
Editore: Slc Cgil Catania - Direzione: Salvo Moschetto





-Ai Lavoratori Telecom Italia Catania
-e.p.c. Ri/Sud Dott. Ventimiglia
Oggetto: Coordinamento Telecom SLC CGIL Catania
La scrivente O.S. comunica che nel corso della riunione del comitato degli iscritti Telecom del 05 Maggio 2010 è stato convenuto di organizzarsi funzionalmente attribuendo responsabilità organizzative ai seguenti compagni per le rispettive aree di interesse:
1. Moschetto Salvatore responsabile CALL CENTER Telecom Italia
2. Sciuto Santo Responsabile RETE Telecom Italia
Ringraziamo i compagni per la disponibilità verso l’organizzazione e i lavoratori, sapendo che proprio in un momento così delicato che attraversiamo serve tutta la passione e la volontà per tutelare diritti e dignità.
Catania lì, 06/05/2010
Il Segreterio Provinciale SLC CGIL CT
Resp. TLC e Mercato del Lavoro
( Davide Foti )








Oggi più che mai stiamo notando come da quasi tutte le organizzazioni ci sia solo ed unicamente propaganda nell'affrontare tutte una serie di problematiche che riguardano questa enorme crisi ed il lavoro qui in Sicilia e nel caso specifico nella provincia catanese. Non assistiamo a nessun tipo di analisi vera e concreta dei fatti, non vi è nessun tipo di progetto che suggerisca di come affrontare il futuro.
E' per questo che abbiamo deciso di riuninrci insieme alla compagna Susanna Camusso, Segretario Nazionale della nostra Confederazione, che accettando l'invito ci da l'opportunità di esprimere con concretezza e cognizione di causa alcune ipotesi serie e concrete da mettere in campo per il nostro territorio.
E' innegabile che stiamo attraversando una crisi drammatica che inevitabilmente va a toccare ogni tipologia di lavoro e che fa si che anche la cassa integrazione ordinaria col passare del tempo, non potrà più erogare fondi sufficenti al sostentamento dei lavoratori. Abbiamo,inoltre, una classe dirigente politica immobile e che non fa nulla per contrastare tutti quei problemi che sono evidenti e tangibili a chiunque.
Come Cgil Catania abbiamo l'esigenza di chiedere in maniera prioritaria un allungamento e risorse aggiuntive degli ammortizzatori sociali in deroga. Parallelamente chiediamo un rilancio di tutte quelle imprese che se trascurate e non difese ci fanno correre il rischio di affrontare una desertificazione industriale che non ci permetterà più di riprenderci sotto ogni punto di vista. Da attenzionare,inoltre, che è incomprensibile come la maggior parte delle categorie (dai trasporti ai metalmeccanici, dai chimici al settore agricolo, da quello commerciale alla conoscenza) non guardino con l'interesse dovuto al meridione, alla Sicilia ad una provincia catanese che può dare un aiuto importante al Paese.
Reputiamo, quindi, che le grandi imprese nazionali( Telecom, Enel, Trasporti, Ferrovie e quant'altro) devono essere pungolate a dovere per far si che su questo territorio si investa più significativamente ed in maniera costante.
Come sindacato chiediamo alla Confederazione Nazionale una riflessione ed un'attenzione in tal senso per dare una speranza concreta a tutti i lavoratori che ci seguono e che insieme a noi sperano in un meridione migliore e diverso da quello attuale.

Apprezziamo il gesto di Bernabè nel donare il suo bonus a figli di dipendenti, ma questo atto, encomiabile, non cambia i termini del problema: dividendi e bonus mal si conciliano con la situazione aziendale. Telecom distribuisce un miliardo di euro su un miliardo e cinquecento milioni di utili agli azionisti; i bonus non si capisce da quali performance positive siano giustificati.
Sulla base del piano, solo nel 2009, sono 500 milioni i tagli agli investimenti e la riduzione del debito è più che triplicata, a cinque miliardi, rispetto ai tre anni precedenti. Il piano, dunque, non è solo dannoso: è anche irrealizzabile, se non a costo della scomparsa della Telecom che conosciamo.
Così si spiegano la forte mobilitazione dei lavoratori a Rozzano, promossa unitariamente da Slc/Cgil, Fistel/Cisl e Uilcom/Uil, la lettera dei dipendenti dell'informatica pubblicata sul Corriere della Sera di oggi e la nostra ferma opposizione a 6800 esuberi in azienda. Così non va.

Care compagne e cari Compagni,
questa iniziativa organizzata dalla Segreteria Confederale di Catania alla presenza della compagna Susanna Camusso ritengo che sia delle più importanti organizzata negli ultimi anni e ciò per lo spirito confederale che la anima e che finirà col permetterci di poter elaborare la nostra proposta per uscire fuori dalla crisi. Quello di oggi, in termini calcistici, lo considero un bel assist fatto dalla confederazione.
Io, oltre che essere un componente della Segr SLC CGIL, sono anche una RSU Nazionale di Telecom Italia ed è di questa azienda che vorrei parlare.
Telecom, dopo la improvvisa privatizzazione avvenuta nel 94-95 , ha avuto un tracollo industriale ed occupazionale forse unico in Italia; aggiungo che si tratta di una azienda considerata strategica in quanto detiene ancora la concessione per la infrastrutturazione della rete telefonica nazionale e cioè determina la comunicazione globale di tutti i servizi pubblici essenziali nel nostro paese.
L’infrastruttura di rete, ormai ridotta ad un colabrodo, è stata oggetto di speculazioni sia finanziarie che politiche.
Quanto sopra esposto è tanto vero che, i diversi “PADRONI”che si sono succeduti alla guida di Telecom per la maggior parte finanzieri travestiti da imprenditori, non hanno fatto che trasformare strategicità e sviluppo in guadagni per gli
azionisti ( Colaninno, Tronchetti Provera fino ad arrivare oggi a Banca intesa, Unicredit, Generali e Telefonica ).
L’abbandono degli investimenti verso la Rete ( sviluppo della larga banda , adsl ) la corsa a fare calare il debito (circa 45 miliardi di euro ), ma soprattutto la continua spartizione dei dividendi hanno fatto si che gli unici a pagare, alla fine del percorso, fossero coloro che rappresentano la parte più debole ma anche più produttiva dell’azienda e cioè i LAVORATORI .
In un decennio l’occupazione in Telecom è calata del 50% . In Telecom lavoravano circa 110.000 persone, adesso alla fine del logorante processo di “efficientament”, così lo ama chiamare l’azienda, di ciò rischia di non rimanere più niente.
A Catania, in Telecom, 10 anni fa lavoravano circa 1200 addetti, adesso sono rimasti solo 550 lavoratori e sono state perse anche le attività più pregiate.
Giorno 19 aprile con la presentazione del nuovo piano industriale ancora una volta Telecom presenta alle parti sociali e soprattutto ai mercati finanziari un piano fatto non di investimenti strategicamente orientati alla crescita, allo sviluppo ed alla innovazione ma un misero piano finanziario fatto di ulteriori 7000 tagli da operare sui livelli occupazionali e ciò per garantire nel triennio un recupero del debito di circa 5 miliardi ).
Una politica di soli guadagni da perseguire senza il recupero di un solo cliente. Siamo alla follia più totale.
Come rappresentante dei lavoratori e come cittadino/utente chiedo alla camera del lavoro di Catania e alla Segretaria Nazionale un intervento forte ed immediato per far si che venga arrestata questa emorragia non solo occupazione che si consumerebbe a danno del territorio catanese e nazionale e per far si che si determini, in Telecom, una nuova stagione fatta di investimenti mirati alla modernizzazione della rete
Il nostro territorio e tutto il sistema paese in un momento in cui si parla di divario digitale, per crescere ha necessità che si investa modernizzazione della rete.
Non sono uguali cittadini che non possono contare su pari opportunità di ricerca così come non sono uguali le aziende che non possono contare su infrastrutture adeguate.In Sicilia la rete telefonica è al collasso, se non si investe nella rete non si investe nello sviluppo.



TELECOM: APERTE LE PROCEDURE CONTRO PIANO INDUSTRIALE
Le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL, a seguito della riunione dei rispettivi coordinamenti nazionali ribadiscono il giudizio negativo sul piano industriale presentato di Telecom, fatto di riduzione degli investimenti, tagli al personale, assenza di una strategia di rilancio e per tanto hanno deciso di aprire le procedure per la dichiarazione di sciopero nazionale a livello di gruppo.
Al fine di ottenere una visione più complessiva chiederemo inoltre all’azienda incontri informativi con lo scopo di avere visibilità su temi importanti ma ancora non chiari. In particolare sul tema delle dismissioni, sulle politiche di appalto, sul sistema della rete e relativi investimenti e sulle strategie internazionali. Questo al fine di completare un quadro e fornire ai lavoratori tutti i dettagli ancora mancanti.
Proseguiremo nella mobilitazione che ha visto già nella manifestazione del 23 marzo contro l’esternalizzazione dell’informatica un momento importante e chiederemo di ritirare i licenziamenti, garantire investimenti, dare una strategia di sviluppo industriale all’azienda.
Punti che dovranno vivere nel confronto con l’attuale management Telecom, partendo già dalla prossima verifica prevista per maggio sui colleghi dell’Ade.
Le Segreterie Nazionali invitano inoltre le strutture territoriali nel proseguire con le iniziative di sensibilizzazione verso i Lavoratori e l’opinione pubblica.
A termine della fase di integrazione dell’informativa sul piano industriale verrà effettuata una forte iniziativa di assemblee unitarie su tutti i luoghi di lavoro al fine di ampliare al massimo la partecipazione delle lavoratrici e lavoratori di Telecom Italia.