10 febbraio 2011

Segreteria Confederale CGIL Catania: Comunicato Stampa

Pina Palella, 45 anni, proveniente dal comparto scuola e Giovanni Pistorio, 47 anni, segretario generale SLC CGIL Catania e Coord Gen SLC CGIL Sicilia sono i due sindacalisti della Camera del Lavoro che si aggiungono alla Segreteria Provinciale della CGIL.

L'integrazione è avvenuta nel corso dell'ultima riunione del Direttivo Provinciale della CGIL Catania a cui hanno partecipato Mariella Maggio Segretario Regionale CGIL Sicilia e Scudiere della Segreteria Nazionale CGIL.

09 febbraio 2011

Slc Cgil Nazionale: Comunicato confronto sul tema della costituzione della Banca del Mezzogiorno.

A seguito della richiesta unitaria delle OO.SS., martedì 8 febbraio si è tenuto l’incontro tra le stesse e l’Amministratore Delegato di Poste Italiane Massimo Sarmi,con all’ordine del giorno il confronto sul tema della costituzione della Banca del Mezzogiorno.
Secondo la relazione dell’AD, il progetto di Poste Italiane configura la Banca del Mezzogiorno come un’istituzione di secondo livello, in grado di accedere alla clientela tramite soggetti del mondo bancario e infrastrutture di Poste Italiane. Grazie all’utilizzo degli uffici postali, distribuiti capillarmente sul territorio (4.500 al sud, a fronte di un numero più esiguo di banche), Poste Italiane avrebbe maggior facilità di accesso alla clientela, interagendo con la struttura intermedia (Mediocredito Centrale), che dovrà erogare il credito. Si tratta di fatto di un Brand, senza alcuna configurazione giuridica, dentro il quale si dovranno collocare i prodotti finanziari.L’intera operazione non è comunque del tutto conclusa. Questa “incertezza” legata alle modalità con cui si dovrà arrivare alla definizione della Banca del Mezzogiorno non può che alimentare la sensazione che si tratti dell’ennesima proposta pasticciata.
Tra l’altro, i passaggi che dovranno ancora essere effettuati con la Banca d’Italia per gestire l’operazione evitando la scissione di un ramo d’azienda e puntare piuttosto su un settore dedicato, con un patrimonio separato, e l’attesa dell’approvazione di una norma contenuta nel Decreto Milleproroghe per attribuire a Poste Italiane la possibilità di condurre l’operazione in porto, mostrano tutta la farraginosità di questo meccanismo, che si presenta come una vera e propria “catena di montaggio”, i cui processi risultano frantumati. Ci chiediamo allora dove si trovi la coerenza rispetto alle motivazioni che dovrebbero portare ossigeno all’economia del Mezzogiorno.

Call Center passaggi al 3° livello scad 31-12-10

Care\i compagne\i,

vi ricordo che I lavoratori addetti al call center che, in forza di accordi precedenti alla data di entrata in vigore del vigente del CCNL, risultino già assunti e inquadrati al secondo livello della scala inquadramentale, devono esser stati inquadrati al terzo livello entro il 31 dicembre 2010. Trattandosi di un passaggio intermedio inserito a “sanatoria” di quanto avvenuto precedentemente nel settore al fine di portare definitivamente il livello minimo d’ingresso al 3°, con le sole eccezioni previste dalla “nota a verbale” art.23 CCNL TLC, invitiamo tutte le\i compagne\i sui territori a vigilare il corretto adempimento da parte delle aziende. Nei mesi scorsi non sono mancate, sul tema, interpretazioni non propriamente corrette e, ancora oggi, arrivano segnalazioni di aziende che danno letture restrittive ad un testo fin troppo chiaro.

Al riguardo invito tutte le Strutture a dare comunicazione al centro nazionale di eventuali inadempienze o interpretazioni erronee da parte di aziende registrate sui territori.

Con questo ulteriore passaggio, unitamente a quanto avvenuto per la Sanità di settore e l’introduzione dell’elemento di garanzia per il 2010, appare sempre più evidente il forte valore inclusivo dell’ultimo rinnovo contrattuale, nell’ottica di unificare la filiera delle TLC proprio a partire da quella realtà più difficile che è rappresentata dal mondo dei call center.

Fraterni saluti.

p. SLC-CGIL Nazionale

Area TLC

Riccardo Saccone

Telecom, Comunicato controlli 119 - I nostri cattivi pensieri, le vostre pratiche illegali -

COMUNICATO

A pensar male si fa peccato ma di solito ci si indovina.

Quanto accaduto giorni fa al CC119 di Palermo è una pratica che noi come Sindacato abbiamo sempre pensato fosse in uso, e che pur denunciandola politicamente non abbiamo mai potuto far perseguire legalmente per l'assenza di prove che suffragassero i nostri sospetti. Ma il tempo è galantuomo, e le prove adesso son saltate fuori casualmente per errore umano.

Ora possiamo dire a gran voce che Telecom al 119, sicuramente nel centro palermitano, effettua il sistematico controllo a distanza degli operatori, tracciando dei report per ognuno dei lavoratori.

L'azienda saprà già che tali azioni sono ILLEGALI, riteniamo pertanto superfluo ricordarglielo.

Ciò che riteniamo necessaria è che, coloro che hanno commissionato il comportamento fuorilegge vengano perseguiti e chi ha realmente la responsabilità ne paghi le conseguenze.

La misura è colma, a prescindere dalle azioni legali per le quali abbiamo attivato le nostre verifiche di fattibilità. Urge, sul territorio e a livello centrale, un serio e approfondito confronto di merito sulla scellerata e – vale la pena sottolinearlo ulteriormente – illegale gestione del 119 di Palermo. Va fatta inoltre una verifica da parte della Commissione sui controlli a distanza.

L'atteggiamento scientemente scelto aggrava le condizioni di lavoro di operatrici e operatori, già fortemente sottoposti ad agenti stressanti connaturati all'attività svolta.

Discuteremo, insieme a lavoratrici e lavoratori, le azioni di lotta da intraprendere ma chiediamo fin d'ora un incontro immediato sulla gravissima questione sollevata da tempo che oggi è stata – purtroppo per Telecom, per fortuna dei lavoratori – comprovata dai fatti.

Le Segreterie Regionali e la RSU

Slc-CGIL - Fistel-Cisl

La Telecom e lo scandalo delle sim false: “I vertici sapevano tutto”

Di: Alessandro D'Amato
DANNI PER MILIONI DI EURO – Da quanto e’ trapelato, l’inchiesta nasce da un rapporto della società di consulenza Deloitte, commissionato dalla stessa società di telecomunicazione e acquisito dai pm milanesi prima di Natale, che aveva esaminato i temi relativi ai procedimenti giudiziari degli ultimi anni, e cioè quella sui dossier illegali, sulle sim false e sul caso di Telecom Sparkle, costato da solo centinaia di milioni di euro in accantonamenti a Telecom. E proprio il capitolo sulle carte prepagate fittizie avrebbe portato all’operazione di oggi della Guardia di finanza, che si sarebbe recata anche negli uffici della stessa Deloitte, per raccogliere la documentazione pertinente alla loro gestione almeno nel periodo 2005-2007. Il rapporto della stessa società di consulenza ha conteggiato tra i 20/30 e i 60/70 milioni di euro i danni subiti per la carenza di controllo nel loro commercio.
IL RAPPORTO DELOITTE – Scrive poi oggi Repubblica che il paragrafo 5.4 del rapporto Deloitte, studio commissionato dal consiglio di amministrazione di Telecom Italia guidato da Franco Bernabè per far luce sulla gestione precedente, si occupa proprio della “consapevolezza del fenomeno” della la falsificazione delle sim card, grazie alle quali la società di telefonia ha potuto consolidare per anni una quota di mercato nei cellulari superiore a quella reale.

IMPRESE PRIVATE RECAPITO POSTALI: SIGLATA L’IPOTESI DI RINNOVO CCNL 2010 - 2012

Nella giornata dell’ 8 febbraio 2010 è stata raggiunta l’intesa per il rinnovo del CCNL delle imprese private operanti nella distribuzione, recapito e servizi postali con decorrenza 01/01/2010 31/12/2012.
Sottolineiamo la particolare importanza dell’intesa raggiunta, che nella delicata fase di avvio della liberalizzazione dei mercati postali, ha realizzato l’obiettivo dell’impegno unitario del sindacato attraverso la sottoiscrizione del CCNL da parte di entrambe le associazioni di categoria: FISE e CNA.
Il rinnovo del CCNL in questo settore, in attesa della conclusione delle fasi negoziali negli altri (Poste ed Appalti postali), costituisce la prima vera risposta in attesa dell’avvio del confronto sul contratto di settore.
I punti maggiormente significativi dell’intesa raggiunta riguardano,

· l’aver uniformato, agli altri settori in fase di rinnovo, le scadenze contrattuali al 31 dicembre 2012 al fine di agevolare il percorso di realizzazione del CCNL di settore;
· l’introduzione della contrattazione di 2° livello sia in FISE, sia in CNA;
· l’impegno entro 90 gg. a siglare un protocollo d’intesa sulla creazione di una Agenzia Bilaterale per lo sviluppo di percorsi formativi che in un mercato liberalizzato sono uno strumento indispensabile per l’avvio di eventuali processi di riqualificazione e/o riconversione del personale ed un protocollo per un miglior utilizzo delle risorse da dedicare all’attività sindcale con lo scopo d rafforzare la rappresentanza e l’azione sindacale nelle diverse realtà lavorative;

08 febbraio 2011

Cassazione ''Il permesso sindacale spetta senza formalismi'' Sentenza n. 9250 del 2007 (pubblicata sul n. 18 del 2007 di Guida al Diritto)

"Giudicata troppo fiscale la condotta del datore"

Il lavoratore che chiede un permesso sindacale, con modalità diverse da quelle imposte dall'azienda, non può essere licenziato per assenza ingiustificata...in questi casi, infatti, il comportamento del datore di lavoro deve essere considerato antisindacale perché eccessivamente fiscale e diretto - anche se attuato in maniera involontaria - a comprimere la libertà sindacale dei dipendenti.

Di conseguenza, venuta meno la laicità della condotta dell'imprenditore, cade anche la sanzione espulsiva.

Sono questi i principi indicati dalla sezione lavoro della Cassazione nella sentenza n. 9250 del 2007 (pubblicata sul n. 18 del 2007 di Guida al Diritto) che ha respinto il ricorso di un datore di lavoro nei confronti di un proprio dipendente aderente ai Cobas. Il sindacato, in particolare, si è rivolto al Tribunale chiedendo di dichiarare antisindacale il comportamento dell'imprenditore consistente in una contestazione disciplinare e nel conseguente licenziamento di un proprio iscritto.

06 febbraio 2011

Susanna Camusso: "Dobbiamo lottare contro l'idea che siamo tutti corpi da poter comprare"

Si sofferma sull'uso politico delle parole che è stato fatto nelle ultime settimane in Italia: «È insopportabile l'uso delle parole che si sta facendo - ha detto la Camusso - per parlare di un signore 74enne, si parla delle ragazzine diciottenni». Secondo la Camusso è stata sottovalutata la questione dei ricatti al premier. «È più facile parlare di velinismo - ha aggiunto - che non della ricattabilità del presidente. Bisogna avere il coraggio di ammettere che questo Paese con la sessualità ha un grande problema». La Camusso si è poi schierata a difesa della dignità femminile e ha aggiunto: «Mi piacerebbe un Paese in cui le donne siano viste come persone che pensano e non utilizzate come merce di scambio». La Camusso, ha poi indicato, a non lasciar cadere gli inviti e le idee che sono partite dal palco di Milano, e ha aggiunto: «Dobbiamo tessere un filo che da qui vada fino alle piazze del 13 febbraio, fino alle piazze dei lavoratori che chiederanno tutti insieme al presidente di dimettersi. Perchè c'è una Italia diversa che ha bisogno di ritrovare un linguaggio comprensibile e che crede nel suo futuro».

05 febbraio 2011

La condotta antisindacale - art. 28 dello Statuto dei lavoratori -

L’art. 28 dello Statuto dei lavoratori, come modificato dalla legge n. 847 del 1977 stabilisce che "Qualora il datore di lavoro ponga in essere comportamenti diretti ad impedire o limitare l’esercizio della libertà e dell’attività sindacale nonché del diritto di sciopero, su ricorso degli organismi locali delle associazioni sindacali nazionali che vi abbiano interesse, il pretore del luogo ove è posto in essere il comportamento antisindacale, nei 2 giorni successivi, convocate le parti ed assunte sommarie informazioni, qualora ritenga sussistente la violazione di cui al presente comma, ordina al datore di lavoro, con decreto motivato e immediatamente esecutivo, la cessazione del comportamento illegittimo e la rimozione degli effetti.
Rientrano in tale termine tutti quei comportamenti diretti ad impedire o limitare l’esercizio della libertà sindacale ed il diritto di sciopero.
Fino a qualche anno fa, al fine di poter parlare di comportamento antisindacale da parte del datore di lavoro, dovevano essere riscontrati due requisiti: l’elemento oggettivo e più precisamente l’attitudine anche potenziale del datore a ledere gli interessi tutelati dall’art. 28 dello Statuto dei lavoratori, e l’elemento soggettivo consistente nel porre in essere intenzionalmente (e quindi con coscienza e volontà) un comportamento antisindacale.
La difficoltà di accertare l’intenzionalità del datore di lavoro, ha portato la Cassazione ad escludere l’elemento soggettivo quale presupposto per poter esercitare un ricorso. Con sentenza n. 5296 del 1997 le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno affermato il principio dell’irrilevanza, per la concretizzazione della condotta sindacale, dell’elemento psicologico (colpa o dolo), essendo necessaria solo la circostanza che il comportamento del datore di lavoro avesse determinato un pregiudizio alla libertà sindacale e al diritto di sciopero.

Poste: Verbale Mobilità Nazionale 2011- Incontro sindacale 31 gennaio 2011

Con riferimento all’accordo sindacale sui trasferimenti volontari individuali del 28 gennaio 2010, vi informo che è stata pubblicata la procedura per la presentazione delle domande di trasferimento (che resterà aperta sino al 15 febbraio);

Le novità sono:

possibilità di inserire le domande di trasferimento anche da parte di chi non possiede i requisiti. In questo caso la procedura segnalerà all'interessato la non presenza degli stessi ed elaborerà le graduatorie tendo conto delle sole domande presentate da chi è in possesso dei requisiti.

Vi invio, in allegato, il comunicato al personale (affisso in tutte le bacheche aziendali) e la domanda di trasferimento che dovrà essere utilizzata per il 2011.

Per ciò che riguarda le modalità operative di inserimento e controllo delle domande, vi rimando alla Nota Operativa ed ai relativi allegati dello scorso anno, che non hanno subito alcuna variazione.

Vi ricordo pertanto:

- il termine per la presentazione delle domande è il 15 febbraio 2011.

- le domande dovranno essere inserite direttamente dai dipendenti nel portale postepernoi

- i dipendenti che non dispongono di accesso al portale postepernoi dovranno utilizzare il modulo allegato per la presentazione della richiesta di trasferimento ; tale modulo dovrà essere consegnato dal dipendente al Responsabile della struttura di assegnazione per l'inserimento in postepernoi; il Responsabile dell'interessato dopo l'avvenuto l'inserimento dovrà consegnare al dipendente copia della ricevuta ed inviare alla funzione RUR SUD 2, (se in uscita dalla Sicilia per altre Regioni) al numero di fax 091 6587054 , sia la ricevuta consegnata al dipendente sia il modulo di richiesta preventivamente inserito.

-in via alternativa è possibile utilizzare il modulo (in allegato) per la presentazione della richiesta di trasferimento avente come destinatario la Funzione RUR SUD 2 (sempre se in uscita dalla Sicilia per altre Regioni)..

04 febbraio 2011

TLC: Call Center circolare SLC su delocalizzazione e situazione Eurocall

Care\i compagne\i,

in queste settimane abbiamo notevolmente intensificato la nostra azione sindacale contro le delocalizzazioni, pratica assolutamente dannosa e, se non arginata, in grado di cambiare totalmente il settore dei call center in outsourcing riportandoci a dinamiche ribassiste che finiranno per mettere a rischio migliaia di posti di lavoro.

Non di meno vi chiediamo uno sforzo aggiuntivo di vigilanza e segnalazione per quelle realtà, sempre più numerose, che, pur operando dall’Italia, utilizzano contratti irregolari per il mercato inbound, producendo così un effetto discorsivo del mercato non dissimile da quello delle delocalizzazioni.

In questa ottica chiediamo alle compagne ed ai compagni pugliesi e di Roma di organizzare presidi davanti alle sedi dei call center del gruppo Eurocall, call center che, stando ad informazioni che ci giungono dai territori, utilizza lavoratori “LAP” per importanti commesse inbound (Mediaset, Fastweb).

Vi rinnovo l’invito ad inviare alla struttura nazionale tutte le segnalazione di irregolarità fatte in questi mesi; sarà nostra cura inoltrarli direttamente al Direttore delle Attività Ispettive del Ministero del Lavoro, così come stabilito durante i lavori del Tavolo Nazionale sui call center svoltosi nei mesi passati presso il Ministero dello Sviluppo Economico.

Fraterni saluti.

p. SLC-CGIL Nazionale

Area TLC

Riccardo Saccone

La Guardia di Finanza nella sede Telecom.Truffa con sim intestate a clienti inesistenti

Milano, 4 febbraio 2011 - I militari della Guardia di Finanza di Milano hanno effettuato perquisizioni negli uffici milanesi di Telecom Italia nell’ambito di un’inchiesta della Procura su una truffa relativa a un numero molto rilevante di carte prepagate intestate a persone inesistenti e messe in circolazione tra il 2005 e il 2007.
L'indagine nasce da un rapporto della società di consulenza Deloitte che ha esaminato i temi dei dossier illegali, delle sim false e il caso di Telecom Sparkle, costato da solo centinaia di milioni di euro in accantonamenti a Telecom.
Il rapporto della società di consulenza, commissionato dalla stessa Telecom Italia e acquisito dalla Procura della Repubblica di Milano poco prima di Natale, ha passato in rassegna e conteggiato tra i 20/30 e i 60/70 milioni di euro i danni subiti per la carenza di controllo nel commercio di carte prepagate false.

POSTE: BARBARA APUZZO (SLC/CGIL), DOVE SONO CONTRATTO DI SETTORE E DI PROGRAMMA?

“Slc/Cgil è sempre stata convinta del fatto che l'apertura del mercato e l'arrivo di operatori concorrenti, oltre che garantire un miglior servizio ai cittadini, offrisse l'opportunità di creare nuove occasioni di lavoro e servisse soprattutto a Poste Italiane, per consentirle di sviluppare sempre più la propria capacità di offrire prodotti di qualità e soprattutto per entrare definitivamente in una logica di competitività che non è solo ormai nazionale, ma internazionale – così ha esordito Barbara Apuzzo, segretaria

nazionale Slc/Cgil, all’Audizione presso Commissioni riunite IX Trasporti e XIV Politiche UE che si è tenuta oggi, per l’esame dello schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2008/6/CE per la liberalizzazione dei mercati postali.

“Slc/Cgil condivide che in questa fase il servizio universale sia affidato a Poste Italiane, così come previsto nell’impianto del decreto, ma vanno superate in fretta le criticità fino ad oggi registrate, che fanno calare la fiducia dei cittadini, nei confronti del servizio offerto da Poste Italiane, del 10%.”

Inoltre, sottolinea la Apuzzo, “la scelta di un’agenzia sottoposta agli indirizzi del Ministero dello Sviluppo Economico, quale agenzia di controllo, oltre a non essere in linea con le migliori pratiche in termini di indipendenza del regolatore adottate dai più importanti paesi dell'Ue, non garantirebbe, nel processo di liberalizzazione, l'indipendenza da Poste Italiane, visto che quest'ultima è una società a partecipazione pubblica totale.”

“Il processo di liberalizzazione prevedeva oltre alla creazione di un’Authority, il contratto di settore ed il contratto di Programma

– prosegue la sindacalista. Il contratto di settore va chiuso quanto prima perché solo in presenza di regole certe si hanno garanzie per tutti. L’azienda deve accelerare questo iter anche per scongiurare il reiterarsi di fenomeni di dumping contrattuale o peggio ancora di lavoro nero, applicati in quei contesti (appalti) in cui l’unica concorrenza si è fatta sul costo del lavoro.”

“Abbiamo appreso dalla stampa la notizia che il Ministro dello sviluppo economico e l’ad di Poste Italiane hanno sottoscritto nel novembre scorso il contratto di programma che regola per il triennio 2009/2011 i rapporti tra

lo Stato e la società. Oggi apprendiamo che il Ministro Romani farà un’audizione in Commissione Trasporti l’8 febbraio. Vorremmo conoscerne nel dettaglio i contenuti, soprattutto in considerazione del fatto che a luglio del 2010

abbiamo sottoscritto, con grande senso di responsabilità insieme a tutte le altre OO.SS. del settore, l’accordo

sulla riorganizzazione del recapito, ed è evidente che conoscere i contenuti del Contratto di programma ci consentirebbe di verificare il rispetto di quanto sottoscritto.”

Pubblico impiego: Camusso abbandona la trattativa sui salari di produttività. Cgil non firma.

Cisl e Uil hanno firmato l'accordo con il governo sul salario di produttività. La Cgil non ha siglato l'intesa e ha lasciato il tavolo. Non hanno firmato neanche Cobas e Cisal. L'accordo firmato da Cisl e Uil, "è una presa in giro dei lavoratori" e per questo la Cgil non l'ha firmato. Lo ha detto Susanna Camusso, leader Cgil, nella conferenza stampa che ha seguito l'incontro.

"Il testo - ha detto Camusso - non affronta i problemi urgenti che abbiamo. La Finanziaria taglia il 50% dei lavoratori precari della pubblica amministrazione. Non si fa la riforma dell'amministrazione con il taglio della contrattazione nazionale (bloccata fino al 2013, ndr). Siamo di fronte a dei sindacati che corrono in soccorso di un governo un po' claudicante".

Completamente opposta la valutazione del segretario della Cisl Raffaele Bonanni: per il quale l'accordo "salvaguarda gli stipendi dei dipendenti pubblici interamente".

03 febbraio 2011

Relazione della segretaria SLC-CGIL Barbara Apuzzo presentata all’audizione della IX Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni

(esame dello schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2008/6/CE che modifica la direttiva 97/67/CE per quanto riguarda il pieno completamento del mercato interno dei servizi postali comunitari (atto n. 313) )

Prima ancora che prendesse il via la discussione sulla liberalizzazione del mercato dei servizi postali, la nostra organizzazione era già convinta del fatto che l'apertura del mercato e l'arrivo di operatori concorrenti, oltre che garantire un miglior servizio ai cittadini, offrisse l'opportunità di creare nuove occasioni di lavoro, inoltre, sostenevamo con forza l’idea che la liberalizzazione servisse soprattutto a Poste Italiane, per consentirle di sviluppare sempre più la propria capacità di offrire prodotti di qualità e soprattutto per entrare definitivamente in una logica di competitività che non è solo ormai nazionale, ma internazionale. Ed è evidente che se non ci si misura fino in fondo sul mercato interno non ci si abitua a competere sui mercati internazionali.

L'auspicio per una veloce applicazione della Direttiva europea, andava però di pari passo con la preoccupazione, che si è nel tempo purtroppo confermata, che la liberalizzazione di questo settore, in Italia, avrebbe arrancato a causa delle vecchie resistenze, che da sempre alimentano nel nostro paese il carattere corporativo del sistema economico.


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02 febbraio 2011

Telecom Catania: Comunicato 187.1 del 02 febbraio e relativa apertura della procedura di raffreddamento

In data 01 Febbraio 2011 si sono svolte a Catania le assemblee dei lavoratori 187-1 commerciale del sito produttivo di via Mons. Dom. Orlando di Catania. Assemblee che ritenevamo necessarie per le insistenti richieste dei lavoratori su problematiche di tipo organizzativo. Le assemblee, oltre a registrare la quasi totalità degli addetti, hanno messo in risalto tematiche che colpiscono direttamente il diritto dei lavoratori ma soprattutto la dignità degli stessi.

I punti toccati sono fondamentalmente tre: 1) tempi e metodi di fruizione dei permessi individuali EF, Mamma e Papà, leggi 104 etc.., 2) organizzazione del lavoro e carichi di lavoro, 3) Sistemi di controllo individuali messi in essere dalla dirigenza Telecom locale.

Sul primo punto, i lavoratori evidenziavano che la fruizione delle EF o altro tipo di permesso individuale sul sito catanese sia diventato completamente discrezionale agli “umori” aziendali, sottolineando che una nuova procedura(????), messa in campo dai dirigenti locali e regionali, ponesse il vincolo di una sola persona per modulo. Come Sindacato non possiamo che contestare tale metodo alquanto singolare e per niente rispettoso del CCNL e delle leggi in essere, ritenendo che le indicazioni date, sicuramente distorte a livello territoriale, devono essere modificate! Non esiste nessuna normativa che mette una percentuale o un numero massimo di richieste da evadere. Questo abuso di potere sicuramente lesivo del diritto e della dignità dei lavoratori, deve necessariamente cessare. Consigliamo ai lavoratori di non usare più supporti telematici ( WFM, NSS etc. ), ricominciando a presentare il modello cartaceo che se non evaso positivamente deve essere riconsegnato al lavoratore con le motivazioni opportunamente scritte riguardanti le esigenze tecnico-organizzative che hanno portato all’esito negativo.

In merito al secondo punto “Organizzazione del lavoro e carichi di lavoro”, il dibattito è stato molto intenso e partecipato mettendo in evidenza carenze organizzative e gestionali molto rilevanti. Ai lavoratori viene fatto pesare giornalmente, in maniera subdola e molto strumentale, il tempo necessario tra le timbrature di ingresso e la login per la linea, conteggiando minuti e secondi di inefficienza. Ricordiamo a Telecom che molte sentenze della Corte Suprema di Cassazione hanno sancito che il tempo che intercorre tra la timbratura di ingresso ed inizio lavoro, deve essere sempre considerato a carico aziendale ( sentenza su tempo tuta dei colleghi metalmeccanici ) e che nessuno può strumentalizzare questi episodi per creare sudditanza psicologica ai lavoratori. Altro fatto molto importante denunciato nelle assemblee è il non rispetto, sistematico, del famoso accordo sul benessere riguardante il 60/40 ( linea/fuori linea), che crea inevitabilmente disagi, stress e malumore sia fisico che mentale, a tutti gli operatori che sono costretti, per otto ore al giorno, a rimanere in cuffia con la costante oppressione dei preposti e responsabili del sito riguardante la produzione giornaliera, arrivando pure a casi limiti dove i lavoratori sono costretti a farsi coprire quando si hanno necessità di natura fisiologiche. Roba da pazzi!!! A questo aggiungiamo la totale “discrezionalità” di cambi turni ( forse solo agli amici o ….. ), la fiscalità sulla presentazione dei permessi 104, per cariche elettive e sindacali.

Sul terzo punto “Controlli individuali”, siamo alle solite, tutti gli sforzi fatti a livello nazionale e territoriale sono resi vani. Si è arrivati al punto che i lavoratori oltre ad essere sottoposti alle famose “IDV”, dopo le chiamate vengono contattati dai preposti e/o responsabili locali e messi a conoscenza dell’esito della stessa, mettendo in campo un controllo non solo individuale ma molto invasivo. Se aggiungiamo che la composizione dei moduli non rispecchia l’organicità di almeno 15 lavoratori, ma in alcuni casi un modulo viene composto da meno di 5, possiamo capire che la facilità di controllo non ha limiti.

Le OO.SS. scriventi reputano tali atteggiamenti e fatti molto gravi, in quanto mettono in luce una mancanza cronica di organizzazione del lavoro e carenza di capacità gestionali locali e regionali che comportano una lesione dei diritti e della dignità dei lavoratori del reparto 187-1 di Catania. Fin da subito dichiariamo lo stato di agitazione del reparto e ci riserviamo di mettere in campo procedure di lotte idonee per garantire i lavoratori coinvolti.

Per la gravità dei comportamenti invasivi di controllo individuale, le OO.SS. interverranno tramite le autorità competenti al fine di far cessare da subito tale atteggiamento.


Le Segreterie Provinciali di Catania

SLC CGIL FISTEL CISL UILCOM UIL

Apertura Procedura di raffreddamento

Spett.le Telecom Italia SpA

RU/RI SUD

Napoli


Oggetto: Apertura Procedura di raffreddamento e conciliazione ai sensi delle leggi 146/90 e 83/2000 e successive modifiche ed integrazioni.

Le Scriventi OO.SS. con la presente aprono la procedura di raffreddamento ai sensi delle leggi vigenti per le motivazioni sotto elencate:

1. Organizzazione del lavoro e carichi di lavoro ( 60/40 ) reparto 187.1 di Catania

2. Metodi di fruizione dei permessi individuali ( EF, Mamma e Papà, 104 etc.) reparto 187.1 di Catania

La procedura si rende necessaria data la gravità delle situazioni che persistono nel reparto 187.1 di Via Mons. Dom. Orlando n.10 di Catania

Catania lì, 02/02/2011

Le Segreterie Provinciali di Catania

SLC CGIL FISTEL CISL UILCOM UIL


Telecom Italia: Comunicato Regionale su 119

COMUNICATO
(IR)RESPONSABILI E DILETTANTI
Ormai non ci credeva più nessuno, ma alla fine Telecom ce l'ha fatta. Ci siamo, questa settimana sono partiti i turni del CC 119, secondo la matrice ed il rotativo dell'accordo del 18 novembre scorso.
Abbiamo assistito dapprima ad un rinvio di 15 gg. , deciso unilateralmente dall'azienda, che avendo avuto soltanto 2 (DUE) mesi per attrezzarsi organizzativamente, non si faceva trovare pronta e decideva di far slittare la partenza indicata nell'accordo per il 17 gennaio 2011, disattendendo di fatto l'accordo stesso.
Nel centro di Palermo nei 15 gg abbiamo assistito al caos che è andato in un crescendo inverosimile, una babele con voci che si inseguivano confermando per smentirlo tre minuti dopo un indirizzo piuttosto che un altro. Ma cosa ancor più grave, i fatti hanno smentito le comunicazioni ufficiali date al tavolo relazionale siciliano, con le RSU e il Sindacato in generale, costretti a smentire e/o correggere informazioni fornite ai lavoratori soltanto dopo averle acquisite dall'azienda in sede di informativa.
Vale la pena, pertanto, fare il punto della situazione, almeno su due questioni:
- al contrario di quanto comunicato al Sindacato, il centro palermitano (in realtà tutti i centri del territorio nazionale) non osserverà più l'arco orario di presidio 7.30-22.32 ma continuerà con il preesistente 7.00-23.30;
- al contrario di quanto acquisito con affidamento verbale, prima al tavolo nazionale ed in seguito in sede di incontro territoriale, per le lavoratrici con turno PT mamma 75% verrà applicato il turno presente nell'accordo senza nessuna possibilità di percorrere le soluzioni gestionali peraltro individuate dall'azienda e per le quali la stessa aveva assunto l'impegno in parola di renderle esigibili.

01 febbraio 2011

Telecom Catania: Assemblea del 01- febbraio - 2011

01 Febbraio 2011

Si è svolta oggi l'assemblea tra Associazioni Sindacali ed i lavoratori del 187.1 di Catania. Tanti gli argomenti trattati riguardante o. d. g.

1. Organizzazione del lavoro e carichi.

2. Fruizione FE, EF e permessi Mamma e Papà.

3. Controllo a distanza.

Tra i principali punti di criticità, in massima evidenza, la cattiva gestione ed organizzazione del lavoro in linea (cuffia) che sembrerebbe non rispettare gli accordi Sindacato/Azienda sulle percentuali pattuite, provocando disagi e stress non di poco conto.

Questo e tanto altro verrà evidenziato tramite un comunicato che a breve sarà distribuito sul posto di lavoro e mandato in Azienda.

Sarà cura della Slc catanese darne pubblicazione sul nostro blog in modo da poter fornire a tutte le altre realtà territoriali un'opportunità di raffronto.

Un saluto

Slc Cgil Catania

Produzione culturale: richiesta incontro a Ministro On. Sacconi

I provvedimenti recentemente adottati e quelli in corso di adozione sulle spesa pubblica concretano, allo stato, un vero crollo dell’intervento pubblico nel settore culturale, con tagli ai finanziamenti e normative penalizzanti dal corrente esercizio.

A livello nazionale con la legge n.122/2010 che riguarda in particolare gli Enti locali, il mancato rinnovo triennale del tax-credit e tax-shelter per il cinema e la riduzione del 35% del Fondo Unico per lo Spettacolo con la legge di stabilità; a livello territoriale con la forte riduzione dei trasferimenti dello Stato alle regioni ed agli enti locali.


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