11 novembre 2010

Telecom, su voci esternalizzazione presidi su tecnologico

COMUNICATO

Stiamo assistendo in queste ore in Telecom Italia alla diffusione di voci sempre più insistenti che ipotizzano l’esistenza di un progetto aziendale circa l’esternalizzazione dei presidi sul tecnologico delle centrali Telecom e delle stazioni radio base TIM (S1, S2, S7) a partire dal 1° gennaio 2011.

In pratica, secondo tali voci, si potrebbe trattare di una possibile esternalizzazione della manutenzione dei gruppi e delle stazioni di energia.

A tal proposito si rincorrono indiscrezioni circa un contratto di manutenzione in fase conclusiva di predisposizione e su una serie di sopralluoghi che dovrebbero essere effettuati dal 22 Novembre al 17 Dicembre in affiancamento con le imprese per mostrare loro il lavoro da fare, probabilmente al fine di fare una stima sul valore dell'attività.

Le Segreterie Nazionali di SLC FISTEL e UILCOM chiedono a Telecom Italia una immediata smentita intorno a tali voci dal momento che, qualora fosse confermato, tale progetto sarebbe in gravissima e palese contraddizione con lo spirito degli accordi recentemente sottoscritti che prevedono processi di reinternalizzazione di attività e non il contrario.

Le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL

Emilio Miceli (Slc/Cgil Nazionale) al Forum sull'ICT:

“Si può parlare seriamente di produttività in presenza di un saldo infrastrutturale, materiale ed immateriale, così pesantemente passivo?

È il sistema Italia ad essere improduttivo. Se non si riesce ad allungare un ponte, completare una strada, usare la rete come motore della pubblica amministrazione come si può pensare che il nostro sistema industriale possa competere con le altre aree del mondo? Chiedere un cambio nella politica degli investimenti non significa chiedere assistenza, ma pretendere che il governo faccia per intero la sua parte per fronteggiare la crisi producendo sviluppo.” Così il segretario generale di Slc/Cgil, Emilio Miceli, al Forum sull'ICT.

Quanto alla polemica di Brunetta con i medici della Cgil, Miceli spiega che “le dichiarazioni del ministro sono sopra le righe e ci colpisce che Brunetta non conosca la differenza tra una lobby e un sindacato. Prendiamo atto che il super decisionista Brunetta mostri tutta la sua impotenza nella riforma della pubblica amministrazione di fronte alle obiezioni del sindacato. Ci aspettavamo un alibi meglio congegnato.”

BT Italia, Slc-Cgil: "Ministero Sviluppo Economico chieda di fare marcia indietro"

"Dopo oltre tre mesi di iniziative di lotta, scioperi e interrogazioni parlamentari, a fronte delle chiusure aziendali e del tentativo di ridurre ulteriormente l’occupazione in BT Italia, azienda titolare di licenza telefonica, le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL hanno chiesto al Ministro per lo Sviluppo Economico, Paolo Romani, la convocazione di uno specifico tavolo di crisi presso il Ministero." È quanto dichiara Alessandro Genovesi, Segretario nazionale di SLC-CGIL, il sindacato di maggioranza assoluta in BT Italia.

"Chiediamo a BT Italia – continua Genovesi – quello che abbiamo alla fine concordato con Telecom Italia, anche grazie all’intervento del Governo: una gestione responsabile degli esuberi attraverso i contratti di solidarietà e soprattutto una riconversione di tutti i lavoratori per scongiurare ulteriori tagli e poter rilanciare l’azienda. Non vogliamo assistere a una lenta morte industriale, che lascerebbe per strada centinaia di lavoratori. In pochi anni BT Italia ha più che dimezzato la propria forza lavoro operativa tra cessioni di ramo, esternalizzazioni, trasferimenti, mobilità e cassa integrazione a zero ore, rischiando con questa ennesima ristrutturazione di scendere sotto i mille dipendenti. Stiamo parlando di una dispersione di competenze e professionalità enorme, che per di più avviene dopo che, anni di sacrifici, hanno portato BT Italia a essere la filiale più remunerativa dopo l’Inghilterra, raggiungendo di fatto il pareggio pur in anni di crisi."

"Quando un’azienda – conclude Genovesi – chiede sacrifici e poi ottiene i propri risultati dovrebbe ripagare i propri dipendenti e il Paese entro cui opera con nuove assunzioni, con maggiori investimenti e non portando i profitti fuori scaricando sulle casse pubbliche i costi sociali. Aspettiamo che il Ministero dello Sviluppo Economico, senza fare doppi pesi e doppie misure, metta in campo tutte le proprie forze, come ha fatto durante la vertenza Telecom Italia, chiedendo all’azienda di tornare indietro e di scommettere sul nostro paese."

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Violazioni amministrative in materia di mancato godimento di riposi e ferie:

All’interno del c.d. “collegato lavoro” (Legge n. 183/2010), e precisamente nell’art. 7, il legislatore è nuovamente intervenuto sulla disciplina sanzionatoria in materia di orario di lavoro, modificando ancora una volta, nel volgere di pochi anni, disposizioni che rivestono una certa importanza sul piano applicativo sia per gli organi di vigilanza, che per gli Uffici legali e del Contenzioso operanti presso le Direzioni Provinciali.

Vale la pena, a mio giudizio, alla luce dell’ennesima riforma, soffermarsi brevemente sul susseguirsi delle norme sanzionatorie via via approvate, focalizzando per quanto possibile – in un’ottica prettamente pratica – l’attenzione sul processo di adeguamento delle norme medesime, e “ricapitolandone” contenuti e sfere di operatività.

Limiterò in questa sede l’analisi, prendendo spunto da quanto contenuto nel “collegato”, alle violazioni di natura amministrativa riguardanti la disciplina dei riposi giornalieri e settimanali, nonché quella relativa alle ferie, privilegiando sugli aspetti sostanziali quelli di carattere sanzionatorio, che maggiormente interessano gli operatori.


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10 novembre 2010

Telecomunicazioni: siglato memorandum tra le principali aziende italiane di Tlc

E' stato siglato il memorandum d'intesa tra il ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, e gli amministratori delegati delle principali aziende italiane di Tlc per la costituzione della societa' per la realizzazione di una infrastruttura passiva per lo sviluppo di reti a banda ultra larga. L'intesa e' stata sottoscritta da Telecom Italia, Vodafone, Fastweb, Tre, Wind, British Telecom e Tiscali. Il veicolo societario costituito "secondo la modalita' della partnership pubblico privata", si legge in una nota, "effettuera' gli investimenti necessari per implementare tale infrastruttura (opere civili di posa, cavi in fibra spenta, canalizzazioni verticali negli edifici e locali per la terminazione delle fibre ottiche) con caratteristiche di neutralita', apertura, economicita', efficienza ed espandibilita'". Entro 3 mesi il comitato esecutivo istituito definira' il business plan della societa'.
Telecom Italia e' "molto soddisfatta dell'esito del lavoro" svolto per la costituzione di una newco fra tutti gli operatori di tlc per favorire lo sviluppo della banda larga in Italia. "Per il Paese e' un segnale importante di rilancio del settore", ha spiegato l'a.d. di Telecom Italia, Franco Bernabe', illustrando i termini del Memorandum of Understanding siglato oggi.

09 novembre 2010

Call & Call di Genova in cassa integrazione

Genova - Le Segreterie territoriali genovesi di SLC Cgil FISTel Cil UILCOM Uil con le loro RSA hanno incontrato la Direzione di Call & Call Genova e dopo lunga discussione hanno condiviso la sospensione dei licenziamenti collettivi annunciati il 20 ottobre scorso. Pur prendendo atto della situazione determinatasi nel call center, le OO.SS hanno chiesto fin dall’inizio all’azienda di ripensare la scelta di chiudere Call & Call Genova mettendo in atto tutte le iniziative possibili compreso il ricorso ad ammortizzatori sociali in deroga.
“In data 5 novembre –si legge in una nota- le parti hanno sottoscritto un verbale di accordo nel quale, come conseguenza dell’impegno alla non chiusura del sito si concorda il ricorso alla cassa integrazione in deroga ed una serie di interventi atti a individuare soluzioni di immediata ricollocazione in altre strutture della holding.
Su richiesta dei rappresentanti dei lavoratori la direzione aziendale si è resa disponibile a ricollocare 15 lavoratrici a La Spezia e 10 a Milano che vogliano trasferirsi intervenendo con una temporanea integrazione alla trasferta e calibrando gli orari di lavoro anche in funzione delle esigenze di spostamento.
Si sono svolte due assemblee alle quali hanno partecipato tutte le lavoratrici e si sono affrontate ancora una volta le cause che hanno portato all’attuale situazione e le problematiche relative alla gestione dell’accordo.

Inps e la riforma della pensione


Il preavviso e la mobilità salvano dalla stretta pensionistica: in alcune situazioni non si applicano le nuove regole delle pensioni, e cioè in particolare:
1 - nei confronti dei lavoratori dipendenti che hanno in corso il periodo di preavviso alla data del 30 Giugno 2010 e che maturano i requisiti di età anagrafica e di anzianità contributiva richiesti per il conseguimento del trattamento pensionistico entro la data di cessazione del rapporto di lavoro. Tale condizione, ha spiegato l’INPS, deve risultare da apposita dichiarazione di responsabilità del datore di lavoro, dalla quale risultino le clausole contrattuali in ordine alla durata del preavviso, la data iniziale del periodo di preavviso nonchè la data terminale dello stesso preavviso.
2 - nei confronti dei lavoratori per i quali viene meno il titolo abilitante allo svolgimento della specifica attività lavorativa per raggiungimento dei limite di età.
3 - Le vecchie disposizioni in materia di decorrenza dei trattamenti pensionistici, vigenti prima della manovra estiva, continuano ad applicarsi nei limiti di 10 mila beneficiari, ancorchè maturino i requisiti per l’accesso al pensionamento a decorrere dal 1° gennaio 2011:
- ai lavoratori collocati in mobilità sulla base di accordi sindacali stipulati antecedentemente alo 30 aprile 2010 e che maturaano i requisiti per il pensionamento entro il periodo di fruizione dell’indennità di mobilità in base alla Legge n. 223/1991.
- ai lavoratori collocati in mobilità lunga per effetto di accordi collettivi stipulati entro il 30 aprile 2010 (legge n.223/1991)
- ai lavoratori che, al 31 maggio 2010, data di entrata in vigore del decreto con la manovra estiva, sono titolari di prestazione straordinaria a carico dei fondi di solidarietà di settore (legge n 662/1996)

08 novembre 2010

Inps, dal 2011 le indennità di disoccupazione si potranno richiedere solo via web

Indennità di disoccupazione, iscrizione di lavoratori domestici, certificazioni reddituali, assegni al nucleo familiare: sono solo alcune delle richieste all’Inps che dal 2011 potranno essere fatte solo via internet. Lo fa sapere lo stesso Istituto che da domani presenterà il sito web completamente rinnovato per rendere ancora più semplice il rapporto con il cittadino.
Dopo l’esperienza delle domande per la pensione di invalidità (dall’inizio del 2010 presentabili solo via internet) non sarà più possibile quindi presentarsi allo sportello per la richiesta dell’indennità di disoccupazione, per quella di mobilità, per l’iscrizione alla gestione separata (da parte dei collaboratori) ma anche per l’iscrizione e per la variazione dei lavoratori domestici da parte delle famiglie.
Cambia tutto anche per le aziende che dovranno utilizzare solo la via telematica anche per l’iscrizione e la richiesta di variazione dei lavoratori dipendenti. Per la richiesta di pensione di vecchiaia e di anzianità sarà invece ancora possibile per l’anziano presentarsi agli sportelli dell’Inps.

06 novembre 2010

Tim: Fabrizio Bona, responsabile della divisione consumer di Tim, "Cassato" da Franco Bernabè

Non ci ha pensato due volte Franco Bernabè a eliminare dalla squadra Telecom Italia.

L’amministratore delegato, deluso dai risultati di Tim sul mercato domestico (ricavi -9,8% sul trimestre e -8,2% nei primi 9 mesi del 2010 ), ha indicato nell’ex direttore commerciale di Wind l’agnello sacrificale. Fabrizio Bona, giunto in Tim da poco più di un anno (luglio 2009), è in uscita dal Gruppo Telecom; al suo posto, ad interim, Marco Patuano, direttore domestic market operations.

Per essere il settore all’avanguardia delle telefonia c’è di che restare sconfortati. È vero che il mercato è difficile per tutti, il mercato è saturo (con oltre 90 milioni si sim nelle tasche di 60 milioni di italiani) e la stessa Vodafone, che ha ormai affiancato Tim nella leadership nazionale, sta per annunciare risultati con una leggera perdita di ricavi. Alle spalle dei due giganti, che hanno 30 milioni di abbonati a testa, inseguono Wind con 20 milioni di sim e 3 lanciata verso i 12 milioni.

Ma per Tim la situazione sta diventando imbarazzante. Chi ha un po’ di memoria storica fa risalire i guai al 2005, quando la gestione Tronchetti Provera decise – per ragioni schiettamente finanziarie – la fusione di Tim dentro Telecom Italia. Ne seguì la guerra tra il capo della telefonia fissa Riccardo Ruggiero e quello di Tim, Marco De Benedetti, vinta dal primo. Conseguenza: azzeramento sostanziale di tutto il management del mobile, quello cioè più abituato a un mercato di concorrenza vera, dove l’amicizia di clienti e rete commerciale conta e te la devi conquistare.

Sono stati anni agitati per Tim. Bernabè ha fatto saltare prima Luca Luciani, passato alla storia per aver fatto vincere Napoleone a Waterloo (ma adesso sta vincendo lui con i risultati di Tim Brasile), poi Carlos Lambarri, adesso Bona. Tutto in un paio d’anni. Bona, palermitano accreditato di solide amicizie negli ambienti del Guardasigilli Angelino Alfano, nato in Tim e poi cresciuto con ottimi risultati in Vodafone prima e Wind poi, stavolta ha messo d’accordo tutti. I colleghi che non ne sopportano i modi spicci e accentratori. I venditori dei centri Tim, infuriati per i suoi tentativi di far pagare a loro il prezzo della crisi. I ragazzi dei call center, che talvolta sfogano sui malcapitati clienti del 119 la loro frustrazione. E infine Bernabè, che si vanta di aver fatto fuori 300 dirigenti quando esordì alla guida dell’Eni. E anche a Telecom non scherza.

05 novembre 2010

Fulvio Fammoni: Collegato Lavoro

Come sapete nel DdL 1441 quater F, cosiddetto collegato lavoro, assieme a tantissime altre norme sbagliate e incostituzionali è prevista l’equiparazione del termine dei 60 giorni per l’impugnativa per irregolarità nel caso di conclusione di contratto temporaneo.
Questo non solo per il futuro ma anche con effetto retroattivo per il passato.
Si tratta di un altro gravissimo attacco ai danni dei lavoratori precari, i più deboli e più colpiti durante la crisi.
Dalla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale (non conosciamo ancora le date) ci saranno 60 giorni poi decadranno tutte le possibilità.
Abbiamo inviato una lettera formale al Ministro e ai gruppi parlamentari, (in allegato il comunicato stampa), chiedendo un provvedimento urgente che blocchi la norma.
Si tratta dunque di avviare, visti i tempi strettissimi, una campagna capillare di informazione verso questi lavoratori che veda impegnate al massimo tutte le strutture, il coinvolgimento degli organi di informazione e dei siti web, gli sportelli immigrati, i SOL e in primo luogo gli uffici vertenze e legali.

Sicurezza sul lavoro. “Norme violate? Ne risponde tutto il Cda dell’azienda”

04 novembre 2010

La Cassazione non transige, in caso di incidenti sul lavoro, causati da una violazione della normativa sulla sicurezza, sarà l'intero Cda a esserne responsabile. Il principio - pronunciato con riferimento alla responsabilità dei vertici "Montefibre" dello stabilimento di Verbania, dove 11 operai sono morti per aver inalato amianto - vale anche nel caso in cui le deleghe sulla salute siano state affidate a un singolo.

Le colpe non saranno più scaricabili.

Secondo la Corte Suprema, quando i morti in uno stesso posto di lavoro sono tanti e si susseguono negli anni, il datore di lavoro responsabile del mancato rispetto delle misure di sicurezza deve risarcire economicamente anche il sindacato e gli enti di fatto che si occupano di tutelare i diritti e la salute dei lavoratori.

Lo ha sancito la Cassazione - nella sentenza 38991 - confermando il diritto al risarcimento per la "Camera del lavoro" della Cgil di Verbania e per "Medicina democratica", costituitesi parte civile nel processo a "Montefibre" e a 14 dirigenti dello stabilimento.

03 novembre 2010

Susanna Camusso: Dichiarazione Programmatica del 3 novembre 2010

Care compagne, cari compagni,

vorrei iniziare con un ringraziamento, non formale, davvero non formale anche se può apparire una frase rituale, a Guglielmo e a tutta la segreteria per avanzato un’indicazione sul mio nome. Ed anche un ringraziamento a tutto il CD ed al comitato dei saggi per il clima della consultazione che viene evidenziato dal verbale. Quel verbale la sua conclusione, parlano del modo di essere della nostra organizzazione, quelle ragioni che rendono la Cgil grande, appassionante, collegiale, collettiva e solidale.

Dalla consultazione emerge questa caratteristica essenziale della nostra organizzazione, emerge tutto il senso di responsabilità per un’organizzazione sotto attacco, in una stagione in cui l’idea della contrattazione, la sua funzione, l’eguaglianza e l’universalità dai diritti alle grandi reti sociali, vengono messe in discussione da un Governo e dalle associazioni padronali che hanno scelto la divisione come strada di riduzione del potere dei lavoratori.

E’ per tutti noi evidente che vi è una relazione stretta tra l’intensità dell’attacco alla rappresentanza collettiva – di chi vuole esercitare una politica di cambiamento – e l’utilizzo di una crisi profonda, e che continua, e che viene usata per scaricarne i costi sui lavoratori. La crisi che nel nostro Paese continua – come dicemmo fin dall’inizio – con una profondità ben più radicale che in altri paesi, perché incrocia e si somma ai problemi strutturali del nostro Paese.


LEGGI DICHIARAZIONE PER INTERO....


Leggi pure:

Intervento di Guglielmo Epifani - 3 novembre 2010

Susanna Camusso Nuovo Segretario Generale della Cgil Nazionale:

03 novembre 2010
Oggi è stata eletta con 125 voti a favore, 21 contrari e 12 astenuti, dal Comitato Direttivo, il nuovo Segretario Generale della Cgil Nazionale Susanna Camusso che subentra al Segretario uscente Guglielmo Epifani che non lascierà la Cgil, ma sarà il presidente della fondazione Bruno Trentin, che coordinerà Ires (ricerca), Isf (formazione) e fondazione Di Vittorio, anche se non è da escludere un futuro in politica , in caso di elezioni anticipate.
Susanna Camusso inizia il suo percorso sindacale nel 1975 e da allora è stata sempre una donna protagonista che tramite le sue idee, il duro lavoro, la sua identità e cultura ha sempre lottato per difendere con sagacia e passione i diritti, la dignità e gli interessi di tutti i lavoratori.
Con un lungo trascorso in Fiom chi la conosce ha sempre apprezzato comportamenti, modi e metodo definendola "negoziatrice paziente, determinata ma anche disponibile e con una grande umanità". Una donna dal carattere forte, dall'approccio sicuro e che non ha mai lesinato consigli ed aiuti a nessuno.

02 novembre 2010

Epifani, lascio la guida, ma non la Cgil.

Mani femminili, sì, ma “sicure e capaci”. La Cgil da domani sarà affidata alle cure di Susanna Camusso, 55enne milanese, ma Guglielmo Epifani, ancora per poche ore segretario generale di Corso d’Italia, non ha dubbi sul futuro del sindacato: “Lascio una Cgil che sta in campo e vuole continuare ad essere un riferimento per milioni di lavoratori” ha detto.
Dopo otto anni Guglielmo Epifani lascia. Non sarà più Segretario della CGIL. Domani sarà il giorno del direttivo, che valuterà l’esito delle consultazioni e poi ci sarà il voto. Che eleggerà Susanna Camusso, una donna per la prima volta alla guida del sindacato. Il giorno dopo, a Roma, al Teatro Quirino, il doppio saluto: quello del vecchio Segretario e quello del nuovo. Un rito: fu così nel settembre 2002, tra Cofferati ed Epifani, al Palasport. Otto anni tempestosi, tra due governi Berlusconi e, in mezzo, il secondo governo Prodi.
“Sempre in campo - dice a questo punto Guglielmo Epifani - senza mai abbassare la guardia”. Molti lo vedono già in politica. Ma non è così, spiegherà. Continuerà a lavorare per la CGIL, dove arrivò trentacinque anni fa (venti dei quali trascorsi in Segreteria). Cominciò in una paese molto diverso, di grandi fabbriche, di radicata cultura operaia, “quando s’avvertivano - ricorda Epifani - passione politica e senso profondo di solidarietà”. Tutto il contrario del presente, lacerato, diviso, in una società dove primeggia l’individualismo, condizionata dalla precarietà, impoverita e incerta, in un paese dove il sindacato è ancora uno degli anelli forti della sopravvivenza democratica, malgrado anche per il sindacato sia tempo di lacerazioni.

31 ottobre 2010

Contratto di apprendistato

Le parti sociali hanno sottoscritto l’accordo per il rilancio del contratto di apprendistato. L’intesa, raggiunta il 27 ottobre), al ministero del Lavoro tra governo, regioni e parti sociali, è un’intesa transitoria di un anno, in attesa dell’attuazione della delega sull’apprendistato contenuta nel ‘collegato al lavoro’, recentemente approvato in via definitiva dal Parlamento. Per questo adesso si aprirà un tavolo di confronto, per arrivare successivamente ad un’intesa complessiva.

Nello specifico l’intesa riguarda l’apprendistato ‘professionalizzante’ cioè quello che interessa la fascia d’età che va da dopo l’obbligo scolastico fino ai 29 anni, dando un primo seguito all’accordo del 17 febbraio scorso sulla formazione.

Leggi Intesa Tra Governo, Regioni, Provincie autonome e Parti Sociali...


30 ottobre 2010

Pensioni un po' di chiarezza:

SISTEMA RETRIBUTIVO E CONTRIBUTIVO:
Il sistema retributivo è legato alle retribuzioni pensionabili percepite negli ultimi anni di attività lavorativa. Secondo questo metodo di calcolo, gli uomini vanno in pensione a 65 anni, mentre le donne a 60 anni, con un minimo di 20 anni di contributi, e 15 anni per tutti coloro che al 31 dicembre 1992
avevano già maturato 15 anni di contributi;
avevano già raggiunto i limiti d’età pensionabile previsti all’epoca;
avevano ottenuto l’autorizzazione ai versamenti volontari.
Per i lavoratori non vedenti e gli invalidi in misura non inferiore all’80 % il sistema retributivo prevede limiti d’età inferiori: gli uomini possono andare in pensione a 60 anni e le donne a 55. Il pensionamento a 55 anni per gli uomini e 50 anni per le donne è previsto per i lavoratori dipendenti non vedenti, iscritti all’assicurazione obbligatoria e con un minimo di 10 anni di assicurazione e contribuzione dopo l’insorgere della cecità.
Le donne che decidono di continuare a lavorare dopo i 60 anni (o i 55 anni se non vedenti o affette da invalidità per l’80 %) e che hanno raggiunto 40 anni di contributi godono di un incremento della percentuale di rendimento della pensione di mezzo punto per ogni anno in cui hanno lavorato fino ai 65 anni. La lavoratrice intenzionata a continuare l’attività lavorativa non deve essere già titolare di una pensione di vecchiaia e inoltre è tenuta a comunicare la sua volontà alla propria azienda e all’INPS (in caso abbia raggiunto già i 40 anni di contributi) almeno sei mesi prima di raggiungere l’età pensionabile.

Ericsson: accordi 25/26 ottobre

Leggi I verbali di accordo...

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Nelle giornate del 25 e 26 ottobre 2010 si concluso con la definizione di alcuni accordi il lungo confronto tra Ericsson Telecomunicazioni SpA e le Segreterie Nazionali SLC FISTel UILCOM congiuntamente al Coordinamento Aziendale delle RSU riguardante la procedura di mobilità e l’armonizzazione di alcuni trattamenti economici e normativi. Tale confronto ha raggiunto livelli di criticità particolarmente elevati e solo il senso di responsabilità delle strutture sindacali ha evitato che si pervenisse ad un mancato accordo sulla procedura di mobilità con conseguente licenziamento dei 250 lavoratori in base ai criteri di legge. Le questioni che hanno trovato composizione in specifici accordi riguardano:

* la procedura di licenziamento collettivo per riduzione di personale e conseguente collocazione in mobilità di 250 risorse avviata dall’Azienda in data 30 lugliO.


Continua a leggere l'accordo...

Leggi Pure:
22 Set 2010
SS unitamente al coordinamento delle RSU di Ericsson Telecomunicazioni si è svolto l'incontro presso la UIR per continuare la discussione legata alla procedura di mobilità aperta dall'azienda, alla contrattazione aziendale (premio di ...
05 Ago 2010
UIL, unitamente alle RSU e la ERICSSON TELECOMUNICAZIONI S.p.A. assistita dall'Unione degli Industriali e delle imprese di Roma hanno proceduto al previsto esame congiunto relativo alla procedura di licenziamento per riduzione di ...

29 ottobre 2010

Riforma pensioni: Il documento INCA-CGIL illustra le novità sulla riforma delle pensioni.

Il documento di INCA-CGIL illustra le novità introdotte dalla manovra finanziaria in materia di decorrenza della pensione di vecchiaia, di ricongiunzione della contribuzione e trasferimento della posizione assicurativa.

Leggi e scarica documento pensioni...

27 ottobre 2010

TELECOM: FIRMATI GLI ACCORDI APPLICATIVI SUI CONTRATTI DI SOLIDARIETA’

COMUNICATO SINDACALE
Sono stati firmati nei giorni scorsi (il 21 ottobre in sede aziendale ed il 25 ottobre in sede ministeriale) gli accordi applicativi sul tema dei contratti di solidarietà e della formazione/riqualificazione professionale nell’ambito della cornice dell’accordo quadro del 4 agosto 2010 tra SLC, FISTEL, UILCOM, Telecom Italia ed il governo. Tale accordo aveva individuato proprio nei contratti di solidarietà per 1100 FTE ed in un ulteriore processo di mobilità volontaria che sarà formalizzato nei prossimi giorni per ulteriori 3900 lavoratori, gli strumenti alternativi agli esuberi dichiarati da Telecom nel corso dei mesi scorsi.
Nel merito gli accordi sottoscritti rispondono ai punti di merito scaturiti dalla riunione del coordinamento nazionale del 15 ottobre 2010.
In particolare:
· L’applicazione dei contratti di solidarietà interesserà tutte le strutture aziendali, e tutti i livelli inquadramentali fatta eccezione per Open Access, che costituirà il bacino attraverso il quale verranno effettuati i processi di mobilità volontaria, la Directory Assistance, già interessata ai contratti di solidarietà, ed i settori creati negli ultimi mesi per consentire la reinternalizzazione di attività e di lavoratori da SSC tramite i bandi aziendali.
· I contratti di solidarietà riguarderanno 29.204 lavoratori, avranno decorrenza dal giorno 8 novembre 2010 fino al 7 novembre 2012, e saranno di tipo “verticale” con giornate intere di sospensione e relativa distribuzione su base settimanale o mensile.
· Gli orari di lavoro saranno ridotti, a seconda dei settori aziendali interessati, del 15% (39 giornate di riduzione/anno), 8,08% (22 giornate di riduzione/anno) e 3,27% (8,5 giornate di riduzione/anno). Quest’ultimo dato sarà oggetto di verifica prima della scadenza dei contratti di solidarietà per consentire la gestione di eventuali sforamenti nella quota di 1100 FTE tramite il recupero di giornate lavorative. Tali percentuali risultano decisamente diverse ed oggetto di un sostanziale riequilibrio rispetto a quelle inizialmente ipotizzate dell’azienda.
· La riduzione teorica della retribuzione annua netta dovrebbe oscillare, in conseguenza dei diversificati livelli di tassazione regionali, tra il 2,4-2,6 % per i lavoratori in solidarietà al 15%, tra 1,25-1,35% per i lavoratori in solidarietà all’8,08% e tra 0,5-0,6% per quelli in solidarietà al 3,27%.

26 ottobre 2010

Telecom Italia: Verbali Accordo MinLavoro 25-10-2010

A seguito degli accordi di Telecom Italia su solidarietà e Formazione, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha convocato Telecom Italia e SLC/CGIL, FISTEL CISL, UILCOM UIL ed UGL per stipulare il Contratto di Solidarietà e l’accordo sulla formazione.

Leggi verbale accordo MinLavoro 25-10-10

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Leggi Progetti Formativi

- Riconversione al Ruolo di: CCA in ambito CC, Tecnico on Field (Basic)