la Cassazione ha affermato che, “se è senz'altro vero che, secondo l'art. 41 Cost., l'assetto organizzativo e produttivo dell'impresa è rimesso alla "libera" valutazione del datore di lavoro, ogni valutazione circa l'opportunità di interventi modificativi che comunque siano giustificati da ragioni oggettive (un giustificato motivo oggettivo), è anche vero che, la libertà di iniziativa economica privata non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà ed alla dignità umana.

(Da qui l’importanza, aggiungo di tutelare l’art. 41 dall’attacco del Governo che vuole proprio sopprimere questa ultima parte dell’articolo, alla base di molte delle norme fondamentali a tutela del lavoro, NDR).

Questo limite "costituzionalmente prefissato" trova riscontro nella legislazione del lavoro in varie circostanze caratterizzate dalla necessità di tutelare diritti fondamentali del lavoratore, tra cui quello avente per oggetto la conservazione del posto di lavoro”.

Ed allora, gli Ermellini hanno puntualizzato che, pur nella necessità di contemperare interessi costituzionalmente protetti di pari rango, quali la libertà di iniziativa economica privata, da un lato, e i diritti fondamentali del lavoratore, dall’altro, “spetta al giudice stabilire, nel caso concreto, quale tutela prevalga sull’altra”.

Ciò posto, i giudici di legittimità hanno richiamato il costante orientamento della Suprema Corte, secondo il quale, per affermare il carattere ritorsivo del licenziamento spetta al lavoratore licenziato “dimostrare che l’intento di rappresaglia o discriminatorio abbia avuto un ruolo decisivo della volontà del datore di lavoro”.

Per verificare il carattere ritorsivo del licenziamento intimato nel caso di specie, la Cassazione si è concentrato sui provvedimenti adottati dalla società dopo essere venuta a conoscenza che alla dipendente erano stati attribuiti dall’INPS i benefici di cui alla L. 104/92 (e succ. mod.), il cui art. 33 dispone espressamente che: “a condizione che la persona handicappata non sia ricoverata a tempo pieno, il lavoratore dipendente, pubblico o privato, che assiste persona con handicap in situazione di gravità, coniuge, parente o affine entro il secondo grado […]” (comma III), “ha diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio e non può essere trasferito senza il suo consenso ad altra sede” (comma V).

Ebbene, una volta provato che il trasferimento della dipendente, titolare dei citati benefici, è stato disposto unilateralmente dal datore di lavoro, in aperta violazione della legge applicabile in materia, i giudici di Piazza Cavour hanno reputato il licenziamento “non solo illegittimo, ma anche illecito”: essendo stato accertato il suo carattere ritorsivo, alla lavoratrice è stata accordata la piena tutela reale ex art. 18, Stat. Lav., “a prescindere dal requisito dimensionale dell’azienda”.

p. la Segreteria Nazionale

Alessandro Genovesi

21 marzo 2011

LEGGE ELETTORALE: DEPUTATE ARS, DOPPIA PREFERENZA GENERE

(ANSA) – PALERMO, 21 MAR – Doppia preferenza di genere ma solo in via ‘sperimentale’, da applicare nelle prime due consiliature: e’ la proposta che ha messo d’accordo Giulia Adamo (Udc), Marianna Caronia (Pid) e Concetta Raia (Pd), le parlamentari regionali presenti in questa legislatura a Palazzo dei Normanni. Le tre la formalizzeranno sotto forma di emendamento al ddl di riforma della legge elettorale per gli enti locali che domani tornera’ in aula. Proprio la preferenza di genere e’ uno dei punti rimasti fuori dall’intesa fra maggioranza e opposizione.

Stamane, in sala Rossa a Palazzo dei Normanni, Adamo, Caronia e Raia ne hanno discusso con il ‘modo rosa’: rappresentanti di associazioni femminili, sindacati, movimenti, imprenditrici, elette e rappresentanti delle istituzioni.

L’intesa prende spunto da un emendamento di Caronia che prevede, nei comuni con piu’ di 50 mila abitanti, la possibilita’ di indicare due preferenze, ma la seconda sara’ valida solo se di genere: in pratica o si votano un uomo e una donna, o il secondo voto sara’ nullo.

‘E’ una battaglia che non nasce da qui, nei palazzi della politica, ma nella societa’ – dice Caronia – il parlamento regionale deve capire che su questo tema abbiamo il consenso della gente’.

Sulla stessa posizione Concetta Raia: ‘Sarebbe un segnale forte di vero rinnovamento della classe politica.

Porto avanti questa battaglia da tempo, spero che l’Ars abbia il coraggio di varare questa riforma che porterebbe un vento nuovo nella politica in Sicilia’.

Giulia Adamo, inizialmente contraria alla doppia preferenza, si ammorbidisce di fronte all’ipotesi di applicare la norma in via sperimentale: ‘In questo modo – dice possiamo vedere come va, se funziona’. Ma Adamo non nasconde le sue perplessita’: ‘Le donne in politica devono farsi valere per le loro qualita’, non per qualche tipo di riserva. E con la doppia preferenza bisogna stare attenti, si rischia un ritorno alle cordate di partito’.

Nel corso dell’incontro da alcune rappresentanti della Fondazione Bellisario e’ stato chiesto alle parlamentari di impegnarsi affinche’ anche in Sicilia si applichi la previsione di riservare una quota del 30% della rappresentanza femminile dei consigli di amministrazione delle societa’ pubbliche.

Emilio Miceli - Appello al Presidente della Repubblica - Produzione Culturale

Oggetto: ATTO Governo n.331:

Regolamento ai sensi dell'art. 1 del decreto legge n. 64/2010, convertito nella l. n. 100/2010

Il 15 febbraio 2011 è stato trasmesso al Presidente del Senato, al fine dell'acquisizione del parere da parte delle competenti commissioni parlamentari, lo schema del decreto del Presidente della Repubblica recante “Regolamento recante criteri e modalità di riconoscimento, a favore delle fondazioni lirico sinfoniche, di forme organizzative speciali ai sensi dell'articolo 1, comma 1, lettera f) del decreto-legge 30 aprile 2010. n. 64, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 giugno 2010, n. 100”, approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri del 22 ottobre 2010.

A giudizio di questa organizzazione sindacale, lo schema di decreto in esame lede la libera ed autonoma organizzazione dell'espressione artistica e culturale. La nostra Costituzione, infatti, attribuisce alla Repubblica il compito di promuovere lo sviluppo della cultura (art. 9) garantendo il libero esercizio dell’arte e della scienza (art. 33) e la piena autonomia di organizzazione alle istituzioni di alta cultura, università ed accademie.

Nel provvedimento in oggetto, infatti , la produzione lirico-sinfonica viene sottoposta ad un penetrante controllo del Governo ed asservita agli interessi dei privati. Gli artisti sono mortificati nelle loro aspirazioni professionali, nelle retribuzioni, nelle libertà sindacali.

1. Il pregiudizio alla libertà di espressione artistica e culturale

Il regolamento in via di approvazione pregiudica la libertà di espressione artistica e culturale. Infatti, l'art. 3, comma 2, lett. a), dello schema di regolamento prevede “l'univoca attribuzione all'organo di gestione di adeguata autonomia decisionale”. Mentre l'art. 4 stabilisce che “La fondazione lirico-sinfonica dotata di forma organizzativa speciale è sottoposta all'alta vigilanza del Ministro per i beni e le attività culturali”. Il potere del Ministro per i beni e le attività culturali, di controllare la produzione culturale del settore, è di nuovo affermato nell'art. 3, comma 3, dello schema di regolamento. In sostanza detto regolamento condiziona la produzione culturale alla volontà del Governo, attribuendo al Ministro per i beni e le attività culturali, il potere sull'organizzazione delle Fondazioni Lirico Sinfoniche, con riferimento agli statuti e alla programmazione artistica degli stessi.

2. La produzione artistica riservata a pochi

La produzione culturale e artistica è un valore essenziale, che deve essere garantito su tutto il territorio nazionale e che deve essere assicurato a tutti i cittadini.

Lo schema di regolamento in esame, definendo criteri direttivi e regole per l'attribuzione di forme di autonomia speciale alle sole fondazioni liriche più virtuose, garantisce solo a queste ultime un solido finanziamento economico con conseguente capacità di programmazione e produzione. Ciò significa che si assicura l’attività solo del Teatro alla Scala di Milano e dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma. Tutte le altre fondazioni liriche presenti sul nostro territorio, non rispondendo ai parametri richiesti, sarebbero costrette alla chiusura. Insomma, solo a pochi cittadini sarebbero riservati il godimento e l’arricchimento culturale derivante dalla frequentazione della buona musica.

Il regolamento in esame, infatti, attribuisce alle fondazioni liriche sinfoniche più virtuose la facoltà di dotarsi di forme di autonomia speciale. Tali forme riguarderanno quelle fondazioni che presentano assoluto rilievo internazionale, eccezionali capacità produttive, rilevanti ricavi propri e un significativo e continuativo apporto finanziario di soggetti privati.

Peraltro, tali parametri di differenziazione vanno oltre il dettato legislativo. L'art. 1, comma 1, lett. f), d. l. n. 64/2010, definisce solo come “eventuale” la previsione di forme organizzative speciali per le fondazioni lirico sinfoniche. È la stessa legge, pertanto, che attribuisce priorità ad una regolamentazione organica dell'intero sistema delle fondazioni lirico sinfoniche, nel quale può trovare spazio l’eventuale costituzione di fondazioni liriche aventi carattere speciale.

L'art. 3, comma 5, attribuisce inoltre a ciascuna fondazione lirico-sinfonica, dotata di forma organizzativa speciale, la facoltà di contrattare con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative un contratto collettivo di lavoro autonomo dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro.

Secondo questa organizzazione sindacale, la previsione di un autonomo contratto collettivo di lavoro crea condizioni di pesante discriminazione tra lavoratori appartenenti alla stessa categoria, peraltro, mettendo a repentaglio per alcuni la stessa possibilità di lavoro nel settore oggetto del regolamento.

3. Violazione degli obblighi di legge in materia di consultazione delle rappresentanze sindacali

L'art. 1, comma 1bis, lett. a), d. l. n. 64/2010, nel dettare i criteri direttivi a cui si devono attenere i regolamenti emanati ai sensi dell'art. 1 dello stesso decreto, stabilisce alla lett. a) di “prevedere l'attivazione di un percorso che coinvolga tutti i soggetti interessati, quali le regioni, i comuni, i sovrintendenti delle fondazioni, le organizzazioni sindacali rappresentative”e alla lett. b) “di costituire un tavolo di confronto con le diverse fondazioni ed i rappresentanti sindacali dei lavoratori”.

Tale procedura di consultazione con le organizzazioni sindacali non è stata rispettata.

Nella definizione dello schema di regolamento in oggetto sono stati ascoltati i rappresentanti delle fondazioni lirico-sinfoniche interessate ma non i rappresentanti sindacali dei lavoratori e gli altri soggetti indicati nella disposizione sopra menzionata. Ugualmente inascoltati sono rimaste le richieste di incontro rivolte dalle organizzazioni sindacali al Ministro per i beni e le attività culturali, On. Bondi.

Lo stesso Consiglio di Stato, Sezione Consultiva per gli Atti Normativi, Adunanza di sezione del 9 dicembre 2010, chiamato dal Ministero per i beni e le attività culturali a formulare un parere sullo schema di provvedimento, ha sottolineato la violazione della procedura di consultazione sindacale .

L’organizzazione sindacale SLC- CGIL intende rilevare che la finalità prevista dall'art. 1, d. l. n. 64/2010, convertito in l. n. 100/2010 (riordino del settore lirico sinfonico) può essere realizzata solo se il confronto con le parti sociali sia precedente alla emanazione dei regolamenti attuativi della riforma, e non successivo. Una efficace riforma del Settore, finalizzata a garantire la produzione e la fruizione della Cultura, non può infatti prescindere dalla preventiva consultazione dei rappresentati di questa categoria di lavoratori perché, nella fattispecie, il lavoratore-artista è egli stesso il primo garante del valore culturale.

Tutto ciò considerato, la organizzazione sindacale SLC- CGIL

CHIEDE AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

di vigilare affinché i regolamenti attuativi della legge n.100/2010 siano adottati nel pieno rispetto della legge, dei principi costituzionali, dei diritti e dell’occupazione dei lavoratori che operano al servizio dell’ arte della musica e della danza.

Roma,16 marzo 2011

Il Segretario Generale

Emilio Miceli

Angelo Villari: Incidenti sul Lavoro: "Muri di gomma e false promesse"

- da www.cgilct.it -

La dichiarazione di Angelo Villari, segretario generale Cgil di Catania, a proposito dei dati diffusi dall'Osservatorio sicurezza sul lavoro della Vega Engineering di Mestre: “Nei primi due mesi del 2011 i luoghi di lavoro siciliani sono stati ancora una volta bagnati dal sangue dei lavoratori. Oggi il primato negativo spetta a Catania, città che da troppi anni conta i suoi morti innocenti, tra l'indifferenza delle istituzioni e la leggerezza delle imprese. Il potenziamento dei controlli è un dovere degli enti preposti alla sicurezza ma anche un diritto che va assicurato alla società, a tutti i costi, anche a fronte di gravi crisi finanziarie che oramai colpiscono i bilanci di tutti gli enti. Sulla sicurezza non si scherza.

La Cgil di Catania da troppo tempo segnala inadempienze e rischi prossimi a diventare tragedie, ma spesso si scontra con muri di gomma e false promesse.

Occorre potenziare le strutture di controllo e chiediamo alle associazioni imprenditoriali, in pieno spirito di legalità, di fare il loro dovere. La Prefettura deve mettere insieme tutte le forze sociali, approfondire le nuove leggi e, soprattutto, chiarire le modalità di applicazione di queste nella pratica giornaliera”.

Morti bianche ed infortuni sul lavoro una questione culturale

I morti sul lavoro in Sicilia nei primi due mesi dell’anno sono stati dieci, dato che mette la regione vicina al primato di Lombardia ed Emilia Romagna, che hanno contato dodici vittime ciascuna nello stesso periodo. I numeri sono dell’Osservatorio sicurezza sul lavoro della Vega Engineering di Mestre, che per l’Italia in generale riferisce di un aumento in questi due mesi rispetto agli stessi del 2010: 83 decessi a fronte di 69. Per la Sicilia il primato in negativo per province spetta a Catania, con quattro casi. In Italia l’unica provincia con dati peggiori è quella di Milano, con sei casi. A parità di Catania invece ci sono quelle di Napoli e di Torino, entrambe con quattro casi ciascuna. Seconda provincia siciliana per decessi é Messina, con tre, come Bologna.

Un decesso è avvenuto poi a Enna, così come uno a Palermo, e un altro a Siracusa, mentre non ce ne sono stati nelle province di Agrigento, Caltanissetta, Ragusa e Trapani. L’analisi rispetto al numero di occupati vede la Sicilia un’altra volta vicina alla cima della classifica negativa. Si trova infatti al terzo posto, con un indice d’incidenza (numero d’infortuni mortali ogni milione di occupati) pari a 6,8. Gli occupati risultano infatti 1.464.458. Le due regioni che hanno il primato sono la Valle d’Aosta, con un indice di 35,5 e la Basilicata, con un indice pari a 21,0. L’Osservatorio evidenzia come in generale in Italia protagonista degli incidenti sia stato il settore agricolo, seguito dalle costruzioni, come sempre accade. La fascia d’età più colpita è stata quella tra i 40 e i 49 anni e gli stranieri sono stati il 13,3%, due punti in più rispetto allo stesso periodo del 2010.

Negli ultimi 5 anni i morti sul lavoro in Italia sono stati 7 mila, quasi 200 mila invalidità permanenti tra i 5 milioni di infortuni. Il rapporto nazionale 2008 redatto dall'Inail inerente agli infortuni ed alle morti sul luogo di lavoro presenta numeri da brividi : 1.120 incidenti mortali e 874.940 infortuni denunciati. Oltre il 61% degli infortuni è concentrato nel Nord industrializzato: in particolare Lombardia (150mila casi), Emilia Romagna (124mila casi) e Veneto (104mila casi) assommano oltre il 43% del denunciato nel Paese.

L'Umbria si conferma al primo posto per indice di frequenza infortunistica, seguita da Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia. Gli infortuni occorsi a lavoratori stranieri sono stati 143mila (+2% rispetto al 2007); i lavoratori stranieri hanno un incidenza infortunistica più elevata rispetto a quella degli italiani (44 infortuni denunciati ogni 1.000 occupati contro 39).

I settori più rischiosi sono la lavorazione dei metalli, l'agricoltura, la lavorazione dei materiali per l'edilizia, la lavorazione del legno, le costruzioni, l'estrazione di minerali. In edilizia la causa maggiore d'incidenti è causata dalla caduta dall'alto.

Poste Catania: Presentazione del Progetto di rilancio di Slc Cgil - poste

- Nel 2011: COSA CAMBIA PER I LAVORATORI DI POSTE ITALIANE -

Giorno 23 marzo 2011 alle ore 16,00, presso il salone della Camera del Lavoro di Catania in Via Crociferi, l’SLC-CGIL incontra i lavoratori di Poste Italiane.

Sono invitati a partecipare iscritti e non iscritti al sindacato; nell’occasione i colleghi potranno porre domande sul futuro di Poste nei settori del Recapito, della Sportelleria e dei servizi correlati.

L’evento sarà coordinato da :

· Giuseppe Buoncuore e Orazio Civello coordinatore provinciale poste SLC CGIL Catania

Parteciperanno:

· Giuseppe Di Guardo, coordinatore regionale Poste SLC-CGIL Sicilia

· Giovanni Pistorio, coordinatore generale regionale SLC-CGIL Sicilia

· Angelo Villari, Segretario Generale Cgil catania

· Barbara Apuzzo Segreteria Nazionale settore Poste SLC CGIL


La Segreteria Provinciale Slc Cgil Catania

Telecom: Comunicato Regionale Osservatorio sul 119

In data 16/03/11 si è riunito l’Osservatorio sul 119 alla presenza dei responsabili del Customer Mobile Sud, di R.I. ed H.R. e di una Delegazione Sindacale siciliana.

La Costituzione di detto Osservatorio sui controlli a distanza è frutto delle forti prese di posizione da parte delle Segreterie Regionali e delle RSU SLC FISTEL UILCOM in occasione di un precedente incontro con il Responsabile Risorse HR Sud, a seguito di gravi fatti accaduti sulla sede di Palermo.

Al fine dunque di riportare l’Azienda al rispetto delle regole, le scriventi OO.SS. hanno ottenuto, in sede di Commissione, l’avvio di un processo di modifica dei sistemi gestionali che, come comunicato dall’Azienda, sarà portato a termine nel mese di maggio, e che in particolare impedirà sul CCRM la visualizzazione a livello operatore, non figurando quindi più la matricola ma esclusivamente il modulo di appartenenza.

Intanto l’Azienda, nella persona del Responsabile dell’Area Sud Customer Mobile, ci ha assicurato che le pratiche (ricordiamo illegittime) in atto fino a qualche tempo fa sono state prontamente interrotte già all’epoca del Comunicato di denuncia dei gravi fatti da parte di SLC FISTEL UILCOM.

Considerata la qualificata e qualificante presenza della Linea, l’occasione è stata utile per ribadire e premere su richieste che nonostante gli affidamenti al tavolo non avevano trovato riscontro dal punto di vista operativo gestionale.

In tal senso si è incassata la disponibilità a concedere i cambi turno con se stesse alle lavoratrici con turno mamme75%, che a loro richiesta potrà essere cambiato con uno dei due turni con ingresso antecedente presenti nella matrice PT 75% AM, ovvero 8.30 e/o 9.15 .

Altre rassicurazioni ci sono giunte sulla predisposizione della bacheca elettronica per i cambi turni all’interno di tutta l’area Sud, quindi anche coi colleghi di Napoli, che sarà disponibile entro aprile c.a. o al massimo nella prima decade di maggio.

Esauriti gli argomenti per i quali RSU e OO.SS. avevano fortemente richiesto il tavolo specifico sul Customer Care Mobile, considerato l’ormai imminente trasferimento di sede che tra gli altri interesserà le lavoratrici ed i lavoratori di questo settore, si sono affrontate le difficoltà logistiche che verosimilmente si presenteranno nella nuova sede di DR6, due su tutte, l’insufficienza dei parcheggi e la mancanza della mensa aziendale.

Sui parcheggi come Sindacato abbiamo avanzato proposte e suggerimenti. In prima istanza, è stato richiesto di verificare la possibilità di ottenere zone riservate dei parcheggi esistenti nelle aree adiacenti, l’azienda inoltre, secondo le OO.SS. deve spendersi al fine di raggiungere accordi con il Comune di Palermo per migliorare la mobilità dagli snodi presenti nella città, Basile e Giotto, o attivare propri servizi navetta tenuto conto che sull’asse viario Viale Regione Siciliana-Via Ugo La Malfa, dove insistono gli scambi di cui sopra, sono ubicate altre sedi aziendali.

Per far fronte invece all’assenza del servizio mensa, è stata chiesta la realizzazione di un Bar-Ristoro che benché non sostituisce in tutto la funzione della mensa sarebbe comunque già una parziale soluzione.

Riteniamo, come Sindacato, indispensabile seguire tutte le questioni emerse in Commissione nel loro evolversi, il tutto a tutela e nell’interesse generale delle lavoratrici e dei lavoratori rappresentati.

Saremo pertanto attenti ed incalzanti sullo sviluppo di ognuno di esse, dall’annunciato quanto indispensabile intervento sui sistemi gestionali a tutte le problematiche logistiche legate al cambio di sede.

Le Segreterie Regionali e le RSU

Slc-CGIL/Fistel-CISL/Uilcom-UIL SICILIA

16 marzo 2011

Fastweb sospensione sciopero 25-03-2011

A seguito della convocazione di un incontro con Fastweb S.p.A. per i giorni 22 e 23 marzo p.v., le scriventi Segreterie nazionali SLC-CGIL, FISTel-CISL, UILCOM-UIL, UGL Telecomunicazioni comunicano la sospensione dello sciopero per l’intero turno di lavoro indetto, con comunicazione del 10.3.2011, a livello nazionale per tutto il personale di Fastweb S.p.A. per il giorno 25 marzo 2011.
Distinti saluti.
I SEGRETARI GENERALI
SLC-CGIL FISTel-CISL UILCOM-UIL UGL-Telecomunicazioni

15 marzo 2011

Teleperformance: Basta con gli annunci ad effetto

Apprendiamo con rammarico che Teleperformance continua, imperterrita, a perseguire la politica dei comunicati ad effetto.

Il nuovo capitolo di questa saga di cui, francamente, faremmo volentieri a meno riguarda le assenze per malattia. Dopo un anno sicuramente molto difficile per l’azienda, un anno nel quale tutti i lavoratori si sono sobbarcati di sacrifici innegabili per cercare di portare il loro contributo alla causa del risanamento dell’azienda, questo comunicato appare del tutto ingeneroso nei modi e sbagliato completamente nel merito. Quello delle assenze è un tema molto delicato che non può essere trattato brandendo la minaccia della chiusura delle sedi.

Le OO.SS denunciano da tempo come le ormai troppe questioni aperte, e non risolte (talvolta strumentalmente) dall’azienda, generano un clima di gran confusione. Teleperformance ed i suoi dirigenti devono dire una volta per tutte se veramente vogliono lavorare per ricreare un clima che possa permettere il rilancio dell’azienda, evitando di incappare nel banale errore di percorrere la strada più semplice e scaricare sempre su altri le responsabilità di una situazione complicata. Sarebbe ora che Teleperformance smettesse di ricercare capri espiatori e si concentrasse sul futuro dell’azienda, partendo magari dal fare ammenda e riconoscere le proprie incapacità a darsi una organizzazione del lavoro stabile e condivisa.

Le OO.SS., nello stigmatizzare i contenuti di queste comunicazioni aziendali, le rispediscono al mittente ritenendole inutili e inconcludenti e ribadiscono con forza che, piuttosto, sia arrivato il momento di confrontarsi con Teleperformance circa le strategie aziendali per l’immediato futuro.

Le Segreterie Nazionali di

SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL

Telecontact: Comunicato unitario incontro del 4 marzo

Il giorno 4 marzo ’11 i Segretari Generali delle OO.SS. SLC CGIL – FISTel CISL – UILCOM UIL hanno siglato un’intesa con Telecom Italia che avvia un progetto di apprendistato per 200 laureandi in Ingegneria del Sud Italia.

Questi giovani saranno inseriti in Telecontact Center attraverso un contratto part-time 50% dal 1 giugno 2011 per 19 mesi.

Al termine del periodo di apprendistato, 50 di questi lavoratori che avranno conseguito la laurea saranno assunti all’interno di aziende del Gruppo Telecom tramite una selezione che prevederà un criterio di migliori risultati accademici conseguiti e maggiori capacità espresse durante l’apprendistato.

Inoltre Telecontact Center assumerà a tempo indeterminato tutti i 106 apprendisti attualmente suddivisi per i 4 site e nello specifico: 30 Roma – 20 Napoli - 37 Catanzaro – 19 Caltanissetta, in 4 scaglioni così suddivisi: 33 passaggi a marzo ,55 ad aprile, 12 a maggio e 6 a giugno. Tutti saranno inquadrati al 3° livello.

SLC CGIL – FISTel CISL – UILCOM UIL ritengono che, con queste due iniziative, si avvii un processo virtuoso in Telecontact Center e nel Gruppo Telecom rispetto al mercato del lavoro in un periodo così difficile che affronta il mondo del lavoro in generale nel nostro Paese.

I Responsabili Nazionali

SLC CGIL - FISTel CISL - UILCom UIL

14 marzo 2011

TELECOM ITALIA: INDAGATO LUCA LUCIANI

A 48 ore dall'intesa raggiunta sul nuovo assetto di vertice di Telecom Italia, una tegola giudiziaria si è abbattuta oggi sul gruppo. Luca Luciani, numero uno di Tim Brasil e indicato dai soci Telco come futuro direttore generale di Telecom, risulta indagato dalla procura di Milano nell'ambito dell'indagine sulle Sim false per truffa ai danni dello Stato, false comunicazioni sociali e ostacolo agli organi di vigilanza. Le stesse accuse sono state contestate a Riccardo Ruggiero, ex amministratore delegato della compagnia telefonica. In Borsa le azioni sono scese oggi sotto quota 1,1 euro, chiudendo in ribasso del 3% a 1,099, in una seduta comunque difficile per i titoli tlc.

L'inchiesta sulle sim false, sovraprodotte e intestate a nomi di fantasia per aumentare il giro d'affari, è nata da un rapporto di Deloitte, commissionato dall'attuale cda per fare luce sulle gestioni precedenti. Il rapporto analizzava il periodo 2005-2007. Secondo i pm, la truffa si è verificata nel contesto di una precisa strategia aziendale portata avanti su input specifico del responsabile della domestic mobile service Luciani e dell'allora a.d. Ruggiero. Nel 2005 Luciani era direttore commerciale di Tim, nel 2006, dopo il riassetto organizzativo di Telecom e l'integrazione fisso-mobile, è stato nominato responsabile sales & customer care del gruppo. Da gennaio 2007 a gennaio 2009 ha ricoperto la posizione di direttore generale di domestic mobile services.

Oggi intanto il cda di Telco ha varato la lista di maggioranza per il board di Telecom, in scadenza con l'assemblea del 12 aprile: come da attese, entrerà Marco Patuano, attuale direttore domestic market operations e indicato dai soci a ricoprire la carica di futuro amministratore delegato. Nella lista è presente anche l'attuale presidente, Gabriele Galateri, che rimarrà nel cda come consigliere. Oltre a Bernabè, sono confermati tutti gli altri amministratori: Renato Pagliaro, Tarak Ben Ammar, Gaetano Miccichè, Elio Catania, Aldo Minucci, Jean Paul Fitoussi, Mauro Sentinelli, Cesar Alierta e Julio Linares. Domani scade il termine per depositare le liste: attese quelle della Findim di Fossati e di Assogestioni, che dovrebbe riconfermare Luigi Zingales. Sabato i soci italiani di Telco - Generali, Intesa Sanpaolo, Mediobanca - hanno raggiunto l'accordo sul nuovo assetto di vertice di Telecom: l'attuale amministratore delegato Bernabè è candidato a diventare presidente esecutivo del gruppo, Patuano a.d. con deleghe sull'Italia e Luciani direttore generale con deleghe sull'area latino-americana. "E' stata trovata una buona soluzione", ha commentato oggi il Ceo di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera.

Sielte. Stesso lavoro stessi diritti!!!

Questi i punti elaborati e definiti nell’ultimo coordinamento da sottoporre al vaglio dei lavoratori per aprire un confronto con l’azienda. in merito alla volontà della direzione aziendale di applicare il CCNL Telecomunicazioni

Obbiettivo:

Procedere a un’armonizzazione delle norme di primo livello tale da non comportare peggioramenti di carattere economico e normativo.

Diritti sindacali:

Mantenimento e rafforzamento dell’impianto di diritti sindacali e agibilità consolidato nella contrattazione integrativa.

Si richiede all’azienda il riconoscimento delle OO.SS dei metalmeccanici quali interlocutori sindacali e rappresentanti dei lavoratori.

Premio annuale di risultato:

Aumento del 10% dei valori annuali.

Estensione del premio agli assunti con contratto di apprendistato professionalizzante o altre tipologie contrattuali formative eventualmente stabilite dalla legge.

Abolizione area decremento dell’indice di redditività.

Trattamento economico di trasferta:

Aumento dei trattamenti di trasferta, con particolare attenzione al Piè di lista legato al pernottamento e ai ticket.

Regolamentazione delle casistiche di intervento della Cigo per eventi atmosferici.

Orario di lavoro

Mantenimento delle attuali condizioni in materia

Inquadramento:

Verifica impedimenti allo sviluppo professionale, in particolare per coloro che rimangono nella stessa categoria per più di 15 anni.

Reperibilità:

Regolamentare la reperibilità e dare un adeguato compenso economico al disagio.

Fondo pensione:

Si richiede all’azienda il riconoscimento della quota parte a suo carico per coloro che manterranno il fondo cometa e l’adeguamento degli eventuali aggiuntivi obblighi contrattuali in materia.

Fiom nazionale

Il Coordinamento Sielte

13 marzo 2011

Telecom, Bernabè presidente esecutivo. Marco Patuano sarà amministratore delegato. Luca Luciani direttore generale.

www.repubblica.it

Accordo fatto tra i soci forti di Telecom Italia. La nuova struttura di vertice vedrà Franco Bernabè diventare presidente esecutivo e capoazienda con deleghe importanti come le operazioni straordinarie, i rapporti con le authority, la finanza, l'amministrazione e il controllo e la comunicazione. In pratica è passata la linea di Mediobanca che ha voluto con determinazione ridisegnare la governance sul modello di ciò che avviene in Telefonica dove il presidente César Alierta è colui che in effetti governa l'azienda.

Secondo lo schema impostato da Alberto Nagel su si sono trovati d'accordo Corrado Passera e Giovanni Perissinotto, a Bernabè dovranno rispondere l'amministratore delegato Marco Patuano, che entrerà anche in consiglio di amministrazione e che avrà le deleghe sul business operativo dell'Italia, e il direttore generale Luca Luciani (che non entrerà in consiglio) e che sarà responsabile di tutte le attività dell'America latina, in pratica Brasile e Argentina. Nel quadro finale i soci hanno ritenuto di non scontentare neanche Gabriele Galateri che non sarà più presidente ma con ogni probabilità resterà consigliere di amministrazione.

Il delicato accordo è frutto di un dialogo positivo instaurato negli ultimi giorni dai responsabili operativi di Mediobanca, Intesa Sanpaolo e Generali (Bazoli e Geronzi sono giustamente rimasti fuori dalle negoziazioni) con Bernabè che si era dichiarato disposto a lasciar più spazio ai giovani manager a condizione di rimanere comunque capoazienda. Alla fine Patuano è il manager che ha saputo maggiormente conquistare la fiducia degli azionisti, anche con rapporti diretti con alcuni di loro, ed è stato premiato da Mediobanca e Intesa mentre l'uomo di Generali, Luciani, resta un passo più indietro anche se viene promosso in virtù del buon andamento riscontrato dai conti di Tim Brasil negli ultimi tempi.

A questo punto lunedì si svolgerà il cda Telco che dovrà presentare entro il martedì la lista di maggioranza a cui spetteranno 12 dei 15 consiglieri d'amministrazione. Altri due verranno scelti dalla lista che presenterà Marco Fossati, azionista con il 5% del capitale, che punta sull'adesione di Paolo Dal Pino e di un altro esperto internazionale di telecomunicazioni, mentre è praticamente sicura la conferma di Luigi Zingales in quota Assogestioni.

12 marzo 2011

TLC - Circ SLC e doc CGIL su detassazione retribuzione produttività

Care compagne e compagni,

in risposta alle diverse sollecitazioni giunte anche dalla nostra categoria alla Confederazione e a Confindustria, in relazione alle novità introdotte dalla circolare n. 3/E del 14 febbraio 2011 dell’Agenzia delle Entrate (che rischiavano, se mal interpretate, di aprire una “canea” sulla contrattazione aziendale e di non far godere ai lavoratori della detassazione su retribuzioni connesse alla produttività per l’anno 2011) è stato siglato un Accordo con Confindustria per mettere a “riparo” tutti i CCNL in tutti i comparti.

Per tanto nelle prossime settimane verranno siglati accordi “fotocopia” a livello territoriale da parte delle Confederazioni al fine di far godere della tassazione agevolata non solo il Premio di Risultato (che rimaneva e rimane con tassazione agevolata), ma anche tutti gli altri istituti contrattuali quali, a mero titolo esemplificativo, il trattamento economico per il lavoro supplementare, straordinario, in turni, notturno, festivo, ovviamente nei limiti e alle condizioni previste dalla legge.

Vi alleghiamo la circolare della CGIL nazionale e gli allegati.

Cordiali saluti,

p. la Segreteria Nazionale

Alessandro Genovesi

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Leggi Accordo Generale e testo

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Leggi Accordo Detassazione

11 marzo 2011

Nota Slc Cgil per conciliazione

Care/i compagne/i,

in riferimento alla nota inviatavi l’8 marzo u.s. relativa all’incontro tenutosi tra le OO.SS. e datoriali e il Ministro Sacconi sul tema della conciliazione tra tempi di vita e di lavoro, vi invio in allegato anche il nuovo testo, parzialmente condiviso e sottoscritto anche dalla CGIL, fornitoci ieri, nel corso della riunione con le categorie nazionali.

Il primo testo, che caricava su imprese e lavoratrici/lavoratori il peso della conciliazione è stato infatti respinto dalla nostra organizzazione, ma anche dalle associazioni datoriali, mentre otteneva un sostanziale gradimento da parte delle altre OO.SS.

Non trovando tra tutte le parti sociali il gradimento immaginato (questa volta la CGIL non era da sola), il Governo ha dunque ritirato il testo presentato il 1 marzo e recepito un testo concordato tra le parti, che di fatto si trasforma in un’istruttoria di confronto su questi temi.

Nella nota della CGIL Nazionale (che vi allego nuovamente) vengono messi a confronto i due testi e indicati gli avanzamenti registrati. Su alcune materie il nostro giudizio permane fortemente critico (a partire dal mancato ripristino della Legge 188 contro le dimissioni in bianco), motivo per cui la CGIL ha sottoscritto soltanto il documento di intenti che istituisce un tavolo tecnico che dovrà esplorare la possibilità di un’intesa sugli “strumenti” della conciliazione, ma non ha recepito l’allegato .

Come SLC CGIL, abbiamo condiviso questa linea, con la quale la CGIL condivide la premessa del testo (in cui viene ristabilito il principio secondo il quale il tema deve essere assunto da tutte le parti sociali e da tutti i livelli istituzionali che devono concorrere alle politiche di conciliazione per donne e uomini e si da il via all’attivazione del tavolo tecnico), ma che non recepisce l’allegato tecnico (che identifica gli strumenti).

Il confronto dunque è appena iniziato, vi informeremo non appena ci saranno avanzamenti.

A presto.

p. la Segreteria Nazionale Barbara Apuzzo

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A SOSTEGNO DELLE POLITICHE DI CONCILIAZIONE

Governo torna indietro sul testo presentato alle parti su orari di lavoro e conciliazione.

Grazie all’azione determinata e puntuale della Cgil e delle associazioni datoriali il tentativo propagandistico del Ministro Sacconi di presentare per l’8 Marzo una serie di misure presentate come politiche innovative di conciliazione, ma che in realtà caricavano su imprese e lavoratrici/lavoratori il peso della conciliazione, è stato trasformato in un’istruttoria di confronto tra le parti su questi temi; il Governo ha ritirato il testo presentato il 1 marzo e recepito un testo concordato tra le parti.

Il testo sottoscritto ieri sera, parte dall’assunzione dell’impegno di tutte le parti sociali e di tutti i livelli istituzionali a concorrere alle politiche di conciliazione per donne e uomini; dall’impegno del Governo nel rafforzamento delle reti dei servizi sociali e delle parti sociali sulla contrattazione collettiva in particolare di secondo livello; nel testo si prevedono impegni sulle misure volte ad aumentare e migliorare la qualità dell’occupazione femminile, in particolare facendo riferimento all’apprendistato, al part-time (incentivando quelli lunghi) e per il mezzogiorno all’utilizzo dei contratti di inserimento .

Vengono messi in sinergia art.9 legge 53, fondo per la famiglia, Intesa Ministero pari opportunità - Regioni sulla conciliazione in riferimento al Piano 2020, viene promosso il rifinanziamento del piano nidi 2011 e l’investimento nel rafforzamento dei servizi pubblici sia di conciliazione dei tempi di vita/lavoro che riferiti ai tempi delle città.

Non ci sono deroghe sulle flessibilità degli orari di lavoro né l’incentivazione al ricorso al precariato come forme di conciliazione.

In riferimento all’orario di lavoro e alla modulazione dello stesso si afferma il principio della salvaguardia dei diritti, il rimando alla contrattazione collettiva e di secondo livello, si afferma l’esigenza di salvaguardare la relazione tra esigenze di produttività ed esigenza delle persone, poiché la conciliazione viene assunta come valore per determinare un benessere durevole, una crescita sostenibile e coesione sociale.

Spariscono dal testo riferimenti al lavoro intermittente e ripartito, sparisce l’alternatività tra congedo e trasformazione di rapporto di lavoro a part-time, sparisce il riferimento alla sostituzione dei servizi con l’erogazione diretta da parte dell’azienda di vouchers.

A fronte di ciò la Cgil ha sottoscritto il documento di intenti che istituisce un tavolo tecnico che dovrà esplorare la possibilità di un’intesa sugli “strumenti” della conciliazione ma non ha recepito l’allegato.

Sull’allegato, che ha valore di elencazione di titoli sui quali il negoziato tra le parti si dovrà esercitare abbiamo già ottenuto alcune sostanziali modifiche ma permangono forti perplessità, in particolare sul lavoro concentrato e sul mancato recepimento del ripristino della legge 188 contro le dimissioni in bianco. Ma ci sono anche novità significative come l’aumento dei permessi per cura dei figli e familiari, la possibilità di trasformare il congedo parentale in part-time aumentandone la durata.

Occorre adesso vigilare che non rientri dalla finestra ciò che abbiamo messo alla porta e lavorare per estendere le tutele anche alle lavoratrici ed i lavoratori precari.

Per noi rimangono inalterate le ragioni alla base della nostra mobilitazione per l'8 marzo, giornata della donna e della dignità del lavoro, a partire dalla rivendicazione del ripristino della legge 188 contro le dimissioni in bianco.

Per adesso abbiamo alcune importanti affermazioni di principio ed impegni fattuali del Governo e delle Parti.

In vista dell’apertura del confronto, in sede di tavolo tecnico, nelle prossime ore si tratterà di definire la proposta della Cgil attraverso un confronto con le categorie nazionali per rafforzare la nostra iniziativa in favore dell’aumento dei diritti e delle tutele in tema di politiche per la conciliazione e condivisione per donne e uomini.

p.Segreteria Cgil

Serena Sorrentino

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A SOSTEGNO DELLE POLITICHE DI CONCILIAZIONE