20 dicembre 2010

TELECOM ITALIA: SINTESI INCONTRO NAZIONALE 17 - 12 - 2010

Odg: 5°s, Cross Activities, Smonetizzazione Festività coincidenti con domeniche e monetizzazione permessi individuali, piani formativi.
INQUADRAMENTO
L’azienda ha esordito con il 5°s e con una breve ricostruzione filologica delle figure professionali e sul fatto che erano rimaste schiacciate al 4° e 5°, ha inoltre comunicato che una parte delle assegnazioni di 5°s sono già stati fatti il 9 dicembre (con decorrenza 1° dic. ?)
Supervisor di Caring
numero complessivo 130
ambienti organizzativi: DMO customer 187,119,191 standard e 191 top client.
l’azienda ha precisato che non tutti i SPV debbono avere per forza il livello 6° che resta una valutazione aziendale, tant’è vero che oggi non tutti sono livelli 6, (attualmente circa il 50%). Ha voluto precisare che il livello 5s verrà dato a coloro che coordinano le attività di caring (risposta al cliente) e hanno gli elementi della declaratoria, se invece non hanno un gruppo assegnato (come esempio hanno portato i SPV Jolly) o non coordinano restano al 5°.
Addetto al supporto specialistico
Numero complessivo 740
Gli ambienti organizzativi sono in Open Access: ASO – Basic e Advanced
e qui l’azienda si è prodigata in una ricostruzione, contestata dalla delegazione sindacale, circa il fatto che dentro il supporto Basic e Advanced c’è chi fa lavoro di 1° livello (chi fa accoglienza e poco altro) e chi fa il resto, tant’è vero che si è espressa in modo esplicito per chiarire che solo coloro che fanno diagnosi in BO, analisi e dispacciamento hanno le condizioni, ha chiarito successivamente quindi che non tutti avranno il 5s ma solo coloro che operano all’interno dei Competence Team. Non hanno parlato dei supporti di Delivery e Assurance in ambito AOL.

19 dicembre 2010

Poste - Comunicato Poste Mobile - TLC

Poste Italiane gestisce l’infrastruttura della rete dati dei Data Center e degli uffici postali.
Per la trasmissione dati le società utilizzate sono due Telecom e Fastweb.
Allo scadere dei contratti in essere con Telecom ( già scaduto il 20-6-2010 e in regime di prorogatio) e Fastweb ( scadenza 27-9-2010) Poste Italiane diventerà (anzi lo è già) proprietaria anche degli appartai di rete VOIP e Vas e dei relativi sistemi di gestione.
Tenuto conto che la Capogruppo intende sviluppare una strategia , a breve e medio termine, per l’offerta al mercato di servizi di connettività integrati con propri servizi a valore aggiunto ( di comunicazione, finanziari, logistici) come vedete dalle slides. Come si evince dall’informativa la rete TLC ( con una cessione di ramo di azienda art 47 della 428) nel mese di Marzo 2011 passerà di proprietà a Poste Mobile con il proprio Know-how.
Poste Mobile avendo già un’autorizzazione ad operare in qualità di operatore OLO ed essendo già presente nel settore delle telecomunicazioni radiomobili, si presta ad essere veicolo in cui realizzare questo progetto.

16 dicembre 2010

Circolare INPS n. 155 del 3 dicembre 2010: Nuova disciplina permessi assistenza portatori handicap

Legge n. 183 del 4 novembre 2010, art. 24, ha apportato modifiche alla disciplina in materia di permessi per l’assistenza a portatori di handicap in situazione di gravità. La legge è entrata il 24 novembre u.s.

Tra gli aspetti peggiorativi:

prima avevano diritto a fruire dei benefici i lavoratori dipendenti, coniuge, parenti e affini di persona in situazione di disabilità grave entro il terzo grado.

Ora il diritto a godere dei permessi ex legge 104/92 in favore dei lavoratori dipendenti e, oltre al coniuge, fa riferimento ai parenti o affini del disabile medesimo entro il secondo grado.


Circolare INPS n. 155 del 3 dicembre 2010 Leggi...

Modifiche alla legge 104 del 1992 (art. 33), alla legge 53/2000 (art. 20) ed al Dlgs 151/2001 (art. 42)

Salute e sicurezza: Il nuovo Regolamento sugli appalti di lavori, servizi e forniture

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 288, del 10-12-2010 è stato pubblicato il DPR 5 ottobre 2010, n. 207, il Regolamento di esecuzione del d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163, che disciplina i contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE.

Il nuovo Regolamento sugli appalti entra in vigore il 9 giugno 2011, quando sostituirà integralmente sia il precedente Regolamento, il D.P.R. n. 554/1999, sia il D.P.R. n. 34/2000, relativo alla qualificazione delle imprese.

Soltanto alcune parti del Regolamento n. 207/2010 (articoli 73 e 74) entreranno in vigore il prossimo 26 dicembre dopo i 15 giorni successivi alla pubblicazione del provvedimento e riguardano alcune procedure di sospensione e decadenza e l’attribuzione di sanzioni nei confronti delle SOA (le società di certificazione delle imprese) e delle stazioni appaltanti che violano le previsioni normative.

Relativamente alla salute e sicurezza nel lavoro pubblichiamo i principali articoli di riferimento, segnalando un’importante novità in materia di appalti di forniture e servizi, in quanto viene istituita la figura del Responsabile del procedimento (RUP) anche nel caso di contratti relativi a tali attività e non solo per l’esecuzione di lavori pubblici e a tale responsabile viene affidato, tra le altre funzioni, quello di provvedere “a creare le condizioni affinché l’acquisizione possa essere condotta in modo unitario in relazione a tempi e costi preventivati nonché alla sicurezza e salute dei lavoratori oltre che agli ulteriori profili rilevanti eventualmente individuati in sede di verifica della fattibilità del singolo intervento”.

Un soggetto ulteriore da adire in caso di violazioni delle norme per la sicurezza in caso di appalto.


Leggi il nuovo regolamento sugli appalti di lavori, servizi e forniture...

Stabilizzazione dei precari - votato il disegno di legge -

Cari compagni,

Ieri in tardissima notte è stata votata il disegno di legge sui precari non disponendo ancora del testo definitivo e collato, con le modifiche apportate e votate dall'aula, ritenendo di fare cosa utile, Vi rimetto la copia del resoconto parlamentare.

Leggi il resoconto parlamentare...

15 dicembre 2010

Poste: Appati Postali

Al: Dottor C. Picucci - Resp. Risorse Umane Centrale Poste Italiane S.p.A. Roma

Egregio dott. Picucci,

avvertiamo come negli ultimi tempi, in coincidenza con la nomina del nuovo responsabile dei Servizi Postali, sia in corso una politica aziendale tesa unicamente a tagliare gli appalti postali sia sui trasporti che sul recapito. L’ultimo episodio, solo in ordine di tempo, è dato dall’ Albo Lotto 13 e 46 per il servizio di recapito delle raccomandate nella città di Catania. Lì si sta rischiando, per una grave negligenza di Poste Italiane sul sistema operativo T&T server, l’attivazione di ammortizzatori sociali per cinquanta famiglie senza che nessuno sia in grado di spiegarne le motivazioni, se mai ce ne fossero.

Voglio ancora ricordarLe l’iniziativa in corso a Torino per il rispetto degli accordi presi nelle sedi istituzionali che prevedevano l’emanazione di un nuovo bando di gara. Settantatre famiglie rischiano un futuro denso di incertezze e di preoccupanti interrogativi a seguito di accordi non ancora onorati. A marzo del 2011 vedranno scadere la loro cassa integrazione!

Per quanto riguarda infine i lotti dei trasporti postali, stiamo assistendo in tutta Italia ad una forte riduzione di ore di lavoro, con conseguenti internalizzazioni e con gravi ricadute sui livelli occupazionali. Così si tradisce la ratio che ha ispirato il Memorandum, come noto teso a salvaguardare proprio l’occupazione interna ed esterna.

A coronamento di tutto ciò il nuovo capo divisione rifiuta corrette relazioni sindacali, con il risultato di complicare i problemi anziché risolverli. Ovviamente ci opporremo a questo progetto mettendo in atto tutte le azioni democratiche necessarie e ci domandiamo se, in una fase di acuta crisi del Paese, uno dei più grandi gruppi industriali debba produrre disoccupazione anche là dove questa non ha motivo di esistere.

Cordiali saluti.

Il Segretario Generale

Emilio Miceli

14 dicembre 2010

Call Center: Sindacati sollecitano un tavolo con il governo contro la crisi del settore

14 dicembre 2010

Le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL hanno formalmente richiesto al Ministro per lo Sviluppo Economico e al Ministro del Lavoro la convocazione del tavolo di settore sul call center per conoscere gli esiti

del lavoro preparatorio che ha visto per mesi le parti sociali e i delegati del Ministero confrontarsi, giungendo congiuntamente alle rappresentanze datoriali ad indicazioni comuni.

“Purtroppo dopo mesi di lavoro, con uno sforzo enorme nell’individuare proposte comuni tra sindacato e aziende, molte delle quali a costo zero o quasi, riscontriamo, nostro malgrado, la mancanza di un autorevole tavolo per concretizzare le richieste. Sin dalla fine dell’estate i Ministeri proposti hanno in mano tutte le carte, le analisi e le proposte per rilanciare un settore che occupa decine di migliaia di giovani, molte donne”. Così dichiarano in una nota SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL. “Con questa lettera ufficiale si è voluti richiamare i Ministeri competenti alle proprie responsabilità. E’ chiaro che a fronte di una crisi del settore – che mette in discussione migliaia di posti di lavoro – SLC-CGIL, FISTel-CISL, UILCOM-UIL saranno chiamate ad assumere tutte le iniziative sindacali per la difesa e la tutela dell’occupazione

13 dicembre 2010

Telecom Italia: Dichiarazione di Disponibilità da parte dei lavoratori percettori di prestazioni di integrazione salariale.

L’art. 19, comma 10, del D.L. n. 185/2008, convertito con modificazioni in legge n. 2/2009, ha subordinato la percezione di qualsiasi strumento di sostegno/integrazione al reddito al rilascio della Dichiarazione di Immediata Disponibilità (DID) da parte dei lavoratori.

Nell’ambito degli strumenti di sostegno/integrazione al reddito rientra anche il trattamento di integrazione salariale straordinaria previsto in caso di ricorso all’istituto del Contratto di Solidarietà.

Con riferimento a Telecom Italia S.p.A. e, in particolare, ai Contratti di Solidarietà (CdS) di cui agli accordi sottoscritti con le Organizzazioni Sindacali il 21 luglio 2009 e il 25 ottobre 2010, tutti i lavoratori che rientrano nell’ambito di applicazione degli stessi CdS sono tenuti a rilasciare all’Azienda tale Dichiarazione entro il 31 dicembre 2010.

A tal fine i dipendenti devono accedere al sito https://www.accenturehrservices.it/telecomgroup/, scaricare l’apposito modello della procedura on line, stamparlo, firmarlo e consegnarlo in originale al proprio Punto Delega, che a sua volta lo trasmetterà alla sede di Accenture HR Services territorialmente competente.

La predetta procedura sarà attiva dal 10 al 31 dicembre 2010, termine entro il quale la DID dovrà essere consegnata al Punto Delega, secondo quanto sopra indicato. I lavoratori che non possano accedere al sito sopra indicato, esclusivamente in via eccezionale, potranno compilare e consegnare l’apposito modello cartaceo (in allegato) e consegnarlo al Punto Delega entro la medesima data del 31 dicembre 2010.

Come ribadito dall’INPS con circolare n. 133/2010, il lavoratore destinatario del trattamento di integrazione salariale che non consegni al proprio datore di lavoro la DID perde il diritto alla percezione della prestazione di sostegno al reddito (integrazione salariale), anticipata dall’Azienda per conto dell’INPS. Si invitano pertanto tutti i dipendenti rientranti nell’ambito di applicazione dei citati Contratti di Solidarietà a provvedere quanto prima (e comunque entro la citata data del 31 dicembre 2010) alla sottoscrizione della DID e alla consegna della stessa al proprio Punto Delega, al fine di consentire all’Azienda di corrispondere il trattamento di integrazione salariale previsto per le ore di riduzione di orario conseguente all’applicazione del Contratto di Solidarietà.

Telecom Italia

Circolare INCA 170/2010/MPS/rv - Collegato al lavoro - indicazioni applicative

Care compagne, cari compagni,

sono state emanate due circolari applicative delle modifiche introdotte dal “collegato lavoro” in materia di permessi della legge n. 104. La prima, che interessa i dipendenti del settore privato, è la n. 155 dell'Inps, la seconda, che interessa invece i dipendenti del settore pubblico, è la n. 13 del Dipartimento della Funzione Pubblica.

Con questa nota, che segue la precedente n. 161/2010, le illustriamo e ricordiamo che le modifiche ed integrazioni della legge n. 104 sono contenute nell'articolo 24 della legge n. 183/2010, in vigore dal 24 novembre u.s.

Le due circolari - frutto di un gruppo di lavoro formato dal Ministero del lavoro, dall'Inps, e dallo stesso Dipartimento della Funzione Pubblica - forniscono disposizioni che permettono ai dipendenti del settore pubblico e a quelli del settore privato, di avere un'interpretazione comune in materia di permessi per l'assistenza.

Ricordiamo, a questo proposito, che la legge 183/2010 prevede il diritto alla contribuzione figurativa per tutti i lavoratori (pubblici e privati) che fruiscono dei permessi dell'articolo 33 della legge n. 104.

Le indicazioni comuni al settore privato ed al settore pubblico

1. Permessi per assistere un familiare con grave handicap

Il lavoratore che assiste può essere il coniuge (ora indicato espressamente dalla norma), o parente o affine entro il 2° grado della persona con handicap in situazione di gravità.

I parenti o affini entro il 3° grado hanno diritto ai permessi solo se i genitori o il coniuge del disabile sono deceduti, mancanti, ultra-sessantacinquenni, o affetti da patologie invalidanti. Va notato che la possibilità di passare dal 2° grado al 3° grado di parentela o affinità si verifica quando anche uno solo dei soggetti indicati (il coniuge o il genitore) si trova in una delle situazioni descritte (mancante, deceduto, ultra-sessantacinquenne, ecc.).

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Collegato lavoro: o scegli o sei fuori


La nuova legge detta “Collegato Lavoro” dal 24 novembre riduce le tue possibilità di difenderti e contestare un contratto illegittimo ed avere giustizia anche dopo molti mesi dalla sua conclusione.

10 dicembre 2010

Lavoro sommerso. Circolare INPS n. 157 del 7 dicembre 2010

CGIL: nuova circolare Inps in materia di lavoro nero

In considerazione delle modifiche apportate dall’art. 4, comma 1, lett. a), della legge n.183/2010 (c.d. Collegato Lavoro) ed alla luce della Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 38 del 12 novembre 2010, l’INPS, con la Circolare n. 157 del 7 dicembre 2010, fornisce le prime indicazioni in merito alla nuova disciplina delle sanzioni civili e alle nuove competenze attribuite agli ispettori degli Enti previdenziali.

• Circolare INPS n. 157 del 7 dicembre 2010 Leggi...

CULTURA: GRANDE VALENZA POLITICA DELL'INIZIATIVA UNITARIA DI OGGI

"Grande valenza politica assume l'iniziativa odierna del Capranichetta a Roma, poichè tutto l'universo mondo che rappresenta la produzione culturale e lo spettacolo si è ritrovato ed impegnato unitariamente per un percorso anche futuro per riformare e rilanciare il patrimonio artistico e culturale del nostro paese." Così Silvano Conti, coordinatore nazionale della produzione culturale Slc/Cgil, commenta la manifestazione che si è svolta oggi al Capranichetta a Roma.

"Vedremo cosa succederà nei prossimi giorni, a partire dalla riunione del Consiglio dei Ministri di domani - prosegue il sindacalista.

Importantissima l'iniziativa svolta poichè, pur nelle reciproche autonomie e prerogative, vede una profonda coesione su punti qualificanti e vitali per la tenuta e lo sviluppo de i nostri settori, che impegna le organizzazioni sindacali, quelle datoriali, Federculture, le associazioni professionali e i movimenti."

"Siamo in caduta libera - conclude Conti - e con un Fus, per il 2011, di 288 milioni di euro e con il mancato rifinanziamento di tax credit e tax shelter si determineranno le chiusure di molti teatri (prosa e musica) e un’ulteriore pesante perdita di giornate lavorative con un'accentuata delocalizzazione della produzione per il settore Cinema-Audiovisivo.

Tagliando le risorse del Fus del 36.6% e il non rifinanziamento delle leve fiscali per il Cinema, si sancisce nei fatti e si aggrava uno stato di crisi per molti versi irreversibile che avrà anche come conseguenza una forte dispersione di professioni sia artistiche che tecniche importanti e poco riproducibili."

RAI: oltre mille dipendenti in corteo a Roma contro il piano industriale, sciopero riuscito

I dipendenti RAI incrociano le braccia e sfilano in viale Mazzini. Sciopero e manifestazione oggi (10 dicembre) per dire “no”: ad un piano industriale che, spiegano i sindacati “impoverisce la più grande azienda culturale del paese”; alla cessione di asset aziendali e, soprattutto, alla esternalizzazione del lavoro. Lo sciopero nazionale è stato indetto da SLC CGIL, UILCOM UIL, UGL TLC, Snater, Libersind-Confsal, e ha visto l'adesione anche dell’Usigrai, il sindacato dei giornalisti RAI.
Sono oltre 1.500 i dipendenti della RAI (registi, tecnici, montatori, autori e impiegati), provenienti dalle sedi regionali di tutta Italia, che hanno dato vita questa mattina, davanti agli uffici centrali della tv pubblica, ad un colorato corteo. 'La Rai siamo noi', 'Liberiamo il cavallo dai cattivi cavalieri' e 'No alle esternalizzazioni', sono alcuni degli striscioni portati in corteo dai lavoratori RAI, ma non solo, nel corso del raduno, diversi esponenti sindacali hanno esposto le loro ragioni dal palco. Tra i punti principali, il tema dell'occupazione, in particolare in relazione ai 2.000 precari dell'azienda pubblica; il mantenimento del perimetro aziendale e la difesa di RAI Way. Per quanto riguarda lo sciopero la SLC CGIL ha registrato un'adesione dell'85%.
“Un primo risultato lampante – spiega la SLC CGIL in una nota - è che sono saltate tutte le trasmissioni in diretta fin dalla prima mattina”. I TG e i radiogiornali sono andati in onda in forma ridotta e sono stati introdotti dalla lettura di un comunicato unitario sulle ragioni dello sciopero. Dunque, secondo il sindacato dei lavoratori della comunicazione, “i numeri parlano chiaro: il piano industriale presentato dal Direttore Generale Masi e approvato dal CdA è stato nettamente respinto”. L’esito della giornata, dopo il referendum indetto dall’Usigrai, dimostra quanto oggi i vertici aziendali non rappresentino il sentire comune di chi vi lavora.

Dichiarazione del Segretario Generale Emilio Miceli su sciopero Rai -10 Dicembre 2010 -

"Siamo forti e questa manifestazione lo dimostra. Forte e determinante è stato il contributo dei giornalisti Rai per la riuscita dello sciopero. Chiediamo al Cda di riflettere su questo sciopero". Lo dichiara Emilio Miceli, Segretario generale Slc-Cgil.

"Vogliono esternalizzare gran parte della Rai, a partire da Raiway - osserva -. E' indubbio che l'attività centrale dell'azienda sia quella trasmissiva. Invece vogliono dismettere le torri e la gente che lavora in questo settore dell'azienda. La nostra firma sulle esternalizzazioni non ci sarà. In un momento di crisi, il Cda vuole continuare ad assicurare il dividendo politico. Forse, allora, i lavoratori e i sindacati sono gli unici che tengono alla Rai in questo paese. Ci chiediamo perché soldi finiscano nelle tasche di chi non si spende per migliorare l'azienda".

"Non c'è dubbio che le cose migliori della Rai sono quelle realizzate dai lavoratori interni. Chiediamo allora una commissione anti sprechi che ci dica come vengono spese le risorse dell'azienda. Né si può continuare a ricattare i precari e cacciarli: perché altrimenti saremo di nuovo in piazza", conclude.

Rai in sciopero. E la storia continua...

La manifestazione di oggi a viale Mazzini "è di gran lunga riuscita" tra quelle organizzate negli anni davanti alla sede Rai, "a dimostrazione del fatto che il gruppo dirigente del servizio pubblico è al capolinea". Lo dice Vincenzo Vita, senatore Pd membro della commissione di Vigilanza, presente oggi alla manifestazione organizzata dai sindacati che hanno indetto lo sciopero dei dipendenti Rai. "E' incredibile - aggiunge Vita - che non sia stato ancora firmato il contratto di servizio, e su questo presentiamo un'interrogazione".

IL COMUNICATO DELLA RAI Il diritto di sciopero va sempre rispettato e garantito, ma i telespettatori devono sapere che in questo caso si tratta di uno sciopero contro una Rai impegnata a risanare per la prima volta, in maniera seria e responsabile, il proprio bilancio e pertanto a difendere i posti di lavoro; contro una Rai in grado di vincere - e quest'anno con un distacco record - la competizione degli ascolti; contro una Rai capace in pochi mesi di moltiplicare la propria offerta passando dagli storici 3 canali analogici ai 14 digitali tuttia titolo grauito con un grande vantaggio per i telespettatori. Rai continua a ritenere che vadano rigettate tutte le provocazioni e le strumentalizzazioni politiche e che invece la ripresa del confronto con tutte le sigle sindacali sia la maniera per poter ricercare soluzioni strutturali e governare i processi di cambiamento in atto.

Per Michele Santoro l’obiettivo dei dipendenti Rai oggi in sciopero è lo sviluppo dell’azienda stessa. Per il conduttore, presente stamattina a viale Mazzini nel giorno dello sciopero del personale non giornalistico della Rai, al quale comunque l’Usigrai ha dato il suo appoggio, la manifestazione “è stata molto riuscita anche per lo spirito combattivo e determinato. Mi sembra l’inizio più che la conclusione di un percorso”. I lavoratori, aggiunge Santoro, “vogliono mettere in campo le loro idee e le loro proposte”. “E’ importante - conclude - che il piano industriale sia vero, fondato sullo sviluppo delle forze Rai e non sulla riduzione della capacità di fare prodotto”.

Cesame: Protesta ex lavoratori. Raia (PD): “Perchè si vuole bloccare il processo di rilancio della storica azienda catanese?”

“Vorremmo capire perché l’istituto di medio credito Irfis si arrocca dietro cavilli burocratici e blocca il rilancio della storica azienda della ‘Cesame’, tentato coraggiosamente dai 140 ex dipendenti dell’azienda che si sono costituti in cooperativa e che hanno scommesso in prima persona, rischiando il tutto per tutto anche la loro indennità di mobilità”. Lo dice la parlamentare regionale all’Ars del partito democratico, Concetta Raia, che esprime solidarietà agli ex lavoratori Cesame, in protesta sul tetto dell’istituto, maggiore creditore della vecchia società Cesame. “Non comprendiamo il ‘dietrofront’ dell’Irfis – dichiara l’on. Raia –che aveva già mostrato una concreta apertura al progetto dei lavoratori e aveva dato anche rassicurazioni al presidente della Regione Raffaele Lombardo, a cui va dato atto dell’impegno e della volontà mostrata – spiega – e ora l’Irfis, inspiegabilmente, esprime parere negativo alla proposta della neonata cooperativa e rivendica ulteriori due milioni di euro, a copertura del credito vantato”. “Non comprendiamo – commenta ancora la deputata Raia –perché l’Irfis voglia affossare un piano industriale che pure era stato ritenuto valido dai commissari ministeriali, e che prevedeva la cessione del 50 per cento del valore commerciale dello stabilimento Cesame, circa sei milioni di euro, che coprisse interamente il debito”.“Perché tutto si blocca ancora una volta? – si chiede la parlamentare del PD – non vorremmo che dietro i cavilli burocratici ci sia dell’altro. ‘Forze contrarie’ che non vogliono che la Cesame risorga dalle ceneri e che, al contrario, si prestino a operazioni di sciacallaggio e sa cellerate speculazioni”.“Da parte nostra – conclude il deputato democratico – faremo la nostra battaglia all’Ars e chiederemo al presidente Lombardo che incontri immediatamente i vertici dell’Irfis”.

www.concettaraia.com

Collegato Lavoro

In data 4 novembre 2010 è stata approvata la legge n. 183 (c.d. Collegato Lavoro), che è entrata in vigore il successivo 24 novembre.

L’art. 32, modificando l’art. 6 della l. n. 604 del 15 luglio 1966, prevede che il licenziamento debba essere impugnato entro 60 giorni dalla comunicazione e che a detta impugnazione debba seguire, nei successivi 270 giorni, l’azione giudiziaria, pena la decadenza (cioè l’impossibilità di proporre la causa).

Lo stesso art. 32 n. 4 lett. c) prevede che le disposizioni sopra dette si applichino anche alle cessioni di ramo d’azienda, con riferimento alla data della cessione.

E’ in corso un dibattito con riferimento alle cessioni che sono state effettuate prima che entrasse in vigore la nuova normativa e parte della dottrina ritiene che anche queste debbono essere impugnate (pena la decadenza), ma i 60 giorni decorrono non dalla data della cessione (perché precedente alla legge), ma dall’entrata in vigore della legge.

In pratica, l’impugnazione deve essere fatta entro il 23 gennaio 2011.

E’, pertanto, opportuno che, al fine di evitare detta eccezione (sulla cui fondatezza o meno non ci sono ancora pronunce da parte dei tribunali), i lavoratori che ritengono di impugnare la cessione del loro contratto di lavoro inviino tempestivamente una lettera raccomandata alle due aziende, contestando la legittimità della cessione del c.d. “ramo”.

Per quanto riguarda la richiesta del tentativo di conciliazione davanti la Direzione Provinciale del Lavoro (che si poneva quale condizione di procedibilità dell’azione giudiziaria ed era, pertanto, obbligatorio) dal 23 novembre u.s. è divenuto facoltativo, ma coloro che decidessero di attivarlo, in caso di esito negativo avranno a disposizione solo 60 giorni (e non più 270) per presentare il ricorso in Tribunale. Come potrà verificare leggendo il testo della legge (soprattutto l’art. 32) si tratta di norme molto restrittive.

Stress lavoro correlato, nota di commento a cura di Luisa Benedettini

La presente nota ha lo scopo di dar conto, preliminarmente, del dibattito che si è sviluppato in seno al Comitato n. 6 della Commissione consultiva incaricato di redigere - ai sensi degli articoli 6, comma 8, lettera m-quater, e 28, comma 1-bis, d.lgs. n. 81/2008 e successive modificazioni e integrazioni – le indicazioni necessarie alla valutazione del rischio stress lavoro-correlato.

Saranno fornite inoltre informazioni sintetiche sulla documentazione scientifica esaminata e sulle posizioni delle istituzioni e delle parti sociali rappresentate nella commissione consultiva.

Conoscere come e su quali aspetti si è sviluppato il confronto e quali fossero le posizioni di partenza delle varie parti in causa è, a nostro avviso, necessario non solo e non tanto per “apprezzare” il risultato finale e per comprendere meglio le motivazioni che hanno condotto la nostra organizzazione a dare un giudizio positivo sul documento.

Quelle informazioni servono infatti e soprattutto per “tirare fuori” dal testo - peraltro già molto sintetico - le molte indicazioni interpretative e operative che in esso quasi si celano e che al contrario è utile cogliere perché rappresentano spazi, per noi e, ovviamente, per gli Rls e per le lavoratrici e i lavoratori che rappresentiamo, assai preziosi da difendere.

Si tratta di indicazioni e spazi non marginali per i quali ci siamo “spesi”, crediamo con la coerenza e la determinazione necessaria ma che ora rischiano, se non saranno riconosciuti e difesi, di essere sottovalutati o, addirittura, di sfuggire del tutto all’attenzione di chi – come è accaduto ad alcuni osservatori e commentatori in questi giorni – non potendo avere l’esatta cognizione di come si è svolta il confronto su alcuni passaggi cruciali del testo, finisce per non apprezzarne le potenzialità e il reale significato.


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09 dicembre 2010

Concetta Raia: Oltre la politica c'è di più....

Intervista di Alessio Ferlazzo

www.siciliainformazioni.com

Concetta Raia, una vita in politica iniziata molto giovane. Prima l’iscrizione ai Giovani comunisti e poi responsabile del centro informazione disoccupati della Cgil del calatino dal 1987 al 1989 fino ad arrivare ad essere eletta con quasi 9 mila voti nella lista del Pd come deputato regionale in Sicilia.

Da cosa nasce la sua passione per la politica?

"Nasce da mio padre, un uomo impegnato nel mondo sindacale. Un battagliero, un uomo combattivo. La mia passione verso la politica è nata fin al periodo della scuola tra le proteste e la mia partecipazione al partito dei Giovani comunisti. In un paese (Grammichele ndr) queste cose oltretutto sono più sentite rispetto magari a chi vive nelle grandi città".

Quali sono i personaggi ai quali si ispira?

"Da ragazza leggevo Marx, Hegel grandi personaggi che hanno fatto la storia. Ma anche Berlinguer un uomo dall’alto profilo morale con una grande forza carismatica ma anche uomini come Pio La Torre, tutti personaggi che ti formano non solo a livello politico ma anche nella vita".

Cerchiamo adesso di scoprire Concetta Raia fuori da Palazzo dei Normanni. Cosa le piace fare?

"Visti i miei continui impegni di lavoro ho sempre poco tempo da dedicare agli svaghi. Mi piace leggere, nell’ultimo periodo ad esempio ho riletto l’Apologia di Socrate, un testo che descrive la vita di un uomo dall’alto profilo morale rispettoso delle leggi nonostante esse possano sembrare anche sbagliate in alcuni casi. Un figura che da noi negli ultimi tempi manca. Soprattutto chi fa politica deve essere rispettoso verso le leggi e verso i cittadini che lo hanno eletto".

Le piace il cinema?

"Vado al cinema quasi tutte le settimane e cerco di spaziare su vari generi. Adoro Clint Eastwood sia come attore ma anche come regista. “Million dollar baby” e “Gran Torino” sono per me due capolavori, film profondi con messaggi anche molto forti. Recentemente ho apprezzato anche “Benvenuti al Sud” con Claudio Bisio mentre tra i classici sicuramente uno dei miei film preferiti è “Vacanze romane”.

Anche il teatro è tra le mie passioni. La Bohème ad esempio è una delle mie opere preferite".

Tra i politici ha mai stretto con qualcuno un sincero legame di amicizia? Non solo ovviamente con politici del suo stesso schieramento.

"Rapporti cordiali con alcuni colleghi sicuramente ne ho ma rapporti di vera amicizia assolutamente no. L’amicizia è una cosa particolare che va gestita".

Come si descriverebbe utilizzando tre aggettivi?

"Fortunata, disponibile al dialogo e al confronto e introversa".

Se possedesse la famosa lampada di Aladino e avesse a disposizione tre desideri. Quali sarebbero?

"Prima di tutto mi piacerebbe fare stare bene l’ambiente che ti circonda. C’è troppa gente che sta male, viviamo in un periodo un po’ particolare e sostengo che se gli altri che ti circondano stanno bene anche tu allora potrai essere sereno.

Come secondo desiderio vorrei avere più tempo per me stessa e più tempo per stare con gli amici e con le persone a me care.

Come terzo desiderio infine mi piacerebbe viaggiare, una cosa che adoro fare ma purtroppo mi riesce raramente".

08 dicembre 2010

Mobbing genitoriale equiparato a Mobbing lavoro

Nonostante spesso si faccia riferimento, con il termine mobbing, a vessazioni poste in essere sul posto di lavoro, possiamo allargare tale concetto anche al contesto familiare. Si concordo, infatti, con la cerchia degli studiosi che, partendo dal significato etimologico del temine, ne ravvedono somiglianze tra ciò che accade nel posto di lavoro come azione mobbizzante e ciò che accade nell’ambiente familiare nei casi di separazione.
Come sappiamo il mobbing consiste in un “rendere la vita impossibile all’altro” e pertanto, una tale situazione non infrequentemente si riscontra nei casi di separazione e divorzio.
Secondo G. Giordano, il mobbing genitoriale “consta dell’adozione da parte di un genitore, separato o in via di separazione dall’altro genitore, di comportamenti aggressivi preordinati e/o comunque finalizzati ad impedire all’altro genitore, attraverso il terrore psicologico, l’umiliazione e il discreto familiari, sociali, legali, l’esercizio della propria genitorialità, svilendo e/o distruggendo la sua relazione con i figli, impedendogli di esprimerla socialmente e legalmente, intromettendosi nella sua vita privata”.
Tra le categorie che servono per discriminare il mobbing familiare due appartengono all’estrinsecazione della propria genitorialità:
Mobbizzazione della relazione genitore-figlio;
Mobizzazione dell’esprimersi sociale e legale della genitorialità;
Le azioni poste in essere sono quindi: sabotaggi delle frequentazioni con il figlio, esclusione dai processi decisionali che riguardano il minore (tipo scuola, visite mediche etc.,) minacce, campagna di denigrazione e delegittimazione familiare e sociale, mettere in giro voci diffamatorie sul conto del genitore mobbizzato, farlo oggetto di denunce e aggressioni legali varie etc..