11 maggio 2010

Segreterie Provinciali Catania e Messina: Comunicato interprovinciale

Comunicato:
La crisi finanziaria globale ha evidenziato come l’economia mondiale sia stata basata sulla finanziarizzazione dei mercati, a discapito dei classici fattori della produzione, generando uno sconquasso complessivo, ad oggi ancora ingestibile, del quale a pagarne le conseguenze sono le fasce sociali più deboli.
Il mondo del lavoro è in attesa che le regole della finanza vengano riscritte, riportando al centro il lavoro, la produzione ed il fattore umano. E mentre sono in corso discussioni e dibattiti, osserviamo che in Italia vengono proposti Piani Industriali che di fatto sono piani finanziari, con continue dichiarazioni di esuberi, relativi tagli di personale e licenziamenti camuffati con esternalizzazioni (tra queste due ex grandi Aziende FIAT e TELECOM ITALIA). Lo scopo ultimo è quello della distribuzione di dividendi agli azionisti.
Dentro questo quadro complessivo si muovono altre dinamiche contestuali, atte a destabilizzare i rapporti tra azienda e lavoratori, i quali si vedono continuamente privati della propria dignità, per essere assoggettati a poteri autoreferenziali e senza regole.

10 maggio 2010

COMUNICATO DEL COMITATO DEGLI ISCRITTI TELECOM CATANIA

In data 05 maggio u.s. si è teneta una riunione del Comitato degli Iscritti Telecom della SLC CGIL Catania, alla riunione sono stati presenti, tra gli altri, per la Segreteria Provinciale Davide Foti ( Resp. TLC ) e Arduino Denti( Resp. Organizzazione ).
Dopo una breve introduzione del Segretario Tlc sul nuovo “Piano Industriale” Telecom si è lungamente dibattuto sulle ricadute che questo “cosiddetto” piano industriale potrebbe determinare sulle risorse professionali presenti in azienda e sul futuro di Telecom nel mercato TLC nazionale ed internazionale.
Nel corso della riunione è stato denunciato l’atteggiamento nichilistico di Telecom che, anziché dotarsi di una vera e propria politica industriale, ha deciso di presentarsi sui mercati attraverso un piano esclusivamente finanziario messo in atto da un management che fa dei dividendi da distribuire agli azionisti la propria ragione d’essere. Ed infatti si evidenzia che l’utile netto dichiarato (1.5 miliardi di euro ) è frutto non di innovazioni e/o investimenti ma viene ma da recuperi economici determinati dalla cessione della consociata tedesca Hansenet ( 0.9 miliardi ).
Dal punto di vista degli investimenti si evidenzia, invece, il calo globale su tutte le linee strategiche di Telecom ( Rete, Customer etc… ). Nello specifico il calo degli investimenti viene reso evidente per le seguenti riduzioni: 700 milioni sulla rete di nuova generazione ( NGN ); 100 milioni sul Customer; 400 milioni sul costo del lavoro. Se a questo si aggiunge che Telecom vuole recuperare circa 5 miliardi sul debito ( nel biennio passato sono stati recuperati 600 milioni ) possiamo ben capire quale strada vuol seguire Telecom.

Epifani, “E' stato il congresso della crisi”

RIMINI, 8 MAG - Guglielmo Epifani e' stato confermato, dal nuovo comitato direttivo della Cgil, segretario generale. L'organismo direttivo gli ha conferito 120 voti favorevoli su 148 votanti. Epifani restera' in carica fino a settembre, scadenza naturale del secondo mandato, al termine degli otto anni fissati dallo Statuto confederale.

“Avevamo detto che sarebbe stato il congresso della crisi e nella crisi. E guardate quello che è successo: prima lo sciopero e la tragedia in Grecia, oggi una nottata drammatica, durante la quale i capi di governo dell’Unione si sono riuniti d’urgenza per tentare di tamponare una pesante ondata di speculazione finanziaria. La verità è che i fatti sono più forti della propaganda. La situazione è davvero grave e non capisco come si possano sentire oggi quelli che ci hanno imbonito finora”. Questo l’attacco delle conclusioni del Segretario Generale della CGIL, Guglielmo Epifani, che ha voluto spiegare i possibili effetti gravi.

08 maggio 2010

Epifani a Governo: subito un piano straordinario per il lavoro

Di fronte alla crisi che sta colpendo il nostro paese, il lavoro e l'occupazione debbono rappresentare “la priorità delle priorità”. E' il Segretario Generale della CGIL, Guglielmo Epifani, ad indicare questa come una necessità assoluta, e lo fa da Rimini durante il suo intervento introduttivo al XVI Congresso della CGIL.

Si sono persi oltre un milione di posti di lavoro, di cui un terzo al sud, dove sono a grave rischio i pochi insediamenti industriali esistenti. Si apre sempre più la forbice che separa il lavoro stabile da quello precario, che nell'industria ha raggiunto l'80% delle nuove assunzioni. Si è aperta una voragine nell'occupazione giovanile e quella femminile è in grave sofferenza.

Per questo è necessario, spiega Epifani rivolgendosi al governo, “un piano straordinario per il lavoro e l'occupazione”. “Un impegno – prosegue il Segretario - di almeno tre anni, attraverso il quale reperire e convogliare risorse verso investimenti capaci di favorire occupazione aggiuntiva”.

06 maggio 2010

Coordinamento Telecom SLC CGIL Catania

-Ai Lavoratori Telecom Italia Catania

-e.p.c. Ri/Sud Dott. Ventimiglia


Oggetto: Coordinamento Telecom SLC CGIL Catania


La scrivente O.S. comunica che nel corso della riunione del comitato degli iscritti Telecom del 05 Maggio 2010 è stato convenuto di organizzarsi funzionalmente attribuendo responsabilità organizzative ai seguenti compagni per le rispettive aree di interesse:


1. Moschetto Salvatore responsabile CALL CENTER Telecom Italia

2. Sciuto Santo Responsabile RETE Telecom Italia


Ringraziamo i compagni per la disponibilità verso l’organizzazione e i lavoratori, sapendo che proprio in un momento così delicato che attraversiamo serve tutta la passione e la volontà per tutelare diritti e dignità.

Catania lì, 06/05/2010

Il Segreterio Provinciale SLC CGIL CT

Resp. TLC e Mercato del Lavoro

( Davide Foti )

05 maggio 2010

Rappresentanza Sindacale Unitaria

Che cosa è la RSU
RSU vuol dire Rappresentanza Sindacale Unitaria. E’ un organismo sindacale che esiste in ogni luogo di lavoro pubblico e privato ed è costituito da non meno di tre persone elette da tutti i lavoratori iscritti e non iscritti al sindacato.
La normativa fondamentale di riferimento è l’”Accordo Collettivo Quadro per la costituzione delle Rappresentanza Sindacali Unitarie per il personale dei comparti delle Pubbliche Amministrazioni e per la definizione del relativo Regolamento Elettorale” del 7 agosto 1998.
Come si forma
La RSU si forma con le elezioni. Le procedure sono regolate principalmente dall’Accordo Quadro (leggi...) e prevedono la partecipazione al voto di almeno il 50% +1 degli elettori. In caso contrario la RSU non si costituisce e occorre indire nuove elezioni. È questo il primo passo della sua legittimazione.
I componenti delle RSU sono eletti su liste del sindacato ma possono anche essere non iscritti a quel sindacato, in ogni caso gli eletti rappresentano tutti i lavoratori non il sindacato nella cui lista sono stati eletti.
Quale ruolo svolge
I poteri e le competenze contrattuali nei luoghi di lavoro vengono esercitati dalle RSU e dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali di categoria firmatarie del relativo CCNL (contratto collettivo nazionale di lavoro) di comparto.
Chi è eletto nella RSU, tuttavia, non è un funzionario del sindacato, ma una lavoratrice o un lavoratore che svolge un preciso ruolo: rappresenta le esigenze dei lavoratori senza con ciò diventare un sindacalista di professione. La RSU, dunque, tutela i lavoratori collettivamente, controllando l’applicazione del contratto o trasformando in una vertenza un particolare problema. Se è in grado, la RSU può anche farsi carico di una prima tutela, cercando di risolvere il contrasto del lavoratore con il datore di lavoro, per poi passare, eventualmente, la tutela al sindacato e ai legali.
Tra le competenze necessarie per svolgere il ruolo di RSU vi sono, poi, quelle relazionali. La forza della RSU, infatti, non deriva solamente dal potere assegnato dal contratto e dalle leggi ma anche dalla capacità di creare consenso intorno alle sue proposte e azioni e una ampia condivisione degli obiettivi.

Rappresentanze sindacali aziendali

E’ la forma di rappresentanza sindacale in azienda introdotta dall’art. 19 della Legge 300 del 1970. Nella sua formulazione originaria, tale norma prevedeva che, nell’ambito di ciascuno dei sindacati aderenti alle Confederazioni maggiormente rappresentative sul piano nazionale oppure dei sindacati firmatari di contratti collettivi applicati nella unità produttiva, potessero essere costituite Rappresentanze Sindacali Aziendali (r.s.a.).
A seguito della consultazione referendaria del giugno 1995, oggi l’unico vincolo per una associazione sindacale al fine della costituzione di una r.s.a. è quello di essere firmatari di contratti collettivi applicati nella unità produttiva.
La Legge 300/1970 non dice nulla sulle modalità di costituzione, sulla struttura organizzativa e sulle regole di funzionamento delle Rappresentanze Sindacali Aziendali rimettendosi alla completa libertà di organizzazione sindacale.
Compiti delle R.S.A.
La legge non determina in via generale funzioni e compiti delle rappresentanze sindacali aziendali, ma attribuisce il ruolo di interlocutore dell'azienda
Dirigenti delle R.S.A.
Con riferimento al contesto legale la giurisprudenza afferma che per "dirigenti delle rappresentanze sindacali aziendali" devono intendersi tutti i delegati che compongono la rappresentanza sindacale, cosicché le prerogative e tutele di cui sopra spettano necessariamente a ciascun componente di detta rappresentanza (Cass. 5 febbraio 2003, n. 1684).
La legge prevede espressamente l'attribuzione ai dirigenti delle rappresentanze sindacali aziendali di permessi retribuiti e non retribuiti.
Permessi retribuiti
I dirigenti delle rappresentanze sindacali aziendali hanno diritto a permessi retribuiti per l'espletamento del loro mandato, cioè per lo svolgimento di attività di tutela sindacale nell'interesse diretto dei lavoratori occupati nell'impresa.
I permessi retribuiti non possono avere durata inferiore a otto ore mensili nelle aziende di cui alle lettere b) e c); nelle aziende di cui alla lettera a) i permessi retribuiti non possono essere inferiore ad un'ora l'anno per ciascun dipendente.
Il lavoratore che intende fruire di un permesso retribuito deve darne comunicazione scritta al datore di lavoro con un preavviso di norma non inferiore a 24 ore tramite le rappresentanze sindacali aziendali.
Il titolare del permesso non ha l'onere di indicare lo specifico motivo per cui il permesso è chiesto, né il datore di lavoro ha il diritto di accertare preventivamente la specifica natura dall'attività da svolgere; non è tuttavia ammissibile l'uso del permesso per fini personali o diversi da quelli connessi alla sua funzione (Cass. 14 gennaio 2003, n. 454); circa le modalità di fruizione dei permessi, cfr. anche Cass. 15 dicembre 1999, n. 14128).
È discusso se, in caso di presenza di una pluralità di rappresentanze sindacali aziendali, a ciascuna di esse spetti il prescritto monte ore, ovvero se detto monte ore debba essere ripartito tra le diverse rappresentanze.
Permessi non retribuiti
Oltre ai permessi retribuiti di cui si è detto, i dirigenti delle rappresentanze sindacali aziendali hanno diritto a permessi non retribuiti per la partecipazione a trattative sindacali o a congressi e convegni di natura sindacale in misura non inferiore a 8 giorni l'anno. I lavoratori che intendono usufruire di tali permessi debbono darne comunicazione scritta al datore di lavoro con un preavviso di norma non inferiore a tre giorni tramite la propria rappresentanza sindacale.

16° Congresso Cgil, Epifani: “Il nostro progetto per il paese”

Presentate le assise di Rimini dal 5 all’8 maggio. Il segretario generale: “Governo senza idee”. Tutti gli ospiti e i temi: si riparte da lavoro e occupazione, a difesa dello Statuto e contro l’arbitrato. “Datore e lavoratore non sono alla pari”
“Chiederemo ancora un progetto per affrontare la crisi. Nel paese continua a mancare un’idea programmatica di quello che si deve fare”. Così il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, oggi (26 aprile) a Roma illustra il sedicesimo congresso nazionale della Confederazione, che si terrà a Rimini dal 5 all’8 maggio. Un appuntamento che chiude una stagione congressuale particolare, con la divisione tra le due mozioni che ha visto prevalere il primo documento con l’82,9% dei consensi.

04 maggio 2010

Almaviva Contact: Intervista all'A.D. Andrea Antonelli


Call center: "100 milioni per garantire il futuro

Nonostante lo scenario affatto positivo – “l’aumento del costo del lavoro ha impattato sui conti e non è stato possibile recuperare il gap con gli aumenti tariffari”, puntualizza Antonelli – l’azienda ha basi solide per affrontare il futuro con serenità. “Quest’anno raggiungeremo il break even”, annuncia Antonelli. I volumi del business hanno tenuto, nonostante la crisi “che sulle aziende di contact center ha pesato meno che su altri comparti”, puntualizza il manager il quale ci tiene però a sottolineare che il comparto “ha bisogno di essere sostenuto dal governo con interventi di defiscalizzazione”.

Quanto vale la partita?
Basterebbero 100 milioni di euro per garantire i posti di lavoro a tutti e consentire alle aziende di andare avanti. Il conto è presto fatto: il comparto genera quasi un miliardo di euro di business e per alleggerire la situazione al settore servirebbe un 10% in parte dovuto all’Irap. Non si può continuare a ragionare nel breve periodo e non si può pensare che la cassa integrazione rappresenti la soluzione: le aziende di contact center vendono prestazioni, non prodotti, e la prestazione è fatta dal personale. Mandare a casa il personale significa chiudere.

03 maggio 2010

Almaviva Contact: Verbale di incontro


3 maggio 2010
Presso la sede di Almaviva Contact di Misterbianco

Almaviva Contact e la RSU di sito assistita dalle OO.SS. SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM–UIL si sono incontrate - a valle della sottoscrizione del verbale 1° Febbraio 2010 tra le citate OO.SS. e Vodafone - per alcune precisazioni in merito alla operatività della commessa Vodafone.

Al riguardo le parti nel riconoscere ai soggetti collettivi di livello Aziendale unitamente alle Rsu di sito la facoltà di disciplinare in futuro l'argomento, allo stato concordano quanto segue:

* Il presente verbale d'incontro ha valenza per il sito di Misterbianco

* Su eventuale richiesta l'operatore della commessa Vodafone potrà rispondere che ad oggi la chiamata non viene registrata (rimane inteso che il messaggio vocale sull'IVR potrà permanere, considerati i vincoli tecnici per una diversa opzione)

* La Società dichiara che sul sito di Misterbianco non si avvale di strumenti di registrazione inbound finalizzati alla verifica della qualità.

Su eventuale richiesta di una delle parti queste si incontreranno tempestivamente per una verifica della situazione in atto.

Preso atto delle dichiarazioni di cui ai punti precedenti le OO.SS. unitamente alle Rsu rimuovono la pregiudiziale inerente l'ispezione in corso presso il centro di Misterbianco

Letto,firmato e sottoscritto:
Almaviva Contact


Slc-Cgil Fistel-Cisl Uilcom –Uil

Alessandro Genovesi: L'analisi ed il futuro delle Tlc. Occorre un nuovo progetto strategico per il settore

di Alessandro Genovesi
Segreteria nazionale Slc-Cgil
Il recente piano industriale presentato da Telecom Italia, con oltre 6.800 nuovi esuberi e un drastico taglio agli investimenti, dimostra come ancora una volta gli interessi finanziari prevalgano sugli interessi del paese e dei lavoratori. Per il sindacato si pone nell’immediato una questione di giustizia sociale negata e un problema di difesa dell’occupazione minacciata.
Anche se è evidente che quelli che vengono al pettine sono nodi “più antichi” e che ormai non è più rinviabile una riflessione generale sul futuro del settore. Una riflessione che deve partire dalla constatazione che la privatizzazione della principale azienda del paese, per come si è realizzata, è stata un fallimento e che oggi occorre dispiegare un nuovo “progetto strategico” per l’intero settore.
Telecom dieci anni fa era un’azienda con oltre 120.000 dipendenti, con una capacità d’investimento superiore a 10 miliardi di euro l’anno, senza debiti e con una forte concentrazione di competenze. Oggi è un’azienda profondamente in crisi, con meno di 58.000 lavoratori, priva di una strategia in grado di risolvere il problema dell’eccessivo debito e degli attuali assetti proprietari.

Call Center in outsourcing, soprattutto in Sicilia, si rischia di subire una radicale contrazione dei livelli occupazionali

Spett.li
  • Presidenza del Consiglio dei Ministri Roma
  • Ministro dello Sviluppo Economico Roma
  • AGCOM Centro direzionale, Isola b5,Torre Francesco, 80143 Napoli
  • Presidente Regione Sicilia Palermo
  • Assessore all’Industria Regione Sicilia Palermo
  • Assessore al Lavoro Regione Sicilia Palermo
  • Segreterie Nazionali SLC- FISTEL- UILCOM
  • Segreterie Regionali CGIL-CISL-UIL
Come ben noto, il settore dei call center in outsourcing, soprattutto in Sicilia, rischia di subire una radicale contrazione dei livelli occupazionali In tale settore di attività dopo il processo di stabilizzazione che ha coinvolto in Sicilia,a partire dal 2007, migliaia di lavoratori con contratto di lavoro a tempo indeterminato, viene impiegata forza lavoro che al momento gestisce uno degli asset più strategici delle imprese, la relazione con il cliente/utente finale , giovani lavoratori per cui spesso tale attività rappresenta l’unica opportunità lavorativa certa soprattutto nel Mezzogiorno d’ Italia.

01 maggio 2010

Franco Bernabè A.D. Telecom Italia scrive a Beppe Grillo.

Spero vivamente che l'Amministratore Delegato Franco Bernabè risponda pure alla lettera aperta scritta, in questi giorni, dai dipendenti Telecom Italia ed indirizzata alla sua cortese attenzione. E' un invito ufficiale che facciamo da questo blog, perchè abbiamo la netta sensazione che con tutti gli impegni che sicuramente il Dott. Bernabè ha avuto, abbia perso di vista il vero punto essenziale di tutta questa vicenda,ovvero, che sono proprio i 6.800 esuberi e tutti i rimanenti lavoratori che hanno permesso a Lui, agli Azionisti ed a tutti i massimi Dirigenti Telecom (NAPOLETONE COMPRESO) di fare cassa ed appropiarsi di dividendi e bonus di ogni genere e tipo. Per cui sarebbe stato più "carino" che prima di Grillo avesse risposto a chi giornalmente svolge con dignità, professionalita e serietà il proprio lavoro per far si che l'Azienda in questione sia sempre al top e leader indiscussa nel mercato delle TLC.
Salvo Moschetto
Slc Cgil Catania


Lettera di Franco Bernabè.
"C’è una cosa di cui sono contento, caro Grillo: sia io che lei, come per fortuna molti altri, abbiamo ben chiaro che l’infrastruttura portante per il futuro del nostro Paese si chiama soprattutto Telecom Italia. Su altre cose non sono d’accordo come lo ho detto ieri rispondendo al suo intervento in Assemblea, ma lei è andato via dopo aver parlato, quindi mi pare opportuno risponderle ora sul suo blog, dove il suo intervento di ieri è riassunto.

Susanna Camusso in Cgil Catania: Sintesi dell'intervento di Angelo Villari Segretario Generale Provinciale:

Oggi più che mai stiamo notando come da quasi tutte le organizzazioni ci sia solo ed unicamente propaganda nell'affrontare tutte una serie di problematiche che riguardano questa enorme crisi ed il lavoro qui in Sicilia e nel caso specifico nella provincia catanese. Non assistiamo a nessun tipo di analisi vera e concreta dei fatti, non vi è nessun tipo di progetto che suggerisca di come affrontare il futuro.

E' per questo che abbiamo deciso di riuninrci insieme alla compagna Susanna Camusso, Segretario Nazionale della nostra Confederazione, che accettando l'invito ci da l'opportunità di esprimere con concretezza e cognizione di causa alcune ipotesi serie e concrete da mettere in campo per il nostro territorio.

E' innegabile che stiamo attraversando una crisi drammatica che inevitabilmente va a toccare ogni tipologia di lavoro e che fa si che anche la cassa integrazione ordinaria col passare del tempo, non potrà più erogare fondi sufficenti al sostentamento dei lavoratori. Abbiamo,inoltre, una classe dirigente politica immobile e che non fa nulla per contrastare tutti quei problemi che sono evidenti e tangibili a chiunque.

Come Cgil Catania abbiamo l'esigenza di chiedere in maniera prioritaria un allungamento e risorse aggiuntive degli ammortizzatori sociali in deroga. Parallelamente chiediamo un rilancio di tutte quelle imprese che se trascurate e non difese ci fanno correre il rischio di affrontare una desertificazione industriale che non ci permetterà più di riprenderci sotto ogni punto di vista. Da attenzionare,inoltre, che è incomprensibile come la maggior parte delle categorie (dai trasporti ai metalmeccanici, dai chimici al settore agricolo, da quello commerciale alla conoscenza) non guardino con l'interesse dovuto al meridione, alla Sicilia ad una provincia catanese che può dare un aiuto importante al Paese.

Reputiamo, quindi, che le grandi imprese nazionali( Telecom, Enel, Trasporti, Ferrovie e quant'altro) devono essere pungolate a dovere per far si che su questo territorio si investa più significativamente ed in maniera costante.

Come sindacato chiediamo alla Confederazione Nazionale una riflessione ed un'attenzione in tal senso per dare una speranza concreta a tutti i lavoratori che ci seguono e che insieme a noi sperano in un meridione migliore e diverso da quello attuale.

29 aprile 2010

Telecom: Dichiarazione di Emilio Miceli Segretario Generale Slc/Cgil

29 aprile 2010

Apprezziamo il gesto di Bernabè nel donare il suo bonus a figli di dipendenti, ma questo atto, encomiabile, non cambia i termini del problema: dividendi e bonus mal si conciliano con la situazione aziendale. Telecom distribuisce un miliardo di euro su un miliardo e cinquecento milioni di utili agli azionisti; i bonus non si capisce da quali performance positive siano giustificati.

Sulla base del piano, solo nel 2009, sono 500 milioni i tagli agli investimenti e la riduzione del debito è più che triplicata, a cinque miliardi, rispetto ai tre anni precedenti. Il piano, dunque, non è solo dannoso: è anche irrealizzabile, se non a costo della scomparsa della Telecom che conosciamo.

Così si spiegano la forte mobilitazione dei lavoratori a Rozzano, promossa unitariamente da Slc/Cgil, Fistel/Cisl e Uilcom/Uil, la lettera dei dipendenti dell'informatica pubblicata sul Corriere della Sera di oggi e la nostra ferma opposizione a 6800 esuberi in azienda. Così non va.

Susanna Camusso in Cgil Catania: Intervento di Davide Foti su Telecom Italia

Care compagne e cari Compagni,

questa iniziativa organizzata dalla Segreteria Confederale di Catania alla presenza della compagna Susanna Camusso ritengo che sia delle più importanti organizzata negli ultimi anni e ciò per lo spirito confederale che la anima e che finirà col permetterci di poter elaborare la nostra proposta per uscire fuori dalla crisi. Quello di oggi, in termini calcistici, lo considero un bel assist fatto dalla confederazione.

Io, oltre che essere un componente della Segr SLC CGIL, sono anche una RSU Nazionale di Telecom Italia ed è di questa azienda che vorrei parlare.

Telecom, dopo la improvvisa privatizzazione avvenuta nel 94-95 , ha avuto un tracollo industriale ed occupazionale forse unico in Italia; aggiungo che si tratta di una azienda considerata strategica in quanto detiene ancora la concessione per la infrastrutturazione della rete telefonica nazionale e cioè determina la comunicazione globale di tutti i servizi pubblici essenziali nel nostro paese.

L’infrastruttura di rete, ormai ridotta ad un colabrodo, è stata oggetto di speculazioni sia finanziarie che politiche.

Quanto sopra esposto è tanto vero che, i diversi “PADRONI”che si sono succeduti alla guida di Telecom per la maggior parte finanzieri travestiti da imprenditori, non hanno fatto che trasformare strategicità e sviluppo in guadagni per gli

azionisti ( Colaninno, Tronchetti Provera fino ad arrivare oggi a Banca intesa, Unicredit, Generali e Telefonica ).

L’abbandono degli investimenti verso la Rete ( sviluppo della larga banda , adsl ) la corsa a fare calare il debito (circa 45 miliardi di euro ), ma soprattutto la continua spartizione dei dividendi hanno fatto si che gli unici a pagare, alla fine del percorso, fossero coloro che rappresentano la parte più debole ma anche più produttiva dell’azienda e cioè i LAVORATORI .

In un decennio l’occupazione in Telecom è calata del 50% . In Telecom lavoravano circa 110.000 persone, adesso alla fine del logorante processo di “efficientament”, così lo ama chiamare l’azienda, di ciò rischia di non rimanere più niente.

A Catania, in Telecom, 10 anni fa lavoravano circa 1200 addetti, adesso sono rimasti solo 550 lavoratori e sono state perse anche le attività più pregiate.

Giorno 19 aprile con la presentazione del nuovo piano industriale ancora una volta Telecom presenta alle parti sociali e soprattutto ai mercati finanziari un piano fatto non di investimenti strategicamente orientati alla crescita, allo sviluppo ed alla innovazione ma un misero piano finanziario fatto di ulteriori 7000 tagli da operare sui livelli occupazionali e ciò per garantire nel triennio un recupero del debito di circa 5 miliardi ).

Una politica di soli guadagni da perseguire senza il recupero di un solo cliente. Siamo alla follia più totale.

Come rappresentante dei lavoratori e come cittadino/utente chiedo alla camera del lavoro di Catania e alla Segretaria Nazionale un intervento forte ed immediato per far si che venga arrestata questa emorragia non solo occupazione che si consumerebbe a danno del territorio catanese e nazionale e per far si che si determini, in Telecom, una nuova stagione fatta di investimenti mirati alla modernizzazione della rete

Il nostro territorio e tutto il sistema paese in un momento in cui si parla di divario digitale, per crescere ha necessità che si investa modernizzazione della rete.

Non sono uguali cittadini che non possono contare su pari opportunità di ricerca così come non sono uguali le aziende che non possono contare su infrastrutture adeguate.In Sicilia la rete telefonica è al collasso, se non si investe nella rete non si investe nello sviluppo.

Davide Foti

RSU Nazionale SLC Cgil


ALMAVIVA: LETTERA APERTA / COMUNICATO: A TUTTI I LAVORATORI

Susanna Camusso in Cgil Catania

Giorno 28 aprile si è tenuta a Catania, sui temi della crisi occupazionale in corso, una riunione dei dipartimenti produttivi della CGIL.
A tale riunione ha partecipato Susanna Camusso (segr.naz.cgil).
Grande risalto è stato dato alla crisi occupazionale in corso nel settore dei call center in outsourcing ed alle delocalizzazioni delle attività in essere.
Nel corso delle sue conclusioni Susanna Camusso si è soffermata a lungo sull'argomento ed ha condiviso larga parte delle nostre valutazioni e delle nostre proposte.
In allegato, vi invio copia del mio intervento, che metto a disposizione per le eventuali considerazioni del caso. Ci tengo a precisare che i numeri esposti interessavano Catania ma l’analisi e le proposte interessano complessivamente il territorio regionale tanto è vero che particolare risalto è stato dato alla vertenza Alicos.
Colgo lo spunto, infatti, per chiedere al Gruppo Almaviva informazioni su una delle questioni che ho sollevato nel corso del mio intervento e che riguarda una ulteriore delocalizzazione di quota parte delle attività della commessa Alitalia verso l'estero.
Per quanto ci riguarda non siamo infatti disponibili a subire un ulteriore collasso occupazionale a causa delle politiche di indirizzo di Alitalia, o di chiunque altro, che per i più diversi fini mira a svuotare il nostro territorio delocalizzando soprattutto all'estero le attività.
Preciso infine che ritengo il Governo Nazionale e quello della Regione Sicilia, che dell'italianità e della sicilianità ne hanno fatto un cavallo di battaglia a fini esclusivamente pubblicitari, i principali responsabili della deriva occupazionale che rischia di subire il nostro territorio. Su tali questioni anche da parte vostra è necessario fare chiarezza sui fatti sopra esposti.
Il Coord Gen.SLC CGIL Sicilia
Giovanni Pistorio
Crisi occupazione in atto nel settore delle telecomunicazioni con particolare riferimento all’area dei call center in outsourcing.

A seguito della circolare n. 17 del ministro Damiano, del 14 giugno 2006, nel territorio della Provincia di Catania, diverse aziende che operavano nel settore dei call center in outsourcing hanno provveduto a stabilizzare gradualmente, con contratto di lavoro subordinato ed a tempo indeterminato, circa 1500 lavoratori. Successivamente molte altre aziende del settore hanno continuato ad assumere utilizzando tale tipologia contrattuale.
Chiaramente tali aziende, al momento dell’assunzione, hanno utilizzato tutti i benefici previsti per legge compreso quelli di cui alla L.488/92 che prevede l’erogazione in conto capitale di contributi a favore delle imprese che intendono promuovere programmi di investimento nelle aree depresse e quelli di cui alla L. 407/90 che prevede, a fronte dell’assunzione di lavoratori con contratto di lavoro subordinato e a tempo indeterminato sgravi contributivi e previdenziali per un periodo di 36 mesi.

Susanna Camusso in Cgil Catania: Intervento di Giovanni Pistorio sui call-center

Nel corso dell’intervento del segr gen SLC CGIL di Catania Giovanni Pistorio sono state, ancora una volta, messe al centro della discussione le tematiche che riguardano la crisi che sta per investire il settore dei call center in outsourcing.
Ancora una volta, infatti, SLC CGIL Catania denuncia che per il venir meno dei benefici di cui alla L.407/90 , utilizzabili per un periodo massimo di 36 mesi , i costi per il personale, nelle singole aziende, inizieranno a lievitare, nonostante l’alta qualità del servizio reso all’utente ed è perciò che potrebbe essere finanziariamente più vantaggioso per tali aziende dismettere le attività in essere nel nostro territorio per trasferirle, in altre parti della nostra penisola e da lì fare ripartire la giostra della alta “precarizzazione implicita” dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato.
Inoltre, sempre in tale settore è già in corso una delocalizzazione delle attività verso l’estero. Quest’ultima manovra viene pienamente sostenuta ed implicitamente sollecitata dalle grandi committenti del settore (Telecom, Wind, Fastweb, Vodafone,Enel, Tele 2, Sky) che operano anche in provincia di Catania.
A conferma di quanto sosteniamo in materia di delocalizzazione selvaggia, Giovanni Pistorio sottolinea che, “al di là delle dichiarazioni rese da parte del Governo Italiano, che della presunta “italianità” della compagnia di bandiera Alitalia ne aveva fatto un cavallo di battaglia, quest’ultima sta perseguendo pervicacemente la strada del trasferimento delle attività all’estero e ciò a partire dalle attività del call center”.
Giovanni Pistorio ha infatti denunciato che a quanto pare Alitalia, avrebbe intenzione di perseguire la strada delle delocalizzazioni trasferendo parte delle commesse, sino ad oggi affidate alla italianissima e sicilianissima Alicos, ad altri operatori delle telecomunicazioni che si appresterebbero a loro volta a trasferire all’estero la gestione di tali flussi telefonici.
“Il governo della Regione Sicilia e quello nazionale, hanno l’obbligo morale e civile, ha sottolineato Giovanni Pistorio, di intervenire in maniera chiara netta e decisa su questo versante. Non siamo disponibili a perdere le centinaia di posti di lavoro guadagnati a fatica nella nostra regione”.

28 aprile 2010

Telecom: Comunicato apertura procedura di raffreddamento per Piano Industriale

TELECOM: APERTE LE PROCEDURE CONTRO PIANO INDUSTRIALE

Le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL, a seguito della riunione dei rispettivi coordinamenti nazionali ribadiscono il giudizio negativo sul piano industriale presentato di Telecom, fatto di riduzione degli investimenti, tagli al personale, assenza di una strategia di rilancio e per tanto hanno deciso di aprire le procedure per la dichiarazione di sciopero nazionale a livello di gruppo.

Al fine di ottenere una visione più complessiva chiederemo inoltre all’azienda incontri informativi con lo scopo di avere visibilità su temi importanti ma ancora non chiari. In particolare sul tema delle dismissioni, sulle politiche di appalto, sul sistema della rete e relativi investimenti e sulle strategie internazionali. Questo al fine di completare un quadro e fornire ai lavoratori tutti i dettagli ancora mancanti.

Proseguiremo nella mobilitazione che ha visto già nella manifestazione del 23 marzo contro l’esternalizzazione dell’informatica un momento importante e chiederemo di ritirare i licenziamenti, garantire investimenti, dare una strategia di sviluppo industriale all’azienda.

Punti che dovranno vivere nel confronto con l’attuale management Telecom, partendo già dalla prossima verifica prevista per maggio sui colleghi dell’Ade.

Le Segreterie Nazionali invitano inoltre le strutture territoriali nel proseguire con le iniziative di sensibilizzazione verso i Lavoratori e l’opinione pubblica.

A termine della fase di integrazione dell’informativa sul piano industriale verrà effettuata una forte iniziativa di assemblee unitarie su tutti i luoghi di lavoro al fine di ampliare al massimo la partecipazione delle lavoratrici e lavoratori di Telecom Italia.


Le Segreterie Nazionali
SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL