17 novembre 2011
CGIL Catania - Chiusa con una iniziativa svoltasi nella sede della Camera del lavoro Etnea la Settimana del Tesseramento. Dal sito www.cgilct.it
Le novità in tema di lavoro contenute nella legge di stabilità - di Pippo Di Natale -

da: www.lavoroeoltre.blogspot.com/
Senza presunzione di essere esaustivi, con l'aiuto della Direzione Provinciale del Lavoro di Modena e senza alcun commento, in considerazione della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della c.d. legge di stabilità (Legge n. 183 del 12 novembre 2011), sono stati estrapolati le novità più interessanti che concernono la materia del lavoro:
a) contratti a termine (art. 4, comma 12): è stato aggiunto il comma c-bis all’art. 10, comma 1, del D.L.vo n. 368/2001 con il quale viene specificato che i richiami in servizio del personale volontario del Corpo dei Vigili del Fuoco non costituiscono rapporti di impiego con l’amministrazione;
b) dipendenti pubblici in esubero (art.16): viene riscritto l’art. 33 del D.L.vo n. 165/2001. I dipendenti in esubero possono essere messi in disponibilità per 24 mesi. In caso di eccedenza, fatte le prescritte comunicazioni anche alle associazioni di comparto ed alle RSU (prima c’era una apposita procedura modellata su quella già prevista dall’art. 4 della legge n. 223/1991), trascorsi 10 giorni, le Amministrazioni risolvono il rapporto di lavoro con il personale che maturato 40 anni di contributi o, in subordine, potranno ricollocarli presso altri settori della stessa o di altra Amministrazione in ambito regionale. Trascorsi 90 giorni, il personale non ricollocabile all’interno della stessa Amministrazione o in altro ambito regionale o che ha rifiutato il trasferimento è collocato in disponibilità con una indennità pari all’80% (comprensiva dello stipendio e dell’indennità integrativa speciale) per 24 mesi. Il periodo in disponibilità è riconosciuto utile ai fini pensionistici;
c) apprendistato (art. 22, comma 1): a partire dal 1° gennaio 2012 e fino al 31 dicembre 2016 viene riconosciuto uno sgravio contributivo del 100% ai datori di lavoro con un organico pari od inferiore alle nove unità che assumono apprendisti. Fino al 31 dicembre 2011 essa resta dell’1,5% per il primo anno e del 3% per il secondo anno. Lo sgravio, a prescindere dalla durata del contratto di apprendistato (che nel settore artigiano può durare fino a cinque anni come previsto dal D.L.vo n. 167/2011), è per tre anni. La contribuzione a carico del lavoratore resta sempre la stessa (5,84%). L’utilizzazione della parola “sgravio” sembrerebbe far presumere, ma qui è doveroso attendere un chiarimento amministrativo del Ministero del Lavoro e dell’INPS, un cambio di indirizzo rispetto a quanto sostenuto nel 2008 quando si sostenne che la contribuzione di riferimento degli apprendisti fosse il frutto di una politica finalizzata a favorire l’occupazione giovanile, a prescindere dalle agevolazioni previste per altre assunzioni (v. lavoratori in mobilità) ove è richiesto il DURC e l’applicazione economica e normativa del CCNL e, se esistente, della contrattazione di secondo livello. Per il calcolo numerico dei dipendenti si ritiene opportuno ricordare come in passato (e si ritiene anche oggi) debbano essere esclusi i soggetti in forza con contratto di apprendistato, con contratto di inserimento, i lavoratori somministrati o i lavoratori assunti dopo esperienze in prestazioni socialmente utili o di pubblica utilità, mentre quelli a tempo parziale vanno considerati “pro – quota” (art. 6 del D.L.vo n. 61/2000) e quelli assunti con lavoro intermittente in proporzione all’orario di lavoro effettivamente svolto nell’arco di ciascun semestre (art. 39 del D.L.vo n. 276/2003).. La disposizione non sembra trovare applicazione per i c.d. “apprendisti in mobilità” per i quali l’art. 7, comma 4, del D.L.vo n. 167/2011 riconosce la contribuzione speciale prevista per i lavoratori in mobilità assunti a tempo indeterminato dall’art. 25, comma 9, della legge n. 223/1991;
d) contribuzione per la gestione separata (art. 22, comma 1): dal 1° gennaio 2012 aumenta di un punto per i collaboratori coordinati e continuativi ed anche per chi è iscritto ad altra forma di gestione pensionistica e che esercita un’attività per la quale deve essere effettuato il versamento alla gestione separata (art. 2, comma 26, della legge n. 335/1995);
e) contratti di inserimento (art. 22, comma 3): viene cambiata la lettera e) del comma 1 dell’art. 54 del D.L.vo n. 276/2003: essa punta ad un migliore inserimento delle donne negli ambienti di lavoro e riguarda “ donne di qualsiasi età prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi residenti in un’area geografica in cui il tasso di occupazione femminile sia inferiore di almeno venti punti percentuali di quello maschile o in cui il tasso di disoccupazione femminile superi di dieci punti percentuali quello maschile. Le aree sono individuate con DM concertato tra Lavoro ed Economia, entro il 31 dicembre di ogni anno, con riferimento all’anno successivo”. Per gli anni dal 2009 al 2012 le aree geografiche sono individuate secondo quanto previsto nella tabella Allegato A al nuovo testo dell’art. 54.
f) contratto a tempo parziale (art. 22, comma 4): viene abrogata la convalida di trasformazione dei contratti di lavoro da tempo pieno a tempo parziale presso la direzione provinciale (“rectius” territoriale) del lavoro competente per territorio. Al contempo vengono abrogaste le lettere a) e b) del comma 44. Dell’art. 1 della legge n. 247/2007, introdotte in ossequio al c.d. “protocollo del Welfare”;
g) telelavoro (art. 22, comma 5): sono previste alcune facilitazioni. I benefici previsti dall’art. 9, comma 1, lettera a) della legge n. 53/2000 sono riconosciuti anche nell’ipotesi di contratto a termine o reversibile. Vale la pena di ricordare come la disposizione appena richiamata si proponga lo scopo di incentivare forme di articolazione della prestazione lavorativa finalizzata a conciliare i tempi di vita e di lavoro, attraverso fondi alle imprese con un organico fino a 50 dipendenti, che applichino accordi contrattuali che prevedono azioni positive per la lavoratrice madre ( o padre lavoratore) per particolari forme di flessibilità, tra cui il telelavoro. I disabili (art. 3, comma 1, della legge n. 68/1999) possono essere assunti (o il loro rapporto può subire anche una mutazione) con modalità di telelavoro. Le convenzioni ex art. 11 della legge n. 68/1999 possono stabilire anche modalità di telelavoro (la norma parla “impropriamente” di contratto di telelavoro). I lavoratori in mobilità possono essere assunti anche con modalità di telelavoro. Si ricorda, per inciso, che nel settore privato la disciplina è rimandata ad un accordo interconfederale del 9 giugno 2004 che ha recepito l’accordo – quadro europeo , mentre nel settore pubblico è normato dal D.L.vo n. 70/2000;
h) decontribuzione e sgravio contributivo (art. 22, comma 6): viene riconosciuta anche per i c.d. “contratti di prossimità” la decontribuzione al 10% e lo sgravio contributivo sulle somme corrisposte a titolo di produttività, miglioramento del servizio ed incentivo, previsto dall’art. 8 della legge n. 148/2011 e con le medesime modalità ivi previste e successivamente “spiegate” dall’Agenzia delle Entrate e dal Ministero del Lavoro;
i) IRAP (art. 22, comma 7): per il 2012 le Regioni possono disporre la deduzione dalla base imponibile dell’IRAP delle somme erogate ai lavoratori dipendenti del settore privato;
j) Credito d’imposta nel Mezzogiorno (art. 22, comma 8): viene assicurata la piena operatività del credito d’imposta per le nuove assunzioni nel Mezzogiorno attraverso un decreto non regolamentare stabilito d’intesa all’interno della conferenza Stato – Regioni;
k) lavoratori dello spettacolo (art. 22, comma 9): viene cancellato il libretto personale dei lavoratori dello spettacolo;
l) ENPALS (art. 22, comma 9): l’Istituto (con l’introduzione della lettera g) nell’art. 6, comma 1, del D.L.vo n. 276/2003) viene autorizzato ad effettuare attività di intermediazione nel settore dello spettacolo
m) Ammortizzatori sociali ( art. 33, commi 21, 22 23, 24): vengono prorogati a tutto il 2012 una serie di ammortizzatori sociali in scadenza tra cui quelli in deroga, quelli di CIG, di mobilità, di disoccupazione speciale anche senza soluzione di continuità e con riferimento a settori produttivi ed aree regionali. Vengono stanziati 80 milioni di euro per il finanziamento dei contratti di solidarietà difensivi e viene prorogata, a richiesta , a favore di alcune categorie, il trattamento di CIGS per un numero di mensilità pari a quelle deliberate non ancora percepite;
n) Incentivi per le assunzioni di particolari categorie ( art. 33, comma 25): sono prorogati a tutto il 2012 gli incentivi previsti a favore di alcuni soggetti (ad esempio, gli “over 50” a rischio di esclusione). La norma cui occorre riferirsi è quella contenuta nell’art. 2, commi 131, 132, 134 e 151 della legge n. 191/2009. Le modalità saranno definite, come in passato, attraverso un decreto “concertato” tra Lavoro ed Economia.
16 novembre 2011
QUALE FUTURO PER I SERVIZI POSTALI IN ITALIA?

A febbraio di quest’anno, SLC CGIL denunciò pubblicamente il fatto di aver appreso dalla stampa la notizia che il Ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani e l’AD di Poste Italiane ing. Sarmi avevano sottoscritto nel novembre 2010 il Contratto di Programma che regola per il triennio 2009/2011 i rapporti tra lo Stato e la Società.
Denunciammo il fatto che dei contenuti di quel Contratto nulla era stato portato a conoscenza delle OO.SS., Nonostante fosse stato da poco sottoscritto un importante accordo sulla riorganizzazione dei Servizi Postali e manifestammo nell’isolamento più assoluto tutta la nostra preoccupazione di fronte all’impatto disastroso che lo stesso avrebbe prodotto su circa 10milioni di utenti e 5.000 lavoratori.
Sostenemmo che si stava tradendo lo spirito del servizio universale (come previsto dalla Direttiva europea 2008/6/CE e dal Dlg che la recepisce) che prevede che l’erogazione del servizio debba essere garantita a tutti i cittadini, in qualsiasi luogo, per almeno 5 giorni a settimana, sentendoci dire che facevamo terrorismo psicologico.
Oggi il nostro "terrorismo psicologico", oltre che essere stato avallato dall’ex governo Berlusconi, ha l’assenso del Cipe e attende solo l’ok di Bruxelles.
Questo significa che
circa 10 milioni di utenti potranno ricevere la posta (giornali compresi) un giorno si ed uno no , venendo di fatto trattati come cittadini di serie A o di serie B in base alle caratteristiche del territorio in cui vivono, ma significa anche che l’azienda, applicando il meccanismo di consegna della posta a giorni alterni nei territori con meno di 200 abitanti per chilometro quadrato metterà a rischio altri 5.000 posti di lavoro, che si sommerebbero ai 6.000 esuberi gestiti nel 2010 attraverso un sofferto accordo sindacale.
E’ evidente che in una situazione in cui i problemi registrati sulla gestione del recapito sono centinaia, aggiungere ulteriori tagli al servizio determinerebbe il tracollo definitivo di un settore già in crisi.
Così come è evidente che non tutto è imputabile al calo dei volumi di traffico.
Abbiamo recentemente assistito in Umbria al fallimento del Progetto Pacchi, che stimiamo possa essere costato a Poste Italiane circa 800mila euro, fallimento "certificato" dalla bocciatura dell’Authority. Quest’ultimo nulla ha a che vedere con il mercato, trattandosi piuttosto di un pasticcio figlio di madornali errori di valutazione e di una approssimativa gestione del servizio offerto.
Proprio per scongiurare il reiterarsi di fenomeni del genere, alla luce dei problemi e dei disservizi quotidianamente registrati sul territorio nazionale e con le prospettive annunciate da un Contratto di Programma che la nostra Organizzazione osteggia da sempre, riteniamo necessario tornare al tavolo con l’Azienda per discutere dell’intero sistema che, è evidente, così non funziona.
p. la Segreteria Nazionale SLC CGIL
Barbara Apuzzo
15 novembre 2011
Wind: Comunicato SLC-FISTel-UILCOM su revoca sciopero COBAS

14 novembre 2011
Rai: comunicato stampa unitario su nuovo piano industriale

- COMUNICATO -
Il 3 novembre u.s. le Segreterie Nazionali di SLC CGIL- FISTEL CISL- UILCOM UIL- UGL Telecomuncazioni – SNATER- LIBERSIND CONFSAL si sono riunite al fine di formulare una proposta negoziale alla RAI tale da modificare le posizioni aziendali ed avviare una rapida verifica di percorribilità del confronto contrattuale.
La posizione unitaria individuata è stata comunicata alla controparte aziendale nello stesso giorno e la RAI si era impegnata a dare una risposta entro martedì 8 novembre u.s. Oggi ci perviene invece una convocazione del Direttore Generale per il 14 novembre p.v. che, a quanto si apprende, servirebbe al D.G. per comunicare alle OO.SS. lo stato di gravità finanziaria della RAI ed un nuovo piano industriale lacrime e sangue, già presentato al C.d.A. senza alcun confronto preventivo con le OO.SS., azzerando di fatto i tentativi di negoziato avanzati con grande responsabilità dal sindacato.
Le scriventi OO.SS. diffidano pertanto questo C.d.A., ormai prossimo alla scadenza, ad approvare scelte che abbiano pesanti riflessi sulla struttura aziendale.
Le stesse ritegono gravissimo il comportamento del Direttore Generale Lorenza Lei la quale, evidentemente, vuole raggiungere lo scopo della sua missione, ossia il pareggio di bilancio e giustificare il suo cospicuo quanto inopportuno incremento retributivo, operando i risparmi con il taglio del contratto collettivo di lavoro sulla pelle dei lavoratori.
Con ciò di fatto, il D.G. metterebbe “la spazzatura sotto lo zerbino” senza risolvere i problemi ma soltanto procrastinandoli.
Questa operazione, negherebbe ai lavoratori il sacrosanto diritto di vedersi rinnovare un contratto che langue da quasi due anni e per l’azienda resterebbe un problema insoluto a carico della prossima gestione aziendale.
Non è tollerabile il continuo attacco portato ai lavoratori e al sindacato rispetto ai costi del personale quando ancora continuano a sperperarsi ingenti risorse con programmi fallimentari e contratti a dirigenti in pensione e inutili consulenze.
Su tali presupposti le scriventi OO.SS. chiamano alla mobilitazione i lavoratori e al presidio di Viale Mazzini e delle altre realtà RAI sul territorio nazionale in contemporanea con l’incontro, inoltre da subito avviano le procedure di raffreddamento ai sensi della legge sulla regolamentazione dello sciopero nei servizi pubblici.
SlcCgil - UilcomUil - UglTelecomunicazioni - Snater Libersind-ConFsal
Telecom: Non in dubbio accordo sindacati

(ANSA) - Mentre i competitor di Telecom, come Telefonica, annunciano tagli ai costi del lavoro per ora il tema non deve preoccupare i dipendenti del gruppo di Franco Bernabe' ma il nodo potrebbe tornare l'anno prossimo. ''Abbiamo un accordo coi sindacati che scade l'anno prossimo e non viene rimesso in discussione. Il settore - risponde cautamente Bernabe' a una domanda sul tema - richiede continue nuove efficienze, sara' necessario porre il problema ai tavoli giusti''.
Telecom batte le stime. In aumento i dividendi - di Antonella Olivieri -
Telecom archivia i primi nove mesi dell'anno con risultati superiori alle attese degli analisti e in Borsa il titolo rimbalza del 5,3% a quota 0,89 euro. Non fosse stato per la svalutazione degli avviamenti, che l'impairment test di giugno aveva imposto per 3,18 miliardi, l'utile netto del periodo avrebbe evidenziato una crescita dell'8,6% a 2 miliardi. Invece il dato è negativo per 1,2 miliardi, ma il presidente Franco Bernabè ha ribadito che questo non influenzerà la politica di distribuzione dei dividendi (promessi in progressivo aumento), confermando inoltre, alla luce dei risultati raggiunti, i target indicati per l'intero 2011.
Dunque, nei primi nove mesi dell'esercizio in corso i ricavi sono aumentati del 10,9% a 22,06 miliardi (+1,9% l'incremento 'organico'): la variazione del perimetro di consolidamento, riferibile in particolare a Telecom Argentina (21,1% la quota Telecom), apporta 1.707 milioni di euro in più. L'Ebitda sale dell'8,3% a 9,17 miliardi (-1% la variazione a parità di perimetro), mentre l'Ebit risente dell'abbattimento del goodwill, scendendo da 4,3 a 1,85 miliardi: senza la svalutazione straordinaria il risultato operativo sarebbe cresciuto del 4,9% a 5 miliardi. Il free cash-flow operativo aumenta di 1.073 milioni a 4.524 milioni: il confronto però è 'viziato' dalla vicenda Sparkle che l'anno scorso ha comportato un consistente esborso a favore del Fisco, senza il quale la differenza sarebbe stata ridimensionata a 684 milioni. Gli investimenti sono ammontati a 3,2 miliardi e arriveranno a 4,8 a fine anno.
Infine, l'indebitamento netto 'rettificato' è di 29,948 miliardi, calato di oltre 3 miliardi in un anno. Il dato contabile è di 30.250 milioni. Con il pagamento della prima rata delle frequenze Lte il debito netto rettificato è destinato a risalire a circa 30,7 miliardi per fine anno. Ma non ci sono preoccupazioni sul debito, ha assicurato il direttore finanziario Andrea Mangoni, dal momento che Telecom ha scorta di liquidità per 5 miliardi, in grado di coprire abbondantemente tutte le scadenze del prossimo anno anche se le condizioni di mercato dovessero essere proibitive. Il costo medio del debito, oggi al 5,4%, «non aumenterà», ha precisato il cfo, considerato che alla peggio il gruppo può comunque attivare linee di credito a condizioni prefissate. Per il prossimo anno è confermata la politica di rinnovare solo la metà degli importi in scadenza. Il terzo trimestre fornisce un quadro ancora più positivo. I ricavi sono saliti infatti del 12,6% a 7.516 milioni (+3,7% la variazione organica), l'Ebitda del 16,6% a 3.198 milioni (+0,8% l'incremento organico), l'Ebit del 32,7% a 1.888 milioni (+6,4% organico), l'utile netto del 32,7% a 807 milioni. I risultati confermano però l'andamento a doppia velocità di mercato domestico e Sudamerica. La posizione di ex-monopolista del primo offre margini più elevati, ma i ricavi sono in calo, anche se a un ritmo che fortunatamente sta rallentando. Brasile e Argentina, che complessivamente contano per il 35% dei ricavi e per il 24% dell'Ebitda, hanno margini inferiori, ma crescono a doppia cifra. Sul mercato domestico è in particolare il mobile a frenare, ma appunto con un trend in miglioramento: -6,5% i ricavi del terzo trimestre, rispetto al -7,6% del secondo e al -12% del primo. L'ad Marco Patuano ha però fare osservare che la flessione sarebbe stata contenuta nell'intorno del 4%, se non ci fosse stato nell'anno un calo delle tariffe di terminazione mobili del 20%.
Riguardo alla partnership con F2i, anticipata ieri da «Il Sole-24Ore», per cablare Milano 'verticalmente' (dai marciapiedi all'interno degli edifici), Bernabè ha sottolineato che il progetto approvato giovedì dal consiglio «è in linea con la nostra strategia di garantire la fibra ottica fino alle case», e che si vedrà se e come ampliare la collaborazione strada facendo. Per ora il progetto - che deve ancora essere finalizzato - riguarda solo la posa di fibra spenta nel capoluogo lombardo attraverso una newco, che sarà una pura utility, nella quale la partecipazione Telecom sarà al massimo del 40%, mentre la maggioranza sarà in mano al fondo di Vito Gamberale. Quanto alla crescita per linee esterne, sollecitata di recente dall'ad di Mediobanca Alberto Nagel, il presidente esecutivo di Telecom ha osservato che quest'anno è stato fatto abbastanza, aggiungendo che però lo scenario per il futuro è quello di un consolidamento del settore in Europa e che Telecom, quando sarà il momento, «uscirà vincitrice da questo processo». Nessun dossier allo studio, comunque, tanto meno su 3Italia: «Su questo - ha precisato - non abbiamo nulla da dire». Sul tavolo Romani, ormai tramontato, Bernabè ha osservato che è stato utile per focalizzare i problemi e individuare le possibili soluzioni, ma che oggi «è chiaro a tutti che la politica non può dettare i tempi della tecnologia».
Infine, per quanto riguarda La7, che sta registrando un'impennata di ascolti, Bernabè ne ha attribuito il merito all'indipendenza e autonomia dei giornalisti dell'emittente, confermando che in Italia esiste una domanda per un'informazione libera. La tv non è strettamente 'core' per il gruppo, ma Bernabè ha osservato che questo non significa che la si voglia cedere. Piuttosto, per sviluppare sinergie, sono possibili «partnership» con altri operatori, mantenendo l'indipendenza della rete.
10 novembre 2011
ALMAVIVA ROMA (EX ATESIA) CGIL SI CONFERMA PRIMO SINDACATO

“Con oltre 650 voti su circa 1350 votanti, SLC-CGIL si conferma di gran lunga il primo sindacato per voti ed RSU in Almaviva Roma, il call center più noto alle cronache come Atesia. SLC-CGIL si aggiudica infatti 12 RSU su 24, seguita da Cobas, Uilcom-Uil, UGL, Fistel-Cisl e si conferma il primo sindacato anche a livello nazionale nel gruppo guidato dal Dott. Tripi”. Così dichiarano in una nota congiunta Fabrizio Solari della Segreteria Nazionale della CGIL e Alessandro Genovesi, Segretario Nazionale di SLC-CGIL con delega alle TLC.
“L’importante risultato di SLC-CGIL, in un luogo simbolico come la ex Atesia, è il risultato di una linea fatta di lotte, vertenze individuali e collettive ma anche di accordi, alcuni sofferti, ma sempre sottoscritti a tutela dell’occupazione e delle professionalità. Insomma paga la linea di SLC-CGIL nel settore, dalle stabilizzazioni agli accordi di secondo livello, fino alla gestione sofferta delle riorganizzazioni. E paga la linea della CGIL più in generale nel Paese a tutela del contratto nazionale, dei diritti, di uno sviluppo più giusto e solidale”.
“Il lavoro svolto dai delegati uscenti – concludono i sindacalisti – e l’impegno dei candidati, degli iscritti, dei responsabili territoriali di SLC-CGIL, è stato un lavoro enorme e, alla fine, premiato. Un ringraziamento vero va a queste compagne e compagni che operano in un’azienda difficile, con una controparte spesso inaffidabile e in un contesto di oggettive difficoltà economiche per il settore. La fiducia che centinaia di lavoratrici e lavoratori di Almaviva hanno voluto confermare alla CGIL è un patrimonio prezioso che ci consegna un mandato importante. SLC-CGIL e CGIL, a tutti i livelli, faranno il massimo per onorare l’impegno preso con i lavoratori, impegnandosi ancora di più a tutela di diritti e occupazione”.
Roma, 9 Novembre 2011
09 novembre 2011
Accolta richiesta di SLC-CGIL su riduzione della solidarietà

Nel corso dell’incontro tra Telecom Italia e le Segreterie Nazionali di Slc Fistel Uilcom congiuntamente al Coordinamento Nazionale delle Rsu e alle strutture territoriali tenutosi nei giorni 29 e 30 settembre u.s., la Segreteria Nazionale di SLC-CGIL, quasi in solitudine, aveva ribadito con forza all’azienda l’esigenza di armonizzare la percentuale di solidarietà dei lavoratori delle funzioni Technical Infrastructures di Technology e Service Center Real Estate di Supply Chain & Real Estate che erano stati interessati da variazioni organizzative, tramite le Disposizioni Organizzative n° 484 del 27 aprile 2011 e 487 del 2 maggio 2011.
La nostra richiesta era cioè quella di portare così il massimo numero possibile di lavoratori alla solidarietà del 3,27%. Questo non solo per giustizia verso i lavoratori impattati, salvaguardandone di più il salario, ma anche al fine di ridurre gli esuberi di fatto, di cui all’accordo del 4 Agosto.
Nella giornata odierna Telecom Italia ha comunicato alla Segreterie Nazionale di SLC-CGIL l’accoglimento della proposta di “buon senso” della CGIL, con effetto dal 1° dicembre 2011.
La Segreteria Nazionale prende atto del venir meno delle resistenze aziendali, più volte, evidenziata nei passati incontri. Ovviamente molto rimane da fare e molti problemi rimangono aperti, tanto in relazione alle riconversioni e alle triangolazioni che, sul territorio, ancora faticano a divenire pratica comune, quanto più in generale sugli investimenti e le strategie di rilancio industriale dell’azienda.
La Segreteria Nazionale SLC-CGIL
08 novembre 2011
Messaggio INPS del 21 Ottobre 2011 sulle deroghe per i 10 mila lavoratori in mobilità

Care compagne e compagni,
il giorno 21 Ottobre u.s. l’INPS ha emanato specifico messaggio (il numero 20062 LEGGI...) per quanto riguarda la gestione dei 10 mila lavoratori in mobilità a cuinon si applicano gli slittamenti delle finestre di cui alla legge 122/2010 (per il privatodai 3 ai 9 mesi di fatto).Con l’occasione proviamo a fare il punto sulla situazione, resa ogni giorno che passasempre più confusa per colpa del Governo. Con centinaia di lavoratori e “mobilitati”Telecom Italia che giustamente ci chiedono informazioni.Procediamo con ordine allora.L’unica informazione certa, a questo punto, è che i lavoratori andati in mobilità entro il30 Ottobre 2008 rientreranno (fatti salvi i casi di decesso, altra attività, ecc.) nei 10mila.Per tanto un aliquota dei 3400 lavoratori Telecom Italia già cessati al 31 maggio 2010(vedasi lettera allegata all’accordo del 4 Agosto 2010) sarà ricompresa nei 10.000.Per questi lavoratori, alla presentazione della domanda di pensione, sarà consegnatoda INPS la lettera di cui all’allegato 1 del messaggio, che verrà poi perfezionatatramite procedura ordinaria.
Si badi bene non è una certificazione, ma unacomunicazione. Per tanto occorre comunque seguire la pratica pensionistica.
Se nel frattempo hanno beneficiato della proroga di mobilità fino a Agosto, questa sarà“ripresa” dall’INPS con l’erogazione delle spettanze pensionistiche (vi sarà a pocoapposito atto amministrativo, dato già per certo).
La positività del messaggio INPS finisce qui, visto che l'Istituto fa riserva di successive istruzioni per la liquidazione delle pensioni per coloro che hanno presentato la domanda con decorrenza 1 luglio e 1 ottobre 2011, mentre per quanto riguarda coloro che eccedono la lista dei 10000 l'INPS si è premurato di specificare che il mantenimento delle prestazioni a sostegno del reddito sarà garantito solo previa emanazione del decreto interministeriale (Lavoro e Tesoro) previsto dal comma 5 bis della legge 122 del 2010. L'INPS quindi non è stato autorizzato dal Ministero del lavoro a pagare i mesi di settembre e ottobre, con la conseguenza che molti lavoratori resteranno senza alcun sostegno economico.
Nel messaggio INPS, inoltre, vi sono altre spiacevoli sorprese. L'Istituto ha infatti sempre affermato che una volta individuati e verificati i 10000 le sedi territoriali avrebbero inviato agli interessati la certificazione del diritto a pensione. Nel messaggio in questione, invece, si parla di una semplice “informativa” che viene inviata agli interessati direttamente dalla Direzione generale dell'INPS. Tale informativa non certifica alcunché, visto che l'istituto prevede (con l'allegato 2) la possibilità di cambiare l'informativa stessa annullando la precedente comunicazione! Nel messaggio l'INPS precisa che l'informativa circa la possibilità di accedere alla salvaguardia verrà inviata tre mesi prima della finestra di accesso al pensionamento.
E' onere del lavoratore far presente nella domanda di pensione che vuole avvalersi della salvaguardia. L'INPS ha poi precisato che sono in corso di spedizione le comunicazioni relative ai lavoratori che hanno maturato il diritto a pensione con decorrenza nel 2011 e nel gennaio 2012.
Per gli altri lavoratori (cioè coloro che sono stati collocati in mobilità a seguito degli accordi sindacali precedenti il 4 Agosto 2010 e che non hanno agganciato la nuova finestra “slittata”, dentro comunque il periodo di mobilità – per intenderci è un’aliquota di quelli andati con l’accordo del settembre 2008 e qualche coda del dicembre 2005 – e che stimiamo in un numero tra i 1800 e massimo 2000), che sono andati materialmente in mobilità dal 31 Ottobre 2008 in poi, si pone il problema
a) sia della proroga della indennità di mobilità b) sia della relativa integrazione da parte di Telecom Italia.
A questo punto si pongono, nel rispetto dell’allegato di cui all’accordo del 4 Agosto, le seguenti questioni:
07 novembre 2011
Lavoro: le grandi aziende italiane trasferiscono i call center in Albania e Romania.

Sono sempre di più i giovani locali che parlano italiano, molti migranti di ritorno o figli emigrati. Un’inchiesta del mensile “Terre di Mezzo”.
Informazioni, supporto tecnico o pubblicità per offerte commerciali: sono i call center delle aziende italiane sempre più localizzati in Albania e Romania e che vedono al lavoro immigrati di ritorno.
È quanto emerge dall’inchiesta del mensile milanese Terre di Mezzo che riporta le testimonianze di lavoratori albanesi impiegati, a Scutari, nei terminal telefonici delle principali compagnie telefoniche o di indagini statistiche italiane.
Secondo il mensile, dopo calzaturifici e aziende manifatturiere, anche i call center si stanno trasferendo in Albania, ma anche in Romania, Tunisia e Turchia. Paesi in cui molti giovani parlano italiano, grazie alla nostra tivù che hanno visto fin da piccoli. A chiamare l’Italia sono soprattutto studentesse universitarie, per le quali il lavoro nei call center è un’opportunità da non perdere: guadagnano da 1,5 ai 2,5 euro all’ora, per un totale che va dai 150 ai 450 euro al mese. Non male visto che lo stipendio medio di un dipendente statale è di circa 200 euro.
La delocalizzazione dei call center è iniziata cinque anni fa, non è illegale ma le imprese italiane preferiscono non farlo sapere ai loro clienti per una questione di immagine. E così le operatrici dicono di chiamare da Milano o Roma e se qualche cliente si insospettisce e chiede che tempo fa, “rispondono consultando velocemente Google”, scrive la giornalista Stefania Prandi.
Telecom, Wind, Infostrada, Doxa, Sara Assistance: sono solo alcune delle società per cui hanno lavorato i giovani intervistati.
L'altra faccia della medaglia è la perdita di posti di lavoro nei call center italiani. Secondo il Sindacato dei lavoratori della comunicazione della Cgil, lo spostamento delle commesse all'estero da parte di Wind, Tim, H3g, Vodafone, Telecom, Fastweb, Sky e Alitalia ha portato alla perdita di 9 mila posti di lavoro, dal settembre 2009 ad oggi. E altri 13 mila sono a rischio.
CCA Business - Palermo -

Giorno 27 ottobre u.s. si è svolta l’Assemblea dei lavoratori del CCA Business di Palermo, i quali hanno denunciato la grave situazione esistente all’interno del proprio reparto a seguito della nuova organizzazione del settore. Infatti, rispetto al progetto riorganizzativo delle attività di credito presentato alle OO.SS. ad aprile scorso, è stato attivato solo il percorso formativo importante per uniformare le varie professionalità confluite nel nuovo reparto e creare la figura “multiskill” di operatore unico di CCA.
Nonostante le preoccupazioni espresse allora dal Sindacato Siciliano riguardo al pericolo di un ulteriore depauperamento di attività pregiate dalla Sicilia, l’Azienda si era impegnata affinché ciò non accadesse, fornendo tutte le rassicurazioni del caso esottolineando l’importanza della nascita a Palermo di un terzo Centro Nazionale dopo Roma e Milano.
La realtà purtroppo, rappresentata dai lavoratori, non corrisponde ai progetti illustrati dall’Azienda, ne tanto meno alle rassicurazioni date. Molte professionalità e competenze di rilievo come quella del Mobile, che risiedevano quasi esclusivamente a Palermo, sono state portate in altri sedi (Roma) così come altre attività pregiate. Dalla nascita del CCA a Palermo si è assistito ad un processo di involuzione professionale dei lavoratori che dopo aver fatto il percorso formativo in ottica multiskill, svolgono sulla sede di Palermo quasi esclusivamente l’attività di outbound al fine di sollecitare i pagamenti scaduti (spesso anche da 1 o 2 giorni). Inoltre, le attività di back office che inizialmente erano presenti sono lentamente sparite e adesso pesano non più del 10% dell’intera attività lavorativa. Da quanto emerso dall’assemblea, ne viene fuori un quadro organizzativo del settore molto confuso nel quale l’unico elemento di certezza e l’aumento pauroso delle “giacenze”.
Le scriventi OO.SS. unitamente alle RSU SLC FISTEL UILCOM, ritengono urgente e necessario aprire un immediato confronto con l’azienda Telecom in Sicilia per fare il punto sullo sviluppo organizzativo del progetto del CCA Business della sede di Palermo, all’interno dell’unico progetto nazionale nel quale i lavoratori di tutte e tre le sedi, siano ugualmente valorizzati professionalmente.
Le RSU e le Segreterie Regionale
SLC-FISTEL-UILCOM
02 novembre 2011
INCA-SLC Comunicato L. 322 - COMUNICATO AI LAVORATORI TELEFONICI -

Telecontact: Indisponibilità aziendale a rinnovare il contratto aziendale 28 ottobre 2011

- Comunicato Sindacale -
Le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL, esprimono tutte le preoccupazioni proprie e delle RSU di Telecontact in merito alle decisioni assunte dall’azienda che, con comunicazione ufficiale, ha dichiarato la propria indisponibilità al rinnovo del contratto collettivo aziendale in scadenza, a partire dal Premio di Risultato.
Una chiusura che si andrebbe a sommare con il “silenzio” di TCC rispetto alla richieste che unitariamente e singolarmente SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL hanno più volte avanzato per un incontro urgente sul futuro dell’azienda, su moltissimi temi vecchi e nuovi relativi e questioni legate alle strategie industriali e occupazionali dell’azienda, che sta subendo una pericolosa involuzione soprattutto per le perdite di importanti commesse in area mercato terzi dove oltretutto si registrano pericolosi arretramenti in tema di controlli individuali.
Per tanto, le Segreterie Nazionali, chiedono ufficialmente un tavolo urgente sulle strategie industriali di TCC, anche rispetto ai processi di riorganizzazione annunciati da Telecom Italia rispetto ad importanti servizi di custode care, nonché chiedono parallelamente l’immediata convocazione di un tavolo per discutere del rinnovo del contratto aziendale a partire proprio da PDR, che costituisce uno dei principali strumenti per riconoscere alle lavoratrici e lavoratori l’importante contributo dato ai risultati aziendali.
Telecom Italia, quanto Telecontact, devono ora dimostrare il loro senso di responsabilità, in caso contrario se ne assumeranno tutte le conseguenze, perché il sindacato tutelerà i diritti e le aspettative dei lavoratori di Telecontact, se nei prossimi giorni non avremo risposte “ positive” da parte dell’azienda, le segreterie nazionali insieme alle RSU proclameranno una giornata di sciopero nazionale.
Le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL
BT ITALIA: TUTTO A POSTO, NIENTE IN ORDINE

Il giorno 20 ottobre 2011, c/o Assolombarda di Milano, si sono incontrate le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL, il Coordinamento Nazionale delle RSU e i rappresentanti di BT Italia, per riprendere la discussione relativa alla Piattaforma di II Livello presentata nei mesi scorsi dalle OO.SS.
Durante l’incontro l’Azienda ha precisato che non intende avviare la negoziazione e che è necessario un ulteriore posticipo della discussione motivando prioritaria la situazione organizzativa e occupazionale in corso che ritiene, nonostante le numerose uscite “volontarie” del personale negli ultimi due mesi a seguito Accordo incentivante appositamente sottoscritto, non ancora risolta.
Si riportano di seguito i numeri presentati:
USCITE dal 6 giugno al:
30 settembre: 63 di cui 5 esterni al pacchetto incentivato 27 Milano, 23 Roma, 8 sedi periferiche, 5 Torino
31 ottobre: 19 Milano, 2 Roma, 1 sedi periferiche
di queste: 32 nel perimetro della Mobilità, 31 riconducibili al perimetro e 22 non riconducibili; per questi ultimi le OO.SS. hanno ricordato l’importanza della ricollocazione professionale per il personale attualmente in CIGS. Ha inoltre precisato che i numeri del personale coinvolto in CIGS, ad oggi, è inferiore a quello definito negli Accordi sottoscritti e di conseguenza ha richiamato al forte impegno assunto.
Numeri che rilevano una forte tendenza a generare preoccupazione di continuità sul mercato e sul “fare impresa” in Italia, come tra l’altro segnalato anche dal Coordinamento Nazionale che ha rilevato una mancata attenzione alla riorganizzazione con difficoltà operative a gestire le attività quotidiane.
Si è quindi ritenuto opportuno richiedere un impegno forte, concreto e trasparente sulle reali strategie dell’Azienda che, oltre a discutere quanto richiesto nella Piattaforma di II Livello presentata dalla OO.SS. nei prossimi mesi., deve chiaramente esprimere come intende essere presente in Italia sin da subito!!!
Non è sufficiente, anche se ritenuto un segnale importante, sapere che nei prossimi giorni si realizzerà un Centro di Eccellenza in Italia che coinvolgerà la Direzione Operation (GCSO) e vedrà l’opportunità dell’erogazione di un Servizio a livello internazionale dall’Italia e che coinvolgerà 9 risorse incrementali a quelle già presenti.
Solleciteremo, pertanto, l’Azienda a incontri in tempi brevi poiché anche per noi è prioritario il livello occupazionale di BT in Italia, e soprattutto per noi è prioritario il futuro del capitale umano, oltre ogni concetto di marginalità, di economia e di business.
Nei prossimi giorni si provvederà ad organizzare le Assemblee sul territorio nazionale, cui chiediamo la massima partecipazione, come sempre dimostrata, a tutte le lavoratrici ed i lavoratori di BT Italia.
Le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL
30 ottobre 2011
Con i licenziamenti facili la disoccupazione sarebbe all’11,1%”

Se una normativa che rendesse piu' semplici i licenziamenti fosse stata applicata durante gli anni della crisi economica il tasso di disoccupazione in Italia sarebbe salito all'11,1%, anziche' essere all'8,2% attuale, con quasi 738 mila persone senza lavoro in piu' rispetto a quelle conteggiate oggi dall'Istat. E' lo scenario delineato dall'associazione artigiani Cgia di Mestre, secondo quello che il segretario Giuseppe Bortolussi definisce ''un puro esercizio teorico'' ottenuto ''ipotizzando di applicare le disposizioni previste dal provvedimento sui licenziamenti per motivi economici a quanto avvenuto dal 2009 ad oggi''.
Nella simulazione della Cgia e' stato calcolato il numero dei lavoratori dipendenti che tra l'inizio di gennaio del 2009 e il luglio di quest'anno si sono trovati in Cig a zero ore. Vale a dire i lavoratori che per ragioni economiche sono stati costretti ad utilizzare questo ammortizzatore sociale del quale, con il nuovo provvedimento – secondo la Cgia – potranno disporre probabilmente solo a licenziamento avvenuto. Pertanto, se fosse stata applicabile questa misura segnalata nei giorni scorsi dal Governo all'Ue, negli ultimi due anni e mezzo, questi lavoratori, che hanno usufruito della Cig, si sarebbero trovati, trascorso il periodo di ''cassa'', fuori dal mercato del lavoro.
Secondo la stima della Cgia, sommando le Ula (Unita' di lavoro standard) che hanno utilizzato la Cig a zero ore nel 2009 (299.570 persone), nel 2010 (309.557) e nei primi sette mesi di quest'anno (128.574), si ottengono 737.700 potenziali espulsi dal mercato del lavoro che in questi ultimi due anni e mezzo avrebbero fatto salire il tasso di disoccupazione relativo al 2011, all'11,1%.
28 ottobre 2011
CIRCOLARE INPS SU 10000 DEL 21-10-2011- MOBILITA' -

Carissimi,
vi allego il messaggio inps di venerdì scorso sui criteri di composizione dei 10000 "esonerati" dall'allungamento delle finestre pensionistiche. Si tratta di un messagio fortememnte negativo per le seguenti ragioni:
1. l'interpretazione della legge è quantomeno discutibile, in quanto prende in considerazione ESCLUSIVAMENTE coloro che siano stati licenziati entro il 30 aprile 2010 (e Non previsti come collocabili in mobilità da accordi stipulati entro il 30 aprile);
2. la lettera che l'Inps scrive NON è una certificazione del diritto, ma un semplice avviso al cittadino, che deve presentare domanda, ed è a rischio di vedersela respingere, ED IN OGNI CASO NON HA REDDITO IN QUESTO PERIODO PERCHÉ LA MOBILITÀ GLI FINISCE;
3. il Messaggio non dà alcuna certezza a chi dovesse risultare "eccedente" il numero di 10000, dato che rinvia tutto a futuri messaggi DOPOCHÉ IL DECRETO APPOSITO SARÀ EMANATO, il che significa che nel frattempo chi finisce la mobilità e non rientra in quei calcoli dei 10000 campa d'aria.
Essendo queste risposte del tutto insoddisfacenti rispetto a quanto da noi scritto nella lettera unitaria di richiesta d'incontro inviata a Sacconi/Mastrapasqua, stiamo chiedendo a Cisl e Uil di riscrivere unitariamente facendolo presente e chiedendo con forza l'incontro. E' evidente che noi lo faremo in ogni caso, e domani solleveremo il problema nella riunione del CIV Inps. Stiamo anche contattando parlamentari per le interrogazioni del caso,
un caro saluto
Claudio Treves
Con messaggio n. 20062 del 21 ottobre, allegato, l'INPS ha finalmente definito la lista dei 10000 derogati, dando indicazioni operative alle sedi territoriali per la verifica degli elenchi.
La positività del messaggio INPS, purtroppo,finisce qui, visto che l'Istituto fa riserva di successive istruzioni per la liquidazione delle pensioni per coloro che hanno presentato la domanda con decorrenza 1 luglio e 1 ottobre 2011, mentre per quanto riguarda coloro che eccedono la lista dei 10000 l'INPS si è premurato di specificare che il mantenimento delle prestazioni a sostegno del reddito sarà garantito solo previa emanazione del decreto interministeriale (Lavoro e Tesoro) previsto dal comma 5 bis della legge 122 del 2010. L'INPS quindi non è stato autorizzato dal Ministero del lavoro a pagare i mesi di settembre e ottobre, con la conseguenza che molti lavoratori resteranno senza alcun sostegno economico.
Nel messaggio INPS, inoltre, vi sono altre spiacevoli sorprese. L'Istituto ha infatti sempre affermato che una volta individuati e verificati i 10000 le sedi territoriali avrebbero inviato agli interessati la certificazione del diritto a pensione. Nel messaggio in questione, invece, si parla di una semplice “informativa” che viene inviata agli interessati direttamente dalla Direzione generale dell'INPS. Tale informativa non certifica alcunché, visto che l'istituto prevede (con l'allegato 2) la possibilità di cambiare l'informativa stessa annullando la precedente comunicazione! Nel messaggio l'INPS precisa che l'informativa circa la possibilità di accedere alla salvaguardia verrà inviata tre mesi prima della finestra di accesso al pensionamento. E' onere del lavoratore far presente nella domanda di pensione che vuole avvalersi della salvaguardia. L'INPS ha poi precisato che sono in corso di spedizione le comunicazioni relative ai lavoratori che hanno maturato il diritto a pensione con decorrenza nel 2011 e nel gennaio 2012.
Per quanto riguarda l'individuazione dell'elenco dei 10000 l'INPS ha ribadito quanto previsto dal comma 6 dell'art.12 della legge 122 del 2010 e cioè che il monitoraggio dei 10000 deve essere fatto sulla base della data di cessazione del rapporto di lavoro. L'INPS ha quindi precisato i criteri in base ai quali ha redatto gli elenchi da inviare alle strutture territoriali per la verifica del conto assicurativo:
lavoratori in mobilità ordinaria, cessati dal lavoro alla data del 30 aprile 2010, per i quali l'indennità di mobilità era in pagamento alla data del 31 gennaio 2011. A tale proposito non condividiamo l'interpretazione data dall'INPS, visto che la legge 122 del 2010 parla di lavoratori collocati in mobilità ordinaria sulla base di accordi sindacali stipulati anteriormente al 30 aprile 2010. Ciò, a nostro avviso, significa che l'Inps avrebbe dovuto prendere a riferimento, per una corretta applicazione della legge 122 del 2010, (salvaguardia dei 10000 e mantenimento delle prestazioni di sostegno al reddito fino al raggiungimento della nuova decorrenza della pensione prevista dalla finestra mobile di 12 mesi) tutti gli accordi sindacali sottoscritti prima del 30 aprile 2010, anche se i lavoratori sono stati collocati in mobilità ordinaria successivamente a tale data. Rispetto a tali lavoratori l'INPS invece precisa soltanto che, in attesa di un'ulteriore rilevazione, le sedi potranno segnalare i lavoratori cessati successivamente al 30 aprile 2010, previa verifica della data degli accordi sulla base dei quali è stato effettuato il collocamento in mobilità;
lavoratori in mobilità lunga (legge 176 del 1998,legge 81 del 2003, legge 296 del 2006) e destinatari della legge 127 del 2006, per i quali l'indennità di mobilità era in pagamento alla data del 31 gennaio 2011;
lavoratori destinatari dei fondi di solidarietà di settore, titolari di prestazione straordinaria alla data del 1 maggio.
Dal messaggio INPS si evince che “ la data di cessazione del rapporto di lavoro utile per poter accedere al beneficio della salvaguardia, individuata con riferimento al lavoratore che si colloca alla posizione n. 10000, è il 30 ottobre 2008” (data del tutto casuale, raggiungimento dei 10000) e che potranno usufruire della salvaguardia tutti i lavoratori cessati dal lavoro entro il 30 ottobre 2008. I lavoratori cessati dal 31 ottobre 2008 al 30 aprile 2010 sono stati, invece, segnalati dall'INPS ai Ministeri del lavoro e del Tesoro per l'emanazione dell'apposito decreto interministeriale previsto dal comma 5 bis della legge 122 del 2010, mentre l'Istituto non ha ancora effettuato alcuna rilevazione per coloro che sono cessati dal lavoro successivamente al 30 aprile 2010.
E' evidente come si sia di fronte ad una lettura riduttiva delle stesse norme di legge da parte dell'Istituto, e che la perdurante assenza del decreto interministeriale rischi di collocare molti lavoratori in un “limbo senza reddito” inaccettabile sotto ogni profilo. Vi ricordiamo altresì che in data 28 settembre 2011 avevamo scritto unitariamente al Ministro e all'Inps affinché fosse comunque assicurata a tutti i lavoratori che terminassero la permanenza in mobilità la prosecuzione dell'indennità, cosa che è espressamente negata dal messaggio 20062.
Stiamo intervenendo sull'Inps affinché modifichi il messaggio, abbiamo chiesto a Cisl e Uil di reiterare la richiesta d'incontro al Ministro, e segnalato la cosa a parlamentari affinché ne facciano oggetto di interrogazioni e altre azioni parlamentari, tra cui anche la prosecuzione per il 2012 della copertura della mobilità per chi si trovasse escluso dalla lista dei 10000.












