16 luglio 2010

la Sirti licenzia 600 operai

Mentre martedì 20 luglio parte la trattativa tra Telecom Italia e Cgil, Cisl e Uil sui 3.700 licenziamenti per ora congelati, un'altra si svolge tra sindacati e la Sirti, la più importante azienda di installazioni telefoniche del Paese, che lavora principalmente per Telecom Italia ma anche per gli altri gestori.

La Sirti ha denunciato 600 esuberi; è un'azienda che non ha gli utili miliardari di Telecom Italia ma non è nemmeno in cattive acque come l'altra grande società italiana di installazioni, l'Italtel, appena salvata dal fallimento.

Si tratta di 400 lavoratori per i quali vorrebbe la cassa integrazione per un anno e poi la mobilità per l'accompagnamento alla pensione, e altri 200 lavoratori a "ridotta capacità lavorativa" (per infortuni, malattia e via dicendo) per i quali chiede la cassa integrazione straordinaria, in attesa di trovare una collocazione.

Anche in questo caso, come in Telecom italia, il problema del sindacato è se accettare una mobilità coatta come chiede la Sirti, o solo una mobilità volontaria e incentivata.

Pier Luigi Tolardo - Quelli di Zeus

15 luglio 2010

14 luglio 2010

Telecom, revocati licenziamenti, si tratta fino a 30/7/2010

Telecom Italia e le organizzazioni sindacali hanno raggiunto un accordo, con l'aiuto del governo, per il congelamento dei licenziamenti annunciati dalla società e si sono accordate per cercare un accordo nei prossimi 15 giorni.

Lo ha detto il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi al termine dell'incontro tenutosi al ministero dello Sviluppo economico.

"Abbiamo raggiunto un'intesa di metodo. Telecom ha accosentito a ritirare la procedura di mobilità. Ora abbiamo un periodo di 15 giorni di intenso negoziato", ha detto Sacconi al termine della riunione. L'Ad della società Franco Bernabè ha poi aggiunto che al tavolo Sacconi ha detto che si impegnerà per ritrovare strumenti che attenuino l'impatto sociale delle riduzioni di lavoro. Bernabè si è anche dichiarato ottimista sull'esito della trattativa.

Nota di redazione:

Da parte della Slc Segreteria Nazionale:

Il governo, telecom e le ooss rappresentative dei lavoratori si sono riuniti in data odierna presso il ministero sviluppo economico ed hanno convenuto quanto segue:

1) si apre tra azienda e sindacato il negoziato sullo sviluppo ind del gruppo e sulle ricadute sui livelli occupazionali con l'obiettivo di verificare entro il 30/7 le condizioni x un accordo.

2) al negoziato partecipano Sacconi, Romani o loro delegati. Sacconi verificherà strumenti di protezione del reddito utili ad accompagnare lavoratori eventualmente in esubero, al pensionamento nei termini di legge.

3) Telecom ritira le procedure di mobilità per favorire la costruttiva conclusione dell'accordo con riserva di riproporle entro il 30/7 in assenza di sviluppi positivi del negoziato.

4) Romani convocherà le ooss per consultazione sugli investimenti sulla larga banda.

Ad agosto lo stress finisce sotto esame

di Luigi Caiazza
Entro il primo agosto 2010 tutti i datori di lavoro dovranno adeguare il documento della sicurezza, elaborato a seguito dell'integrazione della valutazione del rischio. La novità riguarda la valutazione riferita a gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato (Slc).
La novità era stata introdotta dall'articolo 28, comma 1, del Dlgs 81/2008, che nell'individuare i contenuti oggetto della valutazione del rischio da parte del datore di lavoro e nel prevedere una serie di interventi ha soffermato la propria attenzione anche sui rischi connessi allo stress lavoro-correlato, secondo i contenuti dell'Accordo europeo dell'8 ottobre 2004.
Con la modifica apportata dal Dlgs 106/2009 è stato stabilito che la valutazione dello stress lavoro-correlato è effettuata nel rispetto delle indicazioni che saranno fornite dalla Commissione consultiva permanente, e il relativo obbligo decorre dalla elaborazione delle predette indicazioni comunque, anche in difetto di tale elaborazione, a far data dal primo agosto 2010.

13 luglio 2010

Telecom Italia: Antonio Migliardi lancia parole distensive a sindacati e lavoratori


Parole saggie e distensive quelle dichiarate dal responsabile delle risorse umane, Antonio Migliardi, al Sole 24 Ore - Radiocor - Un gesto apprezzabile e di grande disponibilità verso i lavotatori e gli addetti ai lavori. Sperando che alle parole seguino i fatti, Parti Sociali e 3700 persone, si augurano che domani davanti al Governo ed alle Associazioni Sindacali, l'Azienda prenda atto che "fare terrorismo" in questo momento dove il Paese sta attraversando uno degli anni più bui della sua storia non è la cosa o l'atteggiamento più responsabile da mettere in campo. Oltretutto un comportamento di questo genere dimostra, palesemente, la pochezza di idee e la mancanza di strategia e di intenti che una Società come Telecom Italia non può non avere in base al suo passato, la sua storia ed alla sua identità che prima della privatizzazione era da esempio alla maggior parte delle industrie mondiali.
La banalità e la scontatezza di far pagare tutto sulle spalle dei lavoratori è sempre stato un atteggiamento di manifesta inferiorità difronte a tutta la popolazione ed allo Stato Italiano. Spero che sin da domani, la Proprietà, dimostri il suo potere, il suo spessore e la sua reale voglia di apertura al dialogo, sospendendo o ritirando una "RACCOMANDATA" che non ha ragione di esistere.
Sarebbe questo un bel gesto, reale e concreto, per poter seriamente sedersi ad un tavolo e fare il bene di tutti i lavoratori, dell'Azienda e del Paese Italia.

Salvo Moschetto
Responsabile comunicazione ed informazione
Slc Cgil Catania

Telecom e licenziamenti: Migliardi, tagli necessari ma si trovera' l'accordo

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 13 lug - Telecom Italia e' convinta di riuscire a trovare un accordo con governo e sindacati sui licenziamenti. Antonio Migliardi, responsabile risorse umane della societa' tlc, in un'intervista a Il Sole 24 Ore spiega di non dubitare che 'alla fine riusciremo a trovare una buona soluzione per un problema serio quale quello degli esuberi' e di essere 'consapevoli del fatto che questo tipo di problema va affrontato con le parti sociali'. Domani i vertici Telecom sono stati convocati dal governo per ottenere chiarimenti sulle strategie industriali del gruppo, che prevede 3.700 licenziamenti entro la meta' del 2011, per un totale di 6.800 nel 2012. Migliardi sottolinea che i 'decrementi dell'occupazione sono stati su base volontaria e attraverso esodi incentivati'. Riguardo ai numeri, il responsabile delle risorse umane chiarisce che gia' a dicembre 2008 la societa' aveva prospettato al sindacato 4mila risorse eccedenti con il piano industriale 2009-2011, ma non vi era stato nessun accordo e i 2.300 tagli sono avvenuti tramite esodi incentivati. Superato il 2009, le risorse eccedenti toccavano le 6.800 unita', di cui 3.700 entro il 2011. 'Ora siamo disposti a valutare una soluzione di tipo morbido, vogliamo pero' certezze sui tempi', perche''non e' possibile che dal 2008 ad oggi noi stiamo ancora aspettando', dice Migliardi.

TLC: chiarimento documento su scadenza 1 agosto T.U. stress Call Center

Cari compagni,

ho avuto modo di leggere attentamente i documenti relativi allo stress correlato inviati da slc nazionale. Invito tutti, e soprattutto le RLS, a leggere il tutto con particolare attenzione.

Lo stress correlato, soprattutto, nel settore dei call center va tenuto in grandissima considerazione in quanto, a partire da Vodafone, parecchie aziende stanno iniziando a stressare i lavoratori invitandoli a prendere in considerazione la possibilità di cambiare lavoro (offrendo addirittura la possibilità di mettere loro a disposizione specifiche società specializzate in outpleasement) . E' un "metodo" per il ringiovanimento della pianta organica che bisogna contrastare con i mezzi a nostra disposizione ed una adeguata presa in considerazione dello stress correlato può essere un utile strumento a nostra disposizione.

Invito tutti i compagni a segnalarmi le aziende presso le quali sono scadute o non sono state ancora designate le RLS in maniera tale da poterci dare la possibilità di metterci al passo con le disposizioni di legge e con gli strumenti a nostra disposizione.

Giovanni Pistorio

12 luglio 2010

Raccomandata inviata da Telecom Italia con la quale apre la procedura di mobilità per 3700 lavoratori.

Prot. n. 0004495 - Tl
Raccomandata A. R.
Oggetto: Licenziamenti per riduzione di personale - art. 24 della legge n. 223/1991.

Ai sensi e per gli effetti di cui agli arrr. 4 e 24 Legge 23 Luglio 1997, n.223, e successive modifiche ed integrazioni, si comunica che Telecom ltalia S.p.A. intende awiare le procedure di mobilità, nei confronti di n. 3.700 lavoratori eccedenti rispetto alle proprie esigenze tecnico-organizzative. Gli ulteriori 2.844lavoratori eccedenti che conseguiranno dall'attuazione del Piano Strategico 2010-2012di Telecom ltalia, illustrato alle OO.SS. nel mese di aprile 2010, saranno gestiti a partire dal secondo semestre 2011,in coerenza con gli strumentí previsti dalla legge. La collocazione in mobilità avverrà nel termine massimo indicato dalla legge, fatto salvo quanto indicato dall'art. 8, comma 4, della legge n. 236/1993.
I motivi che determinano la situazione di eccedenza derivano:

Telecom Italia ha perso l'occasione di stare zitta....!!!!

12 luglio 2010

Non è piaciuto al popolo dei telefonici del web il comportamento degli alti esponenti menegeriali di Telecom Italia che senza "ONORE E RISPETTO" dopo aver presentatato un vergognoso ed inaccettabile Piano Industriale non hanno avuto nessuna sensibilità per tutte quelle persone che scendendo nelle piazze italiane hanno manifestato civilmente e con dignità la difesa del loro posto di lavoro ed il futuro delle loro famiglie e dei loro figli. Un autogol che in passato un Azienda forte e sicura dei propri intenti e delle proprie strategie non avrebbe mai fatto. Comunicare 3700 esuberi ed aprire una procedura di licenziamento nel giorno in cui la gente sta pure perdendo soldi in virtù di una difesa leggittima dei propri diritti è realmente un istigazione alla violenza che la Proprietà poteva benissimo evitare facendo slittare il tutto alle 24ore successive. A torto o a ragione una Società può intraprendere decisioni per il suo futuro, assumendosi chiaramente tutte le responsabilità del caso, ma non può ridicolizzare i suoi stessi lavoratori che in tutti questi anni hanno contribuito a riempire i conti correnti del management di Telecom e stanno tentando a tutt'oggi di risollevare quella che un tempo era uno dei principali colossi della telefonia mondiale. Personalmente sto evitando di pubblicare le tantissime e-mail arrivate in redazione dove si richiedono agli amici e compagni di tutta la rete comportamenti o manifestazioni carbonare che niente hanno a che vedere con quelle che sono le strategie sindacali che si basano su una lotta che deve essere dura, continua e leale ma al di fuori di atti sconsiderati o di comportamenti molto discutibili. Noi siamo gente perbene e certi atteggiamenti non fanno farte del nostro dna e li lasciamo a chi magari causa il forte caldo di questi giorni ha perso un po' il "ben dell'intelletto". Spero tantissimo che qualcuno delle "ISTANZE SUPERIORI" riesca, non dico a scusarsi, ma a spiegare perchè in un momento così difficile e di grande stress invece di abbassare i toni, cercare un dialogo e risolvere i problemi riesca a buttare benzina sul fuoco ed a esasperare anime e coscienze. Forse è giunto il momento che a casa Telecom invece di efficentare i dipendenti si efficentino alcuni dirigenti che hanno "sbroccato di brutto" e che, magari, gli sia data la possibilità di prendersi un lungo periodo di riposo.

Salvo Moschetto

Responsabile comunicazione ed informazione

Slc Cgil Catania

11 luglio 2010

3700 licenziamenti nelle mani del Responsabile Human Resources and Organization di Telecom Italia

di Fabio Pancaldi

E' questa la foto del "TERMINATOR" italiano che è stato messo a capo delle risorse umane per sgozzare 3700 gole di lavoratori che sono diventati scomodi e che possono mettere a rischio di non far guadagnare più svariati milioni di euro all'alto management ed agli azionisti di Telecom Italia. Un uomo da oltre un milione di euro all'anno che per ogni testa che sarà mozzata incamererà premi e bonus.

L' HEAD-CHOPPER in fatto di ristrutturazioni e riorganizzazioni aziendali nel settore dei servizi è veramente uno specialista. E' stato protagonista della ristrutturazione delle Fs, successivamente è stato in Alitalia dove si è fatto una fama da duro.

Prima è stato il sindacato dei piloti, l'Anpac, a non voler più trattare con lui perché troppo duro, poi è diventato il bersaglio dei sindacati del personale di terra che lo accusavano di non applicare i contratti per risparmiare sui costi.

Dopo un'esperienza in Vitrociset, altra azienda in ristrutturazione, torna in Telecom Italia; per lui si tratta infatti di un ritorno, visto che aveva iniziato la carriera manageriale proprio nella Sip (oggi Telecom), alla fine degli anni '80.

Nato a Reggio Calabria nel 1958, è laureato in Giurisprudenza e ricopre attualmente il ruolo di Responsabile Human Resources and Organization in Telecom Italia, dove precedentemente ha ricoperto il ruolo di Responsabile HRO Planning and organization.

Dal 2006 al 2008 ha svolto l’incarico di Direttore Risorse Umane ed Organizzazione in Vitrociset, dal 2004 al 2006 di Direttore Centrale Produzione in Alitalia e Consigliere di Amministrazione di Alitalia Express.

Dal 2001 al 2004 è stato Direttore Sistemi di Trenitalia con responsabilità sui Sistemi ICT, Manutenzione e Logistica dei Rotabili e Qualità. Si è poi occupato di Reingegnerizzazione dei relativi processi e strategia / sviluppo dei sistemi di gestione correlati.

Ha svolto l’incarico di Consigliere di Amministrazione di Trenitalia, di Direttore Sviluppo e Organizzazione del Gruppo Ferrovie dello Stato, con la missione di progettare e realizzare tutti i riassetti organizzativi del Gruppo.

Dal 1991 al 1998 è stato Responsabile di Organizzazione e Dimensionamento in SIP, poi di Organizzazione e Processi in Telecom. Dal 1989 al 1991 ha svolto l’incarico di Responsabile Normativa in ambito Relazioni Industriali della SIP (D.G.), mentre dal 1983 al 1989 ha ricoperto diversi ruoli nell'area Risorse Umane della Direzione Regionale Calabria SIP. In precedenza, dal 1979 al 1982, è stato impiegato in Credito Italiano.

09 luglio 2010

Sciopero Telecom Adesione a Catania

Catania 09 luglio 2010
Grande partecipazione allo sciopero generale indetto da SLC CGIL, Fistel Cisl e Uilcom UIl di 4 ore contro il piano industriale presentato da Telecom lo scorso 19 marzo , l'adesione dei lavoratori a Catania ha raggiunto picchi del 75%. Nota dolente è che contemporaneamente Telecom apre le procedure per i licenziamenti collettivi per circa 3700 lavoratori che si completeranno a giugno 2011, circa la metà di quelli annunciati. 3700 famiglie che rischiano di finire nel tunnel della disperazione. Il sindacato nazionale e territoriale continuerà a lottare contro l'assurda scelta di un management fortemente miope dal punto di vista industriale che per coprire i loro guadagni milionari fa pagare ai lavoratori l'incapacità dimostrata fino ad ora. Nei prossimi giorni attiveremo sia nazionalmente che localmente dei tavoli con le istituzioni che fino ad oggi rimango indifferenti ad una crisi occupazionale del gruppo più grande italiano. O telecom cambia strategia o sarà lotta a tempo indeterminato.
Davide Foti
Segretario Provinciale SLC CGIL Catania
Componente coordinamento nazionale RSU Telecom
Leggi pure:

SLC/CGIL, AZIENDA ANNUNCIA PROCEDURE PER 3700 LICENZIAMENTI IL GIORNO DELLO SCIOPERO

SLC-CGIL “SCIOPERO RIUSCITO. PER RISPOSTA AZIENDA APRE PROCEDURE PER 3700 LICENZIAMENTI.

GOVERNO CONVOCHI PARTI SOCIALI

“Mentre ci giungevano i dati sulla riuscita dello sciopero nazionale indetto in tutto il gruppo Telecom Italia, con un’adesione media intorno al 70% e punte in SSC (informatica) e in diversi siti di di Telecontact intorno all’80%, Telecom Italia ci ha informati che nelle prossime ore saranno aperte dall’azienda le procedure per 3700 licenziamenti (tremilasettecento), oltre la metà degli esuberi dichiarati dal recente piano triennale 2010-2012. Un comportamento vergognoso da parte di un’azienda che ha registrato più di 1,5 miliardi di euro di guadagni netti, che ha già circa mille lavoratori in contratto di solidarietà (quindi con stipendi integrati da risorse pubbliche) e che continua a remunerare a peso d’ora dirigenti e manager”. Così dichiara in una nota Alessandro Genovesi, Segretario Nazionale di SLC-CGIL.

“Nelle prossime ore insieme agli amici e compagni di FISTEL-CISL e UILCOM-UIL decideremo come continuare la vertenza, prendendo atto di un’azienda che non modifica nulla della propria impostazione e del proprio piano industriale, esclusivamente finalizzato alla riduzione di personale e alla riduzione degli investimenti. Soprattutto è ora che il Governo si faccia sentire. La Telecom, alla richiesta del sindacato di convocare un tavolo a Palazzo Chigi sul futuro delle TLC e della principale azienda privata del settore, ha risposto mettendo sul piatto 3700 licenziamenti. 3700 famiglie che rischiano di finire in mezzo ad una strada. L’arroganza del management Telecom è pari solo all’indifferenza con cui il Governo assiste ad una tragedia annunciata”.

“Invitiamo tutti i lavoratori al massimo di mobilitazione – continua Genovesi – in particolare i lavoratori per cui sono già previste per il prossimo 19 luglio altre 4 ore di sciopero (Liguria, Piemonte, Toscana). Siamo di fronte ad una vertenza complessa, in cui è in gioco il futuro di tutti gli oltre 50 mila lavoratori di Telecom e in cui occorre respingere il tentativo aziendale di dividere gli stessi lavoratori”.

“Telecom cambi la propria strategia, dia garanzie di sviluppo, di salvaguardia dei perimetri industriali, scommetta sulla riconversione professionale e non sui tagli, avvii un piano mirato di reinternalizzazioni delle attività customer e di rete: può farlo perché ha le risorse e le professionalità necessarie. Se non lo fa e sceglie oggi il muro contro muro, se ne assumerà tutte le proprie responsabilità”.

08 luglio 2010

Le "scatole cinesi" dei call center Un nuovo misterioso fallimento


Un'altra brutta storia di call center che chiudono e poi riaprono, in altre forme e asciugati di personale, liquidazioni, debiti. In questi giorni i 415 dipendenti della Best Contact Lazio (Bcl) si rigirano sconcertati tra le mani la lettera di licenziamento "per cessazione attività produttiva a Roma a seguito di perdita totale delle commesse". È firmata dal direttore generale Simona Guarino che negli stessi giorni si è adoperata nella compilazione di una discussa lista di 220 lavoratori. Sono i fortunati, tra i 415, riassorbiti da Call&Call, un altro call center che ha aperto da poco una sede nuova di zecca proprio a 200 metri dalla Bcl. Chi non è nella lista è fuori. E quindi in mobilità, fino a dicembre, con l'80% dello stipendio, per lo più non superiore ai mille euro.
Cosa fanno i call center
Gli ex dipendenti del call center sono sotto choc e preparano una denuncia in Procura. Troppi i punti oscuri. "In meno di 20 giorni abbiamo scoperto di non avere commesse e di aver perso il lavoro", raccontano esterrefatti. Ma le commesse, dicono, non sono diminuite: sono transitate quasi tutte alla Call&Call. Si parla di CartaSì, Banca Fideuram, Ucifin del gruppo UniCredit, Finemiro del gruppo Intesa SanPaolo, Bnl, Ace, Mediaset e altre, cioè il cuore della Bcl, specializzata nell'assistenza ai clienti di società del settore bancario e finanziario. E poi la lista: con quali criteri è stata compilata? "Simpatie e parentele", ripetono. Terzo elemento di denuncia: la liberatoria imposta ai 220 fortunati, fatta firmare in azienda e non in sede sindacale, con cui i ripescati rinunciano a qualsiasi rivalsa legale nei confronti delle aziende committenti e in particolare di CartaSì. Alcuni lavoratori sono in causa da anni con CartaSì, firmataria di un accordo con i sindacati nel 2004 che la impegnava ad assumere dalla Bcl i lavoratori in appalto. Su 415 persone, quasi 200 si occupavano ogni giorno dei clienti della carta di credito.
Ma c'è di più. Fino ad otto mesi fa e per cinque anni, Bcl si chiamava Banking&Financial Services (Bfs), direttore Giampaolo Gualla e ad Mauro Lancellotti, lo stesso ad di Omnia Service Center, altro call center fallito e ubicato nello stesso palazzo della Bfs, in via Staderini 93 (Tor Tre Teste). Nell'autunno 2009 il 75% della Bfs viene ceduto senza spiegazioni ("Lancellotti si è stancato dell'attività", avrebbe riferito la Guarino ai lavoratori), al gruppo Omega, il killer dei call center, la scatola finanziaria specializzata nell'inglobare società e portarle al fallimento, quello che ha acquisito Agile da Eutelia a un euro un anno fa e poi ha licenziato mille lavoratori. Ebbene, il meccanismo si ripete: Omega acquista Bfs e le cambia nome due volte, prima Gilla e poi Best Contact Lazio, e secondo i lavoratori "svuota le casse anche aumentando i costi (negli ultimi mesi sono state fatte decine di assunzioni a tempo indeterminato) e poi dichiara la liquidazione e il passaggio a Call&Call", società dell'imprenditore Umberto Costamagna che pochi mesi fa ha salvato un altro call center, quello delle mamme di Pistoia, sempre del gruppo Omega e sempre in fallimento. Risultato: i lavoratori di Bcl perdono, assieme al posto di lavoro, tutti i diritti acquisiti: scatti di anzianità, ferie, Tfr e gli stipendi degli ultimi due mesi
VALENTINA CONTE

Call Center: 3° Rapporto Slc Cgil, persi 8 mila posti di lavoro e 12.000 a rischio. Il Governo convochi tavolo.

Ufficio Stampa SLC - CGIL - Nazionale
Barbara Perversi
Nell'ultimo anno si sono persi oltre 8 mila posti di lavoro, altri 12 mila sono a rischio se non si avvia una politica di sviluppo all'altezza dei problemi e se non si contrastano le gare al massimo ribasso e le aziende che alimentano il dumping. Questa la situazione nei call center italiani, da anni in molti casi e territori (soprattutto al Sud), l'unico settore dove un giovane, anche laureato, può trovare lavoro". Questa, in sintesi, la fotografia che emerge dal Terzo rapporto sull'occupazione nei call center presentato da SLC-CGIL, il principale sindacato del settore, che avanza proposte specifiche (al Governo, alle Regioni, alle imprese committenti, alle imprese di call center) chiedendo la convocazione di uno specifico tavolo.
"La gravità della situazione, la ripresa forsennata di gare al massimo ribasso da parte di committenti privati e pubblici (da ultimo le gare di Enel, Poste, di diversi importanti comuni) e di fenomeni spudorati di dumping, il fallimento di due importanti realtà imprenditoriali nel mondo dei call center (con la perdita di alcune migliaia di posti di lavoro) e l'assordante silenzio del Governo a cui da oramai quasi un anno chiediamo inutilmente di aprire un tavolo per la crisi del settore, ci hanno spinti ad anticipare la pubblicazione del rapporto 2010 (i dati si fermano di fatto alle ultime rilevazioni del 20 settembre). Speriamo che scuota le coscienze". Così dichiara, presentando il rapporto, Alessandro Genovesi della Segreteria Nazionali di SLC-CGIL..
"Dopo tante discussioni e dopo che tanto SLC-CGIL quanto l'associazione delle imprese di call center (Assocontact-Confindustria) hanno avanzato proposte specifiche, molte anche in comune, ci auguriamo ora che - essendo finalmente terminata la vacatio - il neo Ministro On. Romani e il Presidente del Consiglio possano aprire un tavolo ufficiale per costruire una politica di sistema in grado di salvare gli oltre 12 mila posti di lavoro a rischio e stabilizzare un settore che ne occupa oltre 65 mila (per la maggioranza giovani donne meridionali)".
"Gli 8000 posti persi forse si sarebbero potuti salvare con una politica industriale per il settore degna di questo nome. Ci auguriamo - continua Genovesi - che non servano ulteriori 12 mila nuovi disoccupati, ragazze e ragazzi a cui la crisi sottrae futuro e speranza, perché il Governo faccia la propria parte. Come Sindacato siamo non da oggi pronti a dare il nostro contributo, così come siamo certi lo siano tanti imprenditori seri del settore. Al Governo e alle grandi imprese committenti dimostrare però che il futuro di questi ragazzi è tema importante su cui impegnarsi tutti".

SCIOPERO GENERALE GRUPPO TELECOM DEL 09/07/2010

COMUNICATO STAMPA

Il piano industriale di Telecom è presentato il 19 marzo ai mercati finanziari è un piano sbagliato che riduce investimenti ed occupazione e che condanna l’azienda ad un ruolo sempre più marginale in Italia e nel mondo. In questo paese vi sono grandi aziende strategiche come la RAI, Telecom, la Fiat e l’Alitalia: su tutte il Governo e le Istituzioni devono svolgere un ruolo per difendere l’occupazione e i diritti di chi vi lavora. Occorre un Tavolo ai massimi livelli sul futuro del settore, sulla politica industriale per le TLC che finora è mancato. Per ottenere un serio confronto sul settore, annunciamo oggi la ferma volontà di ricorrere a tutti gli strumenti dell’azione e della pressione sindacale.

Si evidenzia che, oltre a non esistere nel piano industriale una politica di investimento vero sulle infrastrutture, un recupero del costo di produzione solo sulla forza lavoro, dichiarando circa 7000 esuberi che sommati al vecchio piano del 2008 investono circa 13.000 lavoratori. A questo si aggiunge la voglia del managemnet di esternalizzare attraverso societarizzazioni tutti gli assett strategici del gruppo come i customer care( vedi 187- 191- 119 ), l’information tecnology etc.

Per queste ragioni giorno 09 luglio p.v. è stato indetto uno sciopero generale del Gruppo di 4 ore a fine turno. A Catania ci sarà un concentramento/sit-in in via etnea accanto villa bellini presso il negozio “Il Telefonino TIM” dalle 17.00 alle 19.00 dei lavoratori per protestare contro le scelte scellerate di Telecom.

Le Segreterie Provinciali SLC CGIL, Fistel Cisl e UILCOM UIL evidenziano come un grande colosso delle Telecomunicazioni sia stato smantellato e ridotto a questo sia dalla mala politica nazionale e dei vari governi che si sono succeduti, sia dall’avvicendarsi dei vari nuovi capitalisti che ripulite le casse si sono puntualmente dileguati senza lasciare traccia né di sviluppo industriale tanto meno di occupazione, sottolineando che circa il 20% della forza lavoro negli ultimi anni è andata persa a danno della qualità del servizio e della soddisfazione della clientela.

Le Segreterie Provinciali

SLC CGIL FISTEL CISL UILCOM UIL


06 luglio 2010

Call Center: Genovesi (Slc Cgil), consegnato a governo documento per rilancio settore call center

Roma, 5 luglio 2010 - Si è svolto nei giorni scorsi, al ministero dello Sviluppo Economico, il tavolo di confronto sulla situazione nel settore dei call center. L'incontro era finalizzato a predisporre tutti i materiali utili e le eventuali proposte condivise tra le parti sociali da trasferire poi alla presidenza del Consiglio. sindacati di categoria Slc-Cgil, insieme a Fistel-Cisl e Uilcom-Uil, congiuntamente avevano infatti chiesto nelle settimane passate di trasferire il confronto.

"Come Slc-Cgil abbiamo consegnato al governo, all'associazione confindustriale sia degli outsourcer che dei committenti Tlc, oltre che alle altre forze sociali, la nostra piattaforma per un patto tra produttori per rilanciare il settore", afferma Alessandro Genovesi, segretario nazionale di Slc-Cgil. "Abbiamo avanzato una proposta articolata - spiega - discussa all'ultima assemblea nazionale dei quadri e delegati tenutasi il 28 giugno scorso, e che ha ottenuto consensi anche da parte delle imprese del settore. Serve un vero e proprio patto di sistema, con agevolazioni fiscali mirate, interventi sulla formazione, clausole sociali per impedire gare al massimo ribasso, accordi a tutela dei clienti evitando delocalizzazioni di attività all'estero (impedendo così che dati sensibili possano essere gestiti in paese e da aziende non italiane), pronti come sindacato a fare la nostra parte solo a condizione che il sistema delle imprese accetti una competizione sulla qualità e per il mantenimento dei livelli occupazionali e se il governo metta qualcosa sul piatto".

"Proprio il governo - conclude Genovesi - per troppo tempo ha fatto il pesce in barile, in alcuni casi assecondando le imprese più scorrette visto che ha azzerato ogni politica ispettiva e repressiva e visto che ora propone con l'articolo 40 del decreto anticrisi, di ridurre l'Irap solo al Sud e solo per le nuove imprese. L'articolo va ritirato o modificato profondamente per evitare che qualche azienda chiuda e magari riapra con altro nome a 100 metri, fenomeni già registrati nel nostro settore. Già si sono persi 10 mila posti di lavoro e altrettanti sono a rischio. Non si può condannare una generazione prima alla precarietà e poi alla disoccupazione. Il governo batta un colpo o si assuma la responsabilità di un altro disastro sociale annunciato".

Alessandro Genovesi - Slc Cgil Nazionale: Sciopero Telecom 9 luglio 2010 per chiedere un piano di sviluppo e rilancio

Sara’ “una giornata di lotta e mobilitazione con iniziative e presidi locali - fa sapere il segretario nazionale della Slc-Cgil, Alessandro Genovesi - per chiedere un piano vero di sviluppo e rilancio dell’azienda, la salvaguardia dei livelli occupazionali, del ritorno in produzione dei colleghi oggi in solidarieta’, per una politica di reinternalizzazione mirata, per la salvaguardia dei customer e dell’informatica”. Secondo i sindacati, il piano industriale presentato a marzo da Telecom e’ “sbagliato” perche’ “riduce investimenti ed occupazione” e “condanna l’azienda ad un ruolo sempre piu’ marginale in Italia e nel mondo”.


Nello specifico, la richiesta dei sindacati e’ che per l’intero arco di piano 2010-2012 venga mantenuto inalterato il perimetro del gruppo e che l’azienda ripensi “la propria strategia sulla gestione dei livelli occupazionali”. No ad ammortizzatori sociali, piuttosto un piano di “rilancio e riconversione di alcune professionalita’”; informatica e ricerca rimangano “parte fondamentale del ‘core business’ dell’azienda” e non aumentino ‘outsourcing’, delocalizzazioni e appalti. Sulle aree di staff si chiede che “venga sancito una volta per tutte il principio della valutazione condivisa e preventiva dell’equipollenza professionale, prima di procedere a veri e propri demansionamenti”.


“Su questa piattaforma - conclude Genovesi - chiediamo a tutti di fare la propria parte: impresa, Governo, istituzioni. La vertenza sara’ lunga e dura e il management Telecom sara’ valutato per le aperture o meno che verranno, per i fatti e non per le ‘belle parole’. Quando un’azienda ha un utile di piu’ di 1,5 miliardi deve pensare allo sviluppo e all’occupazione, non a scaricare sui lavoratori la voglia di fare ancore piu’ profitti”.

VODAFONE: BASTA CON LE PRESSIONI INDEBITE SUI LAVORATORI

COMUNICATO SINDACALE

Come SLC CGIL in questi anni abbiamo volutamente evitato di esprimere i nostri giudizi negativi, nel merito e nel metodo, sul sistema di valutazione del personale denominato “Performance Dialogue”, in uso in Vodafone. Questo per non dar peso a uno strumento che non ha nessun valore dal punto di vista contrattuale. Non possiamo più evitare però di registrare e denunciare quanto sta avvenendo in azienda, in particolare negli ultimi mesi.

Stiamo ricevendo continuamente segnalazioni da parte di lavoratori e lavoratrici di Vodafone che, a fronte di un giudizio negativo ricevuto nel Performance Dialogue, vengono invitati ad abbandonare l’azienda attraverso incentivazione economica e impegno alla ricollocazione. In caso di rifiuto o anche solo di tentennamenti, i diretti superiori minacciano trasferimenti territoriali, trasferimenti dalla rete o dalla vendita a call center in altre regioni, ecc..

Segnalazioni che provengono da tutto il territorio Nazionale e che non possono essere ricondotte in una iniziativa personale di qualche manager ma una nuova linea adottata da tutta l’Azienda.

La SLC CGIL ritiene questa situazione INACCETTABILE ed invita la Vodafone ad ABBANDONARE IMMEDIATAMENTE la strada intrapresa. Strada che porta solamente a logorare le già complicate relazioni industriali.

Come SLC CGIL non esiteremo un istante a difendere, in ogni sede e con ogni mezzo, i lavoratori che saranno interessati da questa nuova ingiustizia aziendale.

Invitiamo tutti lavoratori e le lavoratrici, che saranno fatti oggetto di un simile trattamento, di segnalarlo immediatamente alle RSU competenti o alle strutture territoriali della SLC CGIL.

Roma, 2 luglio 2010

La Segreteria Nazionale

05 luglio 2010

Poste - Piattaforma Contrattuale 2010-2012;

Comunicato Unitario

La presente piattaforma per il rinnovo triennale del CCNL 2010-2012 in Poste Italiane, rappresenta il frutto del lavoro svolto unitariamente da tutte le OO.SS. di categoria.

Il rinnovo del CCNL in Poste giunge in un fase particolarmente delicata, prossima alla liberalizzazione del mercato postale che aprirà sicuramente nuovi scenari e problematiche.

Anche per questo motivo abbiamo deciso di presentare una piattaforma agile ma puntuale nel sostenere tutti i temi più rilevanti della parte normativa, che ci consenta di affrontare, appena chiusa la partita negoziale sul rinnovo in Poste, il confronto sul contratto di settore (che dovrà interessare tutte le aziende che operano nel settore postale) in tempi altrettanto certi e rapidi avendo comunque definito la copertura contrattuale dei lavoratori di Poste Italiane.

Il sindacato ritiene infatti che il contratto di settore sia uno strumento indispensabile a garantire, a partire dal 2011 - anno della completa liberalizzazione del mercato dei servizi postali -, regole normative comuni e quindi, in definitiva, condizioni di corretta e paritaria concorrenza in un mercato che vedrà come protagonisti nuovi soggetti imprenditoriali, nazionali ed esteri.

La piattaforma tende a consolidare e migliorare il vecchio impianto contrattuale per quanto attiene i temi normativi: rafforzamento dei diritti sindacali, più garanzie sulla certezza dell’orario, maggiori tutele sulla maternità e sulle aspettative, una specifica norma che stabilisca regole di chiarezza e trasparenza nelle politiche di incentivazione individuale e collettiva, ecc.

Afferma in maniera forte la centralità della contrattazione, l’importanza del sistema delle relazioni industriali ed è orientata al rilancio della crescita economica e allo sviluppo occupazionale.

Per quanto attiene la parte economica, la piattaforma avanza una richiesta complessiva di 140€ che, nel triennio 2010-2012, dovrà servire prevalentemente ad incrementare i minimi tabellari per una reale tutela dei salari.

Riteniamo pertanto importante, in questo delicato momento, la presentazione di una piattaforma per il rinnovo del CCNL condivisa in maniera unitaria dando così maggior forza alle richieste di parte sindacale nell’interesse dell’intera categoria.

Invitiamo tutte le strutture sul territorio a programmare, unitariamente, momenti di confronto con la categoria per illustrare i contenuti della piattaforma e per la relativa approvazione, avendo cura di effettuare le assemblee dal 8 al 23 luglio 2010, dopo l’attivo Nazionale Unitario che si terrà il giorno Mercoledì 7 luglio 2010 (Dalle ore 15,00 alle ore 19,00) presso il Centro Congressi Frentani in Via dei Frentani 4 a Roma (Vicino stazione Termini – quartiere San Lorenzo).

LE SEGRETERIE NAZIONALI


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Poste: Piattaforma contrattuale

03 luglio 2010

Call center siciliani: 5.500 posti a rischio tra Alicos (gruppo Almaviva) e 4you

PALERMO - Negli ultimi anni è stata per tanti giovani la porta più facile per entrare nel mondo del lavoro, ma molti ora la troveranno presto sbarrata. Il settore dei call center in outosurcing, vale a dire quelli che svolgono l’attività per aziende terze, è da tempo in crisi e i posti di lavoro a rischio nel 2010 sono 15-16mila, vale a dire il 20% degli 80mila addetti a tempo indeterminato. L’allarme è stato lanciato dalla Slc-Cgil, che in occasione dell’assemblea nazionale dei quadri e delegati del settore ha diffuso una mappa dettagliata della situazione, invocando “un patto tra produttori per il rilancio”.

La fotografia scattata dall’organizzazione sindacale offre uno sguardo d’insieme e mette nero su bianco le conseguenze delle crisi di aziende come Phonemedia, Voicity, Omnia Network e di mille altre realtà locali che non reggono più. Si tratta di una situazione in cui praticamente nessuna regione si salva, ma nella quale è il Sud (il 73% del personale è concentrato nelle regioni meridionali e insulari) a soffrire di più, con oltre 14 mila persone dal futuro incerto. Basti pensare a quanto accade in Sicilia, che ha già pagato con centinaia di licenziamenti e dove il futuro è sempre più fosco: bisognerà infatti verificare, spiega la Slc-Cgil, “la situazione della Alicos (gruppo Almaviva) e di 4you. Qui il calo dei volumi delle commesse Alitalia, Wind ed Enel, dovuto anche a una politica di delocalizzazione delle attività all’estero, mette a rischio 5.500 posti di lavoro”.

01 luglio 2010

Comunicato Attivo Unitario Regionale Sicilia - Caltanissetta 29 giugno 2010

L’Attivo Regionale Unitario SLC – FISTEL – UILCOM riunitosi a Caltanissetta il 29 giugno 2010 a sostegno delle ragioni dello Sciopero Nazionale del 9 luglio p.v., è stata l’occasione per sottolineare l’importanza della ritrovata unità sindacale, in questo difficile momento per i tutti i lavoratori del Gruppo Telecom, permettendo così, di sviluppare una strategia complessiva, più incisiva dell’azione sindacale e attraverso un pensiero riformista.
In Sicilia, più che mai, la mobilitazione della S.F.U. contro le attuali strategie del management Telecom, esplicitata nel Piano Industriale, sarà mirata a contrastare le politiche complessive aziendali che continuano ancor di più ad impoverire il territorio siciliano.
Se già il sistema di Relazioni Industriali, a livello centrale, si è ridotto a poco più di una ritualità, in Sicilia è ormai quasi del tutto assente, così come ripetutamente denunciato dal sindacato, ridotto alla semplice informativa, se e quando imposta dalla legge.
All’interno della vertenza riteniamo che, in primo luogo, non vi debba essere nessuna variazione del perimetro aziendale di Telecom, rigettando, sin da subito, ogni ipotesi di societarizzazione, che altro non sarebbe che un vero e proprio spezzatino dell’Azienda. Bisogna, piuttosto, che Telecom ripensi la propria strategia di gestione dei livelli occupazionali, che vanno assolutamente salvaguardati. Riteniamo impossibile che un’Azienda, con gli utili di Telecom, possa inseguire l’utilizzo di qualsivoglia ammortizzatore sociale; pertanto chiediamo che i lavoratori del 1254 vengano riconvertiti ed il servizio stesso rilanciato.
Vanno altresì mantenute inalterate le attività nel Customer e nella Rete, che devono rimanere core business di Telecom Italia ed al suo interno.