
Editore: Slc Cgil Catania - Direzione: Salvo Moschetto


COMUNICATO STAMPA
Il piano industriale di Telecom è presentato il 19 marzo ai mercati finanziari è un piano sbagliato che riduce investimenti ed occupazione e che condanna l’azienda ad un ruolo sempre più marginale in Italia e nel mondo. In questo paese vi sono grandi aziende strategiche come la RAI, Telecom, la Fiat e l’Alitalia: su tutte il Governo e le Istituzioni devono svolgere un ruolo per difendere l’occupazione e i diritti di chi vi lavora. Occorre un Tavolo ai massimi livelli sul futuro del settore, sulla politica industriale per le TLC che finora è mancato. Per ottenere un serio confronto sul settore, annunciamo oggi la ferma volontà di ricorrere a tutti gli strumenti dell’azione e della pressione sindacale.
Si evidenzia che, oltre a non esistere nel piano industriale una politica di investimento vero sulle infrastrutture, un recupero del costo di produzione solo sulla forza lavoro, dichiarando circa 7000 esuberi che sommati al vecchio piano del 2008 investono circa 13.000 lavoratori. A questo si aggiunge la voglia del managemnet di esternalizzare attraverso societarizzazioni tutti gli assett strategici del gruppo come i customer care( vedi 187- 191- 119 ), l’information tecnology etc.
Per queste ragioni giorno 09 luglio p.v. è stato indetto uno sciopero generale del Gruppo di 4 ore a fine turno. A Catania ci sarà un concentramento/sit-in in via etnea accanto villa bellini presso il negozio “Il Telefonino TIM” dalle 17.00 alle 19.00 dei lavoratori per protestare contro le scelte scellerate di Telecom.
Le Segreterie Provinciali SLC CGIL, Fistel Cisl e UILCOM UIL evidenziano come un grande colosso delle Telecomunicazioni sia stato smantellato e ridotto a questo sia dalla mala politica nazionale e dei vari governi che si sono succeduti, sia dall’avvicendarsi dei vari nuovi capitalisti che ripulite le casse si sono puntualmente dileguati senza lasciare traccia né di sviluppo industriale tanto meno di occupazione, sottolineando che circa il 20% della forza lavoro negli ultimi anni è andata persa a danno della qualità del servizio e della soddisfazione della clientela.
Le Segreterie Provinciali
SLC CGIL FISTEL CISL UILCOM UIL

Roma, 5 luglio 2010 - Si è svolto nei giorni scorsi, al ministero dello Sviluppo Economico, il tavolo di confronto sulla situazione nel settore dei call center. L'incontro era finalizzato a predisporre tutti i materiali utili e le eventuali proposte condivise tra le parti sociali da trasferire poi alla presidenza del Consiglio. sindacati di categoria Slc-Cgil, insieme a Fistel-Cisl e Uilcom-Uil, congiuntamente avevano infatti chiesto nelle settimane passate di trasferire il confronto.
"Come Slc-Cgil abbiamo consegnato al governo, all'associazione confindustriale sia degli outsourcer che dei committenti Tlc, oltre che alle altre forze sociali, la nostra piattaforma per un patto tra produttori per rilanciare il settore", afferma Alessandro Genovesi, segretario nazionale di Slc-Cgil. "Abbiamo avanzato una proposta articolata - spiega - discussa all'ultima assemblea nazionale dei quadri e delegati tenutasi il 28 giugno scorso, e che ha ottenuto consensi anche da parte delle imprese del settore. Serve un vero e proprio patto di sistema, con agevolazioni fiscali mirate, interventi sulla formazione, clausole sociali per impedire gare al massimo ribasso, accordi a tutela dei clienti evitando delocalizzazioni di attività all'estero (impedendo così che dati sensibili possano essere gestiti in paese e da aziende non italiane), pronti come sindacato a fare la nostra parte solo a condizione che il sistema delle imprese accetti una competizione sulla qualità e per il mantenimento dei livelli occupazionali e se il governo metta qualcosa sul piatto".
"Proprio il governo - conclude Genovesi - per troppo tempo ha fatto il pesce in barile, in alcuni casi assecondando le imprese più scorrette visto che ha azzerato ogni politica ispettiva e repressiva e visto che ora propone con l'articolo 40 del decreto anticrisi, di ridurre l'Irap solo al Sud e solo per le nuove imprese. L'articolo va ritirato o modificato profondamente per evitare che qualche azienda chiuda e magari riapra con altro nome a 100 metri, fenomeni già registrati nel nostro settore. Già si sono persi 10 mila posti di lavoro e altrettanti sono a rischio. Non si può condannare una generazione prima alla precarietà e poi alla disoccupazione. Il governo batta un colpo o si assuma la responsabilità di un altro disastro sociale annunciato".

Sara’ “una giornata di lotta e mobilitazione con iniziative e presidi locali - fa sapere il segretario nazionale della Slc-Cgil, Alessandro Genovesi - per chiedere un piano vero di sviluppo e rilancio dell’azienda, la salvaguardia dei livelli occupazionali, del ritorno in produzione dei colleghi oggi in solidarieta’, per una politica di reinternalizzazione mirata, per la salvaguardia dei customer e dell’informatica”. Secondo i sindacati, il piano industriale presentato a marzo da Telecom e’ “sbagliato” perche’ “riduce investimenti ed occupazione” e “condanna l’azienda ad un ruolo sempre piu’ marginale in Italia e nel mondo”.
Nello specifico, la richiesta dei sindacati e’ che per l’intero arco di piano 2010-2012 venga mantenuto inalterato il perimetro del gruppo e che l’azienda ripensi “la propria strategia sulla gestione dei livelli occupazionali”. No ad ammortizzatori sociali, piuttosto un piano di “rilancio e riconversione di alcune professionalita’”; informatica e ricerca rimangano “parte fondamentale del ‘core business’ dell’azienda” e non aumentino ‘outsourcing’, delocalizzazioni e appalti. Sulle aree di staff si chiede che “venga sancito una volta per tutte il principio della valutazione condivisa e preventiva dell’equipollenza professionale, prima di procedere a veri e propri demansionamenti”.
“Su questa piattaforma - conclude Genovesi - chiediamo a tutti di fare la propria parte: impresa, Governo, istituzioni. La vertenza sara’ lunga e dura e il management Telecom sara’ valutato per le aperture o meno che verranno, per i fatti e non per le ‘belle parole’. Quando un’azienda ha un utile di piu’ di 1,5 miliardi deve pensare allo sviluppo e all’occupazione, non a scaricare sui lavoratori la voglia di fare ancore piu’ profitti”.

COMUNICATO SINDACALE
Come SLC CGIL in questi anni abbiamo volutamente evitato di esprimere i nostri giudizi negativi, nel merito e nel metodo, sul sistema di valutazione del personale denominato “Performance Dialogue”, in uso in Vodafone. Questo per non dar peso a uno strumento che non ha nessun valore dal punto di vista contrattuale. Non possiamo più evitare però di registrare e denunciare quanto sta avvenendo in azienda, in particolare negli ultimi mesi.
Stiamo ricevendo continuamente segnalazioni da parte di lavoratori e lavoratrici di Vodafone che, a fronte di un giudizio negativo ricevuto nel Performance Dialogue, vengono invitati ad abbandonare l’azienda attraverso incentivazione economica e impegno alla ricollocazione. In caso di rifiuto o anche solo di tentennamenti, i diretti superiori minacciano trasferimenti territoriali, trasferimenti dalla rete o dalla vendita a call center in altre regioni, ecc..
Segnalazioni che provengono da tutto il territorio Nazionale e che non possono essere ricondotte in una iniziativa personale di qualche manager ma una nuova linea adottata da tutta l’Azienda.
La SLC CGIL ritiene questa situazione INACCETTABILE ed invita la Vodafone ad ABBANDONARE IMMEDIATAMENTE la strada intrapresa. Strada che porta solamente a logorare le già complicate relazioni industriali.
Come SLC CGIL non esiteremo un istante a difendere, in ogni sede e con ogni mezzo, i lavoratori che saranno interessati da questa nuova ingiustizia aziendale.
Invitiamo tutti lavoratori e le lavoratrici, che saranno fatti oggetto di un simile trattamento, di segnalarlo immediatamente alle RSU competenti o alle strutture territoriali della SLC CGIL.
Roma, 2 luglio 2010
La Segreteria Nazionale

Comunicato Unitario
La presente piattaforma per il rinnovo triennale del CCNL 2010-2012 in Poste Italiane, rappresenta il frutto del lavoro svolto unitariamente da tutte le OO.SS. di categoria.
Il rinnovo del CCNL in Poste giunge in un fase particolarmente delicata, prossima alla liberalizzazione del mercato postale che aprirà sicuramente nuovi scenari e problematiche.
Anche per questo motivo abbiamo deciso di presentare una piattaforma agile ma puntuale nel sostenere tutti i temi più rilevanti della parte normativa, che ci consenta di affrontare, appena chiusa la partita negoziale sul rinnovo in Poste, il confronto sul contratto di settore (che dovrà interessare tutte le aziende che operano nel settore postale) in tempi altrettanto certi e rapidi avendo comunque definito la copertura contrattuale dei lavoratori di Poste Italiane.
Il sindacato ritiene infatti che il contratto di settore sia uno strumento indispensabile a garantire, a partire dal 2011 - anno della completa liberalizzazione del mercato dei servizi postali -, regole normative comuni e quindi, in definitiva, condizioni di corretta e paritaria concorrenza in un mercato che vedrà come protagonisti nuovi soggetti imprenditoriali, nazionali ed esteri.
La piattaforma tende a consolidare e migliorare il vecchio impianto contrattuale per quanto attiene i temi normativi: rafforzamento dei diritti sindacali, più garanzie sulla certezza dell’orario, maggiori tutele sulla maternità e sulle aspettative, una specifica norma che stabilisca regole di chiarezza e trasparenza nelle politiche di incentivazione individuale e collettiva, ecc.
Afferma in maniera forte la centralità della contrattazione, l’importanza del sistema delle relazioni industriali ed è orientata al rilancio della crescita economica e allo sviluppo occupazionale.
Per quanto attiene la parte economica, la piattaforma avanza una richiesta complessiva di 140€ che, nel triennio 2010-2012, dovrà servire prevalentemente ad incrementare i minimi tabellari per una reale tutela dei salari.
Riteniamo pertanto importante, in questo delicato momento, la presentazione di una piattaforma per il rinnovo del CCNL condivisa in maniera unitaria dando così maggior forza alle richieste di parte sindacale nell’interesse dell’intera categoria.
Invitiamo tutte le strutture sul territorio a programmare, unitariamente, momenti di confronto con la categoria per illustrare i contenuti della piattaforma e per la relativa approvazione, avendo cura di effettuare le assemblee dal 8 al 23 luglio 2010, dopo l’attivo Nazionale Unitario che si terrà il giorno Mercoledì 7 luglio 2010 (Dalle ore 15,00 alle ore 19,00) presso il Centro Congressi Frentani in Via dei Frentani 4 a Roma (Vicino stazione Termini – quartiere San Lorenzo).
LE SEGRETERIE NAZIONALI
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Nel corso dell’assemblea nazionale dei quadri e delegati dei call center, promossa da Slc/Cgil e che si è tenuta a Roma presso la sede nazionale Cgil, Emilio Miceli, intervenendo alla tavola rotonda, ha chiesto la cancellazione della norma sull’Irap, prevista nella manovra finanziaria, che “facilita gli avventurieri che stanno affossando il settore e che rischiano di trascinare in una terra di nessuno anche gli imprenditori dal comportamento virtuoso”.
Focalizzando l’attenzione sul mercato, Miceli ha anche rilevato come i grandi gruppi di Tlc utilizzino i call center “come una vera e propria valvola di scarico”. “Serve una risposta di sistema per cui tutti facciano la propria parte – ha proseguito il sindacalista: innanzitutto il governo che deve riconoscere le specificità produttive ed occupazionali del settore; i committenti che devono modificare radicalmente le proprie politiche sugli appalti; gli outsourcer che devono investire sulla qualità occupazionale e la tutela dei posti di lavoro.”
“Come sindacato – ha concluso Miceli – siamo pronti a fare la nostra parte solo all’interno di un quadro di certezza e diritti.”
Bruno Di Cola (Seg. Gen. Uilcom-UIL), nel ribadire la condivisione dei temi della piattaforma proposta da Slc/Cgil sul settore, ha sottolineato come sia ormai necessario “rivolgersi al governo per giungere ad un codice etico delle imprese ed evitare il massimo ribasso, nelle gare d’appalto, anche sui contratti.”
Sergio Abramo (Presidente Assocontact), che condivide la proposta di Slc, ha ricordato quale sia l’errore di fondo nella comprensione del settore “che è diventato altro, non è più un modo per far entrare i giovani nel mondo del lavoro.”
“Nell’unico settore che produce il 47% di Ebitda, gli imprenditori pagano lo scotto della facilità con cui si accede al settore, improvvisando professionalità – ha ricordato l’imprenditore.


COMUNICATO:
OGGETTO: Dichiarazione di sciopero.
MOTIVAZIONI: gruppo Telecom: tutela dei livelli occupazionali e contrasto Piano Industriale 2010-2012.
Le scriventi Organizzazioni Sindacali proclamano per il giorno 9 luglio 2010 lo sciopero a livello nazionale di quattro ore a fine turno di lavoro di tutto il personale di tutte le aziende del gruppo Telecom Italia S.p.A.. Per part-time al 50% e lavoratori in solidarietà intero turno di turno.
La scrivente dichiara di aver esperito con Telecom Italia le procedure di raffreddamento il 30 aprile 2010 con esito negativo e con il Ministero del Lavoro il tentativo di conciliazione in data 6 maggio 2010 con esito negativo.
La presente comunicazione vale come preavviso ai sensi della Legge 83/2000 e precedenti ed in base alla delibera di modifica della Regolamentazione Provvisoria adottata dalla Commissione di Garanzia per l’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali (Seduta del 15 Novembre 2007).
Distinti saluti.
LE SEGRETERIE NAZIONALI
SLC-CGIL FISTel-CISL UILCOM-UIL
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In questi giorni stiamo assistendo a tutta una serie di manovre aziendali atte al reperimento di personale sociale da indirizzare verso il settore Open Access. Partendo da un fattore democratico che "domandare è lecito, rispondere è cortesia, personalmente mi viene difficile interpretare un comportamento societario che in maniera unilaterale sta agendo senza alcun criterio a convocare lavoratori ed effettuare colloqui, discussioni o un pour parler che alla fine si concludono con un messaggio subliminale che sa tanto di obbligo e poco lascia alla volontà della risorsa di decidere la propria destinazione.
Da notare pure una discutibile strategia nel convocare lavoratori che di per se hanno serie difficoltà e difficilmente potranno essere mobilitati in ambito "Access". Mi piace precisare che la Slc Cgil catanese non sta rimanendo ne muta, ne cieca ne sorda a quanto sta avvenendo in tutti i territori italiani. E' vero che sono già usciti comunicati a firma unica inerenti alla mobilità ma è pure vero che in ogni posto di lavoro le nostre RSA e RSU hanno provveduto e stanno provvedendo a dare tutte le informazioni possibili ai colleghi sottolineando pure che si tratta di un evento che senza ombra di dubbio contiene delle forti anomalie palesemente palpabili.
Invito pertanto tutti i lavoratori a sgomberare la mente da dubbi inutili o da pensieri che vedono il nostro sindacato attonito ed immobile difronte a certi comportamenti aziendali. La Cgil c'è, risponde presente e non baratta o scambia niente con nessuno. Pertanto rimandiamo al mittente ogni tipo di battutina ironica fatta in questi giorni e come sempre ci rimbocchiamo le maniche per far rispettare diritti e dignità. D'altronde, come recita la nostra storia, ci siamo sempre assunti ogni tipo di responsabilità, forti del nostro seguito, dei nostri iscritti, della nostra identità e di una lealtà che ci ha visto andare avanti sempre ed ovunque, anche da soli, addossandoci spesso "tutto sulle nostre spalle".
Salvo Moschetto
Slc Cgil Catania




COMUNICATO
Regolamentazione accesso a Centrali
Su richiesta aziendale, la Commissione nazionale sui Controlli a distanza, ha condiviso il testo allegato per la regolamentazione, ai sensi dell'art. 4 della legge 300, dei sistemi di accesso nelle centrali di Telecom Italia.
I sistemi citati (Giano e Babilon) consentono di accedere ai locali sociali mentre le videocamere sono quelle perimetrali che guardano gli accessi e/o siti esterni. Queste apparecchiature sono già installate e funzionanti da parecchi anni.
Il percorso individuato é che il testo sarà sottoposto nei prossimi giorni alle RSU dell'unità produttive e OO.SS. Territoriali per la sottoscrizione.
Il testo condiviso, regolamenta una situazione esistente con la quale, fino ad oggi, l'azienda poteva estrapolare ed utilizzare i dati a suo piacimento, con la regolamentazione, il tutto dovrà essere gestito con doppia password di cui una in possesso dei componenti di nomina sindacale della Commissione e sopratutto, da soli, non possono essere utilizzati per eventuali provvedimenti disciplinari. Inoltre i report del Giano resteranno attivi per max 6 mesi e le registrazione delle telecamere, oltre alla legge, anche per accordo sindacale non possono essere conservate, ad eccezione dei festivi e del sabato, per più di 24 ore.
Ulteriori chiarimenti sul testo, se necessari, possono essere richiesti ai componenti la Commissione.
Le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL
